Seduta n.49 del 04/03/2020 

XLIX SEDUTA

Mercoledì 4 marzo 2020

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 16 e 38.

CUCCU CARLA, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana dell'11 febbraio 2020 (44), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Emanuele Cera, Michele Ciusa e Roberto Deriu hanno chiesto congedo per la seduta del 4 marzo 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le proposte di legge numero 113, 114 e 115.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 108 e 281 (Risposte pervenute in data 27 febbraio 2020).

Il primo punto all'ordine del giorno reca l'elezione di un Segretario del Consiglio.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente, intanto preannuncio che c'è una richiesta formale di una sospensione di almeno venti minuti, e poi mi urge comunicare alla Presidenza del Consiglio per quanto riguarda il Gruppo del PSd'Az, che da questo preciso momento e finché in quest'Aula… perché noi ci vediamo per fare leggi che vengono discusse, dove noi abbiamo discussione e dove ci viene detto: "Questa è illegittima, verrà impugnata, non verrà impugnata", poi magari non viene neanche impugnata, puntualmente non è cambiato nulla negli anni, le leggi che fa questo Consiglio non vengono applicate. Vorrei ricordarle quella che abbiamo approvato nel mese di dicembre che riguarda gli staff dei Gruppi consiliari, son passati tre mesi e mezzo e ancora non se ne vede luce, è stata fatta una sorta di selezione e qualcuno mi dovrebbe dire anche sotto soglia per prendere un consulente che doveva studiare una fantomatica formula di contratto a tempo determinato, son passati tre mesi e mezzo e qui puntualmente non si dà applicazione a quello che questo Consiglio delibera. Io ripeto, Presidente, oggi perché c'è questo 102 e perché siamo in emergenza-urgenza su questo virus e quant'altro, altrimenti per quanto riguarda il nostro Gruppo noi ci rifiuteremo di tornare in Aula finché non si riporta un po' di legalità e legittimità. Stiamo perdendo la legittimità di essere in quest'Aula perché puntualmente non si dà applicazione a quelle che sono le leggi che questo Consiglio fa. Allora a che serve stare in Aula, Presidente? A cosa serve se non è questa Assise che decide e fa le leggi, ma le leggi vengono applicate a seconda delle comodità? Allora noi a questo gioco non ci stiamo e preannunciamo che dalla prossima seduta il Gruppo PSd'Az., se non si darà applicazione, non entrerà in Aula.

Riformulo la richiesta di sospensione per venti minuti.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Mula, per sottolineare il fatto che condivido il merito del suo intervento. Si tratta di un ritardo che effettivamente è poco giustificabile, quindi condivido assolutamente il suo intervento che faccio mio.

Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente. Io non le parlerò di personale dei Gruppi e di staff. Io invece vorrei, come ho fatto in occasione della seduta di ieri della Prima Commissione e poi della Quinta, anche avendo tollerato qualche battuta nel voler sminuire un problema che è sotto gli occhi di tutti, non i nostri ma quelli del mondo, il Paese, l'Europa, l'intero pianeta si interrogano su come arginare e poter determinare alcune soluzioni a possibili vicende economiche ancor più gravi rispetto a quelle che stiamo vivendo oggi legate al dramma del Coronavirus. Suggerirei da parte delle Commissioni competenti, a lei Presidente, alla Giunta, di approfondire il tema perché le segnalazioni che stanno arrivando, basta interpellare i sindaci dei territori costieri o comunque che guardavano in modo positivo all'avvio della stagione estiva, che per noi significa anche il picco massimo non di influenza, ma di assunzione di personale a tempo determinato, quindi gli stagionali, che cosa sta accadendo nell'ambito del sistema turistico, e dall'altro ieri che cosa sta accadendo nella quotidianità della vita delle persone anche nella nostra Sardegna e nelle nostre realtà. Non so a quanti di voi sia capitato di circolare ieri sera per le strade e a quanti di voi sia capitato oggi di andare a sbirciare, controllare, verificare nei locali, nei ristoranti, quante persone erano sedute e quante persone frequentavano quei luoghi. Rischia, se non governata, e lo dico in prospettiva in relazione alla legge di stabilità che dovremo approvare, che se non studiati meccanismi, sistemi, per dare un sollievo al tessuto economico produttivo, e non sarà facile capire come, e non messe da parte risorse per soddisfare, laddove trovate, le soluzioni, le richieste e le esigenze dei settori economici produttivi, noi potremmo trovarci in una situazione realmente drammatica, ancor più di quel che oggi viene rappresentata. Il calo di presenze, di spostamenti, di numero di passeggeri nei voli, di cancellazioni, addirittura nell'ottobre inoltrato, di prenotazioni da parte di turisti. Penso che questo argomento non possa essere sottovalutato e debba essere, invece, oggetto di un'attenta analisi anche con i numeri forniti da parte delle organizzazioni di categoria. Ho suggerito ieri, ed è stata accolta dal Presidente della Quinta Commissione, l'idea di invitare appunto le organizzazioni di categoria, i settori produttivi, per avere una percezione di questo… io ho capito che interessa più altro, lo staff dei Gruppi, altro… io penso che forse su questa cosa una riflessione…

PRESIDENTE. Onorevole, la sto ascoltando.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Lo so, Presidente, che lei mi ascolta, lo vedo. Dispiace che, invece, ci sia una sottovalutazione su questo problema e conteremo i danni.

PRESIDENTE. Scusate, onorevoli consiglieri, lasciamo concludere l'intervento sull'ordine dei lavori. Prego.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). E dico questo perché mentre c'è una disponibilità a ragionare su questi aspetti, che sono reali e toccano la carne viva delle persone, e va valutato di ora in ora, perché il provvedimento che potrebbe essere adottato a breve da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri, indicando ulteriori provvedimenti su scala nazionale di interruzione di pubblici servizi, quelli non essenziali, chiusura di presidi scolastici, universitari, può determinare un ulteriore problema, e noi non possiamo sottovalutare questi aspetti, mentre c'è una disponibilità a ragionare di tutto ciò, suggerirei - perché ho visto il testo che è stato portato - di non usare una vicenda così drammatica e così complessa per proporre norme sulla protezione civile che nulla hanno a che vedere con la soluzione di questi problemi, perché non è fuori luogo, è molto peggio usare una problematica sanitaria di questa gravità per inserire in modo subdolo argomenti di selezione di personale o vicende legate alla contrattazione singola per singoli comparti. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Zedda. Il Consiglio regionale è sospeso per venti minuti, quindi riprenderà alle ore 17 e 10.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 50 , viene ripresa alle ore 17 e 12)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.

L'ordine del giorno reca l'elezione di un segretario del Consiglio. Il Gruppo consiliare Misto, a seguito delle dimissioni dalla carica di segretario dell'Ufficio di Presidenza del consigliere Roberto Caredda, non risulta più rappresentato nell'Ufficio medesimo. Pertanto ha chiesto, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento interno, che si proceda all'elezione di un proprio consigliere segretario. L'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma dell'articolo 4, ha deliberato in data 26 febbraio 2020 di accogliere tale richiesta in quanto legittima e regolarmente espressa.

Il Consiglio può pertanto procedere alla relativa votazione. Ricordo che ciascun consigliere può scrivere sulla scheda soltanto un nominativo. Risulterà eletto il consigliere che essendo iscritto al Gruppo Misto ottiene il maggior numero di voti. A parità di voti è eletto il più anziano di età.

Votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Segretario

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Segretario. Invito i Segretari a procedere all'appello.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti: 53

votanti: 53

schede bianche: 14

schede nulle: 10

Hanno ottenuto voti: Tunis, 2; Fancello, 27.

Viene proclamata eletta Segretario del Consiglio: Elena Fancello.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Abbiamo avuto, anche in questo istante, notizie non solo poco confortanti ma gravissime che riguardano questa epidemia, e per quanto riguarda il Gruppo del PSd'Az, poi invito tutti i colleghi della maggioranza, chi riterrà, per carità, noi non ci sentiamo di restare in quest'Aula e continuare votando i Segretari d'Aula, che ci sembra, con tutto il rispetto, che sia poco importante mentre lì fuori il mondo sta cadendo a pezzi.

C'erano delle norme urgenti che abbiamo chiesto in Conferenza dei Capigruppo di esaminare, e mi sono anche premunito di vedere un attimino di che cosa stavamo parlando, e sono le norme che ci sta chiedendo il Governo nazionale, che stanno adottando ovunque, quindi mi sembra poco rispettoso nei confronti di quelle persone che fuori aspettano anche qualche risposta da parte di questo Consiglio regionale. Quindi stare qui dentro a continuare a parlare di altre questioni che nulla hanno a che vedere con l'urgenza che ci sta toccando molto da vicino… per quanto mi riguarda non ho la serenità di continuare a stare dentro quest'Aula. Per quanto riguarda il Gruppo del PSd'Az son convinto che uscirà con il sottoscritto, poi i colleghi possono fare quello che ritengono opportuno, io invito la maggioranza anche ad abbandonare l'aula. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE: Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Per quanto concerne invece il nostro Gruppo, noi scegliamo di rimanere in Aula per parlare di un importantissimo provvedimento che serve appositamente anche per il discorso dell'emergenza che stiamo vivendo, ed è la fase conclusiva di un lavoro portato avanti nelle Commissioni competenti, per cui noi scegliamo, proprio perché rappresentiamo chi da fuori ci sta guardando e veniamo pagati anche per questo, di rimanere in Aula. Per quanto concerne invece la proposta di legge, come già menzionato nella Conferenza dei Capigruppo, un conto è presentare una proposta di legge con carattere di urgenza che sarebbe stata assolutamente accettata dal Gruppo del Movimento 5 Stelle… Presidente, non è che devo urlare più degli altri, Presidente, lei è lì appositamente, faccia rispettare il silenzio, grazie.

PRESIDENTE. C'è abbastanza silenzio, o perlomeno non c'è alto più chiasso rispetto ad altre volte, concluda, prego.

MANCA DESIRE' (M5S). Dicevo, il Gruppo del Movimento 5 Stelle ha dichiarato in Conferenza dei Capigruppo che se fosse arrivata una proposta di legge con le misure solo ed esclusivamente di emergenza per il coronavirus noi saremmo stati assolutamente a favore, allora lo dichiariamo anche in Aula: se con questo tentativo di proposta di legge, dove c'erano sicuramente anche delle misure per combattere l'emergenza di coronavirus, c'erano anche delle misure dove si è cercato da parte di chi ha presentato questa proposta di legge di ristrutturare l'organizzazione della Protezione civile…. Come ho già menzionato nella Conferenza dei Capigruppo, questa proposta di legge è pervenuta ai Capigruppo neanche un'ora prima della Conferenza, sfido chiunque a leggere a studiare una proposta di legge formata da nove o dieci articoli, se non ricordo male, che è stata presentata neanche sessanta minuti prima, per cui non strumentalizziamo quella che è la scelta del Gruppo del Movimento 5 Stelle (e non solo del nostro Gruppo ma dell'opposizione perché c'erano anche gli altri colleghi) con l'eventualità, proposta in questo caso dal collega del Partito Sardo d'Azione, che afferma che non eravamo d'accordo di presentare e di votare con il "102" le misure d'emergenza per il coronavirus.

PRESIDENTE: Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (Lega). Chiedo una sospensione per tenere una Conferenza dei Capigruppo con la maggioranza e con la minoranza per trovare una linea comune e affrontare un problema assai ostico in questo momento.

PRESIDENTE: Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Spero che vi rendiate conto dell'immagine che state dando di questo Consiglio come maggioranza, o come parte della maggioranza. Io credo che sia assolutamente incredibile quello che sta succedendo in quest'Aula oggi. Noi abbiamo fatto una Conferenza dei Capigruppo dove è stato presentato, venti minuti prima, un provvedimento che insieme a delle norme che avevano carattere d'urgenza sul coronavirus presentava una riorganizzazione completa del servizio di Protezione civile; noi abbiamo chiesto che questo fosse calendarizzato il più rapidamente possibile in Commissione, che è già convocata per domani mattina proprio per verificare la fattibilità e l'eventuale stralcio delle norme urgenti da portare in Consiglio il più rapidamente possibile e su questo adesso si sta facendo una sceneggiata dopo aver esordito dicendo che la priorità era l'applicazione di una norma sul personale dei Gruppi, sul personale dei Gruppi! Questo è stato l'esordio del capogruppo del Partito Sardo d'Azione che oggi chiede che non si tenga il Consiglio, ma cioè ma vi rendete conto di che immagine state dando della vostra maggioranza ai sardi? Tra l'altro in un momento che è davvero delicato, che richiede la massima coesione e l'accelerazione di tutte quante le procedure, però rispettando i tempi che servono per approfondire e per definire un provvedimento che sia condiviso ed effettivamente efficace. Questa è la cosa, quindi io sono scandalizzato, spero che gli altri componenti della maggioranza non accettino l'invito ad abbandonare l'Aula, che si possa continuare civilmente secondo l'ordine del giorno che è stato abbondantemente concordato, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente, sono basito, perché quello che è successo ha veramente dell'incredibile. Io credo che nessuno di noi voglia sfuggire alle proprie responsabilità, siamo qui, eravamo qui ieri, eravamo qui stamattina, siamo andati in Capigruppo insieme, abbiamo cercato di affrontare la situazione che c'è anche al di fuori di quest'aula. Io, Presidente, le chiedo questo: se c'è qualcosa che non sappiamo ditecela perché altrimenti non si spiega questo atteggiamento. Se c'è qualcosa che non sappiamo il Presidente della Giunta venga in Aula a riferire, e noi nel mentre rimarremo qui, continueremo a lavorare, perché così abbiamo deciso, tra l'altro stiamo andando ad approvare una norma che è stata votata all'unanimità, lo dimostra il fatto stesso che sia passata con l'articolo 102. L'onorevole Mula in questo momento non è presente, io credo che un atteggiamento del genere non abbia giustificazione, perché l'onorevole Mula, visto e considerato che sono stati chiesti 20 minuti di ulteriore sospensione, vi siete visti, potevate benissimo decidere cosa fare. Non vorrei che questo atteggiamento potesse servire a scaricare responsabilità su una parte di quest'Aula. Noi, ha detto bene la collega Desirée Manca, ha detto benissimo il collega Ganau, in Conferenza dei Capigruppo abbiamo dato la massima disponibilità ad affrontare i temi urgenti soprattutto di ordine sanitario, abbiamo detto che eravamo disponibilissimi anche a concedere un 102 se quel DL che ci è stato presentato dieci minuti prima fosse stato asciugato nel merito delle due parti, di due articoli che riguardavano l'emergenza sanitaria, eravamo assolutamente disponibili a stare in Aula anche stasera ed approvarlo. Credo che siamo ancora tutti su questa posizione. Però io in questo momento sono molto preoccupato, perché o è successo qualcosa di grave, di gravissimo che noi non sappiamo, gli organi di stampa però ad ora non riportano niente, se questo è successo i canali interni dell'amministrazione contengono questo segreto, noi credo che abbiamo il diritto di esserne immediatamente informati. Quindi la mia proposta è questa di continuare comunque a lavorare e nel mentre se il presidente Solinas volesse venire in Aula a riferire forse rasserenerebbe tutti. Poi se la Capigruppo dovesse servire per decidere questo io sono anche d'accordo a fare la Capigruppo.

PRESIDENTE. Sì, io ritengo che ci sia necessità insomma di riacquisire quella serenità per affrontare momenti difficili come questo. Sono d'accordo che nessuno può utilizzare e strumentalizzare temi, quindi ci deve essere la disponibilità da parte di tutti, di tutti ad affrontare con responsabilità, alla quale siamo chiamati in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, capisco, anche, diciamo, l'intervento dell'onorevole Mula che in qualche maniera immagino, anzi sono certo, fosse stato ispirato a ragioni di preoccupazione, così come lo siamo tutti. Quindi io ritengo che sia opportuno, ritengo che sia opportuno fare una sospensione per...

Onorevoli Oppi, non l'ho vista!

Ha domandato di parlare il consigliere Giorgio Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI GIORGIO (UDC Cambiamo). No, per dire che noi non usciremo dall'aula, per un semplice motivo, perché ci sono delle argomentazioni poi si è arrivata a una conclusione del resto il Presidente ha già convocato per domani una Commissione e credo che ci fossero quattro provvedimenti, tutti quanti per 102, tutti quanti in una certa rilevanza. È chiaro che ci deve essere il tempo materiale per esaminare il tutto, perché c'è stata disinformazione, la verità è questa! È vero anche che la nota sia arrivata circa mezzora prima della convocazione dei Capigruppo e di conseguenza mi sembra non corretto che si abbandoni l'aula. Finiamo l'ordine del giorno, poi possiamo incontrarci anche dopo, ma per il momento completiamo questo e poi vediamo se troviamo, attraverso delle forme di massima correttezza reciproca, la possibilità di esitare questi provvedimenti, è che siamo in ritardo sulla tabella di marcia, soltanto questo, però nessuno ha detto: io sono contrario, per principio perché non vediamo la situazione di massima crisi che ci sia in questo momento per quanto riguarda il coronavirus. E così come noi, pur essendo stato io abbastanza drastico, per quanto attiene anche il provvedimento dell'Ogliastra, ma nessuno è contrario; c'è l'esigenza soltanto di verificare queste cose, così come siamo d'accordo per il turismo, e quindi per l'altra 102 che è stato proposto, ma sono stati proposti quattro nell'arco di un'ora e mezzo, senza che nessuno fosse messo al corrente e senza che fossero neanche protocollati. Per cui noi rimarremo in Aula per correttezza perché di fatto non comprendiamo il motivo per cui si deve uscire dall'aula senza fare un ordine del giorno, si è fatta una votazione e poi si esce. Questo ritengo non sia corretto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie Presidente, mi riallaccio a ciò che è stato detto prima dall'onorevole Ganau e poi dall'onorevole Oppi. Si è intervenuti all'inizio della seduta formulando una questione legata al personale dei gruppi, dopodiché ci si è accorti della castroneria, in una situazione come quella che sta vivendo il Paese e il mondo, e si è cercato di rigirare la questione su una vicenda delicatissima, per usare un eufemismo, che è quella del rischio di contagio da coronavirus. È stato poi detto da parte del Capogruppo del PSd'Az che la norma, la legge oggetto di discussione durante la Capigruppo, cito testualmente, sarebbe necessaria a fronte di comunicazioni formali del Governo che dice che dobbiamo intervenire in quella direzione. Si fornisca da parte dei proponenti, della Giunta la nota della Presidenza del Consiglio dei Ministri che ci dice che dobbiamo adottare un testo di legge esattamente in quella direzione per poter far fronte alle questioni legate al coronavirus. Perché se è così è molto più semplice, è di fatto una presa d'atto di un provvedimento e ne avremo uno a breve tra qualche ora di ulteriore decreto, quindi probabilmente dovremo correggere anche la legge che è stata presentata, perché se c'è un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri che ordina su tutto il territorio regionale di adottare alcuni provvedimenti non è che sia acqua fresca, va preso, copiato e adottato, per quanto di competenza, se è così. Se non è così e cioè se non corrisponde al vero che esiste un documento trasmesso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri o dagli apparati della Protezione civile nazionale o dall'Istituto superiore di sanità che ci dice che dobbiamo adottare i provvedimenti conseguenti rispetto a delibere, ordinanze e provvedimenti di rango nazionale è un'altra cosa.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, è chiarissimo il suo intervento, io, ribadisco, farei in questo modo…

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Presidente, io so che non è lei il proponente di ovviamente di quel testo di legge…

PRESIDENTE. …ma io penso che nessuno abbia intenzione, questo posso dirlo con estrema certezza, intenzione di strumentalizzare niente. Siamo tutti quanti evidentemente molto preoccupati, è uno stato d'animo che è comune a tutti, abbiamo necessità, ribadisco, di riacquisire un minimo di serenità. Il Consiglio è sospeso per una Conferenza di Capigruppo. Io sospendo il Consiglio, chiedo…

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non è serio lavorare così!

PRESIDENTE. Onorevole Agus, invito il Consiglio regionale, ma sono certo che il Consiglio regionale possa accogliere questo mio invito, di riacquisire un minimo di serenità. Stiamo affrontando… qua non dobbiamo fare nessun braccio di ferro, né prova di forza, su un tema che ci riguarda tutti. Quindi, l'invito che faccio è un invito alla responsabilità di ciascuno, adesso il Consiglio si sospende, facciamo una Conferenza di Capigruppo e affrontiamo il tema così come siamo chiamati ad affrontarlo. Mi appello alla responsabilità, non si può utilizzare - e lo dico a me stesso, non a voi, non al Consiglio - un tema come questo per consumare magari legittime…

(Interruzioni del consigliere Francesco Agus)

PRESIDENTE. Perfetto, esattamente, infatti io non sto insegnando niente. Però, onorevole Agus, non modifichiamo i termini del mio intervento, io non sto insegnando niente a nessuno, sto cercando di appellarmi al senso di responsabilità di ciascuno di noi. Le do la parola, certamente le do la parola, onorevole Agus.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non capisco come una riunione di Capigruppo ora possa trovare una decisione diversa rispetto a quella presa due ore fa. Capisco i problemi che hanno alcune forze politiche, li capisco, non le condivido, perché in una fase come questa auspico che tutte le forze politiche abbiano uno scatto d'orgoglio in vista dei problemi gravissimi che ci troveremo ad affrontare, credo però che quello proposto sia il modo peggiore per affrontarli. Oggi, il Consiglio regionale è convocato con un ordine del giorno, è serietà rispettare l'ordine del giorno, approvarlo, o comunque prendere la decisione che l'Aula deciderà di prendere, evitare di perdere tempo inutilmente in riunioni che difficilmente avranno esito diverso, dopodiché, al termine di questa seduta, io sono disponibilissimo insieme ai colleghi a rimanere qui a permettere la convocazione delle Commissioni, a studiare le proposte della Giunta che ad oggi, mi sia consentito dirlo, mi sono sembrate inadeguate al momento, subito dopo iniziamo a fare questo, e domattina, se siamo pronti, perché è anche possibile questa possibilità, siamo qui ad approvare le norme che servono. Non accetto però che con l'alibi della fretta si dicano bugie, perché ho sentito anche bugie su un tema come questo, le ha citate prima l'onorevole Zedda, non lo voglio rifare io. Si mistifichi la realtà, perché ho sentito anche mistificazioni, e ci si allontani da quello che invece è l'obiettivo di tutti, e cioè arrivare ad una soluzione comune, corale, che risolva alcuni problemi. Come ho già detto, siamo favorevolissimi a sederci al tavolo a parlare di tematiche serie e lo dimostra il fatto che oggi il Consiglio è convocato per la prima volta attraverso la procedura d'urgenza che è stata data dopo un lavoro corale e serio fatto da maggioranza ed opposizione. Lo stesso lavoro noi siamo disponibili a farlo per l'emergenza sanitaria e per l'emergenza economica, perché questo Consiglio ha l'obbligo di intervenire sui due piani che ormai rischiano entrambi di essere catastrofici. Per cui appoggio…

PRESIDENTE. Io apprezzo il suo intervento, onorevole Agus, e per questa ragione comunque sospendo il Consiglio regionale per dieci minuti. Il Consiglio è sospeso.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 57, viene ripresa alle ore 18 e 29.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, comunico l'esito della Conferenza dei Capigruppo. Innanzitutto io vorrei ringraziare l'intero Consiglio, che è rappresentato dai Capigruppo in Conferenza, perché Sta dimostrando assoluto senso di responsabilità per affrontare un problema così importante. Si è deciso che si procederà all'approvazione della legge numero 116, dopodiché si convocheranno le Commissioni interessate per l'istruttoria del provvedimento e il Consiglio regionale si convocherà domani alle 10; questo è l'iter che si è stabilito in Conferenza dei Capigruppo, e consentitemi di ribadire i ringraziamenti ai colleghi Capigruppo che stanno affrontando con la giusta responsabilità e senso del dovere un momento così difficile. Comunico peraltro che l'Assessore è dovuto andare all'Unità di crisi, quindi in Commissione arriverà più tardi, però penso che sia assolutamente comprensibile. Dichiaro aperta la discussione sulla proposta di legge numero 116.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Signor Presidente, gentilmente, se può essere… comprendo anche il discorso urgente sul tema che dobbiamo trattare, ma se è possibile anche discutere brevemente, come abbiamo detto in Capigruppo quando ci siamo visti alle ore 15 e 30, la numero 66, che trattava una cosa proprio rapida e veloce sull'inserimento di un rappresentante nel comitato pesca. Grazie.

PRESIDENTE. Io mi rimetto ovviamente alla volontà dell'Aula, do la parola all'onorevole Mele.

Discussione e approvazione della proposta di legge Sechi - Agus - Giagoni - Mula - Ganau - Manca Desiré Alma - Cocciu - Caredda - Salaris - Mura - Cocco. Norme in materia di contratti di formazione specialistica aggiuntivi regionali (ai sensi dell'articolo 102 del Regolamento) (116)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (LEGA). Grazie Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Lo spirito che ha guidato la stesura di una nuova legge in materia di Scuole di specializzazione per quanto riguarda i medici era quello nel complesso di realizzare una norma che risolvesse la situazione insostenibile della carenza di tutte le figure mediche e di tutte le figure di personale sanitario non medico, infatti abbiamo una legge regionale ormai obsoleta, previgente alla norma di riferimento nazionale. La normativa di riferimento nazionale infatti è rimasta in buona parte inattuata, nonostante evidenzi numerosi aspetti di eccellenza e che avrebbero potuto contribuire ad elevare la qualità della formazione specialistica, ad estendere le opportunità di crescita non solo dei medici che si apprestano a iniziare un percorso di specializzazione, ma anche delle nostre strutture universitarie, specie sotto il profilo tecnologico, strumentale, didattico, assistenziale e quant'altro. Il testo unico su cui si è lavorato in sesta Commissione oltre a mettere a confronto le quattro proposte presentate, la numero 40 a firma dell'onorevole Maieli, la 41 a firma dell'onorevole Oppi, la 82 a firma dell'onorevole Agus e la 86 a mia firma, si basava principalmente sugli aspetti comuni, valorizzando gli elementi che li distingueva laddove questi non erano in contrasto con la normativa vigente, garantendo quindi un valore aggiunto alla stessa. Il testo unico presentato in Commissione aveva in sé tutte le prerogative per una legge innovativa, orientata alla crescita e allo sviluppo, infatti uno degli obiettivi parimenti a quello nazionale era il conseguimento di criteri di uniformità e omogeneità dei livelli di qualità, non solo in riferimento ai percorsi formativi, ma anche alle strutture delle scuole di specializzazione e della rete formativa alle stesse collegate. Per garantire ciò la normativa nazionale vincola infatti tutte le regioni al rispetto di criteri uniformi e omogenei, invita le stesse a individuare ulteriori criteri per rafforzare il proprio sistema, pone principi inderogabili di qualità della formazione e delle strutture preposte all'erogazione della stessa, garantisce percorsi didattici rispondenti a precisi criteri di qualità mediante l'adozione di norme di accreditamento omogenee su tutto il territorio nazionale, e ciò perché lo specializzando sardo deve avere la possibilità di accedere a percorsi e strutture di qualità al pari degli specializzandi del Veneto, dell'Emilia Romagna, della Lombardia e di tutte le altre regioni italiane ed europee, deve avere l'opportunità di accedere a un futuro percorso professionale in Sardegna all'interno di un sistema sanitario competitivo. L'azione pertanto doveva essere combinata e sinergica, riguardare quindi il sistema delle Scuole di specializzazione, quello delle strutture della rete formativa complementare, delle strutture del sistema sanitario regionale che dovevano entrare nella rete formativa, purtroppo il divario della nostra Regione rispetto alla maggioranza delle altre regioni è evidente, e le disposizione contenute nel testo unico originario avevano anche lo scopo di ridurre questo gap, oltre chiaramente a garantire valide opportunità ai nostri specializzandi. Le precedenti norme che hanno modificato e integrato la legge regionale numero 5 del 92, non hanno minimamente modificato in termini positivi la situazione di grave precarietà e disagio, confermando la necessità di una modifica integrale della normativa vigente e un approccio differente al problema con una norma totalmente rinnovata, infatti si prevedeva di adeguare e raccordare la normativa regionale con le disposizioni nazionali vigenti, semplificare il procedimento e l'iter burocratico partendo dalle norme di indirizzo nazionale, introdurre norme che vincolassero e impegnassero i destinatari ultimi dei benefici, senza entrare in contraddizione o in contrapposizione con la normativa nazionale vigente. Siamo qui per tutelare gli interessi delle nostre nuove generazioni, che sono il nostro futuro, la nostra promessa per un futuro migliore. Quindi questa proposta di oggi è stata mantenuta pressoché invariata in riferimento ai contratti di formazione specialistica, mentre è stato stralciato tutto ciò che riguarda trasferimenti e scambi con le altre regioni, la medicina di base, compresa la pediatria di base, e la previsione di contratti aggiuntivi e/o borse di formazione per le professionalità di area sanitaria non mediche, tra l'altro previste anche in legge, in armonia con la norma di riferimento nazionale. Inoltre sono stati ridotti i criteri più stringenti di accesso ai medici. Io quindi ritengo che questa nuova proposta di legge sia da considerare come un primo passo verso una riforma che dia l'avvio a un processo di rinnovamento in materia di scuole di specializzazione, dalle professioni di area sanitaria medica e non medica, e chiedo quindi un ordine del giorno in cui si assuma l'impegno a proseguire il percorso avviato con il testo unico presentato in Commissione sesta. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io cercherò di essere brevissimo perché dobbiamo dare atto ai colleghi che hanno lavorato in sub Commissione di aver svolto un ottimo lavoro, con grande sacrificio e fatica, per arrivare poi a questo testo che è stato di fatto unificato. Ha detto benissimo la collega Annalisa Mele nel dire che comunque questo testo non può essere la risposta a quelle che sono le esigenze di tutto il mondo sanitario, perché con questo testo noi prendiamo in considerazione i medici e non parliamo per nulla di quelle che sono le professioni dell'area sanitaria non medica. Noi in audizione in sesta Commissione abbiamo ascoltato quelle che erano appunto le esigenze di quell'altro personale, e effettivamente poi con la rivisitazione dei 4 testi che sono pervenuti e ci siamo quasi dimenticati di inserire nel testo anche quelle specialità e quelle professioni, quindi sono assolutamente d'accordo con la collega che chiede, perché questo è anche l'impegno che è stato assunto da tutti, di fare un ordine del giorno perché immediatamente si vada a legiferare anche su quelle professioni. È chiaro, non si è fatto cenno a loro, non si è fatto cenno al fatto, ad esempio, che i biologi che sono inseriti nelle scuole di specializzazione non abbiano potuto usufruire di alcun contributo che è stato destinato dalla Regione esclusivamente a quelli che sono iscritti al primo anno, quest'anno, come matricole. Quindi approveremo il testo. Io ho presentato alcuni emendamenti che potranno essere in parte discussi durante la discussione del testo della legge e gradirei che mi venisse data conferma, anche dagli Uffici, sull'ammissibilità degli stessi e sul fatto che gli stessi, nel caso potessero essere messi a votazione e venire approvati, potessero inficiare l'approvazione e un eventuale ricorso al testo che andremo ad approvare probabilmente all'unanimità. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pietro Moro. Ne ha facoltà.

MORO PIETRO (UDC- Cambiamo). Grazie Presidente, sarò brevissimo. Per quanto riguarda questa proposta di legge sugli specializzandi io ritengo opportuno che alla legge che stiamo per approvare venga aggiunto il fatto che i nuovi medici, gli specializzandi, siano residenti nell'isola da almeno cinque anni e poi soprattutto ha un'estrema importanza…

PRESIDENTE. Mi scusi. Allora c'è un brusio veramente fastidioso. Onorevole Ennas, per cortesia riprenda il proprio posto. Prego onorevole Moro.

MORO PIETRO (UDC- Cambiamo). Grazie Presidente. E che il diploma di maturità presso uno degli istituti di scuola secondaria, di secondo grado, dell'isola ovvero abbiano conseguito a seguito di corsi predisposti in accordo con la legge 15 dicembre 1999. Poi soprattutto sarebbe anche importante in questo disegno di legge mettere il fatto che loro possano avere una certificazione della lingua sarda o dei dialetti catalano, algherese, gallurese, turritano e quant'altro, e poi soprattutto non permettere agli specializzandi dopo un determinato periodo di specializzazione, diciamo 2-3 anni, di chiedere poi il trasferimento in una Università diversa dalla nostra. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Questa proposta entra in Aula con la procedura ex articolo 102. È la prima volta che viene utilizzato questo strumento. Io lo dico in apertura, non è uno strumento che apprezzo, che approvo e che in questa legislatura mi vedrete assecondare più volte dal necessario. In questo caso io credo, per esempio, che un attento passaggio in Commissione e una condivisione anche di altre Commissioni di merito che potevano essere coinvolte, penso per esempio alla Commissione che si occupa di cultura e istruzione, avrebbero ulteriormente impreziosito questo testo. Siamo stati costretti alla procedura d'urgenza perché ci è stato posto un tema importante, cioè che solo l'approvazione prima della legge di stabilità di questa legge avrebbe consentito di erogare le risorse e quindi permettere agli studenti sardi di beneficiare delle borse di studio già dall'annualità 2020. Se non la si approva prima della finanziaria tutto quello che tutti i Gruppi politici dell'Aula hanno condiviso in linea di principio rischia di restare lettera morta sino all'anno prossimo, per cui, contrariamente a quello che si è fatto sinora, si è deciso di dar vita a una sottocommissione che ha ben lavorato, nel segno della condivisione e del rispetto delle reciproche differenze, in stretto contatto con i tecnici dell'Assessorato e del Consiglio regionale, ha elaborato una proposta che ovviamente è stata depurata di alcuni aspetti che potevano dare adito a contenziosi, a incomprensioni o addirittura di errori. Più volte il Consiglio, dopo aver approvato leggi attraverso l'articolo 102, è stato chiamato a correggere leggi fatte appunto perché l'istruttoria carente ha fatto sì che l'Aula approvasse un testo non pienamente capace di funzionare e di reggere. In questo caso si è asciugato molto il testo, si è lavorato ad una norma finanziaria che è stata fornita attraverso l'interlocuzione garantita dall'Assessorato alla programmazione e che, a dire la sincera verità, è superiore rispetto alle migliori premesse di tutte e quattro le norme. Nessuna proposta pensava di arrivare a stanziare oltre 5 milioni all'anno. Ebbene la proposta che oggi ci vede discutere fissa per il primo anno una dotazione finanziaria di 5 milioni di euro di fondi regionali, fondi che permetteranno a 190 sardi di frequentare una scuola di specializzazione e di essere entro quattro o cinque anni a disposizione del Servizio sanitario sardo.

I problemi a monte sono noti a tutti, li voglio ribadire però anche per lasciare agli atti il fatto che non si tratti di una leggina o di una norma rimandabile, ma di una norma vitale, senza la quale sarà impossibile ragionare di sanità negli anni futuri. I problemi sono la carenza cronica di specialisti nei nostri ospedali, il fatto che questa carenza sia aumentata a seguito degli effetti che sta avendo e che avrà il concorso nazionale; nelle scuole di specializzazione della Sardegna molti vincitori di borsa di specializzazione non sono sardi, probabilmente il giorno dopo il conseguimento del titolo andranno a dare concorsi nella loro regione di provenienza, lasciando i nostri reparti sguarniti e senza professionisti. L'altro tema è quello dell'imbuto formativo. C'è un imbuto formativo a monte, perché la Facoltà di Medicina è a numero chiuso, e c'è un ambito formativo a valle, perché al termine della Facoltà di Medicina i posti nella scuola di specializzazione sono molti meno rispetto ai laureati. Questo ha fatto sì che ci siano molti laureati in medicina che da anni attendono una possibilità di partecipare a scuole di specializzazione. Le soluzioni sono, appunto, l'aumento delle borse di studio e degli automatismi che facciano in modo che le borse di studio regionali, quindi finanziate con finanza regionale, siano erogate ai sardi, e anche lì ci sono dei criteri che dopo vi illustrerò, e poi sia a chi frequenterà scuole di specializzazione in Sardegna, sia a chi frequenterà scuole convenzionate con le Università sarde per andare a coprire le carenze di quelle specialità per cui la scuola di specializzazione è stata chiusa in Sardegna o è carente di posti. Abbiamo una carenza strutturale di posti in scuola di specializzazione, noi sappiamo, per esempio, che non reggeremo negli anni prossimi le richieste di chirurghi e anestesisti. A volte questo Consiglio ha parlato per ore in questa legislatura, ma soprattutto nelle legislature passate, di ospedali e strutture ospedaliere. Ecco, è bene che questo Consiglio si abitui a parlare anche di medici e futuri medici, perché purtroppo il problema della nostra sanità non è soltanto nei casermoni di cemento armato, ma é nella carenza strutturale delle persone che in quei casermoni andranno a salvare la vita ai nostri cari e a noi stessi. Riguardo gli ultimi due punti, i criteri di accesso, si è cercato di inserire nella norma il criterio più largo possibile, ma più restrittivo rispetto alla possibilità che non sardi, residenti in altre regioni, possano partecipare al bando per le borse di studio e ricreare, stavolta con fondi regionali, quello che già sta avvenendo con i fondi ministeriali, cioè questi fondi sono per i sardi che si impegnano a lavorare dopo la specializzazione in Sardegna e che sono disposti, quindi, a mettersi al servizio della sanità sarda. Il criterio che si è utilizzato è quello della residenza, quindi per partecipare e concorrere alle borse di studio occorre avere dieci anni di residenza negli ultimi vent'anni.

Questo è il criterio più ampio possibile ed è anche l'unico, questo almeno secondo il parere degli uffici, che più di altri può reggere a eventuali giudizi. Perché l'altro rischio che non dobbiamo correre, è quello di far sì che il giorno dopo il bando, il primo degli esclusi possa fare un ricorso al TAR e far crollare tutto, cosa che purtroppo avviene spesso, soprattutto quando si tratta di tematiche sensibili. In questo caso il tema della residenza è apparso più inattaccabile rispetto a quello del diploma che è già stato oggetto di ricorsi, e ancora più appunto altre tematiche che sono state inserite nelle norme ma che gli stessi uffici ci hanno sconsigliato di mantenere. Ultimo punto, riguardo le professioni sanitarie non mediche, ci tengo a dire una cosa, non è vero che ci siamo dimenticati, ne abbiamo discusso a fondo, la problematica però è radicalmente diversa rispetto a quella delle borse di studio mediche. In questo caso gli Uffici dell'Assessorato, in particolare il dottor Tidore che ringrazio per il supporto importante che ha dato insieme alla sua struttura alla stesura dell'ultima versione del testo, in particolare c'è un problema nel legiferare ora per allora, o meglio nel garantire una borsa di studio a chi sta già operando purtroppo senza borsa all'interno delle nostre strutture e nelle scuole di specializzazione. Mentre per quanto riguarda i giovani medici accederanno alla borsa di specializzazione solo dopo aver dato il concorso, quindi questo Consiglio regionale sta legiferando in una materia in cui ancora non esistono i beneficiari perché i beneficiari si sapranno solo dopo il prossimo concorso per le borse di specializzazione, per quanto riguarda le specializzazioni non mediche lì esiste un problema diverso, ci sono i beneficiari, cioè ci sono gli specializzandi che però continuano a portare avanti il loro ruolo senza borsa di studio. Per questo motivo però c'è la piena disponibilità a continuare il lavoro nel prossimo mese e fugare ogni dubbio riguardo alla sostenibilità dal punto di vista della compatibilità delle norme, anche per evitare di illudere queste persone che non se lo meritano, e c'è la disponibilità anche per lavorare a una norma da inserire in finanziaria per dare le risorse necessarie anche per garantire le borse di studio per le scuole di specializzazione non medica.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà.

PERU ANTONELLO (FI). L'hanno richiamato i colleghi che mi hanno preceduto, colleghi che coincidono anche con i primi firmatari del testo in discussione. Il testo era molto più corposo, includeva all'interno i profili delle professioni sanitarie, dei biologi, veterinari, chimici, ma poi in sottocommissione si è preso l'impegno di asciugare il testo e di renderlo più snello per l'effetto legato all'urgenza, alla copertura finanziaria visto che ci stiamo accingendo, fra qualche giorno, all'ingresso in finanziaria e quindi si è deciso in un momento successivo di approvare un testo più organico che vedrà poi l'inserimento delle altre professioni. L'urgenza è dettata anche dal momento storico nel quale ci troviamo, è una costante sentire che non si trovano medici specialisti da assumere, un qualcosa che precedentemente non era mai successo, e per questo motivo la nostra proposta interviene a sostegno delle formazioni specialistiche mediche per andare proprio a rimediare questa carenza di medici specializzati nel sistema sanitario regionale.

Questa proposta soprattutto è rivolta quindi ai laureati medici abilitati all'esercizio delle professioni e collocati in quella graduatoria nazionale, la 368, quella che noi riteniamo la vera artefice della carenza degli specialisti, quella che purtroppo ha mirato a non avere i sardi all'interno di un contesto regionale che prima esisteva per quanto riguarda le scuole di specializzazione. Infatti, rispetto alla legge numero 5 che aveva già previsto l'istituzione delle borse di studio per le sole università sarde, quindi quella di Cagliari e Sassari, questa proposta oltre a prevedere l'extra territorialità, prevede l'introduzione di requisiti e di obblighi per quanto riguarda l'ottenimento e l'ingresso nella scuola di specializzazione sarda. E allora a riguardo, la disciplina del testo vede all'articolo 4 la possibilità di accesso ai contratti solo per chi è residente in Sardegna per almeno dieci anni anche, come abbiamo ben specificato nell'articolato, non continuativi nel ventennio precedente alla data di scadenza della precedente domanda. L'articolo 5 prevede che i medici debbano svolgere la propria attività professionale e di formazione specialistica per tutta la durata del contratto presso le sedi individuate sia dalla Regione Autonoma della Sardegna sia dalle Università e questi che prestino la propria attività lavorativa entro gli otto anni successivi presso gli enti del Sistema sanitario regionale per almeno cinque anni. L'articolo 6, in riferimento a questo, prevede degli adempimenti e degli obblighi e se questo non avverrà, i medici sono tenuti alla restituzione del 50 per cento di quanto hanno percepito durante il periodo di formazione.

L'elemento più importante del testo è quello che, ed è del tutto nuovo, che questa proposta legislativa, per quanto riguarda i medici specializzandi sardi, potranno specializzarsi sia nella nostra isola, sia nella penisola e sia all'estero, questo veramente consentirà una maggiore offerta formativa a tutti coloro che vogliono accedere a specializzazioni che oggi non sono presenti nel nostro territorio isolano.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. La Giunta si rimette all'Aula.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(É approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti.

È aperta la discussione.

È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). L'emendamento numero 1 è ritirato.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Domenico Gallus, relatore di maggioranza.

GALLUS DOMENICO (UDC), relatore di maggioranza. Mi rimetto all'Aula!

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. La Giunta è contraria.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per specificare che questo è un tema che è stato oggetto di trattazione nella sottocommissione e su cui la Direzione dell'Assessorato alla Sanità è stata particolarmente netta. Noi abbiamo anche chiesto, ovviamente se ci fosse stata una normale trattazione in Commissione, su questo tema avremmo chiesto il parere dell'assessorato alla cultura, tra l'altro è anche presente l'Assessore che ogni tanto vedo in Aula, e forse può essere utile anche intervenire su questo. E lo dico perché rischia di essere il classico dente avvelenato, capace poi di avvelenare tutto, perché questo emendamento che i colleghi hanno presentato ovviamente con i migliori auspici, perché io stesso credo che la lingua sarda debba essere valorizzata nel giusto modo, dare la possibilità a chi semplicemente consegue un certificato che oggi viene rilasciato dall'Assessorato, in una maniera che ancora non è chiara, rischia o di aprire la corsa anche di studenti continentali alle borse di studio della Regione Sardegna, oppure nella peggiore delle ipotesi a dare un mezzo per fare ricorso a chiunque sia escluso dalle borse di studio. Io lo dico perché il criterio della residenza è stato scelto non perché fosse il migliore, io per esempio preferivo il criterio del diploma, nel testo che abbiamo presentato noi c'era un altro criterio, si è scelto quello perché gli uffici ci hanno suggerito in un momento emergenziale quello come criterio diciamo più efficace per fotografare una situazione. Ecco, io su temi come questo credo che sia utile intanto sentire all'Assessorato competente e poi non c'è niente che non possa essere fatto per gli anni futuri, però se siamo qui a discutere di una situazione di emergenza io credo sia importante attenerci a quello che almeno ha avuto un minimo di istruttoria, con gli uffici che dovranno domani applicare il testo. Quindi io chiederei ai firmatari di ritirarlo e ripresentarlo in una seconda fase.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io credo che per dare garanzia a quelli che dovranno beneficiare di questa norma, o l'uno o l'altro lo dobbiamo tenere. Sull'altro, sì, anche a me è stato detto che potevano esserci dei problemi di legittimità e quindi di impugnazione, su questo non mi risulta proprio, perché la legge sulla lingua sarda è stata approvata, se poi l'Assessorato sinora non è stato in grado di essere chiaro sulla applicazione della stessa lo sarà d'ora in poi, però noi non possiamo assolutamente escludere questo requisito. Io l'emendamento lo tengo e lo metto ai voti. Tra l'altro in Conferenza dei Capigruppo anche l'assessore Nieddu ha detto come mai non era stato recepito il fatto del requisito della lingua sarda in nessuna parte del testo. Io l'emendamento lo tengo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5, poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 6. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento numero 3.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Domenico Gallus, relatore di maggioranza.

GALLUS DOMENICO (UDC), relatore di maggioranza. Parere contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Parere contrario.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7, poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 8, poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9, poiché nessuno è iscritto a parlare lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del PL numero 116.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della proposta di legge Giagoni - Canu - Ennas - Manca Ignazio - Mele - Piras - Saiu. Modifiche alla legge regionale 5 luglio 1963, n. 14 (Istituzione del Comitato tecnico consultivo regionale per la pesca). (66/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 66/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Dario Giagoni, relatore di maggioranza.

GIAGONI DARIO (LEGA), relatore di maggioranza. Presidente, la V Commissione consiliare permanente nella seduta pomeridiana del 27 febbraio 2020 ha licenziato per l'Aula la proposta di legge numero 66, recante modifiche alla legge 5 luglio 1963 numero 14, Istituzione del Comitato tecnico consultivo regionale per la pesca, con voto unanime. La norma si rende necessaria per garantire la rappresentanza delle aziende della pesca di corallo rosso, che non contano più di 20 operatori a livello regionale, nel Comitato tecnico consultivo regionale per la pesca. Non si è ritenuto necessario richiedere il parere finanziario in quanto l'applicazione della norma non comporta maggiori oneri da parte della Regione.

Ringrazio la quinta Commissione che con voto unanime ha approvato questo testo di legge con la massima attenzione e anche con grande celerità.

Le motivazioni che ci hanno guidato nella richiesta di tale modifica, che potrà anche essere banale ma sta di fatto che ci sono molti argomenti che il rappresentante dei pescatori del corallo nel Comitato pesca potrà esporre, che sono i seguenti: la durata del periodo della pesca, che in tutte le regioni italiane parte dal 1° maggio sino al 30 settembre e in Sardegna invece dal 1° giugno sino al 30 settembre; la durata dell'autorizzazione, che è solo di un anno e quindi i professionisti di quel settore non possono investire e avere una certezza e una serenità sicura per oltre un anno; l'ammontare della tassa, la più alta d'Italia rispetto alle altre regioni; la necessità anche di porre un limite d'età.

Io credo di aver riportato e espletato il tutto; ringrazio l'Aula che mi ha dato la possibilità di presentarla, ringrazio il Presidente.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Favorevole.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale e metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

La proposta di legge è costituita da un solo articolo, procediamo quindi con la votazione finale sul testo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 66.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Comunico al Consiglio che la prima Commissione è convocata alle ore 19 e 20 mentre la sesta Commissione è convocata alle 19 e 40, dopodiché il Consiglio (poi facciamo in tempo a rivedere la decisione qualora la Commissione non dovesse andare come io spero e mi auguro) è convocato per domani mattina alle ore 10.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Credo che non sia sfuggito a nessuno il decreto… e la conferenza stampa che il premier Conte con la ministra Azzolina hanno fatto poc'anzi in sede ufficiale. Io credo che sia dovere di chi ha la delega sulla Protezione civile riferire su tutte le questioni che riguardano quel decreto, anche perché in queste ore, in questi momenti si sta creando una confusione terribile: non si capisce ancora se le scuole sono chiuse o solo le lezioni sospese, non si capiscono tutti gli altri provvedimenti. Credo che sia indispensabile che si faccia un po' di chiarezza nell'interesse dei sardi e credo anche nell'interesse di tutti i responsabili di Protezione civile comunale.

PRESIDENTE. L'Assessore immagino non mancherà, quindi la seduta è tolta e il Consiglio è convocato domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 19 e 15.