Seduta n.47 del 19/02/2020 

XLVII SEDUTA

Mercoledì 19 febbraio 2020

Presidenza del Presidente MICHELE PAIS

indi

del Vicepresidente GIOVANNI ANTONIO SATTA

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del Presidente MICHELE PAIS

La seduta è aperta alle ore 10 e 28.

CERA EMANUELE, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 4 febbraio 2020 (42), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giampietro Comandini e Alfonso Marras hanno chiesto congedo per la seduta del 19 febbraio 2020.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 3, 10, 22 e 29 ottobre 2019; 12, 14, 22, 26 e 29 novembre 2019; 5, 10, 18, 23 e 30 dicembre 2019.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle interrogazioni numero 25, 33, 84, 137, 140 (Risposte scritte pervenute il 12 febbraio 2020), 3, 12, 43, 48, 102, 132, 250, 270 (Risposte scritte pervenute il 13 febbraio 2020).

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le interrogazioni numero 304, 305, 306, 307, 308, 309, 310, 311.

Annunzio di interpellanze

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le interpellanze numero 88, 89, 90, 91.

Annunzio di mozioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.

CERA EMANUELE, Segretario. Sono state presentate le mozioni numero 158, 159, 160, 161, 162, 163, 164, 165, 166, 167.

Discussione congiunta delle mozioni Meloni - Li Gioi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Moriconi - Piano - Piscedda - Cocco - Lai - Agus - Caddeo - Loi - Orrù - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo - Manca Desirè Alma - Ciusa - Solinas Alessandro sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore regionale dei trasporti e dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ogni utile azione e iniziativa volta a scongiurare l'abbandono dell'Isola da parte della compagnia aerea Air Italy e la conseguente grave crisi occupazionale che ne deriverebbe, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (157), Li Gioi - Manca Desiré Alma - Ciusa - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sull'emergenza determinatasi nei collegamenti aerei e la salvaguardia dei livelli occupazionali della compagnia di navigazione aerea Air Italy (15), Meloni - Agus - Caddeo - Cocco - Comandini - Corrias - Deriu - Ganau - Lai - Loi - Moriconi - Orrù - Piano - Piscedda - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo, sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale dei trasporti, ogni utile azione e iniziativa volta a risolvere le criticità venutesi a creare a seguito del subentro del vettore Alitalia nella gestione delle rotte in continuità territoriale da Olbia verso le destinazioni di Milano e Roma, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (16)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 157.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie, Presidente. Presidente, signore e signori della Giunta, colleghe e colleghi, le mozioni numero 15 e 16 del 20 maggio 2019, così come l'interpellanza numero 62 del 3 ottobre 2019, per la parte riguardante la vicenda Air Italy presentate in questa prima parte di legislatura da parte della minoranza consiliare, non sono state discusse in quest'Aula nel tempo e con l'attenzione che avrebbero meritato. E proprio il silenzio scelto da parte dell'Assessore Todde su Air Italy, benché incalzato puntualmente in merito, stiamo parlando dello scorso 4 febbraio, ha indotto lo scrivente a presentare, unitamente ad altri 21 colleghi della minoranza, una richiesta di convocazione urgente del Consiglio regionale per la discussione della presente mozione. L'oggetto della mozione è emblematico rispetto alla continua evoluzione della vicenda; venerdì 7 febbraio si evidenzia, infatti, la necessità di porre in essere da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore ai trasporti del lavoro ogni utile azione o un'iniziativa volta a scongiurare l'abbandono dell'Isola da parte della Compagnia aerea Air Italy e la conseguente grave crisi occupazionale che ne deriverebbe. In quel momento, ossia dodici giorni fa, il timore principale, quantomeno in base alle poche informazioni in possesso della minoranza, era rappresentato dal rischio che Air Italy potesse abbandonare definitivamente Olbia e la Sardegna, peraltro approfittando di un momento che avrebbe fatto meno clamore quale la momentanea chiusura dell'Aeroporto di Olbia per i lavori di allungamento della pista programmati da tempo. Ma lo scorso 11 febbraio, lo ricordiamo perché eravamo in quest'Aula, trapelavano le prime drammatiche indiscrezioni dall'assemblea dei soci di Air Italy riuniti a Milano, fino all'annuncio ufficiale, giunto in tarda mattinata, circa la sciagurata decisione di avviare la liquidazione in bonis della Società, con contestuale blocco immediato dell'operatività aziendale e il parallelo avvio delle procedure di licenziamento di tutti i dipendenti, tutto ciò senza che l'Azienda abbia preventivamente esternato le sue reali intenzioni né al Governo centrale né, a quanto pare, spero oggi sia chiarito questo aspetto, al Presidente della Regione e alla Giunta. E così si è passati da un rischio paventato di vedere circa 600 posti di lavoro allontanarsi dalla Sardegna, alla quasi certezza di perdere 1540 posti di lavoro dei quali oltre 550 in Sardegna; un dramma economico e sociale per i lavoratori e le loro famiglie, nonché per l'indotto che ruota attorno alle attività della Compagnia Air Italy. Per dirla con le parole utilizzate nei giorni scorsi da un dipendente Air Italy, preoccupato non solo per il suo posto di lavoro, il danno più grosso non è quello economico, il danno più grosso è il depauperamento della conoscenza, ha ragione il dipendente Air Italy, si tratta infatti di una Compagnia che, come Alisarda prima e Meridiana dopo, ha formato in 57 anni il suo personale in modo eccelso in vari settori, facendolo diventare uno dei più qualificati d'Europa, un'eccellenza che rischia seriamente di sparire nel giro di poche settimane: 1540 dipendenti dei quali 90 tra piloti e assistenti di volo, 137 nel settore manutenzioni, 200 circa nell'amministrazione e 80 nel call center, che in poche ore perdono il posto di lavoro in Sardegna con parecchie difficoltà per la maggior parte di questi di ricollocarsi in particolare della nostra Isola. In tanti anche tra noi colleghi si chiedono e ci chiedono cosa possa fare la politica in questi casi. La politica, pur trattandosi di un'Azienda privata, considerato in particolare il numero dei lavoratori interessati nell'ambito strategico di operatività dell'Azienda stessa, deve fare tutto ciò che è nelle sue possibilità affinché la Compagnia torni innanzitutto subito sui suoi passi rispetto alle liquidazioni in bonis,che impedirebbe altrimenti l'accesso agli ammortizzatori sociali; un provvedimento tampone essenziale per i lavoratori. Nel recente passato, correva l'anno 2016, la Regione e il Governo sono stati fondamentali nell'attività di mediazione che ha portato alla costituzione del sodalizio Qatar (…), che è stato determinante per salvare una parte consistente, purtroppo non tutta, dalla nostra vera flotta sarda, ossia i lavoratori di Meridiana Fly diventati così dipendenti Air Italy. Poi sono state date varie interpretazioni a quel momento, io lo ricordo bene quel momento, era simile a questo, soluzioni non ce ne erano tante, non c'erano molte alternative. Dal 2017 all'inizio 2019 non si contano le volte, ma è sufficiente andare su Google per fare una ricerca, che il presidente Pigliaru e l'assessore Careddu hanno incontrato i vertici della compagnia aerea e la proprietà qatariota al fine di ottenere chiarimenti, perché le cose non andavano bene, rispetto al mancato avvio delle promesse attività a al mantenimento della base effettiva a Olbia. Ho qui tutta una serie di note stampa dell'epoca. 15 novembre 2017: addirittura si riunirono nella sala Giunta del Consiglio regionale il presidente Pigliaru, l'assessore Careddu e il Sindaco di Olbia Nizzi e incontrarono l'azienda chiedendo che rimanesse sarda; il 29 giugno 2018 titola La Nuova Sardegna: "In 50 trasferiti a Milano e la Regione: traditi i patti"; l'8 luglio 2018: "Da destra a sinistra tutti contro Air Italy. No ai trasferimenti". Ricordo anche un intervento in Aula tempestivo da parte dell'allora consigliere regionale Giuseppe Fasolino. 31 luglio 2018: "Air Italy. Pressing della Regione all'ambasciatore del Qatar contro i trasferimenti dei dipendenti". "Caso Air Italy, Scano attacca: l'anomalia è Rigotti". Fino ad arrivare al 10 settembre 2018: "Air Italy: Careddu, fare un passo indietro".

Io non voglio fare polemica politica, su questo dramma non è ammessa, però le nostre sollecitazioni di tutti questi mesi erano, colleghi e signori della Giunta, diretta conseguenza delle preoccupazioni manifestate dalle parti sociali circa il futuro dell'azienda ed erano finalizzate a chiarire, una volta per tutte, il livello dei rapporti e delle interlocuzioni con i vertici della compagnia e con la proprietà. Erano, inoltre, un invito a fare chiarezza rispetto al fatto che la Regione non abbia ritenuto in questi mesi di accogliere le richieste di audizione in merito da parte delle sigle sindacali del settore. Insomma la sensazione netta è che la Regione negli ultimi tempi abbia trascurato il rapporto con la compagnia Air Italy e ad avvalorare questa preoccupazione è emerso, soprattutto nelle fasi più difficili per il nuovo modello di continuità territoriale e al connesso rischio circa la mancata proroga, il ritorno di fiamma tra il governatore Solinas e la flotta sarda, questa volta dei cieli. In modo molto preoccupante, infatti, questa idea è stata accarezzata da diversi esponenti della maggioranza con la compagnia Air Italy ancora in piena operatività. Che sia chiara una cosa a tal proposito, e parlo a titolo personale senza voler minimamente impegnare, se non altro perché non ne abbiamo discusso, i colleghi cofirmatari della presente mozione, che sia chiaro che le mie recenti aperture sulla possibilità di esplorare l'eventualità di una partecipazione diretta o indiretta della Regione al rilancio della compagnia aerea sarda non può prescindere da un punto fermo: la nostra unica vera flotta sarda è la compagnia Air Italy, innanzitutto con i suoi 600 dipendenti in Sardegna. L'unico momento di cui è dato sapere, di cui c'è stata una pubblica notizia, in cui si è saputo qualcosa circa i rapporti tra la Giunta regionale e i vertici della compagnia può essere ricordato nell'episodio riportato con evidenza dalla stampa regionale in cui l'assessore Quirico Sanna - oggi è assente, gliel'avrei voluto ricordare, ma lo ricorderanno tanti altri colleghi - nel corso di un dibattito in Consiglio comunale ad Olbia, era presente anche il Vicepresidente della Regione, dibattito convocato sulla situazione dei dipendenti Air Italy che venivano sistematicamente trasferiti a Malpensa, ebbe modo di inveire contro il Qatar (se non sbaglio stiamo parlando dello scorso 18 novembre) dichiarando: "Non parlo con loro di metri cubi se si non siedono prima a parlare di Air Italy". Probabilmente non era informato l'Assessore del fatto che dodici ore dopo il presidente Solinas avrebbe incontrato i massimi vertici di Air Italy e c'è stata ampia notizia di questo. Ecco, avrei voluto sapere oggi dall'assessore Todde, che è assente, e dal presidente Solinas, che è assente, quale fosse il contenuto di quella interlocuzione della quale è stata data ampia notizia alla stampa e nella quale il presidente Solinas ha dato notizia anche di aver fatto la prima visita al Mater Olbia. È possibile, però vorremmo saperlo, che il Presidente fosse ignaro di tutto, proprio come è accaduto a noi, semplici Consiglieri regionali, tenuti all'oscuro da 11 mesi su ciò che accade in queste interlocuzioni spesso decisive per le sorti delle intraprese dell'isola di questo tipo di investitori? Vede, presidente Pais, io ho apprezzato il suo invito all'unità in un momento così delicato e per una vertenza così importante, che peraltro rientra in quella più ampia del settore dei trasporti che soffre una situazione di gravissima incertezza, anche per quanto riguarda il settore marittimo. Tra poco il rischio concreto è che ci troveremo ad affrontare il medesimo dibattito per quanto riguarda Tirrenia, nei collegamenti con la penisola e, come abbiamo visto nei giorni scorsi, anche addirittura internazionali con la Corsica.

Lei, nella nota che ha inviato a ciascun consigliere lo scorso 15 febbraio, scrive che "sui temi di fondamentale importanza quali quelli dei trasporti si deve agire in modo unitario, sia nella fase in cui si discutono le possibili soluzioni che nella fase in cui si elaborano le strategie più idonee a raggiungere gli obiettivi". Mi chiedo e le chiedo, Presidente, oggi, seppure in ritardo, quest'Aula dibatterà sulle possibili soluzioni e sulle strategie elaborate dalla Giunta e dalla maggioranza e conoscerà, soprattutto, queste strategie che verranno portate al tavolo domani con riferimento alla vertenza che ci occupa? Solo così potremmo decidere di accogliere l'invito all'unità, altrimenti è un invito all'unità su che cosa? Sarebbe impossibile farlo se quest'Aula continuerà ad essere tenuta all'oscuro rispetto all'individuazione delle possibili soluzioni e della strategia che la Giunta intende portare avanti, per esempio, al cospetto del Governo centrale, e ovviamente non mi riferisco alla richiesta del ritiro della procedura di liquidazione e dalla messa in sicurezza dei lavoratori con gli ammortizzatori sociali, sulla quale, dal dibattito si capirà meglio, mi pare che ci sia piena condivisione in quest'Aula. È soprattutto sul resto che vorremmo, Presidente, avere qualche delucidazione in più, altrimenti è un richiamo all'unità di facciata, ma nel concreto non saremmo utili alla causa, in questo caso dei dipendenti Air Italy, ma vale per qualunque vertenza intendiamo portare avanti unitariamente anche al cospetto delle altre istituzioni. Grazie.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 15 ha facoltà di illustrarla.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Ore 17 e 24 di lunedì 17 febbraio: "Causa assenza Presidenti Consiglio e Regione, seduta Consiglio 18 febbraio ore 10 e 30 è rinviata a data da destinarsi. Firmato presidente Pais". Una fredda mail per certificare il disinteresse per la questione Air Italy, rinviata a data da destinarsi, come si fa quando le cose non si vogliono affrontare, quando ci si vuole nascondere davanti alle responsabilità sulla pelle di lavoratori disperati, che una settimana prima avevano ricevuto, anche loro, una mail, quella che comunicava che erano stati licenziati in tronco, con un clic sulla strada. Due e-mail, la sua e quella della dirigenza Air Italy che hanno la stessa natura, perché se è vero che, solo dopo reiterate insistenze della minoranza, la mozione è stata inserita nell'ordine del giorno del Consiglio odierno, è anche verissimo che le sollecitazioni per parlare in quest'Aula di un tema così scottante, sempre ovviamente da parte dell'opposizione, sono state molteplici sin dall'avvio della consiliatura…

PRESIDENTE. Onorevole Li Gioi, mi perdoni, le ricordo che deve illustrare la mozione numero 15.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Questo è il mio intervento, lo posso fare.

PRESIDENTE. Sì però deve illustrare la mozione numero 15, poi può…

LI GIOI ROBERTO (M5S). La sto illustrando!

È anche verissimo, ripeto, che le sollecitazioni per parlare in quest'Aula di un tema così scottante, sempre da parte dell'opposizione ovviamente, sono state molteplici sin dall'avvio della legislatura, ma c'era sempre qualcosa di più importante da trattare, referendum farlocchi, poltrone e divani, oppure, chissà perché, come oggi d'altronde, mancava sempre l'Assessore dei trasporti, impossibile chiedere poi la presenza del Presidente della Regione, evidentemente è impegnato h 24 in faccende enormemente più importanti della salvaguardia di 1540 posti di lavoro, 600 dei quali in Gallura, quella regione ricordo situata a Nord-Est della Sardegna, a 300 chilometri da Cagliari, è vero, ma pur sempre in Sardegna. La costernazione mista a rabbia che si leggeva ieri negli occhi lucidi dei dipendenti di Air Italy, è lontana anni luce dal vostro mondo, dai vostri giochi di palazzo, dalla vostra palese ignavia, quella che è venuta fuori in tutta la sua entità dalle parole di un autorevole esponente di maggioranza che, intervistato da una nota televisione locale dopo l'incontro con i rappresentanti sindacali, ha dichiarato candidamente: "Forse c'era sfuggito qualcosa." Qualcosa? Io direi tutto o forse niente, perché non vi è mai interessato nulla di questa vicenda, e adesso chiedete unità di intenti. Voi la chiedete a noi? Assurdo, noi siamo sempre stati al fianco di quelle madri e di quei padri di famiglia, ne abbiamo raccolto dubbi e preoccupazioni, li abbiamo portati a voi e voi avete fatto orecchie da mercante, sino a che la situazione è esplosa in tutta la sua drammaticità. Ma non è bastato, perché sino a ieri forse vi era sfuggito qualcosa, ebbene l'unità di intenti siamo noi a chiederla, smettetela di sparare bordate di menzogne contro chi sta lavorando pancia a terra per cercare di salvare il salvabile, smettetela di prendervi meriti che non avete, perché la politica pulita dalla parte della gente che chiede solo la dignità e il lavoro non è quella che vuole a tutti i costi mettere la bandierina su vette che non ha mai inseguito. La politica pulita è quella che ascolta le persone guardandole in faccia, ha il coraggio di ammettere di aver sbagliato e si danna l'anima per risolvere i loro problemi, tutto l'altro è fuffa, squallidi slogan per ricevere applausi da chi non ha capito niente. E allora mettiamoci davvero a lavorare tutti assieme per una causa sacrosanta, evitando di continuare a frequentare pericolosamente chi ha causato questo imminente disastro sociale, non inseguiamo più l'araba fenice, sarò più esplicito, non diamo più gas a chi ci ha tolto l'aria per respirare, mettiamoci a lavorare davvero, non perdiamo più tempo in marce su Roma contro chi sta dalla parte dei lavoratori. Ogni minuto perso è un minuto tolto alla serenità di esseri umani sull'orlo del baratro, noi ci saremo sempre, come ci siamo sempre stati. La strada è impervia, ieri i lavoratori ci hanno dato consigli fondamentali, facciamone tesoro, è l'unica maniera per asciugare le loro lacrime.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori della mozione numero 16 ha facoltà di illustrarla.

MELONI GIUSEPPE (PD). Si tratta di una mozione come quella illustrata adesso dal collega Li Gioi del 20 maggio 2019. Noi non abbiamo insistito troppo sulla sua calendarizzazione, oggi ci siamo trovati a doverla discutere perché l'argomento è praticamente lo stesso, però il problema rimane, anzi forse si aggraverà in queste prossime settimane rispetto a ciò che ponevamo in quella mozione. In quella mozione noi chiedevamo che gli aeroporti sardi fossero trattati tutti con la stessa linea, con la stessa strategia e non in modi diversi come è accaduto con la decisione di prorogare su Cagliari e Alghero l'attuale sistema di continuità territoriale, quello del 2013, mentre su Olbia opera il sistema Pigliaru-Careddu per essere chiari. Alitalia lo esercita oggi, in quel momento nella mozione si parlava del problema di valutare di convincere Alitalia a retrocedere, lo ha fatto seppur con mille vicissitudini e probabilmente anche questo ha creato problemi poi nei rapporti interni ad Air Italy, e comunque chiedevamo in via principale che si procedesse alla revoca, la revoca non c'è stata e oggi è impossibile riprendere in mano quella situazione perché non si potrebbe prorogare su Olbia un sistema di continuità territoriale che non c'è più perché non è stato a sua volta prorogato un anno fa.

Quindi quello che chiedo a tutti noi, in particolare a chi andrà domani a interloquire con il Ministro nel tavolo, è anche di far presente che c'è un problema, spero l'abbia già fatto ieri il presidente Solinas quando è andato a Roma a ottenere dal Ministro, che sia chiaro che ha ottenuto dal Ministro la proroga della continuità territoriale, per fortuna è intervenuto il Ministro. Ecco, in quel momento io credo che sarebbe stato necessario, e spero che lo abbia fatto, oggi forse potrà relazionarci in merito il Vicepresidente della Giunta, che abbia fatto presente la situazione complicata che ci sarebbe ad Olbia nel caso in cui Alitalia non dovesse accettare di proseguire senza compensazioni in quel sistema di continuità territoriale.

Vorrebbe dire la fine della continuità territoriale ad Olbia, quindi la continuità territoriale ad Olbia può proseguire col sistema Pigliaru-Careddu, a seguito di quella scelta di un anno fa oggetto di questa mozione, solo ed esclusivamente se Alitalia, ammesso che lo possa fare, io spero che lo possa fare, chiediamo al Governo di intervenire in merito, decidesse di continuare senza compensazioni. Ovviamente stiamo parlando di una situazione tampone per l'ipotesi che io voglio considerare subordinata, perché la prima ipotesi è quella che si proceda a una richiesta di blocco della liquidazione di Air Italy e a una ripresa della operatività che comporterebbe, la ripresa dell'operatività, la possibilità in capo ad Air Italy di poter procedere ugualmente senza compensazioni a decorrere dal 16 aprile 2020. Quindi la prima richiesta sarà quella, ne sono cambiate di cose ovviamente in parte dal 20 maggio in poi, la prima richiesta è quella di procedere al blocco della liquidazione, alla ripresa dell'attività in capo ad Air Italy, nel caso in cui ciò non fosse possibile in queste settimane che ci separano dal 20 di aprile, far presente al Ministro che sarebbe a quel punto essenziale una proroga della continuità in capo si spera ad Air Italy, oppure nel caso in cui Air Italy non ce la facesse perlomeno subito a riprendere l'attività, in capo ad Alitalia, per evitare che Olbia sapere possa perdere la continuità territoriale. Se non sbaglio, l'unica attività che ha ripreso in queste ore Air Italy è quella del call center per effettuare i rimborsi e quella delle prenotazioni con la riprotezione, se non sbaglio, su Air Moldova o qualcosa del genere, insomma una situazione che ovviamente è veramente critica e mi riferisco al periodo dalla riapertura dell'aeroporto di Olbia, quindi dal 13 marzo fino al 16 aprile.

Quindi il problema c'è in quel periodo, ma c'è soprattutto dal 16 aprile in poi e probabilmente se fossero state accolte le nostre richieste contenute in questa mozione, il problema non ci sarebbe stato. Oggi c'è e chiediamo che si intervenga presso Alitalia.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Semplicemente per chiedere, se non ho capito male, ieri quando abbiamo finito la Conferenza dei Capigruppo, mi sembra ci fosse la volontà di poter discutere e vedere la possibilità, cosa che io mi auguro, di poter fare un ordine del giorno condiviso senza creare in quest'Aula un clima accusatorio, perché tanto voi dite, noi risponderemo, non è questo il problema, ne abbiamo anche noi cose da dire, mi sembra che c'era la volontà e forse mi sembra il modo più costruttivo di poter operare, visto che domani ci sarà un incontro importante, fondamentale, che riguarda la vita di Air Italy e dei lavoratori, secondo me, almeno se non ho capito male, mi sembra ci fosse la volontà di vederci e di discutere se preparare un ordine del giorno, anche alla luce delle cose che sono uscite interessanti anche ieri, quando abbiamo incontrato i sindacati e i lavoratori, da poter integrare in un'eventuale mozione, io direi in maniera unitaria possiamo anche approvare per quanto ci riguarda, se questo è l'intento, se invece vogliamo continuare a dirci quanto siete bravi voi e quanto siamo bravi noi, va beh, mi sembra che non sia la direzione giusta. Secondo me giocare sulla pelle dei lavoratori e dire "è colpa vostra", mi sembra che la colpa non sia di nessuno, e certe accuse le rimandiamo al mittente. Io penso che sia il momento di provare a costruire, poi che ci sono stati degli errori ci sono sempre degli errori, nessuno è perfetto, l'ho dichiarato pubblicamente e lo possiamo dire pubblicamente. Se vogliamo fare qualcosa di costruttivo noi ci siamo, vogliamo capire se ci sono segnali di questo tipo anche dall'altra parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Presidente, siccome ero presente anch'io ieri nella Conferenza dei Capigruppo, per cui volevo intervenire in merito al quesito che ha posto il mio collega. L'intento di lavorare tutti insieme, ci mancherebbe altro, c'è, però io capisco che a volte la verità e sentirsi dire la verità faccia male, ma ero presente anch'io in quella conferenza di capigruppo, ed ero presente anche quando abbiamo stabilito che questa mozione venisse discussa, e per discussa si intende andare a esprimere una propria posizione che non necessariamente deve essere di parte, ma deve rappresentare una realtà che fino adesso abbiamo vissuto. Questa realtà può far male o no, ma è una realtà, e credo anche che sia un diritto da parte di tutti i consiglieri poterla esprimere. Per cui, per l'ennesima volta con questo intervento sull'ordine dei lavori, vorrei intervenire anche io come capogruppo, ero presente anch'io, va bene l'ordine del giorno condiviso, non c'è problema, ma prima discutiamo la mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, ero presente anch'io ieri alla conferenza dei capigruppo che è stata poc'anzi nominata dall'onorevole Mula. Io credo che la posizione dell'onorevole Meloni sia quella più sensata, ossia dateci gli strumenti per condividere una battaglia che deve essere comune, dateci gli strumenti in maniera estremamente trasparente, mettendo da parte le bugie che ci avete detto in questi mesi, compreso l'intervento che abbiamo sentito da parte dell'Assessore ai trasporti qualche settimana fa, dateci gli strumenti per dire che posizione e che linea questa maggioranza vuole assumere per risolvere una vertenza così annosa. Da parte nostra c'è tutta la disponibilità ad attivare una posizione unitaria, però badate io respingo al mittente le accuse che sono state fatte poco fa, perché se non fosse stato per questa opposizione questa discussione non sarebbe mai entrata in Aula, perché anche ieri avete tentato di bloccare la discussione di un argomento così importante per la nostra isola.

Quindi da parte nostra piena disponibilità, però permetteteci almeno di chiedere qual è la posizione della Giunta, qual è la posizione della maggioranza, qual è la strada che si intende tracciare. E, al di là degli slogan, qual è stata la reale discussione che c'è stata ieri tra il Presidente della Regione e la Ministra.

Quindi, Presidente, io la invito a continuare nella fase della discussione, e solo ed eventualmente dopo l'intervento da parte della Giunta, se ci sarà trasparenza, questa opposizione si comporterà in maniera responsabile, così come ha fatto finora.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente c'è, come sempre accade in quest'Aula sui grandi temi, la piena disponibilità da parte dei Gruppi di minoranza di arrivare a un ordine del giorno condiviso, sulla base dei testi presentati, che sono tre diversi e quindi necessiteranno comunque di un accorpamento, e sulla base di quello che sicuramente al termine di questa discussione riferirà in Aula il Vicepresidente della Regione. Per cui è nelle cose arrivare a un ordine del giorno condiviso, a monte però ci sono delle questioni riguardanti gli ultimi dieci mesi che non possono essere cancellate con un colpo di spugna. Per cui da noi c'è la massima disponibilità a discutere avendo a cuore l'interesse dei lavoratori e dei trasporti dell'isola, rimane il fatto che proprio per salvaguardare quell'interesse nei prossimi mesi occorre una forte discontinuità da parte della Giunta regionale nell'azione anche di interlocuzione con gli altri organi statutari. Questo è il senso, e credo di interpretare in questo modo correttamente, degli interventi che hanno fatto i colleghi poc'anzi, dopodiché è chiaro che al centro di questo dibattito ci sarà l'interesse comune appunto per una vertenza importante, che però ribadisco non si può trattare con la faciloneria che abbiamo visto in questi mesi. Per cui nessuno si scandalizzi se appunto negli interventi dei colleghi ogni tanto dovesse riemergere questo aspetto.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Meloni - Li Gioi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Moriconi - Piano - Piscedda - Cocco - Lai - Agus - Caddeo - Loi - Orrù - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo - Manca Desirè Alma - Ciusa - Solinas Alessandro sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore regionale dei trasporti e dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ogni utile azione e iniziativa volta a scongiurare l'abbandono dell'Isola da parte della compagnia aerea Air Italy e la conseguente grave crisi occupazionale che ne deriverebbe, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (157), Li Gioi - Manca Desiré Alma - Ciusa - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sull'emergenza determinatasi nei collegamenti aerei e la salvaguardia dei livelli occupazionali della compagnia di navigazione aerea Air Italy (15), Meloni - Agus - Caddeo - Cocco - Comandini - Corrias - Deriu - Ganau - Lai - Loi - Moriconi - Orrù - Piano - Piscedda - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo, sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale dei trasporti, ogni utile azione e iniziativa volta a risolvere le criticità venutesi a creare a seguito del subentro del vettore Alitalia nella gestione delle rotte in continuità territoriale da Olbia verso le destinazioni di Milano e Roma, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (16)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Presidente, onorevoli colleghi, dinanzi alle questioni di questa importanza come quella relativa alla continuità territoriale aerea occorre riscoprire il coraggio dell'unità e della coesione. Perché sarebbe più semplice in quest'Aula consumare la solita disputa oziosa della politica, gareggiare a chi trova l'espressione più arguta per squalificare l'avversario dinnanzi all'opinione pubblica e alzare polveroni in cui non si distingue più tra la ragione e il torto. Non è questo il nostro compito, né sarebbe rispettoso delle preoccupazioni e delle aspettative non solo dei dipendenti di Air Italy e delle loro famiglie, ma dell'intero popolo sardo. Lo stato dell'arte, come ben sappiamo, è il seguente. Per gli scali di Cagliari e Alghero la continuità territoriale è, per effetto delle proroghe che sono scadute nel tempo, ancora quella varata nel 2013 dalla Giunta di centrodestra, e scolpita nel decreto ministeriale numero 61 del 2013. Per quanto riguarda lo scalo di Olbia, invece, c'è quella che ha origine nell'accettazione senza compensazione degli oneri di servizio pubblico da parte di Air Italy. Entrambe scadono ad aprile del 2020, ma il fatto nuovo, ovvero la messa in stato di liquidazione della compagnia operante su Olbia, trasforma un'urgenza in una drammatica emergenza. Lo è per gli aspetti più strettamente collegati ai trasporti, ma lo è ancora di più se pensiamo al destino dei circa 1400 lavoratori, di cui oltre 500 in Sardegna. Non ci interessa quindi individuare le responsabilità, ci sarà tempo per fare chiarezza anche sulle accuse di questi giorni, ci interessano le soluzioni, e fatto più importante interessano a chi segue questo dibattito al di fuori delle mura del cosiddetto palazzo. Come operare? A parer mio per quanto riguarda il primo aspetto è bene ricordare che la Giunta regionale ha presentato una proposta per la nuova continuità aerea, già dal mese di novembre, ed è altresì doveroso ricordare che è stata l'Unione europea, con un capriccio dell'Esecutivo, a determinare il ritiro dei bandi già assegnati con la nota 29.44.3.48 del primo aprile 2019. La stessa Unione europea, alla quale le istituzioni italiane dovrebbero ricordare, tutte insieme che, quando parla di servizi minimi, il minimo per un'isola è assicurare il diritto alla mobilità dei cittadini residenti in Sardegna, essere orientato allo sviluppo economico e sociale della Regione. Non lo afferma il sottoscritto o la maggioranza ma proprio il Regolamento comunitario numero 1008/2008.

Ritengo che, su questo punto cruciale, in un clima di leale collaborazione, la Regione e il Governo debbano alzare la voce davanti a Bruxelles; ora, tuttavia, è necessario affrontare l'urgenza: il 16 aprile la continuità non c'è più. Abbiamo preso atto positivamente dell'accordo raggiunto durante il vertice di ieri tra il presidente Solinas e il Ministro dei trasporti riguardo alla concessione di una proroga al 31 dicembre del corrente anno, questo amplia dal punto di vista temporale, e non solo, la possibilità per la politica di intervenire e fare scelte oculate. Noi avremmo preferito che questa proroga arrivasse molto prima, magari a novembre quando la Giunta regionale ha presentato al Ministro il progetto per la continuità territoriale, anche perché il danno cagionato dalle mancate prenotazioni da parte dei turisti non è recuperabile. Spiace che qualcuno, anche nel pomeriggio di ieri, si sia cimentato in acrobazie dialettiche per distribuire meriti e responsabilità; mi limito a ricordare che il procedimento inizia e si conclude con un decreto ministeriale. Non possiamo concederci distrazioni né perdite di tempo in polemiche di piccolo cabotaggio, perché il cuore della questione è ancora da affrontare.

Nel merito, ritengo che sia fortemente necessario, sia proseguire la continuità territoriale per Roma e Milano, sia ripristinare quella abrogata nel 2014 per Bologna, Verona, Torino e Napoli; sono altresì convinto che si debba arrivare ad una continuità che non sia un passo indietro rispetto a quella precedente ma un passo in avanti, la tariffa unica, infatti, rappresentava quel ponte ideale aperto anche ai non residenti, perché la continuità deve essere tra territori, per collegare persone e merci; una continuità che generi benefici non solo per la platea dei viaggiatori ma anche per le imprese, che potrebbero così rivolgersi esattamente come quelle operanti nelle regioni della penisola ad un mercato non limitato dal mare e aperto anche ai non residenti. Peraltro, se consideriamo che ogni visitatore spende circa 100 euro al giorno e che la permanenza media è di quattro giorni, è sufficiente una semplice operazione matematica per comprendere che alla fine la Sardegna viene ripagata anche dello sforzo economico pubblico sostenuto, con il ritorno nelle casse regionali di quella parte dei 100 euro giornalieri che viene incamerato con le tasse, ma soprattutto quella è la via maestra per tradurre in concreto, non solo in un buonismo di facciata, la battaglia dell'insularità. Con la consapevolezza che solo uniti potremmo ottenere risultati concreti per le persone che rappresentiamo in quest'Aula, strutturiamo un ordine del giorno condiviso e avremo assolto al nostro compito di consiglieri regionali che hanno a cuore l'interesse comune.

PRESIDENTE. Grazie, vorrei ricordare però a tutti che stiamo trattando della mozione 154 e connesse, relative alla vertenza AirItaly: è vero che è un tema che riguarda il trasporto aereo, però invito i colleghi consiglieri a rimanere sul tema.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Sull'ordine dei lavori. Mi ha anticipato, Presidente, perché mi è venuto il dubbio, siccome avevo preparato un altro intervento volevo capire se stavamo effettivamente discutendo della mozione Meloni e delle altre, oppure di altro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Condivido anche io il pensiero del collega, per cui, siccome lei è intervenuto alla fine del discorso del collega Cera, questo mi fa pensare che nell'intervento che noi andremo a fare, se ci sarà qualche riferimento sulla continuità territoriale, non verremo assolutamente interrotti da lei, anche perché lei non ha interrotto il collega. Giusto per mettere i puntini, grazie Presidente.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Meloni - Li Gioi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Moriconi - Piano - Piscedda - Cocco - Lai - Agus - Caddeo - Loi - Orrù - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo - Manca Desirè Alma - Ciusa - Solinas Alessandro sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore regionale dei trasporti e dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ogni utile azione e iniziativa volta a scongiurare l'abbandono dell'Isola da parte della compagnia aerea Air Italy e la conseguente grave crisi occupazionale che ne deriverebbe, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (157), Li Gioi - Manca Desiré Alma - Ciusa - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sull'emergenza determinatasi nei collegamenti aerei e la salvaguardia dei livelli occupazionali della compagnia di navigazione aerea Air Italy (15), Meloni - Agus - Caddeo - Cocco - Comandini - Corrias - Deriu - Ganau - Lai - Loi - Moriconi - Orrù - Piano - Piscedda - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo, sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale dei trasporti, ogni utile azione e iniziativa volta a risolvere le criticità venutesi a creare a seguito del subentro del vettore Alitalia nella gestione delle rotte in continuità territoriale da Olbia verso le destinazioni di Milano e Roma, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (16)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Intanto, come premessa, mi atterrò al tema, cioè quello legato ad AirItaly, altrimenti pare che l'Assemblea di oggi possa apparire come una interrogazione, dove il giovane che si presenta dice "ma io mi ero preparato su un altro argomento". Io inviterei ovviamente, come lei ha fatto, ad attenerci al tema, che certamente può avere anche sfumature o alcuni aspetti che possono riguardare più in generale il sistema del trasporto, ovviamente, ma non può essere tutt'altro rispetto all'argomento in discussione per quanto riguarda la vicenda AirItaly.

Il segretario della Cgil, Boeddu, che si occupa del settore trasporti, ha annunciato in mattinata altri due fatti gravi che sono avvenuti nel corso delle ore che hanno preceduto la seduta odierna, cioè la vendita dei biglietti aerei per Africa, Asia e Medio Oriente da parte di Qatar Airways con un accordo con Air Bulgaria. Questo significa, a pochi giorni dalla messa in liquidazione di AirItaly, che verosimilmente tutte le questioni poste anche dai sindacati nel corso della riunione di ieri e da noi tutti nel corso dei mesi precedenti circa una preoccupazione per la vicenda AirItaly, fossero reali in relazione al fatto che questo elemento che ho citato dà ad intendere che ci fossero altre idee, altri progetti per quanto riguarda lo sviluppo da parte della compagine azionaria, in particolar modo quella che fa riferimento al fondo del Qatar, per quanto riguarda un cambio, è proprio il caso di dirlo, di rotta: l'abbandono di Olbia, della Sardegna e di Air Italy per guardare a tutt'altro. L'altro aspetto ancora che preoccupa è la decisione di liquidare la compagnia con una decisione immediatamente successiva di un piano di volo per portare gli ultimi tre aeromobili di AirItaly da Malpensa a Doha. E' chiaro che c'è, e c'è stato nel corso dei mesi precedenti, un lavoro in questa direzione: non sono aspetti che ovviamente attengono a incontri che possono avvenire nell'arco dei minuti o delle ore per definire una questione di questo tipo.

Queste notizie fanno precipitare la vertenza, così segnalano i sindacati, e sarebbe indispensabile e necessario a questo punto, anche per interrompere la messa in liquidazione, un'azione diplomatica forte della Regione Sardegna, sollecitando la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli esteri e il Ministero dei trasporti, per comprendere come poter venire a capo di questa vicenda, che è drammatica perché riguarda 1200 lavoratori e di questi più di 500 in Sardegna.

L'altro elemento è quello della ricerca di altri investitori, e sull'aspetto dell'ingresso delle Regioni, Regione Sardegna e Regione Lombardia, non mi farei troppe illusioni circa la possibilità che questo aspetto possa garantire un sistema di connessioni, collegamenti e l'intrapresa economica da un punto di vista della gestione di una compagnia aerea, che possa garantire un futuro certo alle lavoratrici e ai lavoratori.

L'altro aspetto invece, che suggerirei e che è stato suggerito anche nel corso della riunione di ieri, è il coinvolgimento dello Stato e di Alitalia per comprendere, così come sta accadendo in altre realtà d'Europa, se non ci sia la reale possibilità di un sistema europeo, e nel nostro caso italiano, di trasporto anche per le connessioni e collegamenti con alcune realtà come la nostra, cioè la Sardegna, realtà periferica oggettivamente, che ha bisogno di una garanzia sul sistema del trasporto. Questa è una riflessione che non stiamo facendo in solitudine, Air France fece lo stesso ragionamento quando ci fu un tentativo di ingresso delle compagnie low cost nell'ambito, Air France e la Francia, nell'ambito del sistema del trasporto francese, cioè posero innanzitutto a se stessi questa riflessione ma, è così sta facendo anche Lufthansa e la Germania e altri, non è che nel corso dei decenni abbiamo creato ad arte, con risorse pubbliche europee, compagnie low cost che poi in un regime di concorrenza non corrispondente alla lealtà dei rapporti tra compagnie che insistono nello stesso territorio e con le stesse modalità di erogazione, anche gli stipendi, il sistema di contratti, cioè non è che abbiamo creato ad arte un sistema di concorrenza sleale contro noi stessi? E a questo punto si sta ponendo la questione di un ripensamento nell'ambito più generale europeo di un sistema di accordi tra compagnie, dove indubbiamente alcune resisteranno, ora Ryanair è diventato un tale gigante che difficilmente potrebbe essere escluso, ma il resto cioè le compagnie low cost che beneficiano di finanziamenti pubblici e operano con un sistema di contratti che oggettivamente non sono identici, pur operando nello stesso sistema europeo, a quelli operanti all'interno del sistema contrattuale delle altre compagnie, e su questo punto si sta sollevando una questione a livello europeo. L'altro aspetto, e ho chiuso Presidente, è che non ho apprezzato gli interventi nel corso della precedente seduta, quando abbiamo trattato il tema AirItaly, perché in alcuni interventi da parte della maggioranza sembrava quasi che fosse una giustificazione rispetto all'azione di un privato, che tutto sommato a fronte di una non capacità di stare sul mercato, poteva fare il bello e cattivo tempo e prendere il volo, e anche in questo caso è il caso proprio di dirlo, e non mi convince su questo, ho terminato Presidente, suggerirei una riflessione, l'aspetto che da un lato non sono stati incontrati i sindacati che chiesero più e più volte incontri nel corso dei mesi precedenti e l'aspetto sollevato dalla Vice Presidente l'altro giorno, sulla quale ovviamente non siamo intervenuti perché questo era l'accordo, dell'hub Sardegna. Stiamo attenti perché tutti noi una cosa del genere lo apprezzeremo, ma sappiamo anche che gli hub principale in Italia sono Milano e Roma, difficilmente noi potremmo avere un tale livello di quel tipo. Lo suggerisco anche da un punto di vista della capacità reale di gestione, ho terminato, dei flussi aeroportuali perché i nostri aeroporti sono già in sofferenza nel senso che per diventare degli hub avrebbero bisogno di investimenti nel corso dei decenni, grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Sull'ordine dei lavori. Grazie Presidente, io era solo per sottolineare il fatto che non ho capito questo distinguo che si è voluto in qualche modo sottolineare, perché io ritengo che parlare delle difficoltà della continuità territoriale, parlare della continuità territoriale 2, che nel 2014 è stata abrogata nei collegamenti con Bologna, Verona, Torino e Firenze, credo che sia parlare anche dei problemi di AirItaly perché proprio ieri ci hanno rappresentato i rappresentanti sindacali in riunione che uno dei problemi che ha determinato questa situazione è proprio il fatto che non ci sia più il collegamento con i cosiddetti scali minori. Quindi non riesco a capire il distinguo che volete fare nell'andare a parlare solo ed esclusivamente della situazione. Quindi questo è il pensiero che ritenevo di dover dire.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Gian Franco Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Sì grazie Presidente, colleghe e colleghi Consiglieri, membri della Giunta, innanzitutto mi preme esprimere la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di AirItaly e alle loro famiglie. Stiamo parlando appunto di 1450 dipendenti di cui 550 circa nella sede dell'isola, che vedono la propria azienda in liquidazione. L'importanza della questione colpisce il nostro essere parte di una grande comunità gravata da una condizione oggettiva di disagio dovuto all'insularità che fatica giorno dopo giorno per ottenere e mantenere un lavoro per il bene individuale e quello delle proprie famiglie. La vertenza dei lavoratori AirItaly sta avvenendo in un momento particolarmente cupo della storia del trasporto da e per la penisola. Per la prima volta ci troviamo di fronte a un muro immaginario che ci separa dall'Italia in un modo ancora più eclatante rispetto al mare che si frappone fisicamente tra di noi. Un isolamento che ci riporta indietro di secoli grazie a un'incapacità evidente e manifestata di questa maggioranza consiliare di gestire la vicenda. È una situazione particolarmente complessa e articolata e per tali ragioni che occorre riuscire ad analizzare i diversi aspetti delle problematiche agli avvenimenti dell'epoca impegnandosi tanto in un lavoro di azione immediata quanto in quello di programmazione accurata che garantisca estrema lucidità, onestà politica e intellettuale, responsabilità istituzionale. AirItaly è una società ora in liquidazione che per effetto delle oggettive difficoltà di sostenibilità economica di un mercato altamente competitivo e speculativo come quello aereo, oltre che per via di una catastrofica gestione strategica e operativa registrata negli ultimi anni dall'azienda, sono bastati due soli anni per distruggere una compagnia aerea che a onor del vero già da tempo soffriva dal punto di vista finanziario. La partnership con Qatar e Wes controlla il 49 per cento dell'ex Meridiana si è rivelata disastrosa, così socio di maggioranza l'Aga Khan e l'11 febbraio ha deliberato la messa in liquidazione della società. E pensare che l'entrata in campo del nuovo socio qatariota era stata accompagnata da un piano sulla carta a dir poco faraonico: 59 aerei in 5 anni, 10 milioni di passeggeri, 1500 assunzioni e nuove rotte intercontinentali. Mentre la politica applaudiva, dichiarazioni di tutti…

(Interruzione del consigliere Giovanni Satta)

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). …guarda vai e controllati le dichiarazioni all'ingresso di Qatar e Wes tutte le sigle sindacali, sono andato a verificare la rassegna stampa, furono concordi allora nel dichiarare l'assenza di un vero piano di sviluppo. Il nostro settore aereo è tutt'altro che facile, ricette semplicistiche spesso si scontrano con la dura realtà dei fatti, di un mercato spietato, così come Etihad ha di fatto svuotato Alitalia, anche in questo caso si è speculato a spese dei lavoratori e dei contribuenti. Dopo i proclami iniziali non è passato troppo tempo che il nuovo management dapprima ha trasferito l'hub da Olbia a Malpensa con tagli sul personale e trasferimenti forzati di sede dall'isola, mettendo da parte le competenze e le professionalità formate negli anni. Ora sentir parlare di ingresso della Regione Sardegna nel pacchetto azionario della compagnia fa indubbiamente preoccupare così come ugualmente allarmante appare l'ipotesi di investire denari pubblici per la creazione di nuovi vettori aerei che andrebbero impegnati, come già detto e dimostrato con i numeri alla mano, in un mercato altamente competitivo globale ed aggressivo come quello del trasporto aereo di persone. E questa non è una considerazione insensibile alle problematiche di AirItaly ma anzi è un modo ad alzare la testa e a scrollarsi di dosso l'emotività del momento per individuare soluzioni che possano dare un reale futuro alle persone coinvolte. Nel settore economico in esame non basta che i dipendenti siano altamente preparati ma è assolutamente necessario soprattutto che anche la proprietà che governa l'azienda lo sia, perché sono in capo alla proprietà le scelte strategiche, decisionali, le più difficili di tutte, e quindi la natura stessa di fare impresa in quel settore che rende difficilmente compatibile le logiche aziendali con quelle politiche. Un'esperienza ed un know-how che la Regione Sardegna non ha e non può avere nella maniera più assoluta. Si sta parlando di un salto nel vuoto. Per Air Italy, sul versante dei conti con la nuova gestione a seguito dell'ultimo assetto proprietario, la situazione si dimostrò subito veramente disastrosa, rovinosa, segnali allarmanti erano già emersi con il bilancio del 2018 dove registrava una perdita di 165 milioni di euro, la cosa è andata ancora peggiorando nel 2019 con una perdita di oltre 200 milioni di euro. Per tutti questi aspetti, la partita non può essere giocata in solitario dalla Regione Sardegna facendosi garante dell'assorbimento delle perdite, va fatto tutto il possibile per difendere i diritti dei lavoratori ragionando su più tavoli e valutando più scenari. Inutile azzardare soluzioni estemporanee come le proposte che ad oggi abbiamo sentito. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritta a parlare la consigliera Laura Caddeo. Ne ha facoltà.

CADDEO LAURA (Progressisti). Questa di Air Italy è una di quelle storie, brutte storie che dovrebbe indurre chi ha sbagliato a diversi livelli ad imparare la lezione dagli errori commessi, ma io sono quasi certa che non sarà così neanche in questa occasione, come non lo è stato in tutti questi anni per altre vicende che riguardano il trasporto aereo, e non soltanto Air italy. I sindacati, ieri, hanno con molta dignità, molta compostezza descritto la situazione di sfacelo che la gestione di Air Italy, scellerata ovviamente, ha prodotto su Olbia, praticamente la dissoluzione di numerose forme di conoscenza e competenza manageriale, manutentiva, commerciale. La situazione si è resa ormai così grave, ma il tutto è successo, è precipitato anche così rapidamente che neanche negli anni peggiori dell'Alitalia si era riusciti a tanto. La probabilità che Air Italy abbandonasse l'isola era prevedibile e da molti anche già prevista, da alcune cassandre che come sempre però restano inascoltate, o peggio. Si trattava della riduzione degli aeromobili sulle rotte da e per la Sardegna e il ricorso al noleggio di vettori con l'equipaggio compreso. Tutto questo naturalmente doveva mettere sull'avviso e certamente lo ha fatto. Adesso, però, i danni sociali ed economici sembrano veramente incalcolabili, e sono incalcolabili anche quelli che riguardano direttamente le persone, le famiglie, i figli di questi lavoratori che potrebbero vedere compromesso il futuro imminente, ma anche quello un po' più lontano. La previsione, dicevamo, di chiusura nasceva anche da una riflessione che andava fatta sulla globalizzazione e la standardizzazione del trasporto aereo a livello mondiale, che non può consentire livelli di inadeguatezza così come invece la Qatar Airways già dimostrava di avere fin dall'inizio. Era considerata già dall'inizio la peggiore al mondo, perfino peggiore dell'Alitalia, perdeva un milione di dollari all'anno, e questo anche per persone sprovvedute e ingenue sembra essere un segnale, un campanello d'allarme abbastanza evidente, e comunque penso non dovesse suscitare grande ottimismo. Pare che l'Aga Khan per anni abbia coperto queste perdite, ma anche le scelte poi manageriali. L'Aga Khan sollevò l'amministratore delegato a seguito della perdita di 174 milioni di euro solo sulla gestione di Meridiana Fly, eppure quello stesso amministratore delegato, mentre la Procura di Tempio Pausania cercava in tutti i modi di sollecitare la nomina di commissioni giudiziali per potere affrontare e considerare davvero lo stato dell'arte, quello stesso amministratore delegato veniva nominato dal Governo dell'epoca ai vertici dell'ENAV, e poi addirittura consulente, superconsulente dalle Ferrovie dello Stato sulla questione dei collegamenti per Alitalia, costato diversi milioni di euro per la comunità. Questi 174 milioni di perdita del 2014 sembravano un record, ma non è stato così perché il fondo si tocca quando diventa manager di Qatar Airways, ma inviato in Air Italy, un personaggio bulgaro, e qui tornano un po' i conti su quello che anticipava l'onorevole Zedda dei collegamenti con Bulgaria Air. Le perdite erano veramente superiori a quello che ci si aspettava e si arriva poi gradualmente ai famosi 200 milioni di euro. La politica del Qatar di smantellamento di Alisarda, Meridiana e della sede di Olbia, azzerando quasi totalmente Meridiana Maintenance, officina storica di Meridiana, era sicuramente un altro segnale, così come il noleggio degli aeromobili, come si diceva prima, comprensivo di equipaggio e di assistenza manutentiva…

PRESIDENTE. Concluda.

CADDEO LAURA (Progressisti). Chiudo, Presidente… equipaggi italiani e meccanici, aeronautici certificati presso la sede di Olbia, quindi con grandi competenze. Concludo dicendo che un normale cittadino si chiede: "Come è stato possibile raggiungere queste perdite e soprattutto che interesse poteva avere il Qatar a fare questa fusione e a continuare ad avere queste perdite?". L'interesse era quello poi subdolo di rivendere ad Airways servizi vari, pezzi di ricambio a prezzi addirittura tre volte superiori a quelli di mercato. Grazie, Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Piu. Ne ha facoltà.

PIU ANTONIO (Progressisti). Io partirei da un punto importante, che è quello che le aziende - abbiamo parlato la volta scorsa dei dipendenti Conad-Auchan - oggi, prima di chiudere prima di creare una crisi sociale importante sul territorio sardo, non vedano né la politica né le organizzazioni sindacali come i primi interlocutori. Prima si chiude, poi si arriva nelle aule del Consiglio regionale, poi si arriva a discutere con i sindacati e a decidere qual è il male minore senza discutere né di programmazione, senza parlare di quello che invece la politica dovrebbe fare. Perché, se mi permette, Presidente, richiamare all'unità, dopo quello che è successo, sembra quasi come la solita filastrocca che in politica si fa "siamo uniti, combattiamo insieme". Si combatte se si ha un progetto, si combatte se si hanno delle finalità, e soprattutto si combatte insieme quando si devono prendere decisioni, e plasticamente quello che vedo oggi sui tavoli della Giunta è la risposta che ci sarà dell'Assessore del lavoro e non quello dei trasporti. Quindi si parlerà di come i 600 dipendenti che lavorano su Olbia dovranno cercare di andare avanti nei prossimi mesi cercando magari di non prendere la NASPI, ma di magari riuscire ad andare in cassa integrazione; questo è il dramma vero di questo Paese. Perché se la politica iniziasse a leggere i dati, si renderebbe conto che già nel 2018 le perdite di Air Italy erano perdite che superavano sforavano i 160 milioni, con scelte manageriali totalmente sbagliate. Se si guardano le interviste del 2018 del signor Dimitrov ci si rende conto che le linee per Chicago, le linee internazionali erano tutte linee e tutti investimenti fatti in perdita, non c'era niente che facesse presupporre il fatto che la Sardegna poteva essere sempre un punto di riferimento per le rotte nazionali, perché era su quelle rotte che la Compagnia di Alisarda ha fatto una storia per 55 anni, una storia che in due anni e mezzo, in tre anni di fusione è stata presa, stralciata e buttata giù, lì in un angolo, senza guardare minimamente quelle che sono le ricadute per la nostra Isola, e noi oggi in quest'Aula ci ritroviamo a discutere di soluzioni che quest'Aula oggi non può avere e non ha, perché sarebbe sbagliato e anche forse illudere il popolo sardo, i lavoratori, che dall'interno di questa discussione in Consiglio regionale ne possa uscire la soluzione per tutti. Non è così! E mi aspetto anche da parte del Presidente e dell'Assessore ai trasporti che si inizi realmente a parlare di trasporti in questa Regione, perché il Presidente Solinas a marzo 2019 ha bloccato i bandi della continuità territoriale, e come se c'entra la continuità territoriale anche in questo ragionamento! Ha bloccato i bandi e ha promesso che in un anno avrebbe riscritto uno schema, e non solo per Roma-Milano ma anche per gli altri porti,e ci ritroviamo oggi ad aprile che non c'è niente, non c'è stata una discussione in Commissione per parlare di programmazione dei trasporti di quest'Isola. E certo che Air Italy, Auchan, Conad, vengono qua, fanno lavorare, e se il profitto cala poco poco la dignità dei lavoratori viene messa da parte, e noi su questo arriviamo sempre dopo, perché non siamo stati degli interlocutori validi per discutere di problemi che la società Air Italy aveva, ed erano dimostrati su tutti i documenti se si va a leggerli serenamente. Guardate, basta google, non c'è bisogno di andare a fare delle ricerche così tanto avanzate, bastava google e basta guardare i conti e i bilanci di una Società che era destinata al fallimento, ecco il fulmine a ciel sereno che non esiste. Allora, se davvero dobbiamo essere uniti e dobbiamo avere la responsabilità nei confronti dei lavoratori, iniziamo a parlare di cose concrete e di che cosa i lavoratori si devono aspettare da qua ai prossimi due anni, ai prossimi tre anni, perché se si va in cassa integrazione il limite può essere quello, ma in due anni c'è tanto da fare, c'è tanto da lavorare, e proporre un progetto di sviluppo per la nostra Regione differente da quello che abbiamo avuto sino ad oggi non è semplice; lì possiamo intervenire e far sapere anche a chi viene a investire in Sardegna che ha degli interlocutori sin dall'inizio, non in fase finale, perché oggi è troppo semplice, è bello dire: "Siamo tutti uniti", io non ne faccio una battaglia politica nel mio intervento e non credo neanche che questo debba essere fatto oggi, perché non penso che i singoli consiglieri di maggioranza oggi abbiamo delle responsabilità, ma che non ci sia una responsabilità da parte del Governo di una Regione che è in carica e in piedi da un anno io questo lo trovo anche un pochino azzardato da poter affermare, perché sono d'accordo che gli interlocutori li abbiamo, li dobbiamo incontrare, perché dobbiamo cercare di salvare quello che si può salvare, però io non ho sentito né ieri né oggi una parola di programmazione, fatti in campagna elettorale e di promesse ne ho sentite tante, ad oggi quelle promesse non sono state mantenute, perché non l'ho detto io a marzo 2019 che in un anno avrei riscritto lo schema della continuità territoriale,e ad oggi siamo riusciti a ottenere una proroga in ritardo da parte del Governo, e grazie all'intervento del Governo, perché quando vogliamo siamo sardi e dobbiamo decidere noi per casa nostra, quando invece ci rendiamo conto che neanche per casa nostra in un anno siamo riusciti a decidere siamo andati e continuiamo ad andare dal Governo. Questa è la realtà dei fatti, e che nessun consigliere la prenda sul personale, perché non è un attacco ai singoli consiglieri in quest'Aula, e quello che è successo è quello che si vede plasticamente in 12 mesi di Governo, quindi mi auguro che la rotta possa cambiare da qua ai prossimi anni, per tutti. Quindi, cerchiamo di dare, Vicepresidente, e questo lo chiedo non solo da consigliere regionale ma da cittadino, una visione che ha questa Giunta del trasporto sardo per i prossimi anni, per fare in modo che tutte quelle professionalità che oggi sono state messe da parte possano lavorare nella propria Regione dando, attraverso il loro lavoro, valore vero, reale, sia da un punto di vista economico che sociale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Andrea Piras. Ne ha facoltà.

PIRAS ANDREA (LEGA). Grazie, Presidente, signori Assessori e onorevoli colleghi, considero drammatica la vertenza Air Italy al punto che, se non affrontata con la dovuta determinazione, aggraverà già la insostenibile condizione della mobilità dei cittadini sardi. L'aspetto gravissimo della crisi è rappresentato dalla perdita del lavoro per 1550 dipendenti, di cui 550 che operano in Sardegna, che senza preavviso si sono trovati senza lavoro. L'economia dell'Isola non può permettersi un simile disastro. Sappiamo tutti che la condizione di insularità grava in modo diretto, e non solo, come un macigno sulla competitività delle attività della Sardegna, per non parlare anche dalla congiuntura creata dal caro traghetti, entrambi i casi concorrono a creare una situazione intollerabile per la stagione turistica alle porte. Si parla sempre di allungare questa stagione, ed invece siamo qui ad assistere alla chiusura di un'Azienda con mezzo secolo di vita sulle spalle che ha contribuito allo sviluppo dell'intera Isola. La crisi dell'intero sistema dei servizi di trasporto, ivi compreso il settore da e per la penisola, deve essere sostenuto dal Governo centrale, occorrono dunque pianificazione e strategia anticrisi in continuo aggiornamento, tavoli operativi costanti Regione e Governo per prevenire emergenze ed eventi pericolosi per l'economia e per la tranquillità di tanti cittadini e lavoratori sardi. Mi auspico che questa grave crisi sia affrontata da tutti, maggioranza e minoranza, con vero spirito bipartisan, non con strumentalizzazioni continue che fate voi da quei banchi, per seguire lo svolgersi dei negoziati con l'Azienda ancora operativa. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Io credo che il livello di drammaticità della situazione meriti più che un semplice slogan, una semplice frase ad effetto, quelle che abbiamo visto e continuate a vedere in questi giorni nei giornali, nei telegiornali. Il livello di drammaticità della situazione merita rispetto, la solidarietà che è stata espressa in precedenza da qualche collega, e merita risposte serie e unitarie da parte della politica. È fuor di dubbio che anche in questa situazione questo Consiglio regionale è arrivato in netto ritardo, non fosse altro che la mozione che poc'anzi ha illustrato l'onorevole Meloni è datata maggio 2019; neanche oggi avremmo discusso del tema in quest'Aula, e l'ho detto in precedenza, se questa opposizione ieri non avesse forzato la mano per aprire un dibattito sul tema. E il livello di drammaticità è dato anche dal fatto che ci sono diversi livelli ancora presenti anche all'interno degli stessi lavoratori licenziati, perché alcuni hanno la possibilità di ricollocarsi anche molto velocemente, altri, invece, purtroppo questa possibilità non ce l'hanno e vivono la drammaticità all'interno della drammaticità, e credo che la velocità in cui la politica in generale affronta il tema sia dirimente per provare ad assumere decisioni forti che possano invertire la rotta. E perché dico che non bisogna affrontare questo tema con gli slogan? Perché anche in questi giorni abbiamo visto articoli di giornale dove si diceva: "Può darsi che facciamo questo, può darsi che facciamo quest'altro, ma magari facciamo anche quest'altra ancora", dando ancora false illusioni su una politica che invece deve dimostrare di essere seria, deve dimostrare di avere una linea e deve dimostrare di avere una linea generale sui trasporti. Perché è vero quello che ha detto l'onorevole Piu poc'anzi, quest'Aula in un anno non si è confrontata niente sulla politica dei trasporti, non ha discusso di qual è la situazione, la prospettiva, la strada che vuole percorrere la Regione Sardegna per ovviare alla drammaticità in cui ci siamo trovati e ci troviamo quest'oggi, dalla continuità territoriale fino ad arrivare al problema di cui ci troviamo oggi a discutere, che è quello della vertenza Air Italy. Si poteva fare di più? Sì, sicuramente si poteva fare di più e meglio, non si doveva arrivare a discutere della situazione con le decisioni già assunte da parte della società, bisognava aprire un dibattito in precedenza sui trasporti e pensare di dare soluzioni durature.

Oggi il Presidente ci richiama alla serietà, ci richiama all'unitarietà delle posizioni. Ad oggi ancora, al di là delle questioni che si dibattono in quest'Aula, non si sa neanche quale sia lo schema di continuità territoriale che la Giunta regionale sta proponendo. Qualche giorno fa l'Assessore è venuto in quest'Aula, ci ha illustrato una continuità territoriale tutta sua, generale. Non si sa il numero delle rotte, non si sa il numero dei posti che vengono destinati ai sardi, non si sa nulla. Si sa in maniera molto, molto variegata che l'Assessore sta trattando. Sta trattando con chi? Sta trattando dove? Solo per serietà del Ministro ieri è arrivata la proroga, o la possibile proroga, sulla questione dei trasporti, e speriamo che anche in questo caso l'Unione europea non apra una procedura di infrazione, perché a quel punto staremmo davvero discutendo di una drammaticità nella drammaticità. Io credo che ci vuole serietà. Apprezzo il fatto che anche dai banchi della maggioranza qualche consigliere regionale abbia ammesso che ci siano stati degli errori nella valutazione e nella gestione delle vertenze e credo che quest'oggi questo Consiglio regionale debba esprimersi all'unanimità su un atto deliberativo, che sono conscio non risolva la situazione, ma credo che dia un potere contrattuale alla Giunta e al Presidente di tutt'altro rilievo rispetto a quello con cui ha affrontato la situazione quest'oggi. E allora noi dobbiamo provare a chiedere alla società in maniera forte, anche mettendo sul piatto altri temi che ieri sono stati illustrati dalla vicepresidente Zedda, che cambi la procedura di liquidazione da in bonis a una procedura di concordato, per dare sicurezza ai lavoratori almeno in questa fase, attraverso la cassa integrazione, e permettere al Ministro, in questo caso, di tutelare le rotte, di non perdere la possibilità che quella società continui a volare e di non perdere la possibilità di mandare in gara, attraverso procedure europee, la ricerca di un socio di maggioranza. Perché credo che ad oggi se questo non dovesse avvenire stiamo decretando non solo la morte di una compagnia aerea, ma, nonostante la proroga che siamo riusciti ad ottenere, nonostante la serietà del Ministro, qual è il vettore che poi va a firmare per continuare a viaggiare su quelle rotte? Noi credo che ad oggi ci troviamo di fronte ad un bivio. Dobbiamo fare bene attenzione a quale strada intraprendere. Per questo abbiamo chiesto serietà, trasparenza e velocità nell'assunzione delle prerogative che questa politica regionale ha. Su questo noi ci saremo, assicuriamo tutto il sostegno e crediamo che sia una vertenza indispensabile per il futuro dell'economia sarda.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Caredda. Ne ha facoltà.

CAREDDA ROBERTO (MISTO). Grazie Presidente. Assessori e colleghi onorevoli, questo è il momento in cui dobbiamo dimostrare una ferma unità, di fronte a una vicenda che non colpisce soltanto il lavoratore di un'azienda, ma colpisce un'intera regione, il diritto alla mobilità dei sardi con risvolti economici negativi per tutta l'Italia. In questa fase di emergenza bisogna pensare soprattutto alla vita dei tanti lavoratori coinvolti, alla loro professionalità, al vuoto incolmabile che andrebbero a lasciare, e poi occorre sollecitare il Governo per mettere su un piano strutturale nazionale del trasporto aereo e che ci veda coinvolti in prima persona. In questa vicenda nessuno vince se non si risolve il problema, ma saremo tutti perdenti se non si trova una soluzione. Capisco che i problemi vadano ricercati a monte, ma oggi senza guardare al passato abbiamo l'obbligo di cercare possibili soluzioni e non responsabili. Il Presidente in primis, ma l'intera Giunta e il Consiglio sono impegnati con il Governo nazionale per cercare una strada percorribile e ridare stabilità all'intero settore. Le sorti del trasporto aereo della nostra regione e dell'intero sistema passano anche per questa vicenda che mi auguro si possa risolvere con un lieto fine. Grazie

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Diego Loi. Ne ha facoltà.

LOI DIEGO (Progressisti). Il tema è il tema di cui parliamo da vario tempo e l'invito all'unità di intenti è sicuramente il tema che nessuno di noi deve dimenticare, anzi credo che questa minoranza stia sempre agendo. Credo che in tutto questo periodo ci si sia posti in maniera costruttiva e che un tema come quello appunto dei trasporti, il tema della gravissima crisi che vive Air Italy in questo periodo, abbiamo avuto modo di viverlo proprio ieri durante l'audizione delle organizzazioni sindacali nei lavori della Commissione, sia una rappresentazione tra le più forti nella quale discutere del tentativo di trovare la colpa e l'origine del tutto sia probabilmente la direzione più sbagliata, e non è quello che voglio fare sicuramente io. Credo che all'esito della votazione di questa giornata di oggi, tutto il Consiglio regionale debba sicuramente votare in maniera unitaria, ma io credo che ciò che sia d'obbligo da parte del Presidente della Regione, da parte della Giunta, sia quello di informare in maniera puntuale e dettagliata su quali sono gli sviluppi che si stanno avendo, su qual è lo stato della trattativa. Io credo che sino a quando non vi sarà un flusso comunicativo, forse anche più diretto, e si eviti soprattutto da parte dei Consiglieri regionali che fanno parte della massima assemblea legislativa, di questa istituzione, di ricevere notizie sommarie e spezzettate dai social, senza che vi sia effettivamente un forte coinvolgimento, forse si incomincerà ad avere anche un maggiore approfondimento dei temi. Che vi sia certamente un'esplosione improvvisa di un insieme di temi che forse dovevano essere o che sicuramente dovevano essere trattati prima è credo lapalissiano, abbastanza scontato ed evidente per tutti. Il discorso è che probabilmente bisogna porre una fine, un termine, a questo continuo rimpallare di "era stato fatto prima, doveva essere fatto dopo, la colpa è di questo, la colpa è di quest'altro", ma invece sia fondamentale definire un punto di partenza dal quale effettivamente sviluppare un ragionamento. È certamente difficile separare, lo richiamava qualche collega, il tema di Air Italy dal tema dei trasporti, perché io credo che la questione, da un punto di vista più generale, sia il tema che si dibatte anche in altri argomenti che è il tema di quanto la nostra Regione sia diventata poco appetibile, ossia poco attrattiva, di quanto da questo punto di vista il sistema Regione, quindi il Governo regionale, debba fare necessariamente di quanto su questa direzione il tema del piano strategico o del Programma regionale di sviluppo, per utilizzare il termine appropriato, dovrebbe essere l'elemento da opporre o da contrapporre rispetto a delle scelte aziendali che generano problematiche così forti come quella che viviamo oggi sull'argomento di Air Italy, ma che chiaramente discutiamo più tardi, domani o nei prossimi giorni sul tema più generale della continuità territoriale. Allora, il tema veramente non è quello della contrapposizione, il tema è quello che affrontando nella maniera dettagliata gli argomenti, interesse anche di questa minoranza credo che sia esattamente quello di definire quali sono i contenuti generali, definire quali sono le condizioni attraverso le quali ragionare e poter definire l'oggetto specifico della trattazione e di conseguenza quali sono gli elementi da portare avanti, e su questo, su argomenti di questa natura, come credo si sia dimostrato in tutto questo periodo, non vi può essere che una direzione unanime e concorde sulla risoluzione delle problematiche.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ignazio Manca. Ne ha facoltà.

MANCA IGNAZIO (LEGA). Intervengo brevemente nel dibattito per unirmi alla solidarietà, giustamente oggi manifestata in quest'Aula, a favore dei lavoratori di Air Italy. Ieri ho ascoltato con attenzione la voce delle parti sociali e dei rappresentanti di categoria che hanno espresso con rabbia ed estremo realismo tutta la preoccupazione per il precipitare di una crisi, il cui epilogo peraltro non è sopraggiunto tra capo e collo, ma era nell'aria da tempo, il tutto in un clima di estrema dignità che deve essere di esempio per l'Aula. Come è stato sottolineato dai più, in passato vani sono risultati i ripetuti solleciti e gli incontri sia a livello nazionale che regionale per discutere insieme delle problematiche che evidentemente stavano emergendo. Quanto è emerso, peraltro con fermezza, è che senza l'impegno del Governo nazionale, così come è stato per la concessione in proroga della continuità territoriale fino al 31/12/2020, e non ho alcuna difficoltà ad ammetterlo, sarà pressoché impossibile sperare in una soluzione della vertenza che insieme ai 550 lavoratori sardi tiene col fiato sospeso tutto il Nord-Est della Sardegna. La solidarietà e l'impegno delle forze politiche, come su tutti i grandi temi, dovrà essere comune se si vuole incidere sul Governo nazionale cui è demandata la soluzione della spinosa vertenza. Questo, in quanto storia ed antefatto della recente svolta, è frutto di un lungo percorso che ha visto coinvolti diversi Governi nazionali e differenti Giunte regionali. A questo punto, come ha sottolineato qualche collega che mi ha preceduto, alcun senso avrebbe la ricerca delle colpe, ciò che vale, sia per la dignità dei dipendenti che per i cittadini sardi è trovare, con leale collaborazione, una soluzione definitiva che possa restituire la dovuta serenità ai lavoratori ed un diritto costituzionalmente garantito, quello della mobilità, che deve essere garantito al pari degli altri cittadini italiani ai cittadini sardi, come recita l'articolo 16 della Costituzione. Occorre una svolta perché i sardi non si sentano mai più trattati da coloni.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Maria Laura Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' MARIA LAURA (Progressisti). Mi unisco all'appello dell'onorevole Satta e di chi mi ha preceduto per porgere la massima solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici di Air Italy e chiaramente alle loro famiglie. Un po' dispiace il silenzio in questi mesi in cui abbiamo chiesto ripetutamente la volontà di intervenire sul tema, ma anche di intervenire sul tema in generale della mobilità, questo non è stato fatto, non è stato fatto in Aula, non è stato fatto nelle dovute Commissioni e questo chiaramente è un problema che dobbiamo provare a superare. Io ho ascoltato con molto interesse gli interventi che mi hanno preceduto, soprattutto quelli della maggioranza, nonostante siano ancora pochi gli interventi strutturali che sono stati fatti e che raccontano un'idea di un progetto, una visione di Sardegna e di mobilità per la Sardegna. Ma ho ascoltato perché nella richiesta di unità, mi domando sempre in merito a cosa state cercando l'unita, perché in questi mesi oltre che a leggere sui giornali diverse proposte che però non hanno delle fondamenta pratiche, perché se non esistono chiaramente quelli che sono dei rapporti costi-benefici o se non esiste un chiaro Piano strategico sulla mobilità da e per la Sardegna con delle soluzioni strutturali che, come suggerivano ieri alcuni sindacati che sono stati auditi, necessitano di un tavolo interministeriale, è chiaro che se questo non accade noi non abbiamo la possibilità di sottoscrivere l'ennesima emergenza che porta certamente ad un risultato e che dovremo affrontare in maniera emergenziale oggi, ma abbiamo il dovere e la necessità invece di costruire quella visione che restituisca dignità a tutta la Sardegna, soprattutto cercando di fare un ragionamento che non sia per compartimenti stagni e che provi davvero a guardare ad uno sviluppo generale della Sardegna. Perché il caso Air Italy è l'ennesimo tassello di un domino che andrà a cadere e porterà la Sardegna, se non stiamo attenti, davvero in una situazione dalla quale poi sarà difficile rialzarsi. Perché questo settore è uno dei settori chiave per noi, lo sappiamo bene, non penso di doverlo ripetere, viviamo su un'isola e i trasporti da e per la Sardegna sono fondamentali per il nostro sviluppo, quello sviluppo che chiaramente vogliamo portare avanti in maniera concreta. Però è necessario a mio avviso partire dalle analisi, capire quali sono le difficoltà, le difficoltà anche dei piani di management che non sono stati chiaramente all'altezza del ruolo e provare a capirlo anche ascoltando coloro che già nel 2016, quando è stato presentato il piano dell'azienda, aveva posto tutte le perplessità e l'aveva criticato. Se è vero che noi oggi abbiamo la necessità di costruire questo tavolo interministeriale, dobbiamo anche capire fino a dove possiamo provare a dare un'idea sulla regolamentazione del mercato, un modello di regolamentazione del mercato differente e analizzare quelli che sono i business plan che si propongono in maniera che questi siano attuabili e possano davvero garantire uno sviluppo per tutta la Sardegna e chiaramente far sì che i posti di lavoro non siano merce di scambio continuo nella nostra società. Per quanto riguarda l'emergenza dobbiamo intervenire, a mio avviso, un po' come è stato suggerito ieri, provare a ritirare la procedura di liquidazione, chiedere all'azienda di ripristinare velocemente l'operatività per salvaguardare anche tutte quelle che sono le competenze e il know how costruito nel tempo, ma questo lo dobbiamo fare anche perché oggi a rischio non c'è soltanto l'isolamento della Sardegna e chiaramente il danno economico che ne deriva, ma anche perché il problema sociale che rischiamo di vivere, anche con la difficile ricollocazione delle alte professionalità che esistono, potrebbero davvero portare delle competenze e delle figure professionali fuori dalla nostra isola e lasciare un vuoto che noi non possiamo permetterci di avallare. E io su tutto questo accoglierei con grande entusiasmo, e forse anche con grande interesse, l'appello che è arrivato ieri da alcuni sindacati, e nello specifico se non ricordo male da Paolo Totaro, dell'Associazione piloti, che ci invitava ad un ascolto continuo. Accoglierei quindi questo appello perché penso che dalle persone che lavorano quotidianamente nei vari settori e da quelle persone che possono dare davvero delle risposte perché conoscono le questioni possono arrivare anche delle degli input per andare nei tavoli, quei tavoli di cui si parlava inizialmente, a dare delle soluzioni che siano delle soluzioni concrete che sicuramente portano verso un miglioramento del sistema di trasporto e quindi di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'Az). Presidente, innanzitutto parto da ieri, ieri c'è stato un incontro dove abbiamo ascoltato la voce dei lavoratori, dei sindacati, che ci hanno rappresentato quella che è la realtà. Oggi vorrei uscire dal solito gioco dei ruoli, voglio evitare di dire che dobbiamo lavorare tutti assieme, l'hanno già detto tutti, voglio evitare di dire quello che è successo nel 2016, nel 2017, nel 2018, nel 2019, quello che dicono le mozioni che sono datate maggio 2019, dove si pensava neanche minimamente che si arrivasse a quello che si è arrivato l'11 di febbraio, cioè alla liquidazione della società, liquidazione di una società privata. Ovviamente il potere di questo Consiglio non è infinito, quindi noi quando andremo a dialogare, ad aprire un dialogo, che noi dobbiamo chiedere, questo sì, che sia avviato subito con la proprietà, con i due proprietari di Air Italy, non possiamo imporre quella che può essere la nostra strategia, possiamo suggerire dei percorsi da portare avanti, possiamo chiedere che venga revocata la liquidazione in bonis, quindi che si riprenda l'operatività dell'azienda, però possiamo sempre e soltanto chiedere, non abbiamo gli strumenti per imporre questo percorso.

Ho sentito una soluzione possibile prospettata da chi ha parlato dai banchi della minoranza, che è quella di chiedere appunto che si vada ad una liquidazione non in bonis, che possa consentire poi di mettere la situazione in mano ad tribunale, che si possa fare un bando internazionale per poter cedere il 50 per cento delle azioni. Ci sarebbe poi qualcuno che lo compra? Tutto questo noi non lo sappiamo. Quindi noi non abbiamo la bacchetta magica per risolvere questo problema, è un problema grave, è un problema che riguarda 145 famiglie che ovviamente rimangono senza lavoro, riguarda in particolare un territorio che è la Gallura che verrà ancora una volta a soffrire questa vertenza, così come aveva già sofferto quella per quanto riguarda Auchan. Ci sono dei dati molto importanti, bisogna fare in fretta, perché tra gli interventi di ieri, ecco perché per me è stato importante, ho sentito anche un pilota che si è pronunciato e ha detto: "Io se entro maggio non volo, perdo anche il mio brevetto di pilota. Per cui se domani mattina, come sta già avvenendo, posso aspettare a accettare le proposte che mi fanno altre compagnie, perché mi sono già pervenute, non posso aspettare dopodomani, perché poi rischio di perdere appunto questo brevetto. Quindi rischio di perdere la mia professionalità". E tutto questo poi andrebbe a catena, quindi un susseguirsi di eventi che porterebbero ancora a rendere più drammatica la situazione. Quindi in questo momento, credo che anche nelle mozioni nessuno aveva paventato quello che poi è successo, non credo che nessuno l'abbia concordato, e non credo che si avevano in mente di farlo non l'avrebbero fatto anche parlando più assiduamente con chi rappresenta oggi la politica regionale, credo invece che fosse una strategia, una strategia che loro avevano già deciso, anche perché tra le due parti, tra i due soci, ci sono delle vedute ben diverse. Da una parte, a sentir loro, il Qatar avrebbe voluto investire, dall'altra, la parte derivante da Alisarda non aveva nessuna intenzione di investire. E quindi si continuavano a registrare delle perdite, quella società così com'era non poteva andare avanti, lo avete detto tutti, e l'analisi economica era quella che portava per forza a una chiusura, perché non potevano continuare a perdere 28.000 euro al giorno, e anche questo è stato detto ieri da qualcuno nella riunione, penso che sia una cosa che nessun imprenditore potrebbe affrontare, perché loro sono degli imprenditori, anche se esercitano un servizio pubblico, si potrebbe chiamare. Quindi in questo momento io non chiedo l'unità per uscire poi sulla stampa e dire la maggioranza oggi ci ha chiesto l'unità e la minoranza che dice noi siamo disposti a darvela. A me questo non mi interessa, mi interessa che venga instaurato da subito, e su questo mio appello al Presidente del Consiglio perché se ne faccia carico, che venga instaurato subito un tavolo di lavoro, al quale partecipino l'Assessore al lavoro, l'Assessore al Turismo, il Presidente o un suo delegato, e che da subito apra il tavolo di confronto con la proprietà dell'azienda, in modo tale che venga studiata immediatamente una soluzione tampone che possa intanto ritirare la liquidazione in bonis, e quindi cercare di avere un altro tipo di formula, dove noi mettiamo a disposizione come ha detto anche ieri l'assessore al lavoro, e Vicepresidente della Giunta, gli ammortizzatori sociali, ci impegnammo a metterli a disposizione per eventualmente una parte di personale salvaguardarlo lì, ed evitare quindi che continui lo stillicidio all'interno dell'azienda e che si facciano ancora delle perdite, e nel frattempo si cerchi di individuare la linea da seguire per risolvere questa situazione. Ovviamente cercando anche di riprendere l'operatività dell'azienda, perché se non riprendiamo quell'operatività dell'azienda, quelle professionalità di cui abbiamo parlato, ad iniziare dai piloti, per continuare con i meccanici, verrà meno, perché di fronte alla possibilità di perdere la loro professionalità ovviamente queste figure importanti, queste professionalità di rilievo che hanno comunque la facilità di essere reinseriti nel mondo del lavoro, vadano via, e facciano venir meno il know-how dell'azienda. Questo è il tavolo da seguire e mi auguro che questa proposta sia assecondata da tutti, al di là di quello che oggi è il voler dare fiato alle trombe. Io l'ho detto anche ieri ai rappresentanti sindacali, ed è importante fare il Consiglio regionale, farlo ieri, farlo oggi, però io ritengo che è stato molto più importante ieri sentire quei sindacati che oggi in Aula non possono intervenire, ci hanno illustrato al meglio la situazione, quindi questa è la cosa da fare, quindi un tavolo di confronto immediato da aprire, al di là di quello che verrà fuori poi domani al Ministero, continuità territoriale, che come ho detto sempre è un problema di tutti, è irrisolto da decenni. Per cui la mia proposta è questa, e spero che oggi l'Assessore al lavoro e Vicepresidente, assieme al Presidente del Consiglio, prima della chiusura di questa seduta mi diano una risposta. Infatti chiedo anche che venga fatto alla fine di questa seduta un ordine del giorno che integri questa impellente necessità.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cesare Moriconi. Ne ha facoltà.

MORICONI CESARE (PD). Presidente, il collega Satta ha fatto una proposta operativa, si aggiunge alla sua proposta operativa l'auspicio che il relatore della mozione, cioè Giuseppe Meloni, ha avanzato all'Aula circa l'aspettativa che noi abbiamo rivolto nei confronti della Giunta di poter ragionare su un'ipotesi di lavoro, su una proposta che offrisse all'Aula ipotesi di soluzioni, di strategie, richiamandoci chiaramente alla sua lettera, rispetto alla quale abbiamo avuto la possibilità, attraverso una nostra lettera, di darle merito dell'iniziativa.

Il richiamo all'unità è un richiamo che si succede in tutti gli interventi in questa discussione, ma che, a partire dal 3 di febbraio, giorno della seduta statutaria, appartiene un po' agli auspici dell'intera classe politica e sociale isolana, soprattutto sui grandi temi. L'unitarietà però non si realizza con l'appello, l'unitarietà, affinché si realizzi, ha bisogno di azioni conseguenti, e noi, senza assolutamente voler trasformare una discussione di tale delicatezza in una clima accusatorio, certe volte ci ritroviamo, non per trasformare la discussione ma per esigenze anche esplicative, a fare riferimento ad un percorso che nell'arco di quest'anno non è stato conseguente rispetto agli auspici che stiamo dichiarando anche in questa occasione. Il collega Satta dice "era più importante l'incontro di ieri rispetto ad una seduta, pur utile, del Consiglio regionale" perché ieri abbiamo acquisito informazioni utili al dibattito, alla costruzione della posizione dei gruppi politici e quindi anche del contributo al Consiglio regionale, la verità è che il Consiglio regionale non è un luogo nel quale ci si incontra quando si ha la voglia di incontrarci: quella mozione è stata depositata mesi fa e, se noi l'avessimo discussa mesi fa, probabilmente non avremmo risolto il problema però quel tavolo che lei oggi auspica e propone, istituito qualche mese fa, ci avrebbe consentito di interloquire da una posizione diversa rispetto alla proprietà, che avrebbe consentito di esplorare percorsi ed eventualmente soluzioni prima ancora che deflagrasse il problema. Allora è importante il metodo di lavoro che il Consiglio adotta, e quindi anche la conduzione del Consiglio regionale, per favorire rapporti con la Giunta più corretti possibile al fine della realizzazione di quella che dichiariamo essere il massimo delle ambizioni che abbiamo, la realizzazione delle condizioni di unitarietà. L'esempio della proficuità della realizzazione di quel clima di unitarietà lo abbiamo in Consiglio, è la Commissione speciale sull'insularità, laddove abbiamo trasferito, costruendo un percorso, tutta la volontà a concorrere in maniera uguale nella realizzazione degli strumenti per perseguire gli obiettivi del superamento delle condizioni di disagio derivanti dall'insularità. Io penso che nella sua lettera, Presidente Pais, ci sia un po' la criticità di questo Consiglio ma anche il desiderio che è stato espresso negli interventi dei consiglieri, la criticità è che sino ad oggi non siamo riusciti ad essere conseguenti, l'esempio è la vicenda dell'accordo sulla vertenza degli accantonamenti condotta quasi segretamente nei rapporti con lo Stato per portare il Consiglio a dare una delega in bianco ad un Presidente per la stipula di quell'accordo, che ha determinato anche una posizione di astensione, è una manifestazione di quel disagio che l'Aula, una parte dell'Aula ha espresso; oppure la stessa conduzione sulla questione della continuità territoriale, rispetto alla quale il Consiglio è stato tenuto estraneo rispetto alle volontà che oggi ci vengono richiamate anche da alcuni interventi della maggioranza, e che erano sconosciuti alla minoranza, sono la dimostrazione del difetto di conduzione e di quella linea politica che noi dovremmo invece impegnarci per far sì che non succeda più, nei grandi temi soprattutto.

Presidente Pais, per ribadirle, quindi, l'apprezzamento della sua lettera, soprattutto nella parte della premessa, e per dirle che la conclusione contraddice la sua premessa, perché chiama il Consiglio regionale ad assumere una posizione bypassando ciò che lei auspica, cioè la condivisione delle discussioni, la condivisione delle soluzioni e la condivisione delle strategie. Mi auguro che nelle prossime ore il Consiglio venga messo nelle condizioni di fare ciò che il collega Meloni da prima ha offerto all'Aula, la possibilità di condividere una discussione, le soluzioni e le strategie per arrivare alla soluzione il più rapidamente possibile di un dramma, per quanto possa essere risolvibile, noi ci auguriamo di sì, un dramma di questa portata.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fausto Piga. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Intanto parliamo di una compagnia aerea privata, e non lo scopro certo io che le istituzioni pubbliche possono e devono collaborare con il privato, ma chiaramente i due ruoli sono distinti. L'emergenza di AirItaly è soprattutto un'emergenza sarda, per le conseguenze e per gli effetti collaterali, ma è ovvio che la Sardegna non può essere lasciata sola, quindi giocoforza è un caso nazionale. Io credo che dobbiamo essere chiari, il problema non si risolve certamente qui all'interno del Consiglio regionale, non si risolve neanche con le mozioni o gli ordini del giorno, ma è chiaro che la discussione è doverosa e fa bene anche per tenere alto il tema.

Io credo che la vertenza, o emergenza, si vince a Roma, forse, se siamo tutti uniti, e quando parlo di unità non mi riferisco a quella del volerci bene all'interno dell'Aula ma quella che nel tavolo dobbiamo sederci tutti insieme, lo Stato, la Regione l'Europa, le parti sociali, l'azienda e i lavoratori, tutti dobbiamo giocare la stessa partita, tutti dobbiamo indossare la stessa maglietta che è quella di riuscire a portare a casa un risultato positivo, valorizzando e tutelando sicuramente le professionalità di quest'azienda, che non deve essere assolutamente dispersa, e poi valorizzando soprattutto la leale collaborazione fra le istruzioni e il dialogo. Voglio sottolineare questo concetto perché, io credo di non offendere nessuno, penso che in quest'Aula non c'è nessuno che si può permettere di fare la morale o dare suggerimenti, consigli o accusare il prossimo, e lo dico in modo chiaro, destra, sinistra centro e Cinque stelle, nessuno, perché oggi lo scacchiere politico regionale, nazionale ed europeo è chiaro: qui c'è una parte che governa, la ce n'è un altra, là ce n'è un'altra ancora; e allora non dobbiamo prenderci in giro, che quando fa comodo è merito di uno e quando fa comodo è merito dell'altro. Quindi, quando si parla di unità, io mi riferisco principalmente proprio a questo: fare in modo che ognuno per la sua parte, per la sua responsabilità, dove ha più voce in capitolo dell'altro, si possa creare rete. Questa è l'unità vera, non quella né di farci il selfie insieme o di dover fare la mozione o l'ordine del giorno unitario, perché poi quello, parliamoci chiaro, è tutta gazzosa, ok? Quindi, di sicuro è il caso di fare un armistizio, quantomeno anche nella comunicazione, nei rapporti di dialettica elettorale, perché poi si va sui social e ci sono quelli che raccontano la storia a metà, giusto per farsi i like. Io credo che, ripeto, il rispetto istituzionale, la lealtà tra di noi già quello potrebbe essere l'inizio dell'unità. Poi possiamo parlare di ruoli: il ruolo della Regione Sardegna, quello di oggi come quello di ieri, è un ruolo di rappresentanza, un ruolo di diplomazia, un ruolo di mediazione, che personalmente ritengo che sia l'assessore Todde sia il presidente Christian Solinas ha fatto e ha sempre fatto, sin dal primo mese di insediamento, come tutti ricorderanno, dovette appunto mediare in quella situazione legata alla continuità territoriale e permise di far sì che anche con quel suo interessamento AirItaly potesse continuare a svolgere le rotte senza le compensazioni. Quindi, ripeto, non sono un avvocato, non voglio essere neanche avvocato, non voglio rubare il lavoro agli avvocati, ma mi sento di difendere il lavoro che sia l'Assessore ai trasporti sia il nostro Presidente stanno portando avanti indipendentemente da quello che può essere il risvolto della discussione in Aula, loro stanno lavorando. Poi c'è anche il ruolo del Governo che io credo bisogna darli gli onori e anche gli oneri; nel 2016 Meridiana era morta. Ieri mi diceva un dipendente forse era meglio lasciarla morire nel 2016 Meridiana, non lo stavo dicendo io, lo stavano dicendo i dipendenti. Però lì c'era una situazione oggettiva migliore rispetto ad oggi innanzitutto, non c'era stato il blitz della liquidazione e soprattutto, male andandoci, poteva essere il commissariamento. Oggi chiaramente lo scenario è totalmente diverso. In quell'occasione quel ruolo di mediazione era stato fatto dal Governo Renzi, è stato trovato un investitore, quindi viene da pensare: dov'è che ha sbagliato allora la politica? La politica ha sbagliato poi nelle fasi successive quella di tenere comunque di accompagnare l'investitore, di controllare l'investitore e questo chiaramente è un errore che noi non dobbiamo più fare a incominciare dalla sintesi che poi ci sarà questa avvertenza, ammesso e concesso che troveremo un investitore, ovviamente non dovremmo metterci la medaglietta al petto ma dovremmo fare in modo che questo investitore con reali credenziali possa salvare il salvabile. Chiudo dicendo, appunto, che quindi mi auspico nella chiusura di questo ordine unitario, domani saremo a Roma per portare avanti ancora questa istanza, di sicuro la proposta di far sì che questa liquidazione possa essere scongiurata e si possa arrivare a una nuova soluzione che valorizzi tutte le professionalità sia una proposta che bisognerà cercare di portare avanti a tutti i costi, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Io sono uno di quelli che non è qui oggi per fare gazzosa, se questo può servire a consolare a consolare i colleghi. Io credo che dopo l'incontro che ieri abbiamo avuto con le rappresentanze dei lavoratori credo che stanotte tutti noi abbiamo indugiato molto nel pensare alla situazione di quelle persone, di quelle prospettive di vita interrotte come una fucilata da dietro un muretto a secco, una fredda email che dall'oggi al domani ti annuncia che il tuo futuro lavorativo è interrotto e quindi da questo noi dobbiamo ripartire. Nella lettera che lei ci ha inviato presidente Pais si apprezza e apprezzo il suo invito all'unitarietà in uno dei temi, in uno degli argomenti rispetto ai quali è impossibile dividersi, non ci si può dividere perché, ripeto, noi stiamo parlando di pelle viva dei cittadini, non solo sardi, ma noi ci occupiamo soprattutto di quelli, di quei cittadini che ieri hanno rappresentato tutta la drammaticità della loro situazione e da questo dobbiamo ripartire. La politica cosa può fare? Può fare molto. Oggi c'è un bell'articolo di un esperto aeronautico che racconta benissimo tutta la genesi di AirItaly e da lì possiamo prendere spunto per capire che i segnali, purtroppo, c'erano da molto tempo. Se io un appunto posso fare, lo devo fare è quello che quelle mozioni presentate tempo addietro andavano discusse subito, perché io non credo che ci siano qui dei colleghi che si inventano delle interrogazioni, delle interpellanze e delle mozioni giusto per dire anch'io ci sono, sono consigliere regionale e un po' di lavoro lo sto facendo per dimostrare a quelli che mi hanno delegato a rappresentarli che qualcosa la sto facendo per loro. È una metodica sbagliata quella di non rispondere alle interrogazioni, alle interpellanze e di non portare nei tempi giusti le mozioni a discussione, perché poi si arriva anche a questo. Io sono uno di quelli che ha sempre detto l'ordine del giorno, una mozione non si nega mai a nessuno, però oggi credo che sia uno di quei giorni in cui una mozione non si può negare. Però la mozione deve avere un punto di caduta diverso da quello che hanno avuto sino ad ora la maggioranza delle mozioni. Perché io ricordo che anche nelle Commissioni sono state approvate all'unanimità delle risoluzioni con impegni precisi verso la Giunta regionale, ebbene quelle risoluzioni si sono tradotte in atti totalmente contrari a quello che era l'impegno scritto nella risoluzione. Oggi noi dobbiamo fare altro, ieri i sindacati, più di un sindacalista, più di un rappresentante dei lavoratori hanno detto che loro non avevano avuto sino a ieri l'opportunità di interloquire con nessuno del sistema Regione né del Consiglio né della Giunta e né con il Presidente della Regione Sardegna e hanno chiesto con forza che potesse instaurarsi immediatamente un rapporto diverso che si tramutasse, mi sa che il collega Satta l'ha anticipato, ma lo ha detto anche il collega Meloni, immediatamente un tavolo tecnico che veda all'interno loro veda la Giunta regionale con l'Assessore, io spero e auspico che oggi l'Assessore si è impegnato a Roma per risolvere o provare a proporre soluzioni per la risoluzione di questo problema, perché un altro appunto, Presidente che le voglio fare, se non mi perdo, è questo. Quando noi con voi convochiamo il Consiglio con dei punti all'ordine del giorno che prevedono la presenza dell'Assessore all'agricoltura piuttosto che la Vicepresidente piuttosto che l'Assessore all'industria, allora quegli Assessori, perché il Consiglio è comunque l'organismo più importante del sistema Regione, quando si fissano quei consigli con quei punti all'ordine del giorno gli Assessori per non essere presenti o il Presidente devono avere delle motivazioni molto, molto valide. Siccome sino ad ora l'ordinarietà è che il 90 per cento dei Consigli non vedono la presenza degli Assessori richiesti per quell'ordine del giorno, io credo che occorra invertire la rotta. Diceva bene prima il collega Moriconi, probabilmente uno dei problemi che ci sta portando a non essere in grado di proporre soluzioni è lo scollamento totale che c'è fra il Consiglio e l'Esecutivo. Ne abbiamo parlato altre volte però sinora credo che le soluzioni non siano state trovate. Dicevo prima, cosa può fare la politica? Se state trovando la soluzione mi sta bene, l'importante è che se trovi. Io credo che la prima cosa da fare sia davvero quella, oggi risposta sull'istituzione di un tavolo operativo che sia immediatamente operativo, che possa interloquire con chi deve e può dare le risposte. Liquidazione, sospensione dell'attività credo che non possiamo starci noi a questa drastica conclusione presentataci da questi pirati, da questi extracomunitari, questi sono gli extracomunitari che noi non dovremmo fare arrivare in Sardegna, altro che sbarco, altro che sbarco amici della Lega! Questi sono gli extracomunitari che ci hanno portato a questo, e su questo un tavolo, Presidente, è urgentissimo, indifferibile, da questo bisogna partire altrimenti ci parliamo addosso e non saremo in grado di trovare la minima soluzione. Pensiamo a quelle famiglie, a quelle persone, a quelle prospettive di vita interrotte che davvero fanno rabbrividire se abbiamo ancora una coscienza, credo che tutti noi abbiamo una coscienza. Il nostro non è più un dovere politico è un dovere morale quello di dare delle soluzioni, delle risposte, grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonio Mundula. Ne ha facoltà.

MUNDULA ANTONIO (FdI). Grazie Presidente, colleghi, membri della Giunta, ci troviamo di fronte ad una situazione gravissima, la messa in liquidazione improvvisa di AirItaly, messa in liquidazione, qualcuno lo ha detto prima di me, comporta il fatto che ci sia il licenziamento conseguente e immediato senza avere accesso agli ammortizzatori sociali. Questo è il dramma di tanti lavoratori, quasi 1.005 credo, dei quali 600 in Sardegna. C'è stata qualche piccola polemica anche sullo slittamento del Consiglio, e io sono d'accordo con l'onorevole Satta, che adesso non è in Aula, è stato invece molto importante ieri l'incontro con i sindacati perché, se ce ne fosse stato bisogno, anche se non ce n'era, ci hanno fatto ancora più tastare il polso della situazione, farci partecipi di quella che è la gravità. Sono state sviscerate cause e concause, si è parlato anche dei problemi del trasporto aereo nazionale, delle compagnie italiane. Air Italy è nata due anni fa sulle ceneri di Meridiana, l'andamento della società è stato da subito un andamento precario tendente al fallimentare, non ci hanno messo molto, dopo pochi mesi, probabilmente per scelte sbagliate della compagnia, hanno portato a un deficit pesantissimo, questo deficit pesantissimo ha scatenato questa crisi, la crisi con la messa in liquidazione. Adesso, a mio avviso, tante sono le problematiche, ma la problematica più importante è la difesa di questi lavoratori, la difesa di questi lavoratori che probabilmente, se fossero licenziati, ieri i sindacati ce l'hanno detto chiaramente, la maggior parte di questi lavoratori avrebbe difficoltà enormi per essere ricollocata, a parte qualcuno come piloti e pochi altri, gli altri sarebbero tutti a casa. Ricordatevi che ci sono famiglie dove in due si lavorava su Air Italy, cioè da un giorno all'altro senza stipendio, una casa distrutta. Quindi, la difesa dei lavoratori non può prescindere, però, dalla difesa della compagnia perché se la compagnia viene messa in liquidazione noi non avremo più niente da difendere, né lavoratori né compagnia. Sicuramente queste vicende fanno pensare, fanno pensare che probabilmente occorra anche un qualcosa di più grande, cioè una revisione delle regole del trasporto aereo in Italia, cioè regole uguali per tutti, ma regole uguali anche per le società low cost, cioè bisogna che tutti abbiano la possibilità di poter volare a parità di condizioni. Adesso, in questo momento, il problema principale è cercare le soluzioni per bloccare la messa in liquidazione, questo darebbe, l'ho già detto, l'opportunità di avere accesso agli ammortizzatori sociali e nel frattempo cercare una soluzione, la soluzione ottimale, e in questo momento, secondo me, la polemica non aiuta, il ributtarsi addosso colpe o non colpe non aiuta nessuno, non aiuta noi, non aiuta i lavoratori. Sono d'accordo anche con l'onorevole Satta quando dice che i mezzi che abbiamo sono limitati, parliamo di una compagnia privata, non parliamo di una compagnia pubblica, non è l'Alitalia, che può avere accesso a finanziamenti pubblici, Air Italy non può avere accesso a finanziamenti pubblici. A questo punto, l'unica soluzione è cercare veramente di bloccare la messa in liquidazione perché soltanto così potremmo avere il tempo di studiare altre soluzioni. Ormai conviene che ci svestiamo, siamo stati eletti, ognuno ha un partito, ma bisogna svestirsi di quelle che sono le situazioni partitiche e pensare che siamo qui per difendere tutti questi lavoratori, soprattutto siamo qui per difendere i sardi, la nostra continuità territoriale, i sardi ci hanno eletto per fare queste cose non per ributtarci e rinfacciarci le colpe l'uno con l'altro. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Angelo Cocciu. Ne ha facoltà.

COCCIU ANGELO (FI). Io, la settimana scorsa, quando avete affrontato questo argomento purtroppo ero assente, e ringrazio il consigliere Giuseppe Meloni per avere portato in Aula oggi questa importante mozione. Io oggi farei un discorso leggermente diverso, un discorso di cuore perché interessa la mia città, Olbia, un altro problema che attanaglia la Gallura, un altro problema che riguarda un punto focale della Gallura stessa, una delle aziende più floride che continuano a dare posti di lavoro a tantissime persone che arrivano da tutti i posti della Sardegna e anche da tanti posti dell'Italia. Se noi oggi aprissimo un processo alle intenzioni, e io di questo ne sono testimone, in quanto in quel periodo consigliere comunale di minoranza nel Comune di Olbia, noi oggi finiremmo per parlare di quelle che sono state le vostre colpe e di quelle che sono oggi le nostre colpe, se ci siano dopo otto-nove mesi di mandato. C'è stato un continuo zoppicare negli ultimi cinque anni, per quanto riguarda l'iter di questa compagnia, perché non possiamo parlare di Air Italy oggi, di Meridiana e altro, bisogna parlare di Alisarda, dal momento in cui ha iniziato ad andare male si è trasformata in Meridiana fino ad oggi, la compagnia è sempre la stessa, con quel numero di persone che all'interno ci lavora. Bisogna iniziare a trovare una soluzione diversa, rimandiamo le accuse che ci vengono rivolte dalla minoranza a quando ci dicono che noi ce ne siamo fregati, noi appena insediati, e io ho vissuto questo in prima persona in quanto novizio in questo Consiglio regionale, abbiamo affrontato il problema sulla continuità territoriale, e il presidente Solinas, con la sua voglia di fare, è riuscito in qualche maniera a risolverlo fino a pochi giorni fa. Nel giro di un paio di mesi si è scatenato l'inferno, l'inferno per quanto riguarda la nostra terra, compagnie marittime che rischiano il fallimento, caro gasolio che ha determinato aumenti nel trasporto delle merci devastanti, continuità territoriale e disastro Air Italy. Purtroppo Air Italy non è una società pubblica, dove si può intervenire come è stato fatto con Alitalia, è una società diversa, bisogna affrontare il problema in maniera completamente diversa. Però, di una cosa dobbiamo essere consapevoli, cari colleghi, che non si può più affrontare questo problema mettendo delle pezze, perché sono almeno cinque, sei anni buoni che si continuano a mettere delle pezze per risolvere le problematiche, e noi per quello che abbiamo potuto fare lo abbiamo sempre fatto, anche come Consiglio comunale di Olbia, e in quel periodo l'Assessore dei trasporti era l'assessore Carlo Careddu, e quando veniva in Consiglio comunale a Olbia non ha subito nessun attacco, nessun attacco, contrariamente a quello che subiamo noi oggi e in questi giorni. Le soluzioni sono diverse, ma non quella che ho sentito l'altra domenica mattina in aeroporto da parte di una sigla sindacale, che non voglio nemmeno citare, "chiudiamo ai qatarini il Mater Olbia in modo che inizino a ragionare". Una cosa folle! Cosa significa, oltre a perdere Air Italy, oltre a perdere le compagnie marittime, chiudiamo anche il Mater Olbia così continueremo tutti a morire, perché noi a Olbia purtroppo abbiamo ancora dei problemi di vita perché non possiamo raggiungere in un batter d'occhio Sassari, oppure addirittura Cagliari, e continueremmo a far perdere addirittura quei pochi posti di lavoro che il Mater Olbia in questo momento sta offrendo. Le soluzioni sono diverse, c'è una compagnia che non ha più intenzione di stare in Sardegna, e ce l'ha dimostrato alla grande, poco tempo fa, quando voleva utilizzare Air Italy solamente per oltrepassare il problema dell'embargo negli Stati Uniti, e quindi vanno fatti dei ragionamenti diversi, vanno prese le proprietà, ci sono tre, quattro, cinque strade che vanno seguite. Bisogna trovare con questi una soluzione, è chiaro che questi vogliono ancora continuare a rimanere in Sardegna e investire in Sardegna, però qualcosa la devono anche lasciare, e quindi bisogna aprire un rapporto sereno con questi e con le varie proprietà che hanno caratterizzato il percorso di Meridiana e di Air Itlay e trovare una soluzione, cercare di capire che ci vuole stare, cercare di capire chi vuole stare fuori, cercare di capire chi è ancora interessato a un progetto e ad una soluzione e ragionare in questi termini. Non c'è la politica oggi che ci deve separare, cari colleghi, ogni tanto ci scontriamo su varie problematiche, ci siamo scontrati in assestamento di bilancio, lo faremo sicuramente a spada tratta sul Piano Casa, lo farete più che altro, e anche su altre questioni, ma su questa situazione non ci si può assolutamente spaccare, ma non ve lo chiedo perché domani mattina voglio vedere sui giornali, vorrei vedere sui giornali una mozione dire "tutti quanti insieme, tutti felici e contenti", ma ci dobbiamo veramente credere, perché ci dovremmo spaccare su altre situazioni e non su questa. Comunque non è giusto dirci che ce ne siamo fregati, perché qualche mese fa sulla continuità territoriale molti di voi sono usciti con dei post dicendo: "Ho contribuito ad arrivare fin dove siamo arrivati ad oggi". Quindi cerchiamo di intraprendere una soluzione diversa, c'è qualcuno che ha fatto un passo falso fino adesso? C'è un Governo che è stato poco a disposizione? C'è qualche consigliere che non ha dato udienza? Bene, ripartiamo da zero, però una soluzione va trovata, e la soluzione prima è quella dell'unione fra noi. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Stefano Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS STEFANO (MISTO). Grazie, Presidente, signori Assessori, onorevoli colleghi. Ieri ricorreva il giorno, la data di nascita di un poeta del novecento, Fabrizio De André, e se posso osare parafrasarlo in questa Sede, voglio ricordare un pezzo, un piccolo brano, un piccolo pezzettino di Bocca di rosa dove dice: "Si sa che la gente dà buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio, si sa che la gente da buoni consigli se non può più dare cattivo esempio", e, grazie a Dio, è la circostanza in cui ci troviamo. Per renderla in termini un pochettino più praticabili, l'atteggiamento dei colleghi dell'opposizione sarebbe più o meno quello che avrebbe lo stimato collega Zedda se avesse l'ardire di lamentarsi della qualità del ritiro rifiuti a Cagliari, quindi bisogna sapere cosa vuol dire parafrasare, bisogna sapere un po' di cose e poi si capisce il perché…

(Interruzioni)

Presidente, io non capisco questo atteggiamento capisco questo atteggiamento

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Scusate! Sta intervenendo come Capogruppo.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Veramente, sinora abbiamo condotto un dibattito sereno e costruttivo, invito i colleghi Consiglieri a continuare su questa strada che penso sia quella più proficua anche rispetto al tema drammatico che stiamo trattando. Grazie.

TUNIS STEFANO (MISTO). Non comprendo i toni dell'eventuale rimprovero visto che guardava me, Presidente, ma non so se sia il tema della citazione o quello della spiegazione della parafrasi però, insomma, magari mi spiega in un secondo momento. Viviamo una circostanza in cui abbiamo vissuto nell'approcciare alla crisi del trasporto in generale, di Air Italy in particolare, dei comportamenti che hanno sfiorato il bizzarro, incluso quelli di saltare la rappresentanza della Regione nel costruire delle interlocuzioni che di istituzionale non avevano alcunché. Abbiamo cercato di mercanteggiare la propaganda politica per delle azioni rivolte alla soluzione dei problemi, sentendo, mi rincresce sottolinearlo, a volte delle proposte di soluzioni più adatte al bar dello sport che a un'Istituzione. Oggi rimproverare la Regione di assenza rispetto a questo tema senza in corso nessuna procedura di raffreddamento, per chi sa che cos'è una procedura di raffreddamento, senza esserci in ballo una condizione tipica (…) industriali che quindi infatti è stata correttamente eccepita dalle organizzazioni sindacali, che inducesse l'istituzione a intervenire in quella sede, senza tutto questo è pretestuoso e non costruttivo richiamare a responsabilità che la Regione non ha avuto e non può avere. Infatti dal primo momento, esattamente il giorno in cui si è discussa la prima volta la questione Air Italy dopo l'apertura del tema della liquidazione, fui io a sottolineare l'irritualità della situazione in cui ci si trovava, e a richiamare la politica sarda un grande gesto di responsabilità che ancora non ho sentito. Il tema della salvaguardia dei posti di lavoro non è solo primario, è l'unico tema che deve avere cittadinanza nel nostro dibattito, ma non si affronta nel modo in cui è stato affrontato, si affronta tecnicamente mettendolo sullo stesso piano della sussistenza delle licenze di volo della Compagnia, cioè bisogna avere il coraggio di mettere in discussione l'esistenza stessa e la prosecuzione di quelle licenze di volo esattamente in relazione con il futuro lavorativo di queste persone, perché se si consente che oggi loro escano dalla partita si sta autorizzando chiunque a fare un piano industriale domani senza tenere conto di loro, della loro occupazione, del loro posto di lavoro, quindi siccome non esisteva uno stato d'agitazione, non esisteva una circostanza in cui l'Istituzione potesse esercitare il suo ruolo sacrosanto in materia di relazioni industriali, ci si limita a farne una questione di carattere, ho persino dovuto sentire che il Presidente della Regione ha detto delle bugie; il Presidente della Regione semplicemente non ha parlato, il Presidente della Regione ha semplicemente lavorato in questi mesi alla soluzione dei problemi, e sta lavorando oggi, perché c'è una carenza di istruttoria in questo dibattito che è evidente, perché non si parla nulla delle questioni geopolitiche che sono alla base del problema, non si sa nulla con esattezza della crisi che ha portato a questa decisione gli azionisti, non si sa neppure con esattezza qual è la condizione dei lavoratori. Di conseguenza, cari colleghi, in una mozione che è totalmente da respingere perché è sbagliata nelle premesse, nelle sue considerazioni e nelle conclusioni, non c'è necessità di un tavolo, c'è necessità di portare i contenuti della politica all'interno di questa Assemblea, perché cercare di portarla sempre fuori di qui è un atteggiamento che non ci appartiene e che noi respingiamo, perché noi abbiamo espresso una Giunta regionale, ci siamo assunti la responsabilità di governare questa Regione, ed è attraverso la delega che ha la Giunta regionale che risolveremo questi problemi, non fuori da questo ambito. Grazie.

PRESIDENTE. Solamente per precisare che l'onorevole Tunis è intervenuto come Capogruppo del Gruppo Misto avendo fatto un accordo interno e avendomelo comunicato.

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Allora, noi non abbiamo detto niente, abbiamo visto tutti che l'onorevole Tunis è arrivato in Aula a dibattito avviato, lei ci ha imposto di attenerci al Regolamento dove anche i Capigruppo si devono iscrivere prima della conclusione del primo intervento, non abbiamo detto niente ma non può essere che c'è la giustificazione a posteriori della rottura ancora una volta dell'atteggiamento…

PRESIDENTE. L'abbiamo sempre consentito…

GANAU GIANFRANCO (PD). Non è vero, Presidente! Non è vero! Ci ha sempre invitato ad iscriverci prima e non ha consentito le iscrizioni successive, altrimenti da questo momento questo vale per tutti, che i Capigruppo si possono iscrivere in qualsiasi momento com'era prassi consolidata prima del suo arrivo, quindi da questo momento noi ci riserviamo di iscriversi in qualsiasi momento e la nostra iscrizione sarà accettata. Giusto per chiarire i rapporti. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Ganau, senza nessun tipo di animosità perché non c'è bisogno, l'invito io l'ho sempre fatto, però mi dovete dare atto della circostanza che io ho sempre consentito ai Capigruppo di intervenire quand'anche si fossero si fossero prenotati dopo il primo intervento.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Perché si è parlato di unità, della volontà di giocare insieme le partite importanti, la forma è sostanza, siccome io le dico che almeno in un caso mi è stata tolta la parola per non essermi giustamente iscritto come concordato all'inizio della seduta, io le chiederei di sancire una volta per tutte il fatto che i Capigruppo possano intervenire qualora ci sia necessità durante il dibattito, al termine ovviamente del dibattito, anche nel caso non si siano prenotati all'inizio, perché una cosa è affidare al Presidente la discrezionalità nell'eccezione, un'altra è sancire una regola. Se sanciamo una regola io sono il primo a essere favorevole, perché a volte non ci si iscrive però durante il dibattito sorgono nuovi elementi che impongono al Capogruppo, o a uno nel Gruppo che prende il posto del Capogruppo, di intervenire, però o è regola o non lo è, quindi io le chiederei questa chiarezza.

PRESIDENTE. Grazie. Io, ribadisco, non ricordo il caso che lei cita, però, nonostante ritenessi giusta e corretta, anche per i Capigruppo, la necessità di iscriversi prima della conclusione del primo intervento, ho sempre consentito ai Capigruppo di intervenire. In questo caso vista l'eccezionalità dell'argomento, vista la drammaticità della situazione in cui ci troviamo, io ho ritenuto di dare la parola anche al Capogruppo, o comunque a un delegato del Capogruppo del Gruppo Misto, per esporre la sua posizione, quindi è un elemento di arricchimento e non di detrimento del dibattito, quindi un senso di apertura e non di chiusura rispetto a un problema che ha necessità di quell'unità che tutti quanti noi abbiamo sinora invocato.

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Meloni - Li Gioi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Moriconi - Piano - Piscedda - Cocco - Lai - Agus - Caddeo - Loi - Orrù - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo - Manca Desirè Alma - Ciusa - Solinas Alessandro sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore regionale dei trasporti e dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ogni utile azione e iniziativa volta a scongiurare l'abbandono dell'Isola da parte della compagnia aerea Air Italy e la conseguente grave crisi occupazionale che ne deriverebbe, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (157), Li Gioi - Manca Desiré Alma - Ciusa - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sull'emergenza determinatasi nei collegamenti aerei e la salvaguardia dei livelli occupazionali della compagnia di navigazione aerea Air Italy (15), Meloni - Agus - Caddeo - Cocco - Comandini - Corrias - Deriu - Ganau - Lai - Loi - Moriconi - Orrù - Piano - Piscedda - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo, sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale dei trasporti, ogni utile azione e iniziativa volta a risolvere le criticità venutesi a creare a seguito del subentro del vettore Alitalia nella gestione delle rotte in continuità territoriale da Olbia verso le destinazioni di Milano e Roma, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (16)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Antonello Peru. Ne ha facoltà. Interviene al posto dell'onorevole Sechi come Capogruppo.

PERU ANTONELLO (UDC Cambiamo!). Grazie Presidente. In meno di ventiquattro ore è venuto a mancare un pezzo di storia e in meno di ventiquattro ore e terminata l'epoca di una compagnia che per anni è stata una delle principali vie di collegamento da e per la Sardegna. È per questo che non vorremmo che l'isola sia più isolata e sia più sola, ma, cari colleghi, il fallimento di Air Italy non è nient'altro che la testimonianza del fallimento delle politiche di quanti hanno sempre sostenuto che lo sviluppo della Sardegna potesse passare dai soldi di altri e non dalle capacità di noi sardi. Sembra quasi che vogliamo ricommettere gli errori del passato quando negli anni 70 abbiamo pensato che dal petrolio, dalla chimica e dalla industrializzazione potesse derivare per la Sardegna una nuova età dell'oro. Così non è stato perché è sotto gli occhi di tutti, perché nei due piani di rinascita hanno generato, nei tre poli industriali, operai per una sola generazione e ci hanno lasciato inquinamento e veleni e disoccupazione per le future generazioni. Così sembra possa accadere per i fondi degli arabi destinati alla sanità e ai trasporti, e non vorremmo, qualcuno l'ha accennato, che la stessa sorte potesse toccare al Mater Olbia. Tutto questo, cari colleghi, per riaffermare che - è un concetto molto semplice e persino banale quello che sto descrivendo - ai sardi e allo sviluppo della Sardegna devono pensarci prima i sardi, e aggiungo la politica sarda, ci dobbiamo pensare noi. Per prima cosa serve guardare in faccia a tutto quello che voi oggi avete evidenziato, la realtà di Air Italy e del dramma dei lavoratori, perché quanto accade oggi sembra seguire il paradigma con il quale siamo soliti affrontare le situazione di crisi, ossia constatarle sempre a posteriori senza mai intuirle un attimo prima per avere tempo utile per trovare le soluzioni. Ora lo abbiamo sicuramente tutti capito che a Qatar Airways e agli emiri del Qatar non interessavano e non interessano i profitti del trasporto aereo e a loro non preoccupano neppure le perdite del bilancio, perché è molto chiaro, anche la loro compagnia di bandiera perde e ha dei buchi di centinaia di milioni di euro e agli emiri del Qatar, è molto evidente questo ed è evidente a tutti perché l'abbiamo constatato, l'abbiamo visto, non interessa la nostra continuità territoriale, ma al contrario gli interessano i cieli del Nord America e soprattutto gli interessano le licenze per volare per i voli intercontinentali. E allora le ragioni per i quali il sodalizio tra gli emiri e il principe ismailita si è rotto, non è noto a tutti per quale motivo si è rotto, ma è difficile anche attenersi alle logiche del mercato per spiegare per quale motivo si è rotto, ma a noi, piuttosto che indagare sulla geopolitica e sugli equilibri economico-finanziari del mondo arabo, spetta il compito di ricercare una soluzione credibile e praticabile per tutelare il diritto dei sardi alla mobilità e quello dei lavoratori a non essere le vittime di un dramma annunciato o quasi annunciato. E ora, cari colleghi, è indispensabile darsi delle priorità, qualcuno le ha già tracciate in modo molto chiaro. Allora prima di tutto è compito della politica sarda garantire a tutti con gli strumenti necessari… innanzitutto iniziare a salvare gli oltre 1400 dipendenti che perderanno il loro posto di lavoro dopo tanti anni di onorato lavoro. Ieri ce l'hanno detto in maniera chiara i sindacati, le parti sociali, che all'interno della compagine di Air Italy ci sono dei lavoratori di altissima formazione, ed è necessario allora capire il confronto con il Governo e con le parti sociali per ribadire la strategia della compagnia aerea nella politica del trasporto di Sardegna, e infine si devono ricercare tutti gli strumenti nella disponibilità della Regione e del Governo nazionale affinché Air Italy rinasca in una compagnia che abbia cuore e testa in Sardegna con l'obiettivo prioritario di soddisfare le esigenze di trasporto nell'isola, ponendo al centro i servizi della continuità territoriale. E allora non ci rimane che agire per rilanciare una compagnia sarda al servizio dei sardi, ma soprattutto rimettiamo la politica sarda al centro delle questioni che attengono i diritti, lo sviluppo e la crescita e il lavoro dei sardi. Allora mi viene da dire che forse è opportuno ripartire dall'amore di quel principe che ha sempre dimostrato per la Sardegna per ridare le ali ai sardi. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Aldo Salaris. Ne ha facoltà.

SALARIS ALDO (Riformatori Sardi). Grazie Presidente, grazie alla Giunta, alla Vicepresidente, agli Assessori, grazie colleghi. È doveroso l'esercizio del ruolo delle parti, perché qui c'è una maggioranza e c'è una minoranza che esercita giustamente le sue posizioni sacrosante e la discussione di questa mozione nella sua interezza, dunque senza nessun tipo di dubbio su questo, però bisogna non perdere, perché lo si dice ma poi effettivamente pare che mano mano si stia perdendo, quello che è l'obiettivo, la direttrice, il carattere di emergenza, di necessità e di urgenza. Vedete, bene ha detto il collega Piu quando dice: "Bisogna combattere per difendere i posti di lavoro". È quello che stiamo facendo. Lo stiamo facendo su un'emergenza scoppiata in questo momento, qualcuno dice annunciata. Se dovessi pensare che l'emergenza da qualcuno è dichiarata annunciata in maniera consapevole, dovrei contestare quella richiesta di progetti che si fa da quella parte perché mi sembra che dati i risultati, data l'urgenza e dato il disastro che si sta cercando di scongiurare, di questi progetti da tempo assai più remoto non ve ne fosse neanche l'ombra. Pertanto bisogna affrontare questa fase, bisogna salvare i posti di lavoro di 1400 e oltre persone, che in questo momento si trovano in una situazione veramente peggio del peggio, dire brutta è poco e bisogna farlo con intelligenza.

Farlo con intelligenza significa che non è giusto circoscrivere deficit e perdite di centinaia di migliaia di euro di soggetti privati a un arco temporale relativamente agli ultimi dieci mesi di Governo regionale. Non mi sembra veramente né giusto né corretto e soprattutto non mi sembra giusto e corretto e intelligente da parte di tutti noi, imputare le responsabilità esclusivamente a quest'Aula per dinamiche che per la maggiore non provengono da quest'Aula. Certo è che bisogna essere dei buoni controllori o comunque bisognerà iniziare a farlo. Perciò, partendo dalla discussione di questa mozione, faccio mia e del mio Gruppo la proposta e il sollecito fatto dall'onorevole Mula poc'anzi, di arrivare partendo dai punti e dagli spunti di questa mozione, a un ordine del giorno condiviso, un ordine del giorno condiviso necessario soprattutto a suffragare quella che è l'azione, la buona azione della Giunta nelle ore precedenti, si pensi al risultato sulla proroga della continuità territoriale e soprattutto dando plauso a quelle che ieri sono state le parole della Vicepresidente Zedda oltre che dell'attività della Giunta, nel senso andare a suffragare una posizione ferma, netta, quale deve essere lo stop a qualsiasi procedura di liquidazione di questa società. E' lì che si gioca la partita e la partita si gioca su quelle che sono le buone notizie che tutti aspettiamo, per le quali auspichiamo tutti insieme, che domani sono certo, su altre già buone avute dal presidente Solinas, che lo stesso presidente Solinas coadiuvato dalla Giunta, poi ci darà perché tutti quanti, ripeto, le auspichiamo.

PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Desirè Manca. Ne ha facoltà.

MANCA DESIRE' (M5S). Parafrasando, cercherò di esporre il testo con parole mie. 24 febbraio, non sono passati dieci mesi, per alcuni colleghi che affermano che sono solo passati dieci mesi, è trascorso un anno, un anno in cui si è insediato il Governatore, finalmente il nuovo Governatore sardo che aveva promesso mari e monti alla Sardegna, avrebbe risolto tutte le problematiche urgenti della Sardegna e da qui tutte le promesse: ai pastori, risolleviamo la sanità, trasporti. Lui era il salvatore della Sardegna, 24 febbraio 2019. Oggi ne abbiamo 19 febbraio 2020 e andando a ritroso io ho sentito davvero tantissimi colleghi dichiarare: "Dobbiamo essere uniti, unità d'intenti, dobbiamo lavorare insieme per la drammaticità che in questo momento stanno vivendo i lavoratori Air Italy." Concordo in pieno. A volte mi viene in mente una cifra e lo so che quando io dichiaro e pronuncio questo numero, do fastidio e lo ripronuncio: 8500 euro, alcuni 8000, questo è lo stipendio che tutti i consiglieri regionali percepiscono al mese. Quando si percepisce uno stipendio del genere e non per un mese, magari per anni, a volte viene anche molto difficile mettersi dall'altra parte e capire che cosa significa vivere con 1800, chi è fortunato, 1400 euro, viene male, perché non si vive quella condizione e se si è vissuta quella condizione, molti di noi se ne dimenticano. E allora parliamo, parliamo della politica, la politica che è sempre più distante dai veri problemi dei cittadini e sempre più lontana dai veri problemi dei cittadini e va sempre a scontrarsi con il gioco delle parti: "C'ero prima io, adesso ci siete voi, cosa avete fatto cinque anni fa, cosa avete fatto dieci anni fa." Io ci sono da un anno qua dentro in questa Istituzione, mi hanno eletto per rappresentare il popolo e io porto la voce del popolo e il popolo in questo anno mi ha delegato e mi ha detto: "Bene, la situazione Air Italy, da un anno da quando sono stati eletti vive una condizione di drammaticità." Bene, abbiamo avuto il governatore e abbiamo un governatore che ha solo un unico problema, ha una malattia, ha la mania di onnipotenza. Viene eletto, all'Europa dice: "No, adesso ci sono io, per cui basta con la proroga della continuità territoriale, lo preparo io il bando, lo presento io il nuovo bando!" E' passato un anno e per un anno non è stato capace di presentare il nuovo bando, salvo poi andare a supplicare l'Europa per la proroga e neanche lì gli hanno dato retta. E allora diciamocele le cose in faccia, questa parte politica, questa parte che non è né di destra, né di sinistra, né di centro, ma rappresenta il popolo, è andata al Ministero, ha parlato con il Ministro e grazie a questa interlocuzione, e io ribadisco, la Sardegna ha ottenuto la proroga fino al 31/12/2020, questo, che piaccia o no è la realtà di quello che è successo.

(Interruzione del consigliere Michele Ennas)

MANCA DESIRE' (M5S). Quando si diventa governatori, perché è bello diventare governatori, finalmente riusciamo a governare questa Regione, io credo che il governatore deve avere anche, e lo ribadisco, uno spirito imprenditoriale, non è vero che la politica non può intervenire in merito e non poteva intervenire già un anno fa quando le opposizioni, quando alcune forze politiche già urlavano la drammaticità delle condizioni di Air Italy, non potessero intervenire. Non è vero, e al posto del governatore di non venire in Consiglio regionale, al posto di escludersi, al posto di vivere nella sua condizione, io la chiamo malattia di mania di onnipotenza, molto probabilmente se avesse condiviso insieme a tutte le forze politiche presenti in questo Consiglio, magari una soluzione da prospettare anche agli imprenditori che avevano già manifestato la volontà di lasciare la Sardegna, e lo sapevano tutti, ecco perché abbiamo insistito affinché lui venisse qua, ma non ci stupisce, in 40 sedute forse avrà partecipato a 4 o 5, quindi capiamo che è molto impegnato. Dobbiamo lavorare tutti insieme, l'abbiamo detto un anno fa, lavoriamo tutti insieme, bene, vediamo dove ci porterete.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Siamo arrivati a un capitolo, speriamo non finale, di un progetto evidentemente non basato su basi solide, e soprattutto su solide convinzioni. Due partner, uno al 49 e uno al 51 per cento che arrivano nel 2016 a salvare Meridiana, che era arrivata al termine, alle battute finali di una crisi che si prolungava per anni, presentando un piano industriale mirabolante che prevedeva l'acquisizione di cinquanta aeromobili, un incremento dei lavoratori fino a 10.000 unità, che è stato affidato però un management totalmente inadeguato, con scelte strategiche che si sono rivelate fallimentari, a iniziare dalla scelta di concentrare tutto sull'hub Malpensa e con la chiusura di sette sedi regionali italiane, a iniziare da Cagliari, con uno privilegiare i voli a lungo raggio, per risolvere i problemi dell'embargo del Qatar evidentemente, trascurando quelli a breve e medio raggio. Uno schema aziendale fallimentare che ha portato alla perdita del 70 per cento del del fatturato.

E allora tutto questo sembra quasi incredibile, se non col senno di poi ci vediamo quasi una strategia per arrivare a questi risultati attuali, anche la notizia di oggi, che ci sono stati due aeromobili che son stati immediatamente venduti e che saranno trasferiti a giorni a Doha, è un dato che lascia inquietanti riserve su quali fossero le vere strategie della società. Segnali di difficoltà si erano manifestati sin da subito, e noi abbiamo provato anche con mozioni che sono state presentate qua in Consiglio, a iniziare da maggio del 2019, una interlocuzione che prestasse attenzione a quelle che erano le dinamiche della società Air Italy. Ho qui un verbale di una riunione del 21 di maggio, dove chiedo con insistenza che sia inserita all'ordine del giorno la mozione presentata dall'onorevole Meloni, e ancora una volta si rinvia una discussione che poi non è mai stata calendarizzata. E credo che questo sia un errore, un errore del Consiglio regionale innanzitutto quello di vedere con diffidenza quelle che sono le posizioni e le proposte che vengono dalla minoranza, che spesso hanno semplicemente il senso di cogliere una condizione di difficoltà e di volere provare ad affrontarla nell'interesse comune e nella condivisione più ampia possibile.

Oggi arriviamo senza un minimo di garbo istituzionale, come è stato sottolineato, senza nessuna comunicazione né alla Regione ma neanche al Governo, alla liquidazione in bonis. 1540 dipendenti, di cui 550 in Sardegna, messi sulla strada dall'oggi al domani, senza sostegno di ammortizzatori sociali. E allora io credo che sia giusta la richiesta che è stata immediatamente avanzata da parte ministeriale della revoca della liquidazione con l'avvio di soluzioni alternative, come una procedura di concordato, che oltre che a allungare i tempi della crisi e consentire l'utilizzo degli ammortizzatori sociali, consente di mantenere in capo alla società le licenze e quindi di consentire anche un'operatività della società. Altra richiesta che va fatta con forza, che la società non stia ferma, che continua ad operare per quello che è possibile. Quindi sì a un tavolo interministeriale, che è già stato convocato per domani, e credo che il Governo abbia anche degli strumenti per fare pressione sul Qatar, perché mantenga il proprio impegno e si attivi perché questa esperienza aziendale non finisca così e siano colte anche le idee e i suggerimenti che vengono da parte governativa e da parte della Regione. Quello che noi chiediamo è di capire quali siano le strategie che la Regione intende mettere in campo, su questo caso ma anche su quali siano le proposte per la continuità territoriale, solo così sarà possibile affrontare unitariamente una vertenza che è stata sollecitata, di gestione unitaria da parte del Presidente Pais, che deve essere affrontato unitariamente soprattutto per garantire il futuro dei lavoratori, ma direi nell'interesse dell'intera Sardegna.

Se posso permettermi, onorevole Tunis, quello che noi abbiamo fatto in assenza totale di informazioni su le azioni che la Regione aveva messo in atto sulla continuità territoriale, richieste più volte, è stato quello di recarci al Ministero non per fare propaganda politica, come lei ritiene, ma per prendere informazioni intanto di prima mano dal Governo, e per sollecitare in quella sede una proroga della continuità territoriale nell'esclusivo interesse dei sardi e della Sardegna, cosa che per fortuna sembrerebbe andata in porto e che consentirà ai sardi di continuare a viaggiare in continuità territoriale, e di dare il tempo a questo Governo regionale di elaborare una strategia che sia compatibile con le norme europee e che risponda alle esigenze dei sardi di continuità, e anche di accessibilità della Sardegna, perché questo è l'altro tema che deve essere affrontato e sostenuto. Non c'è soltanto un problema di continuità dei sardi, c'è anche un problema di accessibilità della Sardegna, e questo non può essere lasciato al libero mercato. Quindi questa sì che era una vertenza che avremmo dovuto gestire tutti insieme, da subito, da quando è stata revocata la continuità territoriale della precedente Giunta, e ci troviamo oggi in gravissimo ritardo a sollecitare ancora una volta una vertenza che sia unitaria, che però ha necessità di avere i termini in chiaro per essere sostenuta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giovanni Satta. Ne ha facoltà.

SATTA GIOVANNI (PSd'az). Presidente, fermo restando che apprezzo il fatto che la minoranza si sia recata al Ministero per chiedere questa gentile concessione da parte del Governo, che ci ha concesso, bontà sua, la proroga, chiedo formalmente al Presidente del Consiglio se fosse possibile, è ovviamente provocatorio, chiedere alla Ministra e anche alla sottosegretaria Todde, mi sembra che se ne sia occupata anche lei anche se non è di quel dicastero, che ci dica espressamente che ci ha dato la deroga grazie all'intervento della minoranza, anziché averlo fatto perché era un dovere istituzionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Presidente, premettiamo che la decisione degli azionisti di mettere in liquidazione rituali Air Italy è stata una doccia fredda per tutti, era impensabile che si potesse decidere la sorte di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie senza coinvolgere il Governo nazionale e la Regione Sardegna al fine di trovare soluzioni condivise. Detto questo, essendo tutti concordi sulla scorrettezza dell'azione compiuta dalla società, siamo anche consapevoli che sia necessario agire ed è questo che la Regione sta facendo, stiamo lavorando per cercare di trovare la soluzione migliore possibile per salvare i posti di lavoro, e da cui partiamo. Detto questo, colleghi, io non vorrei replicare ad alcune considerazioni che ho sentito in quest'Aula, quando qualcuno continua a dire l'incapacità della maggioranza, gli vorrei ricordare a qualcuno che quando era all'opposizione non l'ha risolto, però trova soluzioni adesso che è all'opposizione, forse conviene che lo teniamo all'opposizione così ci risolve i problemi. Oppure quando qualcuno parla di stipendi, io prendo 8500 euro al mese e penso di guadagnarmeli, Presidente, perché vengo lunedì e vado via il venerdì. Penso di proporre leggi che possono anche servire, mi metto a disposizione, non ho nulla da dimostrare a nessuno e non sto rubando nulla a nessuno, e non mi vergogno di questo. E per chi oggi in quest'Aula dice che è andato a Roma e ha risolto i problemi, ha confuso quel viaggio della speranza, forse pensava di essere andato a Lourdes, che lì si fanno i miracoli, perché quello che ha detto adesso il collega Satta è vero, ed è grave se l'aiuto doveroso che doveva arrivare dal Ministero ci è stato concesso perché qualcuno è andato a Roma, è veramente grave.

Io invece penso, così come ho dichiarato in un comunicato stampa, che il Governo ha fatto la sua parte, schierandosi con la Regione, col Presidente della Regione, perché piaccia o non piaccia è stato votato per essere il Presidente di questa Regione. Io, non è perché sono il Capogruppo del PSd'Az, del suo partito politico, che lo difendo a prescindere, quando ci sono degli errori li ho sempre riconosciuti pubblicamente; così come ho detto e condivido, e da lì voglio partire, dalle dichiarazioni che ha fatto ieri la Vicepresidente Alessandra Zedda, ed è un impegno che mi sento di prendere e credo anche i colleghi: d'ora in poi vediamo di trovare soluzioni che siano condivise sul futuro di AirItaly, senza imposizioni, discutiamone, ma oggi, così come ha detto qualcuno, non è in campo se la Regione deve entrare o meno a far parte di una fantomatica quota societaria. Posso garantirvi che ci stiamo lavorando, ci si sta lavorando, e che quest'Aula verrà informata, e per quanto mi riguarda cercheremo di trovare soluzioni preventive, non a cose compiute, insieme a voi. Devo anche dire che l'incontro che si è fatto ieri con i sindacati e i lavoratori per me è stato un incontro più che positivo, per il fatto che mi hanno messo al corrente di cose che io non conoscevo e che loro sicuramente conoscono molto più di noi, inoltre ho notato e ho apprezzato la pacatezza di queste persone, cercando di proporci a noi delle soluzioni, tipo quella di prendere tempo. Certo che dobbiamo chiedere di prendere tempo, questi signori non ci possono mollare così per strada, dobbiamo chiedere e avere tempo per salvaguardare questi posti, per cercare che fine dovrà fare questa compagnia, che non è una compagnia sarda ma una compagnia nazionale, se il Governo interviene, perché ha un dovere di doverlo fare, insieme a noi. Noi non è che ci nascondiamo, e non a caso, se domani il Presidente è ancora a Roma noi domani saremo a Roma, ma non a fare gazzosa, proviamo a essere vicini ai lavoratori, provando a far capire a questo Governo che è interesse di tutto il Consiglio regionale che noi rappresentiamo il popolo sardo di essere vicino a questa gente, e con tutta l'umiltà di questo mondo, cercando di proporre soluzioni percorribili. Quindi smettiamola di dire cose che non stanno né in cielo né in terra. Caro collega Satta, quando lei prima ha fatto un accenno all'accordo-quadro del 2016 che è stato festeggiato, non è vero, caro collega Satta, perché se lei legge quello che hanno dichiarato le associazioni sindacali in quel periodo, hanno scritto e messo nero su bianco quali erano tutte le perplessità, quelle che sono uscite fuori oggi, e quel controllo preventivo che doveva essere fatto, non è stato fatto. Ma voi dove eravate per dire queste cose? Quel Governo doveva controllare e oggi invece ci troviamo che non ha controllato nulla di quello che era l'impegno, anche di riassorbire quei lavoratori che in quel periodo sono stati messi per strada!

Quindi, proviamo a ripartire insieme, questo è il messaggio: noi non siamo più bravi di voi e voi non siete più bravi di noi, proviamo a ripartire insieme.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie signor Presidente, colleghe e colleghi onorevoli, signore e signori della Giunta, inizio questo mio intervento con la ferma volontà di ribadire un concetto già espresso in precedenza: il rimbalzo di responsabilità reciproche e accuse non ci porterà lontano, non è congruo al grave momento di crisi che la nostra terra sta vivendo.

Al di là di questa mia breve parentesi introduttiva, posso affermare con certezza che, dopo l'incontro di ieri con i lavoratori e le sigle sindacali, siamo quanto mai pronti a fare il possibile per scongiurare questa grave crisi occupazionale; la liquidazione di AirItaly mette a rischio il futuro professionale di ben 1450 lavoratori (c'era una sigla sindacale che parlava anche di 1540, quindi c'è forse un refuso in base al numero), 550 dei quali solo sul territorio gallurese. Lavoratori tristemente consapevoli di uno schema aziendale annoso, che ha avuto come risultato il disastro che ormai è sotto gli occhi di tutti. I numeri da me appena citati sono solo relativi ad i numeri da me appena citati sono solo relativi ai dipendenti diretti della compagnia, ma a subirne il contraccolpo non saranno solo questi ultimi ma tutto l'indotto gravitante attorno al territorio di Olbia e dell'intera Isola. Non dimentichiamo che AirItaly è il principale vettore turistico della nostra Isola, una considerazione che spaventa e mette in comprensibile allerta il comparto turistico, che già riscontra i primi segnali negativi dell'incertezza e la cancellazione di prenotazioni, e la presa di coscienza di una clientela che sposta la sua attenzione su ben altri territori (Grecia, Croazia, Turchia). Una perdita di mercato che non possiamo permetterci, per questo abbiamo il dovere di fare nostre le richieste dei sindacati di intercedere con i vertici aziendali per scongiurare il prosieguo della pratica di liquidazione e mettere in campo qualsiasi strumento lecito per impedire la dispersione del grande patrimonio non solo occupazionale ma di know-how tecnologico e manutentivo, che è veramente un fiore all'occhiello della ormai ex Meridiana. Il Governo, attraverso i Ministeri di competenza Mit e Mise, si attivi immediatamente per trovare delle soluzioni che siano condivise con la Regione, per scongiurare la catastrofe imminente. Auspichiamo che la crisi in discussione dia adito all'apertura di un serio dibattito complessivo inerente il mercato aereo nazionale, che è in continua crescita ma nel nostro Paese sembra non decollare, facendoci affrontare, prima con le vicissitudini inerenti il caso Alitalia e poi con la recentissima questione AirItaly, solo fallimenti.

In conclusione mi rivolgo anche ad alcune perplessità e ad alcune osservazioni, come si è aperto il dibattito qua in Aula, rivolto all'onorevole Cocco che mi parla che i veri immigrati sono i quatarini o quatarioti. Neanche io mi fido di loro, onorevole, però se condividiamo il fatto che gli immigrati sono loro, dovremmo fare una legge per espellere chi ha fatto il male ai sardi, quindi in quest'Aula fosse molte persone non dovrebbero starci, con tutto il rispetto della rappresentanza.

Mi rivolgo anche all'onorevole Moriconi, lei ha parlato di unità, si ricorda quando ha parlato di vertenza Stato-Regione dicendo che è giusto che ci sia unità? C'era stata una mia indicazione a livello di stampa che, dopo il disastro che era stato creato dalla vecchia amministrazione, era bene che noi andassimo da soli, però se mi parla di unità poi oggi prendo l'Unione Sarda, vado alla pagina 3 e alla pagina 4 e leggo "A Roma maggioranza e opposizioni divise"… una cosa richiesta dal nostro Presidente del Consiglio, che ho visto attaccato con tanta enfasi dal collega onorevole Li Gioi (speriamo che abbia questa enfasi quando parliamo di Provincia Gallura). Io credo che il Presidente Pais ha fatto una cosa buona e giusta, perché è giusto prima parlare con i sindacati. Visto che l'onorevole Desirè Manca, parla di onnipotenza da parte del Presidente sto chiedendo una preghiera, che il presidente Solinas abbia anche il dono dell'ubiquità, e poi mettergli anche una scopa nel didietro mentre passa, così pulisce anche il Consiglio. Voi volete essere paladini della società, parlate di stipendi, parlate di tutto, di quello, di quell'altro, però alla fine, in sostanza, non arrivate mai a portare a compimento intenzioni che avevate in campagna elettorale.

Condivido quello che ha detto il Capogruppo Salaris dei Riformatori, un ordine del giorno condiviso, che ho riscontrato anche dall'onorevole Mula, dal collega Satta, che ha fatto bene in quell'intervento nel capire "vediamo se il Ministro scrive così", ma l'Unione Sarda alla pagina 3 dice questo: "Abbiamo rappresentato il percorso avviato dalla Regione a seguito delle interlocuzioni con l'Unione europea relativi alla continuità, le parole di Governatore e Ministra", quindi c'è qualche confusione da quella parte lì, lontana, forse rimangono in diretta con teleprogressisti o radio Limbara, non lo so, Topolino, Paperino, non so con quale di questi.

Lei ha parlato che siamo distanti dai cittadini, onorevole Manca, io credo che è vero, siamo distanti dai cittadini se continuiamo qua, come ha detto l'onorevole Piga, a parlare di mozioni, interrogazioni e quant'altro. E' giusto prima sentire i sindacati, sentiamo le parti, la società, e poi traiamo conclusioni, come è stato consigliato anche dal Vicepresidente che abbiamo in Giunta. Concludo che molte volte la lingua batte dove il dente duole, grazie signor Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie, a questo punto io sono in difficoltà, perché dopo aver ascoltato gli ultimi interventi della maggioranza, che ha provato a fare l'opposizione all'opposizione, mi chiedo quale debba essere a questo punto il ruolo di chi fa l'opposizione in quest'Aula. Io credo che intanto vada sgombrato il campo dai dubbi. La crisi di AirItaly è un fatto nuovo e inaspettato? Non lo è, non lo è perché alcune delle vicende aziendali erano conosciute a tutti, tanto da essere state cristallizzate in due mozioni presentate il 20 maggio 2019; mozioni che avremmo voluto discutere quella settimana. Io non ho intenzione di fare un intervento polemico, però credo sia importante ricordare che in quella settimana alle nostre richieste fu risposto picche per tre volte, ci furono sempre degli impegni più gravosi e più urgenti per l'Assessore, per il Presidente e nel mentre l'Assessore parlava in quello stesso periodo della riapertura di due aeroporti chiusi Fenosu e di Tortolì. Non lo dico perché quello non debba diventare un tema o non si possa dibattere in quest'Aula, lo dico perché evidentemente ogni tanto ascoltare le sollecitazioni dell'opposizione e fare in modo che quelle sollecitazioni vengano messe all'attenzione di tutti può anche aiutare a definire quale sia la priorità per i sardi, probabilmente la priorità anche allora non era la riapertura di due aeroporti, ma era iniziare a ragionare sulla continuità territoriale e iniziare a parlare di AirItaly. Non arriva inaspettata la crisi, il bilancio 2018 di AirItaly vede una riduzione del fatturato del 35 per cento rispetto all'anno precedente e una diminuzione dei costi di appena il 7 per cento. La flotta di appena undici aerei tra cui i tre 737 Max, che come sappiamo sono fermi, hanno costretto l'azienda a una terziarizzazione verso Bulgaria Air che come sappiamo non è redditizia per l'azienda e ha aumentato ulteriormente le perdite. Il piano industriale è stato completamente disatteso dal giorno dopo la presentazione, dovevano avere 50 aerei e aggiungere altre 1500 unità di personale, oggi sono il vettore con il più alto tasso di dipendenti per aereo; 135 dipendenti per ogni aereo, cinque volte tanto quello che ha EasyJet e Ryanair. Io non prenderei ad esempio perché conosciamo la realtà industriale di quelle aziende e non può essere quello l'esempio, però stare nello stesso mercato con chi ha ovviamente costi di personale cinque volte inferiori, capite bene, che non può che presagire alla crisi che stiamo vedendo. Per il 2019 i rumors, mai confermati, parlano di 200 milioni di perdite. Se tutti però eravamo a conoscenza della situazione, nessuno probabilmente poteva immaginarsi un epilogo tanto vigliacco; la liquidazione in bonis, la semplice chiusura della società che fa sì che i lavoratori possano ricorrere a malapena alla NASPI, come se fossero stati licenziati da una panetteria di un rione di un piccolo paese della Sardegna, è una vergogna! È una vergogna contro la quale non è possibile utilizzare né i se né i ma. Ho letto la recente dichiarazione del ministro De Micheli, una dichiarazione di mezz'ora fa, che punta al concordato e quindi al superamento della liquidazione, al ritiro della liquidazione per aprire alla procedura di concordato, e dare quantomeno ai lavoratori la prospettiva di una cassa integrazione lunga che consentirebbe anche di prendere tempo e elaborare una soluzione, diciamo, più duratura. Credo che a questo proposito la presenza dell'Assessore al Lavoro e del Vicepresidente Alessandra Zedda può essere utile anche a chiudere la discussione di oggi dando qualche elemento in più. Di chi è la colpa di tutto? Ecco io non capisco per quale motivo la maggioranza abbia affrontato questa partita in maniera così difensiva tanto da rinviare la discussione e utilizzare le assenze tattiche che non depongono a favore nemmeno degli assenti, anzi soprattutto degli assenti, pur di non discutere di questi temi. La colpa non è vostra, la colpa è del capitalismo ma anche immaginando diverse visioni dello sviluppo capitalistico che ha avuto l'Europa e il mondo nel Novecento, io penso che nessuno di voi possa considerarsi responsabile di uno sviluppo capitalistico che ormai, è un dato di fatto, sta andando male. Quel sistema che doveva… no va be'non è quello dai e se la buttiamo così siamo proprio… io sto dicendo una cosa che il sistema che governa il mondo che doveva garantire benessere per tutti e profitti per pochi, negli ultimi vent'anni quantomeno è diventato un sistema che garantisce profitti per pochissimi e benessere ancora per molti meno e sempre per molti meno ed è un benessere che è molto circoscritto e accentrato e poco diffuso, questo dico. Per cui penso che contro quello strapotere di un sistema mondiale io credo che le comunità come le nostre debbano imparare l'unità, se il problema è questo, però, io mi chiedo perché di fronte a problemi epocali che hanno la loro origine altrove non qua può essere perpetrata la strada dell'unità. La forma è sostanza, qui si è voluto evitare il dibattito, evitare di discutere di trasporti sia in Commissione che in Consiglio, siamo dovuti ricorrere a metodi che non fanno parte del nostro modus operandi, lo abbiamo fatto perché altrimenti probabilmente non saremmo riusciti a discutere la mozione sulla continuità territoriale e non saremmo riusciti nemmeno a portare in Aula questo testo. Un testo della sola minoranza, mi dispiace perché su temi come questo è utile sempre che ci siano due documenti, uno di maggioranza e uno di minoranza e se arrivi alla sintesi, non c'è quello di maggioranza perché nei mesi non è stato presentato, siamo qui perché abbiamo utilizzato le procedure d'urgenza previste dallo Statuto e abbiamo dovuto anche insistere ad alzare la voce, abbiamo dovuto mandare le PEC. Adesso un consigliere regionale che manda le PEC ai colleghi è quasi ridicolo non è un rapporto tra creditori e debitori o tra l'assicuratore e il proprio assistito; è uno svilimento del ruolo che io consiglio a tutti di evitare, perché l'unità non è un mantra che è sufficiente ripetere per generare benefici, è un qualcosa che passa, per esempio, dal rispetto del Regolamento e dal rispetto delle opposizioni, dal rispetto delle idee di tutti. Abbiamo degli esempi in quest'Aula che funzionano, perché io faccio parte di due Commissioni: la Commissione insularità, la Commissione sanità e non mi sono mai lamentato del modo in cui sono state trattate le opposizioni in quel frangente. Qua ogni tanto mi tocca fare quello che con una litania continua a ogni riunione segnala delle mancanze che evidentemente ci sono state e hanno impedito anche che in partite come questa si sia giunti a una soluzione condivisa prima. E una partita come questa il rammarico che per problemi come questo ogni giorno è vitale, perché ogni giorno sono posti di lavoro, ogni giorno sono soldi e sono risorse che non torneranno nella nostra Isola. Chiudo auspicando che nei rapporti istituzionali tra forze politiche diverse, tra organi statutari diversi, perché il Consiglio ha un ruolo, la Giunta ne ha un altro, il Presidente ne ha un altro ancora, ci sia un cambio di passo, ci sia in primo luogo la presenza del Presidente in Aula, non è giustificabile, non è giustificabile che il Presidente della Regione non ci sia mai e non interloquisca con il Consiglio tanto con la maggioranza quanto per l'opposizione. E poi che ci sia una trasmissione puntuale delle informazioni per evitare che, e chiudo Presidente, si sia di nuovo costretti in futuro su altre vicende a poter intervenire solo a cose fatte.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA (FI), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

Grazie Presidente, intanto vorrei partire con una notizia che credo oramai sia pubblica, c'è stato il comunicato di AirItaly che informa che continuerà il servizio fino al 16 di aprile, e voglio soffermarmi su questo aspetto perché credo che dobbiamo partire un po' da che cosa vuol dire essere azienda e andare incontro a chiedere una liquidazione in bonis, che, vi devo dire da subito, in questo momento mi appare un atteggiamento quantomeno anomalo. Perché questo? Perché intanto qui stiamo dicendo, deve essere chiaro a tutti, che la decisione viene assunta non perché c'è una crisi o ci sono delle difficoltà che sono intervenute, ma perché si è deciso di non coprire le perdite. Lo stesso caso identico per il quale nel porto di Cagliari la CICT ha deciso di chiudere, di cessare l'attività e all'inizio di licenziare i lavoratori. E dico questo perché credo, e sono d'accordo, lo dico da subito, con la linea, quindi con la strada che dobbiamo intraprendere insieme al Governo che è quella intanto di chiedere uno stop alla situazione di liquidazione, e ancora prima di dire che si deve andare in concordato preventivo, dico che dobbiamo verificare, invece bisogna attivare un tavolo serio col Governo Regione e azienda per verificare realmente qual è la situazione per il proseguo, perché qui concordo, o meglio, mi piace prendere ad esempio ciò che diceva anche il collega Tunis in ordine alle licenze.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE GIOVANNI ANTONIO SATTA

(Segue ZEDDA ALESSANDRA.) Oggi Air Italy è autorizzata ad un pubblico servizio, ad un trasporto pubblico aereo, le licenze, così come la professionalità dei nostri piloti e di tutto il personale, diventano condizione di impresa e non si può venir meno a questo, e quando qualcuno parla di controlli, e io dico anche: "Vogliamo dire del Governo?" - poi ci ritorno - "Vogliamo dire della Regione?". Ma ci sono altri enti, ne cito uno, l'ENAC, i controlli, nessuno si è reso conto che venivano a mancare, che c'erano delle difficoltà sul trasporto aereo? Quindi, io dico che questa situazione, non perché ci è più facile, però sicuramente ci poteva essere una crisi in atto, una difficoltà, ma se l'azienda avesse deciso di coprire queste perdite oggi avremmo parlato di altro. Allora dico, ben venga, l'opposizione deve essere stimolo, certo, ci avete chiamato ad aprire gli occhi, però voglio anche dirvi che non posso accettare le critiche ad un Presidente che non appena si è aperta la falla, e io devo dire al pari di quello che ha subito il nostro Governo, perché la ministra De Micheli e la sottosegretaria Todde hanno urlato stop alle decisioni che state prendendo sui licenziamenti e sulla liquidazione. Vi pare che avessero informazioni diverse? Loro hanno ammesso, io non posso mettere in dubbio sennò parliamo di altro, anche sotto il profilo istituzionale che una ministra dichiari bugie, o una sottosegretaria, che tra l'altro si deve occupare dello sviluppo economico, sia assente e dichiari anche lei bugie, e quindi non lo penso, e lo penso ancora meno del nostro Presidente, che da subito ha preso ed è volato a Roma per cercare di capire in loco che cosa potesse avvenire, e attivare anche quelle interlocuzioni che già erano prefissate per la continuità territoriale col nostro Ministro, ma soprattutto anche per cercare altre interlocuzioni con l'azienda per cercare di capire e di arginare questa disgrazia, questo momento, e lo dico da subito, questa comunicazione di licenziamento dei lavoratori che per noi è inaccettabile. Perché sulla liquidazione possiamo anche vedere come e perché, bonis concordato, ma io non posso accettare, da Assessore del lavoro di questa Regione, ancora prima di tutto il resto, oltre che da sarda, il licenziamento di 1.540 lavoratori dall'oggi al domani, perché questo sì, e ce l'hanno detto anche ieri i lavoratori, che è stato un fulmine a ciel sereno, indegno. Ecco perché dico che noi istituzioni dobbiamo unirci, e dobbiamo trovare quella strada che porta dapprima, ed ecco perché parlerò squisitamente di soluzioni e di percorsi che insieme nell'ordine del giorno dovremmo portare come bagaglio nelle trattative future, prima di tutti. Allora, se è vero che si sta continuando a trattare e ad effettuare il servizio fino al 16 di aprile, ma vi do un'altra notizia direttamente da parte del presidente Solinas, la continuità territoriale, come sappiamo, è confermata fino al 31.12.2020 anche per Olbia, Olbia non viene esclusa, chiaro? Quindi stiamo parlando di una continuità territoriale per tutta la Sardegna così come prevista, di una proroga ovviamente. Quindi, con questi elementi io credo che si debba andare a trattare già da prima lo stop a qualsiasi decisione aziendale di liquidazione in bonis, e prima di parlare di liquidazione in concordato dobbiamo verificare quali sono le mosse che può fare e gli strumenti che hanno il Governo italiano e la Regione Sardegna per trattare con l'azienda. Io qui metto ciò che in quest'Aula oggi è anche emerso, abbiamo una partita, mi riferisco con il Qatar, sulla sanità. Il Governo ha una partita importante con il Ministero della difesa per quanto riguarda la fornitura ovviamente di strumentazioni, apparecchiature e aerei per quanto riguarda il comparto della Difesa sempre con il Qatar. Allora, non solo, abbiamo anche, l'ho detto ieri, Meridiana Maintenance, che io non voglio escludere da questo, perché se noi dobbiamo parlare di un sistema di trasporti complessivo, dobbiamo vedere quali sono le nostre potenzialità. E qui, davvero, lo dico senza polemica al collega Massimo Zedda, se noi non proviamo a sollevare l'asticella per il futuro e a dire che la Sardegna è terra che ha condizioni, infrastrutture, know-how, professionalità che possono portarla ad essere un hub di livello, non dico che dobbiamo sostituirci, Massimo, a Milano e a Roma, ma se noi non facciamo capire che siamo un crocevia determinante per la politica dei traffici nazionali e internazionali, per il sistema Paese, probabilmente non avremo un quadro complessivo. Poi, sono d'accordo che qualsiasi approfondimento debba essere fatto venga fatto insieme. Così pure come lo dico da subito, perché stiamo andando a parlare di sviluppo e di prospettive, qualsiasi decisione di partecipazione pubblica almeno di questa Regione deve passare per questo Consiglio regionale, quindi nessuno può pensare di fare delle scelte ovviamente indipendentemente da ciò che sarà la decisione di quest'Aula, e allora le costruiremo insieme. Ad oggi, io dico che dobbiamo parlare quindi della condizione che, se ci porta a parlare di cassa integrazione, vi dico che non stiamo scoprendo nulla, esistono due strumenti normativi a livello nazionale, e mi riferisco al fondo per quanto riguarda il trasporto aereo di cui ci hanno parlato ieri, ovviamente, e sono bene informati anche i sindacati e i lavoratori, ed è ancora vigente, così pure come per tutto il 2020 c'è la possibilità della cassa integrazione per cessata attività, quella prevista per Genova, di cui però questa Regione Sardegna ha già potuto usufruire, e io mi auguro con successo, per quanto ha riguardato la vertenza del Porto canale, quindi la vertenza della società CICT, che anche lì abbiamo convinto a voler restare al fianco dei lavoratori, perché questo lo dobbiamo sottolineare, tutti questi strumenti, compreso il fondo, parlano di un'impresa esistente che deve assumere ancora degli oneri. Così pure come vi dico che la cassa integrazione per cessata attività è strettamente collegata alle politiche attive che questa Regione deve garantire con un piano credibile, e questo è ovviamente un altro aspetto di cui dobbiamo tenere conto se vogliamo continuare un percorso insieme, perché un'altra condizione sine qua non. Andiamo a vedere il discorso invece del futuro; io credo che per quanto riguarda la prospettiva, anche nell'immediato, quello che Air Italy lascerà sul campo sono certamente i traffici, e sappiamo che abbiamo traffici nazionali e internazionali. Ecco, anche in questa fase, io l'ho detto anche ieri, un altro esempio che la Sardegna può portare sul tavolo insieme al Governo; quando si è trattato di agire, quando c'era una società in concordato, e mi sto riferendo alla società del Policlinico sassarese, la Regione ha messo in campo un progetto tampone di politiche attive che è durato sette mesi e ha sostanzialmente, al momento della riacquisizione dell'Azienda, fatto riassumere tutti i lavoratori, l'ha fatto la Regione, figuratevi quante possibilità possiamo concordare con il Governo italiano e con i Ministeri competenti. Ecco perché io dico: alt! Alt a parlare già di licenziamenti di cassa integrazione, vediamo quali possono essere anche gli altri strumenti che ci possono portare a non mettere mai in discussione, perché io ieri non l'ho dimenticato quello che mi hanno detto sulla professionalità e sui tempi della autorizzazione a volare, e quindi del patrimonio dei nostri piloti, non l'ho dimenticato, maggio è domani, perché devo interromperlo? Perché, guardate, quando si è parlato delle società di cui vi ho raccontato, si è parlato di crisi legata in un caso all'assenza proprio dell'Azienda e all'altro della riduzione del traffico dei containers sul Porto canale di Cagliari, in questo caso i traffici aerei non sono mancati, sono in aumento, e io ecco perché parlo di una revisione, io mi voglio sedere al tavolo con i Ministeri competenti come Regione Sardegna per parlare di politica, di traffici nazionali e internazionali, perché se no, se non abbiamo una visione complessiva di quello di cui deve godere il Paese, di una mobilità da e per l'Italia, che se poi passa tanto per la Sardegna ci fa molto piacere ma noi il minimo lo dobbiamo avere, quella garanzia nostra la dobbiamo avere, ecco, allora io dico, tante sono le condizioni e anche gli strumenti che possiamo portare al tavolo, e ve lo dico, insieme al Governo. E anche su questo voglio fare un'osservazione, stiamo qui ogni giorno a litigare: continuità marittima, continuità aerea, Governo, Regione; allora, ricordiamoci tutti che anche questa proroga sulla continuità territoriale, che è stata voluta da tutti, certo dal Governo ma, insomma, io voglio riconoscerglielo al Ministro De Micheli la disponibilità e la tempestività? Certo che gliela riconosciamo, perché se no veramente siamo degli ottusi, ma non posso non fare emergere il ruolo della Regione. La Regione ha presentato il Piano, e io non voglio tornare indietro, ma voglio dirvi però che l'Unione europea l'ha bocciato alla Giunta Pigliaru, e allora vi dico che non è detto che quello che voi tanto sbandierata come Piano ad hoc presentato dall'Assessore Careddu andava bene all'Europa, ci hanno detto no! Ci hanno detto ancora oggi di approfondire, però c'è un dato positivo, e lo vogliamo fare emergere? Ma pensate davvero che la Ministra De Micheli esponga il Paese Italia ad una proroga se non ci sono già delle condizioni per le quali si presume che si possa dar corso al bando della Regione Sardegna sulla continuità territoriale? Perché, colleghi, se dobbiamo dirci la verità dobbiamo essere concreti e partire da fatti. E allora, fiduciosi di questa proroga lavoriamo, ed io sono d'accordo con l'opposizione, ma con la stessa maggioranza, perché non è che la maggioranza chiede di non conoscere o di non essere coinvolta, ma lo chiede anche la Giunta, ovvio.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE MICHELE PAIS

(Segue ZEDDA ALESSANDRA.) Quindi un pacchetto di condizioni e strumenti che ci portino a governare lo stato di emergenza, e vi ho detto fino a dove possiamo spingerci, dopodiché uno stato di prospettiva che riguarda i traffici e uno stato invece di futuro che io, consentitemi, lo dico, io non voglio costruire né aerei, non voglio che la Sardegna diventi un imprenditore del sistema traffico nazionale e internazionale aereo, ma voglio una compagnia, quella sì, la voglio, ma credo che la vogliamo tutti, che possa garantire la Sardegna sulla mobilità e sulla libertà di movimento da e per il resto del mondo, così ho l'esigenza, la voglia, perché lo vogliamo tutti, di poter far sì che ci sia la libertà di imprese, di altri cittadini che non risiedono nel nostro territorio di venire anche qui solo per creare la loro azienda, solo per poter avere un'assistenza sanitaria di livello che stiamo dimostrando di avere, solo per poter venire qui a fini turistici; questo è il nostro futuro. Io faccio solo un invito come Giunta, proprio perché voglio risottolineare che il Presidente Solinas e l'Assessore Todde sono a Roma non in vacanza ma stanno pensando al bene della nostra Sardegna e stanno lavorando insieme, ecco, siamo uniti, mettiamoci tutto ciò che occorre in quell'ordine del giorno, anche qualcosa che ci è antipatico, però facciamolo insieme.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Giuseppe Meloni. Ne ha facoltà.

MELONI GIUSEPPE (PD). Grazie Presidente. Sono state dette tante cose nel corso del dibattito che una replica di pochi minuti non mi consentirebbe di poter approfondire compiutamente, iniziò dicendo qualcosa ovviamente soprattutto su quanto detto adesso, a nome della Giunta, da parte della Vicepresidente Zedda. Parliamo subito di Air Italy ma anche perché collegato, della continuità territoriale ne riparleremo, faremo un approfondimento, però ci troviamo ad un anno di distanza, fra un po' scadrà l'anno di distanza, a parlare… vi è stata data una chance di un anno con questa proroga… a parlare di una cosa, anche della nomina dell'advisor eccetera, che avreste dovuto fare un anno fa, e le ricordo, ricordo a quest'Aula, nel caso in cui qualcuno si fosse dimenticato, che l'argomentazione utilizzata dal Presidente Solinas per revocare i bandi ereditati erano queste, ci sono dei rilievi da parte della Commissione dei trasporti europea, questi rilievi noi sapevamo benissimo quali fossero, sicuramente erano molto meno della tariffa unica rispetto alla quale ha rilanciato un minuto dopo la revoca il Presidente Solinas, e quindi Presidente Solinas ha trascorso dieci mesi a preparare… non lo so, non so cosa abbia fatto, è arrivato a novembre con un bando che sapeva benissimo non essere accettato. E poi le dico francamente, ancora oggi noi non abbiamo capito quale sia il bando che è stato presentato in Europa: è quello con la tariffa unica? È quello con la doppia tariffazione? State esultando e stiamo esultando, risultiamo perché forse si può rammendare la stagione, ma dalla prossima stagione turistica, noi sappiamo cosa significa aver proceduto a una revoca del precedente bando, quindi non insistere comunque sul tariffario che c'era e invece avere insistito, fatto finta di insistere sulla tariffa unica e oggi andare a dover cedere a quello che pretende l'Europa e quindi per ottenere la proroga, significa rinunciare alla continuità territoriale per i non residenti, compresi i nati in Sardegna, ed è bene che lo si sappia, che vuol dire che è l'estremo opposto di quello… anche lei, allora consigliere di minoranza, chiedeva rispetto al fatto che invece appunto pretendeva la tariffa unica. Questo lo dico perché di questo dovremmo parlare subito anche rispetto al nuovo bando e credo che il tempo perso non solo abbia creato problemi alla stagione turistica, ma ci abbia fatto arretrare parecchio rispetto alle rivendicazioni che andavano invece portate avanti.

Per il resto nel dibattito io apprezzato diversi interventi dei colleghi, qualche altro intervento non l'ho capito, per esempio non ho capito l'intervento del collega Tunis, devo essere sincero, collega Cocciu, tanti altri colleghi sono intervenuti. Il collega Tunis per la sua esperienza non ho capito se abbia fatto un intervento per rompere, perché non si potesse andare verso un ordine del giorno unitario e quindi si potesse accogliere l'invito anche del Presidente, oppure abbia fatto un intervento perché semplicemente non ha ascoltato il dibattito, ha seguito solo un pezzo del dibattito e ha voluto introdurre elementi che magari per certi versi hanno disturbato il dibattito, debbo dire. Ecco, su questo vorrei capire anche le motivazioni che hanno guidato questa presa di posizione.

Io chiedo questo. Il presidente Solinas è a Roma, l'assessore Todde non si vede da due settimane. Sempre a Roma? Sempre a Bruxelles? Non lo so. Il Ministro dei trasporti ha deciso di tenere questa partita nel tavolo del Ministero dei trasporti non a caso, perché quella partita stava andando in un altro tavolo, come lei sa bene. Lo ha fatto perché questa non segnasse il de profundis dell'azienda. Ecco, io credo che allo stesso tempo da parte della Regione una presenza più costante non solo a Roma, ma anche qua, perché non si sta solo a Roma, anche qua, da parte dell'Assessore dei trasporti, in rappresentanza della Giunta, come lei chiaramente, avrebbe avuto un altro significato, cioè che se ne occupi solo, io mi auguro che lei se ne stia occupando anche ovviamente come rappresentante del Presidente della Regione, ma non solo come Assessore del lavoro, perché noi ovviamente tutti abbiamo ormai raccolto una condivisione, un'unanimità sul fatto che occorra chiedere lo stop alla liquidazione e speriamo che siano positive queste notizie che giungono su una ripresa timida dell'attività, però questo non significa che non occorre puntare sul rilancio dell'azienda.

E allora io ho lavorato in questi minuti su un ordine del giorno che propongo alla vostra attenzione e all'attenzione dell'Aula, se si può eventualmente prendere in considerazione, dove ci sono elencati tutta una serie di punti rispetto ai quali si impegna il Presidente della Regione e la Giunta regionale. Io credo che questo possa essere un punto di incontro che può guidare poi l'azione successiva di tutti noi nei prossimi tempi. Credo insomma che possa essere preso in considerazione e possa essere approvato da quest'Aula.

Un'ultima cosa vorrei dirla sulla notizia che ho sentito anche ieri da parte del Presidente della Regione sul fatto che ci sarà una proroga uguale anche su Olbia. Non ho capito che tipo di proroga ci possa essere. Io spero che questa sia una notizia positiva legata a un rilancio di Air Italy, perché sta evidentemente pensando a una prosecuzione di Air Italy. Poi mi chiedo come. Col bando vecchio, che ci avete detto, a maggio, non più prorogabile, perché ci avete detto che quello non era più prorogabile e quindi non avremmo potuto richiamare quel bando, oppure con quale bando, una proroga che possa consentire la continuità territoriale anche ad Olbia, in quel caso in capo ad Air Italy? Immagino che il Presidente abbia qualche notizia positiva - datecela - sulla possibilità che possa essere portata avanti l'operatività di Air Italy non solo, come è notizia di queste ore, fino al 16 aprile, ma anche successivamente. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Meloni, la invito a consegnare ai banchi della Presidenza l'ordine del giorno che ha predisposto.

Ha domandato di replicare il consigliere Roberto Li Gioi. Ne ha facoltà.

LI GIOI ROBERTO (M5S). Grazie Presidente. Onorevole Alessandra Zedda, lei sa benissimo la stima che ho di lei, però nella giornata odierna lei sta svolgendo le funzioni di Assessore al lavoro, di Vicepresidente e anche di Assessore ai trasporti. Io non so se ce la possa fare, spero di sì per il bene di tutti noi, però questo è un dato di fatto, nessuno lo può negare, è plastica questa situazione. Per quanto riguarda la notizia che lei ha dato, che sapevamo che è uscita già sulla stampa, che Air Italy ha confermato la sua disponibilità a proseguire l'attività sulla continuità territoriale, vorrei però fare una precisazione importante. Assessore, vorrei fare una precisazione importante. Nell'operativo dei voli dei primi 15 giorni dalla riapertura dell'aeroporto di Olbia in seguito alla conclusione dei lavori di allungamento della pista, ripeto nell'operatività dei voli che riguarda soltanto i primi 15 giorni, Air Italy ha già praticamente dichiarato in quell'operativo che opererà con aerei ed equipaggi di Air Bulgaria, quindi questo vuol dire che per i dipendenti di Air Italy, che ieri sono venuti qua e per quelli che non sono potuti venire ma che ovviamente sono nella stessa situazione drammatica, non cambia assolutamente nulla. C'è un prosieguo della situazione che ha portato a questo sfascio, non è una buona notizia questa, forse è una notizia, ma sicuramente non è una buona notizia, anzi è una brutta notizia perché vuol dire che i signori del Qatar stanno proseguendo nella loro volontà di abbandono. E mi riferisco anche, come ha detto giustamente lei, al discorso di Meridiana Maintenance, che dovrebbe essere la gallina dalle uova d'oro della compagnia, come è sempre stata, perché sa benissimo che gli operai di Meridiana Maintenance sono veramente eccellenti a livello mondiale, cioè compagnie di tutto il mondo mandavano i loro aerei per i check, e quindi smantellare Meridiana Maintenance, che è la gallina dalle uova d'oro di questa compagnia, dimostra ancora una volta una volontà che va completamente da un'altra parte. Questo lo dico sempre nell'ottica di quanto sottolineato durante il mio intervento, per cui questi signori sono assolutamente inaffidabili, e a dimostrazione ulteriore di quello che dico c'è una notizia di oggi de La Repubblica, La Repubblica.it per la precisione, che ci dice che nella giornata odierna - quindi praticamente all'indomani di aver messo sulla strada 1500 persone - Qatar Airways ha aumentato la propria partecipazione azionaria dal 21,4 per cento al 25,1 per cento nella IAG, che rappresenta British Airways e comprende anche Iberia e Vueling. Teniamo conto che scavallare il 25 per cento del pacchetto azionario dà poteri superiori agli azionisti stessi in quanto possono, ad esempio, impedire la vendita del marchio o possono impedire inoltre anche modifiche dello Statuto, quindi chiaramente con questa operazione Qatar Airways entra in maniera decisa e decisiva nel pacchetto azionario della IAG. Questa è un'altra notizia negativa penso, che dimostra che questi signori non hanno, non dico intenzione ma la benché minima idea di poter continuare a lavorare nella nostra isola. Questo volevo farlo presente, mi sembra importante, perché stiamo qua parlando di una questione fondamentale, drammatica, che giustamente ci deve vedere tutti uniti, tutti uniti però su dati certi. Mi sono spiegato, Assessore? Su dati certi, su dati concreti da cui partire per trovare una soluzione idonea perché io penso che nel mercato aereo mondiale ci siano tanti vettori, ci sono tanti soggetti che operano, solidi e magari con principi etici un pochettino più alti rispetto a quelli dei qatarioti. L'idea di lavorare tutti assieme è confermata stamattina anche dalla ministra De Micheli, che ha dichiarato che è favorevolissima all'apertura di un piano industriale affinché il sistema aereo italiano riprenda fiato. È importante questo secondo me, sistema aereo italiano, che ricomprende sia Alitalia che in Air Italy. Queste non sono parole di poco peso, e giustamente riprendo quello che ha detto l'onorevole Giuseppe Meloni che la ministra De Micheli ha mantenuto, la vertenza al Ministero dei trasporti, e questo è un segnale importantissimo, concludo, una cosa che non mi ha visto favorevole al suo intervento di ieri davanti ai lavoratori, è quella in cui ha parlato di cassa integrazione. Io ho visto immediatamente i volti dei lavoratori che vogliono lavorare, vogliono la dignità e il lavoro e giustamente oggi lei è ritornata su quell'argomento correggendo il tiro, perché la cassa integrazione non è una soluzione.

L'ultima cosa che volevo dire, e veramente ho terminato Presidente, è che il rischio di procedura di infrazione sussiste e questo perché qualcuno evidentemente si è mosso in ritardo.

PRESIDENTE. Adesso io propongo all'Aula, mi sembra che sia stata da più parti unanimemente condivisa la necessità che si arrivi a un ordine del giorno unitario, quindi penso che sia opportuna una breve sospensione. Se siamo d'accordo per tendere a ciò, una breve sospensione che possa consentire la predisposizione di questo ordine del giorno e poi approvarlo.

Io penso un'oretta o anche mezzora…

Sull'ordine dei lavori

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io chiederei, se tutti sono d'accordo, di vedere l'ordine del giorno, di fare quanto prima, nel senso di arrivare a una votazione prima della sospensione, cioè continuiamo, non mi sembra né giusto né corretto anche per le persone che sono presenti anche qui che ci ascoltano.

PRESIDENTE. Anch'io condivido, nel senso che ho ritenuto di dire un'oretta per consentire alle parti di trovare… però se ci si arriva prima è naturale che sia opportuno arrivarci nel minor tempo possibile.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Mi sembra per una questione di correttezza, Presidente, noi staremo in Aula e così ci capiamo.

PRESIDENTE. Sono d'accordo, anch'io starò in Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Per rispondere all'onorevole Mula quando dice: "Noi stiamo in Aula." Io lo inviterei a contare la sua maggioranza, è tutta la mattina che manca costantemente il numero legale durante la discussione che si è svolta solo ed esclusivamente per senso di responsabilità di questa opposizione che è rimasta in Aula. Quindi io credo cambi poco la sospensione che ha proposto lei, perché naturalmente serve il tempo tecnico per trovare una mediazione, che si è capito tra le parti, per approvare un ordine del giorno condiviso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). E' stato fatto valutare un testo di un ordine del giorno che tiene conto di molto di quello che è emerso e che credo sia adesso all'attenzione di alcuni Capigruppo e della Giunta. Secondo me mezz'ora è troppo perché mi sembra che il lavoro sia già in stato avanzato, dopotutto nell'ordine del giorno le premesse sono quelle che abbiamo ampiamente detto. E' chiaro però che se in quell'ordine del giorno c'è la volontà adesso di riprendere un discorso, mezz'ora sarà poco, sarà poco un'ora e sarà poco anche un'ora e mezza.

Per cui io credo che eviterei di dare pause superiori ai dieci minuti perché il rischio è quello poi di dover precettare o aspettare i colleghi e francamente non credo sia nemmeno giusto. Quindi diamo dieci minuti e velocizziamo i lavori per chiudere.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa, i lavori riprendono alle ore 14 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 14 e 28, viene ripresa alle ore 14 e 59.)

Continuazione della discussione congiunta delle mozioni Meloni - Li Gioi - Ganau - Comandini - Corrias - Deriu - Moriconi - Piano - Piscedda - Cocco - Lai - Agus - Caddeo - Loi - Orrù - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo - Manca Desirè Alma - Ciusa - Solinas Alessandro sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione, dell'Assessore regionale dei trasporti e dell'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, ogni utile azione e iniziativa volta a scongiurare l'abbandono dell'Isola da parte della compagnia aerea Air Italy e la conseguente grave crisi occupazionale che ne deriverebbe, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (157), Li Gioi - Manca Desiré Alma - Ciusa - Fancello - Cuccu - Solinas Alessandro sull'emergenza determinatasi nei collegamenti aerei e la salvaguardia dei livelli occupazionali della compagnia di navigazione aerea Air Italy (15), Meloni - Agus - Caddeo - Cocco - Comandini - Corrias - Deriu - Ganau - Lai - Loi - Moriconi - Orrù - Piano - Piscedda - Piu - Satta Gian Franco - Stara - Zedda Massimo, sulla necessità di porre in essere, da parte del Presidente della Regione e dell'Assessore regionale dei trasporti, ogni utile azione e iniziativa volta a risolvere le criticità venutesi a creare a seguito del subentro del vettore Alitalia nella gestione delle rotte in continuità territoriale da Olbia verso le destinazioni di Milano e Roma, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (16) e approvazione di ordine del giorno

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. E' stato presentato l'ordine del giorno numero 1.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.

ZEDDA ALESSANDRA, Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Il parere della Giunta è favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Presidente, la proposta era quella di provare a sospendere un minuto in più perché si sapeva che i colleghi si sarebbero spostati, ora siccome ogni qualvolta c'è un po' di pubblico si prova sempre a giocare su chi è più produttivo, su chi è più bravo, quello che ho detto in precedenza, che l'opposizione stava tenendo il numero legale sta succedendo anche questa volta. Quindi siccome è chiaro ormai a tutti, naturalmente la richiesta di votazione è per votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Per la prosecuzione dei lavori, io sospenderei gli stessi sino alle ore 15 e 45.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 07, viene ripresa alle ore 15 e 48.)

Discussione e approvazione della proposta di legge Mele - Canu - Ennas - Giagoni - Manca Ignazio - Piras - Saiu. Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) (71/A) e approvazione di ordine del giorno

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 71/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pierluigi Saiu, relatore di maggioranza.

SAIU PIERLUIGI (LEGA), relatore di maggioranza. La proposta di legge numero 71 è stata trasmessa alla prima Commissione in data 14 novembre 2019 e iscritta all'ordine del giorno nella seduta del 21 gennaio 2020. Nella seduta successiva, quella del 23 gennaio, è stata ascoltata dalla prima Commissione l'illustrazione della proposta di legge fatta dall'onorevole Mele, prima firmataria del testo, e poi sono stati ascoltati in audizione l'Assessore al personale Satta, l'Assessore all'ambiente Lampis, il Comandante del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna e le organizzazioni sindacali.

Il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna è stato istituito con legge numero 26 del 1995 e la sua specialità da un lato risiede nella revisione del nostro Statuto ma dall'altro soprattutto risiede nella previsione delle funzioni e delle competenze che gli vengono assegnate, e che sono indicate nell'articolo 1 della legge istitutiva del Corpo, in particolare quelle di tutela e difesa dell'ambiente ma soprattutto le funzioni di polizia. Il riconoscimento, anche normativo, di queste diversità del Corpo non solo è stato richiamato da tutte le organizzazioni sindacali che abbiamo avuto modo di ascoltare nell'audizione in prima Commissione, ma soprattutto è alla base della proposta di legge che oggi è in discussione nell'Aula del Consiglio regionale e che è stata oggetto dei lavori della Commissione autonomia, riforme e personale. Quindi la proposta di legge numero 71 ha l'obiettivo di offrire uno strumento concreto per dare attuazione alle esigenze di riconoscimento della specificità, della specialità, della diversità del Corpo forestale e di vigilanza ambientale: come? Attraverso l'istituzione di una separata e autonoma area di contrattazione all'interno del comparto, analogamente a quanto già previsto dalla legge 31 del 1998 per i dirigenti; si tratta quindi, e qui lo voglio sottolineare e vorrei che fosse chiaro all'Aula, di una modifica ordinamentale, che consentirà al Corpo forestale di portare in un separato tavolo di contrattazione le proprie istanze. Si tratta di una modifica che consentirà di riconoscere spazi e rilievo adeguati ai temi del Corpo forestale, a cominciare da quelle richieste di riconoscimento economico che noi sappiamo essere state avanzate, e più in generale alle esigenze che rispetto al Corpo sono state richiamate anche nell'audizione in Prima Commissione.

Io credo che a quest'Aula sia giusto richiamare un aspetto, un passaggio importante della proposta di legge numero 71, e cioè che questa è una vittoria storica del Corpo forestale e di vigilanza ambientale che oggi il Consiglio regionale può legittimare, attraverso il riconoscimento di una previsione normativa che attraverso la definizione di un'area di contrattazione specifica consentirà al Corpo forestale e di vigilanza ambientale di avere il riconoscimento da un punto di vista normativo e ordinamentale di quella specialità e di quella specificità di cui il Consiglio regionale e la Sardegna tutta devono andare fieri. Grazie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Alessandro Solinas, relatore di minoranza.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S), relatore di minoranza. Grazie Presidente e membri della Giunta presenti, colleghi, un particolare saluto anche alle rappresentanze del Corpo forestale che sono venuti qui ad assistere oggi all'iter di approvazione della proposta di legge 71, che riguarda, come appunto ha sottolineato il presidente Saiu, l'applicazione di un'area di contrattazione separata al Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Iniziamo col dire che il settore necessita sicuramente di una riforma, di modifiche strutturali e anche ordinamentali, forse il Governo della Regione ha deciso di intraprendere questa strada normativa partendo appunto da questa riforma ordinamentale che è l'indizione della contrattazione separata, alla quale poi dovrebbero seguire numerose ed ulteriori modifiche; modifiche da fare sulla base delle necessità, ben rappresentate anche durante le numerose audizioni che sono state fatte da parte della Commissione con tutte le rappresentanze sindacali del Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

Veniamo ad analizzare quali sono le problematiche e le necessità che questo Consiglio dovrà andare per forza nel breve periodo ad affrontare, al fine di risolvere veramente le problematiche che affliggono il Corpo forestale e di vigilanza ambientale. Abbiamo un Corpo con un'età media altissima, pari a 58 anni; il lavoro che il Corpo forestale e di vigilanza ambientale svolge, come tutti voi saprete, è un lavoro che non si può definire un classico lavoro d'ufficio, è un lavoro sicuramente usurante. I membri del Corpo forestale e di vigilanza ambientale sono i guardiani del nostro territorio, hanno compiti tra i più disparati, vengono coinvolti in varie azioni, finanche in azioni e compiti propri di polizia giudiziaria, anche in collaborazione con la magistratura; compiti che richiedono perizia e grandi competenze che il Corpo forestale può vantare, compiti che richiedono una grande responsabilità, che va riconosciuta. Sicuramente una delle necessità primarie da andare ad approcciare e l'apertura a nuove entrate in organico, nuovi concorsi, cosicché tanti giovani sardi competenti e preparati possano, restando in Sardegna, entrare a far parte del Corpo forestale, abbassando l'età media e sicuramente dando un apporto positivo, vista la loro giovane età, e riuscendo anche ad ottenere l'apporto positivo che i membri più anziani possono dare loro, così da consentire la rinascita del Corpo e una continuità, non certo una rottura. Necessità anche di adeguamento di quella che è l'indennità, parlo di trattamento stipendiale, dedicata ai componenti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale: anche questa va adeguata. Non è certo il primo momento in cui questo problema viene in evidenza, non lo sto scoprendo io, è un problema che esiste da tanto e che in tanti modi si è cercato di affrontare. Sottolineate le priorità (non solo queste perché si parla anche di adeguamento previdenziale, ma quella è una questione da affrontare anche a livello statale), veniamo ad analizzare anche quello che è stato, o sarebbe dovuto essere, il lavoro di sintesi svolto dalla Commissione, che sfocia poi nella proposta di legge che oggi trattiamo. Per quanto ci siano state numerose audizioni il riscontro che oggi si ha di volontà espressa dalle rappresentanze sindacali naturalmente, mi rivolgo, mi baso su quella che l'espressione delle rappresentanze sindacali, al fine di capire se effettivamente può più o meno questa riforma andare a modificare utilmente l'ordinamento e le condizioni del Corpo Forestale, si può constatare, come avrete tutti notato, una divisione, permane una divisione. C'è stata anche recentemente consegnata una raccolta di firme con la quale si chiede il ritorno della proposta di legge in Commissione, così che questa proposta di legge possa essere integrata con gli elementi che si denunciano essere mancanti ovvero anche gli elementi che ho poc'anzi enunciato ovvero le problematiche in particolare. La divisione non è tanto sui contenuti, non è sostanziale, ecco, perché alla fine unitariamente le rappresentanze sindacali ci hanno in più occasioni enunciato quelli che sono i problemi, li hanno enunciati appunto in maniera unitaria e compatta. La divisione sta su quello che è l'ordine di priorità che viene dato nell'affrontare le problematiche anticipando questa riforma ordinamentale dove appunto si indice la contrattazione separata. Quindi non si può prescindere sia da una parte che dall'altra, andare a prendere in considerazione quelle che sono ciò che è stato rappresentato dalle sigle sindacali, se non altro per andare a uniformare sicuramente, Presidente, colleghi, il nostro lavoro futuro, che dovrà per forza essere in ogni caso quello di andare a risolvere tutto il resto delle problematiche che sono state enunciate dalle rappresentanze sindacali e che con questa legge ancora non vengono toccate né tanto meno in prospettiva si può vedere, si può percepire di fatto qualche elemento che possa deporre a favore che la Giunta o il Governo della Regione voglia affrontarle nell'immediato. Non dico questo con intenti provocatori o polemici, però sappiamo bene che nel momento in cui si vuole andare a modificare il trattamento stipendiale bisogna anche dedicarvi una dotazione economica, che sarà considerevole. E appunto di questo volevo parlare perché sicuramente il cambiamento serve al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, questo deve essere sicuramente strutturale ma si è ancora una volta come al solito andate a toccare l'ordinamento, perché tutto il resto, tutto il resto delle cose che sono necessitate dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, premetto c'è chi sostiene corroborato da sicuramente da buone argomentazioni che questo sia il primo passo necessario per poter poi andare a ritoccare tutta quella che è la disciplina del corpo, questo è vero ma sto andando contro questa affermazione, sto facendo un altro ordine di considerazioni e più ampio con quello che sto per dire. Si è andati a toccare l'ordinamento perché tutto il resto, tutte le cose che dovrebbero essere fatta comunque ha un costo, ed è proprio di questi costi che bisognerà prendersi carico nel futuro, nell'immediato futuro. Perché per quanto in questo Consiglio ultimamente pare che non serva una ferrea volontà per poter andare a modificare l'ordinamento regionale, una ferrea volontà servirà, mi auguro che ci sia nell'immediato futuro, per arrivare all'interno della maggioranza a riuscire a capire e a portare dentro, immagino, spero con la legge finanziaria comunque qualsiasi provvedimento atto a poter coprire i costi necessari, tutte quelle che sono appunto le dotazioni economiche. Mi spiego meglio per modificare l'ordinamento non si fanno tanti problemi, nel momento in cui c'è da dedicare delle somme di denaro invece, colleghi, purtroppo duole constatare che sia molto più ferrea la volontà che necessitano di queste tipo di azioni. Quindi mi auguro che anche all'interno della maggioranza soprattutto all'interno della maggioranza queste interlocuzioni siano già avvenute e che non si giunga a modificare l'ordinamento regionale senza poi riuscire nel futuro a coprire tutte quelle che sono le spese necessarie… tocca saltare un po' di cose… quindi stiamo facendo una riforma, perché questo possa definirsi tale però è necessario che ne abbia i connotati quantomeno le prospettive evolutive tracciate, cosa che ripeto non ancora vediamo, perché con questo inizio rappresentato dalla contrattazione separata purtroppo anche alla fine di quella che è la vostra attuale iniziativa politica. Diamo risposte alle necessità che ci sono state rappresentate con forza ed unitariamente come reali ed impellenti. Diamo risposta a queste persone padri e madri di famiglia, che io definisco, e non per atto di piaggeria anche se loro sono qui presenti, degli eroici guardiani del nostro territorio, che meritano risposte e condizioni di lavoro dignitoso, grazie.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento. Il tempo a disposizione è di 10 minuti.

È iscritta a parlare la consigliera Annalisa Mele. Ne ha facoltà.

MELE ANNALISA (LEGA). Grazie Presidente, signori della Giunta, colleghi e colleghe Consiglieri, innanzitutto voglio fare un ringraziamento sincero al Presidente della Prima Commissione l'onorevole Saiu per aver portato a compimento i lavori della Commissione nonostante gli ostacoli e le difficoltà. Parimenti il mio ringraziamento è esteso anche ai Gruppi di tutta la maggioranza per il sostegno e l'appoggio garantito a supporto di questa legge. E ringrazio anche tutto il Corpo Forestale e a quanti mi hanno sostenuto e continuano a sostenere la necessità di fare il primo passo verso la riforma che non è più procrastinabile. La proposta di legge numero 71 concernente le modifiche alla legge regionale numero 31 del '98 ha la finalità di introdurre all'interno dal comparto di contrattazione regionale un'autonoma e separata area di contrattazione per il personale del Corpo Forestale. Pertanto questa proposta di legge istituisce la separata area per il personale del Corpo forestale in attesa dell'adozione di una disciplina organica che riconosca la specificità delle funzioni assolte dal predetto corpo. Infatti il personale del Corpo forestale ha delle specificità che mai si conciliano con il restante personale della Regione autonoma della Sardegna a partire dall'orario di lavoro fino ad arrivare alle qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza e al pari delle forze di polizia nazionale la dipendenza funzionale alle autorità di pubblica sicurezza e giudiziaria. Il personale del Corpo Forestale espleta il servizio armato indossando l'uniforme e parimenti al personale delle Forze di polizia le qualifiche di polizia e di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria e non si esauriscono questi compiti con l'orario di lavoro di servizio ma continuano i loro effetti anche fuori dall'orario di lavoro 24 ore su 24. Ribadisco, il processo di riforma che questa legge ha avviato si realizza attraverso vari step, la previsione dell'area di contrattazione separata e il primo di questi step del processo di riforma. In tutti questi anni sono state presentate numerose proposte e disegni di legge per riformare il corpo, tutte rimaste chiuse nei cassetti del Consiglio regionale come ad esempio nell'ultima legislatura sono state presentate ben quattro proposte più un disegno di legge della Giunta, questo ultimo studiato su incarico della stessa Giunta da cinque direttori generali tra cui precedente comandante del corpo e che rimarcano la grande differenza tra il personale del Corpo Forestale e il restante personale. Tutte le proposte e i disegni di legge prevedevano in un modo o nell'altro un tavolo di contrattazione separata distinto dal restante personale RAS. Anche questa legislatura in meno di un anno ha già all'attivo ben tre proposte di legge, la 62, la 75 e la 90 che riguardano la riforma del Corpo forestale, e, come le precedenti, prevedono, anche se ognuna con qualche distinguo, la contrattazione separata. L'idea dei proponenti di questa semplice legge è quella di votare la futura legge di riforma vera e propria di tutti quegli elementi tipicamente contrattuali che possono e devono essere affrontati negli appositi tavoli di negoziazione contrattuale, una legge semplice composta da appena due brevi articoli, ma sostanziale, in quanto da subito produrrà effetti positivi poiché può nell'immediato fare attivare il nuovo tavolo di negoziazione contrattuale specifico per il corpo per poter affrontare le problematiche del personale, a partire dai gradi, turni di lavoro, reperibilità, e così via. Rispetto ai tre punti chiave che ci sono stati indicati in Commissione, punti in una relazione sottoscritta da tutte le sigle sindacali, io vorrei precisare, per chi ha paura che questa legge sia vuota in quanto non contiene risorse, non è qui che bisogna mettere le risorse, le risorse andranno messe quando sarà approvata la legge di stabilità, è sarà fatto contestualmente con l'apertura del tavolo di contrattazione, che è già stato aperto, cosa che l'assessore Satta, in maniera inequivocabile, ha confermato quindi come impegno per poter portare al tavolo questi tre punti fondamentali che sono stati concordati con tutte le sigle sindacali, e cioè attivare immediatamente le procedure per nuove assunzioni, approvare una norma urgente per il riconoscimento dell'argomento dell'assegno di funzione, avviare una forte iniziativa politica nella Conferenza Stato-Regioni e nelle altre sedi per raggiungere a breve termine una norma statale che riconosca i diritti previdenziali del personale dei corpi forestali delle regioni e province autonome. Non ci lasceremo assolutamente coinvolgere in dispute, manipolazioni e insinuazioni tese a fuorviare l'interesse e l'impegno del nostro Gruppo e della maggioranza su questioni non direttamente connesse al problema e alla situazione attuale. Sono trascorsi trent'anni dall'approvazione della nuova normativa e più di venti da quando si è resa necessaria la modifica della stessa legge, abbiamo quindi condiviso la necessità ormai improcrastinabile della riforma, ma ad essa dobbiamo giungere per fasi opportunamente distinte. Inoltre, vorrei rassicurare tutti coloro, oltre 400, che ci hanno fatto pervenire le loro firme, frutto di una petizione, per sospendere la proposta di legge, nella quale si ribadiva che i diritti acquisiti dei lavoratori del Corpo forestale sarebbero stati lesi. Io vi dico no, è una grandissima bugia perché i diritti acquisiti del personale del Corpo forestale non sono non saranno lesi, ma saranno implementati così come assicurato dall'assessore Satta, che appunto ha accolto i tre punti chiave delle rivendicazioni manifestate in Commissione. Mi rammarico molto perché c'è stata una campagna di terrorismo tra i lavoratori basandola su mere, mere bugie. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Massimo Zedda. Ne ha facoltà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Nel corso delle discussioni che hanno interessato diverse Commissioni per quanto riguarda il provvedimento, e cioè la proposta di legge numero 71, abbiamo avuto modo di audire tutte le sigle sindacali, sia le sigle sindacali che hanno una rappresentanza più forte, maggiore all'interno del Corpo Forestale sia le sigle sindacali, ad esempio i confederali, che hanno una rappresentanza distribuita anche nell'ambito dell'organizzazione più ampia del personale della Regione in tutti i settori. È stato più volte detto, devo dire la verità, è una questione questa che viene ribadita e ripetuta per ogni proposta di legge. Stiamo lavorando a una grande riforma organica e nel frattempo andiamo per "spizzichi e mozzichi" nella direzione che non è detto porti esattamente quei benefici, così come richiesti da tutti i sindacati, o comunque anche per quanto riguarda i distinguo all'interno delle forze sindacali una serie di agevolazioni, benefici e riconoscimento per il Corpo forestale. E quindi in attesa di queste riforme, prima o poi qualcuna di queste vedranno la luce perché ormai sono state annunciate sull'urbanistica, annunciate sul tema dei trasporti, annunciate sul tema della riorganizzazione della macchina amministrativa, annunciate sulle questioni del personale e via dicendo, e una serie di annunci, poi alla fine arrivano poche proposte di legge e abbastanza puntuali, e in molti casi, moltissimi anzi, contraddittorie, o meglio, in contrasto con l'ordinamento nazionale e la Costituzione. Poi vedremo anche, di tutte queste leggi portate alla nostra attenzione impegnando le Commissioni e l'Aula, quanto realmente potranno determinare efficacia e risoluzione di problemi, quante invece si scioglieranno come neve al sole. Intanto una prima questione che è stata posta da noi, ma devo dire la verità anche dalle forze sindacali, è che una proposta di questo tipo avrebbe dovuto avere al suo interno immediatamente, anche perché siamo nella fase di discussione, almeno a breve prenderà l'avvio la discussione su finanziaria, bilancio, e quindi su poste da allocare e risorse da definire dove e in quale modo debbano determinare e generare sviluppo o risposte alle questioni anche legate al corpo al Corpo forestale, ma di tutto questo non c'è traccia. Tanto è vero che pare, sempre che sia compatibile con l'ordinamento nazionale, parrebbe una questione più nominale, cioè di riconoscimento di una contrattazione separata, che una reale volontà di voler dar gambe a risposte, e quindi andare nella direzione delle richieste fatte dalle forze sindacali. Intanto alcuni problemi riguardano la natura contrattuale che è stata posta da tutte le forze sindacali in modo unitario, l'indennità di funzione, dove viene chiesto uno stanziamento di 6 milioni di euro a fronte di una richiesta di ulteriori 2 per la restante parte del personale dei dipendenti della Regione, e tutto questo, che non trova sbocco, non trova risposta nell'ambito del PL numero 71, ha determinato che a fronte di una proposta che dovrebbe trovare in teoria tutti d'accordo, si parla di benefici, di riconoscimento per il Corpo forestale, nell'arco di pochissime ore, tre, quattro giorni, sono state raccolte quasi 450 firme, quasi equivalenti alla metà dei componenti il Corpo forestale. No cosa?

MELE ANNALISA (LEGA). 400 firme su 1.400, non la metà.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Intanto mi pare che siano 437, ma in ogni caso non è un problema di matematica, vorrei essere chiaro, è un problema che se una proposta che viene definita come gradita da tutti nell'arco di un paio di giorni riceve 437 firme contrarie, almeno il postulato che sia una riforma storica gradita da tutti viene meno, almeno su questo ci si può trovare d'accordo. Intanto agli altri mille bisognerebbe chiedere il perché non abbiano firmato, se condividono esattamente la proposta o meno. Perché c'è un'illusione di benefici… io ho ascoltato anche cose che non condivido per niente, cose che non condivido per niente in silenzio, eppure ho sentito castronerie incredibili, però ascolto, mi faccio violenza, sto zitto e ascolto.

PRESIDENTE. Onorevole Zedda, ha ragione, concluda.

ZEDDA MASSIMO (Progressisti). Grazie, Presidente. Non sarebbe stato meglio probabilmente iniziare, volendo anche dare un messaggio a tutti tenendo conto che tutti quanti si erano espressi con un documento unitario, pur nei distinguo, dicevo prima. Alcuni hanno posto la questione, alcune forze sindacali hanno posto la questione della contrattazione separata, altre hanno posto una questione che era attinente a un "ni", diciamo né a favore né contro, ma con distinguo o sospetti rispetto all'efficacia della proposta, altri invece si sono espressi in modo contrario, mentre le forze sindacali tutte, tutte le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo forestale, alle quali e ai quali va il nostro ringraziamento per il lavoro che quotidianamente svolgono, hanno insieme posto una serie di questioni che probabilmente sarebbero state di più facile soluzione rispetto a percorrere la strada di una riforma parziale, che riforma poi non è, di un intervento parziale di separazione semplicemente nell'ambito della contrattazione, e su questo poi vedremo se questo progetto di legge possa realmente essere applicabile. Quindi la prima questione che veniva posta da tutti, è stata sollevata anche negli interventi precedenti, dal relatore di minoranza, l'onorevole Solinas, era la questione dei concorsi, perché c'è un'età media altissima e questa questione dell'impossibilità di ricambio all'interno del corpo sta determinando una serie di problematiche, ed è riconosciuta da tutti, ci sono anche le risorse, tanto valeva iniziare dalle procedure concorsuali e l'assunzione di personale. L'altro aspetto era quello dell'indennità, che può essere tranquillamente fatto aumentando risorse, tant'è vero che per scoprire le carte della maggioranza i sindacati oggi chiedono risorse, ovviamente tutti, anche coloro che sono favorevoli rispetto alla contrattazione separata, perché la contrattazione separata porta ovviamente come ricaduta che ci debbano essere dei benefici in busta paga, perché altrimenti non si capirebbe perché avere una contrattazione separata per avere né più né meno lo status quo immutato rispetto alla situazione attuale, non è che uno fa una contrattazione separata così, perché ha piacere di incontrare i rappresentanti degli uffici del personale e l'Assessore al personale e il Direttore generale del personale, hanno piacere di portare a soluzione alcune vicende annose che riguardano il Corpo forestale e, purtroppo, anche altre vicende ovviamente che riguardano tutto il personale della Regione, quindi sarebbe stato sufficiente stanziare risorse per aumentare l'indennità e parametrarla a quella degli altri corpi forestali, come i sindacati ci hanno indicato; altri corpi forestali beneficiano di ingenti risorse superiori rispetto alle nostre, in alcuni casi addirittura 3,4 volte le risorse stanziate all'interno del comparto più generale, in questo caso, non ancora modificato perché la legge numero 71 non è stata ancora approvata, ma comunque minori e inferiori rispetto a quel che accade in altre regioni. E l'altro aspetto è quello dei pensionamenti, dell'aspetto pensionistico e degli altri benefici e aiuti in questa direzione, e su alcune di queste partite hanno loro stessi suggerito di interloquire con lo Stato, col Governo nella Conferenza Stato-Regioni, in modo tale da poter avere un via libera su alcune di queste vicende perché alcune di queste problematiche non avevano la possibilità di determinare benefici se non con un accordo preventivo con lo Stato; figuriamoci se su questo aspetto non c'è stata nessuna interlocuzione con lo Stato e con la funzione pubblica più generale che governa il sistema a livello nazionale. Insomma, non capisco… mentre comprendo gli aspetti sindacali del portare all'attenzione nostra una vicenda come questa, non comprendo com'è che un Assessorato, una maggioranza, che comunque si deve occupare di tutte le problematiche di tutto il comparto dei dipendenti della Regione, e di tutti comunque i dipendenti della Regione, abbia avviato un meccanismo, in assenza di soluzioni per tutti, puntuale solo ed esclusivamente per alcuni, tenendo conto che l'automatismo che determinerà questo provvedimento, è che altri giustamente solleveranno la questione legata a avere benefici anche per altre tipologie di lavoratori, lavoratori che hanno, per compiti che devono svolgere, una serie di incombenze differenti, mettiamola così, rispetto a coloro che magari svolgono funzioni all'interno di uffici pubblici che hanno pur responsabilità, che però non hanno quel carico di lavoro e anche di rischi come il Corpo forestale. Faccio un esempio; coloro che qualche settimana fa hanno aperto la diga, o la notte svolgono funzioni di Protezione civile e governano i bacini, sono in una situazione di minor rischio? Probabilmente si porranno una serie di questioni similari su tanti altri comparti, vedrete, sarà immediatamente dopo questo. Quindi non ho compreso il perché, a fronte della volontà da parte di tutti di dare risposta al Corpo forestale, sia stata intrapresa la strada di scrivere una proposta di legge che, né più né meno, annuncia dei benefici senza avere poi risorse che immagino voi abbiate già trovato nella finanziaria, perché aver portato la proposta di legge in approvazione prima dell'approvazione della Finanziaria dà per scontato che voi le risposte ai sindacati, sia a coloro che hanno privilegiato la strada della contrattazione separata, sia a coloro che comunque chiedevano benefici al di fuori della contrattazione separata, all'interno della contrattazione così com'era un tempo, ovviamente do per scontato che troveremo le somme all'interno della finanziaria per dare risposte a queste questioni, altrimenti rimarrà lettera morta se non impugnata. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie, Presidente. Che il Corpo forestale regionale avesse bisogno di una riforma strutturale penso sia chiaro a tutti, si è provato a lavorare nella precedente legislatura, si era arrivati già anche a una sorta di punto di caduta da affinare ancora, ma il tempo non ha permesso l'entrata in Aula della riforma complessiva. Che il tema sia di particolare attenzione da parte di tutti i Consiglieri, al di là di maggioranza e opposizione, all'interno del Consiglio regionale è altrettanto chiaro. L'onorevole Mele poc'anzi ha citato il fatto che ci sono già tre proposte di legge di riforma del Corpo forestale, una di queste è proprio presentata da me e dall'onorevole Cocco, e già nella precedente legislatura presentammo una proposta di riforma del Corpo Forestale regionale, lo ricordo anche perché anche allora si discuteva della separata contrattazione del Corpo forestale, c'era anche chi chiedeva, come nel resto d'Italia poi è successo, di smembrare interamente il Corpo forestale e di privilegiare la funzione di polizia rispetto alle altre funzioni, e quindi che il Corpo entrasse a pieno titolo nell'arma dei Carabinieri, così come è successo a livello nazionale, c'è invece chi prevedeva e ha spinto per salvaguardare le funzioni del Corpo forestale, lasciarlo in piena autonomia e conservarne le specificità. Quindi tutti quanti siamo d'accordo sul fatto che il Corpo forestale abbia bisogno di una riforma complessiva, non siamo d'accordo sul fatto invece che ogni qualvolta si tratta di grandi temi si affronti un pezzo della questione e si tralasci tutto il resto. E non ci credo, oppure, è meglio andare a verificare cosa è successo da un anno a questa parte, per vedere quante leggi sono arrivate all'attenzione del Consiglio, e capire che con questa velocità è molto difficile andare a riaffrontare il tema. Ed è sbagliato, dal nostro punto di vista, provare ad affrontare solo un pizzico della questione invece che essere più coraggiosi e affrontare le complessità del Corpo forestale. È stato detto in precedenza che ci saremmo voluti confrontare, così come abbiamo fatto in diverse occasioni sia io che l'onorevole Cocco, sulla riclassificazione dei dipendenti del Corpo forestale, perché tutti quanti siamo d'accordo sul fatto che svolgono funzioni e hanno un ruolo ben specifico, ci saremmo voluti confrontare sul fatto di che prospettiva vogliamo dare al Corpo forestale attraverso le nuove assunzioni, attraverso i nuovi bandi di concorso, ci saremmo voluti confrontare, insomma, sul fatto che già quest'anno ci saranno 200 pensionamenti e che probabilmente, con l'approvazione di questa proposta, si avranno dei ritardi nelle nuove assunzioni. Insomma, ci saremmo voluti confrontare su una riforma complessiva, lungimirante, che abbia una prospettiva ben più ampia di quella che potrebbe avere questo tipo di proposta di legge. E lo dico perché, Presidente, tutti quanti noi abbiamo affrontato anche la questione Forestas nella precedente legislatura, e differenza delle "leggine" che ci portate in discussione in questa, si è studiato ben approfonditamente sul tema della costituzionalità della norma stessa, perché nella precedente legislatura, chi si ricorda dei vecchi consiglieri, che si ricorda la discussione sulla questione di Forestas c'era già da allora la richiesta del contratto separato per quanto riguarda i dipendenti di Forestas, non si era potuto fare perché c'erano dei pareri ben chiari da parte della funzione pubblica, da parte dei sindacati, da parte dei costituzionalisti sull'incostituzionalità che quel percorso avrebbe portato nell'approvazione della norma. Era chiarissimo! Così come è chiarissimo oggi. Sarebbe bastato sedersi un attimo in più, così come abbiamo chiesto, perché nessuno è contrario, però sarebbe bastato sedersi un attimo in più, approfondire il tema e provare a studiare e istruire una proposta di legge che non ha nessun tipo di vizio. Invece io vi leggo cosa dicono i costituzionalisti, cosa dicono le sentenze della Corte costituzionale che ci sono già state, ossia "l'invasione della competenza statale nella materia dell'ordinamento civile si configura ogniqualvolta il legislatore regionale, sostituendosi al contratto collettivo, regoli direttamente un aspetto della retribuzione, poiché nell'esercizio della propria competenza esclusiva, il legislatore nazionale ha riservato al contratto collettivo l'attribuzione del trattamento economico, fondamentale e accessorio del personale pubblico". "La potestà legislativa esclusiva della Regione inerente lo stato giuridico ed economico del personale è limitata dalla riserva della contrattazione collettiva". Ancora se dovessimo andare a studiare la sentenza numero 81 del 2019, quindi non tanto tempo fa, che va ad incidere su una legge che il Friuli Venezia Giulia ha già approvato e si è vista già impugnata, potremmo tranquillamente andare a leggere che "La Regione a Statuto speciale, come quella ordinaria, deve osservare il principio della contrattazione collettiva, applicando ai propri dipendenti non un contratto collettivo inerente al lavoro svolto, ma soltanto quello negoziato da chi per legge rappresenta la parte pubblica nella contrattazione collettiva, e dunque anche la stessa Regione". "Del resto sarebbe ben strano - continuano - se un datore di lavoro, pubblico o privato che sia, fosse obbligato da un contratto collettivo non negoziato, né acconsentito da lui attraverso la propria rappresentanza sindacale". Poneva il problema della legittimità costituzionale di una contrattazione separata relativa ad aree professionali particolari. Cioè state andando a sbattere, avete promesso cose irrealizzabili! Noi non siamo contrari a priori, noi non siamo di quelli che vi dicono: "No, fermatevi, studiate". Aiutiamoci, proviamo a scrivere delle norme che poi siano realmente applicabili. Invece ogni qualvolta si prova a stralciare una parte del tema, affrontarlo in maniera del tutto superficiale e approssimativa, perché c'è l'ansia del risultato, avete quest'ansia del risultato che non vi consente più di ragionare, ma avete bisogno di qualcosa da spendere subito, cioè uno slogan semplicissimo, e poi andiamo a vedere, come è già stato detto anche dai colleghi in precedenza, che le norme che vi stanno impugnando ormai non si contano più. Ormai non si contano più perché ogni qualvolta pensate che tutto si possa fare in questo Consiglio regionale senza andare a studiare, senza leggere, senza comprendere le sentenze della Corte costituzionale, le leggi dello Stato. Siamo una Regione a Statuto speciale è vero, però non tutto si può fare, questo è stato chiaro. È stato chiaro quando si chiedeva il comparto separato per i dipendenti di Forestas, e non si è potuto fare perché spetta ad un'altra sede arrivare a quella soluzione, non si può fare per legge. Io credo che ancora una volta ci troveremo di fronte alla situazione di dirvi fra qualche mese: "Ve l'avevamo detto", "Siete andati a sbattere di nuovo contro un muro", però non sono neanche del parere che bisogna darvi alibi, quindi con il collega Cocco abbiamo deciso di astenerci su questa proposta di legge, perché non sarete voi a dirci domani: "Siete voi quelli che avete ostacolato la legge". Sarete voi a prendervi, invece, la responsabilità di dire, a chi avete promesso una situazione e una contrattazione separata per legge, forse avevamo sbagliato, forse dovevamo seguire un'altra strada, forse in Consiglio regionale ce lo avevano già detto, forse qualcosa dovevamo correggerla. Da questo punto di vista basterebbe capire che la contrattazione non la decide per legge il datore di lavoro, così come è scritto nelle sentenze, ma si decide tra il datore di lavoro e le rappresentanze sindacali. Naturalmente avete deciso per vostra scelta di andare avanti a testa bassa, di non prenderci il tempo per approfondire il tema e di approvarla senza nessun tipo di motivo ostativo. Prendetevene le responsabilità. A noi non resta che dirvi: "Ve lo avevamo già detto".

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Talanas. Ne ha facoltà.

TALANAS GIUSEPPE (FI). Grazie Presidente. Innanzitutto ringrazio il Presidente della prima Commissione per il lavoro che è stato svolto in maniera egregia, nonché i firmatari della legge. Io sono d'accordo, il Corpo forestale necessita di una grande riforma, però questo è il primo passo, proporre questa legge. Veramente con una contrattazione separata si potrebbe iniziare a ragionare su tutte quelle che sono le problematiche del comparto, problematiche del comparto, del Corpo, che anche in sede di Commissione congiunta con la prima, andando ad audire le varie sigle sindacali, sono state poste alla nostra attenzione e quasi tutti hanno rilevato quell'handicap per quanto riguarda l'indennità di funzione, l'handicap per quanto riguarda la parificazione dei gradi degli agenti del Corpo Forestale con quelli delle altre forze di polizia. Altro problema emerso e richiesto a gran voce da tutti sono le nuove assunzioni, tenendo presente che l'età media, così come già detto dai colleghi che mi hanno proceduto, è oltre 58 anni di età, un'età media che è veramente troppo alta per le mansioni e le funzioni che quotidianamente vengono svolte dagli agenti del Corpo. Io però sono dell'avviso che questo è un primo inizio. Penso che comunque tra fare e non fare sia meglio sempre fare qualcosa e uno che fa può anche sbagliare. Non è questo il caso logicamente, però l'importante è dare l'impulso per poi accelerare ed affrontare tutte le problematiche del comparto. Penso che una delle cose più importanti da fare sia veramente andare ad esaurimento delle graduatorie che sono presenti, di precedenti concorsi che sono stati svolti, e indire i nuovi bandi per un duplice profilo per così dire. Uno per i problemi che ci siamo detti, il Corpo forestale merita e ha necessità di un ricambio generazionale, due per motivi sociali, perché andando ad indire nuovi concorsi, andando a ricoprire tutte quelle figure che nei vari anni e nel tempo sono andate in pensione, insomma tutte le unità lavorative che oggi mancano, si potrebbero dare ulteriori e importanti segnali nei vari territori della Sardegna, soprattutto nelle zone più disagiate dove veramente ogni singola unità lavorativa sta a significare che quella determinata famiglia rimane radicata in quel territorio perché gli viene offerta quella possibilità garantita dalla nostra Carta costituzionale che è il diritto al lavoro. Ecco, quello che dobbiamo fare è l'indizione di questi concorsi, sia per gli esterni, sia per i dipendenti già del Corpo forestale, quindi per gli interni. Penso che, così come già ho già detto, questo è il primo passo, con l'augurio appunto di proporre, depositare e portare in Commissione altrettante proposte di legge a sostegno e per andare a soddisfare quelle che sono le esigenze attuali. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, durante l'esame in I Commissione con una attenta riflessione la Commissione ha approvato alcuni emendamenti, credo in un tempo complessivo di 12 secondi, poi non so esattamente se il presidente Saiu li ha misurati, dentro questi 12 secondi si è deciso, secondo me meritoriamente da parte della maggioranza, di approvare anche un emendamento da me proposto che riguardava la soppressione di una parte della proposta, la trovate a pagina 6, diciamo che visivamente si vede che manca un pezzo della lettera b), così come era stata concepita dai proponenti, riguarda la messianica attesa di una disciplina organica. La Commissione, secondo me in modo intelligente e giusto, ha ammesso che non stiamo attendendo nessuna riforma organica, questa - è stato detto - è una leggina, cioè una legge provvedimento, un surrogato di provvedimento amministrativo, un modo col quale il legislatore scende dal cielo della legge e tocca terra, più o meno rovinosamente, producendo dei testi che sempre con molta difficoltà poi l'Amministrazione deve cercare di applicare. Sulla difficoltà di applicare questo testo hanno già detto i colleghi dell'opposizione, e quindi anche sulla prossima prevedibile impugnazione da parte del Governo, io voglio dire perché noi siamo contrari a questo testo, quindi non solo perché sarebbe necessario invece una riforma organica, e non sicuramente soltanto la proclamazione dell'arrivo di una riforma organica, quindi questa qui sarebbe una "legge Giovanni Battista" che predica, in attesa che arrivi invece la vera legge che salvi il corpo. No, noi siamo contrari anche per una ragione di politica, diciamo generale, sul personale. Noi abbiamo voluto, e ci sembrava che anche il centrodestra fosse di questa opinione nella scorsa legislatura, abbiamo voluto che tutta Forestas entrasse nel sistema della Regione e oggi, invece, cerchiamo di ritagliare uno spazio particolare per il Corpo, senza aver messo mano a tutte le criticità, che sono già state spiegate dai colleghi, che il Corpo soffre e quindi senza garantire ai lavoratori del Corpo alcun beneficio e alcuna prospettiva migliore, se non una bandiera ideologica, molto dichiarata, e supportata dall'intervento dell'Assessora in Commissione, che ci ha spiegato che trattasi di riforma a costo zero. A costo zero vuol dire che si cambiano i nomi delle cose, ma le cose rimangono le stesse.

Per questo motivo noi, siccome siamo ben coscienti della erroneità di questo testo, della sua inefficacia e della contraddittorietà rispetto a ciò che abbiamo proclamato, non solo noi da questa parte, ma anche dall'altra parte, in materia di politiche del personale, daremo un voto contrario, senza infingimenti, senza timidezze, nell'interesse del Corpo e nell'interesse della Regione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pierluigi Saiu. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Presidente, prendo la parola in discussione generale perché sollecitato da alcuni interventi nel dibattito odierno, in particolare provenienti dai banchi dell'opposizione, alcuni stimolanti nella misura in cui consentono a quest'aula di svolgere delle considerazioni ulteriori rispetto a quelle che sono state sviluppate in sede di relazioni di maggioranza e di minoranza sul provvedimento. In particolare tutti abbiamo detto, maggioranza e opposizione, che per il Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Sardegna servono delle riforme. Aggiungo, care colleghe e cari colleghi, riforme, non promesse di riforma, perché alcuni degli interventi che si sono alternati in quest'Aula hanno richiamato anche la storia recente delle promesse di riforma del Corpo forestale. Una storia recente che appunto, come ho già avuto modo di dire, ci ha consegnato delle riforme che non si sono compiute. E allora sarebbe molto facile per me replicare agli interventi, che pure ci richiamano alla necessità di una riforma organica e complessiva del Corpo, chiedere a voi perché non lo avete fatto quando avete avuto la possibilità di farlo, voi che adesso dite a noi che invece questa è una leggina. Questa non è una leggina, questa è una vittoria storica del Corpo forestale e di vigilanza ambientale che io sono orgoglioso questo Consiglio regionale possa condividere con una maggioranza più larga di quella politica che sostiene il presidente Solinas e la Giunta in carica. Non è soltanto la battaglia di una parte politica, è la battaglia di una rappresentanza del corpo elettorale sardo, a favore di una istituzione importantissima della nostra Regione, uno dei simboli della nostra autonomia e della nostra specialità. Però, cari colleghi, a furia di parlare di riforme che non si fanno, a furia di parlare di riforme che non si annunciano, a furia di parlare di riforme che sarebbero stati necessari altri 2 o 3 anni di legislatura per portare a compimento, beh le riforme non si fanno, passano gli anni, passano le legislature e non cambia niente.

Alcuni di voi ci hanno chiesto anche del tempo ulteriore per approfondire il dibattito, come se i vent'anni che sono trascorsi non fossero stati abbastanza, non fossero stati sufficienti, e invece questo è un tempo sufficientemente lungo dal mio punto di vista, un'attesa sufficientemente lunga da parte del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, tanto lunga da non consentire più ulteriori proroghe, ulteriori deroghe, ulteriori perdite di tempo. Lo diceva bene la collega Annalisa Mele, prima firmataria del provvedimento, si tratta di un percorso di riforma che si avvia con questo provvedimento. Lo sappiamo che i problemi del Corpo forestale sono tanti e su questi bisogna intervenire su fronti diversi, certamente non potete chiederci che sia il Consiglio regionale a intervenire in materia previdenziale, lo sapete meglio di me, si tratta di competenze statali, né potete chiederci che si definisca con una legge la necessità di far partire nuovi concorsi, l'invecchiamento della dotazione organica del Corpo forestale, e più in generale degli enti e dei dipendenti della Regione è un aspetto sul quale il legislatore dovrà intervenire con provvedimenti di carattere generale ed astratto, ma certamente non è con il provvedimento legislativo in esame che noi possiamo bandire nuovi concorsi, lo sapete meglio di me.

Questa è una riforma ordina mentale, che non richiede risorse, è uno spazio di contrattazione all'interno del quale la specialità, la specificità del Corpo forestale potrà affermarsi con una contrattazione propria. E fino all'intervento dell'onorevole Lai ero quasi sorpreso che nessuno avesse ancora richiamato i pericoli di impugnazione di fronte a la Corte costituzionale del Governo, finalmente invece l'onorevole Lai è stato capace di rassicurarmi, e qualcuno di voi ha detto "ecco un'altra legge che il governo impugnerà", non si contano più le leggi che avete fatto e che il Governo ha impugnato, si contano eccome, così come si contano quelle che sono state impugnate nella scorsa legislatura e che sono venti. C'è una contabilità delle leggi regionali che sono state impugnate, io sapete perché non la tiro fuori? Perché non è una misura, ecco onorevole Deriu, a proposito di misure, parliamo di queste, non è una misura della buona capacità legislativa o della cattiva capacità legislativa ma di quanto si afferma il nuovo centralismo del Governo nazionale rispetto all'autonomia regionale! Voi utilizzate, come siete abituati a fare, le battaglie che si dovrebbero combattere in Sardegna unitariamente contro la nuova prepotenza romana per fare e per utilizzare polemica e conflitto con le parti politiche sarde, invece dovreste, con noi, combattere una nuova battaglia di autonomia contro il Governo che ormai da molto tempo porta avanti una politica di compressione della nostra autonomia, che si è manifestata sia in questa legislatura regionale ma anche nella precedente legislatura regionale. Allora, non venite a farci la lezioncina sulle impugnazioni da parte della Corte costituzionale, perché queste oggi, soprattutto con i richiami all'ordinamento civile, si manifestano come una nuova prepotenza del Governo, come un nuovo modo di comprimere la nostra autonomia, e invece oggi quella che viene, che verrà approvata mi auguro dal Consiglio regionale, è una legge importante, che non solo dà risposta a un'attesa che dura da vent'anni, non solo definisce un nuovo spazio di contrattazione, ma soprattutto esprime e afferma la nostra autonomia, la nostra specialità, che io mi auguro questo Consiglio regionale non voglia mai sacrificare sull'altare delle polemiche politiche per combattere o per colpire l'avversario, soprattutto se è un avversario di maggioranza.

Consentitemi l'ultima considerazione, l'ultima puntualizzazione sul tema delle risorse. Se noi stiamo cambiando il quadro del nostro ordinamento giuridico regionale, e definiamo all'interno del comparto un'area di contrattazione, stiamo riconoscendo uno spazio, stiamo riconoscendo una sede, siamo riconoscendo un luogo nel quale le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dei lavoratori potranno ottenere il riconoscimento di quelle conquiste che fino a questo momento non sono stati capaci di ottenere: è una grande vittoria. Bisogna continuare ad andare avanti su questa strada, bisogna riconoscere le risorse anche economiche che servono per dare soluzione ai problemi del Corpo, bisogna avviare i concorsi per contrastare l'invecchiamento dell'organico del Corpo forestale, bisogna cogliere le richieste che anche noi abbiamo ascoltato nelle audizioni in Prima Commissione, soprattutto dobbiamo iniziare a farlo e dobbiamo smetterla di parlare e di fare promesse che non si è capaci di mantenere, e questo oggi, se il Consiglio regionale lo approverà, sarà un punto fondamentale in quel processo di riforma che voi non siete stati capaci di portare a compimento ma che noi iniziamo con determinazione, riconoscendo una grande vittoria per il Corpo forestale e di vigilanza ambientale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Gian Filippo Sechi. Ne ha facoltà.

SECHI GIAN FILIPPO (UDC Cambiamo!). Ho letto e ascoltato con attenzione la lunga storia delle rivendicazioni che le varie associazioni e organizzazioni sindacali del Corpo forestale hanno prodotto in questi anni, per rappresentare le istanze di miglioramento di una struttura, il Corpo forestale, istituito con la legge numero 26 del 1985, che merita, per visione ormai condivisa da tutti, una rivisitazione e attualizzazione alle nuove emergenze ambientali.

Amici del Corpo forestale, ho visto i vostri comunicati sindacali, ho letto le vostre preoccupate firme e capisco le vostre legittime apprensioni per l'approvazione, finalmente dopo tanti anni di attese vane, di un provvedimento che inizia a mettere attenzione ai problemi della vostra categoria. La proposta di legge in discussione oggi è solo il primo passo per dare al comparto della vigilanza ambientale una risposta chiara e inequivocabile di quanto sia reale, e non demagogica, l'attenzione di questa maggioranza verso le problematiche che ci avete rappresentato in questi anni. Questo provvedimento è propedeutico alla riforma riorganizzativa e più funzionale del Corpo forestale, come peraltro da voi rivendicata fin dal lontanissimo 1994. Capisco che dopo più di 25 anni di false promesse e aspettative andate deluse nasce spontanea la vostra preoccupazione.

Amici del Corpo forestale, si rende necessario ritrovare una strada unitaria per arrivare in Consiglio con una piattaforma chiara, che possa agevolare il nostro lavoro legislativo al fine di confezionare una legge di riforma del Corpo forestale ampiamente condivisa da tutti. Quello di oggi è un passo fondamentale per dare il giusto riconoscimento al lavoro e alla missione di tutela ambientale che gli operatori del Corpo forestale esercitano nel territorio dell'Isola, e in particolare per garantirci sicurezza contro gli incendi e altre calamità naturali. Noi crediamo che un Corpo forestale numericamente potenziato e sostanzialmente rinnovato con la riforma della sua legge istitutiva, la numero 26 del 1985, può essere la risposta più concreta per fronteggiare il degrado ambientale e dare sicurezza alle aspettative delle popolazioni della nostra regione.

La nostra attenzione alle giuste rivendicazioni dei forestali vuole essere concreta, con azioni mirate che non si fermano solo all'approvazione di questa proposta di legge; infatti, per cercare di sanare le differenze che esistono tra i nostri forestali e quelli dello Stato, proponiamo, a conclusione della discussione su questa proposta di legge, l'approvazione di un ordine del giorno con il quale questo Consiglio dà mandato al Presidente della Giunta affinché chieda al Governo nazionale le risorse necessarie per garantire agli appartenenti al Corpo forestale della Sardegna di avere lo stesso trattamento pensionistico già previsto per i loro colleghi, oggi Carabinieri forestali dello Stato. Allo stesso tempo chiediamo esplicitamente al Presidente della Regione e all'Assessore alla programmazione bilancio e credito le risorse necessarie per sanare ciò che in passato altri hanno promesso e mai garantito: le risorse per il riconoscimento economico del titolo di studio e le risorse per l'assegno di funzione, fondi necessari per dare valore anche economico ai principi contenuti previsti nella proposta di legge 71. Inoltre chiediamo che i nostri parlamentari nazionali si attivino per inserire in uno dei prossimi decreti milleproroghe la norma che riconosca ai fini pensionistici agli operatori dei corpi forestali operanti nelle Regioni a statuto speciale quanto già stabilito all'articolo 3, comma 5 della legge 284 del '77 per le altre forze di polizia statali. Al Presidente della Prima Commissione consiliare, che con grande determinazione ha guidato i lavori della sua Commissione per arrivare all'approvazione di questo provvedimento, chiedo di avviare con uguale determinazione sin dalla prima data utile i lavori della sua Commissione per gli esami delle varie proposte di legge di riforma del Corpo forestale già presentate dai colleghi consiglieri.

Alle donne e agli uomini del Corpo forestale il mio ringraziamento per l'opera che quotidianamente assicurano per la tutela del patrimonio ambientale della Sardegna.

PRERSIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Innanzitutto parto col ringraziare di cuore per lo svolgimento indefesso dell'attività da parte del Corpo forestale. Io dico sempre che, se non fosse per loro, se non fosse per chi nell'agenzia Forestas si occupa dei nostri territori, sicuramente non potremmo avere la bellezza dei nostri paesaggio, delle nostre campagne, delle nostre montagne. Questo lo dobbiamo a loro, e proprio per questo credo che dovremmo fare di tutto perché il Corpo forestale della Sardegna innanzitutto non sia ridotto solo a quei 1500 o 1400 che attualmente fanno parte del Corpo, ma, per tutte le ragioni che sono state ben rappresentate, occorre che venga implementa in maniera sensibile la loro dotazione organica.

Onorevole Saiu, nessuno vuole andare onorevole Saiu, nessuno vuole andare contro il miglioramento della vita del Corpo forestale di cui oggi stiamo parlando tutt'altro. La buonafede di questa parte dell'Aula è dimostrata dal fatto che noi precedentemente nella scorsa legislatura abbiamo presentato diverse proposte di legge, e anche in questa legislatura abbiamo presentato una proposta di legge, io sono molto rammaricato perché lei in Commissione ha deciso nell'unificazione dei testi di non inserire la proposta a firma Lai e Cocco che tra l'altro è la proposta che è stata presentata per prima. Questa proposta all'articolo 6, sicuramente ho sbagliato a non mettermi io primo firmatario, dicevo questa proposta all'articolo 6 recita in questa maniera: lo stato giuridico ed il trattamento economico del personale del corpo forestale e di vigilanza ambientale è disciplinato dalle norme previste per il personale del ruolo unico regionale. I contratti collettivi prevedono disposizioni specifiche per il personale del Corpo in particolare al personale del Corpo è riconosciuta l'indennità di istituto che si aggiorna nelle misure e decorrenze del corrispondente personale del Corpo forestale dello Stato e delle forze di polizia che ne assorbe le competenze. Tenuto inoltre conto del corrispondente trattamento accessorio in essere specifico per il personale dei Corpi Forestali delle regioni e province autonome. Nella trattazione delle disposizioni specifiche di cui al precedente periodo la composizione del tavolo di contrattazione ai sensi dell'articolo 60 della legge regionale 13 del 1998 numero 31 "Disciplina del personale regionale dell'organizzazione degli Uffici della Regione" è stabilita sulla base della rappresentatività sindacale del Corpo forestale e per la parte sindacale sono validi gli accordi siglati da almeno il 51 per cento della rappresentatività dei dipendenti del corpo. In materia di mobilità le disposizioni specifiche prevedono norme che assicurano periodiche ricognizioni dell'esigenza manifestata dal personale. Io ho ascoltato attentamente tutti gli interventi e pensavo prima che è possibile che i 400 che hanno firmato questa richiesta, che tra l'altro ho letto bene quella lettera, loro non dicono che non va bene questa legge, dicono che questa legge per andare bene va implementata, va integrata da alcuni suggerimenti legislativi. Io non dico che quelle quattrocento persone hanno ragione e gli altri non hanno ragione, io dico ma se 400 persone comunque, che potrebbero essere il 35, il 30 per cento di tutti i dipendenti, hanno rappresentato delle perplessità, sono le stesse perplessità che vengono rappresentate in parte dagli Uffici. Se noi siamo andati lì a rileggere, a leggere, a rileggere una sentenza della Corte costituzionale che proprio su una parte di questa proposta di legge rappresenta una criticità, io dico, parliamone un attimo, non stiamo dicendo qui facciamo ostruzionismo, siamo contrari a prescindere, ragioniamo e vediamo se i suggerimenti, chiamiamoli così, che sono stati proposti sia in Commissione, io in Commissione non c'ero, sia in Commissione, sia dagli interventi che si sono succeduti da questa parte soprattutto, possono essere cogenti rispetto al risultato che vogliamo raggiungere o meno. È indubbio che il Corpo forestale ha necessità urgente e indifferibile di un, chiamiamolo così, rimaneggiamento di quelle che sono le norme che sino ad ora li hanno governati. Le ripeto lo dimostra il fatto stesso che noi più volte siamo andati sul pezzo e abbiamo cercato di proporre delle soluzioni, lei giustamente ci dice: come mai nell'altra legislatura non siete riusciti? Le dirò non siamo riusciti proprio perché anche nelle nostre proposte di legge ci sono state sollevate delle problematiche che secondo gli Uffici soprattutto sarebbero andati ad incorrere nella scure, chiamiamola così, di un'eventuale impugnazione da parte del Governo. È per questo che non siamo riusciti poi a tradurre in atti concreti quella che era la nostra speranza e quelle che erano le istanze e le richieste che ci sono pervenute continuamente. Io mi ricordo di avere incontrato a più riprese tutte le sigle sindacali, proprio perché c'era l'intenzione di voler andare avanti. E le ripeto, lo dimostra il fatto che noi il 17 di ottobre dell'anno scorso abbiamo presentato una proposta di legge proprio per cercare finalmente di arrivare di arrivare a conclusioni. Quindi siccome credo che non ci siano i bravi e meno bravi, noi siamo i bravi, abbiamo questa supponenza di essere presunta superiorità tecnico, amministrativa, legislativa, politica chiamiamola come vogliamo, non è così! Non è così! Come non è vero che le proposte nostre non sono buone le vostre sì, io credo che tutte le proposte nascano dalla buonafede, dalla volontà di ciascuno di noi di voler proporre delle soluzioni a quelle che sono delle esigenze… se il mio collega di Gruppo mi fa svolgere l'intervento con serenità gliene sarei grato… dicevo, assolutamente io sono convintissimo della buona fede di tutti e sono convintissimo che quando noi legislatori andiamo ad approvare un dispositivo di legge lo facciamo perché quel dispositivo deve servire a chi ci sta chiedendo un miglioramento delle loro condizioni. Questo è valso per Forestas, a me viene da sorridere quando si parla finalmente questo è un passaggio storico, così come devo riprendere l'Assessore al personale che ieri a Lanusei, lei Assessore, quando parla di persone che si sono messe contro la sua volontà di chiudere una legge già approvata da questa maggioranza, e debbo dire la verità, anche dai colleghi che allora erano minoranza del centrodestra, quella legge è stata approvata con un voto contrario, quindi l'unanimità, quasi il 99 per cento dell'unanimità dell'Aula, ha votato a favore. Poi voi, caro Assessore, vi siete insediati, e chi mi conosce sa che non faccio mai dietrologia vi siete insediati un anno fa, quindi se la traduzione in atto concreto, cioè su quello che sono la stabilizzazione dei semestrali è avvenuto ieri, non è che la colpa è di chi non si è insediato un anno fa, un anno fa vi siete insediati voi, si è insediata lei mica io. E quando parla di queste cose bisogna avere la onestà intellettuale, soprattutto la competenza per dire delle cose, perché quando lei dice: io da bambina sentivo parlare della precarietà. Ma lei lo sa la forestazione con la concessione dei terreni dei comuni all'allora ente foreste della Sardegna quando avvenne lo sa? Nel 1990! Quindi lei a tre anni sentiva parlare di questa presunta precarietà, dico, allora, scusa ma ti ho interrotto? Anzi a te non ti interrompo perché non parli mai, quindi non è neanche il caso. Dicevo, Assessore, con tutto il rispetto per la persona, ci mancherebbe altro, io credo che occorra avere l'onestà intellettuale perché io riconosco che il centrodestra nella battaglia che abbiamo portato avanti insieme per l'approvazione prima della legge poi del passaggio al sistema Regione dell'Agenzia era assolutamente con noi, eravamo uniti su quella battaglia, e per fortuna che eravamo uniti. Perché è vero che probabilmente c'era la resistenza anche dovuta a fatti probabilmente tecnici dell'Assessore di allora, non lo nego, però noi siamo andati diritti per la nostra strada, perché eravamo assolutamente convinti che l'unica agenzia che era regionale solo per nome e non di fatto non potesse essere nel sistema Regione mentre….

PRESIDENTE. Può concludere, la faccio concludere. Prego.

COCCO DANIELE (LEU). Quindi credo se poi gli spot, tanto tutti sanno come sono andate le cose, l'ho fatto io perché si è messo contro il Presidente, si è messo contro… quando si parla di queste cose anche per evitare che poi si creino delle tensioni fra noi, che poi fra noi non si creano le tensioni, ma soprattutto per chi sta fuori ci guarda e deve beneficiare dei progetti legislativi, stiamo attenti a quello che diciamo, perché non è possibile che si dica poi quei precari di cui si parlava, questi a tempo, non erano dei precari, erano purtroppo dei dipendenti assunti a tempo indeterminato in una sorta di part time in verticale, quindi studiamo prima di asserire e fare determinate affermazioni, che poi fanno ridere molto gli addetti ai lavori. Poi è chiaro che nel momento dell'istinto animalesco della gioia per il risultato raggiunto, applaudiamo, brava, brava, brava, niente, se entriamo nel merito poi ci rendiamo conto di avere detto una cosa che non sta né in cielo né in terra.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Dario Giagoni. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Sarò tranquillo, poi voglio bene all'onorevole Cocco che ogni tanto, anzi, l'anno scorso mi ha invitato alla corsa degli asinelli nel suo paese.

PRESIDENTE. Scusate, lasciate intervenire… Io chiedo a tutti di ricomporsi.

GIAGONI DARIO (LEGA). Signor Presidente, io capisco che carnevale è alle porte, perché qualcuno qua vorrebbe avere la toga, parlare come un giudice costituzionalista, parlare come un sommo sacerdote, e poi qualcun altro darà la benedizione che questa legge va bene o questa legge non va bene, ma credo che sia stato così bravo nel relazionare il presidente dalla prima Commissione, l'onorevole Saiu.

Va bene, inizio col mio discorso. Innanzitutto, ringrazio il Presidente, ringrazio i colleghi e colleghe, onorevoli, e signore e signori della Giunta. Permettetemi di riconoscere un plauso particolare a tutta la maggioranza, alla prima Commissione che ha lavorato sulla legge, sulla proposta di legge numero 71, concernente la modifica alla norma che disciplina l'organizzazione degli Uffici della Regione, con particolare riferimento alla contrattazione separata del Corpo forestale in tempi così rapidi. La legge va al vaglio quest'oggi, va finalmente ad affrontare una problematica da sempre sentitamente condivisa dalla LEGA, la quale ha protratto il suo impegno lavorando con spirito costruttivo condividendo la ricerca della soluzione non solo con gli Assessori del personale, che ringrazio, dell'ambiente, ma anche con le sigle sindacali, garanti primari del giusto riconoscimento dei diritti dei lavoratori, che colgo oggi l'occasione di ringraziare sentitamente. La conclusione di questo progetto istituzionale ci inorgoglisce, ci rallegra, poiché la nuova contrattazione potrà finalmente garantire il giusto riconoscimento del lavoro che quotidianamente il personale del Corpo forestale svolge per l'intera comunità. Volevo ricordare a quest'Aula che nel 2018, all'interno proprio del Corpo forestale, è stato fatto un referendum dove con voto plebiscitario il risultato è stato favorevole alla contrattazione separata, un lavoro di grande rilevanza sociale perché si occupa in primis di garantire sicurezza, di salvaguardare e tutelare il patrimonio naturalistico e l'ambiente, di prevenire e combattere gli incendi, di patrocinare azioni di sensibilizzazione ed educazione ambientale, senza dimenticare l'attività di polizia giudiziaria e di stretta collaborazione con le procure della Repubblica svolte sull'intero territorio regionale. Non dobbiamo dimenticare che le procure le prima a chiamare sono sempre il Corpo forestale. Proprio per l'importanza molto spesso non riconosciuta a pieno titolo di questo Corpo, auspico che con la stessa celerità con la quale si è giunti a questo primo importantissimo risultato si possa procedere a licenziare prima in Commissione e successivamente in Aula l'intero pacchetto di riforma del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, che andrà a sostituire l'ormai obsoleta legge regionale numero 26 del 5 novembre '85 attraverso l'approvazione della PL numero 75 depositata dal sottoscritto e da tutto il Gruppo LEGA, qua presente e che ringrazio, a novembre 2019, i cui punti salienti sono incentrati sull'istituzione di un atto di organizzazione delle strutture territoriali che consente il superamento di una struttura centrale e periferica eccessivamente rigida. Questa poi sarà una valutazione di tutta la maggioranza, eventualmente l'assegnazione al Corpo delle dirette dipendenze del Presidente della Regione non più a capo dell'Assessorato dell'ambiente, ma questo lascia anche la discussione giustamente in maggioranza per una valutazione, in modo da consentire una migliore interpretazione delle esigenze organizzative e funzionali delle Forze di polizia a carattere regionale, l'istituzione di una Commissione preposta alle dotazioni di automezzi, uniformi e armamenti, poi ancora interventi sulla formazione, l'accesso e la gerarchia interna. Tutte argomentazioni che se unite alla tematica oggi trattata in aula consentiranno di ridisegnare un nuovo moderno e più funzionale corpo di vigilanza ambientale in grado di adeguarsi alle esigenze attuali. Io faccio un ringraziamento al Corpo forestale, anche ad alcuni rappresentanti del Corpo forestale che ho qua alle mie spalle, e la LEGA, che viene indicata come razzista, sessista, qua e là, è sempre vicino a coloro che portano le divise, quindi un plauso a loro e un plauso a questa maggioranza. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). In quest'Aula non ci sono né giudici né professori, ci sono legislatori. Quello che approviamo in quest'Aula ha valore erga omnes, deve essere frutto di uno studio e tutti noi dobbiamo essere consapevoli del nostro ruolo. Non stiamo approvando dei post su Facebook che possono essere modificati domani, o dei compitini che ciascuno di noi fa sulla base di quello che ci viene suggerito al di fuori di queste mura, magari al bar della nostra città o del nostro paese. Lo dico perché mi sembra che anche nella diatriba si perda di vista qual è lo scopo primario di tutti noi, non esistono riforme buone perché sono state promosse da qualcuno e riforme invece orribili perché le ha promosse qualcun altro, le cose sono buone quando funzionano e migliorano le cose, le riforme, le leggi, sono pessime quando una volta approvate non danno i frutti sperati, creano illusioni o in alcuni casi danneggiano o creano le condizioni perché sia danneggiato in futuro un mondo estremamente fragile, che è quello che di solito viene normato dalle leggi regionali. Scusate, però, gradirei che la Giunta, visto che ci sono gli Assessori competenti, potesse seguire l'intervento senza essere disturbati dai colleghi. Il Corpo forestale è un anello debole della catena, ha un'età media di 59 anni, quindi i 1.234 dipendenti del Corpo forestale hanno un'età media estremamente elevata, ha subito le ultime riforme pensionistiche ed è stato trattato esattamente come i colleghi regionali di quegli agenti del Corpo forestale come se fosse la stessa cosa lavorare sul fronte del fuoco o lavorare in un ufficio in viale Trento o in viale Trieste. È un corpo che nasce nel 1985 e che al netto delle riforme contenute nella "31" subito successiva non è mai stato riformato, ed è gestito in maniera precaria. Adesso ho sentito le idee che i colleghi si sono fatti riguardo alle riforme non portate a termine nella scorsa legislatura, ecco la riforma di qualunque cosa, soprattutto di un ente pubblico come il Corpo forestale, è un qualcosa che si può fare solo a determinate condizioni. Io ricordo ai colleghi che sono state presentate nella scorsa legislatura quattro proposte, si era già arrivati ad una sintesi, è disponibile per i colleghi che volessero approfondire negli scaffali della prima Commissione, è una sintesi che tra l'altro ha anche all'interno tutto il materiale istruttorio accumulato negli oltre otto mesi di istruttorie. All'epoca non si arrivò a una sintesi definita, non si arrivò perché i problemi, quelli che erano stati oggetto di trattativa, non avevano trovato una sintesi in particolare riguardo alla selezione dei dirigenti, ricordo a tutti che il Corpo forestale si regge ancora su dirigenti facenti funzione, in barba a qualunque norma, comprese le ultime norme approvate dal Consiglio regionale, e tra le priorità sulle quali tutte le forze sindacali avevano trovato una sintesi all'epoca non c'era l'esigenza di modificare il contratto, o meglio, c'erano alcune forze sindacali che proponevano quella soluzione, non era questa la linea condivisa da tutto il Corpo, e la condivisione è importante, soprattutto quando si ha la fortuna e la possibilità di legiferare su questo tema a inizio legislatura, ce lo insegna il recente caso Forestas. Riguardo Forestas il Consiglio regionale trovò alla fine della legislatura una soluzione, che permise intanto di mettere in sicurezza quelli che si continuano a definire precari ma che precari non sono, anzi, sconsiglio tutti di continuare a usare termini che è meglio che non vengano registrati nei verbali e negli articoli di stampa che trattano questo tema, così come sconsiglio anche l'utilizzo del termine stabilizzazione, che volutamente non è mai comparso in quelle proposte, in quel caso si sapeva però di legiferare in un contesto fortemente diviso all'interno dell'Agenzia, e la divisione tra i sindacati dell'Agenzia a cosa ha portato? Ha portato a un anno di blocco, tra ricorsi, controricorsi, CORAN bloccato dai veti delle forze sindacali contrapposte e, alla fine, anche il motivo principale per cui era stata fatta quella norma, quello cioè di evitare ora di dover firmare l'assunzione di 1400 persone, tutti al primo livello, che domani potranno assolvere le mansioni di uno spaventapasseri, perché questo è il primo livello del contratto privatistico applicato dall'Ente regionale, non essendo riusciti a fare prima il passaggio e l'applicazione del contratto regionale la nostra campagna antincendi di quest'anno, manderemo una lettera perché anche quest'anno si affrontino in prima Commissione questi temi, so che l'Assessore all'ambiente è molto sensibile al tema e non ho dubbi nell'immaginare la sua collaborazione attiva a questa riflessione, sappiamo che anche quest'anno la campagna antincendi inizierà azzoppati, nonostante appunto ci sia una legge da più di un anno. In questo caso si fa un errore grave, perché il fronte sindacale, il fronte dei lavoratori interni al Corpo ha avanzato qualche dubbio, e non solo, ha anche avanzato qualche richiesta diversa da quella che stiamo oggi prendendo invece in considerazione. Il 6 gennaio, tra l'altro mi dicono su spunto della Giunta regionale che chiese alle forze sindacali giustamente di approvare una piattaforma unitaria, e la piattaforma unitaria fu effettivamente raggiunta, i sindacati, tutti, si accordarono per tre punti: nuove assunzioni, e queste sono da concordare con il Governo nazionale perché non si possono definire solo per legge, l'adeguamento dell'assegno di funzione, e questo invece si potrebbe fare anche semplicemente con un emendamento in Finanziaria, e in terz'ordine l'avvio delle interlocuzioni con la Conferenza delle regioni e con i Ministeri per riconoscere i diritti previdenziali che, come sappiamo, non possiamo garantire con legge regionale. Non c'era nella piattaforma del 6 gennaio, quella chiesta dagli Assessori competenti e quella approvata dai sindacati, niente di simile riguardo invece al testo che oggi andiamo ad approvare. E perché non c'era? Allora, questa tesi, il testo che oggi stiamo andando ad affrontare era già stato preso in considerazione, è una proposta vecchia, io stesso avevo curato una parte di quell'istruttoria, avevamo preferito puntare su altro, e anche in questa legislatura nelle proposte avanzate e in quelle che verranno avanzate si partirà da altro, per diversi motivi, primo tra tutti il fatto che si rischia non di fare un passo avanti, ma di fare un passo falso, perché l'impugnazione di una legge non è il voto all'esame universitario. C'è chi pensa di essere bravo se la legge non viene impugnata e di essere stato invece uno studente incapace nel caso di impugnazione; non è un esame! Però ricordiamoci che lo Stato, i Governi, i Ministeri e gli uffici dei ministeri sono obbligati a trattare tutte le regioni allo stesso modo, quindi se in passato è stata impugnata, per esempio, una legge siciliana che voleva ripristinare le province elettive, una legge uguale della Sardegna non potrà che avere lo stesso destino. L'altra tesi che di solito si osserva è il fatto che difficilmente a Roma si vogliono creare precedenti destinati appunto a creare ripercussioni su tutto il resto del sistema regionale, è chiaro che una legge che dovesse garantire un qualcosa in più alla Sardegna domani dovrebbe garantire lo stesso, cioè si presterebbe a essere ripresa anche da tutte le altre regioni, e su quello non è detto che lo Stato sia d'accordo, anche perché negli ultimi anni i comparti contrattuali si sono ridotti da 12 a 4, oggi i comparti sono quattro: sanità, scuola, funzioni centrali, funzioni locali; tutti, dal dipendente della Regione Lombardia a quello del Comune di Palermo, hanno lo stesso contratto che si chiama "funzioni locali", in Sardegna c'è un altro contratto, quello regionale, abbiamo un comparto regionale che viene contrattato a livello locale, pensare che oltre ad avere la possibilità di avere un quinto comparto rispetto alle altre regioni italiane, la possibilità di averne anche un altro e poi un altro ancora, perché a quel punto immagino una moltiplicazione successiva, è qualcosa di complicato, siccome tra le domande che vorrei fare oggi, anche approfittando della presenza degli Assessori, c'è anche il chiedere se in questi mesi siano state fatte delle interlocuzioni preventive, perché è possibile che qualcuno di voi sia andato a Roma e si sia anche accordato con i Ministeri, è già capitato, tra l'altro è capitato anche nella scorsa legislatura, se oggi nel Corpo forestale una gran parte degli dei dipendenti è riuscito a fare le progressioni professionali, ne avevano diritto solo il 40 per cento e l'ha fatto il 90 per cento, perché? Perché si è andati a trattare, perché si è detto: "È una cosa importante, riguarda tutti, è bloccato ed è un'ingiustizia il fatto che sia bloccato, questa cosa deve passare", a prescindere dalla maggioranza che ci sia al Governo. Riguardo la rivendicazione, la riforma organica che dovrà essere presentata, io auspico che la prima Commissione segua un iter anche di allargamento esterno del confronto e del dibattito, ho paura però che interessi più un altro tipo di ragionamento molto più legato alle strette conoscenze di chi oggi è chiamato a fare leggi, non vorrei però che questo diventasse un boomerang non per chi sta in quest'Aula, che comunque tra 2 mesi sarà ugualmente qui con tutta probabilità a dire le stesse cose, ma per tutte le persone che in queste ore attendono e sperano in una modifica positiva, che invece rischia di non esserci semplicemente per una carenza di (…).

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Grazie, Presidente. Ho preparato un po' di cronostoria, e sarò anche veloce perché poi vorrei fare due considerazioni per cercare di vedere se riusciamo a trovare una soluzione. Nel lontano 1985 è stato istituito, con legge numero 26, il Corpo forestale di vigilanza ambientale della Sardegna, sono trentacinque anni che la Sardegna si avvale di un Corpo con elevata competenza tecnica e con funzioni di polizia, deputate alla salvaguardia dell'ambiente naturale, alla tutela tecnica ed economica dei boschi, dei beni silvo-pastorali dei comuni e degli enti pubblici, di parchi, riserve e altre aree di particolare interesse naturalistico e paesaggistico, della flora, della vegetazione e dei pascoli montani. Tra le numerose competenze assegnate ricordiamo anche l'esercizio delle funzioni operative di prevenzione e lotta agli incendi boschivi e delle campagne e di coordinamento dell'operazione di spegnimento. Non solo; il Corpo forestale di vigilanza ambientale provvede alla propaganda forestale ed ambientale, alla difesa del suolo dall'erosione e, insomma, una serie di attività, e riconosciamo pertanto l'importante lavoro che viene svolto dalle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo forestale, e riteniamo che sia necessario attivarsi affinché, dopo più di trent'anni, a fronte delle modificate emergenze ambientali e delle nuove esigenze del Corpo forestale, si proceda ad una revisione organica della disciplina al fine di modernizzare l'intera struttura del Corpo forestale e la proposta di legge numero 71, oggetto dell'odierno ordine del giorno, inizia a porre le basi per dare avvio ad una revisione organica della disciplina. Di fatto si prevede la contrattazione separata per il Corpo forestale, tenuto conto della sua specificità, delle sue funzioni tecniche e operative che mal si conciliano con un contratto collettivo regionale legato esclusivamente a funzioni amministrative. Una separata e specifica disciplina contrattuale permetterebbe, infatti, alle rappresentanze del Corpo forestale e di vigilanza ambientale di contrattare in maniera autonoma delle problematiche professionali ed operative proprie del Corpo di polizia regionale, permettendo alle organizzazioni sindacali di portare in un separato tavolo di contrattazione le proprie istanze. Ricordo che il Corpo forestale della Sardegna non è stato coinvolto nella riorganizzazione delle strutture e del personale di tutte le Forze di polizia, così come è previsto dalla legge di delega numero 124 del 2015 e dal decreto legislativo numero 177 del 2016, che ha determinato l'assorbimento del Corpo forestale dell'Arma dei Carabinieri, ad eccezione appunto dei Corpi forestali regionali e provinciali delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano. Pertanto la Sardegna ha potuto, di fatto, continuare ad usufruire dell'attività del Corpo Forestale che da decenni svolge egregiamente il suo lavoro su tutto il territorio regionale, e non siamo qui ad ammazzare sicuramente lentamente il Corpo forestale, così come sottolineato in alcune testate giornalistiche. Noi, infatti, teniamo al nostro Corpo forestale e pensare di procedere alla contrattazione separata non significa non avere a cuore le sorti di tale Corpo. Questo è il primo passo per riconoscere al Corpo forestale e di vigilanza ambientale sarda l'importanza che si merita.

Durante i lavori in Commissione fra tutte le organizzazioni sindacali audite (SAFOR, SAF, UIL, CISL, CGIL, FEDRO, SIAD, SADIRS) solo una sigla sindacale ha manifestato la sua posizione contraria, che è la CGIL, alla proposta di legge, mentre altre due hanno tenuto un profilo neutrale, UIL e SAF. Inoltre sia l'Assessore al Personale che l'Assessore all'Ambiente hanno sottolineato, sempre in Commissione, l'importanza della contrattazione separata, riconoscendo anche l'importanza di portare avanti le istanze dei sindacati. Sappiamo bene, infatti, che è necessario un ricambio generazionale, essendo l'età media dei forestali molto elevata, e ciò comporta una serie di difficoltà nell'assolvimento dei compiti quotidiani di salvaguardia dell'ambiente. A tal fine è importante bandire nuovi concorsi pubblici, anche per valorizzare le risorse interne. Sappiamo anche quanto sia importante il riconoscimento dell'indennità, per le quali ci impegniamo ad individuare le risorse necessarie per riconoscere alle lavoratrici e ai lavoratori del Corpo forestale quel ristoro economico che gli spetta di diritto e il regime pensionistico al quale verrà dedicata particolare attenzione, e non meno importanti sono l'avvio di una seria programmazione delle attività formative perché il complesso lavoro del Corpo forestale necessita di una formazione costante. Respingiamo pertanto le accuse che ci vogliono far apparire come carnefici che non hanno a cuore determinato Corpo, ma che vorrebbero, appunto noi non lo vorremmo fare assolutamente, smantellarlo. Il nostro obiettivo è valorizzarlo riconoscendone le sue specificità e la sua importanza per tutto il territorio sardo. Con la proposta di legge 71 noi stiamo iniziando a smuovere ciò che in questi anni è rimasto sempre immobile, eccetera eccetera.

Quindi, senza dare colpe a nessuno, ci mancherebbe altro, io vorrei fare due considerazioni. Intanto mi sono preso la briga di andare a verificare se l'approvazione di tale proposta di legge può provocarne, così come dice qualcuno, l'impugnativa. Vorrei rassicurare qualcuno perché l'impugnativa sembra talmente lontana, nel senso che altre forme di contrattazione separata negli anni sono state fatte senza che assolutamente sia arrivata nessuna impugnativa. Non c'è una legge che lo vieta come non c'è una legge che ti dice che lo puoi fare, ma secondo me ne vale assolutamente la pena, nel senso che, visto proprio la carenza normativa, io direi che sia il caso di affrontare questo ragionamento con la totale serenità. Ho apprezzato molto l'intervento del collega Cocco, nel senso che effettivamente in Commissione è emerso che non c'era una posizione contraria per dire il Corpo forestale, una parte almeno, non vorrebbe questa contrattazione separata; tutti lo vogliono, ma sono le condizioni che variano. Noi pensiamo che approvare questa proposta di legge così com'è, senza quegli emendamenti che, allora sì, rischiano di fare impugnare questa proposta di legge, però, ed era una mia proposta, riconoscendone allo stesso tempo, magari con uno strumento separato, quale una mozione, dove noi impegniamo la Giunta a reperire tutte quelle risorse che sono necessarie per riconoscere al Corpo forestale proprio quelle funzioni che oggi materialmente esercita. Quindi approviamo la legge, se tutti siamo d'accordo, così come mi sembra, anche le associazioni sindacali, e riconoscere un impegno, mettiamola così, anche sottoforma di mozione o come ordine del giorno, impegnando la Giunta a reperire quelle risorse. Poi credo che da parte nostra non ci sia assolutamente una presa in giro nel dire: "Sì, gli concediamo la contrattazione separata, però non recuperiamo risorse". Così stiamo prendendo in giro. Non lo vogliamo fare. Vogliamo reperire quelle risorse per riconoscere quelle mansioni, però approvare alcuni emendamenti che ho visto ne comporterebbe sicuramente l'illegittimità e la sicura impugnativa. Così come ha proposto il collega Cocco, io direi, se ci vogliamo fermare due minuti per valutare, senza andare a colpi di maggioranza e quant'altro, secondo me sarebbe cosa buona e giusta.

PRESIDENTE. Ora farei intervenire la Giunta, dopodiché votiamo il passaggio agli articoli e facciamo una sospensione di qualche minuto per la valutazione degli emendamenti, così come proposto.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SATTA VALERIA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie Presidente, grazie onorevoli consiglieri, mi scuso per la voce, grazie colleghi Assessori. Che fosse un tema sentito quello della contrattazione separata lo si evince dalla nascita nel 2018 di un movimento denominato "Equità e giustizia" nato dai lavoratori del Corpo forestale che in tutti questi anni hanno visto frustrate le loro richieste, movimento questo che ha deciso di proporre un referendum sulla necessità o meno di passare alla contrattazione separata nel 2018 visto lo stallo che si era riscontrato col sistema unico. Il responso del referendum fu schiacciante a favore della contrattazione separata. Tuttavia la volontà politica di allora, sorda alle istanze mosse dai lavoratori, aveva continuato a portare avanti la volontà di standardizzare in un sistema contrattuale unico professionalità diversissime, amministrativi, tecnici e forze di polizia, schiacciando le loro necessità sulla falsariga di quelle dei dipendenti amministrativi che rappresentano la maggioranza nel comparto unico, perpetrando negli anni molte distorsioni ed un abbassamento dei livelli di tutela dei lavoratori. Se però si osserva nel dettaglio la realtà delle cose si nota subito che il Corpo forestale è un ente troppo diverso dagli altri enti, sia per struttura che per tipologia di lavoro. Ha problemi troppo differenti e merita un trattamento differente. Quanti lavoratori svolgono attività di polizia giudiziaria, di pubblica sicurezza? Quanti rischiano la vita, vengono minacciati o denunciati nell'esercizio del loro lavoro? Questa diversità è stata riconosciuta dall'attuale Governo regionale. Tutte queste cose sedimentate nel tempo hanno fatto maturare nel legislatore regionale la consapevolezza di separare il contratto del Corpo da quello del resto del comparto e la parte politica attuale ha fatto sue queste necessità. Si è così arrivati alla costituzione del PL 71 e alla sua discussione in prima Commissione con tutte le sigle sindacali. La maggioranza di queste sigle presenti, come sopra accennato, si è dichiarata favorevole alla contrattazione separata, per cui stiamo parlando di circa 5 sigle e mezzo, perché c'era anche un mezzo. Ciò che ha però fatto scalpore sono state le modalità di istruzione con cui è state portata avanti questa famosa raccolta firme, 400 firme su circa 1200 forestali, quindi non mi sembrano così così tante queste firme, anche perché che le firme sono state fatte con "sappiate che se passa il PL 71 andrete incontro a una serie di conseguenze, l'eliminazione del vostro part time, la riduzione delle vostre ferie estive, trasferimenti d'ufficio, la possibilità di lavorare sei giorni su sette, la possibilità del vostro licenziamento", 400 hanno firmato sotto queste indicazioni, 400 su 1200 del Corpo forestale. Detto ciò io chiuderei con questo, per l'ennesima volta qualcuno, ancora oggi, ha nuovamente confuso Forestas con il Corpo forestale, non c'entra niente Forestas con il Corpo Forestale, per cui anche chiedere una contrattazione separata per Forestas, mi dite il senso? Quindi li stiamo equiparando al Corpo forestale? Invece no, sono diversi, quindi se sono diversi perché se per loro dobbiamo fare la contrattazione separata, anche per Forestas? Non sono la stessa cosa.

Poi volevo giusto rispondere, e chiudo, all'onorevole Cocco non ho avuto ancora il piacere di conoscere, ma ci conosceremo presto sicuramente, per il fatto che lei ha detto che io ho detto diverse volte ai microfoni, non so, nella stampa, che la colpa è vostra, assolutamente mai detto una cosa del genere, anzi vi esorto a togliere fuori registrazioni o altro dove io dico che è colpa della minoranza, questo mai detto, io mi riferivo al blocco di altre persone, non del gruppo della minoranza, mai detto una cosa del genere, anche perché so che nel 2018 è stata approvata la legge all'unanimità, quindi voi eravate al Governo, tanto di cappello. Quindi il mio blocco non era per la minoranza politica, ma per altre persone.

Seconda cosa, lei sa quanti anni ho io per poter dire che io ho detto che a 3 anni, a parte che a 3 non guardavo sicuramente il telegiornale di Videolina, guardavo altro, ma io ho sostenuto e lo continuo a sostenere che da adolescente, nella mia infanzia, quindi ancora prima, vedevo il telegiornale, non a 3 anni, ho 37 anni, per cui fila tutto liscio col discorso di ordine del tempo della situazione di precarietà che hanno avuto gli OTD di Forestas. Adesso torno a Forestas perché lei ha parlato di Forestas purtroppo, ma oggi è il giorno del Corpo forestale.

Per cui, sicuramente se le fa piacere ci conosceremo, così ci raccontiamo la verità.

L'ultima cosa volevo dire nel mio intervento, che me lo sono appuntato, anche se non c'era neanche bisogno. Non so se avete notato tutti quanti, ma questa è la Giunta della concretezza, dei fatti e non delle parole.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Passiamo alla votazione del passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente. Io non voglio convincervi, voglio dirvelo però, voglio dirvi quello che penso e voglio anche dirvi che alcune parti dei discorsi che ho sentito non mi hanno né convinto né persuaso riguardo al fatto che l'iter seguito sia stato adeguato all'importanza del momento. Intanto non riesco a capire quando mai è stata fatta per legge una contrattazione separata, l'unico caso è quello dei dirigenti che però trae riferimento da una legge statale, quindi c'è una legge statale cui la Regione Sardegna si è adeguata nella fase in cui tutte le Regioni si adeguavano alla Bassanini e all'introduzione della dirigenza, l'area separata nasce così, non ci sono aree separate nate per legge regionale, questo non vuol dire che non possa essere la prima, ho però miei forti dubbi riguardo al fatto che non lo sarà. E poi riguardo Forestas, io ricordo quale fu all'epoca la molla che fece scattare l'unanimità nell'aula, perché si decise di applicare a Forestas il contratto degli impiegati? Perché quello non era il contratto degli impiegati, quello era il contratto dei dipendenti di mamma Regione, tra i dipendenti di mamma Regione ci sono gli impiegati, ci sono quelli del mercato ortofrutticolo, ci sono quelli che lavorano con i cavalli in AGRIS, ci sono le più disparate qualifiche tra cui anche i dipendenti del Corpo forestale e i dipendenti di Forestas, svolgono funzioni molto diverse. E' chiaro che se c'è l'intenzione di separarne una parte, cosa che io non reputo possibile con quello strumento normativo, ma su cui ovviamente non pongo nessun veto, secondo me non funziona così, si deve fare in tutt'altra maniera, non c'è un veto esplicito, magari qualora fosse possibile ci sarebbe qualche possibilità di far funzionare meglio una macchina regionale che, come avrete visto, ha bisogno di riforme. Ebbene una volta che però c'è la possibilità di fare contratti separati è chiaro che anche la contrattazione che riguarda gli operai forestali per cui manca ancora la declaratoria, e su cui ancora non è terminato l'iter al CORAN di adeguamento, rischia di subire un brusco stop. Questo è giusto che tutti noi si entri in questo pensiero, cioè nulla è senza conseguenze in partite complicate che riguardano migliaia di dipendenti, questo è il senso credo anche degli interventi dei colleghi, per il resto il voto al passaggio all'esame degli articoli sarà contrario, l'unico suggerimento che do, visto che i consigli non sono ben accetti…

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente. Secondo me si è fatta un po' di confusione e l'Assessora non ha capito bene alcuni passaggi. Nessuno ha chiesto contrattazioni separate per Forestas, è stato un tema della precedente discussione sulla legge, se si fosse informata probabilmente gliel'avrebbero detto, al quale tutto questo Consiglio regionale si è opposto, così almeno siamo chiari, nessuno ha chiesto questo tipo di situazione per i dipendenti Forestas, le è stato solo detto che a fronte di alcune richieste che sono pervenute, alle quali noi non eravamo d'accordo per essere chiari, così almeno siamo chiarissimi, della contrattazione separata per i dipendenti di Forestas si è fatto un ragionamento estremamente chiaro, ossia quello che poc'anzi ha illustrato l'onorevole Agus, non si possono fare per legge contrattazioni separate, spettano a tavoli totalmente diversi rispetto a legislativo approvare contrattazioni separate, tant'è che ha detto bene l'onorevole Agus, non sono mai state fatte contrattazioni separate per legge, se non quelle previste dalla contrattazione collettiva nazionale, e in questo caso non è previsto, questo vi stiamo dicendo. Vi stiamo dicendo che questa legge sarà impugnata non perché lo vuole Eugenio Lai, perché magari noi abbiamo proposto una cosa diversa, vi stiamo dicendo che questa legge verrà impugnata perché è contraria alle normative attualmente in vigore, in particolare alla norma del 2001, alla 165, ve lo stiamo provando a dire in ogni modo. Volete andare avanti? Bene. E' normale che all'interno di un'Aula proviamo a discutere sui temi e discutere sui temi, cosa che non è stata concessa in Commissione, vista la fretta di approvare questa norma anche senza l'opposizione, ha portato a una legge monca.

Assessore, io non voglio entrare in tema di rappresentatività, però la invito quando parla di numero dei sindacati, quando parla di questi temi, anche in questo caso a studiare, perché se lei studiasse probabilmente saprebbe oggi che il numero degli iscritti a determinati sindacati è decisamente più alto rispetto ad altri. Se lei probabilmente approfondisse il tema, così com'è già stato chiesto in Commissione, queste cose le saprebbe senza bisogno che noi gliele dicessimo. Però volete continuare ad andare avanti. Ricordatevi queste parole, il CORAN quanto tempo ci metterà a chiudere una contrattazione separata? Quanto farete perdere di tempo ai dipendenti…

PRESIDENTE. Il suo voto è?

LAI EUGENIO (LEU). Di astensione!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Andrea Piras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRAS ANDREA (LEGA). Signor Presidente, per esprimere il voto favorevole della Lega a questa proposta di legge, che noi diciamo che è una proposta di legge storica perché questa contrattazione separata era attesa da tanto tempo, ovviamente come tutti sappiamo abbiamo bisogno di una riforma strutturale del Corpo forestale, anche quella attesa da tanto tempo.

Per tornare alle parole dell'onorevole Cocco, vede, caro onorevole Cocco, lei che parla tanto, voi avete parlato e basta per gli scorsi cinque anni, quindi io direi magari di parlare un po' meno e produrre di più, come sta facendo questa maggioranza e come sta facendo il nostro Gruppo, quindi stiamo portando avanti una proposta di legge fondamentale per il settore.

Quindi, Presidente, ribadisco il voto favorevole del nostro Gruppo e, caro onorevole Cocco, provi a parlare di meno e lavorare di più, anche se avete fatto delle proposte di legge in passato, cinque anni fa, abbiamo visto tutti, e il Corpo forestale lo sa, sono rimaste nel cassetto con la chiave dentro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). L'onorevole, che è un amico tra l'altro, quando ha un po' di tempo fuori dai lavori dell'Aula, se andasse a controllare le presenze dei consiglieri degli ultimi quindici anni vedrebbe che l'onorevole Daniele Cocco è primo in graduatoria, però probabilmente ha ragione, anche se sono sempre qua non produco perché non sono in grado di produrre, d'altronde io sono un piccolo Bifolco, anche fisicamente, che arriva dalle campagne del centro della Sardegna, non sono un cittadino come lei, quindi almeno questi limiti che sono fisiologici me li deve riconoscere.

Io credo di essere stato molto serio e di aver fatto un intervento di molto buon senso, e avevo detto e lo ribadisco (tra l'altro io ho anche un fratello che lavora nel Corpo forestale, figurati), che noi vorremmo assolutamente approvare una legge che serva al Corpo forestale, ai signori che sono qui presenti. Io non voglio andare incontro ad infingimenti e dire "approviamo questa legge che sarà una legge storica": di storico c'è altro, ragazzi, smettiamola di utilizzare questo termine del quale si sta abusando troppo, perché sinora avete approvato delle "leggi storiche" e sono state tutte impugnate, speriamo che non venga impugnata anche questa. Però io sono talmente serio che vi dico che io voterò contro il passaggio agli articoli, almeno che non ci sia un'apertura rispetto agli emendamenti che abbiamo presentato, e vi dico anche che se questa legge dovesse arrivare al punto di caduta positivo, sarò il primo ad alzarmi ufficialmente in quest'Aula e dire "vi chiedo scusa perché ho sbagliato, credevo che il mio pensiero fosse quello giusto e il vostro sbagliato e mi sono sbagliato". Purtroppo se lo stiamo chiedendo non è perché abbiamo tempo da perdere, perché a noi verrebbe molto meglio approvare e andarcene a casa (tra l'altro io devo prendere anche la nave stasera per andare a Roma domani, si riesco) e quindi ce ne andremmo per fare anche cose molto importanti, non che non sia importante occuparsi del Corpo forestale, abbiamo già detto che lo è assolutamente.

Dottoressa Satta, non ho detto che lei ha detto in quella riunione che la colpa della mancanza stabilizzazione era del centrosinistra, lei ha detto "sapevate benissimo tutte le persone che avevo contro e con cui ho dovuto lottare", e io ho detto, per evitare appunto fraintendimenti, lei avrebbe dovuto dire "è stato il presidente Solinas che all'inizio era contrario, è stato l'assessore Lampis che all'inizio era contrario, però poi li ho convinti e l'abbiamo fatto", e quindi noi saremmo stati tranquilli.

Dichiaro il voto contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Naturalmente, essendo stato relatore di minoranza, il mio intervento di prima è stato più istituzionale e anche scevro da toni polemici, così da rispettare quello che è anche il contenuto che la relazione di minoranza, quantomeno a livello metodico, dovrebbe avere.

Parlando di metodo, relativamente a questa proposta di legge non è il merito che si può contestare, ma il metodo, l'ordine di priorità, come ho già detto, che viene attribuito al soddisfacimento delle necessità del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. La ragione è che noi temiamo fortemente la futura inerzia della maggioranza relativamente a tutte le ulteriori attività che a loro impulso devono arrivare nel futuro, per poter proseguire ed arrivare a una quadra e una chiusa di questa riforma del Corpo forestale e di vigilanza ambientale. C'è una cosa che ho prospettato prima e che vorrei chiarire adesso, ve la faccio anche breve: quando c'è da modificare l'ordinamento, tutto ok, tutti tranquilli, tanto non ci sono soldi in ballo, quando invece c'è da gestire una dotazione economica, lì sì che magari potrebbero crearsi - ve la faccio anche abbastanza ipotetica/ ironica - più frizioni all'interno della maggioranza, perché, ripeto, non saranno due spiccioli, per quanto meritatissimi, non saranno certamente due spiccioli da mettere a correre per riuscire a giungere al prospettato adeguamento indennitario, ma sono sicuro e auspico, quantomeno per il bene del Corpo forestale, che questo avvenga, ma sarà un'azione politica che sarà strettamente legata alla volontà politica della maggioranza. Ebbene il nostro voto non è contro il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, siamo chiari, il nostro voto sarà contro l'avvallamento di un'azione politica futura sulla quale nessuno di noi ha delle garanzie, che verrà da voi e da voi discenderà, nelle sue declinazioni positive e anche in quelle negative ed eventuali, che nessuno di noi vuole si verifichino. I risvolti negativi potrebbero essere numerosi, senza voler considerare le possibilità di impugnazione. Se mi passa una battuta il collega Saiu, non è che il Governo si avvale della Corte costituzionale come braccio armato per fare del terrorismo psicologico al Consiglio regionale della Sardegna così che non approvi le leggi…

PRESIDENTE. Onorevole Solinas, il tempo a sua disposizione è terminato, dichiari il suo voto per cortesia.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Il voto sarà contrario.

PRESIDENTE. Procediamo alla votazione sul passaggio all'esame degli articoli. E' stata chiesta la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli della PL numero 71.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Adesso sospenderei il Consiglio per dieci minuti per verificare gli emendamenti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 58, viene ripresa alle ore 18 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio, invito i colleghi consiglieri a riprendere posto.

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati degli emendamenti.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pier Luigi Saiu, relatore di maggioranza.

SAIU PIER LUIGI (LEGA), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, allora io indicherò il numero dell'emendamento nell'ordine progressivo delle pagine così come si presentano. Quindi emendamento numero 6 parere contrario, emendamento numero 4 parere contrario, emendamento numero 1 invito al ritiro, emendamento numero 3 invito al ritiro, emendamento numero 2 a firma dei capigruppo Giagoni, Mula, Sechi, Caredda, Salaris parere favorevole, emendamento numero 5 parere contrario, emendamento numero 7, come ha già richiamato lei, inammissibile.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

SATTA VALERIA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento numero 3, Presidente, è ritirato l'emendamento numero 1 è ritirato. Gli altri parere conforme.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Eugenio Lai. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Grazie Presidente, l'emendamento numero 6 che abbiamo sottoposto all'attenzione prova a sottolineare due aspetti. Il primo è un aspetto totalmente regolamentare, Presidente, e da questo punto di vista mi appello a lei e al rispetto del Regolamento, quando si tratta in Commissione una legge che è presentata addirittura dopo altre proposte di legge la Commissione deve, non può, deve unificare i testi e analizzare tutti i testi presentati, non può scegliere quello che fa più comodo. La seconda ragione che ci ha portato a presentare l'emendamento numero 6 è quella che abbiamo detto in tutti i modi durante la discussione generale, ossia l'emendamento numero 6 prevede l'istituzione del tavolo per provare a modificare la situazione contrattuale di comparto che invece si sta continuando a fare per legge. L'emendamento numero 6 prova a riportare nell'alveo della legittimità una normativa che dal nostro punto di vista verrà certamente impugnata. L'abbiamo detto in tutti i modi, l'abbiamo detto in tutte le lingue alcuni consiglieri regionali di maggioranza a microfoni spenti dicono: ne siamo certi anche noi. Però continuate ad andare a votare positivo non fermandovi a ragionare solo esclusivamente perché volete appendervi un'ulteriore spillina. Questa spillina proveremo a ricordarvela il giorno in cui avrete la mazzata. Proviamo, e l'abbiamo detto anche in apertura attraverso segnali di astensione che abbiamo, che ho fatto attraverso il mio voto a migliorare un testo normativo, continuate ad andare avanti, non voglio ricordare il Palio degli asinelli, però continuate ad andare avanti senza guardarvi in tondo e provare a ragionare sul perché noi vi stiamo dicendo queste cose. Pensate che sia un'opposizione sterile, pensate che sia solo ostruzionismo, pensate che sia solo ed esclusivamente nella testa della minoranza pensare di bloccarvi le leggi, non è così! Noi vogliamo che le leggi che approvi questo Consiglio regionale proprio perché ci crediamo siano applicabili, proprio perché stiamo discutendo di dipendenti vogliamo che queste norme siano applicabili immediatamente e immediatamente usufruibili, invece voi continuamente provate ad andare avanti. Io vorrei capire qual è stata l'istruttoria di questa legge, non ce ne è stata, non c'è stata nessun tipo di istruttoria, non è stato chiesto nessun tipo di parere. Lo sa perché ci abbiamo messo otto mesi nella precedente riforma? Perché è stato chiesto ogni tipo di parere a costituzionalisti, a esperti di diritto, perché volevamo che quella riforma non fosse impugnata, volevamo che quella riforma avesse vita lunga. Invece voi ne prendete un pezzettino solo per attaccarvi la spillina ma tra qualche mese torneremo a discutere anche di questa, così come sono certo discuteremo della norma sui dirigenti per cui ci avete tenuto un'intera giornata fino a mezzanotte per provare a sanare situazioni che sono del tutto insanabili. Quindi l'appello è: proviamo a fermarci! L'onorevole Mula l'ha detto in precedenza, proviamo a trovare delle sintonie su cui correggere questa normativa. Non lo volete fare, avete dato un semplice parere negativo, veramente non ho capito bene quello dell'Assessore, prima ha detto prima positivo, poi conforme poi negativa a uno positivo all'altro. Però detto questo, Presidente, naturalmente il nostro voto è a favore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, il collega Lai è più ottimista di me perché se pensa che qualche emendamento possa salvare questo testo, diciamo, è sicuramente più ottimista rispetto a quello che penso io. Io penso che questo testo andrebbe riscritto anche al fine di ottenere risultati auspicati dagli stessi sottoscrittori. In questo caso però con l'emendamento numero 6 si cerca in qualche modo di risolvere uno dei problemi che ci è stato sottoposto dalle forze sindacali all'unanimità. A me è dispiaciuto sentire le dichiarazioni sprezzanti da parte della Giunta regionale riguardo a quattrocento dipendenti della nostra Amministrazione, mi è dispiaciuto perché i dipendenti dalla Regione vanno rispettati tutti, anche quando si tratta di iper minoranze, anche il sindacato che rispecchia la volontà di 10 dipendenti dell'Amministrazione merita rispetto, soprattutto in quest'Aula. In questo caso però non parliamo di qualcosa di minoritario, parliamo di qualcosa che nei numeri appare come pesante e meritevole quantomeno di attenzione, non dico di ascolto per partito preso. Quando quest'Aula diventerà il passacarte di chi è qua fuori cesserà di svolgere una funzione. Però anche fare muro rispetto a delle valutazioni che invece sembrano meritevoli di interesse credo sia un errore politico gravissimo. In questo caso si cerca di rispondere alla principale richiesta, al secondo punto che ci veniva richiesto in quel documento unitario l'unico sinora siglato quello che riguarda l'adeguamento delle indennità. Ecco delle due l'una, o si adeguano le indennità dell'attuale contratto regionale applicato oppure si avvia domani l'iter, qualora la legge non fosse impugnata e qualora gli Uffici ritenessero possibile seguire quell'iter, che ancora non è certo perché la legge ovviamente non poteva normare anche l'iter da seguire domani, ebbene subito dopo il primo dubbio riguarderebbe la modalità di intervento nell'attuale contratto regionale di lavoro. Perché le indennità, come sapete, sono fissate nell'attuale contratto regionale di lavoro, adeguarle è abbastanza semplice, nel senso che è sufficiente mettere in finanziaria uno stanziamento dedicato all'omogeneizzazione delle indennità attualmente percepite dai dipendenti del Corpo forestale con quello delle altre regioni a Statuto speciale, dall'indagine che abbiamo fatto, dalle informazioni che abbiamo reperito, informazioni che spero siano in possesso anche della Giunta regionale che ha sicuramente più mezzi di noi per recuperare quelle informazioni, ci risulta, per esempio, che in Friuli, a parità di mansione, l'indennità sia molto superiore, e lo stesso sembra esserci anche nelle altre regioni a Statuto speciale. Non ci vuole molto, è semplicemente un articolo che può essere inserito nella finanziaria e che può dare subito una risposta senza attendere contrattazioni che, come ci insegna il caso Forestas, si sa quando iniziano, ma non si sa quando finiscono. Però, se si avvia parallelamente la creazione di un nuovo comparto, tutto quello che riguarda il vecchio viene sospeso e bloccato. Per cui, o si crea in questa norma una norma di salvaguardia che dice: "Sino a quel punto si continua ad applicare il vecchio ed è possibile anche fare quelle modifiche positive", io le avrei inserite in questa norma, per esempio, perché avrebbe avuto un senso, prima di arrivare al nuovo contratto adeguare quell'indennità che sappiamo essere troppo basse, in mancanza di questo, ovviamente, l'emendamento proposto aiuta a mettere sul tavolo anche quella tematica. Io ho paura che si crei un dedalo che purtroppo rischi di bloccare ancora per molto quell'adeguamento, non è stato fatto nella precedente legislatura, e chiudo, perché parallelamente sono state inserite molte risorse per l'adeguamento delle progressioni professionali, quindi si è deciso di concentrare le risorse lì in modo da garantire la progressione a tutti quelli che avessero i titoli, che avevano maturato i titoli all'epoca, e ovviamente non ci sono state abbastanza risorse da dedicare anche a quell'aspetto, che però era già istruito in parte, per questo mi ha sorpreso molto l'iter accelerato, che mi ha ricordato quello di Rosi Mauro nei giorni bui della Camera dei Deputati, che è arrivato all'approvazione di un testo senza discussione, se non appunto alla fine, e che invece avrebbe potuto godere di istruttorie fatte in passato che sarebbero già state pronte per portare ad un beneficio immediato. Il rischio, e chiudo, Presidente, è che, appunto come ho detto, si rinunci a qualcosa di possibile, l'adeguamento delle indennità e la possibilità di destinare risorse solo ai dipendenti del Corpo forestale, perché quell'indennità è goduta solo dai dipendenti del Corpo forestale, si rinunci alla strada maestra e alla strada già tracciata per fare un salto nel buio che…

PRESIDENTE. Grazie. Metto in votazione l'emendamento numero 6. Votazione elettronica.

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Ho deciso di intervenire perché mi sono riletto l'emendamento che abbiamo scritto stamattina. Io veramente vorrei chiedere, amici della maggioranza, ma l'avete letto? Perché è un emendamento di tanto e cotanto buonsenso che davvero mi sembra impossibile che voi, Presidente, lei, Presidente di Commissione, e lei, Assessore, abbiate dato un parere negativo, perché di fatto questo emendamento non dice altro, anzi rafforza la proposta che state facendo voi. Perché noi, ai signori che sono lì fuori presenti, stiamo dicendo: "Forse, domani, miglioreremo la vostra condizione", con questo emendamento invece gli stiamo dicendo: "Noi, domani, miglioreremo la vostra condizione", perché stiamo riempiendo di un contenuto insindacabile e indifferibile la norma di legge. Io veramente vi invito in un minuto a rileggerlo, perché il partito preso non ha mai portato da nessuna parte e mai porterà da nessuna parte. Noi siamo i primi, e in tempi non sospetti, quando presentammo le nostre proposte, anche quest'anno presentammo la nostra proposta, dimostra il fatto che noi assolutamente vogliamo fare una legge a favore di tutto il Corpo Forestale, di tutti i dipendenti del Corpo forestale. Quindi, veramente mi sembra impossibile che non possa essere preso in considerazione in maniera seria questo emendamento che io leggo e rileggo, mi dà l'impressione, poi magari sbaglio io, di essere intriso solo di buonsenso, non di ostruzionismo al fatto che non vogliamo approvare la legge. Tra l'altro, devo dire, e mi rivolgo all'onorevole Saiu, che io sottoscritto qualche giorno fa, nei lavori d'Aula, avevo preso l'impegno anche con gli altri di assicurare oggi l'approvazione di questa legge, e questo noi lo faremo, da posizioni diverse, da punti di vista diversi, però siccome l'impegno e la parola data sono comunque sacri io voglio ribadire questo anche a memoria futura all'onorevole Saiu, perché con lui io avevo preso l'impegno da Presidente della Commissione, noi staremo sino alla fine oggi in Aula per approvare, e non abbiamo presentato tutti gli emendamenti che si potevano presentare, non abbiamo voglia di fare ostruzionismo, abbiamo presentato degli emendamenti che secondo noi erano emendamenti di buon senso che potevano essere accolti, però è chiaro che ognuno ha la propria, la mia opinione non vale più della sua, la mia opinione vale quanto la sua vale, vale una come credo tutte le opinioni degli altri cinquantanove colleghi di questo Consiglio regionale, e ne prendiamo atto. Grazie .

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 6.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 4.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio non approva).

Passiamo al testo…

Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Per capire se gli emendamenti numero 1 e 3 della Giunta sono ancora presenti o sono stati ritirati.

PRESIDENTE. Sono stati ritirati. Metto in votazione il testo dell'articolo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo ora all'emendamento numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Non capisco il senso di questo emendamento, nel senso che se vuole essere un adeguamento alle norme statali noi possiamo anche non scrivere niente ed è diciamo adeguato d'ufficio, se invece vuole essere un modo per scavalcare le norme statali e quindi scavalcare quanto deciso dalla legge Madia, che è sovraordinata alla nostra per quanto riguarda il personale della pubblica amministrazione, eh, io, se volete vi posso anche lasciare approvare questo, ho visto delle risate, ho sentito commentino e vi lascio ai vostri commentini, vi dico solo che se volete inserirci… in quel caso eh, non sono sicuro perché non ho rivisto la normativa… se a quel punto volete inserirci anche una freccia enorme rossa o un led luminoso giallo per scrivere "impugnate questa norma", è più efficace, perché dove si introducono dei correttivi riguardo alla rappresentanza sindacale, sempre e comunque le norme vengono bocciate, in questo caso noi stiamo modificando la numero 31 del 98, che è stata fatta prima del 2001 e prima della legge Madia, che ha ridotto anche la rappresentanza sindacale, non senza polemiche. Io vorrei capire anche se il parere della Giunta è motivato da un'analisi che è stata fatta o da cosa, perché, l'ho premesso, potrei sbagliarmi e potrebbe essere semplicemente un modo per rafforzare la volontà della Giunta di applicare la normativa statale, in quel caso si potrebbe anche non fare perché è automaticamente applicata, però potrebbe anche essere utile scrivere che si applicano le leggi dove esistono leggi.

Allora, la Giunta si è già espressa, non è obbligata a esprimersi, però io chiedo se… Assessore Satta, intende intervenire?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pierluigi Saiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SAIU PIERLUIGI (LEGA). Grazie, signor Presidente. A proposito delle interlocuzioni, che anche in quest'Aula sono più volte state richiamate, con le rappresentanze sindacali, accogliendo una di queste sollecitazioni alcuni consiglieri dell'Assemblea hanno ritenuto di dover intervenire anche sulla legge numero 31 del 1998 indicando o specificando una cosa che la legge di fatto sta facendo, cioè se noi non intervenissimo anche su questa norma ci troveremo di fronte a una legge che in quel sì che ha l'intento nel titolo di raggiungere un risultato, ma che poi di fatto quel risultato non lo raggiunge. Qual è la modifica che viene introdotta nella disciplina legislativa? Quella per cui accanto alla dirigenza dell'amministrazione viene aggiunto il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione, cioè non è una violazione della disciplina legislativa nazionale, è l'adeguamento in quel contesto di quello che si sta facendo con la proposta di legge numero 71. Di fatto l'aggiunta, "l'aggiunta" intesa come ciò che è stato aggiunto, fa riferimento solo ed esclusivamente al Corpo forestale e di vigilanza ambientale, se non avessimo fatto così allora effettivamente il dibattito, la discussione, il provvedimento legislativo che siamo chiamati ad approvare sarebbe stato inutile, in questo modo, attraverso questo emendamento, si rende efficace il provvedimento legislativo che oggi è all'attenzione del Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

L'emendamento numero 5 risulta decaduto e il numero 7 è inammissibile. Passiamo all'esame dell'articolo 2.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 2.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 1 a firma Sechi e più.

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Semplicemente, così come preannunciato precedentemente, abbiamo preparato in maniera abbastanza veloce un ordine del giorno che naturalmente è collegato alla proposta di legge prendendo, appunto, l'impegno, non solo sollecitando quindi, prendendo proprio un impegno formale alla Giunta per il reperimento delle risorse proprio così come auspicato un po' da parte di tutti gli interventi, nel senso che vedremo in finanziaria con altri strumenti di poter poi adempiere alla copertura finanziaria e quindi al riconoscimento del ruolo che il Corpo forestale assolutamente merita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Grazie Presidente, il voto sull'ordine del giorno proposto sarà di astensione, non perché non se ne condividano i contenuti, ma perché penso sia sbagliato affidare a un ordine del giorno, che può solo far approvare un intento per il futuro, un qualcosa che doveva essere oggi al centro di un intervento legislativo che invece va in tutt'altra direzione. Per cui a prescindere dai contenuti, che in parte potevano essere condivisibili, sicuramente questo metodo è sbagliato, non darà frutti ed è un metodo che non possiamo accettare. Per cui il voto sarà appunto di astensione sul testo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Purtroppo non siamo stati richiesti di una firma, quindi vuol dire che non interessa alla maggioranza.

(Interruzione)

Allora se… voglio dire, non ci è stato chiesto fino adesso. Noi saremmo anche d'accordo con le premesse, magari negli impegni valgono le considerazioni fatte dal presidente Agus, perché comunque tutto si svolge nell'idea che questa legge possa andare avanti e noi abbiamo dei dubbi. Non so se vogliate, come dire, concordare con noi questo testo, altrimenti non siamo stati coinvolti, per cui, pur approvando le premesse e anche il ragionamento in prospettiva, non possiamo votare a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alessandro Solinas per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SOLINAS ALESSANDRO (M5S). Presidente, colleghi, anche noi abbiamo deciso di astenerci su questo ordine del giorno. Non per essere ripetitivo, ma la base del ragionamento è quella che hanno già esposto i miei colleghi. Non essendo stati coinvolti, pur condividendo tutte quelle che sono le premesse, non vorrei anzi anche che quest'ordine del giorno servisse per dare un crisma di fattibilità o di già intrapreso a qualcosa che in verità rimane esattamente com'era prima che questo ordine del giorno ci venisse proposto. Non cambia nulla rispetto al buio che c'è relativamente a tutti gli atti conseguenti all'approvazione di questa proposta di legge. Ripeto, condividiamo la necessità che questo ordine del giorno va a coprire, riconosciamo che sono esigenze da soddisfare, ma non essendo stati richiesti, né tantomeno condividendo la modalità con cui questi argomenti vengono portati, con il solo fine di essere oggetto di un qualsiasi documento, oggetto anch'esso di approvazione, pertanto il nostro voto, del nostro Gruppo come Movimento 5 Stelle, sarà di astensione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Grazie Presidente. Mi è appena pervenuta una telefonata da Palazzo Chigi: l'ordine del giorno non verrà impugnato. Quindi, siccome di fatto l'ordine del giorno ha ripreso quasi per la totalità i contenuti dei nostri emendamenti, io sono d'accordo sul contenuto dell'ordine del giorno, ma come ha ben detto il collega Agus, tra l'altro devo anche dire che la maggioranza non ci ha permesso e non ci ha dato l'onore di poter condividerlo, e quindi è chiaro che noi, nonostante ci vada bene il contenuto, che non porterà comunque a niente, per il metodo siamo costretti ad astenerci.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 71/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della proposta di legge Maieli - Mula - Satta Giovanni - Schirru - Usai - Lancioni - Canu - Cera - Piras. Modifica dell'articolo 6 della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 (Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna) (45/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 45/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Piero Maieli, relatore.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. Grazie Presidente, grazie onorevoli colleghi. La necessità della modifica dell'articolo 6 della legge regionale del 29 luglio del 98, la numero 23, è stata fortemente richiesta da quello che è un bisogno sentito nelle nostre campagne, sia dagli operatori agricoli che dagli allevatori, per poter difendere le loro produzioni dai nocivi. Fino ad oggi questa attività è stata svolta dalle province con l'ausilio di selecontrollori, che sono una figura formata ad hoc con dei corsi di formazione della durata mediamente di 60 ore, tenute da esperti delle varie materie, per i quali praticamente venivano abilitati i possessori di regolare porto d'arma per poter intervenire nelle attività di controllo della fauna selvatica. Oltre che a svolgere questa attività di controllo della fauna selvatica, e quindi limitare i danni, purtroppo, a volte è necessario effettuare degli abbattimenti, oltre appunto il controllo dei danni all'agricoltura e alla pastorizia, questa attività serviva anche e serve come controllo per il monitoraggio delle zoonosi, vedi West Nile, che è una patologia potenzialmente letale di cui i corvidi sono portatori, nonché oltretutto anche per il controllo e il monitoraggio della PSA, cioè la peste suina africana, in quanto in questi piani di abbattimento vengono di solito abbattuti sia corvidi che cinghiali. È notizia recente di questo pomeriggio che nel Comitato faunistico regionale si è anche rinnovato il Piano di controllo per l'abbattimento, il controllo insomma, dei cormorani nella zona degli stagni di Oristano. Anche per questa operazione è necessario l'aiuto dei selecontrollori. La legge fino ad oggi prevedeva che questa operazione potesse essere svolta o dal Corpo forestale o dai conduttori del fondo. Si introduce, invece, in questo caso la possibilità da parte dei conduttori del fondo di delegare a questa terza figura, rigorosamente riconosciuta, indicata e prevista dalle Province, per potere invece loro attuare questi piani di controllo. Diciamo che il succo della legge è tutto qua, è un'attività che sembrerebbe banale ma che purtroppo è strettamente necessaria, perché altrimenti non c'è nessun altro strumento per poter intervenire nel controllo della fauna selvatica e nei danni effettuati da fauna selvatica.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.

BIANCAREDDU ANDREA, Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Daniele Cocco. Ne ha facoltà.

COCCO DANIELE (LEU). Voglio anticipare i tempi, per avere un'informazione, è colpa mia, non l'ho capita bene, sull'emendamento all'articolo 1 bis, lo faccio ora per non farlo dopo, quindi non cambia niente, volevo chiedere se rispetto alla situazione attuale, allo stato dell'arte attuale, ci dovessero essere dei nuovi costi a carico delle province o della Città Metropolitana, perché è stata modificata la norma, però non si capisce bene se da la modifica della norma ci possano essere in carico ai Comuni eventuali spese suppletive rispetto al trasferimento di risorse già finalizzate per l'attività faunistica venatoria. Volevo capire questo, se possibile.

PRESIDENTE. C'è scritto che non ne derivano.

Ha domandato di parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. No, non c'è nessun altro onere aggiuntivo, in quanto praticamente non è stato richiesto da parte delle province. Rimane quello che era già dedicato, anche perché così ci è stato rendicontato dagli uffici provinciali. Quindi rimane questo.

PRESIDENTE. C'è scritto. però, era giusto chiedere una specificazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Ganau. Ne ha facoltà.

GANAU GIANFRANCO (PD). Sì, anch'io su questo emendamento, io non ho chiaro perché si abolisca la norma finanziaria che prevedeva un trasferimento aggiuntivo di 37.500 euro, adesso si abolisce questa norma e si dice che gli oneri sono a carico delle Province e della Città metropolitana, all'interno delle competenze che son già arrivate. Cioè voglio capire come funziona questa cosa qui, sono oneri aggiuntivi di fatto per le Province e per la Città metropolitana, che non sono previsti con un incremento com'era previsto nel testo originale.

Quindi, eliminiamo il contributo di 37.500 euro che era previsto per questa funzione e diciamo le Province e la Città metropolitana si arrangino, si paghino i costi, che non mi pare una cosa molto corretta. Cioè vorrei capire se è così. Ma il senso di questo emendamento è assolutamente questo che sto interpretando io, mi pare di capire.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Deriu. Ne ha facoltà.

DERIU ROBERTO (LEU). Presidente, io vorrei chiedere al Presidente relatore proponente se l'emendamento può raggiungere il suo scopo se si limitasse ad essere "Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica". E' abbastanza facile, perché se "da le province e la Città Metropolitana" a "titolo 1 eccetera", vuol solo dire che ciò che prima veniva speso è a carico della finanza provinciale e comunale, allora si sa già, vuol dire quello, e allora basta scrivere "Dall'attuazione della presente legge non derivano nuovi o maggiori oneri", quindi senza questa aggiunta che mette in allarme inutilmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Mula. Ne ha facoltà.

MULA FRANCESCO (PSd'Az). Io faccio anche un'altra proposta, se non creiamo danni, ma credo non se ne creano. E se lo ritiriamo l'emendamento? Mi sembra che non succede nulla e lasciamo l'attuale normativa? Perché, per carità, a me va bene quello che propone il Presidente, però se c'è un dubbio che effettivamente diventa un onere a carico delle Province, e in più gli togliamo pure 37.000 euro!

PRESIDENTE. Mi sembra che il testo dell'emendamento sia stato correttamente interpretato, quindi di fatto sparisce solo la quantificazione delle risorse. Viene tolta solo la quantificazione delle risorse, ma di fatto il senso dell'emendamento non modifica l'originaria redazione dell'articolo.

Ha domandato di parlare il consigliere Francesco Agus. Ne ha facoltà.

AGUS FRANCESCO (Progressisti). Presidente, per ribadire quanto detto anche dall'onorevole Deriu, non è vero che la non quantificazione non toglie niente. Quantificare uno stanziamento, piccolo e maledetto come in questo caso, però esistente, fa in modo che in primo luogo non ci sia per un ente locale a cui viene attribuita una funzione il dubbio che gli si venga attribuita una funzione senza un adeguato stanziamento. Ci sono dei precedenti, adesso noi stiamo dando alle Province una funzione dopo che per anni abbiamo tolto funzioni alle Province, perché nell'ultimo ciclo di riforma, dopo che la legge 7 aveva attribuito alle Province alcune funzioni che prima erano di rango regionale, con le ultime riforme, in applicazione delle riforme statali, si son private le Province di importanti funzioni, qua gliene si dà un'altra. Quindi, la predisposizione di piani di abbattimento, qualora sia verificata l'inefficacia dei predetti metodi, la cui attuazione deve essere affidata alle Province o alla Città metropolitana di Cagliari. Secondo me il testo licenziato dalla Commissione diciamo era più adatto a essere non invasivo, anche nei confronti delle peculiarità degli enti locali. Poi in un testo approvato dal CAL anche in funzione appunto di quella norma finanziaria, io eviterei di fare ulteriori modifiche.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piero Maieli. Ne ha facoltà.

MAIELI PIERO (PSd'Az), relatore. Dicevo, allora i 37.000 son già previste all'interno delle finanze disponibili, è che bisognava dare una cifra, un numero, ma quindi è giusto per indicare una cifra. Ma avevamo infatti stabilito in Commissione di indicare in 37.000 quelli che sono i fondi dedicati, che però son già all'interno delle disponibilità delle Province, quindi non c'è né una aggiunta né una sottrazione, non c'è nulla. Era giusto un chiarimento che gli uffici avrebbero voluto dare, ma è molto lineare, cioè non c'è nessuna modifica degli oneri finanziari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Michele Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA MICHELE (Riformatori Sardi). Presidente, un'osservazione incidentale rispetto a questo testo che ci sembra molto opportuno. Ma visto che stiamo parlando di norma finanziaria, io penso che noi dovremmo ragionare anche sul fatto che l'abbattimento controllato non è soltanto una cosa utile dal punto di vista generale perché aiuta a tenere sotto controllo la popolazione di determinati animali, che superata una certa soglia diventano veramente rischiosi per la diffusione di malattie, ma può diventare anche una interessante fonte di reddito per la Regione, perché soprattutto per alcuni tipi di animali di taglia grossa, penso per esempio ai cervi, o ai cinghiali, che in alcune zone della nostra regione causano problemi veramente seri e anche costi notevoli per le casse della Regione, perché non dimentichiamoci che sono beni demaniali. Io penso che noi dovremmo incominciare, magari l'Assessorato alla difesa dell'ambiente, che credo che abbia una competenza diretta su questo, potrebbe incominciare a ragionare sull'elaborare una proposta che renda organica una ipotesi di questo genere, peraltro ben sperimentata in altri Stati.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

E' iscritto a parlare il consigliere Gianluigi Piano. Ne ha facoltà.

PIANO GIALUIGI (PD). Ho chiesto di intervenire sul testo prima di passare agli articoli. Intervengo su questa proposta di legge che abbiamo ampiamente discusso in Commissione. Può sembrare, non solo per la maggior parte di noi ma credo anche per la gran parte dei sardi, che questo provvedimento possa essere considerato di poca importanza ma credo che di parere completamente diverso siano gli agricoltori che ogni anno vedono i propri raccolti danneggiati dalla fauna selvatica nociva che si perpetua costantemente. Parliamo come è noto di una vera calamità naturale, che gli agricoltori affrontano ogni anno e si aggiunge a tutte le altre difficoltà che affrontano, quali la siccità, le gelate e così via, siamo anche convinti che con questo provvedimento si riuscirà a dare un riscontro positivo ad una delle criticità prima elencate che è quella della fauna selvatica nociva. L'obiettivo è quello di dare una risposta immediata a quella che si può considerare una vera emergenza, segnalata e denunciata da diverse associazioni agricole con estrema determinazione, ma prima di entrare nel merito della trattazione della presente proposta di legge mi piace sottolineare che la stessa, come anche anticipato prima, ha visto il voto favorevole in Commissione da parte di tutti i Gruppi di maggioranza e di minoranza: quando si è di fronte a provvedimenti che intendono dare risposte immediate a emergenze e situazioni critiche dei territori, sentiamo la responsabilità e il dovere di evitare divisioni strumentali e ideologiche, l'urgenza di intervenire infatti è tale che nei territori gli operatori del settore non comprenderebbero atteggiamenti dilatori, si aspettano da noi al contrario azioni costruttive nell'interesse generale. Come dicevo prima, il lavoro in Commissione è stato infatti improntato alla massima condivisione, mettendo in atto i suggerimenti e le indicazioni che sono state avanzate dagli operatori del settore. La prima richiesta è stata quella di agire velocemente perché nel corso degli anni, soprattutto in questi ultimi, i danni sono stati considerevoli e addirittura aumentati, ecco perché è indispensabile agire velocemente per evitare che, con l'arrivo della stagione primaverile ed estiva (perché questa è la stagione più critica), si ripetano anche quest'anno danni che non sono più sopportabili dagli operatori agricoli. Queste sono le ragioni che hanno spinto tutti i commissari a licenziare il provvedimento nel tempo più breve possibile, tenuto conto anche della complessità del caso, perché si intersecano una serie di normative ed è stato complicato e difficile incastrare tutte le cose. La delega a terzi, questo è il tema che questa legge introduce, non può infatti porsi in rotta di collisione con gli orientamenti della Suprema Corte: il testo trova una sua valida giustificazione nei criteri restrittivi utilizzati per individuare i soggetti abilitati ad abbattere la fauna selvatica, mi riferisco in particolare al superamento dell'esame abilitativo che è il perno e il centro di questo provvedimento. Si sono espressi il CAL e le Commissioni, e non abbiamo voluto sottovalutare quanto è stato sollevato dal CAL e dalla Terza Commissione per quanto concerne le risorse finanziarie (argomento che è tornato oggi con questo emendamento) e il nuovo peso a carico degli enti intermedi per queste nuove competenze, mentre sono state accolte le osservazioni indicate nel parere di merito della Prima Commissione per quanto riguarda i poteri sostitutivi. Per quanto riguarda lo stanziamento vi è stata infatti una oggettiva difficoltà ad avere dati certi, in quanto non si dispone di importi di dettaglio per questa specifica attività svolta negli anni precedenti ma si ha un'assegnazione complessiva delle diverse attività per la realizzazione dei piani di abbattimento. E' ipotizzabile, infatti, che la copertura finanziaria introdotta in legge (quella di cui si discuteva poc'anzi anche nella la proposta di emendamento) sia sufficiente per svolgerle, ciò non toglie che, qualora quest'ultima risultasse insufficiente, io credo che non ci saranno difficoltà a riesaminare la questione in questi termini. Come detto, l'obiettivo era quello di licenziare con la massima urgenza possibile un testo che permettesse agli enti preposti - uffici regionali, Province, Città metropolitana di Cagliari, Corpo forestale, ATS e alle stesse associazioni agricole - di attivare azioni, per tempo, per una migliore gestione e controllo delle specie selvatiche che sono già oggetto di specifico intervento nei piani provinciali in corso di esecuzione. Si tratta a mio avviso di una proposta seria e ragionevole ai problemi che sono stati segnalati dal mondo agricolo, e per questo annuncio che il voto del Gruppo PD sarà favorevole.

PRESIDENTE. Per riepilogare, non è stata una responsabilità mia quella di non dare la parola all'onorevole Piano, in realtà non risultava come relatore di minoranza essendo stata la proposta approvata all'unanimità. Non avendo visto nessuno iscritto in discussione generale, ho chiesto alla Giunta di esprimere il parere e quindi siamo passati alla votazione del passaggio all'esame degli articoli. Comunque la sua relazione è stata interessantissima, quindi va bene così.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Franco Satta per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SATTA GIAN FRANCO (Progressisti). Per annunciare il voto favorevole dei Progressisti su questa proposta di legge. Abbiamo lavorato in Commissione, e condivido la relazione del Presidente della Commissione, l'onorevole Maieli, e quella dell'onorevole Piano in quanto relatore di minoranza, in realtà questa era una competenza che già era attribuita alle Province, c'erano alcune Province che attuavano questa competenza e alcune Province che non attuavano questa competenza delegata da parte della Regione, in questa legge noi stiamo individuando i soggetti che possono procedere all'abbattimento, quindi coloro che sono conduttori dei fondi e che hanno porto d'armi e licenze, e quindi possono in qualche modo procedere all'abbattimento.

Quindi noi siamo assolutamente favorevoli e dichiaro il voto favorevole da parte dei Progressisti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Cera per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CERA EMANUELE (FI). Per esprimere soddisfazione in relazione alla proposta di legge relativa alla modifica dell'articolo 6 della legge n. 23 del '98, e ringraziare i colleghi della Commissione per il lavoro svolto. E' una risposta che questa Assemblea legislativa dà al mondo delle campagne, e non solo, perché come ben sapete nella scorsa primavera quest'Aula è stata oggetto di un dibattito abbastanza interessante per certi versi ma che ha risaltato l'esigenza di porre rimedio ad una norma che aveva la necessità di esser aggiornata alla necessità. L'hanno detto i colleghi, lo ha detto il Presidente della Commissione, l'anno scorso in relazione alla mancata applicazione della norma il sistema agricolo della Sardegna, alcuni territori in modo particolare, hanno subito ingenti danni dalla fauna selvatica in modo particolare dalla massiccia presenza delle cornacchie grigie che imperversavano nelle nostre campagne e che hanno arrecato enormi danni al sistema produttivo. Abbiamo parlato di una vera e propria emergenza ambientale perché non dimentichiamoci che le cornacchie oltre che cibarsi di sostanze vegetali sappiamo che si cibano anche di mammiferi, uccelli e quant'altro. Quindi arrecando dei danni considerevoli anche a quella che è la presenza della fauna selvatica nel territorio sardo. È evidente che la maggior risposta la diamo a coloro i quali hanno dei danni importanti al sistema delle colture intensive, non dimentichiamoci che alcuni territori hanno subito dei danni che poi solo parzialmente vengono in qualche modo riconosciuti dal sistema, pertanto l'auspicio, così come ha sottolineato il collega Piano, è che in procinto dell'arrivo della stagione, e pertanto di quello che è l'impianto delle culture in campo, si possa dare in tempi celeri avvio ai piani di controllo e di contenimento della fauna selvatica. Quindi l'appello è soprattutto indirizzato all'assessore Lampis affinché solleciti le province che diano corso al piano di contenimento e di abbattimento delle cornacchie. Ribadisco il voto favorevole alla proposta di legge da parte di quel che resta del Gruppo di Forza Italia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Eugenio Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LAI EUGENIO (LEU). Potrebbe, onorevole Cera, dire anche quel che resta della maggioranza, visto che già alcuni suoi colleghi si sono dileguati e anche ora non avete il numero legale. Presidente, intervengo per annunciare il voto positivo del Gruppo di Liberi e Uguali Sardigna, perché l'onorevole Piano relatore di opposizione ci ha convinto con le sue argomentazioni, che reputiamo estremamente valide e quindi ci rimettiamo alle sue valutazioni. Certo il fatto però che anche in questo caso si affronta solo un piccolo problema, oppure grande per certi versi. Gli animali nocivi come mi insegnerà il veterinario dottor Pietro Maieli, anche l'onorevole, non sono solo quelli citati in questa proposta di legge. Quindi l'invito che voglio porgere alla Commissione è quella di esaminare a 360 gradi la situazione, anche perché la questione dei danni alle campagne sta diventando davvero uno dei problemi fondamentali per la nostra Isola. E per ultimo, Presidente, voglio stigmatizzare un fatto e mi appello a lei; abbiamo assistito tutta la mattina alla presenza dell'Assessore all'agricoltura in Aula quando si parlava di trasporti e dell'Assessore all'ambiente quando si parlava ugualmente di trasporti. Ora che si parla di un tema che riguarda principalmente le campagne e l'ambiente l'assessore Murgia non c'è in Aula, anche perché avremmo voluto sentire il suo parere sul tema e l'Assessore all'ambiente ci dicono che sia occupato. Io capisco che l'onorevole Chessa Assessore al turismo ci debba illustrare anche i problemi delle cornacchie e dei cormorani, però, guardate, io invito il Presidente a richiamare la Giunta ad aver rispetto di quest'Aula e presentarsi quando si trattano gli argomenti di loro competenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dario Giagoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GIAGONI DARIO (LEGA). Grazie signor Presidente, domando da parte dei colleghi della Lega, a parte l'onorevole Piras e Canu, che hanno già ha portato la firma, chiedo insieme agli altri colleghi che venga inserita anche la nostra firma nel PL 45. Grazie, onorevoli colleghe e colleghi, la materia che sta al centro della discussione odierna ci lamenta ancora una volta che vi sono varie parti della legge regionale numero 23 del 29 luglio 1998 ormai superate e non più conformi alle esigenze attuali. Modificare l'articolo 6 della summenzionata legge si è resa ancor più urgente e necessaria a seguito della sentenza numero 217 del 2018 della Corte di cassazione la quale ha fissato dei paletti importanti per l'abbattimento degli animali nocivi limitandolo ai soli proprietari o conduttori dei fondi andando così in buona parte a vanificare i piani di contenimento provinciale. Tale sentenza ci spinge a dover disciplinare con urgenza la materia al fine di consentire e delegare soggetti terzi all'abbattimento qualora il proprietario sia impossibilitato ad agire in autonomia. Voglio essere breve, ringrazio la quinta Commissione, il presidente Maieli su questa legge, che come ho citato prima è una legge importante, quindi oggi era anche immediata l'approvazione, storica no! Però diciamo voi non l'avete fatta noi sì! Concludo il voto è a favore di questa legge da parte di tutto il Gruppo Lega, grazie Presidente.

PRESIDENTE. Solo per riferire all'onorevole Lai che evidenzia un fatto importante che l'assessore Lampis si trova impegnato nel Comitato regionale faunistico. Sarà mia cura la prossima volta assicurarne la presenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fausto Piga per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIGA FAUSTO (FdI). Grazie Presidente, mi ha preceduto nel dare la giustificazione sulla assenza dell'assessore Lampis, intervengo in ogni caso per esprimere il voto favorevole anche del gruppo di Fratelli d'Italia a questa proposta di legge, chiediamo anche di sottoscriverla con tutti i componenti del nostro Gruppo. Votiamo appunto in modo favorevole, perché pensiamo che possa essere uno strumento per dare appunto delle immediate risposte al settore agricolo per quanto riguarda questi danni che la fauna selvatica nociva fa e che come dicevano anche i miei colleghi in precedenza spesso assumono dimensioni come delle vere e proprie calamità naturali. Ringrazio quindi i proponenti presentatori di questa proposta di legge, come Gruppo di Fratelli d'Italia anche noi, appunto, vogliamo mettere la firma grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Roberto Caredda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAREDDA ROBERTO (MISTO). Sì grazie Presidente, per annunciare il nostro voto a favore del Gruppo Misto e di apporre anche le firme di tutti i colleghi del Gruppo Misto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Filippo Sechi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SECHI GIAN FILIPPO (UDC Cambiamo!). Presidente, per esprimere il voto favorevole del Gruppo UDC Cambiamo! e per apporre la nostra firma, grazie.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 bis. All'articolo 1 bis è stato presentato un emendamento.

Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1 ter.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione la proposta di legge numero 45/A.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 45/A.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

(Il Consiglio approva).

Il Consiglio verrà aggiornato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 19 e 39.