Seduta n.22 del 15/10/2004 

XXII Seduta

Venerdì 15 ottobre 2004

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 39.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 7 ottobre 2004 (19), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Diana, Masia e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 15 ottobre. Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, prima di iniziare l'illustrazione della mozione, lei stesso, richiamando il titolo della mozione, ricordava che essa nasce dal fatto che la Conferenza di servizi non sia stata o non fosse stata allora ancora convocata. Mi pare corretto, rispetto ai lavori di questa sessione dell'Aula, chiedere alla Giunta se esista un documento sui lavori della Conferenza di servizi, qualora quest'ultima sia stata effettivamente convocata; così come sarebbe altrettanto corretta, come peraltro è già avvenuto su questo stesso tema in questo Consiglio, la distribuzione preventiva all'Aula della proposta che la Giunta ha avanzato in sede di Conferenza di servizi.

Credo che sia un elemento importante tale da consentirci di calibrare i lavori dell'Aula e gli stessi interventi rispetto a questo documento che mi pare assolutamente determinante.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, io ho capito la sua richiesta, ma voglio capire se l'informazione sulla Conferenza di servizi cambierà l'andamento della discussione e l'esposizione delle mozioni stesse. Cioè se, a seguito dell'informazione, la mozione può essere considerata superata, oppure se c'è bisogno di tempo per leggere il documento richiesto e solo dopo aprire un dibattito su di esso. Cerco solo di sapere come intende proseguire; capisco il senso della sua richiesta ma voglio capire insomma come poi si intende proseguire nell'organizzazione del dibattito.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, mi pare che ci siano dei precedenti che forse lei sicuramente ricorda proprio su questo tema. Nel momento in cui un atto formale della Giunta interviene durante l'arco della presentazione della mozione o quanto meno nei dieci giorni necessari per la discussione in Consiglio, mi pare corretto poter disporre di questo atto, che è assolutamente determinante, per l'esame dell'Aula rispetto alla mozione stessa; ovviamente, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda la mozione che devo illustrare, mantengo tutti i tempi che mi sono assegnati, pronto a riprendere, immediatamente dopo la consegna del documento, l'illustrazione della mozione stessa.

PRESIDENTE. Ho capito, il documento non interrompe i lavori dell'Aula e proseguiamo soltanto con la distribuzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ritengo che invece le dichiarazioni del Presidente modifichino l'andamento dei lavori dell'Assemblea, perché parliamo di tante mozioni, questa mi sembra una cosa importante, una materia tremendamente delicata e difficile, per cui credo che dovremmo prenderci il tempo necessario perché ognuno di noi esprima la sua opinione fino in fondo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori, per associarmi alla richiesta, che rappresenta un'esigenza fondamentale, avanzata dal collega Pili, perché ci sia un documento base di riferimento della Giunta, a meno che la Giunta non intenda riferirsi alla delibera del febbraio 2004, allora ne prendiamo atto e su quella possiamo andare avanti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pili, insomma, io la ascolto con attenzione, lei deve illustrare una sua mozione e di quella dobbiamo discutere; quindi se lei ha la cortesia di attendere che io, con il Presidente della Regione, verifichi come procedere, mi sembra che non sia...

PILI (F.I.). Io ho avanzato una richiesta davanti all'Aula e davanti all'Aula voglio le risposte.

PRESIDENTE. Io davanti all'Aula le darò una risposta, onorevole Pili! Quindi, abbia la cortesia di consentire al Presidente di svolgere il proprio ruolo, così come io consento a lei di svolgere il suo lavoro, il che rientra nel mio ruolo.

PILI (F.I.). Le interlocuzioni con il Presidente della Giunta...

PRESIDENTE. Non sto interloquendo, sto chiedendo al Presidente della Giunta se possiamo consegnare il documento subito, in ogni caso le comunicherò se la sua richiesta è accolta, onorevole Pili.

PILI (F.I.). La ringrazio!

PRESIDENTE. Prego!

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 46, viene ripresa alle ore 16 e 48)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ho dato disposizione affinché il documento venga consegnato a tutti i consiglieri, pertanto interrompiamo la seduta per quindici minuti, il tempo necessario a che il documento venga fotocopiato e distribuito. I nostri lavori sono sospesi sino alle ore 17 e 10.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 49, viene ripresa alle ore 17 e 18)

Discussione congiunta delle mozioni Pili - La Spisa - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu - Sanjust - Sanciu - Rassu - Liori - Sanna Paolo Terzo - Moro - Milia - Artizzu - Randazzo - Sanna Matteo - Licandro - Cappai - Dedoni - Murgioni - Onida - Cassano - Petrini - Pisano - Capelli - Cuccu Franco sul blocco della continuità territoriale per la mancata convocazione della Conferenza dei servizi da parte della Regione e la mancata proposta di oneri di servizio pubblico per il triennio 2005-2007, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento del Consiglio. (8) e Atzeri - Scarpa sulla continuità territoriale a rischio e sulla mancata scelta fra il regolamento CEE 2408/92 e l'articolo 87 del Trattato comunitario che farà perdere ai sardi il diritto acquisito (10)

PRESIDENTE. Proseguiamo con l'esame dell'ordine del giorno. Alla mozione numero 8, presentata dai consiglieri Pili, La Spisa, Oppi, Diana e più, abbiamo abbinato, in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, la mozione numero 10, presentata dai consiglieri Atzeri e Scarpa, sullo stesso argomento.

Si dia lettura delle mozioni.

CASSANO, Segretario:

MOZIONE PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANJUST - SANCIU - RASSU - LIORI - SANNA Paolo Terzo - MORO - MILIA - ARTIZZU - RANDAZZO - SANNA Matteo - LICANDRO - CAPPAI - DEDONI - MURGIONI - ONIDA - CASSANO - PETRINI - PISANO - CAPELLI - CUCCU Franco sul blocco della continuità territoriale per la mancata convocazione della Conferenza dei servizi da parte della Regione e la mancata proposta di oneri di servizio pubblico per il triennio 2005-2007, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento del Consiglio.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che l'Unione Europea ha emanato apposito regolamento CEE n. 2408/92 del Consiglio del 23 luglio 1992 sull'accesso dei vettori aerei della Comunità alle rotte intracomunitarie;

VERIFICATO che tale regolamento, caposaldo normativo in materia di oneri di servizio pubblico, definisce "onere di servizio pubblico, qualsiasi onere imposto a un vettore aereo di prendere tutte le misure necessarie, relativamente a qualsiasi rotta sulla quale sia stato abilitato a operare da parte di uno Stato membro, per garantire la prestazione di un servizio che soddisfi determinati criteri di continuità, regolarità, capacità e tariffazione, criteri cui il vettore stesso non si atterrebbe se tenesse conto unicamente del suo interesse commerciale";

ACCERTATO che il regolamento comunitario fissa regole chiare alle quali ogni Stato membro è obbligato ad aderire previa la procedura di infrazione;

CONSIDERATO che tali disposizioni prevedono le procedure per l'adozione degli oneri del servizio pubblico e che le stesse vengono così indicate all'articolo 4: "Uno Stato membro può, previa consultazione con gli altri Stati membri interessati e dopo aver informato la Commissione e i vettori aerei operanti sulla rotta, imporre oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei di linea effettuati verso un aeroporto che serve una regione periferica o in via di sviluppo all'interno del suo territorio o una rotta a bassa densità di traffico verso un qualsiasi aeroporto regionale nel suo territorio, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo sviluppo economico della regione in cui si trova l'aeroporto stesso, nella misura necessaria a garantire che su tale rotta siano prestati adeguati servizi aerei di linea rispondenti a determinati criteri di continuità, regolarità, capacità e tariffazione cui i vettori aerei non si atterrebbero se tenessero conto unicamente del loro interesse commerciale";

ACCERTATO che tra le procedure indicate nel Regolamento vi è in particolar modo quella relativa alla pubblicazione degli atti: "La Commissione renderà nota l'esistenza di questi oneri di servizio pubblico tramite la Gazzetta ufficiale delle Comunità europee";

CONSIDERATO che la Commissione europea dovrà tener conto dei parametri previsti dal regolamento si richiama il dispositivo: "Nel valutare l'adeguatezza dei servizi aerei di linea gli Stati membri tengono conto:

- del pubblico interesse;

- della possibilità, in particolare per le regioni insulari, di ricorrere ad altre forme di trasporto e dell'idoneità di queste ultime a soddisfare il concreto fabbisogno di trasporto;

- delle tariffe aeree e delle condizioni proposte agli utenti;

- dell'effetto combinato di tutti i vettori aerei che operano o intendono operare sulla rotta di cui trattasi";

ACCERTATO che il regolamento dispone ulteriori condizioni essenziali per l'esercizio degli oneri di servizio pubblico si richiamano i contenuti indicati nella procedura:

"- laddove altre forme di trasporto non possano garantire servizi adeguati e ininterrotti, gli stati membri interessati hanno la facoltà di prescrivere, nell'ambito degli oneri di servizio pubblico, che i vettori aerei che intendono operare sulla rotta garantiscano tale prestazione per un periodo da precisare, conformemente alle altre condizioni degli oneri di servizio pubblico;

- l'accesso ad una rotta sulla quale nessun vettore aereo abbia istituito o si appresti a istituire servizi aerei di linea conformemente all'onere di servizio pubblico imposto su tale rotta, può essere limitato dallo stato membro ad un unico vettore aereo per un periodo non superiore a tre anni al termine del quale si procederà ad un riesame della situazione, il diritto di effettuare siffatti servizi sarà concesso, tramite appalto pubblico, per rotte singole o serie di rotte a qualsiasi vettore aereo comunitario abilitato a effettuare tali servizi";

ACCERTATO che:

- la normativa europea impone, dopo la preliminare pubblicazione degli oneri del servizio pubblico, tempi definiti anche per la procedura di gara così indicati: "Il bando di gara viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e il termine per la presentazione delle offerte non può essere inferiore a un mese dal giorno della pubblicazione. Le offerte presentate dai vettori aerei sono immediatamente comunicate agli altri Stati membri interessati e alla Commissione";

- il bando di gara ed il successivo contratto devono contemplare tra l'altro i seguenti punti:

- le norme prescritte dall'onere di servizio pubblico;

- norme relative alla modifica e alla scadenza del contratto, in particolare per tener conto di cambiamenti imprevedibili;

- il periodo di validità del contratto;

- sanzioni in caso di inadempienza del contratto;

- la selezione tra le offerte presentate viene effettuata il più presto possibile, tenendo conto della qualità del servizio offerto e in particolare delle tariffe aeree e delle condizioni proposte agli utenti, nonché del costo dell'eventuale compenso richiesto allo Stato o agli Stati membri interessati;

- in deroga al disposto della lettera f), dal giorno della presentazione delle offerte deve trascorrere un periodo di due mesi prima che si proceda alla selezione, affinché gli altri Stati membri possano presentare eventuali osservazioni;

ACCERTATO che, in base al regolamento comunitario, l'eventuale rimborso da parte dello Stato membro è indicato come possibilità, si riporta il testo del dispositivo in materia di rimborsi: "Uno Stato membro può rimborsare un vettore aereo selezionato in conformità della lettera f) che soddisfi le norme di onere di servizio pubblico prescritte nel quadro del presente paragrafo; tale rimborso tiene conto dei costi e dei ricavi derivanti dal servizio in questione";

CONSIDERATO che il Parlamento, seppur con grave ritardo nel recepire tale ordinamento comunitario, ha approvato la Legge n. 144 del 1999 che all'articolo 36 disciplina la continuità territoriale per la Regione Sardegna e le isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali;

CONSIDERATO che il Ministro dei trasporti e della navigazione, al fine di conseguire l'obiettivo della continuità territoriale per la Sardegna e le isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali, in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio del 23 luglio 1992, dispone con proprio decreto:

"a) gli oneri di servizio pubblico, in conformità alle conclusioni della conferenza di servizi di cui al comma 2, relativamente ai servizi aerei di linea effettuati tra gli scali aeroportuali della Sardegna e delle isole minori della Sicilia e i principali aeroporti nazionali individuati dalla stessa conferenza;

b) d'intesa con i presidenti delle regioni autonome della Sardegna e della Sicilia, una gara di appalto europea per l'assegnazione delle rotte tra gli scali aeroportuali della Sardegna e delle isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali e gli aeroporti nazionali, qualora nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione di oneri di servizio pubblico";

ACCERTATO che la legge stessa attribuisce alla Regione la potestà propositiva in materia di continuità territoriale delegando per legge al Presidente della Regione la convocazione della conferenza dei servizi così come disposto nell'articolo 36: "I Presidenti delle Regioni interessate, su delega del Ministro dei trasporti e della navigazione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, indicono e presiedono una conferenza di servizi con la partecipazione, oltre che delle regioni, delle pubbliche amministrazioni competenti";

PRESO ATTO che la procedura di legge appare codificata in ogni passaggio definendo i compiti della conferenza dei servizi che sono così richiamati:

"3. La Conferenza di servizi ha il compito di precisare i contenuti dell'onere di servizio pubblico, senza oneri per il bilancio dello Stato, indicando:

a) le tipologie e i livelli tariffari;

b) i soggetti che usufruiscono di sconti particolari;

c) il numero dei voli;

d) gli orari dei voli;

e) i tipi di aeromobili;

f) la capacita' di offerta";

PRESO ATTO che la stessa legge nazionale rimanda in seguito alle stesse procedure del regolamento europeo richiamando l'indizione di apposita gara d'appalto europea: "Qualora nessun vettore accetti l'imposizione degli oneri di servizio pubblico di cui al comma 1, lettera a), il Ministro dei trasporti e della navigazione d'intesa con i Presidenti delle Regioni interessate indice la gara di appalto europea secondo le procedure previste dall'articolo 4, comma 1, lettere d), e), p), g) e h), del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992.";

TUTTO CIÒ PREMESSO il 1° gennaio del 2002 veniva avviata la continuità territoriale aerea per la Sardegna che si conclude dopo un anno di rinnovo contrattuale il 31 dicembre 2004;

CONSIDERATI i tempi previsti nella normativa vigente e le procedure indicate nel regolamento comunitario risulta evidente che la mancata convocazione della Conferenza dei servizi da parte del Presidente della Regione comporterà obbligatoriamente l'interruzione del regime di onere di servizio pubblico per la continuità territoriale aerea;

CONSIDERATA la gravità dell'inadempienza, per la quale la Regione è stata persino richiamata ufficialmente dall'Enac alle proprie responsabilità, si deve riscontrare che non esiste più la possibilità giuridica di recuperare il tempo perso dalla Giunta regionale;

ACCERTATO che le procedure di gara e il prosieguo della continuità territoriale hanno tempi di legge e di regolamenti comunitari ormai impossibili da rispettare;

PRESO ATTO che, dopo tre mesi dal suo insediamento, il Presidente della Regione abbia solo a fine settembre chiesto la delega al Ministero, da considerare per legge già acquisita, e niente abbia fatto per convocare la Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto approvare la nuova continuità territoriale che scade il 31 dicembre prossimo;

ACCERTATO che tale inadempienza causerà un grave danno ai sardi che dovranno sottostare ai costi del libero mercato sin dal 1° gennaio in attesa che si compiano tutte le procedure di gara che, senza ulteriori ritardi, potrebbero concludersi entro aprile del prossimo anno;

PRESO ATTO che con dichiarazioni stampa i vari responsabili dell'esecutivo regionale hanno detto di voler tenere sulla materia " la riservatezza del caso" dimostrando anche su questo tema di avere le idee poco chiare sia sulle procedure che sul merito della continuità territoriale;

CONSIDERATO che oggi tutte le compagnie aeree operanti in Sardegna in regime di continuità territoriale svolgono il servizio in base ad un rinnovo contrattuale a costo zero per la Regione e per lo Stato;

ACCERTATO che si tenta di nascondere le proprie inadempienze e tentare di far calare il silenzio sulla totale assenza di una proposta concreta di nuova continuità territoriale da parte della Giunta regionale;

CONSIDERATO che non esiste nessun progetto della Giunta regionale sulla continuità territoriale e che ancor oggi non sono state definite né le tipologie e i livelli tariffari, né i soggetti che usufruiscono di sconti particolari, il numero dei voli, i tipi di aeromobili e la capacità d'offerta richiesta;

CONSIDERATO che alla Sardegna e ai sardi serve un progetto serio, concreto e immediatamente attivabile senza ulteriori perdite di tempo;

RITENUTO, nell'assoluta mancanza di iniziativa da parte della Giunta regionale, di dover avanzare un'ipotesi di discussione che preveda obiettivi e azioni necessarie per migliorare e rafforzare una storica conquista della Sardegna,

propone

1. Libero mercato con tariffa onerata obbligatoria

Obiettivo:

- prevedere una nuova continuità territoriale in attuazione delle norme comunitarie e nazionali che consenta di avere più operatori sulla stessa tratta ma con una tariffa massima imposta con il regime degli oneri del servizio pubblico;

- consentire a tutte le compagnie di poter viaggiare sulle rotte sarde imponendo loro una tariffa prestabilita che tenga conto dei costi effettivi da stabilirsi attraverso un'analisi di mercato basata anche sulle nuove opportunità legate al low cost che inducono a pensare ragionevolmente che la tariffa massima della tratta Sardegna - aeroporti nazionali non possa superare i 25 euro.

Azioni:

- la Regione sarda deve immediatamente promuovere, entro dieci giorni, la Conferenza dei servizi per definire la proposta da sottoporre ad onere di servizio pubblico;

- la conferenza dei servizi deve essere composta dalle società di gestione degli aeroporti, dai presidenti delle Province, dai Comuni dove operano gli aeroporti, dalle associazioni dei consumatori, dalle associazioni di categoria e dagli enti nazionali Enac ed Enav;

- il governo deve approvare le nuove tariffe e pubblicare il decreto sulla Gazzetta europea e su quella ufficiale dello Stato con il quale avvia una procedura di evidenza pubblica per verificare l'adesione delle compagnie aeree alla proposta di contratto di oneri di servizio pubblico;

- qualora le compagnie non dovessero aderire all'onere di servizio pubblico si deve procedere con una gara internazionale che preveda l'assegnazione delle rotte alle compagnie che forniranno, alla pari di qualità ed efficienza di servizio, le tariffe più convenienti; gara da svolgersi con la procedura dell'offerta economica al ribasso.

2. Una continuità territoriale al passo con i tempi Obiettivo

Con il risultato raggiunto dalla continuità territoriale nei primi due anni è indispensabile:

- incrementare il numero dei voli e delle frequenze;

- incrementare il numero di rotte da sottoporre ad onere di servizio pubblico;

- estendere la continuità territoriale ai figli degli emigrati;

Azioni:

- la Conferenza dei servizi deve prevedere un incremento dei voli e delle frequenze in base ai periodi dell'anno e al dato storico incrementato con una percentuale minima da stabilire tre mesi prima del nuovo anno di esercizio;

- deve essere estesa la continuità territoriale prioritariamente alle rotte per Torino, Genova, Bergamo, Verona, Venezia, Bologna, Firenze;

- qualora su queste rotte non si verificasse la fattibilità economica si deve prevedere il possibile accorpamento con quelle più redditizie sia per l'imposizione degli oneri sia per quanto riguarda eventualmente anche il ricorso alla gara internazionale;

- oltre agli emigrati le tariffe agevolate devono essere estese ai nuclei familiari degli emigrati.

3. Una continuità territoriale per chi va e chi viene

Obiettivo:

- è indispensabile prevedere un abbattimento tariffario anche per tutti i passeggeri che non rientrano nella fascia sottoposta ad onere di servizio pubblico al fine di porre la Sardegna sullo stesso piano di potenzialità di collegamento delle altre regioni;

Azioni:

- prevedere nel bando una tariffa massima per i passeggeri non residenti non superiore del 50% alla tariffa onerata.

4. Una continuità che avvicina

Obiettivo:

- consentire l'avvicinamento degli scali ai centri urbani di maggior interesse per la comunità sarda con particolare riferimento allo scalo di Linate;

Azioni:

- prevedere che almeno 2/3 dei voli sul sistema aeroportuale milanese sia previsto verso lo scalo di Linate per evitare che ci sia un aggravio di costi e di tempi insopportabile per i sardi.

Al fine di aprire un serrato confronto sulla nuova continuità territoriale e al fine di coinvolgere l'intera Assemblea sarda, ai sensi del comma 2 dell'articolo 54 del regolamento, si chiede l'immediata e urgente convocazione del Consiglio regionale. (8)

MOZIONE ATZERI - SCARPA sulla continuità territoriale a rischio e sulla mancata scelta fra il regolamento CEE 2408/92 e l'articolo 87 del Trattato comunitario che farà perdere ai sardi il diritto acquisito.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che al fine di assicurare la continuità territoriale della Sardegna l'articolo 36 della Legge n. 144 del 1999, ha già previsto l'imposizione di oneri di pubblico servizio conformi al regolamento CEE 2408/92;

CONSIDERATO che in base al regolamento CEE 2408/92 dopo tre anni lo stato membro procede ad un riesame della situazione;

VISTO che la convenzione ha garantito per due anni, più un ulteriore proroga di un anno, quest'ultima con l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, scadenza 31 dicembre 2004;

PRESO ATTO che nella precedente legislatura non si è proceduto a migliorare il sistema e a predisporre le nuove fasi di gara causando danni forse irreparabili per tutti i sardi;

CONSIDERATO, altresì, che in data 20 gennaio 2003 l'allora Assessore dei trasporti relazionò nella quarta Commissione consiliare sulla nuova proposta denominata "Modello Sardegna", progetto mai utilizzato, ma certamente pagato ai professionisti esterni convenzionati;

CONSTATATO che:

- l'applicazione del regolamento CEE 2408/92 prevede:

1) la preparazione delle modalità operative della conferenza dei servizi;

2) la convocazione della conferenza dei servizi;

3) l'informazione all'Unione Europea delle procedure in corso;

4) la pubblicazione da parte dell'Unione Europea dell'esistenza degli oneri;

5) la pubblicazione sulla GUCE del bando di gara a titolo gratuito;

6) la pubblicazione sulla GUCE del bando di gara con compensazione;

7) l'istituzione della Commissione di valutazione offerte e nomina aggiudicatari;

8) l'inizio servizio;

- tutte queste operazioni comportano un totale di 210 giorni;

PRESO ATTO che i tempi a disposizione non consentono l'espletamento di tutte le procedure entro il 31 dicembre 2004,

impegna la Giunta regionale

- all'applicazione dell'articolo 87 del Trattato comunitario sugli aiuti sociali, che si configura come un aiuto al passeggero tramite vettore, utilizzando in parte la normativa sugli oneri di servizio pubblico e in parte quella degli aiuti sociali ;

- ad attuare gli oneri di servizio pubblico che in una prima fase vengono imposti sulle rotte individuate e vengono pertanto fissate frequenze, orari e tariffe a cui i vettori che intendono svolgere i servizi devono uniformarsi;

- affinché non si svolga la gara di appalto europea per l'affidamento del servizio in esclusiva, ma vengano stipulate delle convenzioni con tutti i vettori comunitari interessati, rispettando la modalità sugli oneri del servizio pubblico,

impegna altresì la Giunta regionale

- ad attivare l'informativa alla UE delle procedure da adottare, attenderne i tempi di risposta, non passivamente, per poi avviare la pubblicazione della modalità operativa dei servizi aerei soggetti ad aiuto sociale;

- alla stipula dei contratti e quindi all'inizio del servizio tenendo conto che il tempo necessario per tutta questa procedura è di 60 giorni.

L'esperienza del sistema cui si fa riferimento è quello della Corsica che ha "illuminato" la proposta di "Modello Sardegna" fatta nella precedente legislatura e inspiegabilmente mai attuata. (10)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare la mozione numero 8.

PILI (F.I.). Presidente, io chiederei, se fosse possibile, dieci minuti di sospensione per leggere il testo del documento che ci è stato consegnato ancora caldo della fotocopiatrice. Ci bastano dieci minuti.

PRESIDENTE. Sono accordati i dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 18, viene ripresa alle ore 17 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Prego, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Signor Presidente, credo che una mozione su un tema davvero troppo delicato come quello sulla continuità territoriale non potesse accettare ancora a lungo il silenzio che su di esso si è registrato in questi primi tre mesi di governo.

Io credo non sia necessario, lo dico ai colleghi veterani del Consiglio, ripercorrere i ritardi del passato perché dovremmo tornare al luglio del 1992, data nella quale fu sancita la disposizione comunitaria che dava l'avvio alla continuità territoriale per quelle isole, per quelle aree e regioni marginali d'Europa che avevano le condizioni, come la Sardegna, per applicare gli oneri del servizio pubblico e quindi la continuità territoriale.

Non voglio tornare indietro nell'illustrazione della mozione che, con i colleghi della minoranza, abbiamo presentato, perché non mi pare assolutamente foriero di un dibattito costruttivo; dall'altro non ci interessa tornare indietro al marzo del 1999, dispositivo dell'articolo 36 della legge numero 144 che prevedeva esattamente trenta giorni di tempo per indire la Conferenza di servizi, cosa che, come voi sapete, anche allora non fu fatta. Spero invece che questa mozione serva intanto a noi, a questo Consiglio, a fare chiarezza su molte idee confuse che sono circolate in questi mesi. La mozione nasce per questo motivo, colleghi, per fare chiarezza; perché davvero su quattro elementi credo che sia giusto e corretto fare una riflessione politica (consentitemi, però, anche tecnica e amministrativa) su una partita così rilevante, storica, per la nostra Regione come quella della continuità territoriale.

Innanzitutto sui tempi. Si è in ritardo o non si è in ritardo? Cercherò molto velocemente di ripercorrere le posizioni che da una parte e dall'altra sono state assunte in questi mesi, per poi verificare quello che è realmente successo.

Sulle risorse finanziarie. Tutto quello che è stato detto, è stato contraddetto in questi mesi.

Sul modello di continuità territoriale. Chi lo voleva come quello delle Azzorre, chi della Corsica, chi ha ipotizzato modelli assolutamente innovativi per arrivare poi a quello che in questa mozione, un mese fa, abbiamo indicato.

Infine i giudizi politici che sono stati riportati più volte all'attenzione dell'opinione pubblica.

Io ho chiesto più volte, Presidente della Regione, Presidente del Consiglio, colleghi consiglieri, che venisse consegnato, ancor prima di iniziare l'illustrazione della mozione, il testo di questo documento. Avrete tutti potuto notare che non vi è quell'elemento cardine che lo fa diventare un atto amministrativo compiuto. Cioè ad oggi non vi è un deliberato che faccia scattare i termini impositivi dell'onere del servizio pubblico da trasmettere, così come prevede puntualmente la norma, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato e quella europea. E' un documento che ha molti dati e alcuni potremmo anche richiamarli lungo il dibattito, lungo questo nostro confronto.

Un iter iniziale assolutamente poco chiaro e che parte anch'esso in ritardo, alla cieca, consentitemelo. Una proposta che nasce alla cieca senza neanche utilizzare, passatemi la considerazione, il pilota automatico della norma europea che traccia una regola certa: chiunque abbia pensato di modificare la norma europea per applicare un diverso modello in Sardegna è uno scellerato, perché tutti sanno bene che il conflitto che vi è stato a livello comunitario per arrivare a definire la direttiva comunitaria, il regolamento comunitario sulla partita degli oneri per il servizio pubblico era assolutamente un accordo fra Stati, raggiunto difficilmente e difficilmente modificabile.

Io vorrei soffermarmi sui tempi, per dimostrare quell'elemento che noi nella mozione richiamiamo con grande chiarezza. I tempi. Il 16 settembre 2004 l'Assessore competente dice su "L'Unione Sarda" che tre mesi e mezzo sono sufficienti per varare un nuovo sistema, ma mancano ancora le certezze sulle risorse del Governo. In un articolo su "La Nuova Sardegna", l'Assessore invece dice che forse si slitterà di qualche settimana rispetto al 31 dicembre. A distanza di un giorno ci sono già alcune settimane di ritardo. Poi il 2 ottobre, la chicca politica di questo scorcio di legislatura, la sostengono due autorevolissimi dirigenti dei D.S., l'onorevole Cugini, che è nostro collega, e l'ex parlamentare Attili. Essi dicono che la Giunta da parte sua deve elaborare la proposta definitiva, ritenendo che i tempi, seppure stretti, ci sono, basta leggere la legge, e che non servono tre mesi, ma si possono ridurre a dieci giorni. Dieci giorni, e siamo al 2 di ottobre. Io vorrei che nessuno di noi dimenticasse questa dichiarazione degli onorevoli Attili e Cugini i quali dicevano alla Giunta che in dieci giorni poteva fare tutto, perché così previsto dalla legge. Siccome oggi mi pare che siamo andati oltre il dodicesimo giorno rispetto a quei dieci giorni di scadenza, o la Giunta non è stata capace o l'onorevole Attili e l'onorevole Cugini l'hanno sparata grossa, hanno dato i numeri.

Un'altra considerazione nasce dalle pagine de "L'Unione Sarda" del 4 ottobre, dove Attili, questa volta in solitario (ricordo la data: lunedì 4 ottobre), dice che, se si sceglie un modello che ha funzionato finora, si possono imporre gli oneri il 1° ottobre (ricordo ancora che il giornale è del 4 ottobre) e pubblicare il bando il 2 ottobre; a quel punto, dopo un mese, i tempi dipenderanno da quello che succederà. L'onorevole Attili è lungimirante e ha anticipato anche i quotidiani.

Lunedì 4 ottobre il Presidente della Regione dichiara che entro la settimana successiva si terrà la Conferenza di servizi. La Conferenza di servizi non è una riunione tra amici, è un organismo deputato a deliberare quell'atto che noi abbiamo chiesto inizialmente qui e che non c'è stato dato, cioè il documento finale della Conferenza di servizi.

La questione dei soldi, vedete, anche in questo caso nella nostra mozione noi abbiamo riportato quello che è stato detto, cito per primo un consulente, credo, dell'Assessorato o della Presidenza, non lo so perché non è stato chiarito, il professor Deiana, il quale dice che gli sembra impossibile che si possa fare la continuità territoriale senza risorse dello Stato, a meno che non si trasformino le compagnie aeree in enti di beneficenza, ritenendo il resto solo favole. Stiamo parlando del 15 settembre, cioè questo signore, questo professore illuminato diceva: "Attenzione, senza oneri scrivete solo favole", per poi vedere il contenuto di questa proposta per capire se sono favole, se i consulenti della Regione sono stati pagati per mettere tutti i costi e i soldi per le compagnie invece che pensare al risultato importante e finale.

Salto le considerazioni dell'assessore Broccia quando dice che dobbiamo evitare che qualcuno si aggiudichi la gara a prezzi bassissimi, in quanto viviamo quotidianamente di servizi e quindi è meglio non far vincere la gara a prezzi bassi. Ma quale gara? C'è forse una gara bandita? C'è forse una gara che si deve bandire? Bisogna analizzare e vedere quello che è successo e quello che si è detto, tutti, perché il duo Cugini - Attili dice che pensare che le compagnie possano affrontare il triennio 2005-2007 rinunciando alle compensazioni, è pura follia! Allora mentre in questo documento, che c'è stato poc'anzi presentato, c'è scritto che le compagnie devono volare senza compensazioni, due autorevoli esponenti del centrosinistra hanno detto che è follia, è pura follia; dico di più, l'Assessore dei trasporti ha sostenuto (in una dichiarazione rilasciata, il 4 ottobre, ad un giornalista il quale commenta che Broccia ha le idee chiarissime)che sono indispensabili le risorse finanziarie per una buona continuità e chi dice il contrario sa di dire una falsità, come dimostra l'esperienza dell'ultimo anno.

Si stanno dicendo pertanto due cose: che l'ultimo anno è stato disastroso perché era senza risorse e che oggi quello che ci viene proposto è un regime di continuità territoriale senza oneri, con lo stesso modello dello scorso anno. Aggiungo che il Presidente Soru, siccome è più lungimirante di tutti qui dentro, cominciando a parare i colpi, poiché ha compreso quello che sarebbe successo, il 6 ottobre ha dichiarato a "Il Giornale di Sardegna": "La legge ha visto destinare al servizio 48 milioni di euro, 40 milioni sono andati alla Compagnia Air One per una controversia". Io sfido chiunque a trovare in qualsiasi Tribunale d'Italia una sentenza con la quale lo Stato ha pagato 40 milioni di euro alla Compagnia Air One e vi chiedo di capire se questo invece non sia il classico paravento per nascondere un disegno che già si stava preconfezionando, ovviamente, a tutela dei sardi; io di questo sono profondamente convinto.

Ma, assessore Broccia, c'era qualcuno che ha detto che era una follia, un altro - oltre lei - che ha rivisto totalmente il passaggio, è l'onorevole Attili che anche questa volta in solitario percorso e volo, non portandosi con sé l'onorevole Cugini, ha dichiarato, rispetto alla proposta senza oneri, di averne già parlato col Presidente Riggio (il giornalista tra lineette aggiunge "annuncia", come l'annunciazione), e l'Ente ha un atteggiamento positivo verso questa soluzione che non prevede oneri per lo Stato e soprattutto non prevede una gara internazionale che richiederebbe un dispendio enorme di risorse.

Ma è tutta questa la chiarezza che c'è in un tema così serio, così rilevante? Si dice che non servono i soldi, che servono, che è pura follia, che è pura fantasia e poi invece si fa l'esatto contrario. Ma la dichiarazione più importante, tra quelle fatte in questi mesi, è quella del dottor Sebastiani, amministratore delegato della più importante Compagnia privata italiana, Meridiana, compagnia sarda, il quale dichiara, sul quotidiano "L'Unione Sarda", che nel corso degli anni è diminuito il prezzo del biglietto aereo. Cosa vuole dire che è diminuito se lo dice il Presidente amministratore delegato di una Compagnia? Che bisognava abbattere i costi, non riproporre costi per i sardi che sono superiori a quelli di quattro anni fa nella elaborazione economica, di analisi, che è stata fatta. Certo che le compagnie accetteranno, io sono convinto che non solo una accetterà, ma molte più compagnie, perché è un'offerta assolutamente vantaggiosa proprio per le compagnie, poi vedremo perché, se il tempo in questo primo intervento me lo consentirà.

Attili, il 12 ottobre: "Nel 2002-2003 abbiamo speso 48 miliardi, se nella nuova gara ci sarà un ribasso d'asta…" ma abbiamo idea di che cosa significhi ribasso d'asta su una gara? Su questo tipo di gara, rispetto alla norma comunitaria, se noi stabiliamo 37 euro per l'onere di servizio pubblico, e c'è il ribasso, vuole dire che chiunque si candidi a svolgere quel servizio lo fa in ribasso, cioè meno 1 per cento, meno 10 per cento; allora è evidente che la tesi che avete sostenuto e cioè che servivano oneri è totalmente infondata, è assolutamente priva di qualsiasi regola.

Concludo questa breve esposizione dei fatti per arrivare alla proposta finale. I D.S. sposano le teorie di Attili, "no" al libero mercato…il tempo sta per scadere.

BALIA (Gruppo Misto). E' una mozione su Attili.

CUGINI (D.S.). No, su Nuvoli.

PILI (F.I.). Io comprendo un po' di nervosismo, ma spero che il dibattito possa anche superarlo.

Al libero mercato dicono "no", ma l'Assessore poco dopo dice che il regime di monopolio attuale non va bene e bisogna consentire ai sardi di scegliere liberamente la compagnia che deve servirli per l'abbattimento del costo dei biglietti. Io credo che sia un dato eloquente lo scontro all'interno della maggioranza sul modello corso, voluto dall'UDEUR e per un momento anche dalla stessa Giunta regionale, vediamo qualche titolo che dice: "Puntiamo sul modello corso".

Ecco, colleghi, io credo che questo richiamo, che è stato doveroso per dimostrarvi l'assoluta confusione, porti a fare qualche valutazione; per legge bisogna imporre l'onere del servizio pubblico, non ci sono altre strade, bisognava lavorare per capire se l'accorpamento era unico o se era per tratte associate e messe insieme rispetto ad un'analisi economica, non a casaccio. Un accorpamento a casaccio può portare davvero, lo dicono bene i sindacati nelle considerazioni che hanno fatto, a creare nella gara internazionale un unico vettore in tutte le rotte della Sardegna attraverso la gara d'appalto.

Quindi vuol dire monopolio e vuol dire anche, consentitemi, non aver preso in considerazione il dato più elementare. All'onere di servizio pubblico possono aderire tutte le Compagnie che vogliono. Se voi vedete il testo predisposto dalla Giunta c'è ripetutamente scritto "Il vettore accetta", non è così! Possono accettare più vettori. Mi domando allora: come verrà ripartito il numero delle rotte tra vettori se non è previsto in questa imposizione dell'onere di servizio pubblico? Io sono sicuro che l'introdurrete, ne ho la certezza assoluta, perché altrimenti sarebbe bocciato da qualsiasi organismo; è un chiaro svarione che avete assunto, perché l'onere di servizio pubblico ha la libertà di accettare qualsiasi vettore e non uno, quindi vuol dire che tutte quelle rotte possono e devono essere divise tra più vettori, se questi dichiareranno di accettare.

Ecco, colleghi, noi abbiamo voluto portare qui questa discussione perché l'accorpamento delle rotte è una proposta, contenuta nella nostra mozione, che abbiamo costruito in base al lavoro che è stato fatto. L'assessore Amadu è stato testimone e protagonista del lavoro svolto per arrivare a focalizzarlo e, avendo istituito il Comitato permanente dei rapporti tra ENAC e Regione, si è lavorato in quella direzione, per cui credo davvero che l'analisi dei costi che è stata fatta sia assolutamente priva di fondamento. Noi riteniamo che ci siano le condizioni per abbattere ulteriormente i costi per i sardi; se si aggiunge che, oltre a essere più alti di quelli di tre anni fa, questi si aggravano con l'importo delle tasse, in alcuni casi si raddoppia lo stesso prezzo del biglietto.

Inoltre abbiamo voluto portare qui questo dibattito perché riteniamo sia assolutamente necessario metterci nelle condizioni di prevedere una continuità territoriale che consenta ai sardi di viaggiare nel libero mercato, con un costo di un onere di servizio pubblico imposto dal pubblico; su quello, ogni vettore deve poter tradurre una propria offerta economica nel libero mercato, proprio partendo da un onere del servizio pubblico imposto dalla Regione e dallo Stato. Mi pare che ci sia, invece, tuttora una grande confusione; noi ci auguriamo che, dopo questo dibattito, si possa arrivare a trarre delle conclusioni invitando, così come invitiamo nella mozione, ad arrivare immediatamente ad un deliberato, perché i tempi stanno passando e purtroppo il 31 dicembre, per responsabilità chiara di questa Giunta, si interromperà la continuità territoriale aerea per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare la mozione numero 10.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi e colleghe, la mozione del Partito sardo vuole essere un modesto contributo per cercare di far viaggiare ancora i sardi con questo regime di continuità territoriale. La preoccupazione nasce appunto dalla mancata scelta fra il Regolamento CEE 2408 del 1992 e l'articolo 87 del Trattato comunitario. Vorrei annunciare al Presidente Soru e all'assessore Broccia la bellissima notizia, non so se l'hanno saputo, che esiste la copertura finanziaria per questa legge "144". Una legge dello Stato italiano che non ci dà nessun privilegio, ma finalmente sancisce un diritto di un popolo e, con stupore, sentir parlare un parlamentare dei D.S., credo l'onorevole Carboni, di 65 milioni di euro certi per tutto il tema della continuità territoriale, beh, crea perlomeno sconcerto, piacevole sconcerto. Quest'ultimo dice che, tra le pieghe della finanziaria, dopo un oculato esame, ha rintracciato, come un buon rabdomante, questa risorsa di 65 milioni. Io ve la dico perché può servire nel proseguo, perché tra tanti viaggi ci si distrae.

Noi pensiamo, non avendo gestito l'Assessorato dei trasporti, dove ci sono state, purtroppo per i sardi, delle manchevolezze, delle leggerezze, addirittura la Regione sarda in questa quasi secolare generosità, si è vista drenare risorse per 80 miliardi di vecchie lire, in seguito a conti sballati, o semplicemente a calcoli sbagliati, che purtroppo il TAR ci costringerà o ci ha costretto a rifondere questi danari. Ecco, Presidente Soru, il mio consiglio è gratuito, non si avvalga di consulenze che hanno recato tanti danni alle casse della Sardegna, cerchi di evitarlo perché siamo un po' stanchi di autorevoli accademici, come nel campo ambientale, vedasi la distruzione del Poetto per il quale dichiaravano con certezza che tutto andava bene, oppure di tecnici dell'ingegneria dei trasporti che sballano completamente i conti, mi riferisco al periodo maggio/settembre della drammatica estate 2002, Presidente Soru, durante il quale per poter soddisfare la richiesta, che era facilmente prevedibile, il vettore che aveva vinto ha dovuto avvalersi di vettori turchi extracomunitari con equipaggio turco, quindi con difficoltà linguistica, e noi paghiamo!

Allora con molta modestia, Presidente Soru, credo che noi due, come partito, siamo accomunati dal desiderio di dare ai sardi la continuità territoriale e potremo ottenerla, perché nessuno può ammantarsi di originalità e di primogenitura per questo problema talmente serio che le risorse migliori del Consiglio dovrebbero sostenere lei e la sua Giunta per dare ai sardi questo diritto inalienabile. Anche politicamente io ritengo sia intollerabile attuare una politica da retroguardia ed accettare con rassegnazione i capricci di uno Stato che finalmente ha partorito una legge che sancisce questo diritto. Dobbiamo costringerlo a rispettare i patti e a dare copertura a una legge che ci appartiene. Noi pensiamo che in 60 giorni - è un percorso che le sottoponiamo - potremo uscire da questo tormentone, sperando di centrare gli obiettivi.

Data la fretta, non sono riuscito ad assimilare il documento che lei ha consegnato, ma lo prendo come un percorso serio alla ricerca di soluzioni altrettanto serie, utili per i sardi e mi soffermerò dopo per una lettura più attenta. Però noi ci permettiamo di suggerire un percorso che crediamo abbatta notevolmente i 210 giorni, minimo, per rispettare tutta la liturgia del Regolamento in vigore. Crediamo che, se si attuasse questa Conferenza di servizi, sempre nel rispetto dell'articolo 36 della legge numero 144 del 1999, con l'ENAC, il Ministero dei Trasporti e noi, potremmo - una volta avviata la Conferenza di servizi e deliberato - optare per l'applicazione dell'articolo 87 del Trattato comunitario, che riconosce al vettore un certo tanto a passeggero, a differenza della Regione Sicilia che ha optato invece per un rimborso come riconoscimento all'utente, secondo noi, appesantendo così notevolmente le istituzioni, le province, i comuni, ai quali dovrebbe rivolgersi l'utente.

In questo caso, con l'applicazione dell'articolo 87, noi non imporremmo tariffe per i non residenti ed otterremmo anche la rottura del monopolio. Abbiamo visto purtroppo cosa comporta il regime del monopolio e cosa da esso deriva: atteggiamenti arroganti al limite della denuncia, ritardi inspiegabili, traumi nel vedere smarrito il bagaglio, insomma tutte cose insopportabili. Una volta onorati questi due passi potremmo mandare una semplice informativa all'Unione Europea, in un piccolo week end, dal venerdì al sabato, oppure quando a Bruxelles sono aperti gli uffici preposti, per spiegare appunto l'iter che abbiamo seguito; dopo questa semplice informativa, dovremmo attendere il placet da parte della stessa Unione Europea (noi crediamo di poterlo ottenere in brevissimo tempo, in una settimana) e poi procedere alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, sulla GUCE. Pubblicare che cosa? L'avviso di interesse, cioè verrebbero convenzionati da parte dell'ENAC solo gli interessati, non sarebbe la classica gara con tutti i tempi biblici, come dicevo prima, sarebbe soltanto da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, sulla GUCE, l'avviso di interesse.

In Corsica hanno già applicato questo modello e mi risulta che abbiano individuato la tariffa di 75 euro a persona, però io so che si può anche, nel rispetto di questo modello corso, contingentare il prezzo a una somma inferiore a 75. Nessuno impedisce a noi sardi di studiare la possibilità di abbassare notevolmente questo tetto, con la consulenza dei nostri uffici, anzi mi risulta che ci siano già degli studi fatti. Gli errori sono stati grossolani e ne abbiamo parlato. Oltre ai conti, si sono imposte tariffe per i non residenti che, subite dai gruppi turistici che venivano in Sardegna, penalizzavano così anche il comparto del turismo. Applicare poi anche il Regolamento CEE 2408 del 1992 imponeva oneri di servizio scatenando quello che è successo, il monopolio.

Ecco, noi siamo convinti, Presidente Soru, che se iniziassimo, con questa Conferenza di servizi, ad aprire questa stagione per assicurare ancora dal 1° gennaio 2005 la continuità di servizio, noi per Natale potremmo festeggiare, sempre mettendo davanti il bisogno dei sardi, senza schermaglie o atteggiamenti che rivendicano responsabilità che, di fronte a un dramma del genere, ritengo siano inutili. Lei sta ereditando una patata veramente bollente, perché non ha nessunissima responsabilità in questo settore. Adesso, che ha di fronte i tempi tiranni, faccia l'uso migliore che lei crede delle possibilità suggerite anche dal nostro Partito; ci farebbe piacere che si ragionasse su questa proposta senza pregiudiziali, senza guardare a quale gruppo politico appartiene, perché non siamo mai stati tuttologi, siamo stati sempre collaborativi, ci confrontiamo sui percorsi e, se si trovasse una strada migliore di quella che il Partito sardo sta proponendo, io sarei ben lieto di rendere un servizio ai sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che il tempo a disposizione è di dieci minuti e che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione dell'intervento dell'onorevole Floris.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto al Presidente della Giunta di rendere dichiarazioni in Aula in modo da consentire a tutti quanti noi di avere il tempo necessario per trattare una materia così delicata e difficile, perché questa è una materia del Presidente della Regione, con tutto il rispetto per gli Assessori.

Alla fine di marzo, ho presentato un'interpellanza urgente, chiedendo di discutere di continuità territoriale, di come era stata gestita, di quali erano gli elementi distorsivi, dei ritardi per quanto riguarda le merci e per buttare le basi per la nuova continuità territoriale; quelli mi sembravano i tempi utili per trattare questo argomento. Non dimentichiamo che, fino ad allora, fino alla nostra continuità territoriale, l'istituto degli oneri di servizio pubblico in Italia non aveva trovato ancora applicazione, mentre il resto d'Europa vi aveva fatto largo uso e ampio ricorso: la Francia per la Corsica e per i vari collegamenti interni ed europei, il Portogallo per le Azzorre, la Spagna per le Canarie, l'Irlanda per le varie destinazioni interne, la Norvegia, l'Inghilterra per le isole minori e le varie destinazioni interne, la Svezia e la Germania. Di fatto non avevano fatto ricorso - lo faccio storicamente per arrivare a una conclusione - agli oneri di servizio pubblico, oltre che l'Italia, il Belgio, l'Olanda, la Danimarca, che non hanno un mercato domestico, e la Grecia perché aveva goduto di deroghe.

I collegamenti con la Sardegna beneficiavano di tariffe di trasporto aereo agevolate aventi lo scopo di attenuare lo svantaggio costituito dall'insularità della Sardegna. Il regime delle tariffe agevolate è venuto meno per effetto del Regolamento CEE 2409, emanato insieme al Regolamento 2408, il quale ha stabilito il principio della libertà tariffaria. Di conseguenza, le tariffe dei collegamenti con la Sardegna, esercitate in regime di libero mercato, si erano allineate a quelle vigenti sulle altre rotte nazionali. Da un punto di vista del mercato, l'apertura dello stesso, che era uno degli obiettivi del Regolamento 2408, non si è realizzata se non in minima parte. Ricordiamo che dal 1992 al 1999 le rotte da e per la Sardegna hanno continuato ad essere esercitate dagli stessi vettori che in precedenza le operavano in regime di concessione, cioè Alitalia, per i collegamenti con Alghero, Meridiana, per i collegamenti con Olbia, mentre i collegamenti con Cagliari erano operati su Roma da Alitalia e su Milano da Meridiana. Di fatto si era determinata una condizione che l'Autorità garante della concorrenza del mercato ha definito di assenza di sovrapposizione, ma che potrebbe anche essere definito di spartizione del mercato di trasporti da e per la Sardegna. Una cosa che noi abbiamo evitato che avvenisse.

In questo contesto trova la sua origine l'articolo 36 della legge 144 del 1999 che si prefigge di conseguire o, meglio, ripristinare l'obiettivo della continuità territoriale per la Sardegna. Il meccanismo ricalca quello richiamato dal Regolamento europeo, il 2408, e prevede il coinvolgimento, nella procedura, della Regione autonoma della Sardegna in quanto portatrice delle esigenze della comunità isolana. Quindi l'articolo 36 della nostra legge 144, nel primo comma, alla lettera a), prevede che il Ministro dei trasporti e della navigazione disponga, con proprio decreto, gli oneri di servizio pubblico conformi alla conclusione della Conferenza di servizi tra gli scali della Sardegna e i principali aeroporti nazionali e, alla lettera b), prevede che il Ministro, d'intesa col Presidente della Regione, qualora nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione degli oneri di servizio, disponga una gara di appalto europea per l'assegnazione delle rotte.

Quindi l'articolo continua prevedendo l'istituzione della Conferenza di servizi con tutto quello che abbiamo visto; leggo oggi sui giornali che ci sono altre categorie, le categorie sono identiche, uguali a quelle indicate nella continuità territoriale. Inoltre l'articolo 36 dice che, nell'ipotesi in cui nessun vettore accetti, il Ministro dei trasporti e della navigazione, d'intesa col Presidente della Regione, indice la gara d'appalto europea e stabilisce che il rimborso al vettore o ai vettori selezionati non possa superare comunque gli importi di 50 miliardi di lire per l'anno 2000 e di 70 miliardi di lire per l'anno 2001 e seguenti. Questa è la nostra legge nazionale; noi parliamo di risorse, ma questa, mi pare così lapalissiano, prevede che una quota pari all'uno per cento della spesa autorizzata sia riservata agli analoghi, insomma alle isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali.

Sostanziale identità quindi tra il Regolamento europeo e la legge 144, con una differenza, che la nostra legge nazionale, rispetto al Regolamento europeo, prevede che, nel caso in cui nessun vettore accetti, ci sia l'imposizione degli oneri di servizio e che si bandisca la gara. E' qui la nostra forza, solo qui è la nostra forza, se no non è niente, stiamo parlando non di continuità territoriale, Presidente, ma di un'altra cosa. Le due cose sono strettamente collegate sul piano politico e della convenienza economica e della tutela degli interessi della comunità sarda. Ecco perché non possiamo seguire il primo senza avere la possibilità coercitiva di operare nel secondo. Il rischio politico è che peraltro la comunità italiana dica ai sardi che sono bravi, che se la facciano da soli e che non hanno più bisogno delle risorse dello Stato.

Ora, si è fatta avanti in questi giorni una strada, una tesi, che io credo sia utile, secondo la quale il nuovo Ministero dell'economia sostiene che lo Stato non deve più finanziare le leggi specifiche, non devono cioè essere più allocate le risorse nei capitoli di bilancio delle singole leggi di settore, ma devono essere trasferite ai Ministeri; quindi anche il compenso delle risorse per far fronte globalmente a tutte le sfere riguardanti il Ministero dei trasporti e della navigazione, deve essere dislocato in quest'ultimo, il quale sostiene che, all'interno di queste risorse, ci sono anche quelle per la continuità territoriale della Sardegna.

Se non ci fossero, Presidente, prenda il Consiglio, andiamo a Roma, prenda il popolo, andiamo a Roma per avere i soldi. Perché il primo punto su cui non bisogna assolutamente tergiversare è stabilire se, per il 2005, esistono o meno le risorse per onorare l'impegno che lo Stato ha preso nei confronti della Sardegna, per assicurarci la continuità territoriale oggi e domani, perché, vedete, gli oneri di servizio non si fanno così. Io vi ho impiegato un anno e due mesi, ho mandato la gente in Canada per vedere quanto costa la scatola nera, per fare l'ammortamento di tutti i consumi che le compagnie aree hanno, se no si agisce sul prezzo, ma il prezzo oggi non è più quello di ieri. Noi, sul prezzo minimo che garantiamo agli italiani, dobbiamo fare le decurtazioni per i sardi.

Vedete, non c'è nulla di quello che noi avevamo nella continuità territoriale, perché la continuità territoriale che abbiamo fatto noi prevedeva le frequenze stabilite da noi; siamo noi che dobbiamo stabilire quando i sardi devono andare e quante rotte occorrono per andare a Roma, per andare a Milano, non le compagnie! Siamo noi che fissiamo gli orari, le fasce durante la giornata, siamo noi che abbiamo scelto il tipo dell'aeromobile più sicuro per far viaggiare i sardi, non sono le compagnie che ce lo devono offrire, così come le tariffe suddivise. Il minimo dei 140 posti chiesto a tutte le compagnie era per assicurare che ci fosse, in quelle ore, la possibilità per il sardo di spostarsi e di spostarsi globalmente.

Concludo, Presidente, nel dire che questo percorso che la Giunta sta avviando si presterebbe a immediati ricorsi per illegittimità. Si nutrono dubbi per ipotesi di oneri su più tratte in una procedura concorsuale unica che vedrebbe un unico aggiudicatario, potendo in tal caso il vettore aggiudicatario compensare le perdite delle rotte onerose con i ricavi delle rotte più redditizie, come dice la Conferenza, cosa che l'Europa non vuole.

Per quanto riguarda i livelli tariffari, è evidente la necessità di approfondimenti tecnici in ragione delle mutate condizioni di mercato con l'ingresso del low cost, però questo è un pericolo, in quanto questa procedura risulterebbe elusiva del disposto normativo perché diretta a consolidare posizioni di privilegio… volevo che stesse un attimino attento a quello che sto dicendo. E' evidente che questa procedura risulterebbe elusiva del disposto normativo perché diretta a consolidare posizioni di privilegio in favore di alcuni operatori già nella consapevolezza di non poter proseguire la procedura per come è prevista per legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, in questa occasione io non intervengo solo per dovere, ma anche per puntualizzare e soprattutto richiamare la necessità di uno sforzo comune, perché alcune conquiste, importanti seppur non definitive, dei sardi, di tutti i sardi, grandi, piccoli, alti, bassi, di destra, di sinistra e di centro, non possano andare in fumo.

Intervengo col dire, in esordio, che giudico i primi passi di questa Giunta regionale, anche in questa materia, con una certa delusione e anche con un po' di amarezza. E' vero che è una Giunta regionale che ha la facilità della retromarcia, mi auguro che anche su questa materia qualche retromarcia possa essere innescata per consentire di rimediare probabilmente a degli errori o comunque ad inerzia. Dico con delusione perché mi attendevo una qualche proposta responsabile, che tenesse conto soprattutto di una serie di atti e di azioni che, in questi anni e in questi mesi, sono stati espressi non solo da parte politica, ma anche da parte sindacale, di altre organizzazioni, o da tutti quanti in questi mesi e in questi anni sono intervenuti su questa materia. La Giunta precedente fece uno sforzo notevole in questa direzione portando a compimento, nel febbraio 2004, una proposta che noi abbiamo giudicato importante, adottata come atto di indirizzo su questa materia, che è stata sottoposta al parere e al vaglio della Commissione consiliare competente.

Oggi nessuno, soprattutto chi prima era all'opposizione, adesso in maggioranza, si è sollevato in Commissione per pretendere l'esposizione di qualche progetto attuale; mentre noi, in Commissione consiliare prima e poi nell'importante occasione di un convegno-dibattito ad Alghero, il 29 marzo 2004, sottoponemmo la proposta all'attenzione dei Ministeri dell'economia e dei trasporti, dell'ENAC, dei parlamentari, dei consiglieri regionali, delle compagnie aeree, delle società di gestione aeroportuali, delle forze imprenditoriali e sindacali, delle associazioni degli emigrati, delle associazioni dell'utenza e di tutti i soggetti interessati. Nelle settimane successive furono espresse una serie di indicazioni, anche da parte di chi oggi, forse in preda a qualche sonnifero particolare, tace. Mi riferisco soprattutto a qualche parte sindacale che, evidentemente, in una situazione soporifera, preferisce attendere, attendere non so che cosa.

Io mi chiedo oggi - di fronte ad una Giunta che ha fatto tanto in termini di blocco dell'attività della Giunta precedente, ha revocato, ha sospeso delibere, eccetera - cosa sarebbe successo, quale scandalo sarebbe scaturito se, durante il periodo elettorale, il Presidente di allora avesse indetto la Conferenza di servizi. Per un fatto di prudenza e di rispetto verso gli elettori e quindi verso il nuovo Presidente si è evitato di indire la Conferenza di servizi, ma tutto era pronto.

Mi consenta, assessore Broccia, credo che lei il 16 settembre abbia dichiarato con troppa disinvoltura che, quando è diventato Assessore, non ha trovato nulla di fatto, lo "zero assoluto", probabilmente nel mese di agosto c'era troppa gente in ferie e non ha avuto modo di dialogare con i funzionari per trovare tutto il malloppo di produzione, frutto di lavoro del comitato paritetico, dei funzionari e di quanti in qualche modo avevano in questi mesi lavorato. Mi chiedo che cosa c'è di nuovo, se non qualche stralcio, nella proposta portata ora all'attenzione del Consiglio, rispetto alla delibera adottata da noi, che è stata oggetto, evidentemente, della fase iniziale della Conferenza di servizi, una proposta di carattere tecnico che tiene conto di una parte di quello che abbiamo fatto. Questo io lo dico anche con un po' di orgoglio, nel senso che una parte del lavoro nostro è stata recepita, ma molto poco; io mi auguro che ci si renda conto invece che tutta un'altra attività notevole, che è stata portata avanti, debba essere sicuramente in qualche modo accolta.

In riferimento ai finanziamenti cui si è accennato, il punto cade in una situazione particolare della crisi dei vettori. Io sono convinto che i vettori non si tireranno indietro rispetto alle proposte che dovessero pervenire e che in qualche modo interessano loro stessi, perché la crisi del mercato, l'interesse per milioni di passeggeri che la Sardegna offre e soprattutto l'incertezza legata ad una possibile gara che assegnerebbe sì davvero solo ad un unico vettore la gestione delle tratte, a quel punto io credo - anzi, mi auguro e auspico - che ci sarà una adesione volontaria delle compagnie aeree, il che potrebbe andare nella direzione di una possibile presenza di più vettori.

Ma, caro Assessore, lei ha parlato di caduta di monopolio, ma mi deve spiegare in che modo cade il monopolio; mica cade così il monopolio! Perché se è vero che l'adesione volontaria può veder concorrere più compagnie, le compagnie si organizzano, e se devono essere garantiti mettiamo sei voli al giorno, una compagnia ne garantisce tre e un'altra ne garantisce altri tre, ma durante la stessa ora, durante la stessa fascia oraria; mi può spiegare come è possibile che due compagnie volino alla stessa ora? Ecco, lì cadrebbe il monopolio; allora io mi chiedo qual è la sua teoria di monopolio.

Ho sentito anche qualche sindacalista illuminato parlare di caduta del monopolio e di garanzia dei posti di lavoro; io mi chiedo, in presenza di una flessibilità di compagnia, dov'è la garanzia dei posti di lavoro quando nessuna compagnia si sentirà in dovere di assumere a tempo indeterminato i lavoratori, senza la certezza di poter volare a pieno regime utilizzando le tratte. Quindi stiamo navigando in una situazione davvero di incertezza, caro Assessore.

Per quanto riguarda il tema della salvaguardia dei posti di lavoro, io non ho sentito da parte della Giunta nessun cenno a quel fatto importante storicamente rappresentato in Sardegna dalla presenza di Alitalia; anzi, molto frettolosamente, qualcuno ha pensato che Alitalia avrebbe rinunciato al mercato sardo. Il Consiglio regionale ha adottato, non in questa legislatura ma comunque recentemente, nel mese di dicembre, un ordine del giorno che invitava la Giunta regionale di allora ad intervenire perché Alitalia non andasse via dalla Sardegna e noi siamo intervenuti a tutti i livelli, pur nella difficoltà maggiore che Alitalia aveva allora rispetto ad oggi, perché oggi è in una fase di risanamento e quindi di dispiegamento e di presenza, non di ritiro; allora io mi chiedo come mai la Giunta regionale ad oggi non è ancora intervenuta per invitare Alitalia (presenza storica in Sardegna che vuol dire qualità di servizio, che vuol dire compagnia di bandiera, che vuol dire sfida anche alle altre compagnie in termini di qualità e di servizio, eccetera) a non andare via - si ritiene infatti che Alitalia ormai non abbia più interesse al mercato della Sardegna - anche perché Alitalia ha molti dipendenti in Sardegna.

Mi chiedo quindi come si possano salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti (mi dispiace che in questo momento il Presidente della Giunta sia assente, probabilmente è impegnato in affari più importanti, immagino) quando non c'è stato nessun accordo a livello politico-ministeriale per garantirli. Uno dei cavalli di battaglia degli anni scorsi è stata l'assicurazione della salvaguardia del posto di lavoro, vista la preoccupazione dei lavoratori di perderlo. Io mi chiedo dove sono le garanzie per i posti di lavoro, vedo che un vettore vale l'altro, chi arriva dovrà comunque servirsi di qualcuno, certo, però noi a suo tempo ottenemmo dal Ministro, dal Vice ministro, l'impegno politico a garantire quei posti di lavoro e non c'è stato mai un licenziamento.

Chiedo ancora come mai ad oggi non c'è stato un incontro politico con il Ministro e con il Vice ministro per avere certezze, più ci si avvicina a dicembre e più c'è il rischio che, andando via Alitalia o qualche altra compagnia, si perdano centinaia di posti di lavoro, con grande preoccupazione da parte dei lavoratori. Mi auguro che anche in questo senso ci sia una forte presenza attiva delle organizzazioni sindacali con cui noi avevamo stipulato a suo tempo un protocollo d'intesa che abbiamo sempre rispettato. Spero che la preoccupazione dei lavoratori sia un fatto recepito a livello politico per cui si possano creare le condizioni perché essi non abbiano nulla da temere.

Io credo che occorra passare ad una fase nuova con il concorso delle forze politiche, la Giunta deve aprire un confronto con la Commissione consiliare competente perché si studino eventuali correttivi in corso d'opera, se la Conferenza di servizi è già partita, quindi un meccanismo che, non essendo già chiuso o non ancora aperto, può essere rivisto. Ritengo esistenti le condizioni per arrivare a soluzioni positive, ma sarebbe grave se il tempo passasse ancora, come è avvenuto per questi tre mesi (tra l'altro non ho capito perché si è arrivati ad ottobre, quando l'indizione della Conferenza di servizi, da parte del Presidente della Regione, era possibile già a luglio), e si rischiasse di arrivare a gennaio senza garanzie per i sardi.

Occorre in qualche modo, anche con un po' di umiltà, chiedere al Ministro la disponibilità straordinaria perché si superino alcuni passaggi e ci possa essere una risposta adeguata perché, dal primo gennaio, i viaggiatori della Sardegna, l'economia della Sardegna non possono rischiare di vedersi limitato, o addirittura cancellato, un diritto che ormai era considerato acquisito.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Credo che l'onorevole Pili e anche l'onorevole Amadu non possano ergersi come coloro che danno lezioni di continuità territoriale o di altro genere. Non per fare polemica, ma per chiarezza, altrimenti non si capisce più niente, credo di dover richiamare qualche ricordo. L'onorevole Pili, dopo esser stato nominato una prima volta Presidente della Giunta regionale, aveva avviato la procedura attraverso la Conferenza di servizi;quella proposta avanzata era così debole e non percorribile che fu rigettata in primo luogo dall'ENAC, dopodiché questo servizio - previsto dalla legge del 1999 - della continuità territoriale partì il 1° gennaio 2002, cioè con oltre due anni di ritardo, voglio far presente che governava il centrodestra.

Ancora voglio ricordare fatti precedenti, dicendo che il centrodestra votò contro l'articolo 36 prima citato; i parlamentari sardi ripeterono questa loro volontà, bocciando anche un emendamento presentato per estendere la continuità territoriale anche ad altri scali che, tra l'altro, la legge prevede.

L'onorevole Amadu dice che la maggioranza è presa da sonno profondo. Ma insomma, onorevole Amadu, lei avrebbe dovuto indire, promuovere la Conferenza e definire il tutto entro il dicembre del 2003, non l'ha fatto! Era Assessore lei! Adesso non è che ci dimentichiamo di tutto e si vuole che una Giunta che sta lavorando da tre mesi, presa da mille questioni che tutti conosciamo, risolva tutto! Insomma, i problemi sono grossi e complessi, a me pare che si stia lavorando nella direzione giusta; credo che la proroga di un anno concessa quando governava il centrodestra, in caso di bisogno sarà accordata di qualche mese anche per chi governa oggi, nella situazione attuale, io me lo auguro per evitare che ci sia il rischio di tornare alla situazione precedente alla continuità.

In questo senso, del resto, si è pronunciato il Ministro Lunardi, nell'intervista rilasciata ad un quotidiano locale il 5 ottobre scorso, egli rassicurava e non drammatizzava, smentendo anche esponenti del centrodestra, tra questi l'onorevole Pili, il quale molto si sta occupando di questo problema in modo, direi, anche abbastanza confuso e con una mozione che ha un impianto piuttosto debole, soprattutto sulla parte propositiva, insomma non si capisce bene cosa voglia.

Io voglio richiamare il punto che mi sembra centrale della mozione del centrodestra, dove si propone libero mercato sulla stessa rotta, tariffa prestabilita unica di 25 euro per tutte le rotte. E' una proposta impraticabile, chiunque si rende conto che questa è una proposta demagogica, che non può essere avanzata in una Conferenza di servizi degna di questo nome, perché non porterebbe senz'altro ad alcun accordo da parte delle compagnie, ma indubbiamente alla gara. Insomma, noi dobbiamo fare di tutto perché alla gara non si vada, dobbiamo fare in modo che gli oneri di servizio pubblico siano definiti dalla Conferenza e accettati dalle compagnie in modo tale che si arrivi alla gestione di questo servizio attraverso un percorso concordato. Questo prevede la legge e mi pare che in questa direzione si stia andando.

Sulla questione del monopolio,, insomma quando si parla di questo argomento, nell'attuale situazione, è mai possibile che ci si dimentichi del vero monopolio che esisteva prima del 1° gennaio 2002 quando due compagnie aeree facevano il buono e il cattivo tempo, facendo pagare ai sardi l'ira di Dio? Non ne parla più nessuno, ma quello era il vero monopolio! Se non c'è l'accordo con il risultato della Conferenza di servizi, è chiaro che si va alla gara e la gara di un servizio è una gara internazionale, chi vuole partecipare partecipa, c'è un capitolato, c'è un contratto e chi si aggiudica la gara lo deve rispettare. Questo è, ci sono delle regole che vanno rispettate, come in qualsiasi gara per assegnare qualsiasi servizio o qualsiasi prestazione.

Sulla soluzione "corsa" molto si è parlato, si dice che preveda gli oneri di servizio pubblico attraverso gli aiuti sociali, attraverso il sostegno, l'integrazione economica al passeggero. Badate bene, questo intanto esiste soltanto su due rotte che collegano la Corsica con la Francia (mentre sulle altre tre c'è la soluzione sarda, tanto per essere chiari), sulle quali i passeggeri sono così pochi che non si potrebbe attivare il servizio se non fosse così concepito perché le compagnie non lo accetterebbero mai. Voglio anche ricordare che in Corsica ci sono 280 mila persone, se noi trasportassimo il modello corso, ammesso che riguardasse tutte le tratte, e lo applicassimo alla situazione sarda, non basterebbero 700 miliardi l'anno per realizzare questo servizio; cosa, insomma, chiaramente impensabile e non praticabile.

Dopo circa tre anni, il bilancio di questa esperienza a me pare che abbia più lati positivi che negativi, certo, ci sono stati disservizi, sappiamo che le compagnie, certe soprattutto, non accettano questo sistema, lo digeriscono mal volentieri, quindi hanno agito molto in modo che le cose non funzionassero come dovuto, ciò nonostante questo sistema si sta affermando. Le compagnie alla fine sono soddisfatte per due punti; prima di tutto la questione del volume dei traffici, che sono aumentati di circa il 15 per cento nelle rotte da e per la Sardegna, anche se in ambito nazionale ed internazionale si è verificato l'esatto contrario, anche in funzione dell'11 settembre, in una situazione di crisi complessiva in ambito internazionale; poi per quanto riguarda gli indici di riempimento che sono tra i più alti delle linee nazionali.

Mi pare ci siano anche validi motivi per ritenere che la proposta in discussione nella Conferenza di servizi andrà a buon fine, si prevedono alcune cose molto importanti, intanto che le rotte onerate non riguardano soltanto Roma e Milano. Voglio ricordare che la legge non è stata cambiata, essa prevedeva che i principali collegamenti venissero inseriti, invece allora si fece la scelta di inserire solo Roma e Milano, mentre stavolta, a Roma e a Milano, si aggiungono Pisa, Bologna, Venezia, Verona, Torino, Napoli e Palermo, cioè gli scali più importanti della penisola che vengono collegati con la Sardegna attraverso gli oneri del servizio pubblico.

Si prevede un pacchetto unico. Perché si prevede un pacchetto unico? Perché le compagnie in questo modo possono accettare di realizzare il servizio anche nelle tratte non redditizie, penso ad Alghero, ai collegamenti di Olbia con altri scali della penisola nei periodi diversi da quello estivo. Insomma, in questo modo si può trovare una soluzione.

Ma voglio dire una cosa importante anche sulle tariffe, non si prevede soltanto il regime delle tariffe agevolate, ma la nuova continuità prevede anche un regime tariffario non agevolato per gli altri passeggeri, per i non residenti e per quelli che sono stati esclusi completamente dalla precedente continuità territoriale; cioè si sta prospettando un quadro globale molto diverso che indubbiamente creerà una situazione di grande vantaggio, oltre che condizioni nuove per lo sviluppo economico e sociale della nostra Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio, io credo che l'argomento in discussione sia stato introdotto assai opportunamente in Aula attraverso la mozione firmata dalla minoranza, nel senso che mi sembra che sia il ragionamento, anche se direi non particolarmente intenso, che si è sviluppato tra i banchi della maggioranza e quelli dell'opposizione in questa serata, sia senz'altro la risposta che è arrivata, attraverso il documento che ci è stato consegnato dalla Giunta, almeno in parte, siano dovuti all'azione di stimolo che la minoranza ha svolto. Quindi credo che, da questo punto di vista, su questo argomento specifico, la minoranza abbia assolutamente assolto alle sue caratteristiche e alle sue incombenze in Aula.

Mi sembra comunque anomalo se qualcuno pensasse che questo ruolo, che la minoranza ovviamente ritiene di dover svolgere, possa in qualche maniera essere offensivo nei confronti di qualcuno o possa, in qualche maniera, disturbare azioni politiche che la Giunta sta mettendo in campo. Noi siamo assolutamente d'accordo che le azioni politiche, le proposte e l'azione propositiva debba essere riservava alla Giunta, ma in carenza o in ritardo dell'azione propositiva da parte della Giunta è compito della minoranza esercitare un'azione di controllo; questa azione è stata puntualmente esercitata e probabilmente, almeno da quello che c'è stato dato di leggere nel documento trasmessoci da parte dell'Assessorato dei trasporti, probabilmente questa azione di stimolo ha avuto effettivamente dei risultati concreti.

Io credo che, in più di una circostanza, sia attraverso comunicazioni a mezzo stampa, sia attraverso interventi forse estemporanei che in quest'Aula si sono comunque verificati e comunque sentiti, noi siamo entrati nel merito della discussione della continuità territoriale e (forse ciascuna forza politica presente in Consiglio è entrata per sua parte) anche nel giudizio sulla continuità territoriale esistente, nel senso che vero è quello che sostiene l'onorevole Alberto Sanna che sicuramente viviamo una stagione nei trasporti passeggeri, da e per la Sardegna, che è diversa rispetto a quella di cinque anni fa, ma altrettanto vero è che il regime di continuità territoriale che abbiamo vissuto sapevamo tutti che sarebbe andato incontro a verifica, sapevamo tutti che aveva necessità di miglioramenti, che questi miglioramenti sarebbero stati fatti in corso d'opera, laddove possibile, sarebbero stati fatti al momento del rinnovo del regime stesso in quelle circostanze e in quelle situazioni in cui tale possibilità non si poteva perseguire.

Noi stessi Riformatori abbiamo segnalato, nel corso di questi anni, una serie di problematiche derivanti dal regime di continuità territoriale, tra queste avevamo sottolineato la necessità di ampliare il numero degli scali, poiché quello attualmente onerato non era sicuramente in grado di soddisfare le esigenze dei sardi, abbiamo segnalato la necessità di puntare a un miglioramento qualitativo del servizio, nel senso che sia il numero della cancellazione dei voli, sia il numero delle partenze in ritardo e l'entità dei ritardi accumulati sulle singole partenze non ci sembravano essere tali da garantire qualità di servizio, inoltre abbiamo segnalato il problema costante dei disservizi che si realizzavano per quanto atteneva ai bagagli a seguito del passeggero e quello relativo al contingentamento dei posti, quindi al fatto che normalmente capitasse, con una certa frequenza per i residenti, l'impossibilità di trovare posti a tariffe agevolate che erano invece sugli stessi voli disponibili fino alle ultime ore prima della partenza del volo.

Poiché la sensibilità si manifesta anche attraverso prese di posizione di questo genere, vorremmo ricordare a quest'Aula che noi abbiamo segnalato il problema dei voli degli emigrati, nel senso che le restrizioni sui voli per i sardi residenti fuori Sardegna con le tariffe agevolate erano tali da creare veri e propri disservizi, cosa di cui si sono lamentate più di una volta le comunità sarde residenti fuori Sardegna. Noi avevamo anche ipotizzato, a più riprese, durante convegni o qui in Aula, quale poteva essere, secondo noi, l'idea migliore per poter avere un nuovo regime di continuità territoriale che rispettasse tutte le richieste di miglior qualità di servizio che venivano dall'utenza; avevamo sottolineato come ritenevamo - riteniamo ancora adesso - che il miglior regime fosse quello basato sulla libertà di concorrenza, quindi prevedendo gli oneri sui passeggeri, non sulle rotte, non sulle linee, non sulle compagnie, mettendo in risalto con questo che, attraverso un regime di concorrenza, è possibile avere un miglioramento complessivo della qualità dei servizi e manifestando, come adesso, i nostri dubbi sul fatto che i regimi di monopolio siano invece regimi che si orientano e si indirizzano da soli verso un miglioramento della qualità.

Ora, di fronte alla proposta che la Giunta ci ha presentato, noi non possiamo non osservare come alcune delle questioni che noi abbiamo posto sul tappeto siano effettivamente affrontate al suo interno, nel senso che vediamo che sono affrontate compiutamente tutte le questioni che riguardano la puntualità e la cancellazione dei voli, che sono previste delle penali nei confronti della compagnia, sia nel caso di cancellazione di voli, sia nel caso di ritardi, che qualcuna di queste penali, nel caso di ritardi, ritorna a vantaggio del passeggero stesso che acquisirebbe un buono spendibile su un'ulteriore tratta da parte della stessa compagnia. Riteniamo tutto questo ovviamente un qualcosa di positivo, così come riteniamo positivo il fatto che si preveda l'allargamento del numero degli aeroporti, delle destinazioni dalle e per le quali è possibile avere la continuità della Sardegna, una risposta importante rispetto a domande che abbiamo sentito a più riprese negli anni passati.

Anche per quanto riguarda il problema degli emigrati, abbiamo visto un'attenzione vera all'interno di questa proposta della Giunta. Il problema che rimane però in maniera drammaticamente reale sul tappeto, sul quale la Giunta si dovrà confrontare nei prossimi mesi e per il quale tutti quanti, ovviamente, attendiamo con ansia delle risposte, è se questo sistema a monopolio sarà in primo luogo un sistema accettato dalle compagnie; sulla base delle prime risposte che sono arrivate, riteniamo che possa essere accettato, quello che vorremmo capire è se l'accettazione di questo sistema significherà poi effettivamente una lievitazione verso l'alto della qualità, nel senso che il nostro sospetto, il nostro dubbio è che qualsiasi monopolio, sia esso di singola compagnia o di cartello, determini inevitabilmente lo scadimento della qualità del servizio dovuto al fatto che qualsiasi compagnia esercitando in regime di monopolio, a maggior ragione se ritiene di esercitarlo con un onere, potrebbe ritenere di non essere sempre ripagata dai ricavi di esercizio delle rotte; se questo venisse verificato in itinere dalle compagnie, non siamo affatto certi che ci sarebbe quel complessivo miglioramento della qualità che invece questo Consiglio regionale auspica e che tutti i sardi auspicano.

Riteniamo altrettanto importante da focalizzare (anche questo, secondo noi, sarebbe garantito molto meglio attraverso la concorrenza di più vettori che operano da e per gli scali della Sardegna) il problema delle tariffe dei non residenti, perché la proposta della Giunta, è vero, sembra una specie di miracolo in cui tutto viene a quadrare in maniera perfetta, in quanto prevede che ci sia un tetto anche per le tariffe dei non residenti, ma è difficile poi che tutto questo si abbia a realizzare con un incastro dei meccanismi in maniera perfetta, ed è difficile perché sostanzialmente alle compagnie è possibile che questo non convenga, mentre al nostro turismo conviene molto avere dei tetti, perché abbiamo registrato quanto sia stato importante per il nostro turismo il calo di presenze legato al caro voli e qualche volta anche alla difficoltà di reperimento dei voli.

Concludo semplicemente riallacciandomi ai ragionamenti fatti questa mattina quando noi - entrando in maniera parziale sui temi dello Statuto - abbiamo sottolineato per l'ennesima volta in quest'Aula, negli ultimi venti giorni, nell'ultimo mese, l'importanza della specialità della Sardegna. Questa importanza, questa specialità senz'altro discende anche dalla sua condizione di insularità e quindi dalle penalizzazioni territoriali e geografiche che sono insite al suo essere "isola". Quindi, per i sardi, la ricerca della continuità territoriale per le persone e le merci non è un problema episodico contingente, è sicuramente un fatto strategico, è una questione di un'importanza strutturale fondamentale per la nostra Regione, per cui se il problema, che oggi ci porta a una soluzione minima che è quella del monopolio e ci obbliga ad escludere quella del regime di concorrenza, è rappresentato dalle carenze delle risorse, credo che su questo sia davvero importante aprire una battaglia grande a Roma per ottenerle e qualora non si riuscisse a ottenerle da Roma sarebbe importante che questa Regione si ponesse l'interrogativo se su un argomento così importante sia magari necessario e indispensabile mettere risorse proprie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Grazie dell'opportunità di parlare, chiedo scusa per essermi assentato qualche minuto e per non aver potuto ascoltare qualcuno degli interventi. Ho ascoltato gli interventi dei presentatori delle mozioni e li ringrazio, anche perché alcuni, in particolar modo, erano animati dalla migliore buona volontà di collaborare, di partecipare, di fare tutti senza distinzioni la propria parte per dare le risposte migliori possibili, il servizio migliore possibile ai nostri concittadini, ognuno per quello che sa fare, che riesce a fare e per quello che si può fare.

Devo dire che la prima mozione, è stato detto nell'esposizione, si è resa necessaria soprattutto per un'esigenza di chiarezza, è vero, occorre fare chiarezza e dall'esposizione sembra che questa esigenza di chiarezza sia effettivamente necessaria perché molta confusione si è fatta nell'esposizione e molte inesattezze sono state dette; quindi colgo questa opportunità con molto piacere.

Vorrei premettere una cosa: la Giunta non sta cercando di essere necessariamente originale o necessariamente brillante o necessariamente geniale o necessariamente alcunché, sta cercando unicamente di fare il miglior servizio possibile per i cittadini sardi, poi possiamo anche sbagliare, magari possiamo anche non essere sufficientemente capaci, ma stiamo cercando unicamente questo. Non ho problema a dire che copiamo, non copiamo, non mi interessa e non mi interessa perché capisco benissimo - come tutti noi sappiamo facendo politica - che quando si sbaglia, si sbaglia da soli, sbaglieremo assolutamente da soli e saremo lasciati soli con il nostro sbaglio, mentre se per caso qualche volta indovineremo, sarà sicuramente merito di qualcun altro e non merito nostro. Quando si sbaglia so benissimo - accetto questo principio della politica - che gli sbagli sono tutti nostri, le cose giuste saranno sempre degli altri, l'abbiamo accettato tutti, quindi non ho problemi di "si copia, non si copia", non mi interessa, mi interessa fare il servizio migliore possibile.

Visto che questi minuti servono anche per rispondere alle mozioni, vorrei dire che si è fatta una ricostruzione giornalistica della cosa, il parere dell'onorevole Attili, il parere di qualche altro, il parere di un sacco di attori che però non sono presenti, non tutti sono presenti in quest'Aula, qualcuno già suggeriva che forse era più opportuno eventualmente presentare altre interpellanze o altre mozioni, eventualmente in Aule diverse. Qui si presenta una mozione, un'interpellanza alla Giunta, al Presidente della Regione e quindi rispondo delle cose che ho detto io e, in tema di continuità territoriale, non ho detto nulla fino al giorno in cui abbiamo iniziato la Conferenza di servizi, per cui nessuna ricostruzione giornalistica era possibile perché non avevo mai parlato con alcun giornalista e perché non avevo mai rilasciato nessuna dichiarazione in quel senso.

Anziché parlare tanto, abbiamo cercato di capire (per quello che riusciamo a fare), di studiare, di lavorare, anche in silenzio, e di provare a immaginare quello che si poteva fare, nel migliore dei modi. Alcuni chiarimenti: non c'è nessun timbro particolare in questo documento che vi abbiamo dato perché non è ancora il risultato finale della Conferenza di servizi. La Conferenza di servizi si è aperta lunedì, mi pare, insomma questa settimana, non si è ancora conclusa, dovrebbe concludersi martedì prossimo, è stato redatto un verbale e, su richiesta dell'Enac e del Ministero dei Trasporti, nella prossima riunione, è stato chiesto di approfondire alcuni aspetti; per questo motivo, sembra che oggi o lunedì ci chiederanno un rinvio ancora, presumibilmente a giovedì, quando la Conferenza verrà chiusa.

Abbiamo aperto il più tardi possibile la Conferenza di servizi perché avremmo voluto sapere in che contesto ci muovevamo e cioè se il diritto dei sardi a veder finanziato il principio della continuità territoriale veniva esaurito o no; avevamo bisogno di sapere se la legge sulla continuità territoriale fosse rifinanziata per il 2005, eventualmente per l'intero triennio almeno, come è stato fatto in precedenza, o no. Le ipotesi erano diverse, qualcuno diceva di sì, qualcuno diceva di no, noi abbiamo preferito chiederlo al Governo, al Ministero dei Trasporti e purtroppo non è stata finanziata, ci sono circa 60 milioni di euro in un unico capitolo del Ministero dei Trasporti, in una voce del bilancio del Ministero dei trasporti che riguarda i fondi della continuità territoriale e del funzionamento dell'Ente stesso. In realtà quei fondi lì sono per il funzionamento dell'Ente, sono meno dei fondi necessari all'Ente per il suo funzionamento, meno di quelli previsti l'anno scorso. Come lei opportunamente ha ricordato, noi abbiamo naturalmente approfondito questo aspetto e avrei sperato, sarei stato felice che fosse vero, ma non è vero, per voce anche del Presidente Riggio dell'ENAC, non sono fondi disponibili per la continuità territoriale.

Abbiamo aspettato fino alla fine perché per fare una gara occorre mettere un articolo in cui si indica quanto è l'ammontare dei soldi e dove sono. Occorre scrivere e fintanto che non si può scrivere, non si può fare una gara. Abbiamo aspettato fino alla fine per capire se c'erano i fondi, quando abbiamo capito che i fondi non c'erano e che si stava facendo troppo tardi, abbiamo fatto quello che per legge va fatto, contrariamente all'opinione di tanti, cioè per legge bisogna chiedere volta per volta la delega al Ministro; contrariamente all'opinione di tanti, contrariamente anche a una dichiarazione dello stesso Ministro, per voce del Direttore generale, per voce di tutta la struttura, per voce di chiunque, avevamo necessità di chiedere la delega.

L'abbiamo chiesta, l'abbiamo sollecitata, ci è stata data, appena ci è stata data la delega abbiamo convocato la Conferenza di servizi con qualche giorno in più, chiesto gentilmente da parte dell'Enac e del Ministero per prepararsi. E' stata convocata formalmente, secondo le regole, oggi è ancora in corso. Speriamo che possa essere chiusa martedì, così come c'è stato promesso e così com'è a verbale, o al massimo giovedì. Noi speriamo vivamente che venga chiusa secondo quest'ipotesi di articolazione degli oneri di servizio, probabilmente qualche variazione ci potrà essere, per questo avevo qualche dubbio nel consegnarla, questa è la posizione della Regione, ma poiché ci sono delle discussioni in corso, qualcosa potrà essere cambiata, speriamo non tanto.

Allora, onorevole Floris, anche lei ha contribuito alla chiarezza - io non ricordo il numero delle leggi - segnalando la richiesta di imposizione di oneri di servizio che si fa a Bruxelles, se quella richiesta di imposizione di oneri di servizio non viene accettata da nessuna compagnia, allora si fa la gara. Ancora una volta, nell'occasione precedente, si erano fatte contestualmente le due cose: si era presentata, a Bruxelles, una richiesta di oneri, anzi di un'ipotesi di oneri di servizio che le compagnie potevano accettare entro 30 giorni di tempo dalla data della sua pubblicazione da parte dell'Unione europea sulla Gazzetta Ufficiale; contestualmente era stato pubblicato anche un bando di gara partendo dal presupposto che nessuno avrebbe accettato senza denari quegli oneri di servizio.

Noi non abbiamo neanche potuto fare questo perché non potevamo avanzare a Bruxelles una richiesta di ipotesi di oneri di servizio eventualmente accettabili dalle compagnie, accompagnati da un'ipotesi di bando di gara perché il bando di gara non poteva essere ipotizzato senza fondi. Come lei ha opportunamente ricordato, prima si fa una proposta di oneri di servizio senza compenso, se va deserta occorre indicare un compenso ed eventualmente chi accetta di meno di questo compenso. Noi questo non lo potevamo fare perché non avevamo nessun compenso da indicare.

Allora, non essendo stato, ad oggi, individuato neanche un euro da questo Governo a servizio del diritto della continuità territoriale sancito per i sardi, potevamo fare due cose: o continuare a protestare e non far nulla o continuare a protestare e fare qualcosa, forse avevamo anche una terza possibilità: non fare nulla e basta e pensare che il 31 dicembre il libero mercato ci avrebbe risolto i problemi e che comunque le cose si sarebbero sistemate da sole. Noi stiamo continuando a protestare e a protestare vivamente. Ieri finalmente abbiamo avuto col Ministro Letta il primo incontro preparatorio di una serie di incontri bilaterali su singoli argomenti o meglio su singoli argomenti tra Regione, Presidenza del Consiglio e il Ministro interessato, il primo dei quali sarà sulla chimica e sull'energia nei prossimi giorni. In quella sede abbiamo presentato un dossier, un punto fondamentale è il rifinanziamento della continuità territoriale, anzi la continuità territoriale era un punto dell'intesa Stato-Regione del 1999, da quella stiamo ripartendo e a quella si è dato corso con diversi accordi di programma quadro, tranne che sul tema della continuità territoriale, per esso non si è dato ancora corso con nessun accordo di programma quadro, abbiamo chiesto che diventi più di una legge, ma che faccia parte anche di un accordo di programma quadro, dove magari si parli non solo di passeggeri e di merci. Stiamo rivendicando il diritto sancito dei sardi, però abbiamo avuto paura che non bastasse rivendicare il diritto, inascoltato fino adesso, e nel frattempo non fare nulla e trovarci impreparati al 31 dicembre.

Vorrei anche segnalare un'altra cosa, mi dispiace: per il primo bando di gara c'era un finanziamento - è stato citato giustamente - di un po' meno di 30 milioni di euro per il primo anno, circa 35 milioni di euro per il secondo anno, per il terzo anno sono stati stanziati 10 milioni di euro, per questo anno ancora in corso. Alla fine del secondo anno c'era la possibilità di fare un nuovo bando di gara, quindi alla fine del 2003 e per questo 2004 c'era la possibilità di fare un nuovo bando di gara e utilizzare quei 10 milioni che lo Stato ci aveva messo a disposizione. Non so di chi sia la responsabilità, non so chi fosse allora il Presidente della Giunta, non so per quale motivo non è stato fatto, si è preferito semplicemente prorogare, in mancanza di altre capacità, sciupando così 10 milioni che lo Stato aveva messo a disposizione per il 2004.

Così come io ritengo siano stati utilizzati molto male i soldi che lo Stato aveva messo a disposizione per i primi due anni. Come sono stati utilizzati è a giudizio di tutti i cittadini sardi che abitualmente frequentano gli aeroporti, e ormai sono tutti; è a giudizio di chi studia a Pisa, è a giudizio di chi abita a Bologna, è a giudizio di chi vuole andare a Verona e a Venezia, è a giudizio di chi lavora a Palermo, è a giudizio dei tanti che usano l'aereo non solo per andare a Roma e a Milano. E' a giudizio anche di quelli che vanno a Roma e Milano e ogni tanto qualcuno dice loro che, a prezzo di continuità territoriale, non c'è posto, mentre c'è un bellissimo posto da 180 euro, anche se sei nato, cresciuto e residente in Sardegna. Questo era per gli anni precedenti e soprattutto per il 2004 si poteva fare un nuovo contratto di continuità territoriale, assistito da 10 milioni di euro messi a disposizione, non si è fatto nulla.

Oggi si diventa improvvisamente esperti, capaci, si diventa spenditori di parole. Se le parole pesassero e spostassero le montagne! Ma le parole non bastano, siamo tutti giudicati per le cose che facciamo, non per quello che diciamo. Allora noi, piuttosto che non fare nulla, abbiamo pensato che forse fosse urgente fare qualcosa, perché lasciare al libero mercato il destino del trasporto aereo per passeggeri in Sardegna, a partire dal primo gennaio 2005, significa mettere a rischio enorme e creare un grave disagio ai cittadini sardi. Perché questo? Perché, pur in presenza di continuità territoriale, c'era libero mercato in tutte le rotte che non fossero per Roma e per Milano, cioè per Bologna, per Torino, per Palermo, per Napoli e abbiamo visto i risultati del libero mercato, anziché aumentare il numero di rotte è diminuito, il numero di destinazioni è diminuito, i prezzi in quelle destinazioni sono altissimi e totalmente sproporzionati rispetto al servizio che offrono. Abbiamo anche visto il libero mercato in quella parte di trasporto di passeggeri per Roma e per Milano, che non è agevolato, cioè per i non residenti o per le mogli e i figli dei residenti sardi, che però non sono sardi, dei nati in Sardegna, e abbiamo visto - perché tutti noi sappiamo che per quelle fasce di cittadini il prezzo non agevolato è spesso altissimo - che a volte si arriva anche per Cagliari-Milano a pagare 190 euro, 180 euro; i prezzi possono variare, ma sono comunque prezzi sproporzionati rispetto al servizio che offrono.

Il libero mercato non ha funzionato nelle rotte tra Cagliari, Olbia, Alghero e la Provincia italiana, non ha funzionato nemmeno nelle rotte per Roma e per Milano quando si tratta di prezzi non agevolati. Perché? Perché il libero mercato non funziona sempre; la concorrenza per funzionare ha bisogno di un mercato sufficientemente vasto, dove ci siano non due, ma una pluralità di operatori, perché quando rimangono in due si chiama oligopolio e prima o poi finiscono per mettersi d'accordo, anche non parlandosi, anche non vedendosi mai, quando ci sono solamente due operatori prima o poi finiscono per non farsi danno l'uno con l'altro.

Il libero mercato ha bisogno di un mercato vasto e il nostro non è un mercato sufficientemente vasto. Allora occorreva fare qualcosa, noi abbiamo fatto l'unica cosa che si poteva fare: aprire la Conferenza di servizi e immaginare una proposta, un'ipotesi di oneri di servizio tale da poter essere giudicata positivamente da Bruxelles, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, e accolta da almeno una compagnia. Se almeno una compagnia accoglierà questa proposta, noi avremo una cosa che non è la continuità territoriale, nel senso di un adempimento rispetto alla legge che è stata finanziata dall'ultimo Governo di centrosinistra e così via, ma una cosa che si chiama "accettazione di oneri di servizio sulle tratte da e per la Sardegna".

Cosa abbiamo cercato di fare? Abbiamo cercato di fare la cosa migliore possibile, ma non troppo buona, in maniera che possa essere accettata, perché se fosse stata troppo buona per i sardi probabilmente non verrebbe accettata, cioè sarebbe stato bello mettere tutti i biglietti a 30 euro, se avessimo avuto i fondi della continuità territoriale avremmo presentato un'articolazione di oneri di servizio migliore di questa, ancora più favorevole; sapendo che, se nessuno l'accettava, in ogni caso avremmo avuto l'opportunità di portarla a gara e risorse disponibili affinché potesse essere accettabile. Ma poiché sappiamo che questa ipotesi o è accettata oppure di gara oggi non se ne può fare perché non abbiamo denari da mettere in gara, l'abbiamo dovuta fare nel miglior modo possibile per i sardi, tenendo conto anche delle esigenze delle compagnie, pensando che deve essere accettata senza un compenso in denaro.

Nell'articolarla siamo partiti prima di tutto dalla considerazione che c'è più di un terzo dei sardi che non va né a Roma e né a Milano, ma va a studiare a Pisa, a Bologna, va a Venezia, lavora a Palermo, e se oggi uno lavora a Palermo spende l'intera giornata e più di 600 euro per il biglietto andata e ritorno; poi dalla considerazione che la continuità territoriale non si vince con due tratte, l'Italia è più vasta, noi vogliamo che, per i cittadini sardi, l'Italia sia più vicina come vogliamo molto anche che, per i cittadini del continente, la Sardegna sia più vicina affinché, magari durante l'inverno, vengano spesso a passare un week end, a frequentarci, a trovarci, a spendere qualche giorno in albergo; abbiamo voluto fare qualcosa che avvicini la Sardegna anche agli altri.

Abbiamo pensato di assicurare un trasporto aereo a un prezzo possibile anche per il resto della Provincia italiana. Abbiamo cercato innanzitutto, non di aumentare i prezzi per Roma e Milano, ma di mantenere il prezzo di 37 euro per Roma, 47 euro per Milano, e di determinare un prezzo un po' più alto ma ugualmente convenientissimo per le altre destinazioni (altre nove destinazioni mi pare), abbiamo messo 57; per semplificare, 37 e 47, erano i prezzi precedenti, 57 per le altre rotte.

Poiché abbiamo sentito diversa gente prima, magari in silenzio però li abbiamo sentiti, e poiché abbiamo cercato di capire, di studiare, dopo che abbiamo sentito anche formalmente, separatamente, i dirigenti dei tre aeroporti sardi, abbiamo visto quali erano i limiti e i problemi maggiori segnati dal rapporto precedente; il primo è il prezzo agevolato, il quale era fissato per un numero massimo di posti e non per tutti i posti disponibili sull'aereomobile, cioè il prezzo agevolato non riguardava la rotta ma il numero di posti sulla rotta. Questo è conveniente per i vettori, ma ha fatto sì che tanti di noi qualche volta siano stati truffati. Ed è soprattutto odioso, antipatico, che un nostro residente, che magari è a Milano e deve rientrare in Sardegna, dinanzi all'ipotesi di una certa spesa si senta dire dagli addetti che non c'è posto a quel prezzo ma ad un altro.

Noi abbiamo voluto che questo non succedesse più, per cui la nostra proposta prevede il prezzo agevolato su tutti i posti disponibili sulla rotta. Non ci sarà più un cittadino sardo che si senta dire che non c'è posto a prezzo agevolato, ma solo a tariffa piena. Inoltre dopo aver avuto il parere degli emigrati, le mille segnalazioni di chi magari nato in Sardegna, vissuto a lungo in Sardegna, emigra a Torino, si sposa con una torinese e ha dei figli che, per semplicità, nascono nell'ospedale di Torino, e ha la tariffa agevolata solo per lui, abbiamo provato ad estendere tale tariffa anche per la moglie e i figli; questo emigrato, che è lì a Torino che fa l'operaio, ha bisogno anche lui di una tariffa agevolata, così come ne abbiamo bisogno tutti, per cui abbiamo esteso alle mogli e ai figli degli emigrati la possibilità di avere questo vantaggio.

Per quanto riguarda il prezzo per i non residenti, che naturalmente è diverso da quello agevolato, non può essere lasciato libero di essere a 190 euro o 200 euro. Abbiamo cercato pertanto di segnalare un prezzo massimo e, nel limite di questo prezzo massimo, un'articolazione tariffaria tipo quelle adottate dalle compagnie di low cost che hanno dei prezzi bassi, scontatissimi, dei prezzi medi e dei prezzi alti. Comunque questo prezzo massimo segna uno sconto importantissimo, quasi il 40 per cento, rispetto ai prezzi di oggi.

Abbiamo anche tenuto conto di un'altra segnalazione importante riguardante la qualità del servizio, sulla quale si era detto molto poco, soprattutto non veniva sanzionato il disservizio. Abbiamo chiesto che chi accetterà questi oneri di servizio assicuri anche un livello di servizio per il quale, se non garantito, sia previsto un grado sanzionatorio adeguato, secondo gli standards europei. Abbiamo chiesto di accettare la carta dei diritti del viaggiatore, stabiliti in sede europea, che sarà applicabile in Italia in futuro, noi abbiamo chiesto che sia applicabile in queste rotte dal 1° gennaio; essa prevede dei rimborsi per i ritardi, persino un rimborso di 15 euro, direttamente al passeggero, per i ritardi superiori ai venti minuti, e dei rimborsi alti per le cancellazioni. Abbiamo cercato insomma di garantire una migliore qualità del servizio e sanzionare le compagnie quando questo non venga garantito.

Quindi questa è la nostra ipotesi di articolazione di oneri di servizio. Qualcuno potrebbe obiettare che queste sono troppe rotte e che non verranno mai accettate, ma noi abbiamo operato a buon giudizio sapendo che per quanto riguarda la Corsica, la piccola Corsica di trecentomila abitanti, sono agevolate non due rotte ma cinque rotte, e in Norvegia, che non appartiene all'Unione Europea, ma comunque allo stesso trattato in tema di spazio aereo e di articolazione di oneri di servizio, vengono agevolate quindici rotte.

Noi, in Sardegna, pur partendo da 35 milioni di euro, ci eravamo accontentati, sbagliando, di agevolare due rotte, ma si poteva fare di più, tant'è che quei soldi non servivano, infatti sono rimasti soldi inoperosi che in questo momento, essendo stati risparmiati, sono stati portati a economia dal bilancio dello Stato. Avremmo potuto fare meglio per i sardi con 35 milioni di euro.

Non so se vale la pena rispondere a segnalazioni pervenute dalla lettura dei giornali. Io non ho mai riferito che sono stati spesi 40 milioni di euro per pagare Air One. In questo momento esiste un arbitrato, non è stato ancora definito, c'è un serissimo rischio che si paghino 40 milioni di euro in favore di Air One. Anche per questo motivo, credo che il Governo ci vada con molta cautela. Però, ripeto, io ho responsabilità delle cose che dico io, non delle cose che gli altri leggono sui giornali. Questo per chiarire la questione di Air One.

Sono stati spesi male e non sono stati spesi tutti i soldi del primo anno, sono stati spesi male e non sono stati spesi tutti i 35 milioni di euro del secondo anno, non sono stati spesi per niente i 10 milioni di euro del terzo anno per un'inadempienza grave della precedente Giunta.

Successivamente a questa nostra proposta, è apparsa anche pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proposta di ipotesi di oneri di servizio presentata dal Portogallo per le Azzorre, che non è identica, ma abbastanza somigliante, il che fa credere all'ENAC, a quello che ci è stato riferito fino ad oggi, che questa articolazione possa essere accettata a Bruxelles e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Il Ministero dei Trasporti ha necessità di qualche riflessione in più, ieri c'è stato un incontro con l'assessore Broccia per alcuni dettagli tecnici, alla fine ci hanno detto che probabilmente una rotta o due potrebbero non essere accettate perché c'è già sufficientemente concorrenza, mentre la nostra posizione esprime il concetto che non c'è concorrenza su nessuna rotta, quelle della Provincia italiana, per cui riteniamo che ci debba essere l'accettazione di questa ipotesi di articolazione di oneri di servizio da parte del Ministero. Noi vogliamo che la posizione della Sardegna rimanga e venga accettata dalla Conferenza di servizi e saremo sufficientemente decisi su questo, a meno che qualcuno non ci spieghi delle motivazioni che oggi noi non conosciamo.

Se questa proposta verrà accettata, verrà mandata a Bruxelles e, dopo una decina di giorni, verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dopodiché le compagnie, il vettore, chiunque sia il vettore interessato, uno, due o tre, o trenta, possono accettarla. Nel momento in cui è stata accettata, chi vola per la Sardegna è soggetto e si sottopone a questi oneri di servizio di numero di tratte, tutte assieme, di prezzo per i residenti, di prezzo per i non residenti, di qualità del servizio, di orari e così via. Se il Governo ci avesse messo a disposizione dei fondi, onorando un diritto ormai sancito per i sardi, avremmo presentato un'ipotesi migliore, ancora più favorevole. Ma così non è. Questo, secondo noi, è il massimo che si possa fare e secondo noi potrà essere accettato da almeno una compagnia, auspicabilmente più di una.

Se fosse una compagnia, sarà un monopolio, ma un monopolio ben regolato e ben sanzionato ed è molto meglio che una finta concorrenza o un oligopolio ancora più oneroso e per di più non regolato e non sanzionato oltretutto senza alcun vantaggio per i sardi. Quindi, in caso di accettazione da parte di una sola compagnia, noi avremo un monopolio, ma regolato e sanzionato, un monopolio che darà dei vantaggi ai sardi, senza oneri, 37 euro per Roma, 47 euro per Milano e 57 euro per altre tratte per le quali fino adesso si spendevano più di 150 euro, 190 o 200 euro; si apriranno così possibilità di collegamenti per i residenti fuori dalla Sardegna verso la Sardegna a condizioni totalmente diverse e con una facilità diversa, perché al di là del prezzo sarà possibile per chi abita a Torino, con un volo diretto tutto l'anno, magari prendere l'aereo e venire a trascorrere un week end nella nostra isola, di modo che il turismo aumenterà, mentre se la stessa persona deve girare l'Italia e fermarsi un'ora e mezzo a Roma, magari non ci viene e abbiamo un turista in meno.

Un'ultima cosa, un vantaggio di questa proposta è la soluzione di un problema conosciuto da tutti e cioè il feederaggio, o il transito. Ci può capitare di non trovare posto per Milano però abbiamo urgenza di farlo, allora prendiamo un volo per Roma e un volo per Milano così che, pur dovendo andare verso una destinazione agevolata, finiamo per dover pagare più di 200 euro, in quest'ipotesi il prezzo determinato sarà quello garantito per la destinazione anche se per caso dovesse avvenire non all'interno di un volo punto a punto agevolato, ma all'interno di un transito per Roma o per Milano; cioè potrebbe capitare che, non trovando posto nell'unico volo per Torino, avendo la compagnia un volo per Torino anche via Roma, avremo diritto allo stesso prezzo agevolato anche facendo transito via Roma, il che è un grande vantaggio.

Allora, io capisco la volontà di distinguersi, questa proposta non l'ho pensata io, l'ha pensata qualcun altro, l'importante è che ci sia per i sardi!

PRESIDENTE. Grazie Presidente. Per evitare interpretazioni non utili sulla tolleranza del Presidente del Consiglio, ricordo che la Giunta replicava a due mozioni che sono state illustrate da due presentatori diversi per venti minuti ciascuno, i quali adesso avranno diritto a una replica per dieci minuti ciascuno. Quindi, siccome ho visto qualche smorfia, volevo evitare che si facessero commenti sulla tolleranza del Presidente, non era tolleranza.

Ha domandato di replicare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Sì, Presidente, non avevo dubbi che lei avrebbe dato una giustificazione, anche questa esclusiva nella storia dell'autonomia. Comunque prendiamo atto.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pili, lei già inizia male, non mi giustifico!

PILI (F.I.). Guardi che posso dire quello che credo, Presidente, così come lo dice lei. Mi consenta di dirle che sapevo che lei avrebbe trovato una giustificazione, punto e basta!

PRESIDENTE. No, non devo giustificarmi, c'è il Regolamento che può leggere anche lei!

PILI (F.I.). Credo che lei non abbia bisogno di giustificazioni. Credo invece che purtroppo non solo non ci si possa dichiarare soddisfatti, ma si debba prendere invece atto che purtroppo il tempo della filosofia continua. Lo dico con amarezza. Lo dico perché credo che tutti i quesiti che sono stati posti non abbiano trovato alcuna risposta.

Primo elemento, si confonde la fase obbligatoria dell'onere del servizio pubblico con la gara. L'onere del servizio pubblico è senza oneri; così come lo è stato nel 1999, lo è obbligatoriamente oggi. Con una differenza, che oggi sappiamo che delle compagnie hanno svolto per un anno intero, senza alcun onere, la continuità territoriale per la Sardegna, anzi tutti gli indicatori economici e le dichiarazioni che abbiamo richiamato dimostrano che invece vi è anche un vantaggio economico. Se si guarda quello che succede nel resto dell'Italia, ci si accorgerà che qualche compagnia aerea sta promuovendo la tratta Roma-Palermo a 29 euro, quotidianamente, con più rotte, con più tratte.

Credo che davvero sia sconveniente riproporre una discussione sui soldi, sui denari, sui 10 milioni di euro, quando il Presidente Soru richiama in maniera veramente inopportuna ed assolutamente fuori luogo il fatto che la Giunta precedente non abbia utilizzato 10 milioni di euro, ma se c'era la possibilità di fare lo stesso servizio, di una gara d'appalto voluta dall'ENAC, presieduto da uomo del centrosinistra! Io non vorrei che nessuno si dimenticasse che (lo voglio ricordare all'onorevole Alberto Sanna, il quale ha dimostrato anche questa volta di avere memoria assolutamente corta) chi ha bandito la gara d'appalto è il governo di centrosinistra, chi ha realizzato l'appalto, non l'onere del servizio pubblico, quello l'ha deciso la Regione, il Presidente Floris ha deliberato in tal senso con la Conferenza di servizi in seconda battuta, dopo che la prima, quella da me presieduta fu cassata, basta leggere quanto detto dall'onorevole Attili e cioè che in quella fase non si diede la parola al rappresentante dell'ENAC; bisogna ricordarsi che quella gara d'appalto fu gestita, con un decreto di un Ministro del centrosinistra (di cui non faccio il nome per ovvie ragioni), dal Presidente dell'ENAC che è rimasto in carica fino a quando non è stato allontanato un anno fa.

Quindi, la responsabilità politica, se qualcosa non ha funzionato in quella gara, è chiara e netta ed è del centrosinistra. So che le può fare male, onorevole Sanna, l'affermazione che ha fatto un suo compagno di partito, che io condivido. Sulla continuità territoriale si dice...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, si rivolga non all'onorevole Sanna, grazie.

PILI (F.I.). Presidente, la vedo piuttosto teso a difendere le peculiarità del Presidente del Consiglio, evidentemente qualcuno le sta mettendo in discussione!

PRESIDENTE. Io sono assolutamente rilassato. Lei rispetti il Regolamento e vada avanti.

PILI (F.I.). Non siamo noi che mettiamo in discussione le peculiarità del Presidente del Consiglio. Credo che invece sia assolutamente condivisibile quella valutazione che ha fatto il massimo dirigente del partito di maggioranza relativa nella maggioranza che governa oggi la Regione che dice: "Alla Regione mi sembrano dilettanti". Lo dice un autorevole esponente che, tra l'altro, è stato nominato dal centrosinistra all'interno del consiglio di amministrazione dell'Enac: "Mi sembrano tutti dilettanti".

Credo che questa sia la minima risposta che vi possa davvero bastare per dimostrare quanto è stato fatto sino ad oggi. Qualcuno ha detto di sperare che la gara non arrivi, anch'io, se devo esprimere la mia opinione, non concordata con i miei amici della coalizione, dico che spero che non si arrivi alla gara.

(Interruzione dell'onorevole Sanna Alberto))

PILI (F.I.). Perché la gara...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per cortesia!

PILI (F.I.). La gara sarebbe nefasta per la Sardegna perché significherebbe che da nessun aeroporto dell'Isola ci si potrebbe muovere se non con un'unica compagnia; significherebbe aver chiuso la Sardegna, messo un lucchetto e nessuno, né scioperi e né contro scioperi, potrebbe in qualche modo liberarla.

Altra cosa è l'imposizione degli oneri di servizio pubblico; io ritenevo che si potesse fare un accorpamento, la coalizione che ha presentato la mozione ha scritto per prima che potevano essere fatti gli accorpamenti, per aeroporti o per tratte di zona, così invece mi pare che il rischio è quello che vi ho detto cioè che si faccia una imposizione di oneri di servizio pubblico senza aver ripartito. Io vorrei che ce lo segnassimo tutti quello che stiamo adesso sostenendo. La Giunta sarà costretta, obbligata, prima di approvare l'atto finale della Conferenza di servizi, ad introdurre il principio della ripartizione delle tratte tra compagnie aeree qualora più soggetti concorrano all'accettazione dell'onere di servizio pubblico, è un fatto elementare, chi non ha pensato questo vuol dire che è, come dice l'onorevole Attili, un dilettante. Chi non pensa che più compagnie possano accettare l'onere di servizio pubblico e quindi non ripartisce è un dilettante, non ha capito il meccanismo dell'onere di servizio pubblico e non sa che più compagnie, per norma europea, per norma nazionale, possono accettare l'onere di servizio pubblico; sarete costretti a cambiarlo e vi dimostreremo come lo dovrete assolutamente cambiare.

Ma credo che sia importante, lo diceva il collega Vargiu nel suo intervento, il risultato che abbiamo ottenuto, cioè che vi siete ricordati che c'era da convocare una Conferenza di servizi, cosa di cui non si era parlato, non si era mai discusso, perché se uno l'avesse saputo non avrebbe aspettato a metà ottobre a chiedere la delega, perché uno che guarda il programma di governo di chi si è candidato a governare, legge che bisogna fare una gara internazionale, c'è scritto questo nel programma di governo presentato in Consiglio. Invece tutto questo non solo non è stato fatto, ma è stato dimostrato che ci si è totalmente dimenticati, per tre mesi, della Conferenza di servizi che era l'ABC della continuità territoriale in base alla norma sancita dalla "144" e dall'articolo 36 in particolar modo.

Altro che Azzorre! Quando si citano le Azzorre è perché non si conosce il bando delle Azzorre e io vorrei che ognuno di voi prendesse il bando delle Azzorre, un volo settimanale, due voli settimanali, ma come si può mettere a paragone la Sardegna? Leggo sulla rotta Lisbona-Santa Maria un volo settimanale, Porto-Ponta Del Gada due voli settimanali e via dicendo. Ma come si può?Come dice l'onorevole Attili, solo dei dilettanti possono pensare di mettere a raffronto le Azzorre con la Sardegna, 400 mila passeggeri che volano a fronte dei 4 milioni e 700 mila passeggeri che volano in Sardegna. E' ridicolo ed è da dilettanti sostenere che le Azzorre possano avere qualsiasi analogia nel bando e nella proposizione con la Sardegna!

Allora credo che davvero non si possa accettare che, su un tema così, ci sia ancora tutta questa confusione. L'invito alla Giunta è quello di provvedere immediatamente all'approvazione del bando degli oneri di servizio pubblico, all'ENACC bisogna trasmetterlo formalmente e dargli i pochi giorni necessari per farsi trasmettere formalmente la richiesta di rinvio, perché la responsabilità non sia della Regione, ma sia dello Stato, con estrema chiarezza, con estrema precisione, così come qualcuno ha chiamato stamattina in causa la posizione che ognuno di noi deve assumere qui, con la nettezza delle posizioni bisogna sapere chi è responsabile.

Noi sappiamo che dopo tre mesi non era stata ancora chiesta la Conferenza di servizi, che dopo tre mesi e mezzo non è stato ancora formalizzato l'atto finale che, non solo noi abbiamo sostenuto ma anche - come ho potuto rileggere nella cronaca della realtà delle dichiarazioni che oggi si fanno e domani si smentiscono - qualche altro dirigente del centrosinistra che oggi, di fronte a questo fatto, preferisce tacere evidentemente riconoscendo la responsabilità che gli è propria.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Intervengo per dire brevemente che i problemi sono di due ordini. Il primo, diciamo, di disinformazione. Fatta salva la buonafede, il Presidente Soru ci ha comunicato che non c'è un euro, mentre un parlamentare del Gruppo D.S., ripeto, ha sostenuto il contrario, quindi qualcuno non è ben informato; il fatto politico grave è che il Presidente della Regione, chiunque sia, non può essere lasciato in solitudine in una battaglia politica, avendo la Sardegna una pattuglia di 21 parlamentari tra senatori e parlamentari, perché è intollerabile che lo Stato italiano, dopo che ha pensato ad una legge per il popolo sardo, tradisce e disattende non dando la copertura finanziaria.

Questo politicamente è intollerabile e non è un problema del Presidente neofita, è un problema di coscienza nazionale e di politica che deve interessare tutti, senza perdere di vista il bene comune, perché qui sì che ci distinguiamo in litigiosità, favorendo chi? Gli speculatori che ci impongono tariffe esose, salassanti per i sardi, erogando servizi pessimi di cui c'è da vergognarsi.

Quindi il fatto politico è questo, bisogna strappare allo Stato, non una promessa, proprio il rispetto di un diritto del popolo sardo, noi dobbiamo poter avere la continuità territoriale. Sono stati commessi anche errori chiaramente nella passata legislatura, quando si poteva pensare ad un bando di gara che non è stato fatto, quando si sono commissionati studi pagati lautamente e profumatamente a professionisti, mi riferisco al Modello Sardegna, del quale nessuno conosce niente e che giace tristemente nei cassetti.

Dobbiamo dimenticare e rigettare tutta questa cultura e, di fronte al bene comune, che attraversa tutte le formazioni politiche, dobbiamo essere coesi, perché ne va dello sviluppo economico e sociale e del rispetto di un popolo. E' intollerabile, ripeto, che non ci sia questa copertura.

Io mi auguro, Presidente Soru, che a lei abbiano dato l'informazione sbagliata e lei giustamente ha riferito quello che ha sentito; se così non fosse, dovremmo mobilitarci perché si rispettino i patti. Ecco perché (forse sognando, perché volare è sempre stato un sogno per tutti, anche per i sardi potersi spostare), noi insistiamo che, mutuando dal Trattato comunitario questo articolo 87, si possano abbattere notevolmente i tempi biblici e per Gesù Bambino avere la piacevole sorpresa che noi daremo ai sardi la continuità territoriale, sarebbe il regalo più bello per noi. Speriamo, appunto, che da questo dibattito salti fuori una coesione maggiore.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo atto delle dichiarazioni della Giunta, del Presidente della Giunta regionale, ma si è evidenziato nella replica il fatto che egli abbia eluso una serie di domande di carattere fondamentale che, durante il dibattito, sono state poste. Non ha chiarito un aspetto importante che riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti, oggi impegnati,preoccupati per il rischio di perdere il posto di lavoro; da questa ipotesi di articolazione degli oneri, da questa bozza tecnica non emerge alcunché in ordine ad impegni precisi che, con le organizzazioni sindacali, questo Consiglio regionale, con atti approvati a larga maggioranza, ha assunto nei confronti dei lavoratori. Di questo punto che, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, tornerà come punto caldo, non c'è traccia, né cenno.

Vi posso dire che, a questo proposito, negli incontri avuti a suo tempo a livello ministeriale e politico, a noi furono date garanzie perché intervenimmo immediatamente in questo senso, proprio per rispondere alle ansie del mondo del lavoro. Mi risulta invece che, in queste settimane e in questi mesi, nessun incontro politico a livello ministeriale abbia posto questa esigenza; comunque, al di là della clausola di salvaguardia, della clausola sociale cosiddetta, su cui i sindacati per mesi e forse per anni hanno fatto delle continue insistenze, giustamente, io dico, noi ci siamo sempre impegnati per evitare qualsiasi perdita anche di un solo posto di lavoro, questo lo abbiamo ottenuto, per cui non riesco a capire in quali atti e sotto quale forma amministrativa o politica questa esigenza viene soddisfatta.

Per quanto riguarda il punto riferito alle questioni delle disponibilità finanziarie, c'è stata anche sotto questo profilo un'imprudenza dell'Assessore nell'incontro con l'ENAC. Io ho sempre sostenuto l'impegno che ogni onere finanziario fosse a carico dello Stato perché, secondo un principio sancito dalla Costituzione, lo Stato deve assicurare, con propri finanziamenti, questo tipo di garanzia per i passeggeri sardi e per gli aventi titolo alle agevolazioni. Durante una riunione con l'ENAC, io non sono mai cascato in questo gioco, invece purtroppo, sotto questo profilo, c'è stato un cedimento dell'Assessore, il quale ha ceduto alla tesi che ci fosse anche un concorso da parte della Regione; questo è un fatto che non va assolutamente sostenuto, perché se noi dovessimo decidere di mettere delle risorse finanziarie su questa materia, ci direbbero immediatamente che abbiamo titolo e abbiamo la possibilità di farlo con tutte le nostre risorse.

Ho sostenuto questa tesi non solo oggi e continuo a sostenerla, quindi sono contrario a qualsiasi intervento regionale, almeno in questa fase, mentre, come ricorderanno bene, alcuni colleghi della Commissione trasporti, soprattutto di parte dei D.S. nella passata legislatura, sostenevano la necessità di un intervento finanziario della Regione per allargare le tratte, ma questo è un pericolo perché si rischia di farci dire dallo Stato: "Arrangiatevi, dovete essere voi a sostenere questa cosa". Quindi concordo con chi dice che la materia è complessa, però credo che a queste mozioni vada riconosciuto il merito di averla portata all'attenzione di questo Consiglio in modo molto forte e molto costruttivo.

Credo, perché sta emergendo dalla proposta che avete consegnato, che l'aeroporto di Alghero in particolare venga penalizzato rispetto agli altri aeroporti; infatti non sono previste alcune tratte importanti tra il nord Sardegna, che vedono molti emigrati del nord Sardegna nel nord Italia, e per esempio il Piemonte, quindi non c'è Torino su Alghero, non c'è neanche Verona, allora io chiedo che ci sia, anche sotto questo profilo, un intervento perché vi si possa rimediare; nella nostra proposta iniziale si parlava di atteggiamento ugualitario verso i tre scali, per cui occorre in questo senso fare uno sforzo perché l'utenza venga in qualche modo garantita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Intervengo per dire che voterò contro le due mozioni ma con motivazioni diverse. Per quanto riguarda la mozione del centrodestra, come dicevo, si tratta di una mozione molto debole, che ha un impianto che non si regge e poi si conclude con una proposta che davvero è inconsistente. Dire che si propone una tariffa unica di 25 euro per tutte le tratte significa non essere seri, quindi penso che una proposta di questo genere non meriti neanche un approfondimento. Però, siccome stiamo parlando di una delle questioni più importanti che riguarda la comunità regionale e il suo futuro, io mi auguro che il centrodestra dimostri in questo caso un minimo di senso di responsabilità, cosa che non ha fatto in altre circostanze delicate che riguardavano e riguardano questo importantissimo problema, per esempio quando si trattava di votare l'articolo 36 della "144" o quando si trattava di rifinanziare quella legge, problema enorme.

Quindi io mi auguro che l'onorevole Pili e tutto il centrodestra esercitino le loro capacità oratorie, nei confronti del Ministro Lunardi e del Presidente Berlusconi, non per spingerli contro ma per convincerli a rifinanziare questa legge che, fra l'altro, dice chiaramente che i 70 miliardi sono a regime; questo dice la legge, però il Governo non l'ha rifinanziata. Quindi su questa, che è una delle questioni fondamentali per il futuro della Sardegna, io mi auguro che si trovi, al di là delle posizioni, delle polemiche e di quant'altro, quel senso di responsabilità necessario che unifichi tutte le forze di questo Consiglio.

Considero invece la mozione del Partito sardo un contributo positivo alla nostra discussione anche se ha un punto di debolezza su cui penso però che anche questa discussione di oggi abbia contribuito a fare definitiva chiarezza, cioè che il modello cosiddetto "corso" non è applicabile alla Sardegna e che quindi insistere su questa ipotesi non ci aiuta a risolvere i nostri problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La mozione presentata riguarda, come è stato detto, un problema certamente molto complesso in termini procedurali, di implicazioni economiche, di scelta di strumenti da utilizzare per migliorare la qualità dei servizi, oltre che per avere una continuità territoriale che si esprima concretamente innanzitutto non soltanto in un'agevolazione tariffaria, ma consenta contemporaneamente anche una qualità accettabile e un'estensione territoriale del servizio che non provochi squilibri, cioè agevolazioni da un lato e appesantimenti e difficoltà ulteriori e svantaggi economici per altre rotte, cose che creano squilibri dannosi sia per la vita sociale, per chi viaggia ordinariamente per i soliti bisogni personali, oppure per chi invece viaggiando per affari rischia effettivamente di avere gravissimi danni.

E' una problematica molto complessa e noi crediamo che, non essendo una questione che possa essere trattata esclusivamente da addetti ai lavori, richieda una presa di coscienza da parte di questo Consiglio regionale che accompagni le azioni del Governo con suggerimenti, critiche e proposte. La mozione contiene tutti e tre questi punti, contiene considerazioni generali, critiche e proposte; addirittura crediamo che, nella stessa proposta della Giunta regionale, non sia da escludere che qualche contenuto espresso nella mozione presentata sia stato anche già preso in considerazione.

E' indubitabile però che vadano sollevati alcuni rilievi anche di natura politica. Innanzitutto non si può disconoscere il fatto che, in questi mesi, il ritardo c'è stato, infatti il problema della Conferenza di servizi doveva essere affrontato decisamente prima. Secondo: si scarica sulla proroga di un anno, della precedente Giunta, una responsabilità che invece io credo che sia ingiusto scaricare in questo modo. La proroga, che tra l'altro era consentita e prevista anche contrattualmente, ha comunque consentito di verificare come il regime di continuità territoriale, e di contenimento quindi delle tariffe, possa andare avanti senza una contribuzione, con dei limiti, ma intanto si è verificato questo. Terzo: io credo che, da cittadini, oltre che da componenti di questo Consiglio regionale, noi ci auguriamo che la proposta, a vantaggio di tutti i sardi e per il bene dei sardi, possa portare un servizio efficiente a tariffe basse per tutti.

Ci auguriamo che tutto vada per il meglio, per il bene della nostra Regione e dei nostri cittadini. Non possiamo non rilevare però che la proposta, presentata anche oggi in questo Consiglio dalla Giunta, mostra dei limiti: nel periodo invernale, ad esempio, c'è una diminuzione dei voli, per quanto riguarda le tratte Cagliari-Roma e Roma-Cagliari si passa da dodici a otto voli, questo sicuramente non è un vantaggio e di questo non si è detto. Ci sono anche alcune cose che sicuramente io credo debbano essere corrette, così come pure io non riesco davvero a capire perché si continui a dire (mi sembra un'incertezza e un'imprecisione, che richiede un approfondimento) che, a seguito dell'imposizione degli oneri di servizio pubblico, nell'eventualità di una non presentazione da parte di vettori, non si possa fare la gara senza rimborsi agli stessi vettori. L'esperienza ci dice che è possibile fare la gara, anche in assenza di rimborsi per cui io credo che si debba rivedere questo dato.

Ancora, un altro elemento di incertezza, i soldi da parte dello Stato ci sono o non ci sono? La Giunta dice che il Governo nazionale, cattivo e dimentico delle necessità della Sardegna, non ha messo i soldi, un parlamentare di sinistra avverte invece che le risorse ci sono. Vi mettete d'accordo da quella parte su questo problema? In ogni caso noi crediamo che le risorse ci siano, va verificato, ma come capita per molti stanziamenti da parte dello Stato, in alcune poste finanziarie del bilancio le risorse sono indicate per finalità generali, che possono poi essere specificate con atti amministrativi di governo successivi; noi crediamo che si tratti di questa fattispecie, ci auguriamo che sia così, ma diciamo che, in ogni caso, la gara potrà essere fatta anche senza l'attribuzione dei rimborsi perché l'esperienza ci dimostra che queste sono tratte che possono diventare convenienti anche senza rimborsi e questo sarebbe un grande vantaggio per tutti.

Crediamo che l'approvazione di questa mozione, per la quale dichiariamo il nostro voto favorevole, sia comunque un contributo positivo, critico ma positivo, dopo il dibattito svoltosi in questa Aula, per un problema che credo appassioni davvero tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo molto brevemente. La maggioranza, a nome della quale parlo, voterà contro le due mozioni, però dobbiamo immediatamente avvertire che, il tono pacato, serio, direi decisamente propositivo con cui il rappresentante del Partito Sardo d'Azione ha esplicitato la propria mozione, ci deve indurre, se non altro a livello di forma, ad una distinzione rispetto ai termini forti, direi prepotenti, quasi arroganti, utilizzati invece dall'onorevole Pili, ex Presidente della Giunta regionale, i quali sono in parte in netto contrasto con la stessa mozione e in parte in netto contrasto con gli stessi auspici e le proposizioni più delicate, così come sono state espresse in questa sede poco fa anche dall'onorevole La Spisa.

Ecco, onorevole Pili, noi non abbiamo bisogno di uno che ci faccia collage giornalistici, rassegne stampe, sappiamo leggere i giornali da soli, lei probabilmente a fare collage ha contratto un'abitudine inveterata alla quale però noi non siamo assolutamente interessati. Peraltro l'onorevole Pili ha un'altra abitudine: quella di tornare spesso indietro nel tempo, dimenticandosi naturalmente tutto il periodo che ha riguardato l'attività di governo di centrodestra, ricordando evidentemente soltanto i tempi del governo di centrosinistra per attribuirne ad esso per intero le responsabilità.

Per fortuna, lo stesso onorevole Floris, intervenendo in questo dibattito, ha richiamato la propria richiesta del marzo di quest'anno, quando Pili era Presidente della Giunta regionale, laddove sollecitava allora l'avvio di una serie di iniziative che naturalmente sono state neglette e deluse. Si lamenta la carenza di un deliberato definitivo, nessuno di noi peraltro ha detto che c'era una definizione ma che si era avviato un percorso, lo ha detto per primo il Presidente e ha continuato ad affermarlo l'Assessore. E' un governo che ha tre mesi di vita, io credo che siano stati tre mesi di vita proficui, ben utilizzati e ben spesi, anche rispetto al problema della continuità territoriale, sia da parte del Presidente della Regione che da parte dell'assessore Broccia. Vede, lei dice, onorevole Pili, che volare senza oneri aggiuntivi rappresenta una pura follia, e richiama, a questo proposito, gli interventi degli onorevoli Cugini e dell'onorevole Attili. Premesso che l'onorevole Attili al riguardo ha sicuramente grossi meriti che non possono essere disconosciuti, lei non può estrapolare una frase dal contesto di un discorso generale e, in ogni caso, se quella della Giunta regionale è follia, sicuramente è un tipo di follia creativa e quindi utile.

Sono più alti i costi odierni che vengono proposti rispetto a quelli di tre anni fa? E' una falsità. Si propone un'uniformità di prezzi per varie rotte e si ha la perfetta consapevolezza che questo rappresenta un discorso assolutamente demagogico. C'è, nella proposta che è stata richiamata, una migliore qualità del servizio e ci sono gli aspetti sanzionatori in caso di inadempienza. Per maggiore precisazione, rispetto alle ultime affermazioni dell'onorevole La Spisa, nessuno ha detto che la legge non prevede i finanziamenti. La legge li prevede ma i finanziamenti non esistono. Allora, ciascuno di voi, visti i rapporti di buon vicinato col Governo nazionale, su quella direzione sa di dover intervenire.

Da poco uno scrittore italiano, peraltro molto famoso, molto conosciuto, Alessandro Baricco, ha riscritto l'Iliade e per certi versi siamo rimasti tutti affascinati, però, onorevole Pili, mi deve concedere di fare la Cassandra della situazione, dove sta scritto che il 31 dicembre si interromperà la continuità territoriale? E' questo il suo auspicio? La Giunta regionale lavorerà perché il 31 dicembre la continuità territoriale non solo non si interrompa ma si avvii quel percorso che porti invece ad una continuità territoriale più ampia per tutti i cittadini residenti in Sardegna, ad un miglioramento del servizio per i cittadini che in Sardegna non vi risiedono ma che con la Sardegna hanno rapporti per cui arrivano in questa Regione; e, non dimentichiamocelo, è stato posto anche un problema di avvio di un percorso per garantire la continuità territoriale per le merci.

Noi ci crediamo, noi ci speriamo, in questa direzione rivolgiamo un invito al Presidente, all'Assessore e alla Giunta regionale perché vadano avanti. Naturalmente, con questo spirito e con quella differenziazione originaria anche sui toni degli interventi, respingiamo entrambe le mozioni.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle mozioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, Matteo SANNA, LIORI, PISANO, VARGIU, PILI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 8.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 65

Astenuti 2

Maggioranza 33

Favorevoli 22

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione la mozione numero 10. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CASSANO, RANDAZZO, VARGIU, PISANO, PILI, LOMBARDO, CAPPAI, ARTIZZU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 10.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - CONTU - DEDONI - RANDAZZO.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 44

Astenuti 18

Maggioranza 23

Favorevoli 4

Contrari 40

(Il Consiglio non approva)

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. Convoco adesso la Conferenza dei Capigruppo per definire il calendario dei lavori per la prossima settimana.

La seduta è tolta alle ore 20 e 01.



Allegati seduta

XXII Seduta

Venerdì 15 ottobre 2004

(Pomeridiana)

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 16 e 39.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 7 ottobre 2004 (19), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Diana, Masia e Scarpa hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 15 ottobre. Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, prima di iniziare l'illustrazione della mozione, lei stesso, richiamando il titolo della mozione, ricordava che essa nasce dal fatto che la Conferenza di servizi non sia stata o non fosse stata allora ancora convocata. Mi pare corretto, rispetto ai lavori di questa sessione dell'Aula, chiedere alla Giunta se esista un documento sui lavori della Conferenza di servizi, qualora quest'ultima sia stata effettivamente convocata; così come sarebbe altrettanto corretta, come peraltro è già avvenuto su questo stesso tema in questo Consiglio, la distribuzione preventiva all'Aula della proposta che la Giunta ha avanzato in sede di Conferenza di servizi.

Credo che sia un elemento importante tale da consentirci di calibrare i lavori dell'Aula e gli stessi interventi rispetto a questo documento che mi pare assolutamente determinante.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, io ho capito la sua richiesta, ma voglio capire se l'informazione sulla Conferenza di servizi cambierà l'andamento della discussione e l'esposizione delle mozioni stesse. Cioè se, a seguito dell'informazione, la mozione può essere considerata superata, oppure se c'è bisogno di tempo per leggere il documento richiesto e solo dopo aprire un dibattito su di esso. Cerco solo di sapere come intende proseguire; capisco il senso della sua richiesta ma voglio capire insomma come poi si intende proseguire nell'organizzazione del dibattito.

Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Presidente, mi pare che ci siano dei precedenti che forse lei sicuramente ricorda proprio su questo tema. Nel momento in cui un atto formale della Giunta interviene durante l'arco della presentazione della mozione o quanto meno nei dieci giorni necessari per la discussione in Consiglio, mi pare corretto poter disporre di questo atto, che è assolutamente determinante, per l'esame dell'Aula rispetto alla mozione stessa; ovviamente, per quanto mi riguarda e per quanto riguarda la mozione che devo illustrare, mantengo tutti i tempi che mi sono assegnati, pronto a riprendere, immediatamente dopo la consegna del documento, l'illustrazione della mozione stessa.

PRESIDENTE. Ho capito, il documento non interrompe i lavori dell'Aula e proseguiamo soltanto con la distribuzione.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ritengo che invece le dichiarazioni del Presidente modifichino l'andamento dei lavori dell'Assemblea, perché parliamo di tante mozioni, questa mi sembra una cosa importante, una materia tremendamente delicata e difficile, per cui credo che dovremmo prenderci il tempo necessario perché ognuno di noi esprima la sua opinione fino in fondo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Presidente, sull'ordine dei lavori, per associarmi alla richiesta, che rappresenta un'esigenza fondamentale, avanzata dal collega Pili, perché ci sia un documento base di riferimento della Giunta, a meno che la Giunta non intenda riferirsi alla delibera del febbraio 2004, allora ne prendiamo atto e su quella possiamo andare avanti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Pili, insomma, io la ascolto con attenzione, lei deve illustrare una sua mozione e di quella dobbiamo discutere; quindi se lei ha la cortesia di attendere che io, con il Presidente della Regione, verifichi come procedere, mi sembra che non sia...

PILI (F.I.). Io ho avanzato una richiesta davanti all'Aula e davanti all'Aula voglio le risposte.

PRESIDENTE. Io davanti all'Aula le darò una risposta, onorevole Pili! Quindi, abbia la cortesia di consentire al Presidente di svolgere il proprio ruolo, così come io consento a lei di svolgere il suo lavoro, il che rientra nel mio ruolo.

PILI (F.I.). Le interlocuzioni con il Presidente della Giunta...

PRESIDENTE. Non sto interloquendo, sto chiedendo al Presidente della Giunta se possiamo consegnare il documento subito, in ogni caso le comunicherò se la sua richiesta è accolta, onorevole Pili.

PILI (F.I.). La ringrazio!

PRESIDENTE. Prego!

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 46, viene ripresa alle ore 16 e 48)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Ho dato disposizione affinché il documento venga consegnato a tutti i consiglieri, pertanto interrompiamo la seduta per quindici minuti, il tempo necessario a che il documento venga fotocopiato e distribuito. I nostri lavori sono sospesi sino alle ore 17 e 10.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 49, viene ripresa alle ore 17 e 18)

Discussione congiunta delle mozioni Pili - La Spisa - Oppi - Diana - Vargiu - Ladu - Sanjust - Sanciu - Rassu - Liori - Sanna Paolo Terzo - Moro - Milia - Artizzu - Randazzo - Sanna Matteo - Licandro - Cappai - Dedoni - Murgioni - Onida - Cassano - Petrini - Pisano - Capelli - Cuccu Franco sul blocco della continuità territoriale per la mancata convocazione della Conferenza dei servizi da parte della Regione e la mancata proposta di oneri di servizio pubblico per il triennio 2005-2007, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento del Consiglio. (8) e Atzeri - Scarpa sulla continuità territoriale a rischio e sulla mancata scelta fra il regolamento CEE 2408/92 e l'articolo 87 del Trattato comunitario che farà perdere ai sardi il diritto acquisito (10)

PRESIDENTE. Proseguiamo con l'esame dell'ordine del giorno. Alla mozione numero 8, presentata dai consiglieri Pili, La Spisa, Oppi, Diana e più, abbiamo abbinato, in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo, la mozione numero 10, presentata dai consiglieri Atzeri e Scarpa, sullo stesso argomento.

Si dia lettura delle mozioni.

CASSANO, Segretario:

MOZIONE PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANJUST - SANCIU - RASSU - LIORI - SANNA Paolo Terzo - MORO - MILIA - ARTIZZU - RANDAZZO - SANNA Matteo - LICANDRO - CAPPAI - DEDONI - MURGIONI - ONIDA - CASSANO - PETRINI - PISANO - CAPELLI - CUCCU Franco sul blocco della continuità territoriale per la mancata convocazione della Conferenza dei servizi da parte della Regione e la mancata proposta di oneri di servizio pubblico per il triennio 2005-2007, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento del Consiglio.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che l'Unione Europea ha emanato apposito regolamento CEE n. 2408/92 del Consiglio del 23 luglio 1992 sull'accesso dei vettori aerei della Comunità alle rotte intracomunitarie;

VERIFICATO che tale regolamento, caposaldo normativo in materia di oneri di servizio pubblico, definisce "onere di servizio pubblico, qualsiasi onere imposto a un vettore aereo di prendere tutte le misure necessarie, relativamente a qualsiasi rotta sulla quale sia stato abilitato a operare da parte di uno Stato membro, per garantire la prestazione di un servizio che soddisfi determinati criteri di continuità, regolarità, capacità e tariffazione, criteri cui il vettore stesso non si atterrebbe se tenesse conto unicamente del suo interesse commerciale";

ACCERTATO che il regolamento comunitario fissa regole chiare alle quali ogni Stato membro è obbligato ad aderire previa la procedura di infrazione;

CONSIDERATO che tali disposizioni prevedono le procedure per l'adozione degli oneri del servizio pubblico e che le stesse vengono così indicate all'articolo 4: "Uno Stato membro può, previa consultazione con gli altri Stati membri interessati e dopo aver informato la Commissione e i vettori aerei operanti sulla rotta, imporre oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei di linea effettuati verso un aeroporto che serve una regione periferica o in via di sviluppo all'interno del suo territorio o una rotta a bassa densità di traffico verso un qualsiasi aeroporto regionale nel suo territorio, qualora tale rotta sia considerata essenziale per lo sviluppo economico della regione in cui si trova l'aeroporto stesso, nella misura necessaria a garantire che su tale rotta siano prestati adeguati servizi aerei di linea rispondenti a determinati criteri di continuità, regolarità, capacità e tariffazione cui i vettori aerei non si atterrebbero se tenessero conto unicamente del loro interesse commerciale";

ACCERTATO che tra le procedure indicate nel Regolamento vi è in particolar modo quella relativa alla pubblicazione degli atti: "La Commissione renderà nota l'esistenza di questi oneri di servizio pubblico tramite la Gazzetta ufficiale delle Comunità europee";

CONSIDERATO che la Commissione europea dovrà tener conto dei parametri previsti dal regolamento si richiama il dispositivo: "Nel valutare l'adeguatezza dei servizi aerei di linea gli Stati membri tengono conto:

- del pubblico interesse;

- della possibilità, in particolare per le regioni insulari, di ricorrere ad altre forme di trasporto e dell'idoneità di queste ultime a soddisfare il concreto fabbisogno di trasporto;

- delle tariffe aeree e delle condizioni proposte agli utenti;

- dell'effetto combinato di tutti i vettori aerei che operano o intendono operare sulla rotta di cui trattasi";

ACCERTATO che il regolamento dispone ulteriori condizioni essenziali per l'esercizio degli oneri di servizio pubblico si richiamano i contenuti indicati nella procedura:

"- laddove altre forme di trasporto non possano garantire servizi adeguati e ininterrotti, gli stati membri interessati hanno la facoltà di prescrivere, nell'ambito degli oneri di servizio pubblico, che i vettori aerei che intendono operare sulla rotta garantiscano tale prestazione per un periodo da precisare, conformemente alle altre condizioni degli oneri di servizio pubblico;

- l'accesso ad una rotta sulla quale nessun vettore aereo abbia istituito o si appresti a istituire servizi aerei di linea conformemente all'onere di servizio pubblico imposto su tale rotta, può essere limitato dallo stato membro ad un unico vettore aereo per un periodo non superiore a tre anni al termine del quale si procederà ad un riesame della situazione, il diritto di effettuare siffatti servizi sarà concesso, tramite appalto pubblico, per rotte singole o serie di rotte a qualsiasi vettore aereo comunitario abilitato a effettuare tali servizi";

ACCERTATO che:

- la normativa europea impone, dopo la preliminare pubblicazione degli oneri del servizio pubblico, tempi definiti anche per la procedura di gara così indicati: "Il bando di gara viene pubblicato nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee e il termine per la presentazione delle offerte non può essere inferiore a un mese dal giorno della pubblicazione. Le offerte presentate dai vettori aerei sono immediatamente comunicate agli altri Stati membri interessati e alla Commissione";

- il bando di gara ed il successivo contratto devono contemplare tra l'altro i seguenti punti:

- le norme prescritte dall'onere di servizio pubblico;

- norme relative alla modifica e alla scadenza del contratto, in particolare per tener conto di cambiamenti imprevedibili;

- il periodo di validità del contratto;

- sanzioni in caso di inadempienza del contratto;

- la selezione tra le offerte presentate viene effettuata il più presto possibile, tenendo conto della qualità del servizio offerto e in particolare delle tariffe aeree e delle condizioni proposte agli utenti, nonché del costo dell'eventuale compenso richiesto allo Stato o agli Stati membri interessati;

- in deroga al disposto della lettera f), dal giorno della presentazione delle offerte deve trascorrere un periodo di due mesi prima che si proceda alla selezione, affinché gli altri Stati membri possano presentare eventuali osservazioni;

ACCERTATO che, in base al regolamento comunitario, l'eventuale rimborso da parte dello Stato membro è indicato come possibilità, si riporta il testo del dispositivo in materia di rimborsi: "Uno Stato membro può rimborsare un vettore aereo selezionato in conformità della lettera f) che soddisfi le norme di onere di servizio pubblico prescritte nel quadro del presente paragrafo; tale rimborso tiene conto dei costi e dei ricavi derivanti dal servizio in questione";

CONSIDERATO che il Parlamento, seppur con grave ritardo nel recepire tale ordinamento comunitario, ha approvato la Legge n. 144 del 1999 che all'articolo 36 disciplina la continuità territoriale per la Regione Sardegna e le isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali;

CONSIDERATO che il Ministro dei trasporti e della navigazione, al fine di conseguire l'obiettivo della continuità territoriale per la Sardegna e le isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali, in conformità alle disposizioni di cui al regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio del 23 luglio 1992, dispone con proprio decreto:

"a) gli oneri di servizio pubblico, in conformità alle conclusioni della conferenza di servizi di cui al comma 2, relativamente ai servizi aerei di linea effettuati tra gli scali aeroportuali della Sardegna e delle isole minori della Sicilia e i principali aeroporti nazionali individuati dalla stessa conferenza;

b) d'intesa con i presidenti delle regioni autonome della Sardegna e della Sicilia, una gara di appalto europea per l'assegnazione delle rotte tra gli scali aeroportuali della Sardegna e delle isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali e gli aeroporti nazionali, qualora nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione di oneri di servizio pubblico";

ACCERTATO che la legge stessa attribuisce alla Regione la potestà propositiva in materia di continuità territoriale delegando per legge al Presidente della Regione la convocazione della conferenza dei servizi così come disposto nell'articolo 36: "I Presidenti delle Regioni interessate, su delega del Ministro dei trasporti e della navigazione, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, indicono e presiedono una conferenza di servizi con la partecipazione, oltre che delle regioni, delle pubbliche amministrazioni competenti";

PRESO ATTO che la procedura di legge appare codificata in ogni passaggio definendo i compiti della conferenza dei servizi che sono così richiamati:

"3. La Conferenza di servizi ha il compito di precisare i contenuti dell'onere di servizio pubblico, senza oneri per il bilancio dello Stato, indicando:

a) le tipologie e i livelli tariffari;

b) i soggetti che usufruiscono di sconti particolari;

c) il numero dei voli;

d) gli orari dei voli;

e) i tipi di aeromobili;

f) la capacita' di offerta";

PRESO ATTO che la stessa legge nazionale rimanda in seguito alle stesse procedure del regolamento europeo richiamando l'indizione di apposita gara d'appalto europea: "Qualora nessun vettore accetti l'imposizione degli oneri di servizio pubblico di cui al comma 1, lettera a), il Ministro dei trasporti e della navigazione d'intesa con i Presidenti delle Regioni interessate indice la gara di appalto europea secondo le procedure previste dall'articolo 4, comma 1, lettere d), e), p), g) e h), del regolamento (CEE) n. 2408/92 del Consiglio, del 23 luglio 1992.";

TUTTO CIÒ PREMESSO il 1° gennaio del 2002 veniva avviata la continuità territoriale aerea per la Sardegna che si conclude dopo un anno di rinnovo contrattuale il 31 dicembre 2004;

CONSIDERATI i tempi previsti nella normativa vigente e le procedure indicate nel regolamento comunitario risulta evidente che la mancata convocazione della Conferenza dei servizi da parte del Presidente della Regione comporterà obbligatoriamente l'interruzione del regime di onere di servizio pubblico per la continuità territoriale aerea;

CONSIDERATA la gravità dell'inadempienza, per la quale la Regione è stata persino richiamata ufficialmente dall'Enac alle proprie responsabilità, si deve riscontrare che non esiste più la possibilità giuridica di recuperare il tempo perso dalla Giunta regionale;

ACCERTATO che le procedure di gara e il prosieguo della continuità territoriale hanno tempi di legge e di regolamenti comunitari ormai impossibili da rispettare;

PRESO ATTO che, dopo tre mesi dal suo insediamento, il Presidente della Regione abbia solo a fine settembre chiesto la delega al Ministero, da considerare per legge già acquisita, e niente abbia fatto per convocare la Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto approvare la nuova continuità territoriale che scade il 31 dicembre prossimo;

ACCERTATO che tale inadempienza causerà un grave danno ai sardi che dovranno sottostare ai costi del libero mercato sin dal 1° gennaio in attesa che si compiano tutte le procedure di gara che, senza ulteriori ritardi, potrebbero concludersi entro aprile del prossimo anno;

PRESO ATTO che con dichiarazioni stampa i vari responsabili dell'esecutivo regionale hanno detto di voler tenere sulla materia " la riservatezza del caso" dimostrando anche su questo tema di avere le idee poco chiare sia sulle procedure che sul merito della continuità territoriale;

CONSIDERATO che oggi tutte le compagnie aeree operanti in Sardegna in regime di continuità territoriale svolgono il servizio in base ad un rinnovo contrattuale a costo zero per la Regione e per lo Stato;

ACCERTATO che si tenta di nascondere le proprie inadempienze e tentare di far calare il silenzio sulla totale assenza di una proposta concreta di nuova continuità territoriale da parte della Giunta regionale;

CONSIDERATO che non esiste nessun progetto della Giunta regionale sulla continuità territoriale e che ancor oggi non sono state definite né le tipologie e i livelli tariffari, né i soggetti che usufruiscono di sconti particolari, il numero dei voli, i tipi di aeromobili e la capacità d'offerta richiesta;

CONSIDERATO che alla Sardegna e ai sardi serve un progetto serio, concreto e immediatamente attivabile senza ulteriori perdite di tempo;

RITENUTO, nell'assoluta mancanza di iniziativa da parte della Giunta regionale, di dover avanzare un'ipotesi di discussione che preveda obiettivi e azioni necessarie per migliorare e rafforzare una storica conquista della Sardegna,

propone

1. Libero mercato con tariffa onerata obbligatoria

Obiettivo:

- prevedere una nuova continuità territoriale in attuazione delle norme comunitarie e nazionali che consenta di avere più operatori sulla stessa tratta ma con una tariffa massima imposta con il regime degli oneri del servizio pubblico;

- consentire a tutte le compagnie di poter viaggiare sulle rotte sarde imponendo loro una tariffa prestabilita che tenga conto dei costi effettivi da stabilirsi attraverso un'analisi di mercato basata anche sulle nuove opportunità legate al low cost che inducono a pensare ragionevolmente che la tariffa massima della tratta Sardegna - aeroporti nazionali non possa superare i 25 euro.

Azioni:

- la Regione sarda deve immediatamente promuovere, entro dieci giorni, la Conferenza dei servizi per definire la proposta da sottoporre ad onere di servizio pubblico;

- la conferenza dei servizi deve essere composta dalle società di gestione degli aeroporti, dai presidenti delle Province, dai Comuni dove operano gli aeroporti, dalle associazioni dei consumatori, dalle associazioni di categoria e dagli enti nazionali Enac ed Enav;

- il governo deve approvare le nuove tariffe e pubblicare il decreto sulla Gazzetta europea e su quella ufficiale dello Stato con il quale avvia una procedura di evidenza pubblica per verificare l'adesione delle compagnie aeree alla proposta di contratto di oneri di servizio pubblico;

- qualora le compagnie non dovessero aderire all'onere di servizio pubblico si deve procedere con una gara internazionale che preveda l'assegnazione delle rotte alle compagnie che forniranno, alla pari di qualità ed efficienza di servizio, le tariffe più convenienti; gara da svolgersi con la procedura dell'offerta economica al ribasso.

2. Una continuità territoriale al passo con i tempi Obiettivo

Con il risultato raggiunto dalla continuità territoriale nei primi due anni è indispensabile:

- incrementare il numero dei voli e delle frequenze;

- incrementare il numero di rotte da sottoporre ad onere di servizio pubblico;

- estendere la continuità territoriale ai figli degli emigrati;

Azioni:

- la Conferenza dei servizi deve prevedere un incremento dei voli e delle frequenze in base ai periodi dell'anno e al dato storico incrementato con una percentuale minima da stabilire tre mesi prima del nuovo anno di esercizio;

- deve essere estesa la continuità territoriale prioritariamente alle rotte per Torino, Genova, Bergamo, Verona, Venezia, Bologna, Firenze;

- qualora su queste rotte non si verificasse la fattibilità economica si deve prevedere il possibile accorpamento con quelle più redditizie sia per l'imposizione degli oneri sia per quanto riguarda eventualmente anche il ricorso alla gara internazionale;

- oltre agli emigrati le tariffe agevolate devono essere estese ai nuclei familiari degli emigrati.

3. Una continuità territoriale per chi va e chi viene

Obiettivo:

- è indispensabile prevedere un abbattimento tariffario anche per tutti i passeggeri che non rientrano nella fascia sottoposta ad onere di servizio pubblico al fine di porre la Sardegna sullo stesso piano di potenzialità di collegamento delle altre regioni;

Azioni:

- prevedere nel bando una tariffa massima per i passeggeri non residenti non superiore del 50% alla tariffa onerata.

4. Una continuità che avvicina

Obiettivo:

- consentire l'avvicinamento degli scali ai centri urbani di maggior interesse per la comunità sarda con particolare riferimento allo scalo di Linate;

Azioni:

- prevedere che almeno 2/3 dei voli sul sistema aeroportuale milanese sia previsto verso lo scalo di Linate per evitare che ci sia un aggravio di costi e di tempi insopportabile per i sardi.

Al fine di aprire un serrato confronto sulla nuova continuità territoriale e al fine di coinvolgere l'intera Assemblea sarda, ai sensi del comma 2 dell'articolo 54 del regolamento, si chiede l'immediata e urgente convocazione del Consiglio regionale. (8)

MOZIONE ATZERI - SCARPA sulla continuità territoriale a rischio e sulla mancata scelta fra il regolamento CEE 2408/92 e l'articolo 87 del Trattato comunitario che farà perdere ai sardi il diritto acquisito.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che al fine di assicurare la continuità territoriale della Sardegna l'articolo 36 della Legge n. 144 del 1999, ha già previsto l'imposizione di oneri di pubblico servizio conformi al regolamento CEE 2408/92;

CONSIDERATO che in base al regolamento CEE 2408/92 dopo tre anni lo stato membro procede ad un riesame della situazione;

VISTO che la convenzione ha garantito per due anni, più un ulteriore proroga di un anno, quest'ultima con l'imposizione degli oneri di servizio pubblico, scadenza 31 dicembre 2004;

PRESO ATTO che nella precedente legislatura non si è proceduto a migliorare il sistema e a predisporre le nuove fasi di gara causando danni forse irreparabili per tutti i sardi;

CONSIDERATO, altresì, che in data 20 gennaio 2003 l'allora Assessore dei trasporti relazionò nella quarta Commissione consiliare sulla nuova proposta denominata "Modello Sardegna", progetto mai utilizzato, ma certamente pagato ai professionisti esterni convenzionati;

CONSTATATO che:

- l'applicazione del regolamento CEE 2408/92 prevede:

1) la preparazione delle modalità operative della conferenza dei servizi;

2) la convocazione della conferenza dei servizi;

3) l'informazione all'Unione Europea delle procedure in corso;

4) la pubblicazione da parte dell'Unione Europea dell'esistenza degli oneri;

5) la pubblicazione sulla GUCE del bando di gara a titolo gratuito;

6) la pubblicazione sulla GUCE del bando di gara con compensazione;

7) l'istituzione della Commissione di valutazione offerte e nomina aggiudicatari;

8) l'inizio servizio;

- tutte queste operazioni comportano un totale di 210 giorni;

PRESO ATTO che i tempi a disposizione non consentono l'espletamento di tutte le procedure entro il 31 dicembre 2004,

impegna la Giunta regionale

- all'applicazione dell'articolo 87 del Trattato comunitario sugli aiuti sociali, che si configura come un aiuto al passeggero tramite vettore, utilizzando in parte la normativa sugli oneri di servizio pubblico e in parte quella degli aiuti sociali ;

- ad attuare gli oneri di servizio pubblico che in una prima fase vengono imposti sulle rotte individuate e vengono pertanto fissate frequenze, orari e tariffe a cui i vettori che intendono svolgere i servizi devono uniformarsi;

- affinché non si svolga la gara di appalto europea per l'affidamento del servizio in esclusiva, ma vengano stipulate delle convenzioni con tutti i vettori comunitari interessati, rispettando la modalità sugli oneri del servizio pubblico,

impegna altresì la Giunta regionale

- ad attivare l'informativa alla UE delle procedure da adottare, attenderne i tempi di risposta, non passivamente, per poi avviare la pubblicazione della modalità operativa dei servizi aerei soggetti ad aiuto sociale;

- alla stipula dei contratti e quindi all'inizio del servizio tenendo conto che il tempo necessario per tutta questa procedura è di 60 giorni.

L'esperienza del sistema cui si fa riferimento è quello della Corsica che ha "illuminato" la proposta di "Modello Sardegna" fatta nella precedente legislatura e inspiegabilmente mai attuata. (10)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Pili per illustrare la mozione numero 8.

PILI (F.I.). Presidente, io chiederei, se fosse possibile, dieci minuti di sospensione per leggere il testo del documento che ci è stato consegnato ancora caldo della fotocopiatrice. Ci bastano dieci minuti.

PRESIDENTE. Sono accordati i dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 18, viene ripresa alle ore 17 e 28.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Prego, onorevole Pili.

PILI (F.I.). Signor Presidente, credo che una mozione su un tema davvero troppo delicato come quello sulla continuità territoriale non potesse accettare ancora a lungo il silenzio che su di esso si è registrato in questi primi tre mesi di governo.

Io credo non sia necessario, lo dico ai colleghi veterani del Consiglio, ripercorrere i ritardi del passato perché dovremmo tornare al luglio del 1992, data nella quale fu sancita la disposizione comunitaria che dava l'avvio alla continuità territoriale per quelle isole, per quelle aree e regioni marginali d'Europa che avevano le condizioni, come la Sardegna, per applicare gli oneri del servizio pubblico e quindi la continuità territoriale.

Non voglio tornare indietro nell'illustrazione della mozione che, con i colleghi della minoranza, abbiamo presentato, perché non mi pare assolutamente foriero di un dibattito costruttivo; dall'altro non ci interessa tornare indietro al marzo del 1999, dispositivo dell'articolo 36 della legge numero 144 che prevedeva esattamente trenta giorni di tempo per indire la Conferenza di servizi, cosa che, come voi sapete, anche allora non fu fatta. Spero invece che questa mozione serva intanto a noi, a questo Consiglio, a fare chiarezza su molte idee confuse che sono circolate in questi mesi. La mozione nasce per questo motivo, colleghi, per fare chiarezza; perché davvero su quattro elementi credo che sia giusto e corretto fare una riflessione politica (consentitemi, però, anche tecnica e amministrativa) su una partita così rilevante, storica, per la nostra Regione come quella della continuità territoriale.

Innanzitutto sui tempi. Si è in ritardo o non si è in ritardo? Cercherò molto velocemente di ripercorrere le posizioni che da una parte e dall'altra sono state assunte in questi mesi, per poi verificare quello che è realmente successo.

Sulle risorse finanziarie. Tutto quello che è stato detto, è stato contraddetto in questi mesi.

Sul modello di continuità territoriale. Chi lo voleva come quello delle Azzorre, chi della Corsica, chi ha ipotizzato modelli assolutamente innovativi per arrivare poi a quello che in questa mozione, un mese fa, abbiamo indicato.

Infine i giudizi politici che sono stati riportati più volte all'attenzione dell'opinione pubblica.

Io ho chiesto più volte, Presidente della Regione, Presidente del Consiglio, colleghi consiglieri, che venisse consegnato, ancor prima di iniziare l'illustrazione della mozione, il testo di questo documento. Avrete tutti potuto notare che non vi è quell'elemento cardine che lo fa diventare un atto amministrativo compiuto. Cioè ad oggi non vi è un deliberato che faccia scattare i termini impositivi dell'onere del servizio pubblico da trasmettere, così come prevede puntualmente la norma, al Ministro delle Infrastrutture e Trasporti per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato e quella europea. E' un documento che ha molti dati e alcuni potremmo anche richiamarli lungo il dibattito, lungo questo nostro confronto.

Un iter iniziale assolutamente poco chiaro e che parte anch'esso in ritardo, alla cieca, consentitemelo. Una proposta che nasce alla cieca senza neanche utilizzare, passatemi la considerazione, il pilota automatico della norma europea che traccia una regola certa: chiunque abbia pensato di modificare la norma europea per applicare un diverso modello in Sardegna è uno scellerato, perché tutti sanno bene che il conflitto che vi è stato a livello comunitario per arrivare a definire la direttiva comunitaria, il regolamento comunitario sulla partita degli oneri per il servizio pubblico era assolutamente un accordo fra Stati, raggiunto difficilmente e difficilmente modificabile.

Io vorrei soffermarmi sui tempi, per dimostrare quell'elemento che noi nella mozione richiamiamo con grande chiarezza. I tempi. Il 16 settembre 2004 l'Assessore competente dice su "L'Unione Sarda" che tre mesi e mezzo sono sufficienti per varare un nuovo sistema, ma mancano ancora le certezze sulle risorse del Governo. In un articolo su "La Nuova Sardegna", l'Assessore invece dice che forse si slitterà di qualche settimana rispetto al 31 dicembre. A distanza di un giorno ci sono già alcune settimane di ritardo. Poi il 2 ottobre, la chicca politica di questo scorcio di legislatura, la sostengono due autorevolissimi dirigenti dei D.S., l'onorevole Cugini, che è nostro collega, e l'ex parlamentare Attili. Essi dicono che la Giunta da parte sua deve elaborare la proposta definitiva, ritenendo che i tempi, seppure stretti, ci sono, basta leggere la legge, e che non servono tre mesi, ma si possono ridurre a dieci giorni. Dieci giorni, e siamo al 2 di ottobre. Io vorrei che nessuno di noi dimenticasse questa dichiarazione degli onorevoli Attili e Cugini i quali dicevano alla Giunta che in dieci giorni poteva fare tutto, perché così previsto dalla legge. Siccome oggi mi pare che siamo andati oltre il dodicesimo giorno rispetto a quei dieci giorni di scadenza, o la Giunta non è stata capace o l'onorevole Attili e l'onorevole Cugini l'hanno sparata grossa, hanno dato i numeri.

Un'altra considerazione nasce dalle pagine de "L'Unione Sarda" del 4 ottobre, dove Attili, questa volta in solitario (ricordo la data: lunedì 4 ottobre), dice che, se si sceglie un modello che ha funzionato finora, si possono imporre gli oneri il 1° ottobre (ricordo ancora che il giornale è del 4 ottobre) e pubblicare il bando il 2 ottobre; a quel punto, dopo un mese, i tempi dipenderanno da quello che succederà. L'onorevole Attili è lungimirante e ha anticipato anche i quotidiani.

Lunedì 4 ottobre il Presidente della Regione dichiara che entro la settimana successiva si terrà la Conferenza di servizi. La Conferenza di servizi non è una riunione tra amici, è un organismo deputato a deliberare quell'atto che noi abbiamo chiesto inizialmente qui e che non c'è stato dato, cioè il documento finale della Conferenza di servizi.

La questione dei soldi, vedete, anche in questo caso nella nostra mozione noi abbiamo riportato quello che è stato detto, cito per primo un consulente, credo, dell'Assessorato o della Presidenza, non lo so perché non è stato chiarito, il professor Deiana, il quale dice che gli sembra impossibile che si possa fare la continuità territoriale senza risorse dello Stato, a meno che non si trasformino le compagnie aeree in enti di beneficenza, ritenendo il resto solo favole. Stiamo parlando del 15 settembre, cioè questo signore, questo professore illuminato diceva: "Attenzione, senza oneri scrivete solo favole", per poi vedere il contenuto di questa proposta per capire se sono favole, se i consulenti della Regione sono stati pagati per mettere tutti i costi e i soldi per le compagnie invece che pensare al risultato importante e finale.

Salto le considerazioni dell'assessore Broccia quando dice che dobbiamo evitare che qualcuno si aggiudichi la gara a prezzi bassissimi, in quanto viviamo quotidianamente di servizi e quindi è meglio non far vincere la gara a prezzi bassi. Ma quale gara? C'è forse una gara bandita? C'è forse una gara che si deve bandire? Bisogna analizzare e vedere quello che è successo e quello che si è detto, tutti, perché il duo Cugini - Attili dice che pensare che le compagnie possano affrontare il triennio 2005-2007 rinunciando alle compensazioni, è pura follia! Allora mentre in questo documento, che c'è stato poc'anzi presentato, c'è scritto che le compagnie devono volare senza compensazioni, due autorevoli esponenti del centrosinistra hanno detto che è follia, è pura follia; dico di più, l'Assessore dei trasporti ha sostenuto (in una dichiarazione rilasciata, il 4 ottobre, ad un giornalista il quale commenta che Broccia ha le idee chiarissime)che sono indispensabili le risorse finanziarie per una buona continuità e chi dice il contrario sa di dire una falsità, come dimostra l'esperienza dell'ultimo anno.

Si stanno dicendo pertanto due cose: che l'ultimo anno è stato disastroso perché era senza risorse e che oggi quello che ci viene proposto è un regime di continuità territoriale senza oneri, con lo stesso modello dello scorso anno. Aggiungo che il Presidente Soru, siccome è più lungimirante di tutti qui dentro, cominciando a parare i colpi, poiché ha compreso quello che sarebbe successo, il 6 ottobre ha dichiarato a "Il Giornale di Sardegna": "La legge ha visto destinare al servizio 48 milioni di euro, 40 milioni sono andati alla Compagnia Air One per una controversia". Io sfido chiunque a trovare in qualsiasi Tribunale d'Italia una sentenza con la quale lo Stato ha pagato 40 milioni di euro alla Compagnia Air One e vi chiedo di capire se questo invece non sia il classico paravento per nascondere un disegno che già si stava preconfezionando, ovviamente, a tutela dei sardi; io di questo sono profondamente convinto.

Ma, assessore Broccia, c'era qualcuno che ha detto che era una follia, un altro - oltre lei - che ha rivisto totalmente il passaggio, è l'onorevole Attili che anche questa volta in solitario percorso e volo, non portandosi con sé l'onorevole Cugini, ha dichiarato, rispetto alla proposta senza oneri, di averne già parlato col Presidente Riggio (il giornalista tra lineette aggiunge "annuncia", come l'annunciazione), e l'Ente ha un atteggiamento positivo verso questa soluzione che non prevede oneri per lo Stato e soprattutto non prevede una gara internazionale che richiederebbe un dispendio enorme di risorse.

Ma è tutta questa la chiarezza che c'è in un tema così serio, così rilevante? Si dice che non servono i soldi, che servono, che è pura follia, che è pura fantasia e poi invece si fa l'esatto contrario. Ma la dichiarazione più importante, tra quelle fatte in questi mesi, è quella del dottor Sebastiani, amministratore delegato della più importante Compagnia privata italiana, Meridiana, compagnia sarda, il quale dichiara, sul quotidiano "L'Unione Sarda", che nel corso degli anni è diminuito il prezzo del biglietto aereo. Cosa vuole dire che è diminuito se lo dice il Presidente amministratore delegato di una Compagnia? Che bisognava abbattere i costi, non riproporre costi per i sardi che sono superiori a quelli di quattro anni fa nella elaborazione economica, di analisi, che è stata fatta. Certo che le compagnie accetteranno, io sono convinto che non solo una accetterà, ma molte più compagnie, perché è un'offerta assolutamente vantaggiosa proprio per le compagnie, poi vedremo perché, se il tempo in questo primo intervento me lo consentirà.

Attili, il 12 ottobre: "Nel 2002-2003 abbiamo speso 48 miliardi, se nella nuova gara ci sarà un ribasso d'asta…" ma abbiamo idea di che cosa significhi ribasso d'asta su una gara? Su questo tipo di gara, rispetto alla norma comunitaria, se noi stabiliamo 37 euro per l'onere di servizio pubblico, e c'è il ribasso, vuole dire che chiunque si candidi a svolgere quel servizio lo fa in ribasso, cioè meno 1 per cento, meno 10 per cento; allora è evidente che la tesi che avete sostenuto e cioè che servivano oneri è totalmente infondata, è assolutamente priva di qualsiasi regola.

Concludo questa breve esposizione dei fatti per arrivare alla proposta finale. I D.S. sposano le teorie di Attili, "no" al libero mercato…il tempo sta per scadere.

BALIA (Gruppo Misto). E' una mozione su Attili.

CUGINI (D.S.). No, su Nuvoli.

PILI (F.I.). Io comprendo un po' di nervosismo, ma spero che il dibattito possa anche superarlo.

Al libero mercato dicono "no", ma l'Assessore poco dopo dice che il regime di monopolio attuale non va bene e bisogna consentire ai sardi di scegliere liberamente la compagnia che deve servirli per l'abbattimento del costo dei biglietti. Io credo che sia un dato eloquente lo scontro all'interno della maggioranza sul modello corso, voluto dall'UDEUR e per un momento anche dalla stessa Giunta regionale, vediamo qualche titolo che dice: "Puntiamo sul modello corso".

Ecco, colleghi, io credo che questo richiamo, che è stato doveroso per dimostrarvi l'assoluta confusione, porti a fare qualche valutazione; per legge bisogna imporre l'onere del servizio pubblico, non ci sono altre strade, bisognava lavorare per capire se l'accorpamento era unico o se era per tratte associate e messe insieme rispetto ad un'analisi economica, non a casaccio. Un accorpamento a casaccio può portare davvero, lo dicono bene i sindacati nelle considerazioni che hanno fatto, a creare nella gara internazionale un unico vettore in tutte le rotte della Sardegna attraverso la gara d'appalto.

Quindi vuol dire monopolio e vuol dire anche, consentitemi, non aver preso in considerazione il dato più elementare. All'onere di servizio pubblico possono aderire tutte le Compagnie che vogliono. Se voi vedete il testo predisposto dalla Giunta c'è ripetutamente scritto "Il vettore accetta", non è così! Possono accettare più vettori. Mi domando allora: come verrà ripartito il numero delle rotte tra vettori se non è previsto in questa imposizione dell'onere di servizio pubblico? Io sono sicuro che l'introdurrete, ne ho la certezza assoluta, perché altrimenti sarebbe bocciato da qualsiasi organismo; è un chiaro svarione che avete assunto, perché l'onere di servizio pubblico ha la libertà di accettare qualsiasi vettore e non uno, quindi vuol dire che tutte quelle rotte possono e devono essere divise tra più vettori, se questi dichiareranno di accettare.

Ecco, colleghi, noi abbiamo voluto portare qui questa discussione perché l'accorpamento delle rotte è una proposta, contenuta nella nostra mozione, che abbiamo costruito in base al lavoro che è stato fatto. L'assessore Amadu è stato testimone e protagonista del lavoro svolto per arrivare a focalizzarlo e, avendo istituito il Comitato permanente dei rapporti tra ENAC e Regione, si è lavorato in quella direzione, per cui credo davvero che l'analisi dei costi che è stata fatta sia assolutamente priva di fondamento. Noi riteniamo che ci siano le condizioni per abbattere ulteriormente i costi per i sardi; se si aggiunge che, oltre a essere più alti di quelli di tre anni fa, questi si aggravano con l'importo delle tasse, in alcuni casi si raddoppia lo stesso prezzo del biglietto.

Inoltre abbiamo voluto portare qui questo dibattito perché riteniamo sia assolutamente necessario metterci nelle condizioni di prevedere una continuità territoriale che consenta ai sardi di viaggiare nel libero mercato, con un costo di un onere di servizio pubblico imposto dal pubblico; su quello, ogni vettore deve poter tradurre una propria offerta economica nel libero mercato, proprio partendo da un onere del servizio pubblico imposto dalla Regione e dallo Stato. Mi pare che ci sia, invece, tuttora una grande confusione; noi ci auguriamo che, dopo questo dibattito, si possa arrivare a trarre delle conclusioni invitando, così come invitiamo nella mozione, ad arrivare immediatamente ad un deliberato, perché i tempi stanno passando e purtroppo il 31 dicembre, per responsabilità chiara di questa Giunta, si interromperà la continuità territoriale aerea per la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Atzeri per illustrare la mozione numero 10.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi e colleghe, la mozione del Partito sardo vuole essere un modesto contributo per cercare di far viaggiare ancora i sardi con questo regime di continuità territoriale. La preoccupazione nasce appunto dalla mancata scelta fra il Regolamento CEE 2408 del 1992 e l'articolo 87 del Trattato comunitario. Vorrei annunciare al Presidente Soru e all'assessore Broccia la bellissima notizia, non so se l'hanno saputo, che esiste la copertura finanziaria per questa legge "144". Una legge dello Stato italiano che non ci dà nessun privilegio, ma finalmente sancisce un diritto di un popolo e, con stupore, sentir parlare un parlamentare dei D.S., credo l'onorevole Carboni, di 65 milioni di euro certi per tutto il tema della continuità territoriale, beh, crea perlomeno sconcerto, piacevole sconcerto. Quest'ultimo dice che, tra le pieghe della finanziaria, dopo un oculato esame, ha rintracciato, come un buon rabdomante, questa risorsa di 65 milioni. Io ve la dico perché può servire nel proseguo, perché tra tanti viaggi ci si distrae.

Noi pensiamo, non avendo gestito l'Assessorato dei trasporti, dove ci sono state, purtroppo per i sardi, delle manchevolezze, delle leggerezze, addirittura la Regione sarda in questa quasi secolare generosità, si è vista drenare risorse per 80 miliardi di vecchie lire, in seguito a conti sballati, o semplicemente a calcoli sbagliati, che purtroppo il TAR ci costringerà o ci ha costretto a rifondere questi danari. Ecco, Presidente Soru, il mio consiglio è gratuito, non si avvalga di consulenze che hanno recato tanti danni alle casse della Sardegna, cerchi di evitarlo perché siamo un po' stanchi di autorevoli accademici, come nel campo ambientale, vedasi la distruzione del Poetto per il quale dichiaravano con certezza che tutto andava bene, oppure di tecnici dell'ingegneria dei trasporti che sballano completamente i conti, mi riferisco al periodo maggio/settembre della drammatica estate 2002, Presidente Soru, durante il quale per poter soddisfare la richiesta, che era facilmente prevedibile, il vettore che aveva vinto ha dovuto avvalersi di vettori turchi extracomunitari con equipaggio turco, quindi con difficoltà linguistica, e noi paghiamo!

Allora con molta modestia, Presidente Soru, credo che noi due, come partito, siamo accomunati dal desiderio di dare ai sardi la continuità territoriale e potremo ottenerla, perché nessuno può ammantarsi di originalità e di primogenitura per questo problema talmente serio che le risorse migliori del Consiglio dovrebbero sostenere lei e la sua Giunta per dare ai sardi questo diritto inalienabile. Anche politicamente io ritengo sia intollerabile attuare una politica da retroguardia ed accettare con rassegnazione i capricci di uno Stato che finalmente ha partorito una legge che sancisce questo diritto. Dobbiamo costringerlo a rispettare i patti e a dare copertura a una legge che ci appartiene. Noi pensiamo che in 60 giorni - è un percorso che le sottoponiamo - potremo uscire da questo tormentone, sperando di centrare gli obiettivi.

Data la fretta, non sono riuscito ad assimilare il documento che lei ha consegnato, ma lo prendo come un percorso serio alla ricerca di soluzioni altrettanto serie, utili per i sardi e mi soffermerò dopo per una lettura più attenta. Però noi ci permettiamo di suggerire un percorso che crediamo abbatta notevolmente i 210 giorni, minimo, per rispettare tutta la liturgia del Regolamento in vigore. Crediamo che, se si attuasse questa Conferenza di servizi, sempre nel rispetto dell'articolo 36 della legge numero 144 del 1999, con l'ENAC, il Ministero dei Trasporti e noi, potremmo - una volta avviata la Conferenza di servizi e deliberato - optare per l'applicazione dell'articolo 87 del Trattato comunitario, che riconosce al vettore un certo tanto a passeggero, a differenza della Regione Sicilia che ha optato invece per un rimborso come riconoscimento all'utente, secondo noi, appesantendo così notevolmente le istituzioni, le province, i comuni, ai quali dovrebbe rivolgersi l'utente.

In questo caso, con l'applicazione dell'articolo 87, noi non imporremmo tariffe per i non residenti ed otterremmo anche la rottura del monopolio. Abbiamo visto purtroppo cosa comporta il regime del monopolio e cosa da esso deriva: atteggiamenti arroganti al limite della denuncia, ritardi inspiegabili, traumi nel vedere smarrito il bagaglio, insomma tutte cose insopportabili. Una volta onorati questi due passi potremmo mandare una semplice informativa all'Unione Europea, in un piccolo week end, dal venerdì al sabato, oppure quando a Bruxelles sono aperti gli uffici preposti, per spiegare appunto l'iter che abbiamo seguito; dopo questa semplice informativa, dovremmo attendere il placet da parte della stessa Unione Europea (noi crediamo di poterlo ottenere in brevissimo tempo, in una settimana) e poi procedere alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, sulla GUCE. Pubblicare che cosa? L'avviso di interesse, cioè verrebbero convenzionati da parte dell'ENAC solo gli interessati, non sarebbe la classica gara con tutti i tempi biblici, come dicevo prima, sarebbe soltanto da pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale, sulla GUCE, l'avviso di interesse.

In Corsica hanno già applicato questo modello e mi risulta che abbiano individuato la tariffa di 75 euro a persona, però io so che si può anche, nel rispetto di questo modello corso, contingentare il prezzo a una somma inferiore a 75. Nessuno impedisce a noi sardi di studiare la possibilità di abbassare notevolmente questo tetto, con la consulenza dei nostri uffici, anzi mi risulta che ci siano già degli studi fatti. Gli errori sono stati grossolani e ne abbiamo parlato. Oltre ai conti, si sono imposte tariffe per i non residenti che, subite dai gruppi turistici che venivano in Sardegna, penalizzavano così anche il comparto del turismo. Applicare poi anche il Regolamento CEE 2408 del 1992 imponeva oneri di servizio scatenando quello che è successo, il monopolio.

Ecco, noi siamo convinti, Presidente Soru, che se iniziassimo, con questa Conferenza di servizi, ad aprire questa stagione per assicurare ancora dal 1° gennaio 2005 la continuità di servizio, noi per Natale potremmo festeggiare, sempre mettendo davanti il bisogno dei sardi, senza schermaglie o atteggiamenti che rivendicano responsabilità che, di fronte a un dramma del genere, ritengo siano inutili. Lei sta ereditando una patata veramente bollente, perché non ha nessunissima responsabilità in questo settore. Adesso, che ha di fronte i tempi tiranni, faccia l'uso migliore che lei crede delle possibilità suggerite anche dal nostro Partito; ci farebbe piacere che si ragionasse su questa proposta senza pregiudiziali, senza guardare a quale gruppo politico appartiene, perché non siamo mai stati tuttologi, siamo stati sempre collaborativi, ci confrontiamo sui percorsi e, se si trovasse una strada migliore di quella che il Partito sardo sta proponendo, io sarei ben lieto di rendere un servizio ai sardi.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

Ricordo ai colleghi che il tempo a disposizione è di dieci minuti e che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione dell'intervento dell'onorevole Floris.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho chiesto al Presidente della Giunta di rendere dichiarazioni in Aula in modo da consentire a tutti quanti noi di avere il tempo necessario per trattare una materia così delicata e difficile, perché questa è una materia del Presidente della Regione, con tutto il rispetto per gli Assessori.

Alla fine di marzo, ho presentato un'interpellanza urgente, chiedendo di discutere di continuità territoriale, di come era stata gestita, di quali erano gli elementi distorsivi, dei ritardi per quanto riguarda le merci e per buttare le basi per la nuova continuità territoriale; quelli mi sembravano i tempi utili per trattare questo argomento. Non dimentichiamo che, fino ad allora, fino alla nostra continuità territoriale, l'istituto degli oneri di servizio pubblico in Italia non aveva trovato ancora applicazione, mentre il resto d'Europa vi aveva fatto largo uso e ampio ricorso: la Francia per la Corsica e per i vari collegamenti interni ed europei, il Portogallo per le Azzorre, la Spagna per le Canarie, l'Irlanda per le varie destinazioni interne, la Norvegia, l'Inghilterra per le isole minori e le varie destinazioni interne, la Svezia e la Germania. Di fatto non avevano fatto ricorso - lo faccio storicamente per arrivare a una conclusione - agli oneri di servizio pubblico, oltre che l'Italia, il Belgio, l'Olanda, la Danimarca, che non hanno un mercato domestico, e la Grecia perché aveva goduto di deroghe.

I collegamenti con la Sardegna beneficiavano di tariffe di trasporto aereo agevolate aventi lo scopo di attenuare lo svantaggio costituito dall'insularità della Sardegna. Il regime delle tariffe agevolate è venuto meno per effetto del Regolamento CEE 2409, emanato insieme al Regolamento 2408, il quale ha stabilito il principio della libertà tariffaria. Di conseguenza, le tariffe dei collegamenti con la Sardegna, esercitate in regime di libero mercato, si erano allineate a quelle vigenti sulle altre rotte nazionali. Da un punto di vista del mercato, l'apertura dello stesso, che era uno degli obiettivi del Regolamento 2408, non si è realizzata se non in minima parte. Ricordiamo che dal 1992 al 1999 le rotte da e per la Sardegna hanno continuato ad essere esercitate dagli stessi vettori che in precedenza le operavano in regime di concessione, cioè Alitalia, per i collegamenti con Alghero, Meridiana, per i collegamenti con Olbia, mentre i collegamenti con Cagliari erano operati su Roma da Alitalia e su Milano da Meridiana. Di fatto si era determinata una condizione che l'Autorità garante della concorrenza del mercato ha definito di assenza di sovrapposizione, ma che potrebbe anche essere definito di spartizione del mercato di trasporti da e per la Sardegna. Una cosa che noi abbiamo evitato che avvenisse.

In questo contesto trova la sua origine l'articolo 36 della legge 144 del 1999 che si prefigge di conseguire o, meglio, ripristinare l'obiettivo della continuità territoriale per la Sardegna. Il meccanismo ricalca quello richiamato dal Regolamento europeo, il 2408, e prevede il coinvolgimento, nella procedura, della Regione autonoma della Sardegna in quanto portatrice delle esigenze della comunità isolana. Quindi l'articolo 36 della nostra legge 144, nel primo comma, alla lettera a), prevede che il Ministro dei trasporti e della navigazione disponga, con proprio decreto, gli oneri di servizio pubblico conformi alla conclusione della Conferenza di servizi tra gli scali della Sardegna e i principali aeroporti nazionali e, alla lettera b), prevede che il Ministro, d'intesa col Presidente della Regione, qualora nessun vettore abbia istituito servizi di linea con assunzione degli oneri di servizio, disponga una gara di appalto europea per l'assegnazione delle rotte.

Quindi l'articolo continua prevedendo l'istituzione della Conferenza di servizi con tutto quello che abbiamo visto; leggo oggi sui giornali che ci sono altre categorie, le categorie sono identiche, uguali a quelle indicate nella continuità territoriale. Inoltre l'articolo 36 dice che, nell'ipotesi in cui nessun vettore accetti, il Ministro dei trasporti e della navigazione, d'intesa col Presidente della Regione, indice la gara d'appalto europea e stabilisce che il rimborso al vettore o ai vettori selezionati non possa superare comunque gli importi di 50 miliardi di lire per l'anno 2000 e di 70 miliardi di lire per l'anno 2001 e seguenti. Questa è la nostra legge nazionale; noi parliamo di risorse, ma questa, mi pare così lapalissiano, prevede che una quota pari all'uno per cento della spesa autorizzata sia riservata agli analoghi, insomma alle isole minori della Sicilia dotate di scali aeroportuali.

Sostanziale identità quindi tra il Regolamento europeo e la legge 144, con una differenza, che la nostra legge nazionale, rispetto al Regolamento europeo, prevede che, nel caso in cui nessun vettore accetti, ci sia l'imposizione degli oneri di servizio e che si bandisca la gara. E' qui la nostra forza, solo qui è la nostra forza, se no non è niente, stiamo parlando non di continuità territoriale, Presidente, ma di un'altra cosa. Le due cose sono strettamente collegate sul piano politico e della convenienza economica e della tutela degli interessi della comunità sarda. Ecco perché non possiamo seguire il primo senza avere la possibilità coercitiva di operare nel secondo. Il rischio politico è che peraltro la comunità italiana dica ai sardi che sono bravi, che se la facciano da soli e che non hanno più bisogno delle risorse dello Stato.

Ora, si è fatta avanti in questi giorni una strada, una tesi, che io credo sia utile, secondo la quale il nuovo Ministero dell'economia sostiene che lo Stato non deve più finanziare le leggi specifiche, non devono cioè essere più allocate le risorse nei capitoli di bilancio delle singole leggi di settore, ma devono essere trasferite ai Ministeri; quindi anche il compenso delle risorse per far fronte globalmente a tutte le sfere riguardanti il Ministero dei trasporti e della navigazione, deve essere dislocato in quest'ultimo, il quale sostiene che, all'interno di queste risorse, ci sono anche quelle per la continuità territoriale della Sardegna.

Se non ci fossero, Presidente, prenda il Consiglio, andiamo a Roma, prenda il popolo, andiamo a Roma per avere i soldi. Perché il primo punto su cui non bisogna assolutamente tergiversare è stabilire se, per il 2005, esistono o meno le risorse per onorare l'impegno che lo Stato ha preso nei confronti della Sardegna, per assicurarci la continuità territoriale oggi e domani, perché, vedete, gli oneri di servizio non si fanno così. Io vi ho impiegato un anno e due mesi, ho mandato la gente in Canada per vedere quanto costa la scatola nera, per fare l'ammortamento di tutti i consumi che le compagnie aree hanno, se no si agisce sul prezzo, ma il prezzo oggi non è più quello di ieri. Noi, sul prezzo minimo che garantiamo agli italiani, dobbiamo fare le decurtazioni per i sardi.

Vedete, non c'è nulla di quello che noi avevamo nella continuità territoriale, perché la continuità territoriale che abbiamo fatto noi prevedeva le frequenze stabilite da noi; siamo noi che dobbiamo stabilire quando i sardi devono andare e quante rotte occorrono per andare a Roma, per andare a Milano, non le compagnie! Siamo noi che fissiamo gli orari, le fasce durante la giornata, siamo noi che abbiamo scelto il tipo dell'aeromobile più sicuro per far viaggiare i sardi, non sono le compagnie che ce lo devono offrire, così come le tariffe suddivise. Il minimo dei 140 posti chiesto a tutte le compagnie era per assicurare che ci fosse, in quelle ore, la possibilità per il sardo di spostarsi e di spostarsi globalmente.

Concludo, Presidente, nel dire che questo percorso che la Giunta sta avviando si presterebbe a immediati ricorsi per illegittimità. Si nutrono dubbi per ipotesi di oneri su più tratte in una procedura concorsuale unica che vedrebbe un unico aggiudicatario, potendo in tal caso il vettore aggiudicatario compensare le perdite delle rotte onerose con i ricavi delle rotte più redditizie, come dice la Conferenza, cosa che l'Europa non vuole.

Per quanto riguarda i livelli tariffari, è evidente la necessità di approfondimenti tecnici in ragione delle mutate condizioni di mercato con l'ingresso del low cost, però questo è un pericolo, in quanto questa procedura risulterebbe elusiva del disposto normativo perché diretta a consolidare posizioni di privilegio… volevo che stesse un attimino attento a quello che sto dicendo. E' evidente che questa procedura risulterebbe elusiva del disposto normativo perché diretta a consolidare posizioni di privilegio in favore di alcuni operatori già nella consapevolezza di non poter proseguire la procedura per come è prevista per legge.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, in questa occasione io non intervengo solo per dovere, ma anche per puntualizzare e soprattutto richiamare la necessità di uno sforzo comune, perché alcune conquiste, importanti seppur non definitive, dei sardi, di tutti i sardi, grandi, piccoli, alti, bassi, di destra, di sinistra e di centro, non possano andare in fumo.

Intervengo col dire, in esordio, che giudico i primi passi di questa Giunta regionale, anche in questa materia, con una certa delusione e anche con un po' di amarezza. E' vero che è una Giunta regionale che ha la facilità della retromarcia, mi auguro che anche su questa materia qualche retromarcia possa essere innescata per consentire di rimediare probabilmente a degli errori o comunque ad inerzia. Dico con delusione perché mi attendevo una qualche proposta responsabile, che tenesse conto soprattutto di una serie di atti e di azioni che, in questi anni e in questi mesi, sono stati espressi non solo da parte politica, ma anche da parte sindacale, di altre organizzazioni, o da tutti quanti in questi mesi e in questi anni sono intervenuti su questa materia. La Giunta precedente fece uno sforzo notevole in questa direzione portando a compimento, nel febbraio 2004, una proposta che noi abbiamo giudicato importante, adottata come atto di indirizzo su questa materia, che è stata sottoposta al parere e al vaglio della Commissione consiliare competente.

Oggi nessuno, soprattutto chi prima era all'opposizione, adesso in maggioranza, si è sollevato in Commissione per pretendere l'esposizione di qualche progetto attuale; mentre noi, in Commissione consiliare prima e poi nell'importante occasione di un convegno-dibattito ad Alghero, il 29 marzo 2004, sottoponemmo la proposta all'attenzione dei Ministeri dell'economia e dei trasporti, dell'ENAC, dei parlamentari, dei consiglieri regionali, delle compagnie aeree, delle società di gestione aeroportuali, delle forze imprenditoriali e sindacali, delle associazioni degli emigrati, delle associazioni dell'utenza e di tutti i soggetti interessati. Nelle settimane successive furono espresse una serie di indicazioni, anche da parte di chi oggi, forse in preda a qualche sonnifero particolare, tace. Mi riferisco soprattutto a qualche parte sindacale che, evidentemente, in una situazione soporifera, preferisce attendere, attendere non so che cosa.

Io mi chiedo oggi - di fronte ad una Giunta che ha fatto tanto in termini di blocco dell'attività della Giunta precedente, ha revocato, ha sospeso delibere, eccetera - cosa sarebbe successo, quale scandalo sarebbe scaturito se, durante il periodo elettorale, il Presidente di allora avesse indetto la Conferenza di servizi. Per un fatto di prudenza e di rispetto verso gli elettori e quindi verso il nuovo Presidente si è evitato di indire la Conferenza di servizi, ma tutto era pronto.

Mi consenta, assessore Broccia, credo che lei il 16 settembre abbia dichiarato con troppa disinvoltura che, quando è diventato Assessore, non ha trovato nulla di fatto, lo "zero assoluto", probabilmente nel mese di agosto c'era troppa gente in ferie e non ha avuto modo di dialogare con i funzionari per trovare tutto il malloppo di produzione, frutto di lavoro del comitato paritetico, dei funzionari e di quanti in qualche modo avevano in questi mesi lavorato. Mi chiedo che cosa c'è di nuovo, se non qualche stralcio, nella proposta portata ora all'attenzione del Consiglio, rispetto alla delibera adottata da noi, che è stata oggetto, evidentemente, della fase iniziale della Conferenza di servizi, una proposta di carattere tecnico che tiene conto di una parte di quello che abbiamo fatto. Questo io lo dico anche con un po' di orgoglio, nel senso che una parte del lavoro nostro è stata recepita, ma molto poco; io mi auguro che ci si renda conto invece che tutta un'altra attività notevole, che è stata portata avanti, debba essere sicuramente in qualche modo accolta.

In riferimento ai finanziamenti cui si è accennato, il punto cade in una situazione particolare della crisi dei vettori. Io sono convinto che i vettori non si tireranno indietro rispetto alle proposte che dovessero pervenire e che in qualche modo interessano loro stessi, perché la crisi del mercato, l'interesse per milioni di passeggeri che la Sardegna offre e soprattutto l'incertezza legata ad una possibile gara che assegnerebbe sì davvero solo ad un unico vettore la gestione delle tratte, a quel punto io credo - anzi, mi auguro e auspico - che ci sarà una adesione volontaria delle compagnie aeree, il che potrebbe andare nella direzione di una possibile presenza di più vettori.

Ma, caro Assessore, lei ha parlato di caduta di monopolio, ma mi deve spiegare in che modo cade il monopolio; mica cade così il monopolio! Perché se è vero che l'adesione volontaria può veder concorrere più compagnie, le compagnie si organizzano, e se devono essere garantiti mettiamo sei voli al giorno, una compagnia ne garantisce tre e un'altra ne garantisce altri tre, ma durante la stessa ora, durante la stessa fascia oraria; mi può spiegare come è possibile che due compagnie volino alla stessa ora? Ecco, lì cadrebbe il monopolio; allora io mi chiedo qual è la sua teoria di monopolio.

Ho sentito anche qualche sindacalista illuminato parlare di caduta del monopolio e di garanzia dei posti di lavoro; io mi chiedo, in presenza di una flessibilità di compagnia, dov'è la garanzia dei posti di lavoro quando nessuna compagnia si sentirà in dovere di assumere a tempo indeterminato i lavoratori, senza la certezza di poter volare a pieno regime utilizzando le tratte. Quindi stiamo navigando in una situazione davvero di incertezza, caro Assessore.

Per quanto riguarda il tema della salvaguardia dei posti di lavoro, io non ho sentito da parte della Giunta nessun cenno a quel fatto importante storicamente rappresentato in Sardegna dalla presenza di Alitalia; anzi, molto frettolosamente, qualcuno ha pensato che Alitalia avrebbe rinunciato al mercato sardo. Il Consiglio regionale ha adottato, non in questa legislatura ma comunque recentemente, nel mese di dicembre, un ordine del giorno che invitava la Giunta regionale di allora ad intervenire perché Alitalia non andasse via dalla Sardegna e noi siamo intervenuti a tutti i livelli, pur nella difficoltà maggiore che Alitalia aveva allora rispetto ad oggi, perché oggi è in una fase di risanamento e quindi di dispiegamento e di presenza, non di ritiro; allora io mi chiedo come mai la Giunta regionale ad oggi non è ancora intervenuta per invitare Alitalia (presenza storica in Sardegna che vuol dire qualità di servizio, che vuol dire compagnia di bandiera, che vuol dire sfida anche alle altre compagnie in termini di qualità e di servizio, eccetera) a non andare via - si ritiene infatti che Alitalia ormai non abbia più interesse al mercato della Sardegna - anche perché Alitalia ha molti dipendenti in Sardegna.

Mi chiedo quindi come si possano salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti (mi dispiace che in questo momento il Presidente della Giunta sia assente, probabilmente è impegnato in affari più importanti, immagino) quando non c'è stato nessun accordo a livello politico-ministeriale per garantirli. Uno dei cavalli di battaglia degli anni scorsi è stata l'assicurazione della salvaguardia del posto di lavoro, vista la preoccupazione dei lavoratori di perderlo. Io mi chiedo dove sono le garanzie per i posti di lavoro, vedo che un vettore vale l'altro, chi arriva dovrà comunque servirsi di qualcuno, certo, però noi a suo tempo ottenemmo dal Ministro, dal Vice ministro, l'impegno politico a garantire quei posti di lavoro e non c'è stato mai un licenziamento.

Chiedo ancora come mai ad oggi non c'è stato un incontro politico con il Ministro e con il Vice ministro per avere certezze, più ci si avvicina a dicembre e più c'è il rischio che, andando via Alitalia o qualche altra compagnia, si perdano centinaia di posti di lavoro, con grande preoccupazione da parte dei lavoratori. Mi auguro che anche in questo senso ci sia una forte presenza attiva delle organizzazioni sindacali con cui noi avevamo stipulato a suo tempo un protocollo d'intesa che abbiamo sempre rispettato. Spero che la preoccupazione dei lavoratori sia un fatto recepito a livello politico per cui si possano creare le condizioni perché essi non abbiano nulla da temere.

Io credo che occorra passare ad una fase nuova con il concorso delle forze politiche, la Giunta deve aprire un confronto con la Commissione consiliare competente perché si studino eventuali correttivi in corso d'opera, se la Conferenza di servizi è già partita, quindi un meccanismo che, non essendo già chiuso o non ancora aperto, può essere rivisto. Ritengo esistenti le condizioni per arrivare a soluzioni positive, ma sarebbe grave se il tempo passasse ancora, come è avvenuto per questi tre mesi (tra l'altro non ho capito perché si è arrivati ad ottobre, quando l'indizione della Conferenza di servizi, da parte del Presidente della Regione, era possibile già a luglio), e si rischiasse di arrivare a gennaio senza garanzie per i sardi.

Occorre in qualche modo, anche con un po' di umiltà, chiedere al Ministro la disponibilità straordinaria perché si superino alcuni passaggi e ci possa essere una risposta adeguata perché, dal primo gennaio, i viaggiatori della Sardegna, l'economia della Sardegna non possono rischiare di vedersi limitato, o addirittura cancellato, un diritto che ormai era considerato acquisito.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Credo che l'onorevole Pili e anche l'onorevole Amadu non possano ergersi come coloro che danno lezioni di continuità territoriale o di altro genere. Non per fare polemica, ma per chiarezza, altrimenti non si capisce più niente, credo di dover richiamare qualche ricordo. L'onorevole Pili, dopo esser stato nominato una prima volta Presidente della Giunta regionale, aveva avviato la procedura attraverso la Conferenza di servizi;quella proposta avanzata era così debole e non percorribile che fu rigettata in primo luogo dall'ENAC, dopodiché questo servizio - previsto dalla legge del 1999 - della continuità territoriale partì il 1° gennaio 2002, cioè con oltre due anni di ritardo, voglio far presente che governava il centrodestra.

Ancora voglio ricordare fatti precedenti, dicendo che il centrodestra votò contro l'articolo 36 prima citato; i parlamentari sardi ripeterono questa loro volontà, bocciando anche un emendamento presentato per estendere la continuità territoriale anche ad altri scali che, tra l'altro, la legge prevede.

L'onorevole Amadu dice che la maggioranza è presa da sonno profondo. Ma insomma, onorevole Amadu, lei avrebbe dovuto indire, promuovere la Conferenza e definire il tutto entro il dicembre del 2003, non l'ha fatto! Era Assessore lei! Adesso non è che ci dimentichiamo di tutto e si vuole che una Giunta che sta lavorando da tre mesi, presa da mille questioni che tutti conosciamo, risolva tutto! Insomma, i problemi sono grossi e complessi, a me pare che si stia lavorando nella direzione giusta; credo che la proroga di un anno concessa quando governava il centrodestra, in caso di bisogno sarà accordata di qualche mese anche per chi governa oggi, nella situazione attuale, io me lo auguro per evitare che ci sia il rischio di tornare alla situazione precedente alla continuità.

In questo senso, del resto, si è pronunciato il Ministro Lunardi, nell'intervista rilasciata ad un quotidiano locale il 5 ottobre scorso, egli rassicurava e non drammatizzava, smentendo anche esponenti del centrodestra, tra questi l'onorevole Pili, il quale molto si sta occupando di questo problema in modo, direi, anche abbastanza confuso e con una mozione che ha un impianto piuttosto debole, soprattutto sulla parte propositiva, insomma non si capisce bene cosa voglia.

Io voglio richiamare il punto che mi sembra centrale della mozione del centrodestra, dove si propone libero mercato sulla stessa rotta, tariffa prestabilita unica di 25 euro per tutte le rotte. E' una proposta impraticabile, chiunque si rende conto che questa è una proposta demagogica, che non può essere avanzata in una Conferenza di servizi degna di questo nome, perché non porterebbe senz'altro ad alcun accordo da parte delle compagnie, ma indubbiamente alla gara. Insomma, noi dobbiamo fare di tutto perché alla gara non si vada, dobbiamo fare in modo che gli oneri di servizio pubblico siano definiti dalla Conferenza e accettati dalle compagnie in modo tale che si arrivi alla gestione di questo servizio attraverso un percorso concordato. Questo prevede la legge e mi pare che in questa direzione si stia andando.

Sulla questione del monopolio,, insomma quando si parla di questo argomento, nell'attuale situazione, è mai possibile che ci si dimentichi del vero monopolio che esisteva prima del 1° gennaio 2002 quando due compagnie aeree facevano il buono e il cattivo tempo, facendo pagare ai sardi l'ira di Dio? Non ne parla più nessuno, ma quello era il vero monopolio! Se non c'è l'accordo con il risultato della Conferenza di servizi, è chiaro che si va alla gara e la gara di un servizio è una gara internazionale, chi vuole partecipare partecipa, c'è un capitolato, c'è un contratto e chi si aggiudica la gara lo deve rispettare. Questo è, ci sono delle regole che vanno rispettate, come in qualsiasi gara per assegnare qualsiasi servizio o qualsiasi prestazione.

Sulla soluzione "corsa" molto si è parlato, si dice che preveda gli oneri di servizio pubblico attraverso gli aiuti sociali, attraverso il sostegno, l'integrazione economica al passeggero. Badate bene, questo intanto esiste soltanto su due rotte che collegano la Corsica con la Francia (mentre sulle altre tre c'è la soluzione sarda, tanto per essere chiari), sulle quali i passeggeri sono così pochi che non si potrebbe attivare il servizio se non fosse così concepito perché le compagnie non lo accetterebbero mai. Voglio anche ricordare che in Corsica ci sono 280 mila persone, se noi trasportassimo il modello corso, ammesso che riguardasse tutte le tratte, e lo applicassimo alla situazione sarda, non basterebbero 700 miliardi l'anno per realizzare questo servizio; cosa, insomma, chiaramente impensabile e non praticabile.

Dopo circa tre anni, il bilancio di questa esperienza a me pare che abbia più lati positivi che negativi, certo, ci sono stati disservizi, sappiamo che le compagnie, certe soprattutto, non accettano questo sistema, lo digeriscono mal volentieri, quindi hanno agito molto in modo che le cose non funzionassero come dovuto, ciò nonostante questo sistema si sta affermando. Le compagnie alla fine sono soddisfatte per due punti; prima di tutto la questione del volume dei traffici, che sono aumentati di circa il 15 per cento nelle rotte da e per la Sardegna, anche se in ambito nazionale ed internazionale si è verificato l'esatto contrario, anche in funzione dell'11 settembre, in una situazione di crisi complessiva in ambito internazionale; poi per quanto riguarda gli indici di riempimento che sono tra i più alti delle linee nazionali.

Mi pare ci siano anche validi motivi per ritenere che la proposta in discussione nella Conferenza di servizi andrà a buon fine, si prevedono alcune cose molto importanti, intanto che le rotte onerate non riguardano soltanto Roma e Milano. Voglio ricordare che la legge non è stata cambiata, essa prevedeva che i principali collegamenti venissero inseriti, invece allora si fece la scelta di inserire solo Roma e Milano, mentre stavolta, a Roma e a Milano, si aggiungono Pisa, Bologna, Venezia, Verona, Torino, Napoli e Palermo, cioè gli scali più importanti della penisola che vengono collegati con la Sardegna attraverso gli oneri del servizio pubblico.

Si prevede un pacchetto unico. Perché si prevede un pacchetto unico? Perché le compagnie in questo modo possono accettare di realizzare il servizio anche nelle tratte non redditizie, penso ad Alghero, ai collegamenti di Olbia con altri scali della penisola nei periodi diversi da quello estivo. Insomma, in questo modo si può trovare una soluzione.

Ma voglio dire una cosa importante anche sulle tariffe, non si prevede soltanto il regime delle tariffe agevolate, ma la nuova continuità prevede anche un regime tariffario non agevolato per gli altri passeggeri, per i non residenti e per quelli che sono stati esclusi completamente dalla precedente continuità territoriale; cioè si sta prospettando un quadro globale molto diverso che indubbiamente creerà una situazione di grande vantaggio, oltre che condizioni nuove per lo sviluppo economico e sociale della nostra Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Presidente e colleghi del Consiglio, io credo che l'argomento in discussione sia stato introdotto assai opportunamente in Aula attraverso la mozione firmata dalla minoranza, nel senso che mi sembra che sia il ragionamento, anche se direi non particolarmente intenso, che si è sviluppato tra i banchi della maggioranza e quelli dell'opposizione in questa serata, sia senz'altro la risposta che è arrivata, attraverso il documento che ci è stato consegnato dalla Giunta, almeno in parte, siano dovuti all'azione di stimolo che la minoranza ha svolto. Quindi credo che, da questo punto di vista, su questo argomento specifico, la minoranza abbia assolutamente assolto alle sue caratteristiche e alle sue incombenze in Aula.

Mi sembra comunque anomalo se qualcuno pensasse che questo ruolo, che la minoranza ovviamente ritiene di dover svolgere, possa in qualche maniera essere offensivo nei confronti di qualcuno o possa, in qualche maniera, disturbare azioni politiche che la Giunta sta mettendo in campo. Noi siamo assolutamente d'accordo che le azioni politiche, le proposte e l'azione propositiva debba essere riservava alla Giunta, ma in carenza o in ritardo dell'azione propositiva da parte della Giunta è compito della minoranza esercitare un'azione di controllo; questa azione è stata puntualmente esercitata e probabilmente, almeno da quello che c'è stato dato di leggere nel documento trasmessoci da parte dell'Assessorato dei trasporti, probabilmente questa azione di stimolo ha avuto effettivamente dei risultati concreti.

Io credo che, in più di una circostanza, sia attraverso comunicazioni a mezzo stampa, sia attraverso interventi forse estemporanei che in quest'Aula si sono comunque verificati e comunque sentiti, noi siamo entrati nel merito della discussione della continuità territoriale e (forse ciascuna forza politica presente in Consiglio è entrata per sua parte) anche nel giudizio sulla continuità territoriale esistente, nel senso che vero è quello che sostiene l'onorevole Alberto Sanna che sicuramente viviamo una stagione nei trasporti passeggeri, da e per la Sardegna, che è diversa rispetto a quella di cinque anni fa, ma altrettanto vero è che il regime di continuità territoriale che abbiamo vissuto sapevamo tutti che sarebbe andato incontro a verifica, sapevamo tutti che aveva necessità di miglioramenti, che questi miglioramenti sarebbero stati fatti in corso d'opera, laddove possibile, sarebbero stati fatti al momento del rinnovo del regime stesso in quelle circostanze e in quelle situazioni in cui tale possibilità non si poteva perseguire.

Noi stessi Riformatori abbiamo segnalato, nel corso di questi anni, una serie di problematiche derivanti dal regime di continuità territoriale, tra queste avevamo sottolineato la necessità di ampliare il numero degli scali, poiché quello attualmente onerato non era sicuramente in grado di soddisfare le esigenze dei sardi, abbiamo segnalato la necessità di puntare a un miglioramento qualitativo del servizio, nel senso che sia il numero della cancellazione dei voli, sia il numero delle partenze in ritardo e l'entità dei ritardi accumulati sulle singole partenze non ci sembravano essere tali da garantire qualità di servizio, inoltre abbiamo segnalato il problema costante dei disservizi che si realizzavano per quanto atteneva ai bagagli a seguito del passeggero e quello relativo al contingentamento dei posti, quindi al fatto che normalmente capitasse, con una certa frequenza per i residenti, l'impossibilità di trovare posti a tariffe agevolate che erano invece sugli stessi voli disponibili fino alle ultime ore prima della partenza del volo.

Poiché la sensibilità si manifesta anche attraverso prese di posizione di questo genere, vorremmo ricordare a quest'Aula che noi abbiamo segnalato il problema dei voli degli emigrati, nel senso che le restrizioni sui voli per i sardi residenti fuori Sardegna con le tariffe agevolate erano tali da creare veri e propri disservizi, cosa di cui si sono lamentate più di una volta le comunità sarde residenti fuori Sardegna. Noi avevamo anche ipotizzato, a più riprese, durante convegni o qui in Aula, quale poteva essere, secondo noi, l'idea migliore per poter avere un nuovo regime di continuità territoriale che rispettasse tutte le richieste di miglior qualità di servizio che venivano dall'utenza; avevamo sottolineato come ritenevamo - riteniamo ancora adesso - che il miglior regime fosse quello basato sulla libertà di concorrenza, quindi prevedendo gli oneri sui passeggeri, non sulle rotte, non sulle linee, non sulle compagnie, mettendo in risalto con questo che, attraverso un regime di concorrenza, è possibile avere un miglioramento complessivo della qualità dei servizi e manifestando, come adesso, i nostri dubbi sul fatto che i regimi di monopolio siano invece regimi che si orientano e si indirizzano da soli verso un miglioramento della qualità.

Ora, di fronte alla proposta che la Giunta ci ha presentato, noi non possiamo non osservare come alcune delle questioni che noi abbiamo posto sul tappeto siano effettivamente affrontate al suo interno, nel senso che vediamo che sono affrontate compiutamente tutte le questioni che riguardano la puntualità e la cancellazione dei voli, che sono previste delle penali nei confronti della compagnia, sia nel caso di cancellazione di voli, sia nel caso di ritardi, che qualcuna di queste penali, nel caso di ritardi, ritorna a vantaggio del passeggero stesso che acquisirebbe un buono spendibile su un'ulteriore tratta da parte della stessa compagnia. Riteniamo tutto questo ovviamente un qualcosa di positivo, così come riteniamo positivo il fatto che si preveda l'allargamento del numero degli aeroporti, delle destinazioni dalle e per le quali è possibile avere la continuità della Sardegna, una risposta importante rispetto a domande che abbiamo sentito a più riprese negli anni passati.

Anche per quanto riguarda il problema degli emigrati, abbiamo visto un'attenzione vera all'interno di questa proposta della Giunta. Il problema che rimane però in maniera drammaticamente reale sul tappeto, sul quale la Giunta si dovrà confrontare nei prossimi mesi e per il quale tutti quanti, ovviamente, attendiamo con ansia delle risposte, è se questo sistema a monopolio sarà in primo luogo un sistema accettato dalle compagnie; sulla base delle prime risposte che sono arrivate, riteniamo che possa essere accettato, quello che vorremmo capire è se l'accettazione di questo sistema significherà poi effettivamente una lievitazione verso l'alto della qualità, nel senso che il nostro sospetto, il nostro dubbio è che qualsiasi monopolio, sia esso di singola compagnia o di cartello, determini inevitabilmente lo scadimento della qualità del servizio dovuto al fatto che qualsiasi compagnia esercitando in regime di monopolio, a maggior ragione se ritiene di esercitarlo con un onere, potrebbe ritenere di non essere sempre ripagata dai ricavi di esercizio delle rotte; se questo venisse verificato in itinere dalle compagnie, non siamo affatto certi che ci sarebbe quel complessivo miglioramento della qualità che invece questo Consiglio regionale auspica e che tutti i sardi auspicano.

Riteniamo altrettanto importante da focalizzare (anche questo, secondo noi, sarebbe garantito molto meglio attraverso la concorrenza di più vettori che operano da e per gli scali della Sardegna) il problema delle tariffe dei non residenti, perché la proposta della Giunta, è vero, sembra una specie di miracolo in cui tutto viene a quadrare in maniera perfetta, in quanto prevede che ci sia un tetto anche per le tariffe dei non residenti, ma è difficile poi che tutto questo si abbia a realizzare con un incastro dei meccanismi in maniera perfetta, ed è difficile perché sostanzialmente alle compagnie è possibile che questo non convenga, mentre al nostro turismo conviene molto avere dei tetti, perché abbiamo registrato quanto sia stato importante per il nostro turismo il calo di presenze legato al caro voli e qualche volta anche alla difficoltà di reperimento dei voli.

Concludo semplicemente riallacciandomi ai ragionamenti fatti questa mattina quando noi - entrando in maniera parziale sui temi dello Statuto - abbiamo sottolineato per l'ennesima volta in quest'Aula, negli ultimi venti giorni, nell'ultimo mese, l'importanza della specialità della Sardegna. Questa importanza, questa specialità senz'altro discende anche dalla sua condizione di insularità e quindi dalle penalizzazioni territoriali e geografiche che sono insite al suo essere "isola". Quindi, per i sardi, la ricerca della continuità territoriale per le persone e le merci non è un problema episodico contingente, è sicuramente un fatto strategico, è una questione di un'importanza strutturale fondamentale per la nostra Regione, per cui se il problema, che oggi ci porta a una soluzione minima che è quella del monopolio e ci obbliga ad escludere quella del regime di concorrenza, è rappresentato dalle carenze delle risorse, credo che su questo sia davvero importante aprire una battaglia grande a Roma per ottenerle e qualora non si riuscisse a ottenerle da Roma sarebbe importante che questa Regione si ponesse l'interrogativo se su un argomento così importante sia magari necessario e indispensabile mettere risorse proprie.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Grazie dell'opportunità di parlare, chiedo scusa per essermi assentato qualche minuto e per non aver potuto ascoltare qualcuno degli interventi. Ho ascoltato gli interventi dei presentatori delle mozioni e li ringrazio, anche perché alcuni, in particolar modo, erano animati dalla migliore buona volontà di collaborare, di partecipare, di fare tutti senza distinzioni la propria parte per dare le risposte migliori possibili, il servizio migliore possibile ai nostri concittadini, ognuno per quello che sa fare, che riesce a fare e per quello che si può fare.

Devo dire che la prima mozione, è stato detto nell'esposizione, si è resa necessaria soprattutto per un'esigenza di chiarezza, è vero, occorre fare chiarezza e dall'esposizione sembra che questa esigenza di chiarezza sia effettivamente necessaria perché molta confusione si è fatta nell'esposizione e molte inesattezze sono state dette; quindi colgo questa opportunità con molto piacere.

Vorrei premettere una cosa: la Giunta non sta cercando di essere necessariamente originale o necessariamente brillante o necessariamente geniale o necessariamente alcunché, sta cercando unicamente di fare il miglior servizio possibile per i cittadini sardi, poi possiamo anche sbagliare, magari possiamo anche non essere sufficientemente capaci, ma stiamo cercando unicamente questo. Non ho problema a dire che copiamo, non copiamo, non mi interessa e non mi interessa perché capisco benissimo - come tutti noi sappiamo facendo politica - che quando si sbaglia, si sbaglia da soli, sbaglieremo assolutamente da soli e saremo lasciati soli con il nostro sbaglio, mentre se per caso qualche volta indovineremo, sarà sicuramente merito di qualcun altro e non merito nostro. Quando si sbaglia so benissimo - accetto questo principio della politica - che gli sbagli sono tutti nostri, le cose giuste saranno sempre degli altri, l'abbiamo accettato tutti, quindi non ho problemi di "si copia, non si copia", non mi interessa, mi interessa fare il servizio migliore possibile.

Visto che questi minuti servono anche per rispondere alle mozioni, vorrei dire che si è fatta una ricostruzione giornalistica della cosa, il parere dell'onorevole Attili, il parere di qualche altro, il parere di un sacco di attori che però non sono presenti, non tutti sono presenti in quest'Aula, qualcuno già suggeriva che forse era più opportuno eventualmente presentare altre interpellanze o altre mozioni, eventualmente in Aule diverse. Qui si presenta una mozione, un'interpellanza alla Giunta, al Presidente della Regione e quindi rispondo delle cose che ho detto io e, in tema di continuità territoriale, non ho detto nulla fino al giorno in cui abbiamo iniziato la Conferenza di servizi, per cui nessuna ricostruzione giornalistica era possibile perché non avevo mai parlato con alcun giornalista e perché non avevo mai rilasciato nessuna dichiarazione in quel senso.

Anziché parlare tanto, abbiamo cercato di capire (per quello che riusciamo a fare), di studiare, di lavorare, anche in silenzio, e di provare a immaginare quello che si poteva fare, nel migliore dei modi. Alcuni chiarimenti: non c'è nessun timbro particolare in questo documento che vi abbiamo dato perché non è ancora il risultato finale della Conferenza di servizi. La Conferenza di servizi si è aperta lunedì, mi pare, insomma questa settimana, non si è ancora conclusa, dovrebbe concludersi martedì prossimo, è stato redatto un verbale e, su richiesta dell'Enac e del Ministero dei Trasporti, nella prossima riunione, è stato chiesto di approfondire alcuni aspetti; per questo motivo, sembra che oggi o lunedì ci chiederanno un rinvio ancora, presumibilmente a giovedì, quando la Conferenza verrà chiusa.

Abbiamo aperto il più tardi possibile la Conferenza di servizi perché avremmo voluto sapere in che contesto ci muovevamo e cioè se il diritto dei sardi a veder finanziato il principio della continuità territoriale veniva esaurito o no; avevamo bisogno di sapere se la legge sulla continuità territoriale fosse rifinanziata per il 2005, eventualmente per l'intero triennio almeno, come è stato fatto in precedenza, o no. Le ipotesi erano diverse, qualcuno diceva di sì, qualcuno diceva di no, noi abbiamo preferito chiederlo al Governo, al Ministero dei Trasporti e purtroppo non è stata finanziata, ci sono circa 60 milioni di euro in un unico capitolo del Ministero dei Trasporti, in una voce del bilancio del Ministero dei trasporti che riguarda i fondi della continuità territoriale e del funzionamento dell'Ente stesso. In realtà quei fondi lì sono per il funzionamento dell'Ente, sono meno dei fondi necessari all'Ente per il suo funzionamento, meno di quelli previsti l'anno scorso. Come lei opportunamente ha ricordato, noi abbiamo naturalmente approfondito questo aspetto e avrei sperato, sarei stato felice che fosse vero, ma non è vero, per voce anche del Presidente Riggio dell'ENAC, non sono fondi disponibili per la continuità territoriale.

Abbiamo aspettato fino alla fine perché per fare una gara occorre mettere un articolo in cui si indica quanto è l'ammontare dei soldi e dove sono. Occorre scrivere e fintanto che non si può scrivere, non si può fare una gara. Abbiamo aspettato fino alla fine per capire se c'erano i fondi, quando abbiamo capito che i fondi non c'erano e che si stava facendo troppo tardi, abbiamo fatto quello che per legge va fatto, contrariamente all'opinione di tanti, cioè per legge bisogna chiedere volta per volta la delega al Ministro; contrariamente all'opinione di tanti, contrariamente anche a una dichiarazione dello stesso Ministro, per voce del Direttore generale, per voce di tutta la struttura, per voce di chiunque, avevamo necessità di chiedere la delega.

L'abbiamo chiesta, l'abbiamo sollecitata, ci è stata data, appena ci è stata data la delega abbiamo convocato la Conferenza di servizi con qualche giorno in più, chiesto gentilmente da parte dell'Enac e del Ministero per prepararsi. E' stata convocata formalmente, secondo le regole, oggi è ancora in corso. Speriamo che possa essere chiusa martedì, così come c'è stato promesso e così com'è a verbale, o al massimo giovedì. Noi speriamo vivamente che venga chiusa secondo quest'ipotesi di articolazione degli oneri di servizio, probabilmente qualche variazione ci potrà essere, per questo avevo qualche dubbio nel consegnarla, questa è la posizione della Regione, ma poiché ci sono delle discussioni in corso, qualcosa potrà essere cambiata, speriamo non tanto.

Allora, onorevole Floris, anche lei ha contribuito alla chiarezza - io non ricordo il numero delle leggi - segnalando la richiesta di imposizione di oneri di servizio che si fa a Bruxelles, se quella richiesta di imposizione di oneri di servizio non viene accettata da nessuna compagnia, allora si fa la gara. Ancora una volta, nell'occasione precedente, si erano fatte contestualmente le due cose: si era presentata, a Bruxelles, una richiesta di oneri, anzi di un'ipotesi di oneri di servizio che le compagnie potevano accettare entro 30 giorni di tempo dalla data della sua pubblicazione da parte dell'Unione europea sulla Gazzetta Ufficiale; contestualmente era stato pubblicato anche un bando di gara partendo dal presupposto che nessuno avrebbe accettato senza denari quegli oneri di servizio.

Noi non abbiamo neanche potuto fare questo perché non potevamo avanzare a Bruxelles una richiesta di ipotesi di oneri di servizio eventualmente accettabili dalle compagnie, accompagnati da un'ipotesi di bando di gara perché il bando di gara non poteva essere ipotizzato senza fondi. Come lei ha opportunamente ricordato, prima si fa una proposta di oneri di servizio senza compenso, se va deserta occorre indicare un compenso ed eventualmente chi accetta di meno di questo compenso. Noi questo non lo potevamo fare perché non avevamo nessun compenso da indicare.

Allora, non essendo stato, ad oggi, individuato neanche un euro da questo Governo a servizio del diritto della continuità territoriale sancito per i sardi, potevamo fare due cose: o continuare a protestare e non far nulla o continuare a protestare e fare qualcosa, forse avevamo anche una terza possibilità: non fare nulla e basta e pensare che il 31 dicembre il libero mercato ci avrebbe risolto i problemi e che comunque le cose si sarebbero sistemate da sole. Noi stiamo continuando a protestare e a protestare vivamente. Ieri finalmente abbiamo avuto col Ministro Letta il primo incontro preparatorio di una serie di incontri bilaterali su singoli argomenti o meglio su singoli argomenti tra Regione, Presidenza del Consiglio e il Ministro interessato, il primo dei quali sarà sulla chimica e sull'energia nei prossimi giorni. In quella sede abbiamo presentato un dossier, un punto fondamentale è il rifinanziamento della continuità territoriale, anzi la continuità territoriale era un punto dell'intesa Stato-Regione del 1999, da quella stiamo ripartendo e a quella si è dato corso con diversi accordi di programma quadro, tranne che sul tema della continuità territoriale, per esso non si è dato ancora corso con nessun accordo di programma quadro, abbiamo chiesto che diventi più di una legge, ma che faccia parte anche di un accordo di programma quadro, dove magari si parli non solo di passeggeri e di merci. Stiamo rivendicando il diritto sancito dei sardi, però abbiamo avuto paura che non bastasse rivendicare il diritto, inascoltato fino adesso, e nel frattempo non fare nulla e trovarci impreparati al 31 dicembre.

Vorrei anche segnalare un'altra cosa, mi dispiace: per il primo bando di gara c'era un finanziamento - è stato citato giustamente - di un po' meno di 30 milioni di euro per il primo anno, circa 35 milioni di euro per il secondo anno, per il terzo anno sono stati stanziati 10 milioni di euro, per questo anno ancora in corso. Alla fine del secondo anno c'era la possibilità di fare un nuovo bando di gara, quindi alla fine del 2003 e per questo 2004 c'era la possibilità di fare un nuovo bando di gara e utilizzare quei 10 milioni che lo Stato ci aveva messo a disposizione. Non so di chi sia la responsabilità, non so chi fosse allora il Presidente della Giunta, non so per quale motivo non è stato fatto, si è preferito semplicemente prorogare, in mancanza di altre capacità, sciupando così 10 milioni che lo Stato aveva messo a disposizione per il 2004.

Così come io ritengo siano stati utilizzati molto male i soldi che lo Stato aveva messo a disposizione per i primi due anni. Come sono stati utilizzati è a giudizio di tutti i cittadini sardi che abitualmente frequentano gli aeroporti, e ormai sono tutti; è a giudizio di chi studia a Pisa, è a giudizio di chi abita a Bologna, è a giudizio di chi vuole andare a Verona e a Venezia, è a giudizio di chi lavora a Palermo, è a giudizio dei tanti che usano l'aereo non solo per andare a Roma e a Milano. E' a giudizio anche di quelli che vanno a Roma e Milano e ogni tanto qualcuno dice loro che, a prezzo di continuità territoriale, non c'è posto, mentre c'è un bellissimo posto da 180 euro, anche se sei nato, cresciuto e residente in Sardegna. Questo era per gli anni precedenti e soprattutto per il 2004 si poteva fare un nuovo contratto di continuità territoriale, assistito da 10 milioni di euro messi a disposizione, non si è fatto nulla.

Oggi si diventa improvvisamente esperti, capaci, si diventa spenditori di parole. Se le parole pesassero e spostassero le montagne! Ma le parole non bastano, siamo tutti giudicati per le cose che facciamo, non per quello che diciamo. Allora noi, piuttosto che non fare nulla, abbiamo pensato che forse fosse urgente fare qualcosa, perché lasciare al libero mercato il destino del trasporto aereo per passeggeri in Sardegna, a partire dal primo gennaio 2005, significa mettere a rischio enorme e creare un grave disagio ai cittadini sardi. Perché questo? Perché, pur in presenza di continuità territoriale, c'era libero mercato in tutte le rotte che non fossero per Roma e per Milano, cioè per Bologna, per Torino, per Palermo, per Napoli e abbiamo visto i risultati del libero mercato, anziché aumentare il numero di rotte è diminuito, il numero di destinazioni è diminuito, i prezzi in quelle destinazioni sono altissimi e totalmente sproporzionati rispetto al servizio che offrono. Abbiamo anche visto il libero mercato in quella parte di trasporto di passeggeri per Roma e per Milano, che non è agevolato, cioè per i non residenti o per le mogli e i figli dei residenti sardi, che però non sono sardi, dei nati in Sardegna, e abbiamo visto - perché tutti noi sappiamo che per quelle fasce di cittadini il prezzo non agevolato è spesso altissimo - che a volte si arriva anche per Cagliari-Milano a pagare 190 euro, 180 euro; i prezzi possono variare, ma sono comunque prezzi sproporzionati rispetto al servizio che offrono.

Il libero mercato non ha funzionato nelle rotte tra Cagliari, Olbia, Alghero e la Provincia italiana, non ha funzionato nemmeno nelle rotte per Roma e per Milano quando si tratta di prezzi non agevolati. Perché? Perché il libero mercato non funziona sempre; la concorrenza per funzionare ha bisogno di un mercato sufficientemente vasto, dove ci siano non due, ma una pluralità di operatori, perché quando rimangono in due si chiama oligopolio e prima o poi finiscono per mettersi d'accordo, anche non parlandosi, anche non vedendosi mai, quando ci sono solamente due operatori prima o poi finiscono per non farsi danno l'uno con l'altro.

Il libero mercato ha bisogno di un mercato vasto e il nostro non è un mercato sufficientemente vasto. Allora occorreva fare qualcosa, noi abbiamo fatto l'unica cosa che si poteva fare: aprire la Conferenza di servizi e immaginare una proposta, un'ipotesi di oneri di servizio tale da poter essere giudicata positivamente da Bruxelles, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, e accolta da almeno una compagnia. Se almeno una compagnia accoglierà questa proposta, noi avremo una cosa che non è la continuità territoriale, nel senso di un adempimento rispetto alla legge che è stata finanziata dall'ultimo Governo di centrosinistra e così via, ma una cosa che si chiama "accettazione di oneri di servizio sulle tratte da e per la Sardegna".

Cosa abbiamo cercato di fare? Abbiamo cercato di fare la cosa migliore possibile, ma non troppo buona, in maniera che possa essere accettata, perché se fosse stata troppo buona per i sardi probabilmente non verrebbe accettata, cioè sarebbe stato bello mettere tutti i biglietti a 30 euro, se avessimo avuto i fondi della continuità territoriale avremmo presentato un'articolazione di oneri di servizio migliore di questa, ancora più favorevole; sapendo che, se nessuno l'accettava, in ogni caso avremmo avuto l'opportunità di portarla a gara e risorse disponibili affinché potesse essere accettabile. Ma poiché sappiamo che questa ipotesi o è accettata oppure di gara oggi non se ne può fare perché non abbiamo denari da mettere in gara, l'abbiamo dovuta fare nel miglior modo possibile per i sardi, tenendo conto anche delle esigenze delle compagnie, pensando che deve essere accettata senza un compenso in denaro.

Nell'articolarla siamo partiti prima di tutto dalla considerazione che c'è più di un terzo dei sardi che non va né a Roma e né a Milano, ma va a studiare a Pisa, a Bologna, va a Venezia, lavora a Palermo, e se oggi uno lavora a Palermo spende l'intera giornata e più di 600 euro per il biglietto andata e ritorno; poi dalla considerazione che la continuità territoriale non si vince con due tratte, l'Italia è più vasta, noi vogliamo che, per i cittadini sardi, l'Italia sia più vicina come vogliamo molto anche che, per i cittadini del continente, la Sardegna sia più vicina affinché, magari durante l'inverno, vengano spesso a passare un week end, a frequentarci, a trovarci, a spendere qualche giorno in albergo; abbiamo voluto fare qualcosa che avvicini la Sardegna anche agli altri.

Abbiamo pensato di assicurare un trasporto aereo a un prezzo possibile anche per il resto della Provincia italiana. Abbiamo cercato innanzitutto, non di aumentare i prezzi per Roma e Milano, ma di mantenere il prezzo di 37 euro per Roma, 47 euro per Milano, e di determinare un prezzo un po' più alto ma ugualmente convenientissimo per le altre destinazioni (altre nove destinazioni mi pare), abbiamo messo 57; per semplificare, 37 e 47, erano i prezzi precedenti, 57 per le altre rotte.

Poiché abbiamo sentito diversa gente prima, magari in silenzio però li abbiamo sentiti, e poiché abbiamo cercato di capire, di studiare, dopo che abbiamo sentito anche formalmente, separatamente, i dirigenti dei tre aeroporti sardi, abbiamo visto quali erano i limiti e i problemi maggiori segnati dal rapporto precedente; il primo è il prezzo agevolato, il quale era fissato per un numero massimo di posti e non per tutti i posti disponibili sull'aereomobile, cioè il prezzo agevolato non riguardava la rotta ma il numero di posti sulla rotta. Questo è conveniente per i vettori, ma ha fatto sì che tanti di noi qualche volta siano stati truffati. Ed è soprattutto odioso, antipatico, che un nostro residente, che magari è a Milano e deve rientrare in Sardegna, dinanzi all'ipotesi di una certa spesa si senta dire dagli addetti che non c'è posto a quel prezzo ma ad un altro.

Noi abbiamo voluto che questo non succedesse più, per cui la nostra proposta prevede il prezzo agevolato su tutti i posti disponibili sulla rotta. Non ci sarà più un cittadino sardo che si senta dire che non c'è posto a prezzo agevolato, ma solo a tariffa piena. Inoltre dopo aver avuto il parere degli emigrati, le mille segnalazioni di chi magari nato in Sardegna, vissuto a lungo in Sardegna, emigra a Torino, si sposa con una torinese e ha dei figli che, per semplicità, nascono nell'ospedale di Torino, e ha la tariffa agevolata solo per lui, abbiamo provato ad estendere tale tariffa anche per la moglie e i figli; questo emigrato, che è lì a Torino che fa l'operaio, ha bisogno anche lui di una tariffa agevolata, così come ne abbiamo bisogno tutti, per cui abbiamo esteso alle mogli e ai figli degli emigrati la possibilità di avere questo vantaggio.

Per quanto riguarda il prezzo per i non residenti, che naturalmente è diverso da quello agevolato, non può essere lasciato libero di essere a 190 euro o 200 euro. Abbiamo cercato pertanto di segnalare un prezzo massimo e, nel limite di questo prezzo massimo, un'articolazione tariffaria tipo quelle adottate dalle compagnie di low cost che hanno dei prezzi bassi, scontatissimi, dei prezzi medi e dei prezzi alti. Comunque questo prezzo massimo segna uno sconto importantissimo, quasi il 40 per cento, rispetto ai prezzi di oggi.

Abbiamo anche tenuto conto di un'altra segnalazione importante riguardante la qualità del servizio, sulla quale si era detto molto poco, soprattutto non veniva sanzionato il disservizio. Abbiamo chiesto che chi accetterà questi oneri di servizio assicuri anche un livello di servizio per il quale, se non garantito, sia previsto un grado sanzionatorio adeguato, secondo gli standards europei. Abbiamo chiesto di accettare la carta dei diritti del viaggiatore, stabiliti in sede europea, che sarà applicabile in Italia in futuro, noi abbiamo chiesto che sia applicabile in queste rotte dal 1° gennaio; essa prevede dei rimborsi per i ritardi, persino un rimborso di 15 euro, direttamente al passeggero, per i ritardi superiori ai venti minuti, e dei rimborsi alti per le cancellazioni. Abbiamo cercato insomma di garantire una migliore qualità del servizio e sanzionare le compagnie quando questo non venga garantito.

Quindi questa è la nostra ipotesi di articolazione di oneri di servizio. Qualcuno potrebbe obiettare che queste sono troppe rotte e che non verranno mai accettate, ma noi abbiamo operato a buon giudizio sapendo che per quanto riguarda la Corsica, la piccola Corsica di trecentomila abitanti, sono agevolate non due rotte ma cinque rotte, e in Norvegia, che non appartiene all'Unione Europea, ma comunque allo stesso trattato in tema di spazio aereo e di articolazione di oneri di servizio, vengono agevolate quindici rotte.

Noi, in Sardegna, pur partendo da 35 milioni di euro, ci eravamo accontentati, sbagliando, di agevolare due rotte, ma si poteva fare di più, tant'è che quei soldi non servivano, infatti sono rimasti soldi inoperosi che in questo momento, essendo stati risparmiati, sono stati portati a economia dal bilancio dello Stato. Avremmo potuto fare meglio per i sardi con 35 milioni di euro.

Non so se vale la pena rispondere a segnalazioni pervenute dalla lettura dei giornali. Io non ho mai riferito che sono stati spesi 40 milioni di euro per pagare Air One. In questo momento esiste un arbitrato, non è stato ancora definito, c'è un serissimo rischio che si paghino 40 milioni di euro in favore di Air One. Anche per questo motivo, credo che il Governo ci vada con molta cautela. Però, ripeto, io ho responsabilità delle cose che dico io, non delle cose che gli altri leggono sui giornali. Questo per chiarire la questione di Air One.

Sono stati spesi male e non sono stati spesi tutti i soldi del primo anno, sono stati spesi male e non sono stati spesi tutti i 35 milioni di euro del secondo anno, non sono stati spesi per niente i 10 milioni di euro del terzo anno per un'inadempienza grave della precedente Giunta.

Successivamente a questa nostra proposta, è apparsa anche pubblicata in Gazzetta Ufficiale la proposta di ipotesi di oneri di servizio presentata dal Portogallo per le Azzorre, che non è identica, ma abbastanza somigliante, il che fa credere all'ENAC, a quello che ci è stato riferito fino ad oggi, che questa articolazione possa essere accettata a Bruxelles e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Il Ministero dei Trasporti ha necessità di qualche riflessione in più, ieri c'è stato un incontro con l'assessore Broccia per alcuni dettagli tecnici, alla fine ci hanno detto che probabilmente una rotta o due potrebbero non essere accettate perché c'è già sufficientemente concorrenza, mentre la nostra posizione esprime il concetto che non c'è concorrenza su nessuna rotta, quelle della Provincia italiana, per cui riteniamo che ci debba essere l'accettazione di questa ipotesi di articolazione di oneri di servizio da parte del Ministero. Noi vogliamo che la posizione della Sardegna rimanga e venga accettata dalla Conferenza di servizi e saremo sufficientemente decisi su questo, a meno che qualcuno non ci spieghi delle motivazioni che oggi noi non conosciamo.

Se questa proposta verrà accettata, verrà mandata a Bruxelles e, dopo una decina di giorni, verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, dopodiché le compagnie, il vettore, chiunque sia il vettore interessato, uno, due o tre, o trenta, possono accettarla. Nel momento in cui è stata accettata, chi vola per la Sardegna è soggetto e si sottopone a questi oneri di servizio di numero di tratte, tutte assieme, di prezzo per i residenti, di prezzo per i non residenti, di qualità del servizio, di orari e così via. Se il Governo ci avesse messo a disposizione dei fondi, onorando un diritto ormai sancito per i sardi, avremmo presentato un'ipotesi migliore, ancora più favorevole. Ma così non è. Questo, secondo noi, è il massimo che si possa fare e secondo noi potrà essere accettato da almeno una compagnia, auspicabilmente più di una.

Se fosse una compagnia, sarà un monopolio, ma un monopolio ben regolato e ben sanzionato ed è molto meglio che una finta concorrenza o un oligopolio ancora più oneroso e per di più non regolato e non sanzionato oltretutto senza alcun vantaggio per i sardi. Quindi, in caso di accettazione da parte di una sola compagnia, noi avremo un monopolio, ma regolato e sanzionato, un monopolio che darà dei vantaggi ai sardi, senza oneri, 37 euro per Roma, 47 euro per Milano e 57 euro per altre tratte per le quali fino adesso si spendevano più di 150 euro, 190 o 200 euro; si apriranno così possibilità di collegamenti per i residenti fuori dalla Sardegna verso la Sardegna a condizioni totalmente diverse e con una facilità diversa, perché al di là del prezzo sarà possibile per chi abita a Torino, con un volo diretto tutto l'anno, magari prendere l'aereo e venire a trascorrere un week end nella nostra isola, di modo che il turismo aumenterà, mentre se la stessa persona deve girare l'Italia e fermarsi un'ora e mezzo a Roma, magari non ci viene e abbiamo un turista in meno.

Un'ultima cosa, un vantaggio di questa proposta è la soluzione di un problema conosciuto da tutti e cioè il feederaggio, o il transito. Ci può capitare di non trovare posto per Milano però abbiamo urgenza di farlo, allora prendiamo un volo per Roma e un volo per Milano così che, pur dovendo andare verso una destinazione agevolata, finiamo per dover pagare più di 200 euro, in quest'ipotesi il prezzo determinato sarà quello garantito per la destinazione anche se per caso dovesse avvenire non all'interno di un volo punto a punto agevolato, ma all'interno di un transito per Roma o per Milano; cioè potrebbe capitare che, non trovando posto nell'unico volo per Torino, avendo la compagnia un volo per Torino anche via Roma, avremo diritto allo stesso prezzo agevolato anche facendo transito via Roma, il che è un grande vantaggio.

Allora, io capisco la volontà di distinguersi, questa proposta non l'ho pensata io, l'ha pensata qualcun altro, l'importante è che ci sia per i sardi!

PRESIDENTE. Grazie Presidente. Per evitare interpretazioni non utili sulla tolleranza del Presidente del Consiglio, ricordo che la Giunta replicava a due mozioni che sono state illustrate da due presentatori diversi per venti minuti ciascuno, i quali adesso avranno diritto a una replica per dieci minuti ciascuno. Quindi, siccome ho visto qualche smorfia, volevo evitare che si facessero commenti sulla tolleranza del Presidente, non era tolleranza.

Ha domandato di replicare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Sì, Presidente, non avevo dubbi che lei avrebbe dato una giustificazione, anche questa esclusiva nella storia dell'autonomia. Comunque prendiamo atto.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Pili, lei già inizia male, non mi giustifico!

PILI (F.I.). Guardi che posso dire quello che credo, Presidente, così come lo dice lei. Mi consenta di dirle che sapevo che lei avrebbe trovato una giustificazione, punto e basta!

PRESIDENTE. No, non devo giustificarmi, c'è il Regolamento che può leggere anche lei!

PILI (F.I.). Credo che lei non abbia bisogno di giustificazioni. Credo invece che purtroppo non solo non ci si possa dichiarare soddisfatti, ma si debba prendere invece atto che purtroppo il tempo della filosofia continua. Lo dico con amarezza. Lo dico perché credo che tutti i quesiti che sono stati posti non abbiano trovato alcuna risposta.

Primo elemento, si confonde la fase obbligatoria dell'onere del servizio pubblico con la gara. L'onere del servizio pubblico è senza oneri; così come lo è stato nel 1999, lo è obbligatoriamente oggi. Con una differenza, che oggi sappiamo che delle compagnie hanno svolto per un anno intero, senza alcun onere, la continuità territoriale per la Sardegna, anzi tutti gli indicatori economici e le dichiarazioni che abbiamo richiamato dimostrano che invece vi è anche un vantaggio economico. Se si guarda quello che succede nel resto dell'Italia, ci si accorgerà che qualche compagnia aerea sta promuovendo la tratta Roma-Palermo a 29 euro, quotidianamente, con più rotte, con più tratte.

Credo che davvero sia sconveniente riproporre una discussione sui soldi, sui denari, sui 10 milioni di euro, quando il Presidente Soru richiama in maniera veramente inopportuna ed assolutamente fuori luogo il fatto che la Giunta precedente non abbia utilizzato 10 milioni di euro, ma se c'era la possibilità di fare lo stesso servizio, di una gara d'appalto voluta dall'ENAC, presieduto da uomo del centrosinistra! Io non vorrei che nessuno si dimenticasse che (lo voglio ricordare all'onorevole Alberto Sanna, il quale ha dimostrato anche questa volta di avere memoria assolutamente corta) chi ha bandito la gara d'appalto è il governo di centrosinistra, chi ha realizzato l'appalto, non l'onere del servizio pubblico, quello l'ha deciso la Regione, il Presidente Floris ha deliberato in tal senso con la Conferenza di servizi in seconda battuta, dopo che la prima, quella da me presieduta fu cassata, basta leggere quanto detto dall'onorevole Attili e cioè che in quella fase non si diede la parola al rappresentante dell'ENAC; bisogna ricordarsi che quella gara d'appalto fu gestita, con un decreto di un Ministro del centrosinistra (di cui non faccio il nome per ovvie ragioni), dal Presidente dell'ENAC che è rimasto in carica fino a quando non è stato allontanato un anno fa.

Quindi, la responsabilità politica, se qualcosa non ha funzionato in quella gara, è chiara e netta ed è del centrosinistra. So che le può fare male, onorevole Sanna, l'affermazione che ha fatto un suo compagno di partito, che io condivido. Sulla continuità territoriale si dice...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, si rivolga non all'onorevole Sanna, grazie.

PILI (F.I.). Presidente, la vedo piuttosto teso a difendere le peculiarità del Presidente del Consiglio, evidentemente qualcuno le sta mettendo in discussione!

PRESIDENTE. Io sono assolutamente rilassato. Lei rispetti il Regolamento e vada avanti.

PILI (F.I.). Non siamo noi che mettiamo in discussione le peculiarità del Presidente del Consiglio. Credo che invece sia assolutamente condivisibile quella valutazione che ha fatto il massimo dirigente del partito di maggioranza relativa nella maggioranza che governa oggi la Regione che dice: "Alla Regione mi sembrano dilettanti". Lo dice un autorevole esponente che, tra l'altro, è stato nominato dal centrosinistra all'interno del consiglio di amministrazione dell'Enac: "Mi sembrano tutti dilettanti".

Credo che questa sia la minima risposta che vi possa davvero bastare per dimostrare quanto è stato fatto sino ad oggi. Qualcuno ha detto di sperare che la gara non arrivi, anch'io, se devo esprimere la mia opinione, non concordata con i miei amici della coalizione, dico che spero che non si arrivi alla gara.

(Interruzione dell'onorevole Sanna Alberto))

PILI (F.I.). Perché la gara...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, per cortesia!

PILI (F.I.). La gara sarebbe nefasta per la Sardegna perché significherebbe che da nessun aeroporto dell'Isola ci si potrebbe muovere se non con un'unica compagnia; significherebbe aver chiuso la Sardegna, messo un lucchetto e nessuno, né scioperi e né contro scioperi, potrebbe in qualche modo liberarla.

Altra cosa è l'imposizione degli oneri di servizio pubblico; io ritenevo che si potesse fare un accorpamento, la coalizione che ha presentato la mozione ha scritto per prima che potevano essere fatti gli accorpamenti, per aeroporti o per tratte di zona, così invece mi pare che il rischio è quello che vi ho detto cioè che si faccia una imposizione di oneri di servizio pubblico senza aver ripartito. Io vorrei che ce lo segnassimo tutti quello che stiamo adesso sostenendo. La Giunta sarà costretta, obbligata, prima di approvare l'atto finale della Conferenza di servizi, ad introdurre il principio della ripartizione delle tratte tra compagnie aeree qualora più soggetti concorrano all'accettazione dell'onere di servizio pubblico, è un fatto elementare, chi non ha pensato questo vuol dire che è, come dice l'onorevole Attili, un dilettante. Chi non pensa che più compagnie possano accettare l'onere di servizio pubblico e quindi non ripartisce è un dilettante, non ha capito il meccanismo dell'onere di servizio pubblico e non sa che più compagnie, per norma europea, per norma nazionale, possono accettare l'onere di servizio pubblico; sarete costretti a cambiarlo e vi dimostreremo come lo dovrete assolutamente cambiare.

Ma credo che sia importante, lo diceva il collega Vargiu nel suo intervento, il risultato che abbiamo ottenuto, cioè che vi siete ricordati che c'era da convocare una Conferenza di servizi, cosa di cui non si era parlato, non si era mai discusso, perché se uno l'avesse saputo non avrebbe aspettato a metà ottobre a chiedere la delega, perché uno che guarda il programma di governo di chi si è candidato a governare, legge che bisogna fare una gara internazionale, c'è scritto questo nel programma di governo presentato in Consiglio. Invece tutto questo non solo non è stato fatto, ma è stato dimostrato che ci si è totalmente dimenticati, per tre mesi, della Conferenza di servizi che era l'ABC della continuità territoriale in base alla norma sancita dalla "144" e dall'articolo 36 in particolar modo.

Altro che Azzorre! Quando si citano le Azzorre è perché non si conosce il bando delle Azzorre e io vorrei che ognuno di voi prendesse il bando delle Azzorre, un volo settimanale, due voli settimanali, ma come si può mettere a paragone la Sardegna? Leggo sulla rotta Lisbona-Santa Maria un volo settimanale, Porto-Ponta Del Gada due voli settimanali e via dicendo. Ma come si può?Come dice l'onorevole Attili, solo dei dilettanti possono pensare di mettere a raffronto le Azzorre con la Sardegna, 400 mila passeggeri che volano a fronte dei 4 milioni e 700 mila passeggeri che volano in Sardegna. E' ridicolo ed è da dilettanti sostenere che le Azzorre possano avere qualsiasi analogia nel bando e nella proposizione con la Sardegna!

Allora credo che davvero non si possa accettare che, su un tema così, ci sia ancora tutta questa confusione. L'invito alla Giunta è quello di provvedere immediatamente all'approvazione del bando degli oneri di servizio pubblico, all'ENACC bisogna trasmetterlo formalmente e dargli i pochi giorni necessari per farsi trasmettere formalmente la richiesta di rinvio, perché la responsabilità non sia della Regione, ma sia dello Stato, con estrema chiarezza, con estrema precisione, così come qualcuno ha chiamato stamattina in causa la posizione che ognuno di noi deve assumere qui, con la nettezza delle posizioni bisogna sapere chi è responsabile.

Noi sappiamo che dopo tre mesi non era stata ancora chiesta la Conferenza di servizi, che dopo tre mesi e mezzo non è stato ancora formalizzato l'atto finale che, non solo noi abbiamo sostenuto ma anche - come ho potuto rileggere nella cronaca della realtà delle dichiarazioni che oggi si fanno e domani si smentiscono - qualche altro dirigente del centrosinistra che oggi, di fronte a questo fatto, preferisce tacere evidentemente riconoscendo la responsabilità che gli è propria.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Intervengo per dire brevemente che i problemi sono di due ordini. Il primo, diciamo, di disinformazione. Fatta salva la buonafede, il Presidente Soru ci ha comunicato che non c'è un euro, mentre un parlamentare del Gruppo D.S., ripeto, ha sostenuto il contrario, quindi qualcuno non è ben informato; il fatto politico grave è che il Presidente della Regione, chiunque sia, non può essere lasciato in solitudine in una battaglia politica, avendo la Sardegna una pattuglia di 21 parlamentari tra senatori e parlamentari, perché è intollerabile che lo Stato italiano, dopo che ha pensato ad una legge per il popolo sardo, tradisce e disattende non dando la copertura finanziaria.

Questo politicamente è intollerabile e non è un problema del Presidente neofita, è un problema di coscienza nazionale e di politica che deve interessare tutti, senza perdere di vista il bene comune, perché qui sì che ci distinguiamo in litigiosità, favorendo chi? Gli speculatori che ci impongono tariffe esose, salassanti per i sardi, erogando servizi pessimi di cui c'è da vergognarsi.

Quindi il fatto politico è questo, bisogna strappare allo Stato, non una promessa, proprio il rispetto di un diritto del popolo sardo, noi dobbiamo poter avere la continuità territoriale. Sono stati commessi anche errori chiaramente nella passata legislatura, quando si poteva pensare ad un bando di gara che non è stato fatto, quando si sono commissionati studi pagati lautamente e profumatamente a professionisti, mi riferisco al Modello Sardegna, del quale nessuno conosce niente e che giace tristemente nei cassetti.

Dobbiamo dimenticare e rigettare tutta questa cultura e, di fronte al bene comune, che attraversa tutte le formazioni politiche, dobbiamo essere coesi, perché ne va dello sviluppo economico e sociale e del rispetto di un popolo. E' intollerabile, ripeto, che non ci sia questa copertura.

Io mi auguro, Presidente Soru, che a lei abbiano dato l'informazione sbagliata e lei giustamente ha riferito quello che ha sentito; se così non fosse, dovremmo mobilitarci perché si rispettino i patti. Ecco perché (forse sognando, perché volare è sempre stato un sogno per tutti, anche per i sardi potersi spostare), noi insistiamo che, mutuando dal Trattato comunitario questo articolo 87, si possano abbattere notevolmente i tempi biblici e per Gesù Bambino avere la piacevole sorpresa che noi daremo ai sardi la continuità territoriale, sarebbe il regalo più bello per noi. Speriamo, appunto, che da questo dibattito salti fuori una coesione maggiore.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione.

Siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

AMADU (U.D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io prendo atto delle dichiarazioni della Giunta, del Presidente della Giunta regionale, ma si è evidenziato nella replica il fatto che egli abbia eluso una serie di domande di carattere fondamentale che, durante il dibattito, sono state poste. Non ha chiarito un aspetto importante che riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro dei dipendenti, oggi impegnati,preoccupati per il rischio di perdere il posto di lavoro; da questa ipotesi di articolazione degli oneri, da questa bozza tecnica non emerge alcunché in ordine ad impegni precisi che, con le organizzazioni sindacali, questo Consiglio regionale, con atti approvati a larga maggioranza, ha assunto nei confronti dei lavoratori. Di questo punto che, nei prossimi giorni e nelle prossime settimane, tornerà come punto caldo, non c'è traccia, né cenno.

Vi posso dire che, a questo proposito, negli incontri avuti a suo tempo a livello ministeriale e politico, a noi furono date garanzie perché intervenimmo immediatamente in questo senso, proprio per rispondere alle ansie del mondo del lavoro. Mi risulta invece che, in queste settimane e in questi mesi, nessun incontro politico a livello ministeriale abbia posto questa esigenza; comunque, al di là della clausola di salvaguardia, della clausola sociale cosiddetta, su cui i sindacati per mesi e forse per anni hanno fatto delle continue insistenze, giustamente, io dico, noi ci siamo sempre impegnati per evitare qualsiasi perdita anche di un solo posto di lavoro, questo lo abbiamo ottenuto, per cui non riesco a capire in quali atti e sotto quale forma amministrativa o politica questa esigenza viene soddisfatta.

Per quanto riguarda il punto riferito alle questioni delle disponibilità finanziarie, c'è stata anche sotto questo profilo un'imprudenza dell'Assessore nell'incontro con l'ENAC. Io ho sempre sostenuto l'impegno che ogni onere finanziario fosse a carico dello Stato perché, secondo un principio sancito dalla Costituzione, lo Stato deve assicurare, con propri finanziamenti, questo tipo di garanzia per i passeggeri sardi e per gli aventi titolo alle agevolazioni. Durante una riunione con l'ENAC, io non sono mai cascato in questo gioco, invece purtroppo, sotto questo profilo, c'è stato un cedimento dell'Assessore, il quale ha ceduto alla tesi che ci fosse anche un concorso da parte della Regione; questo è un fatto che non va assolutamente sostenuto, perché se noi dovessimo decidere di mettere delle risorse finanziarie su questa materia, ci direbbero immediatamente che abbiamo titolo e abbiamo la possibilità di farlo con tutte le nostre risorse.

Ho sostenuto questa tesi non solo oggi e continuo a sostenerla, quindi sono contrario a qualsiasi intervento regionale, almeno in questa fase, mentre, come ricorderanno bene, alcuni colleghi della Commissione trasporti, soprattutto di parte dei D.S. nella passata legislatura, sostenevano la necessità di un intervento finanziario della Regione per allargare le tratte, ma questo è un pericolo perché si rischia di farci dire dallo Stato: "Arrangiatevi, dovete essere voi a sostenere questa cosa". Quindi concordo con chi dice che la materia è complessa, però credo che a queste mozioni vada riconosciuto il merito di averla portata all'attenzione di questo Consiglio in modo molto forte e molto costruttivo.

Credo, perché sta emergendo dalla proposta che avete consegnato, che l'aeroporto di Alghero in particolare venga penalizzato rispetto agli altri aeroporti; infatti non sono previste alcune tratte importanti tra il nord Sardegna, che vedono molti emigrati del nord Sardegna nel nord Italia, e per esempio il Piemonte, quindi non c'è Torino su Alghero, non c'è neanche Verona, allora io chiedo che ci sia, anche sotto questo profilo, un intervento perché vi si possa rimediare; nella nostra proposta iniziale si parlava di atteggiamento ugualitario verso i tre scali, per cui occorre in questo senso fare uno sforzo perché l'utenza venga in qualche modo garantita.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente. Intervengo per dire che voterò contro le due mozioni ma con motivazioni diverse. Per quanto riguarda la mozione del centrodestra, come dicevo, si tratta di una mozione molto debole, che ha un impianto che non si regge e poi si conclude con una proposta che davvero è inconsistente. Dire che si propone una tariffa unica di 25 euro per tutte le tratte significa non essere seri, quindi penso che una proposta di questo genere non meriti neanche un approfondimento. Però, siccome stiamo parlando di una delle questioni più importanti che riguarda la comunità regionale e il suo futuro, io mi auguro che il centrodestra dimostri in questo caso un minimo di senso di responsabilità, cosa che non ha fatto in altre circostanze delicate che riguardavano e riguardano questo importantissimo problema, per esempio quando si trattava di votare l'articolo 36 della "144" o quando si trattava di rifinanziare quella legge, problema enorme.

Quindi io mi auguro che l'onorevole Pili e tutto il centrodestra esercitino le loro capacità oratorie, nei confronti del Ministro Lunardi e del Presidente Berlusconi, non per spingerli contro ma per convincerli a rifinanziare questa legge che, fra l'altro, dice chiaramente che i 70 miliardi sono a regime; questo dice la legge, però il Governo non l'ha rifinanziata. Quindi su questa, che è una delle questioni fondamentali per il futuro della Sardegna, io mi auguro che si trovi, al di là delle posizioni, delle polemiche e di quant'altro, quel senso di responsabilità necessario che unifichi tutte le forze di questo Consiglio.

Considero invece la mozione del Partito sardo un contributo positivo alla nostra discussione anche se ha un punto di debolezza su cui penso però che anche questa discussione di oggi abbia contribuito a fare definitiva chiarezza, cioè che il modello cosiddetto "corso" non è applicabile alla Sardegna e che quindi insistere su questa ipotesi non ci aiuta a risolvere i nostri problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La mozione presentata riguarda, come è stato detto, un problema certamente molto complesso in termini procedurali, di implicazioni economiche, di scelta di strumenti da utilizzare per migliorare la qualità dei servizi, oltre che per avere una continuità territoriale che si esprima concretamente innanzitutto non soltanto in un'agevolazione tariffaria, ma consenta contemporaneamente anche una qualità accettabile e un'estensione territoriale del servizio che non provochi squilibri, cioè agevolazioni da un lato e appesantimenti e difficoltà ulteriori e svantaggi economici per altre rotte, cose che creano squilibri dannosi sia per la vita sociale, per chi viaggia ordinariamente per i soliti bisogni personali, oppure per chi invece viaggiando per affari rischia effettivamente di avere gravissimi danni.

E' una problematica molto complessa e noi crediamo che, non essendo una questione che possa essere trattata esclusivamente da addetti ai lavori, richieda una presa di coscienza da parte di questo Consiglio regionale che accompagni le azioni del Governo con suggerimenti, critiche e proposte. La mozione contiene tutti e tre questi punti, contiene considerazioni generali, critiche e proposte; addirittura crediamo che, nella stessa proposta della Giunta regionale, non sia da escludere che qualche contenuto espresso nella mozione presentata sia stato anche già preso in considerazione.

E' indubitabile però che vadano sollevati alcuni rilievi anche di natura politica. Innanzitutto non si può disconoscere il fatto che, in questi mesi, il ritardo c'è stato, infatti il problema della Conferenza di servizi doveva essere affrontato decisamente prima. Secondo: si scarica sulla proroga di un anno, della precedente Giunta, una responsabilità che invece io credo che sia ingiusto scaricare in questo modo. La proroga, che tra l'altro era consentita e prevista anche contrattualmente, ha comunque consentito di verificare come il regime di continuità territoriale, e di contenimento quindi delle tariffe, possa andare avanti senza una contribuzione, con dei limiti, ma intanto si è verificato questo. Terzo: io credo che, da cittadini, oltre che da componenti di questo Consiglio regionale, noi ci auguriamo che la proposta, a vantaggio di tutti i sardi e per il bene dei sardi, possa portare un servizio efficiente a tariffe basse per tutti.

Ci auguriamo che tutto vada per il meglio, per il bene della nostra Regione e dei nostri cittadini. Non possiamo non rilevare però che la proposta, presentata anche oggi in questo Consiglio dalla Giunta, mostra dei limiti: nel periodo invernale, ad esempio, c'è una diminuzione dei voli, per quanto riguarda le tratte Cagliari-Roma e Roma-Cagliari si passa da dodici a otto voli, questo sicuramente non è un vantaggio e di questo non si è detto. Ci sono anche alcune cose che sicuramente io credo debbano essere corrette, così come pure io non riesco davvero a capire perché si continui a dire (mi sembra un'incertezza e un'imprecisione, che richiede un approfondimento) che, a seguito dell'imposizione degli oneri di servizio pubblico, nell'eventualità di una non presentazione da parte di vettori, non si possa fare la gara senza rimborsi agli stessi vettori. L'esperienza ci dice che è possibile fare la gara, anche in assenza di rimborsi per cui io credo che si debba rivedere questo dato.

Ancora, un altro elemento di incertezza, i soldi da parte dello Stato ci sono o non ci sono? La Giunta dice che il Governo nazionale, cattivo e dimentico delle necessità della Sardegna, non ha messo i soldi, un parlamentare di sinistra avverte invece che le risorse ci sono. Vi mettete d'accordo da quella parte su questo problema? In ogni caso noi crediamo che le risorse ci siano, va verificato, ma come capita per molti stanziamenti da parte dello Stato, in alcune poste finanziarie del bilancio le risorse sono indicate per finalità generali, che possono poi essere specificate con atti amministrativi di governo successivi; noi crediamo che si tratti di questa fattispecie, ci auguriamo che sia così, ma diciamo che, in ogni caso, la gara potrà essere fatta anche senza l'attribuzione dei rimborsi perché l'esperienza ci dimostra che queste sono tratte che possono diventare convenienti anche senza rimborsi e questo sarebbe un grande vantaggio per tutti.

Crediamo che l'approvazione di questa mozione, per la quale dichiariamo il nostro voto favorevole, sia comunque un contributo positivo, critico ma positivo, dopo il dibattito svoltosi in questa Aula, per un problema che credo appassioni davvero tutti i sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo molto brevemente. La maggioranza, a nome della quale parlo, voterà contro le due mozioni, però dobbiamo immediatamente avvertire che, il tono pacato, serio, direi decisamente propositivo con cui il rappresentante del Partito Sardo d'Azione ha esplicitato la propria mozione, ci deve indurre, se non altro a livello di forma, ad una distinzione rispetto ai termini forti, direi prepotenti, quasi arroganti, utilizzati invece dall'onorevole Pili, ex Presidente della Giunta regionale, i quali sono in parte in netto contrasto con la stessa mozione e in parte in netto contrasto con gli stessi auspici e le proposizioni più delicate, così come sono state espresse in questa sede poco fa anche dall'onorevole La Spisa.

Ecco, onorevole Pili, noi non abbiamo bisogno di uno che ci faccia collage giornalistici, rassegne stampe, sappiamo leggere i giornali da soli, lei probabilmente a fare collage ha contratto un'abitudine inveterata alla quale però noi non siamo assolutamente interessati. Peraltro l'onorevole Pili ha un'altra abitudine: quella di tornare spesso indietro nel tempo, dimenticandosi naturalmente tutto il periodo che ha riguardato l'attività di governo di centrodestra, ricordando evidentemente soltanto i tempi del governo di centrosinistra per attribuirne ad esso per intero le responsabilità.

Per fortuna, lo stesso onorevole Floris, intervenendo in questo dibattito, ha richiamato la propria richiesta del marzo di quest'anno, quando Pili era Presidente della Giunta regionale, laddove sollecitava allora l'avvio di una serie di iniziative che naturalmente sono state neglette e deluse. Si lamenta la carenza di un deliberato definitivo, nessuno di noi peraltro ha detto che c'era una definizione ma che si era avviato un percorso, lo ha detto per primo il Presidente e ha continuato ad affermarlo l'Assessore. E' un governo che ha tre mesi di vita, io credo che siano stati tre mesi di vita proficui, ben utilizzati e ben spesi, anche rispetto al problema della continuità territoriale, sia da parte del Presidente della Regione che da parte dell'assessore Broccia. Vede, lei dice, onorevole Pili, che volare senza oneri aggiuntivi rappresenta una pura follia, e richiama, a questo proposito, gli interventi degli onorevoli Cugini e dell'onorevole Attili. Premesso che l'onorevole Attili al riguardo ha sicuramente grossi meriti che non possono essere disconosciuti, lei non può estrapolare una frase dal contesto di un discorso generale e, in ogni caso, se quella della Giunta regionale è follia, sicuramente è un tipo di follia creativa e quindi utile.

Sono più alti i costi odierni che vengono proposti rispetto a quelli di tre anni fa? E' una falsità. Si propone un'uniformità di prezzi per varie rotte e si ha la perfetta consapevolezza che questo rappresenta un discorso assolutamente demagogico. C'è, nella proposta che è stata richiamata, una migliore qualità del servizio e ci sono gli aspetti sanzionatori in caso di inadempienza. Per maggiore precisazione, rispetto alle ultime affermazioni dell'onorevole La Spisa, nessuno ha detto che la legge non prevede i finanziamenti. La legge li prevede ma i finanziamenti non esistono. Allora, ciascuno di voi, visti i rapporti di buon vicinato col Governo nazionale, su quella direzione sa di dover intervenire.

Da poco uno scrittore italiano, peraltro molto famoso, molto conosciuto, Alessandro Baricco, ha riscritto l'Iliade e per certi versi siamo rimasti tutti affascinati, però, onorevole Pili, mi deve concedere di fare la Cassandra della situazione, dove sta scritto che il 31 dicembre si interromperà la continuità territoriale? E' questo il suo auspicio? La Giunta regionale lavorerà perché il 31 dicembre la continuità territoriale non solo non si interrompa ma si avvii quel percorso che porti invece ad una continuità territoriale più ampia per tutti i cittadini residenti in Sardegna, ad un miglioramento del servizio per i cittadini che in Sardegna non vi risiedono ma che con la Sardegna hanno rapporti per cui arrivano in questa Regione; e, non dimentichiamocelo, è stato posto anche un problema di avvio di un percorso per garantire la continuità territoriale per le merci.

Noi ci crediamo, noi ci speriamo, in questa direzione rivolgiamo un invito al Presidente, all'Assessore e alla Giunta regionale perché vadano avanti. Naturalmente, con questo spirito e con quella differenziazione originaria anche sui toni degli interventi, respingiamo entrambe le mozioni.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione delle mozioni.

Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Rif. Sardi). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CAPPAI, AMADU, Matteo SANNA, LIORI, PISANO, VARGIU, PILI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 8.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 67

Votanti 65

Astenuti 2

Maggioranza 33

Favorevoli 22

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione la mozione numero 10. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri CASSANO, RANDAZZO, VARGIU, PISANO, PILI, LOMBARDO, CAPPAI, ARTIZZU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 10.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - CONTU - DEDONI - RANDAZZO.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - SORU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PILI - PISANO - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 62

Votanti 44

Astenuti 18

Maggioranza 23

Favorevoli 4

Contrari 40

(Il Consiglio non approva)

Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio. Convoco adesso la Conferenza dei Capigruppo per definire il calendario dei lavori per la prossima settimana.

La seduta è tolta alle ore 20 e 01.