Seduta n.20 del 08/10/2004 

XX SEDUTA

Venerdì 8 ottobre 2004

Presidenza del Vicepresidente PAOLO FADDA

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 11.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 1° ottobre 2004, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Mario Bruno, Silvestro Ladu, Nicola Rassu e Fedele Sanciu hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana dell'8 ottobre 2004. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

VARGIU: "Contributo per la salvaguardia del patrimonio turistico-ambientale della Sardegna e per la valorizzazione dei prodotti tipici". (36)

(Pervenuta il 4 ottobre 2004 ed assegnata alla terza Commissione.)

FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Istituzione della Convenzione Costituente del popolo sardo". (37)

(Pervenuta il 5 ottobre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

Annunzio di presentazione di proposta di legge nazionale

PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge nazionale:

FLORIS Mario - CHERCHI Oscar: "Nuovo Statuto per la Regione autonoma della Sardegna e cambiamento di denominazione della stessa in 'Comunità Autonoma della Sardegna'". (1)

(Pervenuta il 5 ottobre 2004 ed assegnata alla prima Commissione.)

Discussione della Mozione Sanjust - La Spisa - Contu - Licandro - Lombardo - Milia - Petrini - Pili - Rassu - Sanciu - Sanna Paolo Terzo - Ladu - Onida - Murgioni sulla messa in liquidazione della Sigma Invest SpA" (7)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 7. Se ne dia lettura.

CASSANO, Segretario:

MOZIONE SANJUST - LA SPISA - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - PILI - RASSU - SANCIU - SANNA Paolo Terzo - LADU - ONIDA - MURGIONI sulla messa in liquidazione della Sigma Invest Spa.

IL CONSIGLIO REGIONALE

a seguito della discussione, nella seduta del 14 settembre 2004 della interpellanza n. 9/A sulla Sigma Invest Spa e della sua preannunciata trasformazione in mozione ai sensi dell'articolo 110 del Regolamento;

facendo salve le considerazioni contenute nel precedente atto e valutato inoltre che:

- la Sigma ha in corso procedure tese alla riqualificazione o al rilancio o ancora alla definizione di particolari rapporti contrattuali di importanti attività produttive che coinvolgono complessivamente circa 500 lavoratori del settore industriale, con particolare riferimento alle seguenti società: Immobiliare Sigma Srl; Palmas Cave Srl; Vesap Srl; Diamondproject Spa; S. Angelo Srl; Softing Spa; Seamag Srl in liquidazione;

- la immediata liquidazione, senza l'avvio a soluzione delle richiamate procedure, avrebbe un impatto sociale pesantissimo,

impegna la Giunta regionale

per le ragioni evidenziate, a sospendere la deliberazione della messa in liquidazione nella convocata assemblea straordinaria del 30 settembre 2004. (7)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

SANJUST (F.I.). Signor Presidente, colleghi, Assessore, penso che mai la fretta e la tempestività dimostrate in questo frangente siano state meno propizie, tant'è che è notizia di ieri o di avantieri che la procedura che era stata posta in essere per la messa in liquidazione della Sigma è stata, per un vizio formale, bloccata. E' notizia, tra l'altro, di oggi, nelle pagine de L'Unione Sarda, che invece è stata aperta un'altra procedura sempre nei confronti della Sigma Invest.

L'ho voluto dire perché penso che soprattutto quest'ultimo argomento non debba assolutamente influenzare i lavori di questa mattina, anche perché sono assolutamente convinto del fatto che nulla c'entri con quello che stiamo per discutere. E di che cosa stiamo dunque per discutere? Stiamo per discutere della possibilità reale, al contrario di ciò che qualche collega ha voluto far intendere impropriamente, che per l'esattezza 563 lavoratori - avevo sbagliato l'altra volta parlando di 500 lavoratori ed ero stato corretto da uno dei colleghi - rischieranno di perdere il posto di lavoro. Ed è inutile, Assessore, far finta di niente, perché questa è l'assoluta, pura realtà. I dipendenti della Carlo Monni, che sono 370, della Palmas Cave, che sono 82, della Softing S.p.A., che sono 33, della Vesap S.r.l., che sono 20, della Meco S.r.l., che sono 23, della Diamondproject, che sono 19, e della Sant'angelo S.r.l., che sono 16, per un totale di 563 lavoratori, rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro. E perché rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro? Perché purtroppo - questa è la pura verità - non essendo state definite e portate a termine le procedure di riqualificazione e rilancio dell'attività produttiva, nel momento in cui la Sigma dovesse essere messa in liquidazione (per fortuna qualcuno ha voluto che ancora non lo fosse) non potrà più dare inizio a quel procedimento di risanamento aziendale che, già da diverso tempo, per alcune di queste aziende da almeno due anni, stava cercando di definire insieme agli Uffici della Regione.

Mi è stato detto più volte che questo non è vero. Io, per brevità, perché il tempo, ahimè, in quest'Aula è sempre tiranno, sono riuscito a recuperare della documentazione relativa ad almeno una di queste aziende. Ovviamente non posso portare l'esempio di tutte, però penso che questo esempio specifico possa rendere l'idea di come trattative assolutamente ben avviate, che ormai erano arrivate alla firma finale, in questo modo vengono bruscamente interrotte. Nel momento in cui si trova una soluzione che porta a una bozza finale di accordo di programma, dove manca solo ed esclusivamente la firma delle parti contraenti, a cui è allegata una lettera dell'ufficio legale di una banca in cui si afferma la volontà di acquistare il credito in oggetto per l'importo onnicomprensivo di 1 milione e 800 mila euro, e dove, purtroppo - anche qui un'altra strana, stranissima coincidenza - si dice anche che il 30 settembre è da considerarsi come ultimo giorno utile per la conclusione dell'operazione, ironia della sorte, proprio il 30 settembre, di mattina tra l'altro, si fa di tutto per fissare la data della messa in liquidazione della Sigma Invest. Ecco, tutta una serie di coincidenze, dico io di strane coincidenze, porta a pensare che forse non c'è la volontà di fare di tutto per salvare le aziende, da una parte, ma soprattutto i lavoratori, dall'altra.

Tengo a sottolineare una cosa che ho già detto informalmente e che ripeto oggi in maniera assolutamente formale, di fronte all'Aula: da parte nostra, da parte soprattutto del Gruppo al quale appartengo, non c'è alcuna volontà di fare in modo che la Sigma non venga messa in liquidazione. Mi risulta che da parte dell'assessore La Spisa ci sia stata, tra l'altro, nella passata legislatura, non solo una dichiarazione di intenti di tal genere, ma anche dei documenti scritti a conferma di tale intenzione. Mi posso sbagliare, ma mi sembra di sapere questo. Quindi da parte nostra non c'è un tentativo di non mettere in liquidazione la Sigma, c'è però il forte tentativo di salvare delle situazioni occupazionali che sono assolutamente importanti.

Facendo riferimento soprattutto a un altro aspetto, cioè al fatto che il settore della piccola e media industria, nel resto dell'Italia, ma soprattutto qui da noi, è assolutamente trainante. Quante migliaia di miliardi sono state spese da questa Regione soprattutto nel tentativo di affrontare il problema sociale legato alla grande industria? Tutti sappiamo, non solo noi che siamo in quest'Aula, che cosa ha prodotto l'erogazione dei finanziamenti in questo settore in Sardegna. Ecco, se si vuole toccare un settore trainante così importante come quello della piccola e media industria, penso che occorra riflettere molto, molto attentamente.

Termino, anche perché, purtroppo, mi pare di aver inteso che vi sia un atteggiamento non favorevole da parte soprattutto dell'Assessorato, non dell'Aula. Me ne dispiace però lo devo dire, anche perché mi stanno arrivando notizie secondo le quali pare che non si vogliano neanche ricevere i lavoratori, gli imprenditori coinvolti, soprattutto in quest'ultimo periodo, probabilmente perché non si comprende che essi stanno vivendo un dramma sociale non da poco, che non colpisce soltanto le loro famiglie, ma colpisce un'intera Isola, un'intera società.

Penso che quello che per fortuna è successo avantieri offra un'altra possibilità, Assessore, e io le chiedo, e lo chiedo all'Aula nel pronunziarsi su questa mozione, di fare, non solo a parole, veramente di tutto per salvare questi posti di lavoro. Penso che sia un dovere di noi tutti, assolvere il quale probabilmente ci farebbe dormire un po' meglio la notte.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giagu. Ne ha facoltà. Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare devono pervenire entro la conclusione dell'intervento dell'onorevole Giagu.

GIAGU (La Margherita-D.L.). Alcune brevi considerazioni, signor Presidente, cari colleghi. Sembra che questa mozione presentata dalla destra evidenzi, a nostro avviso, uno stato di precarietà e di confusione, che pervade la stessa opposizione. Questo lo dico con tutto il rispetto per i colleghi, i qualificati esponenti politici che fanno parte della opposizione. Infatti stiamo parlando di un tipico caso che noi possiamo inquadrare nella tanto richiamata e ricercata continuità amministrativa. Non a caso, infatti, l'Assessore e la Giunta, nell'assunzione di provvedimenti in ordine allo scioglimento della Sigma Invest S.p.A., proseguono l'attuazione dell'indifferibile procedimento avviato dalla Giunta precedente.

Per intenderci, dobbiamo avere ben presente il sistema che l'Unione Europea prevede per la concessione dei cosiddetti aiuti di Stato, senza violare i principi del divieto di concorrenza sleale tra i Paesi membri. Ci riferiamo al principio dell'investitore nell'economia di mercato. Nasce a questo punto l'obbligo di conformarsi a tali principi, e l'attuale Giunta altro non ha fatto che dare attuazione alla procedura di liquidazione dell'ente, secondo un percorso tecnico che l'Assessore preciserà, già individuato dalle Giunte espressione della maggioranza della precedente legislatura, su precisa indicazione dei precedenti Assessori pro tempore al bilancio e non attuato tempestivamente per motivi politicamente facilmente immaginabili.

Vale la pena rilevare che proseguire e definire un percorso di tale complessità, tecnicamente obbligatorio e ineludibile, presuppone una dote di coraggio politico e di determinazione propri di un Esecutivo che si è dato un programma serio, incisivo, consapevole dei pericoli, ma soprattutto delle necessità immediate di un sistema in agonia. Tutto ciò nell'evidente inutilità istituzionale dell'esistenza di una società che, per sopraggiunto mutamento del quadro legislativo, non è più in grado di perseguire gli obiettivi che ne avevano determinato la costituzione.

Queste brevi considerazioni non ci esimono da una valutazione, richiamata nella mozione, che attiene a possibili risvolti sociali pesantissimi. Nessuno di noi vuole aggirare l'ostacolo, tanto meno ignorarlo, anzi, per quanto ci riguarda, è l'aspetto più delicato e prioritario. Lo è logicamente per l'Esecutivo, per il Presidente, per l'Assessore e senza dubbio per l'intero Consiglio, per cui non paiono, a nostro avviso, fondate le previsioni catastrofiche dei firmatari della mozione. La descrizione fornitaci dall'Assessore dell'industria in sede di interpellanza crediamo rispecchi fedelmente la situazione, anche riguardo alla condizione del futuro dei 500 lavoratori, che la liquidazione dell'ente porrebbe a repentaglio. E' da precisare se si tratta di numeri attendibili e veritieri. Comunque, per quanto ci riguarda, il problema della salvaguardia di 500 posti di lavoro o anche di uno solo, costituisce il primo obiettivo della maggioranza e di questo Esecutivo, per il quale l'Assessore competente ha già formalmente assunto precisi impegni e che ribadirà certamente.

Cari colleghi, rimane da chiarire che la Sigma Invest è comunque un ente che non può in ogni caso svolgere alcuna attività operativa, che non sia di natura conservativa o liquidatoria, giacché la richiamata normativa comunitaria, com'è noto a tutti, non consente più, da tempo, l'assistenza diretta alle imprese nella forma e nei modi che in origine erano stati previsti quale compito istituzionale. Diviene pertanto conseguente e inevitabile liquidare l'ente, per la sua evidente sopraggiunta inutilità, oltre che per l'immotivato sperpero di risorse pubbliche, utilizzabili in altro e più proficuo modo.

Colleghi, porre in relazione la messa in liquidazione della Sigma col mantenimento o meno dei livelli occupazionali delle imprese da essa controllate o ad essa collegate denuncia un difetto di conoscenza, oppure, ma non vogliamo pensarci, un'operazione di mero sciacallaggio politico. Altra riflessione meriterebbe il complesso sistema finanziario regionale, alla luce di una legislazione completamente modificata; un sistema finanziario oramai obsoleto e inadeguato, che non risponde a nessuna esigenza né, tanto meno, ad alcun indirizzo politico. Argomento questo delicato e urgente, al quale ci dedicheremo immediatamente, raccordandoci con la Giunta fin dai prossimi giorni.

Cari colleghi, questo è un tempo che non permette vaghe denunce, difese parziali, sterili contrapposizioni. Queste discussioni devono servire per un confronto serrato sulle tematiche industriali sempre più preoccupanti. Abbiamo il dovere di portare a sintesi in maniera seria anche gli interventi e le posizioni emerse in quest'Aula. E' un dovere reciproco, responsabile, difendendo certamente le proprie convinzioni, specialmente di carattere politico, evitando tentativi dilatori con cavilli facilmente superabili e per niente preoccupanti. In queste occasioni deve emergere la bontà delle posizioni, delle proposte delle parti, con un serrato e appassionato dibattito sulle politiche per lo sviluppo della nostra Isola, con un confronto serio e costruttivo, che non scivoli sui pettegolezzi, sulle dicerie, sul personale. Diamo il giusto tono al nostro confronto assumendoci, noi della maggioranza in primis, le nostre responsabilità. Abbiamo il dovere di liberare idee e azioni per attuare il serio programma che ci siamo dati; abbiamo il dovere di andare avanti promuovendo quelle azioni positive che restituiranno certezze e serenità a chi con preoccupazione ci guarda. Stiamo iniziando, l'opera è imponente, siamo consapevoli delle istanze, delle sensibilità, delle debolezze della nostra società, ma è proprio per questo che dobbiamo proseguire spediti verso un unico obiettivo, che è nostro, del Consiglio intero: riscattare la nostra gente, dare una condizione, una dignità propria a un popolo che ha la giusta ambizione di confrontarsi con l'esterno, con una realtà modificata rispetto al passato, sicuramente più avara, diffidente, certamente più egoista.

Cari colleghi, pervade tutti noi una sensazione di solitudine. Assistiamo a un progressivo e inesorabile disimpegno del Governo, e non solo di quest'ultimo Governo, o almeno a una colpevole distrazione. Tagli, riforma federalista, finanziaria, politiche economiche e sociali estremamente penalizzanti. Io non so se resisteremo, dipende unicamente da noi, ma almeno proviamoci.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Onida. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Signor Presidente, colleghe e colleghi, bisogna fare chiarezza subito sull'aspetto fondamentale, di sostanza, che riguarda il confronto in quest'Aula. Il Gruppo di Fortza Paris non ha nessunissima velleità, non intende fare barricate e neppure eccessivi combattimenti per giustificare che la Sigma deve rimanere in vita. Sono assolutamente in linea e concordo con i contenuti dell'intervento di Carlo Sanjust per quanto riguarda l'aspetto che ci sta più a cuore di questa vicenda. La nostra preoccupazione riguarda i lavoratori delle società partecipate e riguarda fondamentalmente poi - e questa è la seconda questione - il metodo attraverso il quale il Governo della Regione ha voluto decidere di procedere alla liquidazione della Sigma Invest. Tratterò, poi, brevemente della terza questione, cioè degli aspetti tecnico-giuridici che hanno portato l'Assessore, in risposta all'interpellanza, alla determinazione di procedere immediatamente alla liquidazione della Sigma.

Per quanto riguarda il metodo, io sono estremamente sorpreso da tutta una serie di questioni. Il 22 luglio, durante la prima o la seconda riunione di questo Governo, si è posto il problema di procedere alla liquidazione. Il 14 e il 16 agosto è pervenuta all'amministratore una lettera con la richiesta di procedere alla convocazione dell'assemblea per la messa in liquidazione della Sigma, convocazione che è stata fissata per il 30 settembre. Per questa data la discussione della mozione era già all'ordine del giorno del Consiglio, che è composto dalla maggioranza, ma anche dalla opposizione. Il mio è un appello, che forse non serve più, mi sto scoraggiando e anche disilludendo. E' inutile - non c'è l'amico Maninchedda - parlare di terza via, di nuova agorà, di nuovo stadio sul quale giocare la nuova partita della politica nel momento in cui ci stiamo confrontando su temi importanti come quelli dello Statuto. Chi ci crede più? Abbiamo chiesto l'anticipazione del dibattito alle ore 10, in modo da consentire al Consiglio di esprimersi in tempi rapidi e di dare serenità anche all'Assessore nella decisione che si stava per prendere in merito alla liquidazione della Sigma. Non ci è stato concesso. Abbiamo chiesto di spostare l'assemblea all'indomani, in modo da non mutare l'ordine del giorno del Consiglio, non è stato concesso neanche questo. Se è lecito confrontare le cose piccole alle cose grandi, questi sono messaggi veramente pericolosi, che danno ad intendere qual è la strategia della maggioranza. Ma, d'altra parte, ben venga questo radicalismo se servirà a risolvere i problemi della Sardegna. Io ho dei dubbi, non si offenda nessuno, non si offenda il presidente Soru se questo sistema viene chiamato "palazzo" in contrapposizione alla società civile. Questo deve essere un parlamento, ma perché sia tale deve esserci rispetto fra le parti.

La questione della fretta, il fatto che l'Assessore sia arrivato in assemblea con la deliberazione pronta e avendo già individuato il commissario liquidatore (guarda caso altra fedelissima persona del sistema del presidente Soru). Ma è mai possibile che non si vada oltre una visione personalizzata? Io stimo molto la dottoressa Casu, che però è elemento fondamentale di tutto il sistema a supporto della vita aziendale del presidente Soru. A questo punto ho maturato un sospetto. Il problema di Sigma non è un problema di oggi, caro Giovanni Giagu, e non aveva necessità, per essere trattato, neanche di un intervento pontificale, perché siamo d'accordo su tante delle cose che tu hai detto; il mio sospetto deriva da tutta una serie di cose: il 2 settembre 2002 ci fu un confronto aspro, perché è iniziato con le leggi finanziarie il ragionamento sulla eliminazione di Sigma; l'assessore Sanna, tutto sommato, è il fondamentale regista di questa operazione, quindi il grande risanatore del sistema marcio della Regione, se supponiamo che si tratti di eliminare una radice non sana del nostro sistema. Quindi viene dal lontano 2002, e in quella occasione La Nuova Sardegna riportò un'espressione - la rileggo, è brevissima - in merito al confronto tra l'allora Capogruppo dei D.S., Spissu, e l'attuale vicepresidente del Consiglio, Fadda e al fatto che l'onorevole Spissu affermò di considerare una battaglia poco chiara quella contro la Sigma: "Il riferimento è forse al fatto che l'obiettivo dei popolari, più che la Sigma, è il Consiglio di amministrazione della stessa finanziaria e in particolare il Presidente espresso dal P.P.S., il Partito fondato da ex P.P.I.". Ho letto che si sta apprestando un avvicendamento di Assessori. Mi auguro che non sia vero, perché è giusto lasciare a tutti il tempo di esercitare la propria funzione, ma se dovesse essere vero tra le teste da tagliare ci sarebbe quella dell'assessore Rau. Io le auguro di no, Assessore, però se l'hanno fatta venire qui solo per liquidare la Sigma è veramente una cosa poco simpatica e poco seria.

L'altro punto che voglio sottolineare - e me ne assumo la responsabilità, lo faccio perché rimanga agli atti del Consiglio - è che alla fine del 2000, esattamente il 23 novembre (posseggo il verbale, che credo che sia agli atti dell'Assessorato dell'industria), ci fu l'apertura delle buste recanti offerte segrete per l'impiego di fondi della Sigma Invest S.p.A., conseguenti alla giusta richiesta di offerte inviate dalla stessa Sigma ai seguenti enti creditizi: Banca Nazionale del Lavoro, Monte dei Paschi di Siena, Banca Fideuram, Cariplo, Banca di Sassari, Credito Italiano, Banca Commerciale Italiana e Banco di Sardegna. Subito dopo l'avvento, qualche mese più tardi, dell'amministratore di Sigma alla guida della finanziaria, le pressioni affinché fosse dato il via al risultato di questa gara pubblica furono incredibilmente forti, costanti e continue. Banca Fideuram si aggiudicò, in qualche modo, la gara con una proposta di remunerazione netta del 5 per cento; l'amministratore di Sigma, considerando fuori mercato questa proposta, ritenne di non mandare avanti le procedure di aggiudicazione. Da quel giorno credo che sia iniziata la via crucis di questa finanziaria e del suo amministratore.

Io ho presentato, con i miei colleghi di Gruppo, un'interpellanza che arriverà al Consiglio oggi o domani e che riguarda le presunte cause di decadenza e di ineleggibilità dei dipendenti regionali nominati nei collegi sindacali delle società con capitale controllato dalla Regione Autonoma della Sardegna. Invito l'Assessore a verificare la composizione del collegio sindacale Sigma.

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Onida.

(Interruzione del consigliere Cugini)

ONIDA (Fortza Paris). Bisogna non essere sindacalisti di vecchio stile per comprendere queste cose, quanto meno bisogna avere qualche nozione in più di carattere culturale.

(Interruzione del consigliere Cugini)

PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la sto richiamando.

ONIDA (Fortza Paris). Se lei mi permette di concludere il mio intervento, mi fermo a questo punto per quanto riguarda il dubbio che ho in ordine alla fretta con cui si vuole procedere alla liquidazione della Sigma Invest. L'appello è all'Assessore e alla Giunta affinché l'amministratore di Sigma rimanga in carica almeno fino alla chiusura delle vicende che riguardano le società di cui ha parlato il collega Carlo Sanjust, per definire in maniera serena i problemi dei dipendenti di queste società.

Non mi rimane il tempo per portare le motivazioni di natura giuridica che mantengono controverse le posizioni espresse dal collega Giagu e in qualche modo accennate anche dal collega Sanjust, circa le questioni che riguardano la procedura di infrazione e la situazione di liquidità. Agli atti voi avete pareri pro veritate chiesti dalla Giunta regionale in ordine a queste questioni, sulle quali ci sono valutazioni date non assolutamente per certe dalla dottrina e anche dalla giurisprudenza. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Onorevoli colleghi, Assessori, credo che il dibattito di oggi, in qualche modo, ci aiuti a capire la natura di alcuni interventi che l'opposizione intende portare avanti. Ero in dubbio se intervenire, ma credo che alcune riflessioni fatte dai colleghi Sanjust e Onida meritino qualche commento.

Il collega Sanjust ha parlato della preoccupazione per il mantenimento dei posti di lavoro e ha citato, in maniera dotta, il numero di lavoratori che secondo lui sarebbe in pericolo; il collega Onida ha fatto riferimenti al metodo, si è dichiarato sorpreso dalla fretta, ha parlato di visione personalizzata con la quale la Giunta intenderebbe, in qualche modo, operare. Ecco, credo che valga la pena ricordare a questi colleghi che è proprio di metodo che stiamo parlando e di fretta indotta non dalla questione Sigma, ma dall'immobilismo, dalle lotte traversali, dall'assoluta difficoltà di portare avanti un'azione dell'Esecutivo, difficoltà che mette in pericolo non solo i posti di lavoro della Sigma, ma tanti altri posti di lavoro nella nostra regione. E' una visione che non so se definire personalizzata, ma sicuramente poco efficiente della spesa pubblica, che ha portato al dissesto delle finanze regionali negli ultimi cinque anni. Mi ha sorpreso molto che ci sia stata consegnata, oggi, una Regione che ha un livello di indebitamento, dovuto alla contrazione di mutui, ormai pari alle entrate ordinarie, e che quindi, di fatto, non può più agire in alcun modo prevedendo nuove spese, se non di fronte a entrate certe.

Mi sono sorpreso ancora per il fatto che tanti enti inutili, responsabili dell'assorbimento di ingenti risorse della Regione, sono rimasti in piedi durante le Giunte di centrodestra. Mi sorprende, infine, che questi colleghi riescano, con un colpo teatrale, che non è abile, ma anzi è abbastanza superficiale, oppure un po' demagogico, a unire due questioni che sono proprio l'essenza di un modo nuovo di fare politica. Vorrei ricordare ai colleghi Sanjust e Onida che i posti di lavoro, in qualche modo, si preservano e si incrementano con una gestione efficiente della spesa pubblica, chiudendo realtà inutili, smettendo di pagare milioni di euro ai tanti consigli di amministrazione, che per fortuna la Giunta ha iniziato, con una propria delibera, a mettere in chiusura con un progressivo commissariamento. I posti di lavoro si difendono innanzitutto indirizzando la Regione verso un'amministrazione efficiente, prendendo decisioni rapide ove occorre, perché ogni decisione tardiva comporta uno spreco di risorse che per questa Regione sono sempre più scarse.

Io credo che ci saremmo dovuti sorprendere, invece, nel caso in cui la Giunta non avesse assunto le deliberazioni con l'urgenza che esse assolutamente meritavano. Urgenza dettata anche dal fatto che l'amministrazione di centrodestra ha ritenuto di tenere per altri dieci mesi la Sardegna, dopo la crisi dell'estate scorsa, sostanzialmente in una situazione di non governo, di paralisi, con incarichi assessoriali ad interim, in una sostanziale situazione di transizione perenne, di emergenza perenne, che non ha consentito di affrontare in maniera autorevole la soluzione di questi problemi. Quindi capisco l'esigenza dei colleghi di farsi sentire, di sventolare qualche bandiera in ordine al tema dell'occupazione. Credo che sia stato lo sport preferito da parte di molti colleghi del centrodestra, sbandierare il pericolo della perdita di posti di lavoro, nel tentativo di perpetuare delle politiche che hanno contribuito ad accrescere il dissesto della nostra Regione.

Quindi ritengo che in questo contesto le preoccupazioni siano infondate, non solo dal punto di vista sostanziale, ma anche dal punto di vista generale. Dal punto di vista sostanziale ci troviamo di fronte a una realtà che non consente più alla Sigma di operare, per mancanza di risorse e perché l'operato del suo amministratore viene messo in discussione dagli stessi sindaci revisori. Ci troviamo dunque proprio nella situazione opposta, quella di dover mettere in liquidazione la Sigma Invest per liberare delle risorse e poter finalmente affrontare alcuni problemi specifici che riguardano le società da essa controllate.

Credo che non si possa che formulare l'auspicio, e ne siamo certi, che la Giunta e questa maggioranza non si lascino intimidire e non consentano in alcun modo che le loro decisioni siano rallentate, al fine di utilizzare al meglio le risorse che appartengono a tutti i cittadini, a tutte le realtà che vogliono operare nella nostra comunità. Ritengo che la fretta, così come è stata definita, non sia dettata da alcuna situazione personale, perché è veramente difficile seguire un ragionamento come quello fatto dal collega Onida, ma sia dettata dall'urgenza di cominciare finalmente a risolvere alcuni problemi della nostra Regione, soprattutto per mettere fine allo spreco di risorse e iniziare una politica di buona amministrazione. Solo così quei posti di lavoro di cui hanno parlato i colleghi, ma anche tanti altri posti di lavoro che sono in pericolo per il fatto che la Regione non ha risolto alcuni nodi fondamentali e strutturali, potranno essere salvaguardati. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). La preoccupazione che è stata manifestata da più parti, all'inizio di questo dibattito, circa il destino dei lavoratori delle società controllate e partecipate da Sigma Invest, non solo la condivido, ma è esattamente la mia preoccupazione. Fatto salvo che su Sigma, sulla sua missione, sulla sua funzione ormai è tutto chiaro, non si sono risolti i problemi di quei lavoratori, per quanto sappia, ma informazioni più dettagliate in merito potrà darne l'Assessore nel seguito del dibattito. Vi sono lavoratori che ormai da dieci, dodici mesi non percepiscono alcuna retribuzione, che sono già in una condizione di crisi e a cui occorre dare una risposta. Per cui, per quanto riguarda Sigma, prima ci sbarazziamo di una cosa inutile, cari colleghi, meglio è per tutti.

Purtroppo devo riscontrare il fatto che, nonostante Sigma sia ancora lì, non si sia ancora proceduto alla sua liquidazione, quei lavoratori sono lo stesso alla fame. E questo mi preoccupa perché mi chiedo: se Sigma è così importante per il soddisfacimento dei bisogni di quei lavoratori, com'è che da dieci, dodici mesi quegli stessi lavoratori sono senza retribuzione? Evidentemente chi amministra Sigma non fa il suo dovere, e questa società è inutile, assolutamente inutile, anzi direi quasi dannosa, perché rappresenta un costo inutile che comunque pesa sulla collettività e sulla finanza di questa Regione, che è una finanza ben strana.

Dicevo ieri, approfittando, magari in modo disordinato, dell'intervento sulla mozione presentata per la sospensione di alcune deliberazioni della Giunta regionale in materia sanitaria, che ci troviamo in una situazione che ci vede indebitati fino al collo, senza aver contratto nuovi mutui. Cioè siamo indebitati fino al collo senza aver incamerato una lira del debito che avremmo dovuto contrarre, per cui abbiamo un bilancio - questo bisogna dirlo in quest'Aula, in modo tale che si sappia anche all'esterno - che è assolutamente falso. E' un bilancio falso quello della Regione, pieno di debiti inesistenti, pieno di spese non effettuate, pieno di impegni mai assunti, di trasferimenti dello Stato basati su parametri astratti, per cui alla fine ci ritroviamo con un bilancio pieno di "buchi". E i buchi sono tutti questi, anche quelli della Sigma, perché abbiamo ereditato un sistema di partecipazioni statali corrotto, ci siamo caricati i veleni, anche quelli veri, quelli prodotti cioè dalle industrie delle partecipazioni statali. Vi invito a prendere in considerazione i dati forniti dall'Alcoa relativamente a un campione di 1.115 lavoratori: 135 decessi, 68 dei quali causati da neoplasie sicuramente connesse all'attività lavorativa svolta. Quella è la partecipazione statale che abbiamo, che ci siamo accollati, anche finanziariamente, inventando il sistema delle finanziarie che dovevano meglio produrre effetti di sviluppo, promuovere iniziative sostitutive, per esempio all'attività mineraria del Sulcis, con riferimento alle leggi nazionali ottenute attraverso le lotte dei lavoratori per fare nuove iniziative industriali sane. Siamo riusciti a fare vecchie iniziative industriali malsane!

Ci sono imprenditori che hanno goduto di finanziamenti e continuano a goderne in virtù di diverse leggi: 488, 204, 221, c'è abbondanza di numeri. Prendono i soldi, li incamerano, fanno impianti, svolgono attività per conto di società madri che sono da un'altra parte, fanno operazioni finanziarie e poi lasciano i lavoratori per strada, portandosi via risorse di questa Regione. Tutti lo sappiamo e glielo consentiamo.

Bisogna perciò, Assessore, dare risposte inequivocabili e comprensibili a tutti, in particolare per quanto riguarda i lavoratori delle società controllate e delle partecipate da Sigma Invest studiamo il modo per arrivare a una soluzione. Noi abbiamo predisposto, con alcuni colleghi della maggioranza, una proposta di legge, che depositeremo oggi, e che prevede l'anticipazione almeno delle retribuzioni arretrate, senza che ciò comporti alcun rischio per la Regione, la quale si può rivalere sui crediti che vanta nei confronti dei datori di lavoro, cioè appunto delle società controllate e partecipate dalla Sigma.

Abbiamo però altre situazioni da affrontare: c'è un piano straordinario per il lavoro che non decolla. Io non so che cosa voglia dire, me lo farò spiegare dall'assessore Pigliaru e da altri, che ne capiscono molto più di me: com'è che abbiamo 559 milioni di euro, circa 1.000 miliardi di vecchie lire, destinati al piano straordinario per il lavoro di mutui da contrarre e non ancora contratti? Li abbiamo messi in circolo quei soldi? Sono delle annualità 2000, 2001 e 2002, quando governavate voi e male! Questo è il dato.

Questo per quanto riguarda il piano straordinario per il lavoro, ma cosa si fa per risolvere le altre questioni? Stiamo pensando a un sostegno per i cittadini che non hanno alcun reddito, che vivono in una condizione di povertà assoluta? Bisogna fare provvedimenti e le risorse vanno trovate. Si trovano per coprire i buchi fittizi, i buchi di un bilancio falso, basato su parametri astratti; si finanziano cinquemila obblighi formativi senza che vi sia un trasferimento adeguato di risorse da parte dello Stato. Cinquemila sperimentazioni Moratti senza un adeguato trasferimento di risorse da parte dello Stato! Si trovino dunque le risorse anche per dare risposte ai lavoratori che sono senza retribuzione, che sono stati turlupinati, insieme alla Regione, da datori di lavoro, per dirla con un eufemismo, un po' sportivi e spregiudicati, come quelli a cui abbiamo affidato gran parte delle nostre aziende.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licheri. Ne ha facoltà.

LICHERI (R.C.). Signor Presidente del Consiglio, signor Assessore, colleghi consiglieri, la mozione presentata dal centrodestra pone all'attenzione dell'Aula il problema dell'impatto sociale che avrebbe la liquidazione di Sigma Invest. Ognuno di noi, però, in quest'Aula sa come è nata la Sigma e come è stata gestita negli ultimi anni. Anzi, il centrodestra ha qualche elemento di valutazione in più, in quanto la Giunta regionale precedente si è già occupata in passato di tale problema, avanzando addirittura proposte e assumendo atti nella direzione della messa in liquidazione di Sigma Invest. Imputare oggi a questa maggioranza responsabilità che non ha lo trovo alquanto scorretto, privo di fondamento e frutto di una cultura populista che impregna da tempo la proposta politica del centrodestra.

L'onorevole Onida richiamava l'Aula e la maggioranza sul tema della incoerenza per quanto riguarda i rapporti con l'opposizione. I toni usati dai consiglieri del centrodestra anche nella giornata di ieri non aiutano, a mio giudizio, in questo senso. Ieri, dalle offese personali nei confronti dell'Assessore della sanità si è passati perfino a chiedere lo sbobinamento immediato della risposta dell'assessore Dirindin, perché si intravedevano non so quali irregolarità! Lo sbobinamento credo sia già previsto e io, a questo punto, consentitemi una battuta, credo che con gli atti degli ultimi cinque anni di governo del centrodestra potremmo riscrivere il manuale dell'ipocrisia e della incoerenza!

Per tornare all'ordine del giorno, mi risulta, leggendo gli atti della precedente Giunta regionale, che tutte le decisioni adottate dall'Assessore dell'industria e dalla Giunta attuali sono in coerenza, per alcuni aspetti, con quanto deciso dall'Esecutivo nella dodicesima legislatura. Ho potuto appurare che, durante l'approvazione di interventi per l'anno 2004, la Giunta Masala, in linea con l'allora Assessore dell'industria, ha dato pieno mandato per avviare tutte le opportune iniziative tese a consentire in tempi brevi la formale chiusura della procedura d'informazione.

Ho voluto ricordare questi passaggi per sottolineare che la mozione, così proposta dal centrodestra, non trova elementi di coerenza con quanto detto e fatto dall'opposizione fino a qualche mese fa, quando in questo Palazzo rappresentava la maggioranza.

Per tornare al ragionamento iniziale, io credo che la preoccupazione non sia solo del centrodestra, ma di tutto il Consiglio, e in particolar modo della maggioranza, e quindi è chiaro che la nostra attenzione sarà rivolta ai lavoratori per il futuro che li aspetta dopo il provvedimento di messa in liquidazione della Sigma Invest, che rappresenta, però, una via obbligata considerata la situazione in cui versa questa società. E' chiaro che i lavoratori - e su questo punto condivido l'analisi dell'Assessore dell'industria, Concetta Rau - non trarrebbero nessun vantaggio, né occupazionale né di altro genere, dal mantenimento di un rapporto aperto con un'azienda priva di mezzi finanziari. Dai dati dell'Assessorato dell'industria si evince che gli occupati nelle aziende richiamate più volte dalla mozione ammontano, mi pare, a 170 unità lavorative, di cui 82 sono dipendenti della Palmas Cave, 68 risultano complessivamente occupate presso le società Sant'angelo e Softing e altre 20 unità risultano in forza alla società Vesap. Mi pare, su questo punto, che l'analisi della Giunta sia giusta quando si afferma che la presenza in Sardegna di nuovi soggetti, come l'Agenzia regionale e la SFIRS, rende non più indispensabile la funzione di Sigma come interlocutore primario per le politiche di sviluppo dell'amministrazione regionale. I lavoratori e le lavoratrici, per quanto ci riguarda, sono un bene della nostra comunità e per questo vanno tutelati, salvaguardati e inseriti in un nuovo e fattivo contesto sociale.

E' chiaro che non potrebbe essere altrimenti e questa è la prima preoccupazione di una forza politica come la nostra, di questa maggioranza e di questa Giunta, ma credo che le rassicurazioni dell'Assessore e i provvedimenti adottati dalla Giunta regionale in questi primi mesi di attività vadano in questa direzione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Nel brevissimo tempo che si ha a disposizione per l'intervento nella discussione di una mozione è molto difficile intervenire su un argomento come la storia della Sigma Invest potendo dare un contributo, a quest'Aula, nell'onesto e serio tentativo di capire quali sono i problemi su cui stiamo intervenendo. Vado per punti per cercare di dire il più possibile.

Primo, ribadisco e confermo che fin dalla precedente legislatura, fin da quando ho dovuto, io personalmente, affrontare i problemi della SIGMA e delle società ad essa collegate, così come tanti altri problemi che l'Assessore regionale dell'industria di turno deve, ahinoi, affrontare, è stata chiara una cosa, cioè che la strada delle liquidazioni degli enti regionali era una strada obbligata. Mi dispiace che non ci sia l'onorevole Porcu, che ha dato alcuni giudizi, a mio parere, abbastanza affrettati su questo problema e a cui avrei voluto rispondere personalmente. Noi abbiamo proceduto anche sulla base di un orientamento avviato nella precedente legislatura. Il Consiglio regionale e i diversi governi, già dagli anni novanta, avevano infatti assunto su questo argomento decisioni importanti. La legge concernente la messa in liquidazione dell'EMSA, lo ricorderanno anche i colleghi del centrosinistra che erano presenti, è stata approvata nel 1998. Noi abbiamo portato, proprio per continuità amministrativa, a compimento quel processo con una serie di liquidazioni e di privatizzazioni di società, per realizzare finalmente un grande obiettivo, quello di alleggerire la Regione di un peso che effettivamente limita la sua politica di sviluppo. E' stato messo in liquidazione l'Ente Minerario Sardo e si è proceduto alla privatizzazione delle società che era possibile privatizzare. Il bilancio regionale ogni anno deve affrontare i problemi di società che non possono essere liquidate per evidenti motivi; bisognerebbe aprire delle discussioni sulla situazione della Carbosulcis, dell'IGEA, della Mineraria Silius, che rappresentano i tre grandi problemi che rimangono nel settore minerario, ma è stata fatta la liquidazione della Sipax, della Intex, della Texal. Vorrei ricordare che il processo di risanamento di questo sistema di politica industriale basato, negli anni novanta, ossia quindici anni fa, sull'intervento diretto della Regione è iniziato tempo fa. E' vero, le partecipazioni statali dismettevano in Sardegna, lasciando nel dramma e nella insicurezza migliaia e migliaia di lavoratori di un tessuto produttivo che rischiava di collassare. La Regione ha fatto delle scelte che oggi vengono criticate aspramente anche da voi e ascritte ai governi di centrodestra, ma la Sigma è stata creata da un presidente che credo sia molto vicino a voi, che io stimo molto tra l'altro, e credo abbia agito su tante cose in maniera responsabile e intelligente. E così per tante altre situazioni.

Vorrei chiamare come onesto e leale testimone un collega di quest'Aula, l'onorevole Vincenzo Floris, che ho incontrato più volte come controparte nel corso di trattative sindacali e con il quale, sulla base delle sollecitazioni di tutti i sindacati, che anche lui rappresentava, si è tentato di affrontare situazioni drammatiche relative a dipendenti di società ex regionali. Scusate la brevità. Il sindacato molto spesso chiedeva: "Riassorbite questi lavoratori". Dov'è la Intex, dov'è la Texal? E' vero o non è vero questo? E quante volte è stato chiesto: "Usate la Sigma"? Quante volte, responsabilmente, la Giunta di centrodestra, soprattutto negli ultimi anni, ha inequivocabilmente attuato una pratica, che è agli atti, e cioè la Sigma, di fatto, è stata considerata in liquidazione? Sfido infatti chiunque a dimostrare che abbiamo fatto trasferimenti finanziari che non fossero esclusivamente finalizzati al pagamento degli stipendi dei lavoratori, in particolare dei lavoratori della ex Sardamag, che ora sono ancora dipendenti di Palmas Cave. Su proposta della Giunta regionale e con l'approvazione, credo, all'unanimità del Consiglio regionale, durante l'esame dell'ultima legge finanziaria, sono state finalmente trasferite o almeno è stata data l'autorizzazione al trasferimento all'IGEA di risorse destinate a risolvere proprio questo problema ed eliminare un altro motivo che impediva materialmente la liquidazione della Sigma Invest. Si tratta quindi di concludere un percorso.

Confermo che è agli atti l'orientamento che la liquidazione era necessaria per vari motivi: innanzitutto perché c'è una duplicazione di società finanziarie che si occupano di sviluppo. Io credo che basti la SFIRS, tanto per essere molto chiari, per fare queste operazioni. Ma, attenzione, c'è un modo di affrontare questi problemi che, per la fretta di voler risanare, porta a giudizi e decisioni superficiali. Anch'io, come credo chiunque arrivi all'Assessorato dell'industria, ho avuto la tentazione di tagliare indiscriminatamente i rami secchi, ma non è facile fare questo di fronte ai casi umani, sapendo che certe operazioni - come le operazioni chirurgiche - si fanno su un corpo affaticato, dolente, che è quello del sistema produttivo sardo, in particolare del sistema industriale. E' facile, onorevole Porcu, dire: "Tagliamo, tagliamo". E' facile! Vi auguro di riuscirci senza far soffrire tante famiglie sarde. Io non credo che ci si possa riuscire senza essere irresponsabili. L'unica cosa che noi abbiamo fatto attraverso questa mozione non è stata certamente quella di dire: "Manteniamo in vita la Sigma". Non è questo che abbiamo chiesto. Chiediamo quindi onestà intellettuale da parte di chi interviene nel riconoscere l'oggettivo contenuto di quanto noi abbiamo chiesto. Abbiamo chiesto, però, che tutte le operazioni siano fatte in tempi e secondo cadenze che devono tener conto di necessità reali, concrete.

Invito l'Assessore a valutare ancora la possibilità che i tempi di realizzazione della liquidazione della Sigma consentono tuttavia operazioni che non sono a carico del bilancio regionale e che possono essere fatte dalla Sigma con l'amministratore che individuerete voi. Non si tratta di difendere nessuno, ma va valutato - io vorrei su questo centrare l'attenzione, perché il nocciolo della questione è qui - se una società in liquidazione può fare tutte le operazioni finalizzate a salvaguardare posti di lavoro e prospettive di sviluppo per le aziende che sono da essa controllate. Quel che è inefficiente non lo si deve salvare, ma vanno salvaguardate le possibilità di sviluppo, così come abbiamo cercato di fare tutti responsabilmente. E devo ricordare che su tante questioni di politica industriale, ciò che ha proposto la Giunta regionale nella passata legislatura è stato accolto con ordini del giorno votati all'unanimità da questo Consiglio. Vi ricordo i problemi delle miniere, i problemi della chimica e quant'altro. Allora forse l'unica cosa da fare è verificare in tempi rapidi, con gli uffici, che ovviamente vi possono mettere a disposizione tutte le informazioni utili, se ci sono, oppure no, operazioni che una società in liquidazione può comunque fare. Questo è il nocciolo del problema. Non si tratta di fare il conto dei disoccupati possibili, che purtroppo potrebbero esserci. Invito cioè ad assumere un atteggiamento realista, non ideologico, non fazioso, per valutare quello che si può fare sotto il profilo dello sviluppo industriale e della salvaguardia dei posti di lavoro.

Dopodiché credo che ci saranno molte occasioni in cui in quest'Aula si potranno ancora approfondire questi problemi, esaminando anche ciò che è stato fatto nel passato in materia di politica industriale, con un atteggiamento però sereno e laico. Sereno, come diceva l'onorevole Onida, che credo richiamasse esattamente questa necessità, per dare da parte del Consiglio regionale - e questa è una competenza di cui non possiamo spogliarci, colleghi - indirizzi, orientamenti che possano sostenere la Giunta nel perseguimento di interessi oggettivi della Sardegna, dei lavoratori e delle imprese, quando è opportuno.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'Assessore dell'industria, desidero ringraziare i colleghi per aver accettato di far pervenire le iscrizioni a parlare durante il primo intervento. I colleghi la cui iscrizione non è pervenuta per tempo potranno intervenire per dichiarazione di voto.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Grazie, Presidente. Intanto voglio cominciare questa replica prendendo in considerazione tutto quello che è stato detto. E' stato detto che la Sigma Invest è una società inutile, che non ha nessun senso in termini di supporto della politica industriale regionale. Questo è stato detto sia dagli onorevoli di centrosinistra sia da quelli di centrodestra, perché in realtà la Sigma non ha supportato le piccole e medie imprese e nemmeno i lavoratori.

Da questo punto di vista bisogna quindi avere il coraggio di mettere fine a un sistema che si ritiene inutile. E lo si ritiene inutile perché rappresenta una duplicazione di enti, perché i tempi sono cambiati, il sistema regionale si evolve e le politiche industriali devono essere tempestive nell'identificare le nuove esigenze del mercato, e perché, evidentemente, gli enti di cui si parla, per come hanno utilizzato le risorse, non sono stati efficaci nel mantenere i livelli di occupazione, nel promuovere la creazione di nuova occupazione e lo sviluppo. In questo senso mi domando: "Come possono l'Assessore dell'industria e l'intera Giunta prendersi la responsabilità di mantenere in piedi questo ente, temporeggiando o consentendogli di effettuare operazioni che noi non riteniamo possano avere effetti positivi sulla politica industriale regionale?" Questa è la considerazione di base. Noi abbiamo premesso, nella delibera di Giunta del 20 luglio, che non ritenevamo che la Sigma Invest potesse dare un contributo positivo alla politica industriale regionale e questo è stato il motivo per cui abbiamo deciso di metterla in liquidazione.

I metodi: noi abbiamo preso incarico il 5 luglio e abbiamo iniziato a lavorare dal primo giorno con degli obiettivi precisi. La delibera è del 20 luglio. Invito l'onorevole Onida a partecipare alle riunioni della Commissione, quando ci saranno dei confronti sulle tematiche industriali, e a prendere visione degli interventi fatti dall'Assessore in merito alle politiche di sviluppo.

Uno degli aspetti prioritari, ma non l'unico, era proprio quello di rivedere il sistema, verificare dove ci sono le duplicazioni e valutare come le poche risorse finanziarie disponibili possono essere utilizzate per interventi di supporto al sistema industriale. Questo è il compito che ci siamo dati. Si è parlato strumentalmente della perdita di 560 posti di lavoro. Intanto le unità dipendenti dalle aziende che si citano nella mozione sono 170. Oggi l'onorevole Sanjust ha inserito anche l'azienda Monni, che ha avuto rapporti con la Sigma Invest, ma non c'è nessun intervento pendente da parte della Sigma Invest. Per cui, i 360 occupati della Monni non sono certamente in pericolo per la messa in liquidazione di Sigma Invest. Invece di fare un esempio per tutti, credo che vadano fatte delle valutazioni caso per caso e quindi tutti gli interventi devono essere presi in esame. Proviamo a parlare di 170 occupati, perché non vorrei che si ritenesse questa Giunta non attenta ai problemi occupazionali e tanto meno alle esigenze delle piccole e medie imprese: dei 170 lavoratori di cui parlavo prima, 82 sono dipendenti della società Palmas Cave, che è una controllata di Sigma, e troveranno protezione nel ricollocamento attraverso IGEA; 68 sono dipendenti di Diamondproject, Sant'Angelo e Softing, società che non hanno nessun intervento pendente con Sigma Invest attualmente, cioè non c'è nessun intervento in corso d'istruttoria. Le restanti unità risultano in forza alla società Vesap, che è l'unica che ha chiesto al momento un intervento della Sigma Invest, e si vedrà se ha i requisiti per rientrare in un altro strumento finanziario o essere indirizzata verso altro soggetto attuatore. Il nostro ragionamento è stato cioè questo: abbiamo una finanziaria regionale che duplica le attività svolte da Sigma e abbiamo una serie di leggi di intervento, ma dobbiamo stare molto attenti ad agire attraverso interventi che gli orientamenti e la normativa in materia di aiuti di Stato ci consentono. Quindi non è una considerazione di secondaria importanza quella relativa alla procedura d'infrazione, perché, come ha detto l'onorevole La Spisa, gli interventi della Giunta precedente andavano tutti in questa direzione. Sono state proposte tre delibere di finanziamento alla Sigma Invest (il primo finanziamento a giugno 2003, il secondo a ottobre, il terzo a novembre), che non sono state mai approvate perché l'Assessore del bilancio non era d'accordo, e il concerto è obbligatorio per questo tipo di atti.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue RAU.) Quindi, in realtà, la Sigma Invest era finanziariamente bloccata e l'unico modo per superare il parere vincolante dell'Assessore del bilancio era metterla in liquidazione. Tra l'altro la proposta di deliberazione della precedente Giunta di centrodestra andava proprio nella direzione della messa in liquidazione della Palmas Cave e delle altre società, verificando se, una volta che le controllate da Sigma Invest fossero state liquidate, potevano sussistere le condizioni per una prosecuzione dell'attività della Sigma stessa.

La stessa cosa si può dire per quanto riguarda la procedura di infrazione; si tratta pur sempre di un'azione intrapresa dalla Giunta precedente. Questo significa agire con responsabilità rispetto a delle politiche di sviluppo che devono essere chiare, con soggetti che supportino veramente le imprese e strumenti finanziari in linea con gli orientamenti comunitari e che siano, da questo punto di vista, ammissibili.

La Regione Sardegna ha uno strumentario ampio di interventi, per cui se ci sono aziende che hanno i requisiti, che possono essere oggetto di azioni di risanamento imprenditoriale, non mancano certo gli strumenti per procedere in tal senso. E non è vero, onorevole Sanjust, che questi imprenditori non sono stati sentiti dall'Assessorato. Quando è stato chiesto un colloquio, io personalmente mi sono recata a parlare con gli interessati e ho incaricato il Direttore generale di verificare se sussistevano i requisiti richiesti e se potevano essere trovate delle soluzioni in questa direzione. Quindi non credo che il mio Assessorato e la Giunta possano essere accusati di non salvaguardare l'occupazione, di non prestare attenzione ai problemi dei lavoratori o di ostacolare lo sviluppo delle piccole e medie imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Non posso dichiararmi totalmente soddisfatto. Alcune considerazioni fatte dall'Assessore in ordine ad aziende come la citata Vesap lasciano intravedere uno spiraglio quanto meno di buonsenso da parte dell'Assessorato. Tuttavia, Assessore, un documento che ho in mano, datato 22 settembre 2004, contraddice un po' quello che lei poco fa ha reso all'Aula, e cioè il fatto che della Carlo Monni S.r.l. l'Assessorato , da quello che lei ha detto, sembra non saperne praticamente nulla. Se così fosse non riesco a capire l'oggetto di questo documento: "Richiesta urgente notizie". L'Assessore ha chiesto al direttore Guzzonato di acquisire con la massima urgenza ogni utile elemento conoscitivo in relazione alle pratiche in corso di chiusura d'istruttoria, menzionate nella nota del 3 agosto 2004 e relative alla Meco S.r.l., alla Carlo Monni S.r.l. e alla Vesap S.r.l.. "Ciò atteso si invita a fornire una sintetica informativa sulla pratica riguardante la Meco S.r.l, oltre a eventuali integrazioni a quanto di recente comunicato sulle società Monni e Vesap."

Questo penso che voglia dire una cosa assolutamente esplicita, cioè che l'Assessorato era già a conoscenza di tutta una serie di operazioni di salvaguardia delle aziende che la Sigma aveva posto in essere nel corso dei mesi e in alcuni casi anche degli anni. Quindi non ho ben capito quello che lei ha dichiarato prima. Devo dire con estrema sincerità che ho apprezzato tantissimo i toni da lei usati, assolutamente pacati e desiderosi di accoglimento e di confronto con tantissimi colleghi che sicuramente conoscono e hanno approfondito l'argomento, un po' perché l'hanno vissuto negli anni passati, un po' perché in questo periodo si sono giustamente impegnati nella ricerca della necessaria documentazione. Forse il confronto lo si cerca un po' meno con chi utilizza, magari per deformazione professionale, gli spot, non entrando nel merito dell'argomento e parlando tanto per dire qualcosa e probabilmente poter giustificare il suo essere qui oggi in Aula.

Volevo anche fare un'altra piccola riflessione. Ieri, siamo stati accusati - non io personalmente, ma comunque parte dei componenti lo schieramento politico al quale appartengo - di essere scesi sul piano delle offese personali nei confronti di alcuni esponenti della Giunta e del Presidente. Penso che oggi non si sia fatto tanto di diverso: noi siamo stati tacciati di essere superficiali, demagogici, populisti, però questa è normale dialettica politica, almeno io la vedo così, non mi offendo, capisco che sta nel gioco e il gioco lo si accetta o non lo si accetta. Spero che questo serva da insegnamento e possa portare alcuni esponenti della Giunta, forse un po' meno abituati di altri al linguaggio politico, a capire che si tratta appunto di assoluta e normale dialettica politica.

Vorrei chiedere una cortesia, sempre che sia possibile: finiamola con i piagnistei rivolti al Governo nazionale. Sembra quasi che vi auguriate che il centrodestra vinca nuovamente le elezioni, perché altrimenti vi viene a mancare uno dei temi forti. Ogni volta che ci sono problemi è colpa del Governo nazionale.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Dei Governi!

SANJUST (F.I.). Ecco, dei Governi è già diverso! Grazie.

PRESIDENTE. La mozione viene mantenuta, quindi passiamo alle dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, signor Assessore, è chiaro che la mia dichiarazione di voto rispetterà i termini temporali, ma io intervengo soprattutto perché il tema non mi sembra di poco interesse. Quando si parla di lavoro, quando si parla di imprese quando si parla di lavoratori che rischiano di perdere il posto di lavoro, per me è quasi un obbligo morale dire cosa penso in merito agli atti fin qui adottati e agli sviluppi che ci sono stati negli anni.

Di sicuro non sfugge a nessuno di noi la sofferenza delle filiere dell'industria, che continua con la messa in liquidazione della Sigma Invest, non nasce di sicuro in questa nuova legislatura, così come non è nata nella passata legislatura. Nasce, molto probabilmente, da una storia che purtroppo ha caratterizzato la programmazione regionale, ha caratterizzato i piani regionali e soprattutto la mancata attuazione di quella che l'Assessore stesso considerava necessità di verifica, ma è necessità di una nuova programmazione, necessità di nuove linee e nuove strategie per quel che concerne, appunto, un riordino di settore. E soprattutto occorre fornire certezze finanziarie alle imprese, che siano in sofferenza oppure no, momento per momento, perché il nostro tessuto industriale ha bisogno di nuova linfa e di sicuro la Regione non può sottrarsi all'elaborazione di nuovi piani di industrializzazione, sostenuti soprattutto da quella concettualità che deriva da una necessità che ormai è sotto gli occhi di tutti. Gli interventi ci devono essere e devono essere forti, ma soprattutto tesi a salvare quello che di buono, in Sardegna, nelle varie filiere industriali, si è costruito nel corso dei decenni e degli anni.

Molto probabilmente non si è capito lo spirito di questa mozione, o almeno qualche collega non l'ha recepito. Qui bisogna soffermarsi a riflettere sul fatto che per tutte le imprese sostenute in maniera diversa da Sigma Invest (e noi sappiamo che Sigma Invest partecipava in alcune di queste imprese al 90 per cento e anche al 10 per cento) di sicuro non si può fare lo stesso ragionamento e dire: "Si mette in liquidazione tutto". Non mi sembra di aver recepito un discorso di questo tipo nelle parole dell'Assessore, per cui diciamo che sono fiducioso e penso che davvero il momento di riflessione, ma soprattutto quelli che saranno i prossimi sviluppi e le prossime determinazioni serviranno a dare certezza sul fatto che sarà recuperato tutto quello che nel tessuto industriale della Sardegna può non essere messo definitivamente in liquidazione e, detto tra noi, in fallimento.

Il mio intervento è a sostegno della mozione, che vuole stimolare una riflessione ulteriore, soprattutto un esame caso per caso delle situazioni per dare alle imprese e ai lavoratori, in modo particolare, delle certezze circa il loro futuro, invece che l'incertezza della strada, della disoccupazione, sapendo che buona parte di questi operatori non sono più giovani, ma sono persone che sanno di non avere molte opportunità di reinserimento in altre attività lavorative.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Chiedo scusa, signor Presidente, onorevoli colleghi, se riprendo la parola. Nel dichiarare che voterò contro la mozione presentata dalla minoranza, colgo l'occasione per sottolineare la necessità di una risposta da parte della Giunta sul fronte delle garanzie ai lavoratori in condizioni di difficoltà. Non tutti sono protetti da IGEA; noi purtroppo abbiamo costruitto un sistema nel quale alcuni lavoratori, cioè quelli di provenienza ex EMSA, hanno un cappello protettivo, un ammortizzatore sociale e godono di una politica di reinserimento a lunghissima gittata, e poi abbiamo la situazione di alcune aziende, che forse sono entrate in crisi, forse no, sulla base delle politiche di privatizzazione proprio delle controllate ex EMSA, i cui dipendenti non hanno alcuna possibilità di salvezza. Certi avranno il periodo di purgatorio nella mobilità, altri non avranno neppure questo; molti di loro vantano retribuzioni arretrate non percepite.

Io chiedo che la Giunta si faccia carico dei problemi di questi lavoratori, portandoli sullo stesso piano di considerazione degli altri lavoratori. Poi mi si dirà: "Ci sono tanti altri lavoratori oltre a questi". Incominciamo da questi, io non pongo limiti, andiamo fino in fondo, consideriamoli tutti. Questa è una società che produce poveri quotidianamente. Ne produce, purtroppo, collega Sanjust, ancora di più oggi, per responsabilità gravissime del Governo Berlusconi, che è devastante per l'economia, è devastante per le condizioni sociali, è devastante per le condizioni del popolo, è devastante in tutto e per tutto nell'organizzazione dello Stato. Ed è così devastante che non sappiamo neppure quanto tempo ci vorrà per mettere riparo ai danni che sta producendo quotidianamente nel Parlamento, sovvertendo la Costituzione democratica con un'idea dello Stato a servizio personale. Sì, devastante in tutto e per tutto! Gli industriali con cui era stato fatto il patto di ferro, con cui lui, l'onorevole Berlusconi, è arrivato al Governo del Paese, oggi sono pentiti, si spargono le ceneri in testa, cercano altre alleanze. E si sono pentiti perché, essendo anche loro della stessa pasta, hanno fatto l'errore più grave, quello di dare la rappresentanza a uno di loro, che li ha divorati e li divora come fece il Conte Ugolino con i suoi figli. Questa è la realtà, e, purtroppo, noi che abbiamo il senso della responsabilità dimostriamolo incominciando, non dico a riparare i danni del Governo Berlusconi, dovremmo essere molto più attrezzati di quanto non siamo, ma almeno a risolvere il problema contingente, però importantissimo, per tante famiglie che devono pensare a dare il pane ai loro figli, a pagarsi un affitto, a non pesare sui genitori pensionati, e magari pensionati al minimo. Per cui chiedo che si dia una risposta.

Gran parte della maggioranza presenterà stamattina un disegno di legge che punta a dare una parziale risposta a questo problema. Noi ci auguriamo che la Giunta lo tenga in debita considerazione e ci lavori per portarlo a buon fine.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, io voterò contro la mozione presentata dai colleghi del centrodestra, per le ragioni che hanno essi stessi in qualche misura esposto. Non molto tempo fa, colleghi, voi avete tentato di convincerci che dovevamo parlare di mercato, di mercato, di mercato. Prendo atto con piacere che oggi vi interessa anche la difesa dei lavoratori e da questo punto di vista ci può essere una positiva convergenza.

CONTU (F.I.). Anche ieri!

CALLEDDA (D.S.). Sto parlando del periodo in cui tu non c'eri, ma sono convinto che li hai sempre difesi i lavoratori e continuerai a farlo, quindi ci troveremo d'accordo anche su questo. Però credo che la discussione di oggi debba essere accompagnata da un'analisi onesta e sincera, perché se si afferma che la partecipazione della Regione nel sostenere diverse aziende deve essere superata, vuol dire anche che molte finanziarie regionali che sono presenti e hanno avuto funzioni e ruoli devono essere in qualche misura superate. Il concetto è questo: sbagliare è umano, perseverare è diabolico. La Giunta regionale, onorevole La Spisa, così come in passato avevano fatto altre Giunte, si è posta, è vero, il problema di come razionalizzare questo sistema. La mia paura è un'altra, non riguarda il fatto che si sia iniziato il processo di liquidazione della Sigma Invest. La mia paura è che, nella prospettiva immediata, rispetto ai problemi che sono stati posti, non si individuino soluzioni adeguate per risolvere i problemi delle decine e decine di lavoratori che si ritrovano in quel sistema.

Attenzione, Assessore, non creiamo altri mostri, perché IGEA è nata dalla riforma dell'Ente Minerario Sardo, dalla legge numero 33, come contenitore dei lavoratori che provenivano da quella esperienza. Io intravedo l'arrivo in IGEA dei dipendenti della Softing e, magari, nel prossimo futuro, arriveranno anche altri lavoratori provenienti da altre realtà in crisi. Credo pertanto che dobbiamo avere un'idea chiara su come gestire queste tematiche.

Le considerazioni che faceva il collega Uras sono degne non solo di rispetto, ma anche di attenzione, perché quest'Aula e il Governo regionale dovranno trovare uno strumento, in conformità con le norme comunitarie, che consenta di dare speranza e possibilità di vita dignitosa a centinaia di lavoratori. Questo credo sia l'elemento del quale dobbiamo parlare, al di là dei contenuti che sono presenti nella mozione. La risposta dell'Assessore nel merito è stata, a mio avviso, corretta e soprattutto lascia intravedere, in prospettiva, la possibilità che anche questi problemi siano affrontati e risolti.

Se questo è l'intento e se anche voi lo condividete, qual è il significato di una votazione di questa mozione? Non sarebbe più utile che il Consiglio regionale approvasse un ordine del giorno unitario che impegni la Giunta a perseguire tutti questi aspetti? Io credo che questo sarebbe davvero un modo positivo, leale e concreto di collaborare per arrivare a soluzioni diverse rispetto a quelle che magari potremmo ottenere oggi con un voto contrario a questa mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente, qui non c'è l'arcivescovo Ruggieri, onorevole Uras! Lei peraltro è salvo, non avendo capelli! Lei ha fatto una citazione, oggi, in Consiglio, che tornerà nel futuro, perché è un cognome importante quello del Conte Ugolino, guarda caso, della Gherardesca, un cognome importantissimo, che riecheggerà probabilmente nei prossimi giorni, nei prossimi mesi in quest'aula.

Ma il problema che stiamo affrontando non è quello che ha affrontato lei e che ha affrontato anche l'onorevole Porcu. Perché non vi attenete al problema in discussione? Se vogliamo discutere del piano straordinario per il lavoro discutiamone, ma, onorevole Uras, lei già sta soffrendo della sindrome cogodiana. Eravamo tutti felici e contenti di apprezzare il suo equilibrio, la sua calma, invece lei sta assumendo quella verve, quell'accoramento che la fanno assomigliare sempre di più al politicamente "defunto" onorevole Cogodi.

URAS (R.C.). E' in periodo di riposo.

DIANA (A.N.). "Defunto" in quest'Aula, mi consenta, e guardi che io ho sempre mantenuto un ottimo rapporto con l'onorevole Cogodi, l'ho sempre apprezzato.

Il piano straordinario per il lavoro è una vostra invenzione, l'avete "cavalcato" da sempre, e lei parla dei mille miliardi? Ma sa quante volte, nella precedente legislatura, noi abbiamo sollevato il problema di uno degli indebitamenti forti di questa Regione? A fronte dei 330 miliardi per anno che voi non dico avete carpito, ma sui quali certamente avete fatto una battaglia - ci mancherebbe altro! -, far rimbalzare adesso questa patata bollente su di noi mi pare quantomeno straordinario! Mentre posso capire il suo atteggiamento, che deriva certamente dalla sua formazione politica, ideologica, culturale e anche dalla sua stessa formazione professionale. Quello che di sicuro ho capito oggi è che c'è qualcuno in quest'aula che parla e ci racconta delle cose in nome e per conto del presidente Soru - e forse è l'unico legittimato a farlo in quest'Aula, mi riferisco all'onorevole Porcu - e probabilmente più di altri riesce a dirci le cose che il Presidente pensa e che magari qualche volta non dice. Questa è la novità, perché, l'affossamento degli enti regionali, di cui ha parlato l'onorevole Porcu, è vero, rientra nei nostri programmi. Io affosserei, però, tutti gli enti regionali, anche quelli che in questi anni hanno partecipato e partecipano alle fortune di molti personaggi sardi, illustri e meno illustri, e forse partecipano o hanno partecipato anche alle fortune dell'onorevole Soru, perché se le società di factoring della Regione Sardegna servono anche per Tiscali, se vogliamo svegliarci, ci svegliamo tutti, onorevole Porcu, ha solo l'imbarazzo della scelta! Siccome non faccio operazioni di factoring (io mi indebito con le banche, o meglio mi indebitavo quando facevo l'imprenditore, oggi purtroppo non posso fare neanche questo), stiamo attenti, perché di "cosettine" da tirar fuori ne abbiamo tante!

Dunque, perché picchiare contro le finanziarie, contro gli enti strumentali della Regione? Io ero pronto a votare a favore della mozione, anzi ero pronto a votare contro la mozione.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Eh, no, l'hai detto!

DIANA (A.N.). Onorevole Biancu, siamo nati nella stessa zona, la "lepre" ce l'abbiamo tutti e due qua sotto, quindi stia calmo!

Allora, qui non si tratta di "furbicillina", qui si tratta d'altro, si tratta del fatto che io aspettavo dall'Assessore delle considerazioni diverse. Sono d'accordo che la Sigma Invest debba essere liquidata immediatamente, ma questo rientrava già nei programmi della Giunta regionale precedente, non abbiamo scoperto niente! Diversamente da tutti quanti voi, di destra, centro e sinistra, o meglio sinistra e centro, mi domando solo una cosa: come mai non siamo ancora arrivati al definitivo scioglimento della Sigma Invest? Leggo sui giornali una dichiarazione del notaio, ma su questo nessuno degli Assessori può rispondere, me ne dispiace, perché siamo in fase di dichiarazioni di voto e l'unica persona che avrebbe potuto prendere la parola in questa fase è l'onorevole Soru, che stranamente è assente.

PIRISI (D.S.). E' all'Asinara.

DIANA (A.N.). Io voglio capire. Com'è che un notaio può dire: "Non sono sufficienti le motivazioni per dire che questo ente deve essere messo in liquidazione"? Questo è apparso sui giornali e siccome nessuno di voi ne ha parlato e io voglio che la Sigma sia messa in liquidazione, vorrei capire in quale errore marchiano siete incappati e per quali motivazioni questa finanziaria non è stata ancora messa in liquidazione.

Su questo spero che mi dia una risposta l'onorevole Uras, anzi non me la può più dare, me la darà certamente l'onorevole Marrocu. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente del Consiglio, onorevoli colleghi, signori Assessori, credo che le risposte date dall'Assessore siano state esaustive rispetto ai quesiti contenuti nella mozione presentata dal centrodestra. Sono convinto, al di là delle strumentalizzazioni che naturalmente vi sono, è inutile nasconderlo, all'interno di questa mozione, che se vogliamo fare una riflessione seria dobbiamo aprire un ragionamento a tutto campo, in questo Consiglio, sul valore degli strumenti che noi abbiamo messo in campo in questi anni e su come vanno riformati per adeguarli a quelle che sono le esigenze che oggi abbiamo, tenendo conto che esiste una normativa che è cambiata, esistono delle precise indicazioni da parte della Comunità Economica Europea che noi siamo tenuti a rispettare.

E' chiaro, come è successo in altre occasioni, lo ricordava l'onorevole La Spisa, che quando si mette in liquidazione una finanziaria che ha al proprio interno un bagaglio fatto di aziende, di lavoratori, eccetera, si creano, delle giuste preoccupazioni, soprattutto da parte dei soggetti più deboli. L'onorevole La Spisa ricordava anche che abbiamo affrontato insieme altre situazioni similari. Mi riferisco, per esempio, alla liquidazione della Intex S.p.A.. La Intex era una finanziaria che operava nel settore tessile, che seguiva una serie di aziende importanti, tra cui il calzificio Queen, con 450 dipendenti, e la Texal di Macomer, con 130 dipendenti. Quando questa società fu messa in liquidazione - io ero allora segretario della Camera del lavoro di Nuoro - capimmo che era finita un'epoca e affrontammo, insieme alla Giunta regionale, la ricollocazione dei lavoratori e i piani industriali delle imprese coinvolte. Certamente l'operazione non fu facile, tra l'altro noi venivamo da un'esperienza ancora più drammatica, la messa in liquidazione della Marsilva e della Marfili. Tutti ricorderanno che la Marfili era un pozzo senza fondo, la Regione ogni anno doveva mettere mano al proprio bilancio e ripianare perdite per 6 o 7 miliardi che la Marfili, appunto ogni anno, con una gestione molto "allegra", maturava.

Quindi non riesco a capire, sinceramente, lo stupore del centrodestra per questa decisione che, come dicevo prima, è stata assunta in maniera equilibrata da parte dell'Assessore. Preoccuparsi oggi, ottobre 2004, dei lavoratori in carico alla Sigma mi sembra un po' sospetto. Io mi rendo conto che naturalmente ognuno in quest'Aula assolve il proprio ruolo, però, siamo seri, preoccuparsi del destino delle famiglie dei lavoratori e del loro futuro significa dover affrontare seriamente il problema e non puntare a risolverlo individuando, come sbocco, l'utilizzo di contenitori ormai vuoti e inservibili dal punto di vista della politica industriale.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Floris.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Concludo dicendo che concordo con l'onorevole La Spisa quando parla dell'esigenza di ridefinire una nuova politica industriale, recuperando naturalmente la situazione di estrema difficoltà in cui versano centinaia di lavoratori, questo però può avvenire attraverso un preciso piano di sviluppo. E' chiaro che oggi noi soffriamo, a livello regionale, per una situazione di declino industriale e produttivo ed è necessario - sono d'accordo su questo - rivedere seriamente tutta la strumentazione che abbiamo a disposizione, non per cancellarla senza darle una prospettiva, ma per affrontare le sfide che abbiamo di fronte e per indirizzare le nuove politiche industriali verso nuovi canali di sviluppo, che riescano in qualche modo a dare risposte serie alle esigenze che oggi ha il mondo del lavoro in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, signori Assessori, io sono un po' perplesso di fronte a un problema come questo. Posso capire che la Giunta abbia tutto il diritto di scegliere una linea, peraltro condivisibile, la razionalizzazione degli enti regionali, il loro accorpamento per quanto possibile, una gestione più attenta della cosa pubblica non fa mai male e una persona di destra non può naturalmente che essere favorevole a un atteggiamento di questo tipo. La mancata attuazione di queste politiche era uno dei motivi del mio scontento, del mio malessere nella passata legislatura, quindi tranquillamente dico che potrei essere d'accordo con voi. Non voglio entrare nello specifico, ribaltare le accuse su chi ha prodotto più o meno disoccupazione in Sardegna, fatto sta che questo problema esiste e ho molto apprezzato, a questo proposito, l'intervento del collega Calledda: noi dobbiamo preoccuparci non solo della razionalizzazione degli enti, ma anche e soprattutto della tutela del lavoro delle persone che si danno da fare ogni giorno per condurre un'impresa e dei lavoratori che in questa impresa operano.

Il collega Sanjust ha parlato di operatori che hanno avanzato legittime - fino a prova contraria - proposte e hanno maturato delle aspettative nei confronti della Sigma Invest, per cui liquidare questo processo con un decreto significa, da oggi a domani, cancellare tutto, eliminare il problema. Questo è successo in realtà dal momento che questi operatori, che si sono rivolti all'Assessorato competente, non hanno più trovato risposte, non hanno più trovato accoglienza da parte della pubblica amministrazione, la quale non ha fatto altro che cancellare il problema con un decreto. E' successo a livello nazionale addirittura con una legge che ha "cancellato" la pazzia in Italia, però ogni tanto questa pazzia riaffiora, e mi sembra proprio vero che Dio dementa coloro che vuole perdere. Mi chiedo se questo non sia successo, in realtà, quando in Giunta regionale, senza considerare gli effetti e le conseguenze nefaste della delibera, si è deciso di procedere su questa strada.

La Sigma Invest può essere senz'altro eliminata, ma secondo me non è questa la sede per discutere di tutte le accuse, anche quelle lanciate dal mio Capogruppo. Non possiamo sottrarci all'obbligo di dare delle risposte a questi lavoratori, i quali, secondo me, potrebbero anche farci causa per danni. Pagherebbe ulteriormente tutto il popolo sardo, intanto in termini di disoccupazione, quella creata da un provvedimento non ben ponderato, perché non prevede i passi necessari per salvaguardare le pratiche in essere. Si poteva benissimo mettere in liquidazione la Sigma Invest mandando avanti i processi in essere e chiudendo qualunque pratica per il futuro, in modo che ognuno non debba riniziare daccapo tutto l'iter procedurale con impiegati e funzionari che non conoscono il problema. Oggi, il mancato rispetto di un impegno preso con una banca o con un ente pubblico può voler dire per un'impresa il fallimento. Non poter mantenere gli impegni presi nei confronti di un fornitore, di un'altra ditta, può comportare lo sfascio, la messa in liquidazione di una società, il fallimento di un imprenditore che magari a quell'attività ha dedicato tutta la vita, ma anche la perdita del lavoro per tanti operai che incolpevolmente si trovano tra l'incudine e il martello, a dover subire le conseguenze di un'azione che, secondo me, visto quello che è successo (e la denuncia fatta dal collega Sanjust non è che la prima di quelle che potrebbero verificarsi in seguito), il Consiglio e la Giunta regionale devono riconsiderare.

Tutto qui, onorevoli Assessori, scusate se vi ho disturbato, però credo che sia giusto che questo problema venga preso in seria considerazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Signor Presidente, prima di iniziare il mio breve intervento, avrei voluto chiedere all'onorevole Diana - che purtroppo non vedo in aula - per quale motivo nel prossimo futuro, come lui ha detto, in quest'aula aleggerà il cognome Della Gherardesca. E' un'affermazione che mi preoccupa, per un semplice fatto: un antenato, il Conte Ugolino, aveva risucchiato il cervello dell'arcivescovo Ruggieri, e io non vorrei che questo suo parente venisse qua dentro e risucchiasse il cervello di qualcuno. Quindi questo mi preoccupa, non solo per me stesso, ma anche per tutti noi che, bene o male, siamo degli amici. Quando vedrò l'onorevole Diana glielo chiederò.

A prescindere da questo, signor Presidente, io credo che sarebbe stato opportuno da parte di tutti raccogliere l'invito che l'onorevole Calledda poco fa ha fatto, quando ha detto che, visto che su determinate cose siamo tutti d'accordo, sarebbe opportuno ritirare la mozione e discutere delle cose che ci dividono in apparenza, ma che tutti consideriamo necessarie, cercando di infliggere il minor vulnus possibile agli operatori del settore che rimarranno senza lavoro.

Vedo che non è stata accolta questa richiesta, per cui, signor Presidente, noi voteremo contro la mozione per tutti i ragionamenti che abbiamo fatto e che qua dentro, chiaramente, sono stati toccati un po' da tutti, come il fatto che i vincoli imposti dall'Unione Europea parlano chiaro: non è più consentito intervenire per tappare i "buchi" di aziende decotte e praticare salvataggi che sono improbabili. Oggi gli interventi sono plausibili solo per potenziare e sviluppare le aziende che vanno bene, e non credo che sia il caso della Sigma Invest.

Questa è una delle considerazioni di ordine tecnico, poi ci sono delle considerazioni di ordine politico, signor Presidente. Piaccia o non piaccia, oggi un articolo di terza pagina su L'Unione Sarda fa molto riflettere su quelli che sono i risvolti di carattere giudiziario in ordine a questa vicenda. Poi a qualcuno non piacerà sentirsi dire che si fa demagogia, ma tale è sostenere per esempio - con spirito che io definisco demagogico, questo d'altronde è il gioco delle parti - che la liquidazione della Sigma Invest avrebbe un impatto sociale pesantissimo. Certamente ha un impatto sociale a cui noi siamo molto attenti, ma non pesantissimo come si vuole far credere. D'altronde il problema principale, come dicevo all'inizio, della Sigma Invest è quello di salvaguardare il lavoro di quei dipendenti che non potranno essere assorbiti in altre realtà produttive e che non sono certamente 500, ma anche se fossero 2 noi e la Giunta, in prima battuta, dovremmo adoperarci per salvaguardare i loro posti di lavoro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sarò rapidissimo, anche perché i colleghi hanno già chiarito la posizione del nostro Gruppo. Anch'io rinnovo l'invito ai presentatori a ritirare la mozione. Credo che non ci sia un solo consigliere che non riconosca che la delibera adottata dalla Giunta era un atto dovuto, in continuità con atti adottati dalla Giunta precedente. Era quindi un atto non rinviabile.

Detto questo, credo che il percorso che indicava, con grande equilibrio, il collega La Spisa, che devo dire è stato uno degli Assessori più equilibrati della precedente e non positiva esperienza di governo del centrodestra, possa essere trasferito, come diceva il collega Calledda, in Commissione e affrontato in quest'Aula successivamente, per capire quali strumenti di sostegno alle imprese possono essere mantenuti e quali interventi dal punto di vista sociale è necessario individuare.

Questa non è una discussione su Sigma Invest, ma su un atto dovuto, doveroso e obbligatorio, che la Giunta ha adottato e che ci consente di affrontare questi temi. Allora, se non è, come diceva il collega Sanjust, un problema di dialettica politica, cioè se tutti siamo d'accordo che si tratta di un atto doveroso, necessario e in continuità con precedenti azioni di governo, ripeto, la mozione andrebbe ritirata. Non vorrei che di fronte a un'agitazione dei lavoratori, qualcuno usasse strumentalmente la situazione, dichiarandosi loro rappresentante, pur riconoscendo che quella scelta doveva essere fatta. Se non è questo, e io auspico che non sia così, e per la verità non l'ho rilevato in nessuno degli interventi dei colleghi del centrodestra, si ritira la mozione e si affronta in Commissione, in modo concreto e serio, una discussione in ordine agli strumenti che dobbiamo mantenere in piedi per supportare l'industria in Sardegna e agli interventi di carattere sociale che occorre adottare nel territorio.

Vedi, Giorgio, un'epoca è finita, abbiamo contribuito tutti forse, nel rispetto dei differenti ruoli, a dar vita alla Sigma Invest, ma non ci sono più le condizioni perché questa società continui a esistere. E non ci sono perché è cambiato il quadro economico, anche quello comunitario, e così come per la SIPAS anche per la Sigma l'Unione Europea aveva previsto una procedura da seguire. Non ci sono più le condizioni economiche perché la Regione pensi di sostituirsi agli strumenti di sostegno previsti dallo Stato.

L'unica cosa che mi spaventa di questo dibattito, e lo dico come raccomandazione, è che dietro il ragionamento sull'impatto sociale ci sia l'intenzione di trasformare l'IGEA in una sorta di GEPI, che richiama alla mente un passato triste dell'economia degli anni novanta in Sardegna, cioè un ombrello che si apre secondo occorrenza. Non credo che noi siamo nelle condizioni di mantenere questa situazione, quindi anche qui attenzione, mi rivolgo anche a qualche collega del centrosinistra che è intervenuto: noi non siamo in quelle condizioni né finanziarie né politiche, e devo dire che anche dal punto di vista politico, per quelle che sono le possibilità di sviluppo della Sardegna, sarebbe veramente inaccettabile una soluzione di questo genere. L'IGEA era sorta per liquidare le partecipazioni pubbliche e per individuare una ricollocazione di quei lavoratori. Non si è ancora definito il suo ruolo neanche per quanto riguarda il risanamento ambientale, e non è che, invece di ricollocare i lavoratori già coinvolti in questi processi, ne immettiamo degli altri, tanto paga mamma Regione!

Allora, prima di affrettarci a trovare soluzioni, facciamo una riflessione seria su quella che è la strumentazione pubblica di sostegno sia alle imprese sia ai lavoratori, perché i dipendenti della Palmas Cave, della Diamondproject o delle altre società non sono differenti dai lavoratori della Scaini, della Poliplastica del Vomano, della Aviotec, della Rosmary, che da anni sono senza stipendio. Se il problema è quello di trovare soluzioni di carattere sociale discutiamone in una logica completamente differente. E comunque io credo che non sia quella la strada, che è stata indicata anche oggi in qualche intervento, che la Sardegna può percorrere.

Ripeto l'invito a ritirare la mozione e a trasferire il dibattito in Commissione o in Aula, per individuare insieme gli strumenti necessari al mantenimento di una presenza industriale in Sardegna e anche le soluzioni da adottare quando nascono problemi sociali come quelli di molte aziende.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io ho una vecchia esperienza della società di cui oggi stiamo parlando. Per amore della verità devo dire che con luci e ombre, ma sin dalle origini, ha dimostrato le sue carenze. Forse varrebbe la pena di andare proprio alle origini e verificare cos'è successo in ordine ai finanziamenti concessi, forse non rientrati, e di conseguenza poi anche agli atti formali adottati recentemente.

Nessuno si dimentichi che recentemente, durante la discussione dell'ultima legge finanziaria, su pressione (per non dire condizionamento, come avviene sempre durante l'approvazione dei bilanci) del centrosinistra, da noi condivisa, abbiamo inserito una clausola che prevede che i lavoratori, per esempio, della Palmas Cave abbiano libero accesso nell'IGEA. Allora, per evitare che ognuno di noi abbia la memoria corta si parte da lontano: nel 1988-1989, quando era Presidente della Giunta Mario Melis e Assessore dell'industria Gabriele Satta, allora del P.C.I., oggi diessino, si fece un atto storico, cioè il passaggio dell'ENI dal settore minerario al settore metallurgico. Noi eravamo contrari, così come per le bauxiti di Olmedo, la più grossa sciocchezza della storia! Ebbene, in quella circostanza si è verificato che ci dovevano essere seconde e terze lavorazioni, soluzioni alternative a coloro i quali uscivano dal settore estrattivo, che avevano occupato le miniere di San Giovanni, eccetera. Purtroppo l'EMSA, che di questo si è interessato, non ha fatto niente e la Regione sarda, per la prima volta nella storia, si è accollata l'onere di stanziare ingenti risorse finanziarie per pagare i salari ai lavoratori, sempre dietro pressioni certamente non ideologiche. Bisognava salvare la Mineraria Silius, sapendo che di fatto era un'operazione fallimentare; bisognava dare garanzie ai lavoratori del settore estrattivo, del settore minerario. Quindi non si devono addossare ad altri le responsabilità. Io voglio soltanto precisare che, con le conoscenze scientifiche che oggi abbiamo, si tratta di fare una programmazione garantendo quella che da sempre è stata una peculiarità del Consiglio regionale della Sardegna, la tutela dei livelli occupativi. Lo abbiamo fatto, su pressioni delle sinistre, quando eravamo noi al governo della Regione e anche quando governavano altri partiti, ma la battaglia era sempre volta al mantenimento dei livelli occupativi. Quindi bisogna trovare delle soluzioni: bisogna trovarne per la Carbosulcis, bisogna trovarne per la Mineraria Silius, per questi lavoratori il cui posto di lavoro, bene o male, deve essere garantito.

Del resto, se devo ascrivere qualche responsabilità, devo dire che chi ha gestito la Sardamag lo ha fatto molto male, ha scelto un partner sbagliato, e lo si sapeva, e ha sperperato decine di miliardi della Regione. Se poi si chiamasse, mi dispiace, non vorrei fare nomi, Perdisci o Guzzonato, sta di fatto che si sono commessi errori che sono costati la perdita di ingenti risorse per le casse regionali, quasi come sta succedendo attualmente per quanto riguarda l'IGEA, basta che il sindacato si opponga all'attuazione dei progetti per gli LSU, i lavoratori socialmente utili. Ebbene, voi sapete che la Regione, da due o tre anni, sta utilizzando proprie risorse nella impossibilità che siano predisposti progetti finanziati dai competenti Ministeri dell'ambiente, del lavoro, eccetera. Vogliamo addossare queste responsabilità al centrodestra? Evidentemente stiamo sbagliando!

Io credo, quindi, che il problema che è stato posto stamattina per quanto riguarda i lavoratori sia più che logico, ce ne siamo sempre occupati indipendentemente dall'appartenenza politica. Ci siamo occupati, per esempio, insieme al collega Calledda e all'amico Cogodi, dei lavoratori di Fluminimaggiore, che avevano occupato i pozzi; ci siamo interessati anche di altri problemi e continueremo a farlo. A questo riguardo credo che abbiamo sbagliato, non voglio addossare le colpe a una parte piuttosto che all'altra, ma è certo che il contratto d'area è stato il più grosso fallimento in Sardegna. Ho detto a qualche collega, lo ripeto a lei, e presenteremo un'interpellanza, poi penso che faremo un sopralluogo in loco: attenti ad alcuni investimenti a Ottana, attenti a un'azienda che ha probabilmente avuto intorno ai 100 miliardi per produrre in Sardegna centomila tonnellate di carta patinata, quando il fabbisogno è di quattromila tonnellate. E questi personaggi, senz'arte e mestiere, si stanno proponendo, stanno dicendo: "Entra tu, acquisisci per un tozzo di pane, non mettere niente, l'importante è che attivi l'industria". Forse hanno preso troppo!

Quindi io mi auguro che l'obiettivo sarà quello di cercare, attraverso battaglie unitarie, di mantenere i livelli occupativi e nel contempo valutare attentamente tanti investimenti che in Sardegna non sono produttivi e tolgono dalle casse della Regione ingenti risorse che potrebbero essere orientate in modo più intelligente e più foriero di risultati positivi. Ovviamente, voterò a favore della mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo per dire che noi della Margherita esprimeremo un voto contrario alla mozione, perché condividiamo la decisione della Giunta di mettere in liquidazione la Sigma Invest, anche perché, come opportunamente ricordava il consigliere Onida, il problema noi ce lo siamo posti già nella passata legislatura, quando l'attuale maggioranza era all'opposizione. E già allora avevamo riflettuto sulla inopportunità di mantenere in piedi questo strumento che risultava inutile. Questa decisione risulta peraltro coerente con le valutazioni della maggioranza di allora, come ha opportunamente ricordato il collega La Spisa, quando ha affermato che di fatto la Giunta aveva considerato necessaria la liquidazione della Sigma Invest.

Noi condividiamo le valutazioni dell'onorevole La Spisa, che sono conformi a quelle della Giunta, la quale, oltre ad aver compiuto la medesima analisi, ha avuto anche il coraggio di essere coerente e di assumere la decisione. L'onorevole Onida nel suo intervento ha contestato il metodo con cui la Giunta è pervenuta alla decisione, ricordando una serie di date: 27 agosto, approvazione della delibera per la messa in liquidazione della Sigma Invest; 16 agosto, invio all'amministratore della lettera per la convocazione dell'assemblea; 30 settembre, convocazione dell'assemblea e 14 settembre discussione dell'interpellanza. Onorevole Onida, queste date non fanno altro che confermare che se la minoranza avesse voluto discutere per tempo, tra il 20 luglio e il 30 settembre, la data di convocazione dell'assemblea, aveva tutto il tempo, segno evidente che non vi era tutta questa urgenza di discutere secondo le vostre valutazioni. Contesta inoltre che l'Assessore è arrivato in assemblea con la delibera già pronta. Io credo che questo sia un elemento positivo, perché in qualsiasi assemblea di qualsiasi società non si improvvisa, ma si arriva con un percorso già definito, così come per il liquidatore, che peraltro mi è sembrato di capire dalle stesse affermazioni dell'onorevole Onida, che, al di là della sua provenienza e delle sue capacità, avesse le competenze adeguate alla figura preposta a svolgere questa funzione.

Io ho ascoltato con molta attenzione gli interventi dei colleghi del centrodestra, che si sono succeduti con i loro interventi, e ho cercato di capire le ragioni per cui si dovrebbe tenere ancora in piedi la Sigma Invest. Non ho però colto in quegli interventi alcun elemento che mi aiuti a capire quali sono i risultati conseguiti, quali gli obiettivi raggiunti, perché degli elementi che sarebbero stati importanti per giustificare la sospensione della decisione non ne ha parlato nessuno. Anzi, debbo dire che l'impressione che ho ricevuto, soprattutto ascoltando gli interventi di alcuni colleghi del centrodestra, è che le argomentazioni addotte tendevano più a conservare il posto all'amministratore che a mantenere in piedi la società. Ci conforta, peraltro, la dichiarazione che l'Assessore ha fatto circa la ricerca delle soluzioni possibili per l'unico intervento pendente, volto alla difesa dell'azienda interessata e dei suoi lavoratori.

Rivolgo anch'io agli amici del centrodestra la proposta fatta dal collega Calledda di ritirare la mozione, per consentire un approfondimento, come opportunamente sollecitava il collega Oppi, in ordine alle situazioni di crisi e al mantenimento dei livelli occupativi; approfondimento che potrebbe molto opportunamente essere svolto in Commissione attraverso un confronto sereno, che spogli le parti di determinate rigidità, ma lasci proseguire il percorso che la Giunta sta portando avanti in un processo serio, corretto, di razionalizzazione di ciò che non può essere più mantenuto in piedi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Onida per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ONIDA (Fortza Paris). Intervengo molto brevemente perché credo che il problema sarà ripreso dal primo firmatario della mozione.

Io accolgo, a nome anche del Gruppo, la proposta che è venuta chiara e nitida dall'intervento del Capogruppo dei D.S., il collega Marrocu, che contiene, nella prima parte, un generale atteggiamento positivo, cioè procedere alla liquidazione di Sigma Invest nei tempi possibili. Poi dirò anche qualcosa in merito al notaio, che non è un notaio qualunque, è colui che deve esprimere una valutazione corretta per consentire che gli atti siano legittimi.

La seconda parte dell'intervento del collega Marrocu dà anche a noi sicurezza e serenità in ordine al fatto che un approfondimento in sede di Commissione, da fare subito, consentirà di andare avanti superando le difficoltà e le preoccupazioni che ciascuno di noi può avere.

Il problema della fretta, caro collega Biancu, è il solito problema della gatta frettolosa che fa i gattini ciechi. Perché il notaio ha bloccato, ha fermato, non registra la deliberazione assunta in assemblea l'altro giorno? Perché nell'ambito dei poteri attribuiti al nominato liquidatore per lo svolgimento della liquidazione è stata prevista la possibilità di concludere operazioni di cessione di beni immobili delle società controllate. Questo è un vizio di sostanza previsto dalla legge che invalida l'atto.

Voi capite anche che dietro questa nota ci sono delle preoccupazioni; c'è tutto il ragionamento sulla Palmas Cave e sull'area interessata. Un conto è che lo faccia nella pienezza delle responsabilità l'Assessore o l'amministratore di Sigma, un conto è che ci sia un liquidatore che procede, non potendolo fare, a dismissioni, a vendite o a cessioni di beni di così elevata qualità ambientale e quindi anche di elevato valore di mercato. Sono dunque cose estremamente delicate e serie.

Noi accogliamo l'invito a ritirare la mozione a condizione che in Commissione si definisca prontamente la sorte dei dipendenti delle società partecipate da Sigma.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Se c'è questa convergenza rinuncio. Auspico anch'io il ritiro della mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). La disponibilità manifestata per un confronto in Commissione che possa effettivamente permettere di approfondire le questioni, perché tutti ne abbiano la dovuta conoscenza, e quindi di individuare alcune prospettive che poi la Giunta, nella sua autonomia, deciderà di considerare nel miglior modo possibile, credo che sia una dimostrazione di ragionevolezza che ci induce al ritiro della mozione.

PRESIDENTE.. Mi pare che sia una buona conclusione. Abbiamo esaurito questa parte dell'ordine del giorno. Chiedo all'Assessore dell'industria se intende accogliere il percorso che è stato indicato.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.

RAU, Assessore tecnico dell'industria. Non abbiamo nulla in contrario a discutere in Commissione i problemi occupazionali, quindi non c'è assolutamente nessun problema.

PRESIDENTE. A questo punto i nostri lavori sono conclusi. Convoco la Conferenza dei Capigruppo per definire il calendario dei lavori della prossima settimana. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 12 e 29.