Seduta n.10 del 04/08/2004 

X SEDUTA

Mercoledì 4 Agosto 2004

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 47.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 29 luglio 2004, che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nella seduta del 20 luglio 2004.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione PORCU - CORDA - FRAU - MANINCHEDDA, con richiesta di risposta scritta, sugli assalti speculativi a Monti Russu nel Comune di Aglientu". (5)

"Interrogazione PORCU - CORDA - FRAU - MANINCHEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla colata d'asfalto sulla valle del Rio Oridda, patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'Unesco". (6)

"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sul problema del Centro trapianti di fegato di Sassari". (7)

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul raddoppio del binario ferroviario nel centro abitato di Serramanna". (8)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza MILIA - CAPELLI - OPPI sulla situazione del Centro regionale trapianti presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari". (1)

Continuazione e fine della discussione della mozione La Spisa - Diana - Capelli - Ladu - Vargiu - Pili - Oppi - Sanciu - Contu - Licandro - Lombardo - Sanjust - Rassu - Sanna Paolo Terzo - Petrini - Milia - Cappai - Randazzo - Onida - Murgioni - Artizzu - Cassano - Dedoni - Pisano - Biancareddu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Amadu sui servizi della 'Società dell'informazione'" (1)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 1. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Cachia, che non vedo in Aula, per cui decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Prog. Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, signori Assessori, onorevoli colleghi e colleghe, la presentazione della mozione numero 1, che è l'oggetto del nostro dibattito attuale, ha senza dubbio avuto molti meriti. Il primo è stato quello di aver sollevato un confronto di alto tenore, che nei giorni scorsi ha interessato anche la stampa e la televisione, perché sono emersi diversi problemi e soprattutto perché si è accennato anche al tema del conflitto d'interessi.

Qual è la nostra posizione? Contrariamente a quanti vorrebbero, a parole, la dissoluzione o l'indebolimento, in nome del cosiddetto stato minimo residuale, del sistema istituzionale, evitando il tentativo da parte di quest'ultimo di imbrigliare e frenare il dinamismo, che secondo alcuni è comunque sempre buono, dei processi economici e imprenditoriali, che di fatto comunque non rinuncia alla sua forza e al suo potere, noi crediamo che una Regione, intesa nella sua ricchezza, in tutte le sue espressioni e in tutte le sue articolazioni, non possa non fare prima di tutto dei programmi, dei progetti e porsi degli obiettivi, e non possa nemmeno rinunciare a regole e procedure democratiche condivise e rispettate.

Nella nostra concezione e visione delle istituzioni i programmi e le regole rappresentano due paletti, se così possiamo dire, due elementi fondamentali che costituiscono la ragion d'essere del sistema istituzionale che si legittima in forza dei contenuti innovativi che rappresenta e delle procedure che custodisce e tutela. In questo senso penso che andava interpretato il riferimento del presidente Soru all'alleanza forte tra Esecutivo, Legislativo e apparato amministrativo. Noi crediamo che la democrazia abbia bisogno di contenuti, abbia bisogno di governo e di procedure certe e democratiche. Se viene meno l'equilibrio tra i poteri si crea conflitto e dove c'è conflitto non c'è crescita e tanto meno sviluppo.

In questo quadro teorico, fatto di contenuti e di regole, dentro il quale noi intendiamo muoverci, si cala anche l'oggetto della mozione presentata in Aula e il dibattito che ne è conseguito. Vi è una scelta di fondo, perché solo la costruzione di una moderna economia che metta al centro i processi cognitivi e formativi di conoscenza e di ricerca può rendere la Sardegna una terra capace di programmare il futuro. Basta ripensare alla programmazione degli anni novanta per ricordarci che vi erano allora alcune filiere: l'energia, il credito, il sistema dei collegamenti, l'attivazione delle reti di carattere infrastrutturale e di tipo immateriale.

E questo è il primo aspetto, che attiene alla parte dei contenuti. Sotto questo punto di vista sono molte e diverse le iniziative in atto per realizzare quella che è stata definita, anche in Sardegna, la società dell'informazione e dell'innovazione tecnologica e telematica. E' stato detto anche in quest'Aula che questo tipo di infrastrutturazione immateriale sta coinvolgendo interi settori della società sarda, dalla pubblica amministrazione, alla scuola, al mondo del lavoro e della produzione. Rispetto a questo ci si è resi conto che era assolutamente necessario fermarsi per valutare e meglio conoscere quanto già realizzato e per compiere, in prima battuta, una doverosa e corretta analisi. Non solo, si è anche deciso di coordinare e monitorare quanto già accaduto per valutare l'efficienza degli interventi che sono in atto.

Il secondo aspetto attiene, se vogliamo, al sistema delle regole. Sul modello da adottare, sul riconoscimento dei ruoli della Presidenza della Giunta e dei singoli Assessorati è nata una discussione legittima; si è riconosciuta comunque la necessità di istituire un servizio all'interno della Presidenza della Giunta senza limitare le azioni di carattere settoriale, se volete, funzionale e gestionale proprie di ogni singolo Assessorato. Sull'aspetto delle procedure è chiaro che esistono competenze e funzioni proprie del settore amministrativo, dei rappresentanti dei servizi e del procedimento. Chiedere, però, di verificare quanto finora è accaduto, in presenza di processi non ancora completamente perfezionati, è legittimo e non può interferire laddove tutto si svolge, così come si è svolto, nel rispetto delle norme e delle regole. Spesso si è in presenza di diritti legittimamente acquisiti, si tratta semplicemente di un supplemento di verifica e di analisi.

Così come è altrettanto legittimo, questo dice il testo della delibera che oggi ci è stata presentata, che si possa sospendere, per un periodo di tempo ragionevole, per esempio fino al 30 settembre, la pubblicazione di nuovi bandi e operare, se sarà necessario, la ridefinizione dei programmi, che in questo caso però dovrebbe coinvolgere direttamente questo Consiglio.

E' tutto questo un fatto di assoluta responsabilità, non si vuole sottrarre nulla a nessuno (ci mancherebbe!), ma non bisogna sottrarre nulla alla democrazia e ai principi di legalità che la informano. Se, alla luce dei chiarimenti e degli approfondimenti della nuova delibera, che perfezionano, ma non annullano il cuore e la sostanza della delibera precedente, che possiamo comunque considerare decaduta, il contributo della mozione è quello di riportare al centro di un dibattito così importante temi di questa rilevanza ne siamo grati. Se invece la mozione vuole essere soprattutto un'occasione per colpire il presidente Soru parlando del presunto conflitto d'interessi, piccolo o grande che sia, voglio sottolineare che è stato già affidato ad esperti costituzionalisti uno studio che ci consentirà di avere finalmente, in tempi brevi, un testo, che dovrà diventare legge, che definisce i termini del conflitto. Questa è la risposta a quella che in qualche modo potrebbe anche essere considerata una provocazione.

Una cosa è certa, però, noi vogliamo irrobustire la democrazia in Sardegna riaffermando il ruolo e la funzione delle istituzioni, in tutte le loro articolazioni, e riconoscendo, altresì, il valore del tessuto produttivo e imprenditoriale che, reggendosi con le proprie gambe, non intende rinunciare alla sua autonomia, perseguendo sempre e comunque, pur nella ricerca del proprio interesse l'interesse generale. Per le promiscuità possibili noi saremo invece un elemento di disturbo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori . Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, signori Assessori, il tema del quale stiamo parlando oggi è antico come la politica: già al tempo degli antichi romani l'interesse nell'esercizio della cosa pubblica divideva la politica tra gli aristocratici e la plebe, permeando di sé tutta l'attività politica da noi conosciuta nella civiltà. Ci sono accenni a problemi di questo genere nella Divina Commedia, nei Cantos di Pound, nelle poesie di Edgar Lee Masters. Quindi non parliamo di cose sconosciute, che si presentano a noi per la prima volta.

Sono riecheggiati in quest'Aula riferimenti e battute attinenti a un conflitto d'interessi ben più grande di quello che ci accingiamo a esaminare stasera e che riguarda il Presidente del Consiglio dei ministri, l'onorevole Silvio Berlusconi. Voglio ricordare, non per negare questo conflitto d'interessi, ma per affermarlo, proprio perché viviamo in una nazione priva di regole in questa materia, che nazioni ben più civili della nostra, almeno ben più attive, già da secoli hanno provveduto a legiferare in materia di conflitto d'interessi, stabilendo addirittura pene severe che hanno causato la rovina di uomini politici brillanti, colpevoli di avere rivelato ad amici notizie delle quali erano venuti a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni e di averli favoriti nelle loro attività economiche, quindi per un conflitto d'interessi indiretto. Conflitto d'interessi che secondo me esiste in Sardegna, così come esiste, è inutile nasconderlo, a livello nazionale.

Voglio dire che non aver risolto questo problema ha creato gravi difficoltà nell'azione politica, tanto che il problema della questione morale è stato spesso posto all'attenzione del Consiglio regionale della Sardegna e di molte altre Regioni, nonché del Parlamento. Se ne parla sempre anche perché chi poteva non ha legiferato, non ha posto delle regole. Però il presidente Berlusconi operò in un clima di giungla (che esiste tutt'ora, anche se c'è stata una recente legge sul conflitto d'interessi), quando non esistevano regole, quando nessuno credeva in quel settore. Lui ci credette, ottenne le licenze per realizzare la sua prima televisione e, dimostrando di essere un grande imprenditore, acquistò altre emittenti televisive quelle che erano state date ai grandi imprenditori di allora, Rizzoli, Mondadori, Agnelli.

Tutto questo per dire che Silvio Berlusconi si è dimostrato comunque un grande imprenditore, mentre altri imprenditori di fama si sono rivelati dei pessimi imprenditori radiotelevisivi (pensate ad Agnelli e alle vicende de La Stampa, a Mondadori e Rizzoli). Il fatto che Berlusconi abbia agito bene come imprenditore non toglie che il conflitto d'interessi esista, così come esiste anche in altri settori. Chi è titolare di grandi aziende (penso alla FIAT) può anche essere proprietario di banche, società di assicurazioni e così via, in pratica può agire in tutti i settori dell'economia e condizionare pesantemente, con il suo potere economico, direttamente o indirettamente, non in maniera lobbistica, ma in maniera privatistica, la formazione dei governi. Il tema del conflitto d'interessi va quindi affrontato, perché riguarda una dei principi fondamentali, come diceva l'onorevole Pinna, della vita politica. Non è un qualcosa del quale ci possiamo dimenticare. Secondo me, il conflitto d'interessi di carattere economico esiste in Sardegna e non riguarda solo il presidente Soru; esiste un conflitto d'interessi tra il Presidente e i partiti, prova ne sia che i D.S., in quest'Aula, hanno fatto una levata di scudi che ha indotto il Presidente a fare marcia indietro e a ritirare la famosa delibera del 20 luglio. Esiste questo conflitto d'interessi anche solo nel momento in cui qualunque cittadino è autorizzato a pensare che il Presidente non agisca in maniera così francescana come ha lasciato intendere quando si è presentato a quest'Aula, ma persegua un qualche interesse diretto o indiretto. Se io fossi un azionista di Tiscali mi aspetterei che il suo Presidente, nonché maggiore azionista, facesse i miei interessi. Come semplice elettore della Sardegna mi aspetto che il Presidente della Regione anteponga tutto, anche il proprio interesse personale, a quello di Tiscali, però non posso averne la certezza. Da qui nasce il dubbio, da qui nasce questo evidente conflitto d'interessi che deve essere risolto in modo chiaro, fugando ogni minimo dubbio dei cittadini sul fatto che il Presidente possa agire per interesse personale, della sua società o dei suoi amici.

In passato ci sono stati interessi particolari nella politica, anche in Sardegna. Penso al settore turistico, per esempio: uno dei più grandi gruppi del settore turistico sardo è nato in seguito alla privatizzazione di alcuni alberghi che erano stati affidati in gestione a qualcuno che poi li ha acquistati diventando così padrone di qualcosa che aveva prima amministrato. Il conflitto d'interessi è palese, però in questo caso non c'è illegalità, perché un'operazione di questo genere non è proibita dalla legge e ciò che non è proibito dalla legge è legale. Ma è morale tutto questo? Si può tornare indietro? No, ma non si può neanche continuare a farsi mettere di fronte al fatto compiuto, perché altrimenti dove va la morale, dove va la politica? Dove va l'opposizione, signori consiglieri dell'opposizione? Un problema come questo avrebbe infatti dovuto appassionare ognuno di noi; ognuno di noi avrebbe dovuto prendere la parola e dire la propria. E avrebbe dovuto appassionare anche coloro che fanno politica a senso unico, che si ricordano del capitalista Berlusconi e però non definiscono capitalista chi è proprietario di mezzi di produzione di beni cosiddetti immateriali, forse perché trattandosi appunto di beni immateriali chi è materialista non ritiene che si tratti di capitalismo a cui opporsi, però è pur sempre una forma di capitalismo, che confligge pesantemente con gli interessi del popolo sardo.

Noi dobbiamo tornare alle regole e alle certezze, signor Presidente, quindi lei al più presto deve risolvere il suo conflitto d'interessi, in modo da fugare ogni dubbio, altrimenti continueremo ad attaccarla per cinque anni. Lei si è presentato a quest'Aula con affermazioni improntate ad altissima moralità, come ho detto prima in modo francescano, e non mi stupisce dato che lei ha studiato dai frati conventuali, ma voglio ricordarle una frase di un altro grande santo, Sant'Ambrogio, patrono di Milano, la città del capitalismo: "Captans annonam maledictus in plebe sit". Per chi non ha molta dimestichezza col latino: "Monopolizzatori dei raccolti maledetti siate tra il popolo". In altri tempi anche i santi si occupavano di queste cose, anche la Chiesa ha fatto grandi battaglie per regolare l'economia. Oggi sembra che anche la politica si dimentichi di questi temi. Non è giusto, non è bello, non è un esempio sano che noi diamo ai sardi, i quali ci richiedono grande moralità. Non possiamo ricordarci, in campagna elettorale, soltanto degli stipendi dei consiglieri regionali, dobbiamo ricordarci anche dei conflitti d'interessi degli Assessori, quando si affidano incarichi professionali a senso unico, roba da inchiesta antimafia più che da dibattito politico! Eppure è successo in diverse legislature. Apriamo un dibattito serio sulla moralità in politica, oltre a noi ne guadagneranno tutti: il Presidente della Regione, la Giunta, la classe politica sarda, i sardi tutti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho colto ora le ultime affermazioni dell'onorevole Liori e devo dire che la parte conclusiva del suo intervento, che è anche la parte direi propositiva e di rilancio, laddove ha parlato di riavvicinamento dell'etica alla politica e di azioni che tendano a rendere trasparente tutta l'attività che si svolge ai vari livelli istituzionali, non può che trovarci assolutamente in linea e quindi siamo in una posizione di coerenza, in una posizione certamente non confliggente.

A dire il vero, ma è cosa risaputa, oggi si scopre l'acqua calda, perché il problema del conflitto d'interessi noi l'abbiamo sollevato tempo fa. E' un problema che ci siamo posti noi per la parte di nostra competenza e che si è posto direttamente e responsabilmente il dottor Soru, non ancora divenuto Presidente della Regione. E se poi le due parti, perché di due parti si trattava (in realtà le parti erano tante, ma riconducibili a coloro che stavano dentro i partiti, a chi aveva vissuto esperienze ottimali, ma su altri livelli), sono addivenute a un accordo, evidentemente hanno ritenuto che nella sostanza quel problema fosse superato e tutte le dichiarazioni del presidente Soru rese relativamente a questo argomento, anche quelle che ha anticipato nella scorsa seduta del Consiglio regionale, viaggiano in questa direzione. Ciò che non comprendo, onorevole Liori, è come si possa paragonare la condizione del Presidente della Regione sarda a quella del Capo del Governo, Silvio Berlusconi, per il quale un conflitto d'interessi palese e per certi versi quasi inamovibile c'era, continua ad esserci e sono certo che permarrà assolutamente anche in futuro, se non altro perché lui controlla tutti i sistemi di comunicazione o quasi tutti, pochi se ne possono sottrarre, sia quelli privati che quelli di natura pubblica. La Giunta regionale ha assunto una prima delibera e poi un'altra, mi pare, di raccordo. E' giusto porsi il problema etico in ogni circostanza e in ogni momento, anche quando, a Giunta regionale scaduta - perché mi pare che si trattasse del giorno prima delle elezioni - si provvede a rinnovare organismi di enti importanti. Io non entro nel merito, però dico che sotto il profilo etico non è un comportamento corretto, è un comportamento che richiederebbe da parte vostra una presa d'atto, un mea culpa e un'azione, non sanzionatoria, nessuno vuole farne, ma evidentemente di assunzione di responsabilità.

Ho colto una delle affermazioni fatte stamattina dall'onorevole Matteo Sanna di Alleanza Nazionale (gli chiedo scusa se per la seconda volta in due interventi devo richiamarmi a lui) relativamente al peso dell'Assessorato degli affari generali, quasi che il peso di un Assessorato possa essere davvero misurato col bilancino e sulla base delle risorse del proprio bilancio. Dimentica, l'onorevole Sanna, assieme ad altri, che quell'Assessorato un peso preponderante lo esercita e continuerà a esercitarlo, non solo per un fatto di dirette competenze e di collegialità nella partecipazione alle decisioni della Giunta, ma perché è l'Assessorato delle riforme, perbacco, ben altra cosa rispetto agli Affari generali e al volume della spesa legato a questo problema!

Io invece al presidente Soru, ma anche all'assessore Dadea e agli altri Assessori che, così come lo stesso assessore Dadea ha detto stamattina in Aula, hanno competenze tutte spezzettate e separate, vorrei dire che anche noi abbiamo bisogno di chiarezza e vorremmo sapere quante risorse, relativamente agli aspetti oggetto di contestazione, sino a questo momento sono state spese. Ma vorremmo anche sapere che cosa quella spesa materialmente e concretamente ha prodotto e quanto di fatto si sia speso per servizi reali, ottenendo un risultato, e quanto invece, dall'altra parte, sino a questo momento si sia speso per studi e consulenze. Ecco, questo sarebbe di aiuto a tutti per provare a fare un'analisi più ponderata delle decisioni e delle scelte che, sì, competono alla Giunta regionale e al suo Presidente, ma, se mi consentite, in quanto organo legislativo e di controllo, competono anche al Consiglio regionale.

Io ho apprezzato molto, debbo dire, la dichiarazione resa in Aula l'altro giorno dall'onorevole Oppi e mi è parso di cogliere un invito da parte sua, in maniera palese o attraverso il suo comportamento, agli altri consiglieri regionali a uniformarsi. Se non ho capito male il Presidente della Regione ha anche parlato della possibilità e della opportunità di tradurre tutto ciò in norma. Ecco, credo che sarebbe utile per tutti seguire l'esempio del collega Oppi e non soltanto per un fatto di chiarezza tra noi, perché onestamente conflitti d'interessi in quest'Aula ce ne sono oggi e ce ne sono stati ieri, e non sono quelli che riguardano il presidente Soru, sono altri, li conosciamo tutti e tutti li accettiamo in silenzio. Però, badate, non è il silenzio degli innocenti, è il silenzio dei colpevoli. Allora proviamo a seguire quell'esempio, forse servirà a ricostruire quel tenue filo che ancora lega le istituzioni alla società civile, che ogni giorno di più purtroppo va assottigliandosi e ha assoluto bisogno di essere rinforzato. E rinforzarlo non spetta alla società che sta all'esterno del palazzo, spetta proprio a chi sta dentro il palazzo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, la premessa della mozione presentata dal centrodestra recita: "La Regione Sardegna ha avviato da tempo un importante percorso di promozione della 'Società dell'informazione', volto a dotare il sistema produttivo, pubblico e privato, di un complesso di servizi di comunicazione basato sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; tale sistema, nella prospettiva della gestione di una rete integrata di dati e di soggetti protagonisti del loro utilizzo, costituisce uno dei presupposti fondamentali dello sviluppo economico e, propedeuticamente, di un moderno modello formativo e di una efficiente azione amministrativa; gli obiettivi strategici, così individuati, costituiscono il contenuto fondamentale di numerosi atti di programmazione e in particolare di alcune misure del POR Sardegna, indirizzate proprio al potenziamento ed alla massima fruibilità dei servizi della società dell'informazione". E' una premessa che poneva e pone alla nuova Giunta, che ha a cuore l'interesse generale, principalmente di verificare se le ingenti risorse impegnate stiano conseguendo i risultati attesi. Infatti il problema del conflitto d'interessi, sollevato nella mozione, è a mio avviso un falso problema. Chi può pensare che il centrodestra possa parlare di conflitto d'interessi, non solo per la situazione nella quale si trova il Presidente del Consiglio dei ministri, ma anche per quanto è avvenuto in questi anni di governo di centrodestra in Sardegna, un esempio per tutti, nel settore sanitario.

CAPPAI (U.D.C.) Siamo in Sardegna, dai!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Certamente, collega Cappai, siamo in Sardegna e quindi le voglio far rimarcare che sarebbe opportuno soffermarci, soltanto per un attimo, come diceva il collega Balia, sul conflitto d'interessi che ha toccato quest'Aula nella passata legislatura e che verosimilmente la tocca anche in questa legislatura nel settore della sanità.

Il collega Licandro, questa mattina, si poneva una domanda e la poneva, credo, anche all'Aula: che cosa succederebbe se la RAI passasse sotto il diretto controllo del Governo? Ebbene, è dei giorni scorsi l'approvazione del decreto Gasparri che prevede il ritorno della RAI sotto il controllo dell'IRI - e quindi del Governo - che nominerà gran parte dei componenti il Consiglio d'amministrazione. Quindi ci troviamo esattamente in quella situazione, cioè anche la RAI passa sotto il controllo del Governo Berlusconi.

La nostra posizione sul conflitto d'interessi, lo ricordava bene il collega Giagu questa mattina, l'abbiamo precisata a suo tempo per evitare la strumentalizzazione che eravamo certi sarebbe venuta, come in questi giorni sta succedendo. Ma la rinuncia a ruoli operativi nella società Tiscali da parte del presidente Soru, l'annunciato abbandono della presidenza di questa società, la dichiarata volontà di non partecipare alle gare che saranno indette dalla Regione e di non assumere atti sull'informatizzazione, di cui ci ha dato comunicazione nella replica al dibattito sulle dichiarazioni programmatiche, noi le giudichiamo adeguate a scongiurare altre iniziative tese a strumentalizzare gli atti del Governo regionale. Quindi il conflitto d'interessi è un falso problema.

Il problema vero, a mio avviso, è la preoccupazione del centrodestra per la decisione del Presidente della Regione di verificare se le ingenti risorse impegnate per l'innovazione tecnologica e lo sviluppo dell'e-government nella Regione stanno producendo i risultati sperati e se le procedure in corso risultano corrette. A nostro avviso l'istituzione di un nuovo servizio per l'innovazione tecnologica e per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione presso la Direzione generale della Presidenza della Regione, per lo svolgimento delle funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento della materia, ferme restando le funzioni gestionali della spesa presso i singoli Assessorati, consente di avere il quadro generale, visione necessaria per raggiungere gli obiettivi attesi. Allo stesso tempo pare corretto e rispondente ai principi della buona amministrazione fornire gli indirizzi per la verifica delle procedure in corso.

L'onorevole La Spisa, questa mattina, poneva il problema della opportunità o meno di modificare le regole del gioco mentre la partita è in corso. Dopo tutto quello che è successo nei cinque anni di governo del centrodestra, gli atti discutibili messi in essere fino all'ultimo minuto, anzi a partita abbondantemente conclusa (non sto qui ad elencare gli atti assunti dalla Giunta Masala, non solo durante la campagna elettorale, ma anche a campagna elettorale conclusa, fino all'ultimo minuto), certamente preoccupano e quindi io ritengo che sia corretto effettuare questa verifica.

Onorevole La Spisa, non crede che risponda all'interesse generale verificare che le regole siano corrette e imparziali e quindi nell'interesse dell'amministrazione e dei sardi tutti? Lei ha fatto un richiamo al presidente Soru circa il dovere di rispondere alla propria coscienza, ma non le sembra che il modo migliore per rispondere alla propria coscienza, quando si è di fronte a procedure non corrette, non rispettose dell'interesse generale, sia quello di interrompere tali procedure?

In diversi interventi è stato sollevato il problema relativo all'estensione di fornitura da parte dell'Assessorato del lavoro; non capisco questo stupore, essendo nota a tutti noi, che conosciamo le pratiche amministrative, una pratica comune a tutte le pubbliche amministrazioni, ferma restando la verifica dell'interesse dell'ente, ossia la convenienza complessiva, quella di utilizzare anche lo strumento dell'eventuale estensione di fornitura. Quindi i rilievi sarebbero corretti se si fosse in presenza della mancanza dei presupposti di legge e della convenienza per la collettività. Verifiche che ci risultano essere state alla base di detta estensione di fornitura.

Presidente Soru, per rispondere alle aspettative di buon governo dei sardi saranno necessari molti atti di governo coraggiosi, che lei, per altro, a grandi linee ha anticipato nelle sue dichiarazioni. Condividiamo anche quanto da lei affermato sullo spoil system selettivo, però, presidente Soru, non ci sembra opportuno che la verifica dei risultati, come nel caso dei direttori generali delle AA.SS.LL., così come da lei annunciato, avvenga alla fine dell'incarico. Faccio l'esempio della A.S.L. di Oristano, basterebbe citare gli atti degli ultimi giorni, quali, per esempio, quello con cui è stato espresso parere negativo sul bilancio da parte dei revisori dei conti, per l'ennesima volta, perché supera ancora una volta il disavanzo del 5 per cento, previsto come disavanzo grave, o quello che prevede la chiusura delle quattro sale operatorie. Presidente, si tratta di un ospedale che ha quattro sale operatorie, divise in due corpi perfettamente sezionabili, quindi il buon senso, la logica, l'intelligenza, la capacità di un amministratore avrebbero consigliato di chiuderne due e lasciare aperte le altre, così come per altro aveva suggerito il tecnico che ha realizzato quelle sale operatorie, suggerimento abbondantemente disatteso. Quindi si è decisa la chiusura delle sale operatorie dal 1° al 9 agosto. Noi immaginiamo il danno che questa decisione arrecherà alla comunità e anche al bilancio della stessa azienda sanitaria. Ultima chicca la delibera della nomina del primario di ostetricia, tra l'altro adottata il 17 giugno, mentre il 16 giugno la Giunta regionale aveva deliberato l'autorizzazione all'apertura di alcuni servizi; si tratta di due delibere, stando a quanto si dice, strettamente collegate tra loro. In data 30 luglio quella delibera è stata ritirata (tra l'altro non capisco se, nelle procedure amministrative, esista il ritiro o esista verosimilmente la revoca), tentativo, a mio avviso, stando sempre a quel che si dice, ma è evidente, di riciclaggio o riposizionamento dello stesso direttore generale.

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, non interrompa. Onorevole Biancu, continui.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, in questi casi io credo che occorra procedere agli atti necessari per non arrecare ulteriori danni alla collettività.

Presidente Soru, noi le diciamo che occorre continuare ad operare con decisione e sappia che può contare appieno sul nostro apporto e sul nostro sostegno.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Ho detto che riciclaggio vuol dire che vuole passare al centrosinistra, basta che voi non lo prendiate!

Signor Presidente, signor Presidente della Regione, colleghe e colleghi, intorno alla mozione di cui oggi discutiamo molto è stato già detto. Mi preme, a questo punto, fare una sintesi e sottolineare alcuni punti a cui la mozione rimanda. Intendo fare innanzi tutto una distinzione tra problemi formali e sostanza del discorso. Quanto alla forma, in primo luogo affrontiamo la questione della chiarezza: noi non condividiamo che sulle questioni che riguardano gli atti di governo assunti dalla Giunta regionale si sia proceduto come è successo, con le deliberazioni oggetto delle riflessioni odierne. E' stata assunta una prima delibera, di cui nessuno ha fornito il testo al Consiglio regionale, ma ho sentito poc'anzi dal Presidente che sono pervenute le delibere del 20 luglio e - ne prendo atto - anche con molta solerzia, perché debbo riconoscere che le Giunte precedenti facevano pervenire le delibere con notevolissimo ritardo, però è necessario averle. Si sono prese delle decisioni, che però non decidevano alcunché, posto che anche la Giunta regionale non può assumere decisioni in materie nelle quali è priva di potere; non può decidere di abrogare o modificare una norma di legge con un suo atto amministrativo. Per fare le leggi, come ho detto anche nell'ultimo intervento, c'è il Consiglio regionale. Invece, anziché informare il Consiglio di questa delibera si è preferito fare una conferenza stampa, che è registrata anche dall'Ufficio stampa di questo Consiglio regionale, in cui ella, Presidente, ha detto: "Sono state avocate le competenze alla Presidenza". Non era vero, perché vero non poteva essere, un nuovo caso di politica dell'annuncio: "comunichiamo che faremo", ma questa è una formula che si addice alle opposizioni; il Governo non comunica che farà, ma fa. Se è intenzione della Giunta regionale riorganizzare le competenze della legge numero 1, allora la Giunta, titolare del potere di iniziativa legislativa, adotta un disegno di legge, come peraltro ha detto, e lo trasmette al Consiglio, che, rispettate le procedure, quindi il passaggio in Commissione, legifera.

A questa delibera, che non deliberava e che ha causato malumori politici importanti con i membri della Giunta e con il più grande partito della maggioranza, è seguita una nuova delibera, i cui contenuti sono stati anticipati stamani all'Aula dall'assessore Dadea, il quale ha detto quello che noi, peraltro, sapevamo già, perché non poteva che essere così: le competenze rimangono a colui a cui sono per legge conferite; le poste di bilancio rimangono all'Assessorato a cui sono per legge conferite. Tutto rimane com'era prima, si promette un disegno legge entro settembre - io auspico che questo sia possibile - per la sola materia dell'informatizzazione, ed è importantissimo, dirò dopo il perché.

E così veniamo al punto importante: in quest'Aula il presidente Soru ha detto che l'espressione "conflitto d'interessi" è molto semplice da utilizzare. E' vero, è semplicissimo utilizzarla e citarla; molto più difficile, anziché parlare del conflitto d'interessi di Berlusconi, parlare del proprio! Parlo rivolgendomi a tutti, a lei, Presidente, alla sua Giunta, ai consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione. Sto ripetendo quello che poc'anzi ha detto il collega Balia. A proposito del conflitto d'interessi il Presidente della Regione ha detto, nell'ultimo incontro, che Tiscali non parteciperà a gare bandite dalla Regione. Presidente, se lei è capace di assumere un impegno di questo genere, come ha fatto a chiare lettere, allora non può che voler dire che lei ha un potere di influenza su Tiscali. Delle due l'una: o lei non ha ruoli di gestione in Tiscali e quindi non è in grado di assicurare che Tiscali non avrà proventi dalla Regione, o lei è in grado di controllare Tiscali e allora è probabilmente in un conflitto d'interessi. Anche se io, personalmente, non dubito che lei lo risolverà con la sua onestà intellettuale.

Ma il suo personale conflitto non è l'unico della Giunta regionale, della sua compagine, l'ho detto e lo ribadisco. Alla mia dichiarazione giurata resa in Aula è seguito un assordante silenzio, ma silenzio totale è seguito anche alla mia denuncia di un membro della Giunta che è contemporaneamente controllore e controllato. Non va bene. Presidente, noi le chiediamo come intende risolvere il suo conflitto d'interessi, ma pensiamo che sia bene che anche importanti esponenti politici della maggioranza svelino i loro interessi personali. E siccome parliamo troppo di sanità, in questa cartella ho dei documenti che testimoniamo come un autorevole esponente del suo partito, uno che ha parlato, durante una recente trasmissione televisiva, di califfati, di incrostazioni, di trasversalismi in sanità, sia la persona meno indicata a parlare di queste cose, avendo non pochi parenti con interessi diretti in questo settore. Mi riferisco alla fisiochinesiterapia.

Nel merito della vicenda della informatizzazione, sia detto per inciso che noi dell'U.D.C. siamo favorevolissimi a fare chiarezza su come sono state condotte, dagli uffici in particolare, le gare. Io non sono mai riuscito a fare una gara relativa all'informatizzazione (pur avendo a disposizione i fondi CIPE, eccetera) perché vi erano difficoltà obiettive. Noi siamo da sempre assertori della centralizzazione, l'abbiamo realizzata per il settore farmaceutico, con grandi risultati; abbiamo tentato di farla - l'ho detto l'altra volta - per quanto riguarda le gare, al fine di risparmiare risorse, ma né i funzionari né i primari ospedalieri lo hanno consentito. Siamo d'accordo sul fatto che l'informatizzazione sia centralizzata, perché solo così possiamo risparmiare e accelerare. Anche perché io personalmente sono amico di chi non è mai riuscito a entrare nei gangli di queste gare, ed è uno che porta trecentocinquanta buste paga in Sardegna, al contrario di altri.

Un ultimo rilievo in merito alla professionalità in politica: va bene il nuovismo, ma serve almeno conoscere l'abbiccì delle istituzioni. Vedete, al contrario di chi ci ha preceduto all'opposizione, avevate picchettato l'ufficio preposto ad accogliere le adesioni ai Gruppi. Amici cari, vi ricordate che le avete picchettate? Ebbene sono tutte sbagliate. Possibile che si arrivi fuori tempo massimo e che non si metta il Presidente in condizioni di risolvere questo problema? Innanzitutto mi meraviglio che si arrivi fuori tempo massimo, siccome l'amico Marrocu l'ultima volta ha fatto riferimento ai ciclisti, devo dire che di solito chi arriva fuori tempo massimo, cioè il gregario, viene squalificato. Allora, il collega Marrocu sa benissimo, che per avere venticinque posizioni nelle Commissioni si comincia designando quattro consiglieri, quindi correggete l'atto che il presidente Spissu ci ha mandato, da cui risulta che alla terza Commissione sono assegnati quattro vostri consiglieri. Non avete titolo per essere in quattro, perché potete essere al massimo in tre; siete diciannove e quindi sapete benissimo che potete designare tre consiglieri in tre Commissioni e due nelle altre. Fate un corso accelerato, il collega Uras, tra l'altro, è un funzionario dell'Assessorato del lavoro e potrebbe, in questo periodo di ferie, farvi appunto un corso accelerato su questo argomento.

CAPPAI (U.D.C.). Le avrebbe dovute respingere, Presidente.

OPPI (U.D.C.). E dico anche, consentimi, che lasciando libertà al Gruppo misto, si può verificare che tutti gli otto consiglieri di questo Gruppo chiedano di far parte della stessa Commissione. Innanzitutto, colleghi, vi invito a studiare un pochino, perché laddove siete impegnati in tutte le Commissioni non potete essere anche osservatori; potete essere osservatori soltanto nel caso in cui in una determinata Commissione non sia presente il vostro Gruppo e, a ben guardare, ho visto che per la prima Commissione, per esempio, sono indicati Floris, Balia e Scarpa e non è possibile che ci siano due di voi nella settima Commissione.

Presidente Spissu, convochi i Capigruppo stasera, io sono disposto anche a fare un po' di lezione, di modo che domani si possano costituire le Commissioni. Avevo già pregato il Presidente del Consiglio di invitare il Presidente della Regione a far pervenire - è un atto dovuto - la famosa pratica che si arenò in Commissione e l'assessore Dirindin (così fa qualche cosa di utile!) a portare questa delibera anche fuorisacco, per consentire alla Commissione sanità di potersi riunire domani e dare certezza del diritto a quei centotrentadue giovani che attendono da molti mesi di fare il corso di specializzazione in medicina e di acquisire finalmente quelle professionalità che in campi come l'oculistica, la radiologia e soprattutto l'anestesia sono fondamentali. Non c'è da toccare niente, si tratta sostanzialmente di fare un passaggio rapido per evitare che le borse di studio del 2004 siano finanziate nel 2005.

Presidente Soru, io le ho prospettato alcune questioni e ho anche invitato il Presidente del Consiglio a convocare i Capigruppo stasera, in modo da sanare questa situazione ed evitare che egli utilizzi la facoltà di provvedere direttamente alla formazione delle Commissioni, visto che ci sono degli assenti. Domani, indipendentemente dalla tempistica, potremo così pervenire a delle conclusioni serie. In ogni caso, noi abbiamo posto delle domande e desideriamo avere delle risposte certe, chiare e inequivocabili.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi, per la sua collaborazione esplicita, che non mancherò di utilizzare. Io ho inviato ai Gruppi, onorevole Oppi, le comunicazioni tal quali sono pervenute dai Gruppi medesimi. Non ho composto le Commissioni, come lei sa, le comporrò sulla base delle regole consolidate, ovviamente, e la sua collaborazione sarà preziosa.

L'assessore Dirindin è stata da me informata dell'urgenza, della necessità e anche della disponibilità eventuale della Commissione sanità a esaminare un provvedimento che deve avere il parere favorevole della Giunta.

Proseguiamo quindi nel dibattito. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, cari colleghi, io vorrei fare poche, pochissime considerazioni sull'argomento, in quanto sarebbe sufficiente ribadire quanto da me già affermato su questo tema in occasione del dibattito sulle dichiarazioni programmatiche, prima quindi che pervenisse il nuovo testo della delibera, che conferma l'impostazione che noi avevamo dato circa gli obiettivi che con la prima delibera si volevano raggiungere.

Il fatto che dica poche cose non è dovuto ad imbarazzo, così come non provano imbarazzo i colleghi di Forza Italia e del centrodestra nel parlare di conflitto d'interessi, e io dico che invece un po' di imbarazzo e in qualche caso anche di pudore dovrebbero averlo per il modo in cui affrontano questo argomento. Non c'è imbarazzo da parte nostra perché il problema del conflitto d'interessi noi l'abbiamo posto e lo continuiamo a porre in quanto perdura in ambito nazionale, e non l'abbiamo posto per agitare in modo strumentale e propagandistico un problema che non esiste, ma perché riteniamo giusto, sotto il profilo della legalità e della moralizzazione della politica, che questo problema sia risolto a livello nazionale. Non ci sottraiamo quindi alla discussione neppure a livello regionale, tant'è che questo argomento è stato oggetto di discussione tra la coalizione di maggioranza e il Presidente. Noi, ripeto, riteniamo che sia corretto e positivo affrontare anche in sede regionale l'aspetto del conflitto d'interessi e riteniamo corretta e giusta la decisione del Presidente di lasciare la Presidenza e gli altri incarichi che ricopre nella società Tiscali e di sottrarre la società stessa ai rapporti con l'amministrazione regionale, rapporti che, lo ricordo ancora una volta, sono limitatissimi e di entità inferiore rispetto ai rapporti che hanno altri consiglieri regionali, il fatturato delle cui aziende dipende esclusivamente da quanto paga la Regione. E sono inferiori anche ai rapporti con l'amministrazione regionale che, in questi anni, hanno interessato tanti altri autorevolissimi colleghi del Gruppo di Forza Italia e degli altri Gruppi del centrodestra. Nonostante questo, riteniamo positiva la decisione assunta dal Presidente della Regione di dimettersi dal consiglio di amministrazione di Tiscali e di sottrarre la società, della quale rimane comunque azionista di riferimento (non credo che gli si debba chiedere di rinunciare anche a questo!), ai rapporti con l'amministrazione regionale. Quindi affrontiamo questo tema senza alcun imbarazzo così come abbiamo fatto prima ancora che Renato Soru fosse indicato dal centrosinistra come il proprio candidato alla Presidenza della Regione nelle elezioni regionali.

A mio avviso, però, c'è un limite alla decenza, lo dico a chi pretende di dare lezioni: quando si arriva a coinvolgere persino i parenti di un collaboratore secondo me si è proprio ai limiti della decenza!

Allora, c'è una delibera, che genera - non mi sottraggo a questo aspetto - incomprensioni e contrasti (anche al nostro interno, perché coinvolge un Assessore appartenente all'area dei Democratici di Sinistra) in quanto si presta a una lettura diversa rispetto agli obiettivi che si vorrebbero raggiungere. Essendoci un'incomprensione occorre dunque fare un chiarimento, ma non c'è mai stato contrasto circa gli obiettivi, mai dubbi sulle finalità reali di quella delibera, nessun esponente dei Democratici di Sinistra ha levato gli scudi, si è solo valutata la necessità di una discussione al fine di evitare che la delibera diventi oggetto di strumentalizzazioni da parte del centrodestra per conseguire obiettivi diversi.

A noi pare che il nuovo testo spazzi via ogni dubbio e risponda agli interrogativi posti nella mozione del centrodestra circa il rispetto del percorso previsto dalla legge e la richiesta di revoca della delibera in via cautelativa. La delibera istituisce un nuovo servizio, con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento, così come precisato anche nel dibattito sulle dichiarazioni programmatiche. Il testo della seconda delibera chiarisce meglio, rispetto alla delibera del 20 luglio, qual è l'obiettivo che ci si pone. Credo che non si possa contestare che il Presidente della Regione possa svolgere le funzioni di indirizzo, di impulso, di coordinamento e verificare - operazione questa estremamente importante e necessaria - qual è stata la spesa, in che modo sono state utilizzate le risorse e se gli obiettivi che erano alla base di quella spesa sono stati raggiunti oppure no. Questa verifica, tra l'altro, secondo me, come giustamente dice la prima delibera, era necessaria anche a seguito di quello che sta succedendo, perché la struttura organizzativa della Regione è vecchia e mal risponde agli obiettivi e alle esigenze poste dalla legge costituzionale numero 3 del 2001 che ha modificato il rapporto tra l'organo esecutivo e quello legislativo attribuendo funzioni nuove all'Esecutivo. Quindi è un problema che, comunque, andrà affrontato quando si discuterà della riforma della legge 1/77, ma l'esigenza che il Presidente della Regione svolga le funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento si pone sin da adesso. Permane all'Assessorato degli affari generali il Servizio per il sistema informativo dell'amministrazione regionale, quindi non c'è alcun elemento di sfiducia verso l'Assessore né di sottrazione di funzioni all'Assessorato, e soprattutto c'è l'impegno a predisporre un disegno di legge che rinvii ovviamente alla legge la riorganizzazione della materia, come del resto sia il Presidente sia alcuni colleghi del nostro Gruppo avevano già sottolineato. E' stato anche chiarito che la sospensione non riguarda le gare già esperite, ma quelle che possono essere sospese perché magari è stata fatta soltanto la preselezione.

In attesa dell'intervento del collega Pili, che ha preannunciato dichiarazioni clamorose, io auspico che la presentazione della mozione da parte del centrodestra non avesse fini strumentali, che l'obiettivo non fosse quello di agitare un falso problema, come per dire: "Adesso vi ripaghiamo con la stessa moneta, poniamo noi il problema del conflitto d'interessi e utilizziamo le incomprensioni e i contrasti che si sono manifestati all'interno della Giunta per sollevare un problema che vi crea imbarazzo". Imbarazzo non ce ne crea come abbiamo dimostrato, anzi, do atto al Presidente e alla Giunta della capacità di discutere, di rivedere le questioni, chiarirle e portarle a sintesi. Anche questa delibera rappresenta un segno del nuovo modo di governare e del nuovo rapporto che intercorre tra la Giunta e il suo Presidente e tra la Giunta e il Consiglio. E' un segnale di aria nuova che viene dato dalla Giunta.

Allora, se non avevano intenti strumentali e propagandistici, i colleghi del centrodestra, a mio avviso, avrebbero dovuto, ancora prima del dibattito - che può essere in ogni caso utile -, dopo le dichiarazioni dell'assessore Dadea e la diffusione della nuova delibera, che chiarisce i reali gli obiettivi della prima, ritirare la mozione. Possono ancora farlo, prima che sia sottoposta al voto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tempo a disposizione è davvero limitato e quindi, purtroppo, le considerazioni dovranno essere rapide. Su un tema come questo non si può lasciare spazio a preamboli di nessun genere ed è anche vero che noi avremmo voluto evitare la presentazione di questa mozione e il dibattito conseguente. Avremmo forse gradito, nel primo dibattito di questo Consiglio regionale, iniziare dagli ultimi; ci sarebbe piaciuto aprire, come primo atto di questo Consiglio regionale, un dibattito sul futuro di quel mondo silenzioso che sta al di sotto della soglia minima di sopravvivenza.

Io credo che oggi, invece, sia assolutamente necessario tornare, purtroppo, su un tema cocente che riguarda un atto amministrativo. Non voglio ripercorrere strade già tracciate da altri filosofando sul conflitto d'interessi, con questa delibera davvero poco c'entra il conflitto di interessi. Iniziamo da una delibera che ci ha drammaticamente portato a dimostrare che non solo non si parte dagli ultimi, ma si vuole puntare esclusivamente ai primi; ai primi e agli interessi per i quali, purtroppo, già oggi vi è stato un primo passo falso nelle determinazioni della Giunta regionale. Cito molto velocemente la prima delibera, nella quale si pongono tre fondamentali obiettivi: primo, coordinare tutte le azioni che la Regione ha messo in campo in questi anni sulla partita dell'informatizzazione regionale, della "Regione digitale" e, aggiungo, dell'"Isola digitale", partita quest'ultima ben più rilevante della prima; secondo, allocare questo coordinamento, già in capo all'Assessorato degli affari generali, presso la Presidenza della Giunta; terzo, bloccare tutte le gare in essere. Mi correggeranno i tanti professori di lettere che sono in questo consesso se interpreto male, ma nell'ultimo capoverso del dispositivo della delibera è scritto: "sospendere tutti i procedimenti di gara", senza nessuna ulteriore precisazione, per cui non si quali siano. Credo, colleghi, che questo denoti il modo in cui si intende, purtroppo, avviare il rapporto con quest'Aula.

Nell'argomentazione di partenza di questa delibera si dice che si fa il coordinamento per tentare di conseguire dei buoni risultati; risultati che non sono stati raggiunti con i progetti messi in campo. Se ne avrò il tempo, vedrò di dire quali sono questi progetti, chi li ha realizzati o li sta realizzando, per dimostrarvi che non c'è un solo progetto di quest'ultimo quinquennio che sia giunto a conclusione e al quale non si possa ancora dare una risposta compiuta. Sono tutti atti e progetti, dal progetto Marte in poi, in fase di completamento e quindi non si può addurre un giudizio negativo per giustificare l'avocazione di questo procedimento. Vedete, se aveste guardato le delibere precedenti, vi sareste resi conto che, per esempio, il 29 aprile 2002 la Giunta regionale aveva approvato...

(Interruzione del consigliere Alberto Sanna)

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lasciamo proseguire l'onorevole Pili?

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Vorrei farle notare che l'onorevole Sanna ha usato la parola "imbroglione" riferendosi alla mia persona.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Pili. Invito l'onorevole Sanna intanto a tacere mentre un collega parla e poi a usare termini appropriati in quest'Aula, prego.

PILI (F.I.). La delibera del 29 aprile 2002 recita: "Occorre agire sia con un adeguato coordinamento dei progetti e delle iniziative e in piena sinergia tra tutti i singoli Assessorati e sotto l'indirizzo totale del programma di governo del Presidente della Regione". E conclude: "Tutte le delibere da quel momento in poi, tutti gli atti dell'Assessore degli affari generali sono con il concerto del Presidente della Regione". Il concerto è un atto che consente al Presidente della Regione di avallare, oppure no, qualsiasi atto amministrativo della Giunta. Che bisogno c'era, da parte della Giunta regionale in carica, di forzare la mano su un atto così delicato?

Non cito tutte le altre delibere perché sarebbe assolutamente pleonastico, ma vorrei arrivare alla nuova delibera, quella del 3 agosto 2004. La nuova delibera dice che si vuole tentare di attribuire agli Assessorati le sole funzioni gestorie della spesa. E tutte le altre funzioni, colleghi? Le funzioni di indirizzo, di proposta, di produzione di atti amministrativi, che fine fanno? Passano tutte nella nuova struttura? E infatti nell'ambito del progetto di Regione snella e funzionale, che è alla base di questo nuovo flusso, di questo nuovo modo di governare, si raddoppia il servizio! Si dice cioè che si tiene quello che c'è presso gli Affari generali e si crea un altro servizio, per consentire maggiore chiarezza nelle procedure. Dunque anziché passare per un solo ufficio una stessa pratica comincia a passare per due uffici diversi!

Colleghi, perdonatemi, è l'inizio di una strada dalla quale non si esce; è la strada dove si decide tutto e, nello stesso tempo, il contrario di tutto. Anziché accorpare si raddoppia e in questo senso si propone un disegno di legge solo per questa materia. Ma non sarebbe più utile, colleghi del Consiglio, proporre una rilettura riorganizzativa dell'assetto, rispetto alla legge numero 1 del '77, di tutta la struttura di competenza della Giunta regionale? E perché partire da questo? Non si potevano forse accorpare le competenze relative alle politiche sociali con quelle del volontariato che sono in capo alla Presidenza della Regione o con le politiche del lavoro per i disagiati e creare un unico coordinamento? Si è preferito partire dall'innovazione tecnologica, ne prendiamo atto.

Ma è anche vero, colleghi, che c'è un dato ultimo che davvero mi preoccupa. La professoressa Cerina, che è assolutamente un luminare in materia di interpretazione dei testi, potrebbe darmi delle ripetizioni per cercare di capire cosa è scritto nel terz'ultimo paragrafo del dispositivo della delibera che ci è stata consegnata: "…la sospensione riguardava solo i procedimenti di gara per i quali non fossero stati già posti in essere atti irreversibili dei procedimenti stessi ed, inoltre, non recava un termine necessario per garantire una disamina dei programmi in attesa di attuazione e, nel contempo, una celere fase di valutazione e di decisione in merito". Vuol dire tutto e vuol dire assolutamente niente. Vuol dire, però, che in base alla prima delibera tutte le gare erano sospese e in base alla seconda delibera sono sospese soltanto quelle per le quali non sono già stati compiuti atti irreversibili. Dal punto di vista giuridico - mi riferisco ai tanti sindaci, ai tanti operatori della pubblica amministrazione - cosa significa "atti irreversibili"? Non c'è da nessuna parte la definizione di "atti irreversibili", c'è però un dato di fatto: una gara è stata bloccata la notte stessa dell'insediamento del presidente Soru.

Il 5 luglio 2004 l'assessore Fois ha ricevuto da parte del Direttore dei servizi questa lettera, di cui sono entrato in possesso: "Si fa riferimento a quanto in oggetto per significare che a seguito della comunicazione telefonica a tutti i capofila del Raggruppamento temporaneo di imprese partecipanti alla gara della 'Regione digitale', di voler riconvocare la Commissione amministrativa…", che era stata già sospesa…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pili.

PILI (F.I.). "…direttamente dalla Presidenza della Giunta regionale, è stata ribadita la disposizione già comunicata personalmente dal Presidente della Regione al Direttore generale, in data 29 giugno, di sospendere tutti i previsti adempimenti successivi". E le date dei fax comunicati sono del 21, 25 e 29 giugno 2004. Cioè non solo non c'era un obiettivo generale, ma non si puntava solo al coordinamento, si puntava a bloccare quella gara. Se c'è qualcosa che non funziona, colleghi, in quella gara, se ci sono traffici, se ci sono imbrogli, abbiamo il coraggio di denunciarli pubblicamente, ma non agiamo nascondendo dietro l'apparente interesse generale interessi che sono invece particolari e che niente hanno a che fare con l'interesse della comunità.

(Interruzioni))

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pili. Onorevole Pirisi!

PILI (F.I.). Mi dispiace che non sia presente un altro Assessore della Giunta, perché mi domando: pur non sapendo come funziona il portale del turismo, che è stato voluto da questo Consiglio regionale con l'approvazione prima del POR, poi del Complemento di programmazione...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, la prego di concludere.

PILI (F.I.). Mi consenta di recuperare.

PRESIDENTE. Ha già recuperato più di due minuti, quindi le concedo ancora qualche secondo purché concluda.

PILI (F.I.). Dicevo che in questo caso è stato bloccato l'utilizzo di quella struttura che contava già milleduecento operatori del turismo associati. E' stato bloccato, non verrà rinnovato il contratto. E' un errore? E' stato fatto male quel bando? Io so soltanto che l'Assessore del turismo in carica è stata una delle prime operatrici turistiche ad aderire, valutandolo positivamente, a quel portale della Regione sarda. Vorrei concludere, Presidente, soltanto un minuto.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, io sono indulgente, ma lei ha consumato tre minuti in più di quelli concessi, quindi la prego di concludere.

PILI (F.I.). Per quanto riguarda altri aspetti e le accuse che sono state rivolte al centrodestra in occasione della discussione delle dichiarazioni programmatiche probabilmente tornerò in sede di dichiarazione di voto, ma sarebbe utile fare ancora qualche considerazione sull'incidenza dell'1 per cento del fatturato di Tiscali sul fatturato dell'intera regione, che voi tutti richiamate. Mi domando: e se improvvisamente il Presidente del Consiglio dei ministri diventasse il Murdock mondiale e il fatturato dell'Italia fosse l'1 per cento di quello mondiale esisterebbe ancora il conflitto d'interessi? Ho qui l'elenco di tutti i procedimenti amministrativi che vedono coinvolta una società che fa capo a un esponente della Giunta regionale. Sto parlando del 30 per cento del fatturato degli appalti messi in campo dalla Regione sarda in questi anni (potrei citare tutte le associazioni temporanee di imprese), per un ammontare complessivo di oltre 36 miliardi di euro, e siamo soltanto all'inizio.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, sono costretto a toglierle la parola.

PILI (F.I.). Credo che avremo modo, nel prosieguo di questa legislatura, di chiarire che cos'è il conflitto d'interessi e che cosa significa buona amministrazione.

PRESIDENTE. Io invito i colleghi che intervengono a non abusare del tempo, chiamando il Presidente a un dovere di imparzialità che viene abbondantemente adempiuto. Penso che non sia lecito, che non sia giusto superare di cinque minuti il tempo che si ha a disposizione. Le prossime volte toglierò la parola a chi abusa in questo modo del tempo, della pazienza e anche della disponibilità del Presidente.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Non avevo capito che mi toccasse intervenire così presto. Quanto tempo ho?

PRESIDENTE. Ha venti minuti. Se ritiene posso disporre una breve sospensione dei lavori.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. No, va benissimo, ormai abbiamo iniziato. Ero un pochino distratto, magari mi sarei documentato.

E' stato un dibattito ricco di spunti interessanti e sono diversi i quesiti a cui dovrei rispondere. Si è partiti dal piccolo bando di gara, dal piccolo episodio fino ad arrivare al tema più complesso del conflitto d'interessi che, come ricordava il consigliere Liori, è vecchio quanto sono vecchie la politica e la pubblica amministrazione. Pur avendo sempre tentato, in qualche maniera, di stabilire delle regole, il tema del conflitto d'interessi è sempre stato oggetto di dibattito mai portato a termine, lungo quanto è lunga la storia della politica e quindi, probabilmente, neanche noi oggi riusciremo ad arrivare a delle conclusioni, però cerchiamo di dare il nostro contributo.

A questo argomento sono stati aggiunti anche altri temi, come la necessità, ricordata stamattina dal consigliere Licandro, di rasserenare i rapporti col mondo dell'informazione e anche il richiamo affinché in quest'aula, così come nella sala riunioni della Giunta regionale, non si facciano rappresaglie (è stato usato questo termine). E quindi da dove posso iniziare? Da qualche domanda puntuale che mi è stata fatta per esempio da lei, consigliere Oppi, riguardo al futuro e al fatto che Tiscali partecipi o no ai bandi di gara regionali. O meglio, provo a rispondere diversamente. Conflitto d'interessi: l'ultima volta che ci siamo visti in quest'aula ho parlato, così come normalmente se ne è parlato in questi anni in Italia, del conflitto d'interessi del Presidente del Consiglio, l'onorevole Berlusconi, e ho spiegato perché il paragone con quel tipo di conflitto d'interessi non sia assolutamente proponibile qui in Sardegna. Non è proponibile perché il conflitto d'interessi di cui la politica si è occupata in questi anni non ha mai riguardato il fatto che il Presidente del Consiglio dei ministri spende per fare pubblicità alla RAI, nei quotidiani e magari anche in Mediaset. Non si è mai parlato come di un possibile conflitto d'interessi del fatto che non solo la Presidenza del Consiglio, ma tutto il Governo della Repubblica investe in pubblicità istituzionale, o magari spende per contratti di assicurazione qualche volta, giustamente, stipulati anche con società di assicurazioni in cui il Presidente del Consiglio ha una partecipazione rilevante. C'è un momento in cui il Governo compra beni e servizi presumibilmente anche dalla maggiore società che si occupa di comunicazioni in Italia e magari da altre società ad essa collegate. Non se ne è mai parlato perché non è rilevante, perché non si è ritenuto che fosse importante quel tipo di conflitto nel momento in cui il Presidente del Consiglio indirizza o contribuisce a indirizzare la spesa del Governo della Repubblica, e magari può succedere che spenda anche presso aziende partecipate. Non è rilevante, non è molto importante.

Si è parlato invece di conflitto d'interessi per il fatto che nel Parlamento italiano si è inizialmente - è stato rilevato anche oggi - discusso di rogatorie internazionali, di falsi in bilancio, di abolizione dell'imposta su successioni e donazioni, si è discusso cioè di cose importanti, più importanti degli appalti di importo pari a dieci o venti milioni di euro, per quanto siano importanti anche quelli. Stiamo parlando di fatti importanti per la vita della società in Italia e non di come si spendono venti o trenta milioni di euro ottenuti con l'aggiudicazione di appalti. Non abbiamo mai parlato degli appalti presso le televisioni del Gruppo Finivest o di spese presso società di assicurazioni o quant'altro.

(Interruzione del consigliere Cappai)

PRESIDENTE. Posso chiedere, colleghi, di lasciare intervenire il Presidente della Regione?

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Così come erroneamente si è parlato delle licenze per la televisione. Le licenze in Italia si concedono a chiunque le chieda; il problema del conflitto d'interessi nel caso delle televisioni è che non di licenze si tratta, ma di concessioni, il che significa utilizzo di risorse scarse. In questo caso le risorse scarse sono quelle dello spettro attraverso il quale viaggia il segnale televisivo: non c'è spazio per tutti quelli che ne fanno richiesta, addirittura nemmeno per chi ha già ottenuto la concessione e non può utilizzarla, appunto perché lo spettro è già tutto occupato. Per cui: eventuale conflitto di interessi nell'attività legislativa del Parlamento, conflitto d'interessi nel rilascio delle concessioni, perché è lo Stato che rilascia le concessioni e ne stabilisce le regole, conflitto d'interessi per il fatto che di comunicazione si tratta e non di vendita all'ingrosso di altre cose, quella stessa comunicazione che ha un ruolo così rilevante nella canalizzazione del consenso della politica. E' un argomento che però non ci riguarda, abbiamo provato a parlarne, ma non ne parliamo più. Questo è il parlamento dei sardi e su quello che attiene alla Sardegna ci vogliamo concentrare.

Esiste un conflitto di interessi tra il Presidente della Regione e il suo interesse personale privato? Sì, così come c'è un conflitto d'interessi in qualsiasi attività pubblica - è stato richiamato - per ognuno di noi. C'è un momento in cui siamo chiamati a prendere delle decisioni che in qualche maniera confliggono con il nostro personale interesse, per cui siamo tutti, chi più chi meno, in conflitto d'interessi. Si è iniziata questa legislatura parlando in maniera a volte appropriata, a volte del tutto non appropriata, del conflitto d'interessi del Presidente della Regione per il fatto che questa Regione appalta, per qualche decina o molte decine di milioni di euro, opere in un settore che è oggetto del lavoro della società da cui io provengo. Molti di voi della maggioranza, ma anche dell'opposizione, mi hanno manifestato stima, quindi non c'è un pregiudizio secondo il quale gli atti da me sinora compiuti erano dettati da interessi personali. Molti di voi hanno sottolineato che comunque il dubbio può rimanere, altri hanno addirittura cercato di dimostrare che sin dalla prima notte ho cercato di perseguire il mio interesse privato. Io spero che da questo momento la campagna elettorale, che tutti abbiamo detto essere finita, sia finita davvero e che cercheremo di lavorare serenamente tutti insieme, perché tutti possiamo apportare il nostro contributo, dall'opposizione come dalla maggioranza, per migliorare la società, la situazione e anche il governo della Sardegna. Il Consiglio può contribuire, e contribuirà, ne sono certo, a migliorare il governo della Sardegna.

Allora, perché a una prima delibera è seguita una seconda delibera? Intanto devo dire che non si trattava della prima delibera di questa Giunta, perché nella stessa giornata ne sono state fatte tante altre, alcune delle quali, a mio giudizio, più importanti di questa, così come altre delibere più importanti di questa sono state fatte nella giornata successiva e anche ieri. Tra le tante cose da fare si inizia a lavorare da quelle che capitano più vicine, e tra le cose che sono capitate più vicine in questi giorni, mi dispiace, alla Giunta regionale e quindi al Presidente, c'erano anche i bandi sulla informatizzazione, da Visit Sardinia, come richiamato poco fa dal consigliere Pili, a quello della "Regione digitale" e così via.

Il fatto che il Presidente della Regione si sia dovuto interessare del progetto Visit Sardinia non è dipeso da me, ma è dipeso dal TAR, che ha abolito la relativa gara, è dipeso da una delibera sbagliata, a mio avviso, della Giunta precedente, che ha pensato in ogni caso, anche contrariamente a quanto indicato nella sentenza del TAR, di portare avanti quel progetto, ed è dipeso anche dal fatto che ci è stato chiesto di intervenire su questo problema. Ci è stato chiesto cioè di intervenire su un sito che è già costato 1 milione e 200 mila euro a questa Regione, cifra che potrebbe raddoppiare. Qualsiasi persona di buon senso può verificare che cosa è oggi quel sito e magari domandarsi se è congrua una spesa di 2 milioni e 500 mila euro per quello che vediamo, soprattutto dopo aver appreso che il 90-95 per cento del lavoro è stato già portato a compimento, per cui quello che dovrebbe costare 2 milioni e 500 mila euro è più o meno quello che vediamo in Internet. Non è colpa mia se me ne sono dovuto occupare, è colpa del Tribunale amministrativo e dei rilievi altrui.

Per quanto riguarda la gara sulla "Regione digitale", occorre dire innanzi tutto che dietro questo nome pomposo non c'è la Regione digitale, c'è un programma per la contabilità economica, finanziaria e patrimoniale della Regione, per cambiare la procedura di calcolo delle buste paghe dei dipendenti regionali, c'è un po' di connettività per qualche ufficio dove questa connettività ancora non esiste, c'è poi il portale della Presidenza della Giunta. Per quel che ne capisco io, non c'è nient'altro in questa famosa "Regione digitale".

Io sono stato eletto non per fare gli interessi miei, ma per fare gli interessi della regione, di tutta la regione, di tutti i sardi, in ogni istante, ed eventualmente per non considerare mai troppo tardi il momento in cui occuparmene. Consigliere La Spisa, penso di avere anche la responsabilità, eventualmente, di intervenire a partita già iniziata e cambiare le regole del gioco se magari mi capita di pensare che siano sbagliate, anzi che siano totalmente sbagliate e forse, anche in buona fede, siano di molto contrarie all'interesse di questa Regione. Ho questa responsabilità, me la sento così, quella di assicurarmi che ogni euro che si spende in questa Regione sia speso nell'interesse generale, non in favore di qualcuno in particolare e non c'è, vi prego di crederlo, nei comportamenti di questo Presidente nessun intendimento contro qualcuno in particolare. Abbiamo tutti di meglio da fare nella vita, e la vita è talmente breve che è più utile impiegarla non contro qualcuno, ma a favore degli altri. Io mi sono occupato immediatamente di alcune cose perché gli avvocati mi hanno richiamato a occuparmene.

Per quanto riguarda l'appalto da 46 milioni di euro per la "Regione digitale", di cui mi sono occupato, devo dire che io non sto di notte negli uffici di viale Trento, in questa ricostruzione non la seguo, onorevole Pili, e forse vorrei utilizzare i minuti in maniera diversa, però, sì, ho contattato l'ex assessore Fois insieme al Direttore generale per capire cosa stesse succedendo e come mai si stessero aprendo le buste appena qualche giorno dopo l'insediamento del nuovo Presidente e in un Assessorato dove ormai l'Assessore era in uscita. Non ho chiesto di sospendere la gara, perché qualche cognizione di diritto amministrativo ce l'ho anch'io, perché magari a scuola ci siamo andati tutti e perché poi, leggendo, pian piano capiamo anche. So che cos'è la legge numero 31, so che cosa significa separazione tra politica e amministrazione, so che cosa possono fare un Assessore e un Presidente e quali sono invece i compiti e le responsabilità dell'amministrazione e del Direttore generale. Ho chiesto semplicemente di sapere quando era stato fatto il bando di gara, quando erano state consegnate le buste coi progetti, quanti giorni erano passati dalla consegna delle buste, quanti progetti erano stati presentati, quante pagine per ogni progetto. E' venuto fuori che le pagine presentate sono complessivamente più di diecimila - mi posso sbagliare - e sono state tutte lette e analizzate in un tempo straordinariamente breve, breve anche per quella commissione giudicatrice.

C'era la percezione che si fosse agito con un pochino di fretta, così come molta fretta era stata posta nella correzione del bando, non da parte mia o di Tiscali, ma da parte di ben altre persone e di altre società. In questa Regione erano stati fatti rilievi di illegittimità e anche di inopportunità (poi arriviamo al dunque). Il bando era stato rifatto troppo in fretta forse e la documentazione - oltre diecimila pagine - era stata letta con molta celerità. Ho chiesto - credo sia mia responsabilità - di sapere chi fossero i commissari che avrebbero dovuto giudicare su quel bando di gara. Mi sono stati fatti i nomi. Siccome stiamo spendendo 46 milioni di euro di questa Regione, che non è ricchissima, siccome le risorse finanziarie tendono a finire, siccome qualche risultato a casa lo vogliamo portare e tutti siamo qui perché vogliamo spendere bene le risorse regionali, mi sono informato su quelle persone, ho cercato di capire quali competenze avessero per poterci garantire circa l'utilizzo di quelle risorse. Io non voglio dare giudizi personali, che sono antipatici, però credo che possiamo mettere in campo competenze migliori per spendere 46 milioni di euro su un tema così delicato. Ho anche chiesto chi fosse un certo signore che faceva parte della lista dei cinque, perché aveva un cognome strano, e come fosse stato contattato. Mi è stato risposto: "Sa, il bando di gara era pubblico, lo abbiamo messo anche su Internet, questo signore l'ha letto e ci ha inviato un curriculum per candidarsi alla commissione giudicatrice. Ci sembrava un buon curriculum, per cui lo abbiamo inserito tra i componenti della commissione". Mi è sembrata tutto sommato una storia strana, credo che le commissioni non si compongano in questa maniera.

Dunque non ho dato nessun ordine perché so che nessun ordine posso dare, però ho detto: "State attenti, controllate se avete effettivamente analizzato bene i progetti, controllate bene la Commissione, controllate bene il tutto e valutate se non sia il caso di sospendere la gara, valutate se non sia il caso di sospendere l'apertura delle buste. Magari ci prendiamo una pausa di riflessione prima di perfezionare definitivamente una gara da 46 milioni di euro". Solo questo ho fatto, credo di non aver compiuto nessuna ingerenza che non sia quella che mi viene richiesta dalle persone che mi hanno eletto. Penso di non aver fatto confusione tra amministrazione e attività politica, di non aver fatto nulla di contrario alle previsioni della legge 31 o di illegittimo.

Questa è la situazione in cui ci muoviamo. Quella gara è stata fatta con 10 milioni di euro che però mancano, perché sono previsti dal CIPE ma non ci sono, com'è stato richiamato, anzi 12 milioni di euro, I.V.A. compresa. Quella gara è stata fatta anche contrariamente ai rilievi dell'Assessorato della programmazione, che si occupa anche di bilancio e che casualmente sta facendo un bando analogo e spendendo altri soldi della Regione per installare un altro programma di contabilità e bilancio. Si chiama SICR (Sistema informativo contabile della Regione), per cui questa Regione, in questo momento, sta comprando la stessa cosa due volte, o magari una cosa un po' diversa, ma che dovrebbe servire per lo stesso scopo: la sta comprando dall'Assessorato degli affari generali e dall'Assessorato della programmazione. Siccome mi hanno eletto per prendermi delle responsabilità, in qualche maniera me le prendo.

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato. La prego di concludere.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Io ho fatto una prima delibera in totale buona fede, delibera che per altro non ho scritto io stando davanti al mio portatile, con la stampante vicina. La delibera è stata infatti predisposta dagli uffici e reca la firma del Direttore generale, per cui devo supporre che fosse legittima o quanto meno lo fosse secondo il parere del Direttore generale della Presidenza, che ho trovato lì, che non ho scelto io e credo sia ampiamente stimato in questa Regione. La Giunta ha votato una delibera che indicava un certo percorso e necessariamente un passaggio in Consiglio regionale, perché il Consiglio aveva approvato, all'interno della legge finanziaria, un emendamento che prevedeva non la modifica della legge numero 1, con l'attribuzione di nuove competenze all'Assessorato degli affari generali, ma semplicemente un'assegnazione di fondi. Era un semplice emendamento a un articolo della finanziaria e non è mai accaduto nella storia di questa Regione che la legge numero 1 sia stata modificata attraverso un emendamento alla finanziaria. Quando si vuole modificare la legge numero 1 si modifica la legge 1; un mero emendamento alla finanziaria non può essere considerato come una modifica di legge. Si trattava semplicemente di un'assegnazione di fondi di bilancio a quell'Assessorato per un compito specifico, non di un'attribuzione di competenze dello stesso tipo di quelle previste dalla legge 1.

Quindi quella prima delibera prevedeva un percorso che non svuotava l'Assessorato delle riforme delle sue competenze, perché come è stato già detto gli Assessorati non si pesano secondo gli euro che spendono, ma secondo il valore, e noi in questa legislatura diamo un'enorme importanza alle riforme che magari richiedono un grande sforzo di immaginazione, di studio, di analisi, di intelligenza e coinvolgono pochi soldi, ma questo non significa che siano meno importanti. Le riforme, per questa Regione, saranno più importanti di appalti per 30 milioni di euro, ne sono sicuro.

Quindi non si trattava né di sfiduciare né di svuotare un Assessorato, ma semplicemente di dare maggiore organicità ed efficienza al Governo per la spesa della Regione nel settore dell'informatica, facendo in modo che una stessa cosa non la si comprasse due volte.

Abbiamo fatto un dibattito in Aula, che ho apprezzato, soprattutto nella giornata conclusiva e credo che di uno scambio si tratti e non semplicemente di un muro contro muro. Per cui, con molto piacere, ho tenuto conto dei vostri rilievi, delle questioni che sono state sollevate durante la discussione, non tutta solo strumentale ma anche in buona fede. Per questo abbiamo cercato di migliorare la prima delibera mantenendo in capo alla Presidenza il ruolo di indirizzo strategico e di coordinamento, che la Presidenza ha già per tutti i temi che attengono al Governo regionale, ma in questo caso specifico c'era bisogno di destinare una o due persone a questa attività di coordinamento, che non deve essere un mero coordinamento politico, ma un vero coordinamento amministrativo, che è mancato in altre occasioni. Questo è il senso della seconda delibera.

PRESIDENTE. Presidente Soru, le chiedo di concludere per la stessa regola richiamata per l'onorevole Pili.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Ho parlato della prima e della seconda delibera, avrei perciò terminato. Faccio un giuramento che non ho fatto la prima volta: giuro in quest'Aula, coscientemente, per quello che sto facendo, che tutte le volte che ci sarà un conflitto tra l'interesse mio personale e l'interesse dei sardi io sceglierò l'interesse dei sardi. E ho giurato.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Mi pare di dover dire subito che non solo non ci possiamo ritenere soddisfatti, ma le affermazioni rese dal Presidente qualche volta richiamano un buonismo che serve alla Sardegna quando non sono in discussione atti amministrativi concreti.

Il Presidente della Regione ha detto poc'anzi che su tutti gli interventi posti in essere è stato esortato dagli avvocati. Cito per tutti Visit Sardinia, che come sapete è un atto che ha compiuto un percorso amministrativo, sino alla conclusione di una spesa autorizzata, essa sì, dalla Corte dei conti. In questi anni pochi atti della pubblica amministrazione sono stati inviati, preventivamente, alla Corte dei conti; quello è uno degli atti registrati dalla Corte dei conti, organismo che spero nessuno voglia qui disconoscere perché nella precedente legislatura tutti ne esaltavano la funzione e il ruolo. La Corte dei conti registrò il decreto del relativo bando di gara. La nuova delibera, mi perdoneranno, mi pare di poterla sintetizzare così: qualcuno diceva che questo Governo e questo Presidente hanno una marcia in più e aveva ragione, hanno una marcia in più, la retromarcia! Una retromarcia che anche questa volta hanno messo puntualmente in campo, dimostrando che tutto viene scaricato sulla celerità. Il motivo non è il coordinamento, non è riassumere in un unico gestore o meglio controllore o meglio progettista il senso della "Regione digitale", ma è quello di dimostrare che forse i commissari della Regione hanno corso troppo, sono stati troppo bravi e hanno chiuso le procedure di una gara in tempi troppo rapidi. Io mi domando: per quanto riguarda tutto questo elenco di gare che mi accingo a leggere c'erano funzionari della Regione Sicilia o della Regione Lombardia oppure erano gli stessi funzionari che hanno posto in essere identiche procedure per questa gara d'appalto? Caro, presidente Soru, sono le stesse macchine amministrative di allora, quando le gare si vincevano, e di oggi, che le gare si perdono e qualche volta ad esse non si partecipa nemmeno.

Per quanto riguarda la partecipazione della società Tiscali alle gare d'appalto bandite dalla Regione voglio richiamare un aspetto che forse ai più sfugge, cioè che questa società non solo deve partecipare alle gare, ma deve essere messa nelle condizioni di non aggravare l'economia della Sardegna, il che accadrebbe se venisse tagliata fuori dalle gare d'appalto regionali. E vi spiegherò perché leggendo un elenco relativo alla società Tiscali: partecipazione del 15 per cento, per un ammontare complessivo di 15 milioni di euro e di 5 milioni di euro a capo della stessa società, al Consorzio Janna, per la realizzazione del cavo telematico tra la Sardegna e il continente, tra il Lazio e la Sicilia; partecipazione del 15 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese con Accenture e Compaq per il sistema informativo SIL, ammontare 3 miliardi e 600 milioni in capo alla sola Tiscali (nel mese di marzo 2004 il Raggruppamento temporaneo di imprese ha sottoscritto un atto aggiuntivo con il quale sono stati assegnati ulteriori 3 miliardi; il 1° luglio 2004, il Raggruppamento temporaneo di imprese ha sottoscritto un'ulteriore estensione che porta l'intera partecipazione del Gruppo Tiscali a oltre 4 miliardi e 800 milioni); partecipazione del 29 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Accenture e Unione Editoriale, che forse ritroveremo anche in altre associazioni temporanee d'imprese, la quota di Tiscali è di 4 miliardi e 200 milioni; partecipazione ancora (anche in questo caso è responsabile l'Assessorato degli affari generali, cioè gli stessi funzionari che oggi vengono "incolpati" di solerzia e, con sotterfugi verbali, forse di incapacità nel seguire le procedure, andavano bene quando si vinceva ma adesso non vanno più bene!) del 30 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Hewlett-Packard, Xanto, Consorzio Tecnoflor Ifras e Istituto Geografico De Agostini, per la realizzazione del progetto Marte (funzionari dell'Assessorato della pubblica istruzione e dell'Assessorato degli affari generali), ammontare 18 miliardi; partecipazione del 16 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese con Accenture, Unione Editoriale, K-Solution (mi riferisco ai gruppi de L'Unione Sarda e de La Nuova), Lutech, altra gara vinta da questo raggruppamento di imprese (Assessorato degli enti locali).

PIRISI (D.S.). Che periodo?

PILI (F.I.). Il periodo è quello che stiamo esaminando, cioè 2002-2004. Però credo che sia illuminante giudicare i fatti prescindendo, ognuno di noi, dal proprio ruolo, perché è evidente che il conflitto d'interessi esiste soltanto per Berlusconi, chi può pensare diversamente? Nessuno può pensare che in questo Consesso, un gruppo politico, una maggioranza non avrebbe cercato di dire: "In Sardegna il conflitto d'interessi non esiste, esiste soltanto a Roma, perché c'è Berlusconi, qui non abbiamo nessun elemento che ci consenta di dire che questo conflitto esiste". Voglio fare riferimento alle lobby che sono state chiamate in causa nelle dichiarazioni programmatiche, che avrebbero guidato la Sardegna. Si è usata infatti l'espressione "le lobby alla guida della Sardegna", quindi della Regione sarda, ed è un riferimento esplicito, se volete, anche al sottoscritto. Io, in quel quadro di gestione delle lobby, ricevetti una lettera, datata 24 marzo 2003, protocollata presso l'Assessorato della pubblica istruzione, relativa al progetto Marte, che ho già citato (partecipazione di Tiscali per 18 miliardi di euro, non sono bruscolini! Anche in quel caso non bisognava andarci leggeri, non occorreva fare giuramenti per scegliere tra gli interessi generali e il proprio interesse; bisognava scegliere l'interesse della Sardegna). In questa lettera, firmata da un esimio dottore (lo dico all'onorevole Dadea perché questo signore avrebbe potuto ricoprire la sua carica)[s1] , il direttore generale di Tiscali, dottor Mario Rosso, si dice: "Tiscali ha vinto la gara per il progetto Marte e si candida ad avere l'affidamento, a trattativa privata, della connettività del progetto Marte." Posso consegnare la lettera, ovviamente in copia, a tutti i colleghi. Tutto legittimo, ma è più legittimo e ancor più sostenibile, e io lo sostengo, quello che dice il dottor Mario Rosso in conclusione di questa lettera: "Può non essere infine trascurato il fatto che la spesa, con riduzione dei costi per la Sardegna rispetto alla gara nazionale CONSIP, anche in tal modo ridotta ricade a beneficio di un'azienda ubicata nella stessa Sardegna, inducendo benefici economici nell'ambito del territorio regionale, riverberandosi finanche sulle stesse amministrazioni pubbliche operanti nel territorio stesso". Ciò vuol dire che se si esclude Tiscali si fa un danno alla Sardegna, e Tiscali guadagnava per far guadagnare la Sardegna. Non lo dico io, ma lo dice il direttore generale della società stessa. Credo che questo dimostri, se ce ne fosse bisogno, quanti conflitti d'interessi bisogna conoscere.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Immagino che non essendo stata avanzata una proposta di ritiro, i presentatori intendano mantenere la mozione e votarla. E' stato presentato l'emendamento numero 1. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI

Dopo il terzo alinea del dispositivo, è aggiunto il seguente:

"A garantire il pieno rispetto dei principi e dei criteri stabiliti nella legge regionale n. 31/98." (1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 1.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che l'emendamento sia utile per una maggiore specificazione. E' chiaro che non è consuetudine richiamare la Giunta e il Presidente a un pieno rispetto delle leggi, e in questo caso il pieno rispetto dei principi e dei criteri stabiliti nella legge numero 31 del '98. Ma perché questa specificazione? Proprio per quello che ha spiegato nella replica il Presidente, cioè le interferenze di tipo amministrativo che, a mio avviso, sottolineo due volte in buona fede, invece il Presidente non ha rispettato nello stesso richiamo, che è stato letto da parte dell'onorevole Pili, fatto all'ingegnere Antonio Quartu, in merito alla sospensione della gara di cui abbiamo parlato ripetutamente in questa sala.

Vorrei rifarmi anche a quanto detto nella replica dal Presidente e a quanto richiamato da un illustre giornalista di una nota TV privata nei suoi servizi delle ore 14, quando diceva: "C'è qualche consigliere che deve saper distinguere informazione da informatizzazione". Adesso io non so a chi si riferisse, probabilmente aveva anticipato le dichiarazioni del Presidente, che, come ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento di stamattina, ha giustamente riportato il conflitto d'interessi del Presidente del Consiglio dei ministri, l'ha ripetuto nella replica, ma ben altra cosa è rispetto a quello di cui si discuteva in quest'Aula nella giornata odierna, cioè parlavamo di informatizzazione e non di informazione, e anche del rispetto delle procedure.

Io ho apprezzato la replica del Presidente e tengo a sottolineare che mi dissocio da qualunque valutazione sul progetto Visit Sardinia, che non era in discussione, condividendo la necessità di approfondire gli argomenti. Così come mai mi sarei permesso di sottolineare o specificare che non è legittimo, da parte di questa Giunta, rivedere e analizzare le delibere dell'ultimo periodo o del penultimo periodo della legislatura precedente, tenendo conto anche dei tempi della Giunta Masala e delle azioni che quella Giunta ha potuto mettere in essere, poiché condivido il concetto che bisogna spendere con attenzione i fondi della pubblica amministrazione. Tant'è che, per esempio, posso riferire che, senza clamore, nell'ultimo periodo sono state aggiornate le quantità di investimento per l'informatizzazione omogenea delle AA.SS.LL. (cosa che chi mi aveva preceduto, cioè l'onorevole Oppi, non aveva potuto fare per questioni di tempo), prevedendo un'ipotesi di investimento di circa 30 miliardi, per arrivare fino alla carta sanitaria, riportandola nei giusti canali di investimento, cioè circa 8 miliardi e 500 milioni di vecchie lire.

Perciò è corretto, giustissimo che stiamo attenti a come spendiamo i denari della pubblica amministrazione, così come è corretto riesaminare le procedure, se non si concorda su di esse. E io distinguo nettamente, anche il mio Gruppo, presumo, ma parlo a titolo personale, le funzioni dell'imprenditore di ieri da quelle del Presidente di oggi. Credo che questo sia un concetto alquanto difficile da rappresentare ai colleghi del centrosinistra, ma io non vedo nessun conflitto d'interessi con l'attività imprenditoriale precedente del Presidente della Regione. Io parto dal momento in cui egli è diventato Presidente della Regione, perciò non discuto il fatto che abbia lecitamente partecipato a delle gare regionali, che lecitamente si sia aggiudicato degli appalti, che lecitamente abbia fatto crescere la sua società. Chi non lo farebbe? Così come richiamato stamattina e ripreso dal Presidente e da altri colleghi, tutti noi, se banalizziamo il concetto di conflitto d'interessi, abbiamo degli interessi. Continuo a ripetere che il limite sta nel capire come vanno regolate le gare, come si perseguono gli interessi della Regione, affinché tutti liberamente, con senso di giustizia ed equità, possano partecipare alle gare. Non mi scandalizzerei, per esempio, se Tiscali partecipasse a una gara d'appalto. Non sono un falso moralista, non voglio utilizzare politicamente questo fatto, non mi scandalizzerei, l'importante è che questo Consiglio e questa Giunta siano in grado di stabilire regole certe di equità, giustizia e trasparenza. Io non nominerei mai il proprietario di un'azienda alberghiera Assessore del turismo, non affiderei mai a un medico l'Assessorato della sanità, perché la politica è indirizzo, perché l'Assessore deve saper coordinare, organizzare, raggiungere i risultati, esprimersi nel merito collegialmente con la sua maggioranza e possibilmente col Consiglio. La collegialità è mancata, questo è chiaro, il Presidente ha agito da solo e questo è noto. Ha agito da solo, mi scusi, Presidente, così risulta. Cambiamo le dichiarazioni, facciamo retromarcia anche sulle dichiarazioni.

Così risulta anche per quanto riguarda la prossima regolamentazione urbanistica, almeno i fatti smentiscono le posizioni del Presidente, visto che è stata presentata una proposta di legge che va in una direzione diversa da quella da lui annunciata. Perciò, probabilmente, la mancanza di collegialità, quello che non accettiamo e che abbiamo combattuto anche in passato, è l'uomo solo al comando; l'uomo solo al comando per quanto riguarda il confronto politico, l'uomo solo al comando nel pieno rispetto delle regole e quindi in questo caso della legge numero 31. Qualcuno ha accennato allo spoil system - tra l'altro devo dire che condivido le osservazioni circa la A.S.L. numero 5 fatte dal collega Biancu -, il Presidente ha accennato alle liste di proscrizione: si dice che non devono essere fatte, però nei fatti si stanno facendo.

MARROCU (D.S.). Voi le avete fatte!

CAPELLI (U.D.C.). Tanto le abbiamo fatte che abbiamo tenuto alla dirigenza persone del tuo partito, affidando loro incarichi sui quali oggi gli stessi dirigenti, per esempio, della Direzione generale della sanità fanno delazioni, anzi stanno proprio delirando, perché non raccontano di aver nascosto atti o comunicazioni importanti all'Assessore. Eppure li abbiamo tenuti, sbagliando. Tornando indietro non succederebbe.

Le liste di proscrizione sono gli interrogatori ai direttori generali: io non credo che si debba chiedere loro il voto di laurea, per esempio, non credo che sia questo l'atteggiamento giusto. Non era tutto male quello che è venuto prima, bisogna saper discernere, bisogna saper non omologare, bisogna saper prendere quello che di buono c'è stato e cancellare quello che non si è condiviso, quello che, a suo avviso, Presidente, potrebbe non essere stato trasparente e cristallino, ma non per questo si devono cambiare le regole durante la partita. Noi abbiamo agito seguendo le regole democratiche imposte da una normativa che non condividiamo, però dobbiamo giocare con le carte che sono nel mazzo, oppure cambiamo le regole, cambiamo le leggi e allora potremo agire diversamente, ma non possiamo ignorare i vincoli imposti da leggi democraticamente esitate da quest'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione della mozione. Sono ammesse, come i colleghi sanno, dichiarazioni di voto che ogni consigliere può rendere per non più di cinque minuti. Sarò inflessibile nel far rispettare i tempi.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Io chiaramente voterò contro la mozione, però sento il bisogno di chiedere al collega La Spisa, che l'ha illustrata, se i tre impegni richiesti alla Giunta abbiano trovato risposta negli interventi dell'assessore Dadea, che ha reso una comunicazione sulle delibere, e del presidente Soru. Stando ai punti del dispositivo la mozione dovrebbe essere ritirata, questa è la mia opinione. Se invece gli impegni da voi richiesti avevano obiettivi diversi da quelli che sono stati scritti, allora la mozione non corrisponde all'illustrazione del collega La Spisa.

Il collega Pili ci ha riferito dei dati che conoscevamo; io sapevo da prima che Tiscali aveva partecipato a gare d'appalto regionali, è un fatto naturale per un'azienda che opera anche in Sardegna. Dove sta lo scandalo? Lo sapevamo, lo sappiamo e, giustamente, il collega Capelli dice: "Collega Pili, di che cosa stai parlando?" Stiamo parlando di cose che conoscevamo!

Io penso, invece, che sia da apprezzare la risposta che è stata data ai tre punti della parte dispositiva della mozione, in riferimento all'applicazione e al rispetto della legge numero 31. Collega La Spisa, noi vogliamo che questa legge venga applicata e siamo convinti che i funzionari che in applicazione della stessa legge hanno ottenuto dei vantaggi sul piano economico debbano fare fino in fondo il loro dovere - ritengo che questo lo pensi anche lei - sapendo che hanno delle competenze che il Presidente non può né limitare né togliere loro. Facciano quello che devono fare liberamente, in modo trasparente e conseguente. Lo facciano! Poi giudicheremo, giudicheremo tutti, però non ritirare questa mozione pur avendo ottenuto delle risposte precise per quanto riguarda gli impegni alla Giunta a me pare una forzatura. Poi siete liberi di tenerla, chiaramente.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie!

CUGINI (D.S.). Mi rivolgo ad alcuni colleghi della minoranza, ex maggioranza, che hanno fatto delle considerazioni che io ho apprezzato: vi invito a non votare questa mozione, perché capisco la ratio della sua presentazione. Se, dopo essere intervenuti e aver dato un contributo positivo al dibattito, voterete la mozione, quel contributo positivo io lo considererò strumentale e sarà la conferma che volete il muro contro muro, contrariamente alle affermazioni che avete fatto nei giorni passati e anche oggi.

Avevate presentato la mozione in seguito a una delibera approvata dalla Giunta il 20 luglio, che è stata poi integrata da un'altra delibera, il cui contenuto è apprezzato, stando a quel che ho sentito dire. Perché, dunque, pensando all'impegno che avete chiesto alla Giunta, volete votare contro qualcosa che non esiste più dal punto di vista tecnico? Collega Oppi, lei è una persona responsabile, ho apprezzato larga parte del suo intervento e apprezzerei moltissimo il fatto che non votasse questa mozione, magari astenendosi, per dimostrare come è cambiata la discussione in Aula.

Per quanto riguarda il giuramento, presidente Spissu, al collega Capelli dico questo: io ho un cognome che si presta, Cugini, quindi tutti parenti, ma sono pronto a giurare che non ho nessun rapporto, se non quello dovuto al mandato che ho ricevuto, con l'amministrazione regionale. Invito tutti a prestare lo stesso giuramento, perché questo ci dà la possibilità di chiarire meglio la nostra posizione in quest'Aula consiliare. Chi non lo può fare rimuova il conflitto.

Volevo ripetere una battuta del collega Liori, ma mi stanno consigliando di non farlo. Lo farò privatamente, perché interessa il collega Randazzo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Da quando sono entrato per la prima volta in quest'aula consiliare ho sempre ascoltato con attenzione gli interventi di tutti i colleghi e già in una delle prime riunioni mi ero reso conto della grande capacità dell'onorevole Cugini. E' bravo, invita quasi al volemose bene. Ci siamo detti altre volte, onorevole Cugini: non giochiamo a farci del male. Io rimango di questo parere e per non farci del male noi dobbiamo confermare questa mozione, perché può anche essere che siano state date delle risposte, per altro intempestive, agli impegni chiesti, certo è che l'ammissione di colpevolezza, definiamola così, che è stata fatta molto candidamente, dall'alto del suo grande senso etico, dal nostro Presidente, conferma che quanto meno la delibera approvata il 20 luglio è illegittima. E se è illegittima, l'ultimo dei tre punti della parte dispositiva della mozione credo non possa assolutamente indurci a rimuovere questa mozione. Non possiamo, non vogliamo. Crediamo di aver sollevato un problema, è vero è stato un bel dibattito, ci sono state considerazioni condivise da una parte e dall'altra, credo che ce ne saranno nei prossimi mesi delle altre, però in questo particolare momento questa mozione era indispensabile, fondamentale, e probabilmente è la prima e più grande esperienza che il presidente Soru ha fatto in quest'Aula. Non a caso ha dovuto fare un altro giuramento, lui che dice che si giura una volta sola, però questo glielo concediamo.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Era un giuramento diverso.

DIANA (A.N.). Certo, ho capito benissimo, Presidente, che era un giuramento diverso, su quello ci torneremo un'altra volta. Certo è che la necessità di giurare che non sarebbe più incorso in errori di questo genere ci fa pensare che quella delibera è illegittima, pertanto la mozione deve essere sottoposta al voto. E io non posso far altro che annunciare il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Prog. Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che voto contro la mozione e anche per argomentare il voto contrario.

Ho apprezzato molto i toni con lui l'onorevole La Spisa ha illustrato la mozione, perché, pur dai banchi della opposizione, ha posto in essere un ragionamento di tipo tecnico-giuridico e non è mai scivolato in atteggiamenti estranei alle tradizioni parlamentari.

L'onorevole Diana parla di colpevolezza e di ammissione di colpevolezza, laddove noi abbiamo un'esperienza di ragionevolezza, cioè laddove in un pubblico dibattito si ha finalmente la sensazione che quando si parla si è ascoltati. Se si ha l'idea che chi viene qui debba ascoltarci e non si ammette la possibilità di doversi correggere, perché discutiamo? Io penso che sia un esempio di ragionevolezza e di attenzione verso l'Aula.

Ciò che, invece, trovo assolutamente estraneo alla tradizione parlamentare è il metodo, è il senso che ha dato alla mozione dell'opposizione l'onorevole Pili. Contesto proprio il fondarsi, nella tradizione parlamentare europea, della modalità della sua argomentazione, onorevole Pili. Mi spiace dirglielo perché lo faccio anche con una certa emozione. Quando l'ho ascoltata mi sono ricordato dei dossier che io, perché faccio il filologo, ho studiato nell'Affaire Dreyfus, salvato da un filologo. Mi sono ricordato dei dossier costruiti per impalare degli innocenti. Sa come si fanno i dossier, onorevole Pili? Si mettono insieme pezzi di verità e pezzi di non verità, per esempio una delle tecniche è quella di non badare alla sequenza cronologica degli eventi. Questo è paradigmatico quando si fanno i dossier e si vogliono creare degli imputati. Un'altra tecnica in questo senso è insinuare il sospetto e mai assumersi la responsabilità dell'accusa. Se lei ha un'accusa da fare, la formuli come si formula un'accusa e dia diritto a chi può di difendersi. Dal sospetto non si può difendere nessuno. Nessuno!

Questo è estraneo alle tradizioni parlamentari, appartiene a tradizioni estranee alla cultura democratica europea ed è stato praticato da apparati deviati dello Stato. La sua lezione retorica - glielo dico con dispiacere -, il modo di organizzare il contenuto non appartiene alle tradizioni parlamentari. Glielo dimostro: una delle tecniche che lei ha usato è fare un elenco delle somme delle gare d'appalto a cui ha partecipato Tiscali. Siccome io non mi intendo di queste cose, stavo in questi giorni lavorando sulla stessa materia. Il problema è il 100: fatto 100 ciò che la Regione sarda ha stanziato nell'information technology in "x" anni, è esistita realmente concorrenza oppure no tra i soggetti che hanno partecipato alle gare? Se è esistita concorrenza ci sono alcune soglie di vittoria naturale; se non è esistita concorrenza, nel senso che si sono creati dei cartelli che hanno vinto più degli altri, allora noi dobbiamo ragionare sulle modalità con cui le gare si sono svolte.

Pertanto la invito - io sono pronto - a un dibattito in Aula. Stabiliamo il 100, cioè tutte le gare che ognuno di noi conteggia, e vediamo chi le ha vinte. I conti non tornano, io li ho fatti e non corrispondono ai suoi. E li ho fatti con una fatica immensa, non essendoci neanche una banca dati a cui affidarsi. E' difficilissimo ricostruire queste cose, ma è chiaro che l'autorevolezza di un ex Presidente della Regione, che ha molte più informazioni di un neo consigliere, incide sulla modalità della comunicazione, incide moltissimo. Glielo dico con dispiacere, onorevole Pili, io non vorrei mai più sentire un discorso quale quello che lei ha pronunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il mio voto favorevole alla mozione e naturalmente insisto, come era sottinteso nell'intervento del collega Pili, sulla sua validità, proprio in virtù di ciò che è accaduto dal momento della presentazione della mozione al momento della sua discussione e nel corso della stessa, cioè la presentazione da parte della Giunta regionale di un'altra delibera che ha modificato e integrato la precedente. Quando si formula un atto amministrativo o legislativo che modifica e integra evidentemente si ritiene ancora valido l'atto precedente, perché altrimenti lo si revocherebbe e se ne farebbe uno nuovo. Evidentemente la Giunta, il Presidente, lo stesso Assessore hanno accettato, con senso tattico, con senso politico, che non sfugge a nessuno, di trovare un compromesso rispetto alla formulazione della prima delibera, che ha posto dei problemi sostanziali e dei problemi politici all'interno della Giunta e della maggioranza, che tutti conosciamo e che sono emersi qua e là, ma il senso dell'atto amministrativo che noi abbiamo chiesto di revocare rimane tal quale.

Noi insistiamo sul fatto che se alcuni elementi di novità appaiono nella seconda delibera, elementi che almeno apparentemente chiariscono il conflitto di legittimità, perciò si annuncia la presentazione, entro il mese di settembre, di un disegno di legge da parte della Giunta regionale, si lascia ferma, però, l'istituzione del nuovo servizio presso la Direzione generale della Presidenza della Regione, contemporaneamente al mantenimento in capo al servizio esistente degli affari generali della competenza in materia gestionale.

Questo è un piccolo passo avanti, ma non chiarisce adeguatamente. Soprattutto ciò che ancora non è chiara è la posizione della Presidenza e della Giunta riguardo ai procedimenti di gara già avviati e tuttora in corso. La delibera è evasiva, non si può dire, perché è un'offesa alla nostra intelligenza, che semplicemente si precisa il contenuto della precedente delibera, dicendo anche che, com'era ovvio, la sospensione riguardava solo i procedimenti di gara per i quali non fossero stati già posti in essere atti irreversibili. Non era assolutamente ovvio, cari colleghi, non era ovvio, Assessore, signor Presidente. E soprattutto non è ancora chiaro quali siano questi atti irreversibili. Non è chiaro che significato avesse, anche sul piano giuridico, la formulazione della precedente deliberazione: "Impartire a tutte le strutture dell'Amministrazione regionale di sospendere tutti i procedimenti di gara per l'attribuzione di realizzazioni informatiche…". Impartire che cosa? Un ordine scritto? Le delibere di Giunta, come tutti gli atti amministrativi, quando formulano un preciso atto di indirizzo politico che ha il significato dell'ordine scritto, che quindi vincola il dirigente a seguire le indicazioni ivi contenute, devono usare una terminologia precisa, altrimenti si tratta, scusate, della prosecuzione formale di un atteggiamento sostanzialmente intimidatorio nei confronti della struttura amministrativa.

Noi insistiamo sul fatto che questo atteggiamento - mi spiace dirlo - appare ancora intimidatorio ed è per questo che confermiamo la richiesta, nell'interesse generale della Regione, nell'interesse di questo Consiglio regionale, che si faccia chiarezza, spazzando via queste due deliberazioni dal repertorio della Regione, affinché si possa partire daccapo, con chiarezza e trasparenza, perché tutti i procedimenti in corso possano andare avanti non lasciando spazio ad allusioni o ad affermazioni inquietanti e siano limpidi gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi di Sardegna Insieme chiaramente voteremo contro questa mozione perché ci riteniamo soddisfatti delle dichiarazioni rese dal Presidente della Regione. Non solo per questo, voteremo contro ma anche perché noi ancora crediamo nella dignità, nell'onore, nella parola data e nei giuramenti. Il Presidente della Regione in quest'aula ha giurato che nessuna sua azienda parteciperà in futuro ad appalti regionali e quindi questo convince noi, che ci riteniamo uomini d'onore, che non ci sarà in futuro, come non c'era stato sinora, nessun tipo di conflitto d'interessi.

Io non sono un filologo, come chiaramente lo è l'amico Maninchedda, ma se lo fossi filologo direi che sono stati qua dentro manifestati degli artifizi retorici tali che hanno, in un certo qual senso, capovolto quella che è la realtà delle cose. Non si può parlare di conflitto d'interessi se ci si riferisce a gare che sono state esplicate nel 2002-2003. Il conflitto d'interessi esisterebbe in ogni caso, ma non è un conflitto vero e proprio, se le gare a cui avessero partecipato ditte che fanno riferimento al Presidente fossero state esplicate in questi giorni.

Quindi, per tutti questi motivi, signor Presidente, noi respingiamo la mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Noi voteremo a favore della mozione e cercherò di argomentare il perché. Oggi il Presidente ha dato dimostrazione che può mettere, come molti di noi, la propria professionalità al servizio della Sardegna e di quest'Aula. L'ha data con l'analisi dei perché, dei per come, affermando la necessità di controllare la spesa, di non fare duplicati di spesa, ma tutto questo poteva farlo senza queste delibere. Poteva mettere al servizio dell'assessore Dadea la sua professionalità, la sua conoscenza di tutto l'iter di questa gara, come di altre, avendo partecipato, non ultimo ad Alghero, al convegno per la promozione dell'e-government e della "Regione Digitale", obiettivi che si prefiggeva l'Assessore degli affari generali di allora. Giustissimo. Le stesse garanzie di trasparenza, di controllo della spesa, dell'analisi costi-benefici dell'iniziativa, a me e credo all'intero Consiglio le avrebbe date anche l'assessore Dadea. Che necessità c'era di questa delibera? A mio avviso, nessuna. Ecco perché voto a favore della mozione.

Vorrei aggiungere che mi stupisce l'intervento dell'onorevole Maninchedda, che non vedo in aula, ma sicuramente avrà modo di sentire o di sapere. Onorevole Maninchedda, lei dice che alcuni metodi non appartengono alla prassi parlamentare, alle regole parlamentari, come quello di infondere il sospetto, ed esorta chi sa a parlare perché questa è la sede opportuna. Io mi attendevo delle scuse sulla pagina 55 del vostro programma, perché lì si insinua il sospetto, non si dice "chi sa parli", non si deve omologare tutto al nero, al brutto, al cattivo. Quella è la politica del sospetto e, ripeto, chi vuole rispetto deve prima dare rispetto. Quello sarebbe stato un buon esempio e forse alcune parole in quest'Aula non si sarebbero sentite.

Così come non si può parametrare alla quantità, eventuali valutazioni non si fanno sulla quantità ma sulla sostanza. Un euro in questi casi vale 100 milioni di euro. Il Presidente aveva l'autorevolezza per segnalare ciò che ha segnalato anche prima, poteva intervenire e la sua voce non sarebbe rimasta inascoltata, così come non è rimasta inascoltata in altre condizioni.

Per quanto riguarda il giuramento, onorevole Cugini, io sono disponibile e disposto, anzi faccio giuramento di non avere interessi nella pubblica amministrazione in genere. Li ho lasciati quando sono arrivato qua. Io parlo di ben altre proporzioni, di ben altre situazioni, anche se non condivido il fatto che si debba giurare per questo. Noi dobbiamo costruire le regole valide per tutti ed eventualmente stabilire anche le incompatibilità, definirle prima e dire chi è compatibile con l'attività di consigliere regionale o con le responsabilità in politica e chi non è compatibile. Non possiamo cambiare le regole durante la partita.

Per questi motivi voto a favore di questa mozione. Invito ancora una volta a dare prima rispetto per poterlo ricevere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la coerenza è certamente una virtù di pochi, però io ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento di stasera come il caso più noto in Italia di conflitto d'interessi sia sorto prima che l'onorevole Berlusconi si dedicasse alla politica e come l'aver incrementato le sue proprietà televisive e quant'altro non abbia aggravato questo conflitto d'interessi. E' chiaro, però questo non toglie che un conflitto d'interessi ci sia. Quindi, forse dovrei chiedere scusa per aver pensato male, c'è un motto in Inghilterra che accompagna la massima onorificenza inglese, l'Ordine della Giarrettiera, lo dico in italiano anche perché con l'inglese non ho la stessa dimestichezza che col sardo e me ne faccio colpa: "Sia svergognato chi ha pensato male". Io sono tra quelli che hanno pensato male, non perché nutra scarsa fiducia negli altri o abbia preconcetti verso il nostro Presidente, ma perché mi metto dalla parte del cittadino sardo che debbo tutelare, del cittadino qualunque che ha diritto di non avere nessun dubbio. Non si può - l'ho già detto - dubitare della moglie di Cesare, in questo caso della posizione super partes del nostro Presidente. Io non riesco a capire perché a me, che sono specialista ambulatoriale, ogni anno mi si chiede di dichiarare - credo anche ad altri che siedono in questi banchi, sicuramente all'onorevole Vargiu - di non avere interessenze in case farmaceutiche e in cliniche private. Credo che tanti di noi abbiano impedito ai propri familiari di partecipare a determinati concorsi pubblici; qualcuno si è scandalizzato perché per gioco un consigliere, nella passata legislatura, ha presentato la domanda per partecipare ad un concorso del Consiglio regionale. Quindi voglio capire perché a un povero sindaco, a un povero consigliere comunale che ha mille metri di terreno si impedisce di votare il PUC. Tante amministrazioni pubbliche hanno difficoltà ad approvare atti importanti di gestione e programmazione relativi al proprio comune, addirittura delle amministrazioni sono cadute per irregolarità di questo tipo, e al Presidente della Regione si consente di dare direttive importanti su atti nei quali lui, piaccia o non piaccia, ha degli interessi.

Ecco perché voterò a favore di questa mozione, oltre che per il fatto che le stesse delibere sono palesemente illegittime, tant'è che il Presidente è stato costretto a fare marcia indietro. Inoltre mi meraviglia che nelle delibere sia stato riportato il parere favorevole del Direttore generale, che dovrebbe avere una competenza maggiore e ben sapere che esse erano in contrasto con le leggi numero 1 e 31. Mi meraviglia anche, e vorrei sapere come hanno votato in quella riunione di Giunta, l'assessore Dadea, che è sicuramente un politico esperto, ma soprattutto l'assessore Sanna, che era presente e ritengo sapesse bene che quella delibera era illegittima. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, io dichiaro di votare contro la mozione in discussione perché interviene a contrastare una delibera della Giunta regionale, successivamente meglio precisata e articolata nelle finalità e nelle procedure, che condivido nella forma e nel merito.

Condivido nella forma e nel merito la delibera della Giunta perché la ritengo assolutamente legittima, in modo particolare con riferimento alle leggi già richiamate dall'opposizione, cioè la legge numero 1 del 1977 e la legge numero 31 del 1998, con cui né la prima delibera né la successiva contrastano. La condivido nella forma e nel merito perché - del resto qua è stato detto da più parti - appare finalmente necessario intervenire sulla parcellizzazione delle competenze in questa materia, per contrastare gli sprechi, le duplicazioni di spesa, l'elaborazione di procedure e di strumenti inadeguati e già obsoleti nel momento in cui arrivano ad attuazione, perché l'informatica, la telematica, le comunicazioni, la costruzione di database socioeconomici, la trattazione industriale delle informazioni ai fini della programmazione degli interventi regionali per lo sviluppo sono una priorità e non ci si può più giocare sopra.

E che non ci si possa più giocare sopra se n'è accorta del resto anche l'opposizione quando era maggioranza, anche gli onorevoli Pili, La Spisa, Oppi e altri, che hanno avuto responsabilità dirette di governo nella precedente legislatura e si sono dovuti confrontare con una macchina amministrativa regionale e un sistema delle autonomie locali e della pubblica amministrazione nelle sue diverse articolazioni assolutamente inadeguata da questo punto di vista.

Qual è la paura? Quella di controllare i conti? Di vedere se quelle gare d'appalto sono state fatte con cognizione di causa, se cioè i capitolati sono stati predisposti per finalità veramente di interesse generale? Oppure si ha paura di scoprire che magari, per inadeguatezza della macchina regionale (perché non tutti nascono "imparati", e lì purtroppo pochi sono nati così, in questa materia pochissimi) gli stessi capitolati sono stati suggeriti dai medesimi soggetti destinatari di quelle gare d'appalto, cioè i soggetti titolari di quelle forniture di servizi? Succede, purtroppo, succede anche per l'acquisto dei mobili che ci si rivolga a una delle tante imprese che forniscono mobili e le si dica: "Fammi amichevolmente uno studio per capire quante scrivanie mi servono, quante sedie, di che tipo, che resistenza devono avere, se sono ergonomiche, se non lo sono". Succede perché la macchina amministrativa regionale è inadeguata, è carente di professionalità specifiche, spesso le ha ma le utilizza nel posto sbagliato, e questa è una responsabilità generale derivante da anni di disattenzione su questi temi. Per queste ragioni io voto contro la mozione numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il dibattito in quest'Aula è stato approfondito, a tratti anche appassionato, e ha chiarito alcuni aspetti, però non ha chiarito tutto, nel senso che noi, nella mozione, abbiamo voluto presentare una richiesta di revoca dell'atto amministrativo perché sostenevamo, così come lo sosteniamo oggi, che è illegittimo, che si è adottato un provvedimento sapendo che non c'era una norma giuridica che ne giustificasse l'esistenza.

Dopo il dibattito che si è svolto in Consiglio regionale, qualcosa è stato fatto, nel senso che la delibera è stata modificata, però io credo che questo non basti, anche perché chi conosce la matematica sa che quando i conti sono malfatti non basta aggiungere altri numeri, bisogna cancellare tutto e ripartire da zero. Qui si stanno aggiungendo altre cose, altri numeri che, secondo me, complicano la situazione e bene avrebbe fatto la Giunta ad annullare quell'atto palesemente illegittimo.

Io però ho colto alcuni spunti importanti in questo dibattito. Il collega Maninchedda, che stimo, ha parlato di cultura del sospetto, però devo dire che non è questa la politica che noi portiamo avanti e che vogliamo portare avanti, culturalmente e politicamente. Non l'abbiamo mai fatto e non lo faremo neanche adesso. Semmai altri stanno introducendo, diciamo, una cultura nuova, proprio la cultura del sospetto, che è quella che noi vogliamo fugare. Noi vogliamo percorrere strade lineari perché credo che su questa materia dobbiamo chiarirci veramente, una volta per tutte, le idee.

Infatti, per quanto riguarda l'appassionato dibattito che si svolge a livello nazionale sul conflitto d'interessi, devo dire che noi non abbiamo mai difeso a spada tratta il Presidente del Consiglio dei ministri, perché rendiamo conto che la materia è effettivamente delicata, che forse va fatto qualche approfondimento, vanno presi degli accorgimenti che la politica non è riuscita sinora ad adottare e comunque credo che tutto questo vada chiarito meglio nelle sedi opportune e con provvedimenti adeguati. Non si tratta di artifizi retorici, come qualcuno ha detto, ma di fatti concreti. Direi invece di stare attenti alla retorica e alla demagogia, perché appena è iniziata l'attività della Giunta si è detto che si sarebbero eliminati gli sprechi, che sarebbe stato abolito l'uso delle auto blu, che si sarebbero fatte chissà quali cose per sanare le finanze della Regione Sardegna, mentre oggi ho visto sfrecciare le auto blu della Regione da tutte le parti e più di prima. Questa è o non è retorica?

Io mi stavo già domando: di queste auto blu la Regione che cosa ne farà, le metterà in vendita? Invece nei garage non ci sono e non sono state poste in vendita, le stanno utilizzando tranquillamente, come è giusto che sia, tutti gli uffici, ma almeno non si dica che si vuole fare una cosa se poi puntualmente se ne fa un'altra.

Ecco, bisognerebbe essere coerenti con le affermazioni che si fanno. Noi siamo contro un'opposizione di maniera, un'opposizione manichea, però, signor Presidente, fughi tutti i dubbi, ci dia la possibilità di giudicarla per i risultati della sua azione politica e amministrativa, come è giusto che sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Insieme per la Sardegna). Presidente, deve esserci stato un errore nelle segnalazioni perché il Capogruppo di Insieme per la Sardegna ha già parlato. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, siccome ogni consigliere può chiedere di fare una dichiarazione di voto avevo colto una sua segnalazione in tal senso.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, colleghi, voterò contro la mozione presentata dal centrodestra per il tenore del suo contenuto, ma soprattutto per le motivazioni improvvisamente rese fragili dal contegno che il Presidente della Regione e la Giunta regionale hanno voluto assumere rispetto all'annuncio della mozione e alla sua illustrazione all'opinione pubblica prima che a questo Consiglio regionale.

La richiesta di una precisazione sulla portata della delibera del 20 luglio, la precisazione cioè che non erano state toccate le competenze stabilite ai sensi della legge numero 1 (anche se a questa legge dobbiamo porre mano in tempi molto brevi, perché l'evocazione, che qui abbiamo avuto, della intoccabilità di questa legge stride profondamente con le esigenze di funzionamento del sistema Sardegna), l'estrema disponibilità dimostrata con una delibera integrativa, esplicativa e modificativa per la portata, diciamo così, ermeneutica che un atto amministrativo può esplicitare, tutto questo avrebbe dovuto far dire a un'opposizione seria: "Noi abbiamo conseguito l'obiettivo politico che ci eravamo prefissi". E invece qui abbiamo assistito a una riproposizione abbastanza vieta di alcuni argomenti interessanti e intelligenti e poi a tutta una serie di strumentalizzazioni e luoghi comuni, consentitemi.

Ci si è spinti anche oltre, mi dispiace, lo dico con immutata stima all'onorevole La Spisa: parlare di un contegno intimidatorio da parte del Presidente e della Giunta nei confronti di pubblici funzionari significa fare un'affermazione che detta da altre parti, e non in quest'Aula, dove siamo esentati da responsabilità per le opinioni espresse e i voti dati, avrebbe tutt'altro significato.

Abbiamo sentito delle cose che non ci stanno nella ricostruzione degli eventi, perché se tutti siamo d'accordo, soprattutto chi ha maturato una precedente esperienza amministrativa, che per far funzionare meglio la Regione c'è bisogno di un maggiore coordinamento e che questo cooordinamento è deputata ad esercitarlo la Presidenza della Giunta, come accade in tutte le Regioni italiane e come forse è accaduto poco, per una concezione feudale degli Assessorati, che in passato questa autonomia regionale sarda ha espresso, di fronte ad un atto che dice: "Non tocco nulla in attesa della legge numero 1", io sostengo semplicemente che è bene che la mano sinistra sappia che cosa fa la mano destra, perché non si tratta di carità evangelica quando parliamo di elargizione di soldi pubblici, ma si tratta di altre cose. E in questo caso la mano sinistra deve sapere che cosa fa la mano destra, ed è anche importante che se troppe mani, con movimenti tentacolari, si muovono in maniera disordinata qualcuno fermi i tentacoli e dia qualche bacchettata.

E poi, insomma, il lupo e l'agnello un giorno si incontrarono allo stesso rivo, onorevole Ladu, e il lupo disse: "Mi stai sporcando l'acqua." "Ma come faccio a sporcarti l'acqua se sono più indietro di te?" "E allora deve essere stato tuo padre!" Con H3G Tiscali, basta leggere i giornali degli ultimi tre anni, non c'entra niente e forse il dottor Soru ha incontrato mister Hutchison in altri tempi, ma ha avuto il fiuto, al contrario di lui, di non buttarsi nella vicenda dell'UMTS. Quindi, non addebitiamogli anche le antenne che stanno deturpando tutto. Si è detto con una sensibilità...

(Interruzione del consigliere Ladu)

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Con gli stipendi che ci danno qualche giornale ce lo possiamo comprare!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Sanna, proceda.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Poi ho visto una grandissima sollecitudine rispetto al tema della collegialità. Collegialità, parlando di Governo, vuol dire che atti importanti e anche meno importanti, come ci raccontano gli ordini del giorno della Giunta, sono adottati non dai singoli Assessori, ma dall'organo collegiale. La Giunta si esprime attraverso delibere e quando ciò accade c'è collegialità.

E per finire, va bene tutto, soprattutto quando il dissenso è espresso nella votazione, ma parlare, a testimonianza del clima intimidatorio, della lettera (intercettata nottetempo il 5 luglio) di un funzionario, che probabilmente non sapeva che in quel momento c'era già un altro Assessore, indirizzata ancora, con una sorta di strana ultrattività, che non esiste nel nostro ordinamento, all'assessore Fois, è francamente ridicolo. Per queste e altre motivazioni voterò contro la mozione del centrodestra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, noi Riformatori voteremo a favore della mozione che abbiamo sottoscritto, in quanto non ci hanno convinto le motivazioni che sono state espresse in quest'Aula, che andavano nella direzione di escludere un conflitto d'interessi. E non ci hanno convinto perché noi non abbiamo mai pensato di aderire a questa mozione ipotizzando che esistesse un conflitto d'interessi, lo abbiamo più volte ripetuto. Sul conflitto d'interessi noi abbiamo delle posizioni chiarissime, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Crediamo che il conflitto d'interessi, laddove è stato dimostrato, sia un tarlo di qualsiasi democrazia; il conflitto d'interessi è qualche cosa che introduce nelle aule parlamentari quello che il collega Maninchedda definirebbe non consono alle democrazie europee, cioè introduce il discorso sui fatti personali, su argomenti che hanno poca attinenza con le riforme, l'innovazione, il cambiamento, con le cose che noi vorremmo si discutessero in quest'Aula parlamentare. Per cui noi temiamo ogni tipo di conflitto d'interessi. Nel momento in cui abbiamo aderito a questa mozione, francamente, non l'abbiamo fatto perché abbiamo ravvisato un conflitto d'interessi, che in verità non viene citato in nessun passaggio della mozione, ma perché abbiamo intravisto nei comportamenti della Giunta una violazione delle norme, abbiamo visto che qualcosa veniva fatto contra legem. Esiste la legge numero 1 ed esistono delle modifiche a questa stessa legge approvate con legge, e a queste norme, a queste regole chiunque all'interno di quest'Aula si deve attenere, che sia in maggioranza, che sia all'opposizione, che sia Presidente della Regione, che sia Assessore regionale.

Qualcuno ha detto che il Presidente ha una marcia in più e poi ironicamente ha parlato di retromarcia. Noi Riformatori apprezziamo molto che il Presidente abbia la retromarcia, perché altrimenti, come egli stesso ha detto, questa non sarebbe un'Aula in cui si svolge una dialettica parlamentare, ma sarebbe un posto dove si fa muro contro muro, dove i sordi si ascoltano per un certo periodo, poi si rendono conto che non è possibile ascoltarsi tra sordi e di conseguenza l'aula si spopola. come è avvenuto ampiamente nel corso della scorsa legislatura.

Noi vorremmo che quest'Aula restasse invece centrale nell'ambito della dialettica parlamentare. Quindi crediamo alla dialettica, crediamo al dialogo, e apprezziamo molto che ci siano delle retromarce parziali che fanno comprendere che si sono ascoltate le argomentazioni, che senza pregiudizi la minoranza, che ha un suo ruolo, ha esposto.

Ci rimane una perplessità ed è una perplessità grossa. Il Presidente ha dichiarato che ha la responsabilità delle regole del gioco e col suo fare quasi disarmante, che però cattura simpatia, ha detto: "Ho anche la responsabilità di cambiarle in corso d'opera, se le ritengo sbagliate". Ecco, noi Riformatori vorremmo approfondire questo ragionamento col Presidente, nel senso che ci sono delle regole che si possono cambiare e forse anche regole che si possono cambiare in corso d'opera, ma la maggior parte delle regole, secondo noi, non si cambia in corso d'opera. I giocatori apprendono all'inizio le regole e decidono se vogliono giocare; in tal caso le regole diventano una garanzia, garanzia per chi oggi è maggioranza, perché domani potrà essere minoranza. Le regole, in uno Stato di diritto, in una democrazia garantista, devono essere rispettate da tutti. Questo è stato lo spirito col quale i Riformatori hanno condiviso la mozione della minoranza e questo è il rispetto a cui noi la richiamiamo oggi e per tutto il corso dell'attività dei prossimi cinque anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Prog. Sardegna). Il Gruppo di Progetto Sardegna dichiara di votare contro la mozione che è stata presentata dalla minoranza perché non ne condivide né lo spirito né la lettera e perché ritiene che tanto la prima delibera, del 20 luglio, quanto la seconda, del 3 agosto, abbiano una loro coerenza, una loro validità e un senso. E da questo punto di vista, come ho detto anche durante il mio precedente intervento, la seconda delibera non fa altro che integrare e in parte forse modificare il testo della prima delibera, raccogliendo anche i suggerimenti che sono emersi in quest'Aula durante la discussione che ha fatto seguito alle dichiarazioni programmatiche. Si è perfezionato un riferimento importante, che è sotteso nella delibera incriminata, che riguarda il modello di funzionamento della Regione, il riconoscimento dei ruoli e delle funzioni nel rispetto di quella che è comunque la tradizione che discende direttamente dalla legge numero 1, che all'articolo 2 recita: il Presidente della Regione "mantiene ed assicura l'unità di indirizzo politico e amministrativo; vigila sulla attuazione delle deliberazioni della Giunta; coordina l'attività degli Assessori e degli enti strumentali". Bene, non crediamo che sia accaduto un fatto assolutamente nuovo, un fatto stravolgente. Siamo in presenza semplicemente, come ho già detto, di un'assunzione di responsabilità, la responsabilità di verificare lo stato di attuazione di quanto è in relazione diretta con i progetti della società della conoscenza e dell'informazione e di valutare se l'iter dei procedimenti amministrativi sia corretto. Chiunque di noi lavori nella pubblica amministrazione conosce il ruolo e le funzioni del supporto amministrativo, ma sa che l'amministrazione è essa stessa un'espressione della democrazia e ha dei diritti e dei doveri, e in particolare ha un dovere fondamentale nei confronti della cittadinanza.

Allora, sotto questo punto di vista i rilievi che sono stati fatti tanto nel corpo della mozione che ci è stata presentata quanto nel corso del dibattito non ci sono sembrati affatto sostanziali. Colpisce e meraviglia il fatto che in senso tecnico siamo in presenza di un errore logico, di un paralogismo: abbiamo discusso tutto il giorno di questa mozione, ma il vero obiettivo è stato il tema del conflitto d'interessi. Penso che sia un procedimento in parte schizofrenico, in parte scorretto. Noi eravamo chiamati a discutere di una proposta di riforma del modello organizzativo, del riconoscimento della centralità del ruolo della Presidenza della Giunta, del riconoscimento della funzione indispensabile degli Assessorati; eravamo chiamati anche a riflettere sulla necessità di fare il punto sullo stato di attuazione dei progetti. Il resto è stato un semplice intervento di carattere strumentale, che nulla ha aggiunto e per nulla ha consentito, in questa fase, di migliorare la natura delle due deliberazioni, che nella loro complessità aiutano a camminare in maniera forse più spedita e più coerente in questa fase che è molto breve, quella che ci separa infatti dall'uscita dall'Obiettivo 1, quindi dall'utilizzo di molte risorse che vengono dal POR.

Per questo noi, nel rinnovare la fiducia al Presidente e alla Giunta, soddisfatti del fatto che dopo la discussione si sia trovata una definizione che forse è migliore nell'interesse di tutta la comunità dei sardi, riaffermiamo il nostro voto contrario a questa mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, solo poche parole per ribadire innanzitutto un concetto che è già stato espresso molto bene dal collega Pierpaolo Vargiu, secondo il quale davvero non è il caso di rilevare se nel testo della mozione ci possa essere un qualche riferimento al problema del conflitto d'interessi. E' detto in maniera molto chiara, invece, che l'unico concetto al quale ci si richiama è quello della trasparenza, un concetto quindi generale. D'altro canto lo stesso giuramento che lei ha fatto oggi in quest'Aula, Presidente, è sicuramente apprezzabile, ma ovviamente era compreso nel giuramento che lei aveva già prestato. Non solo, se ciò non fosse, saremmo nel campo del Codice penale, perché è evidente che né lei né nessuno di noi può anteporre gli interessi propri a quelli della pubblica amministrazione.

Nell'aprile del 2002 lei, Presidente, partecipò, in maniera anche molto visibile perché la stampa richiamò il suo intervento, al convegno di presentazione del progetto e-government ad Alghero. In quella occasione lei pronunciò parole quasi entusiastiche su questo progetto, disse, testualmente, che c'era stato un periodo in cui noi eravamo i primi nel settore dell'informatica e a quella data non lo eravamo più, ma il tempo perduto poteva essere recuperato, potevamo ridiventare i primi e la strada giusta era proprio quella del progetto e-government. Lei disse esattamente: "Mi piace questa politica "internettiana" di Mauro Pili e della sua squadra, anzi chiedo che si faccia uno sforzo ulteriore". Uno sforzo che, lei precisò, doveva essere fatto nella direzione della formazione e giustamente riaffermò, in quella occasione, l'esigenza di avere maggiori esperti nel settore dell'informatica, un numero maggiore di laureati preparati dalla nostra Università. Ma alla fine del suo intervento molto apprezzato e applaudito disse una cosa importante: quattro anni fa - ricordo che eravamo nell'aprile del 2002 - si parlava di piano telematico, un termine che evocava più un cambio dei centralini telefonici della Regione che non un vero piano e-government di informazione; oggi si parla finalmente di società dell'informazione e dello sviluppo della conoscenza, questa è la strada giusta.

Ora, tutto questo chiaramente lo dico soltanto per ribadire e apprezzare la sua totale buona fede ed estraneità dei propri interessi rispetto a quello che è l'intendimento delle delibere adottate il 20 luglio e il 3 agosto. Da una prima lettura sembrava che fosse stata rimossa la condizione di illegittimità presente nella prima delibera, ma pare che il tutto non solo non sia stato chiarito, ma sia stato chiarito in senso inverso, perché gli atti irreversibili, Presidente, si prestano a un'interpretazione troppo lata, cioè troppo ampia. Come è possibile pensare davvero che per atto reversibile possa essere intesa una gara già aperta, una gara in corso, una gara nella quale siano stati già attribuiti dei punteggi? Perché da una prima lettura sembrava che lei intendesse, o meglio la Giunta intendesse che quell'atto potesse essere dichiarato irreversibile e che pertanto, comunque, non ci sarebbe potuto essere lo stop a quella gara d'appalto. Dalle cose che si sono dette in quest'Aula invece parrebbe esattamente l'inverso: lo stop, anche se per motivi di grande prudenza, c'è, si valuteranno gli elementi di dubbio che sono insiti nella gara stessa, e quindi nel capitolato d'appalto, nonché la competenza degli stessi componenti la Commissione, quindi la gara è da ritenersi sicuramente inficiabile.

Per questi motivi che continuano a suscitare grossi dubbi, noi Riformatori voteremo a favore della mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Il problema del conflitto di interessi è oggi al centro del dibattito intorno agli assetti delle democrazie più avanzate. Stamattina alcuni colleghi hanno preso come mirabile esempio l'America e purtroppo, con raccapriccio, abbiamo appreso, dalle inchieste effettuate da apposite commissioni, che proprio il conflitto d'interessi potrebbe aver spinto il presidente Bush contro lo Stato iracheno, interessi attinenti allo sfruttamento del petrolio.

Al di là di questi aspetti catastrofici, la necessità di una legge sul conflitto d'interessi è emersa da ambo le parti. Noi Sardisti dichiariamo una benevola astensione perché non abbiamo partecipato alla scrittura di questa mozione e perché crediamo, tra l'altro, che i motivi che l'hanno ispirata siano figli naturali di un campione di conflitti d'interessi, per cui nutriamo forti dubbi. Non siamo neanche d'accordo con gli isterismi pregiudiziali avanzati da alcuni o le sterili difese d'ufficio di altri. Vogliamo una legge che faccia chiarezza sul conflitto d'interessi, che metta al centro le istituzioni per garantirne la trasparenza, per infondere nei cittadini la fiducia che su di esse meritano di avere e perché non vi deve essere una legge ad personam, legata alla benevolenza di un Presidente implume, ma determinato.

La legge sul conflitto di interessi non riguarda solo il politico imprenditore, ma riguarda anche l'amministratore politico legislatore e soprattutto quando racchiude nel suo seno la duplice figura del controllore e controllato. C'è la buona volontà di fare chiarezza, noi diamo fiducia perché, anche se tardivamente, emerge la volontà di portare avanti una legge in questa materia. Ci dispiace che nonostante la sensibilità del Presidente della Regione questa legge non sia stata ancora approvata, non sappiamo chi abbia ostacolato questa esigenza sentitissima, però abbiamo fiducia che si farà finalmente chiarezza e ci sarà una legge bipartisan che soddisferà le posizioni del centrodestra, del centro, della sinistra, che appartenga alla sovranità di tutto questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Atzeri, non ha detto come voterà.

ATZERI (Gruppo Misto). Astensione benevola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ragionevolezza, è stato detto dal collega Maninchedda, non vuol dire ammissione di colpa, significa appunto ragionevolezza. Noi votiamo contro questa mozione perché è superata dai fatti, perché non c'è più motivo per votarla, perché agli impegni che sono stati chiesti si è già data risposta: si è chiesto di riferire all'Aula e si è riferito all'Aula, si è chiesto di indicare il percorso legislativo e si è indicato il percorso legislativo, si è chiesto che fosse revocata la delibera del 20 luglio ed è stata nella sostanza revocata, perché è stata integrata e modificata con la delibera del 3 agosto. Non c'è dunque motivo per mantenere in piedi la mozione, ma siccome non viene ritirata noi voteremo contro.

Sul conflitto d'interessi, parlo a titolo personale, ma credo di interpretare il pensiero del mio Gruppo, non si deve banalizzare. Non riteniamo che si debba minimizzare, ma in fin dei conti ognuno di noi può avere un motivo per trovarsi in conflitto d'interessi. Per quanto riguarda questo argomento noi vogliamo che la nostra Regione sia all'avanguardia e di esempio a livello nazionale. Riteniamo che sia un problema reale delle democrazie e infatti l'abbiamo sottoposto alla discussione a livello nazionale non per fare propaganda a nostro favore, ma perché riteniamo che vada affrontato e risolto. Per questo condividiamo la decisione annunciata dal Presidente di dimettersi dal consiglio di amministrazione di Tiscali e anche la scelta della Giunta di affidarsi a dei consulenti per definire un testo sul conflitto d'interessi, che sarà poi sottoposto all'esame del Consiglio, perché non si può banalizzare questo aspetto e perché vogliamo essere, da questo punto di vista, lo ripeto, all'avanguardia e di esempio a livello nazionale.

Un'ultima considerazione la faccio sull'intervento del collega Pili. Pensavo veramente che avrebbe fatto clamorose rivelazioni, dopo aver anticipato: "dirò", "porterò nella prossima riunione". In fin dei conti mi sembra che sia trattato di una tempesta in un bicchier d'acqua! Devo dire, Mauro, che ci avevi stupito di più nella precedente legislatura, col tuo straordinario tentativo di trasferire le Alpi in Sardegna e di moltiplicare le province, e non hai mai avuto l'umiltà di chiedere scusa a quest'Assemblea, né in passato né oggi, per quelle gravi sciocchezze dette in aula. Non mi pare che questa volta tu ci abbia stupito, hai detto delle cose che tutti sanno e non mi pare che si poteva chiedere alla società Tiscali, quando tra l'altro il presidente Soru non si era ancora affacciato allo scenario politico, di non partecipare alle gare d'appalto bandite dalla Regione. Tra l'altro i dati riguardanti i raggruppamenti di imprese non sono nemmeno del tutto veritieri.

Quindi noi voteremo contro la mozione numero 1, ma sarebbe auspicabile che la stessa fosse ritirata perché al dispositivo si è già risposto ampiamente con i fatti e nel corso del dibattito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, signori consiglieri, voterò contro questa mozione perché penso che l'intera Giunta ed io abbiamo dato prova di aver ascoltato quest'Aula e di aver compreso le ragioni e i dubbi che sono stati esposti. Abbiamo anche onorato, in qualche maniera, questo Consesso con comportamenti conseguenti, che di fatto annullano i motivi per cui la mozione stessa è stata presentata.

Alcune ragioni per cui voto contro: intanto questa mozione è totalmente infondata nel merito circa il passato. Consigliere Pisano, se lei rileggerà l'intervento da me svolto ad Alghero probabilmente potrà comprendere i motivi per cui sono qui oggi e assumo questo impegno. In ogni caso è sempre utile leggere gli interventi per intero piuttosto che estrapolare una singola frase. In quella occasione ho spiegato quale sarebbe stato il senso del nostro lavoro e quali possibilità avevamo nel campo dell'informatizzazione della Regione e sono stato anche applaudito; mi capitava, infatti, di ricevere qualche applauso e qualche riconoscimento per il lavoro che stavo facendo. Il convegno di Alghero non riguardava un progetto, ma la presentazione delle risorse comunitarie che potevano servire per l'informatizzazione della Regione sarda. Avevamo dato la nostra disponibilità, come azienda, a lavorare in quel settore e io feci un intervento che, in effetti, può valere la pena di rileggere, per quanto mi ricordi.

Sul passato: abbiamo partecipato a delle gare, alcune le abbiamo vinte, non abbiamo mai vinto una gara, in Sardegna, come capofila, ma sempre come partecipanti al 10 o 15 per cento, credo che la partecipazione maggiore sia stata del 19 per cento. Tiscali come capofila, ripeto, non ha mai vinto nessuna gara. L'importo maggiore degli appalti che si è aggiudicata, lo ripeto, mi posso sbagliare di poche centinaia di migliaia di euro, è dell'ordine di 3 milioni di euro all'anno. Ho qui l'elenco delle gare a cui Tiscali ha partecipato e di quelle che ha vinto, ma per il rispetto che ho verso quest'Aula non lo leggerò, così come non leggerò l'elenco di tutti gli appalti assegnati dalla pubblica amministrazione in Sardegna, intendendo Regione, Province, città capoluogo di provincia. Però, ripeto, per il rispetto che ho per quest'Aula invierò questo elenco al Presidente del Consiglio perché ne faccia l'utilizzo che crede e in futuro, anche per chiarezza verso tutti i sardi, presenterò via Internet l'elenco di tutte le gare: quelle a cui abbiamo partecipato, quelle che abbiamo vinto, con l'indicazione della percentuale di partecipazione, e quelle che hanno vinto altri, di modo che chiunque potrà formarsi un suo parere. Questo per quanto riguarda il passato.

Per quanto riguarda il presente abbiamo chiarito, modificato e migliorato la prima delibera, il che non significa che fosse illegittima, in quanto aveva avuto il parere di legittimità del Direttore generale della Presidenza della Regione. La seconda delibera, anch'essa legittima, ovviamente, prevede che il Presidente possa esercitare un ruolo di indirizzo strategico, di coordinamento, senza intervenire sulle risorse economiche che sono legate agli investimenti in questo settore. Per cui il Presidente non gestisce appalti, non abdica, ha la possibilità, invece, di dare il suo contributo in virtù di qualche competenza che può avere anche in questo settore.

Per quanto riguarda il futuro, sul conflitto d'interessi, la Giunta, ieri, ha deliberato di dare incarico a degli esperti (un costituzionalista, un amministrativista e un esperto di diritto commerciale, come Guido Rossi, che è stato il [s2] primo presidente della CONSOB e che oggi si trova in vacanza a La Maddalena e mi ha autorizzato a fare il suo nome) di effettuare un'analisi di questo problema. Oggi abbiamo provveduto a contattare queste persone, le quali - ne sono felice - hanno tutte accettato l'incarico. Per cui la Sardegna avrà una legge sul conflitto d'interessi, con il contributo importante di professionalità stimate anche a livello nazionale.

Una cosa, però, fuori dall'argomento della mozione oggi in discussione, mi preme ricordare prima di lasciare quest'aula: è chiaro che qualche volta emergono delle differenze di opinioni e mi sarebbe piaciuto poter parlare per altri tre giorni su questo argomento. Mi sarebbe piaciuto, perché non sono riuscito a dire tutto ciò che avrei voluto nel breve tempo che avevo a disposizione, però mi preme ricordare quanto sia facile essere fraintesi. Se non fosse un po' amaro direi che è divertente. Ho letto in un giornale, qualche giorno fa, che per aver fatto silenzio, cioè per non aver commentato un fatto che attiene unicamente all'Esercito Italiano, il quale dispone del suo personale, lo trasferisce se e quando ritiene, avrei risposto con un "assordante e rancoroso silenzio"! Se il silenzio viene interpretato come rancore, è facile che le parole siano ritenute allusive, inquietanti, contrarie.

Vi voglio tranquillizzare: questo ruolo onorevolissimo, che mi è stato dato dagli elettori in questa regione, non lo intendo assolutamente contro qualcuno e non è contro qualcuno che si trova qui; è un ruolo positivo in favore di tutti, in favore soprattutto degli interessi generali, e perseguirò sempre e solo gli interessi generali, che qualche volta, malauguratamente, sono contro gli interessi particolari. Grazie a tutti. Voterò contro.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Capelli?

(I consiglieri LOMBARDO, PILI, RASSU, MURGIONI, RANDAZZO, OPPI, AMADU appoggiano la richiesta.)

Poiché molti colleghi votano per la prima volta con la scheda elettronica, procediamo ad una votazione di prova. Bisogna intanto inserire la tessera personale nel lettore, nel verso indicato. Se la tessera viene tolta durante l'operazione di voto, il voto risulta nullo. Bisogna verificare in un lettore che avete davanti al banco che i led luminosi siano accesi. Il tasto bianco attiva la presenza e abilita alla votazione.

Dopo aver premuto il tasto bianco, verificate che lampeggino tutte le spie, verde, rossa e gialla, ed esprimete un voto. Se si sbaglia si può correggere il voto qualora la votazione sia ancora aperta, il sistema elettronico accetta il cambio.

Dopo aver fatto questa premessa, procediamo alla votazione di prova.

Bene, colleghi, adesso facciamo la votazione vera.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 1.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Licheri, il suo voto non risulta, lo può dichiarare.

LICHERI (R.C.). Contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Pisu?

PISU (R.C.). Contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Cucca?

CUCCA (La Margherita-D.L.). Contrario.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - CARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 82

Votanti 79

Astenuti 3

Maggioranza 40

Favorevoli 29

Contrari 50

(Il Consiglio non approva).

La seduta si conclude qui, il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 21.


[s1]Successore?

[s2]Vedere la delibera



Allegati seduta

X SEDUTA

Mercoledì 4 Agosto 2004

(POMERIDIANA)

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 47.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giovedì 29 luglio 2004, che è approvato.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge regionale 7 gennaio 1977, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nella seduta del 20 luglio 2004.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione PORCU - CORDA - FRAU - MANINCHEDDA, con richiesta di risposta scritta, sugli assalti speculativi a Monti Russu nel Comune di Aglientu". (5)

"Interrogazione PORCU - CORDA - FRAU - MANINCHEDDA, con richiesta di risposta scritta, sulla colata d'asfalto sulla valle del Rio Oridda, patrimonio dell'umanità riconosciuto dall'Unesco". (6)

"Interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sul problema del Centro trapianti di fegato di Sassari". (7)

"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul raddoppio del binario ferroviario nel centro abitato di Serramanna". (8)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza MILIA - CAPELLI - OPPI sulla situazione del Centro regionale trapianti presso l'Azienda Ospedaliera Brotzu di Cagliari". (1)

Continuazione e fine della discussione della mozione La Spisa - Diana - Capelli - Ladu - Vargiu - Pili - Oppi - Sanciu - Contu - Licandro - Lombardo - Sanjust - Rassu - Sanna Paolo Terzo - Petrini - Milia - Cappai - Randazzo - Onida - Murgioni - Artizzu - Cassano - Dedoni - Pisano - Biancareddu - Liori - Moro - Sanna Matteo - Amadu sui servizi della 'Società dell'informazione'" (1)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 1. Il primo iscritto a parlare è l'onorevole Cachia, che non vedo in Aula, per cui decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Prog. Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, signori Assessori, onorevoli colleghi e colleghe, la presentazione della mozione numero 1, che è l'oggetto del nostro dibattito attuale, ha senza dubbio avuto molti meriti. Il primo è stato quello di aver sollevato un confronto di alto tenore, che nei giorni scorsi ha interessato anche la stampa e la televisione, perché sono emersi diversi problemi e soprattutto perché si è accennato anche al tema del conflitto d'interessi.

Qual è la nostra posizione? Contrariamente a quanti vorrebbero, a parole, la dissoluzione o l'indebolimento, in nome del cosiddetto stato minimo residuale, del sistema istituzionale, evitando il tentativo da parte di quest'ultimo di imbrigliare e frenare il dinamismo, che secondo alcuni è comunque sempre buono, dei processi economici e imprenditoriali, che di fatto comunque non rinuncia alla sua forza e al suo potere, noi crediamo che una Regione, intesa nella sua ricchezza, in tutte le sue espressioni e in tutte le sue articolazioni, non possa non fare prima di tutto dei programmi, dei progetti e porsi degli obiettivi, e non possa nemmeno rinunciare a regole e procedure democratiche condivise e rispettate.

Nella nostra concezione e visione delle istituzioni i programmi e le regole rappresentano due paletti, se così possiamo dire, due elementi fondamentali che costituiscono la ragion d'essere del sistema istituzionale che si legittima in forza dei contenuti innovativi che rappresenta e delle procedure che custodisce e tutela. In questo senso penso che andava interpretato il riferimento del presidente Soru all'alleanza forte tra Esecutivo, Legislativo e apparato amministrativo. Noi crediamo che la democrazia abbia bisogno di contenuti, abbia bisogno di governo e di procedure certe e democratiche. Se viene meno l'equilibrio tra i poteri si crea conflitto e dove c'è conflitto non c'è crescita e tanto meno sviluppo.

In questo quadro teorico, fatto di contenuti e di regole, dentro il quale noi intendiamo muoverci, si cala anche l'oggetto della mozione presentata in Aula e il dibattito che ne è conseguito. Vi è una scelta di fondo, perché solo la costruzione di una moderna economia che metta al centro i processi cognitivi e formativi di conoscenza e di ricerca può rendere la Sardegna una terra capace di programmare il futuro. Basta ripensare alla programmazione degli anni novanta per ricordarci che vi erano allora alcune filiere: l'energia, il credito, il sistema dei collegamenti, l'attivazione delle reti di carattere infrastrutturale e di tipo immateriale.

E questo è il primo aspetto, che attiene alla parte dei contenuti. Sotto questo punto di vista sono molte e diverse le iniziative in atto per realizzare quella che è stata definita, anche in Sardegna, la società dell'informazione e dell'innovazione tecnologica e telematica. E' stato detto anche in quest'Aula che questo tipo di infrastrutturazione immateriale sta coinvolgendo interi settori della società sarda, dalla pubblica amministrazione, alla scuola, al mondo del lavoro e della produzione. Rispetto a questo ci si è resi conto che era assolutamente necessario fermarsi per valutare e meglio conoscere quanto già realizzato e per compiere, in prima battuta, una doverosa e corretta analisi. Non solo, si è anche deciso di coordinare e monitorare quanto già accaduto per valutare l'efficienza degli interventi che sono in atto.

Il secondo aspetto attiene, se vogliamo, al sistema delle regole. Sul modello da adottare, sul riconoscimento dei ruoli della Presidenza della Giunta e dei singoli Assessorati è nata una discussione legittima; si è riconosciuta comunque la necessità di istituire un servizio all'interno della Presidenza della Giunta senza limitare le azioni di carattere settoriale, se volete, funzionale e gestionale proprie di ogni singolo Assessorato. Sull'aspetto delle procedure è chiaro che esistono competenze e funzioni proprie del settore amministrativo, dei rappresentanti dei servizi e del procedimento. Chiedere, però, di verificare quanto finora è accaduto, in presenza di processi non ancora completamente perfezionati, è legittimo e non può interferire laddove tutto si svolge, così come si è svolto, nel rispetto delle norme e delle regole. Spesso si è in presenza di diritti legittimamente acquisiti, si tratta semplicemente di un supplemento di verifica e di analisi.

Così come è altrettanto legittimo, questo dice il testo della delibera che oggi ci è stata presentata, che si possa sospendere, per un periodo di tempo ragionevole, per esempio fino al 30 settembre, la pubblicazione di nuovi bandi e operare, se sarà necessario, la ridefinizione dei programmi, che in questo caso però dovrebbe coinvolgere direttamente questo Consiglio.

E' tutto questo un fatto di assoluta responsabilità, non si vuole sottrarre nulla a nessuno (ci mancherebbe!), ma non bisogna sottrarre nulla alla democrazia e ai principi di legalità che la informano. Se, alla luce dei chiarimenti e degli approfondimenti della nuova delibera, che perfezionano, ma non annullano il cuore e la sostanza della delibera precedente, che possiamo comunque considerare decaduta, il contributo della mozione è quello di riportare al centro di un dibattito così importante temi di questa rilevanza ne siamo grati. Se invece la mozione vuole essere soprattutto un'occasione per colpire il presidente Soru parlando del presunto conflitto d'interessi, piccolo o grande che sia, voglio sottolineare che è stato già affidato ad esperti costituzionalisti uno studio che ci consentirà di avere finalmente, in tempi brevi, un testo, che dovrà diventare legge, che definisce i termini del conflitto. Questa è la risposta a quella che in qualche modo potrebbe anche essere considerata una provocazione.

Una cosa è certa, però, noi vogliamo irrobustire la democrazia in Sardegna riaffermando il ruolo e la funzione delle istituzioni, in tutte le loro articolazioni, e riconoscendo, altresì, il valore del tessuto produttivo e imprenditoriale che, reggendosi con le proprie gambe, non intende rinunciare alla sua autonomia, perseguendo sempre e comunque, pur nella ricerca del proprio interesse l'interesse generale. Per le promiscuità possibili noi saremo invece un elemento di disturbo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori . Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, signori Assessori, il tema del quale stiamo parlando oggi è antico come la politica: già al tempo degli antichi romani l'interesse nell'esercizio della cosa pubblica divideva la politica tra gli aristocratici e la plebe, permeando di sé tutta l'attività politica da noi conosciuta nella civiltà. Ci sono accenni a problemi di questo genere nella Divina Commedia, nei Cantos di Pound, nelle poesie di Edgar Lee Masters. Quindi non parliamo di cose sconosciute, che si presentano a noi per la prima volta.

Sono riecheggiati in quest'Aula riferimenti e battute attinenti a un conflitto d'interessi ben più grande di quello che ci accingiamo a esaminare stasera e che riguarda il Presidente del Consiglio dei ministri, l'onorevole Silvio Berlusconi. Voglio ricordare, non per negare questo conflitto d'interessi, ma per affermarlo, proprio perché viviamo in una nazione priva di regole in questa materia, che nazioni ben più civili della nostra, almeno ben più attive, già da secoli hanno provveduto a legiferare in materia di conflitto d'interessi, stabilendo addirittura pene severe che hanno causato la rovina di uomini politici brillanti, colpevoli di avere rivelato ad amici notizie delle quali erano venuti a conoscenza nell'esercizio delle loro funzioni e di averli favoriti nelle loro attività economiche, quindi per un conflitto d'interessi indiretto. Conflitto d'interessi che secondo me esiste in Sardegna, così come esiste, è inutile nasconderlo, a livello nazionale.

Voglio dire che non aver risolto questo problema ha creato gravi difficoltà nell'azione politica, tanto che il problema della questione morale è stato spesso posto all'attenzione del Consiglio regionale della Sardegna e di molte altre Regioni, nonché del Parlamento. Se ne parla sempre anche perché chi poteva non ha legiferato, non ha posto delle regole. Però il presidente Berlusconi operò in un clima di giungla (che esiste tutt'ora, anche se c'è stata una recente legge sul conflitto d'interessi), quando non esistevano regole, quando nessuno credeva in quel settore. Lui ci credette, ottenne le licenze per realizzare la sua prima televisione e, dimostrando di essere un grande imprenditore, acquistò altre emittenti televisive quelle che erano state date ai grandi imprenditori di allora, Rizzoli, Mondadori, Agnelli.

Tutto questo per dire che Silvio Berlusconi si è dimostrato comunque un grande imprenditore, mentre altri imprenditori di fama si sono rivelati dei pessimi imprenditori radiotelevisivi (pensate ad Agnelli e alle vicende de La Stampa, a Mondadori e Rizzoli). Il fatto che Berlusconi abbia agito bene come imprenditore non toglie che il conflitto d'interessi esista, così come esiste anche in altri settori. Chi è titolare di grandi aziende (penso alla FIAT) può anche essere proprietario di banche, società di assicurazioni e così via, in pratica può agire in tutti i settori dell'economia e condizionare pesantemente, con il suo potere economico, direttamente o indirettamente, non in maniera lobbistica, ma in maniera privatistica, la formazione dei governi. Il tema del conflitto d'interessi va quindi affrontato, perché riguarda una dei principi fondamentali, come diceva l'onorevole Pinna, della vita politica. Non è un qualcosa del quale ci possiamo dimenticare. Secondo me, il conflitto d'interessi di carattere economico esiste in Sardegna e non riguarda solo il presidente Soru; esiste un conflitto d'interessi tra il Presidente e i partiti, prova ne sia che i D.S., in quest'Aula, hanno fatto una levata di scudi che ha indotto il Presidente a fare marcia indietro e a ritirare la famosa delibera del 20 luglio. Esiste questo conflitto d'interessi anche solo nel momento in cui qualunque cittadino è autorizzato a pensare che il Presidente non agisca in maniera così francescana come ha lasciato intendere quando si è presentato a quest'Aula, ma persegua un qualche interesse diretto o indiretto. Se io fossi un azionista di Tiscali mi aspetterei che il suo Presidente, nonché maggiore azionista, facesse i miei interessi. Come semplice elettore della Sardegna mi aspetto che il Presidente della Regione anteponga tutto, anche il proprio interesse personale, a quello di Tiscali, però non posso averne la certezza. Da qui nasce il dubbio, da qui nasce questo evidente conflitto d'interessi che deve essere risolto in modo chiaro, fugando ogni minimo dubbio dei cittadini sul fatto che il Presidente possa agire per interesse personale, della sua società o dei suoi amici.

In passato ci sono stati interessi particolari nella politica, anche in Sardegna. Penso al settore turistico, per esempio: uno dei più grandi gruppi del settore turistico sardo è nato in seguito alla privatizzazione di alcuni alberghi che erano stati affidati in gestione a qualcuno che poi li ha acquistati diventando così padrone di qualcosa che aveva prima amministrato. Il conflitto d'interessi è palese, però in questo caso non c'è illegalità, perché un'operazione di questo genere non è proibita dalla legge e ciò che non è proibito dalla legge è legale. Ma è morale tutto questo? Si può tornare indietro? No, ma non si può neanche continuare a farsi mettere di fronte al fatto compiuto, perché altrimenti dove va la morale, dove va la politica? Dove va l'opposizione, signori consiglieri dell'opposizione? Un problema come questo avrebbe infatti dovuto appassionare ognuno di noi; ognuno di noi avrebbe dovuto prendere la parola e dire la propria. E avrebbe dovuto appassionare anche coloro che fanno politica a senso unico, che si ricordano del capitalista Berlusconi e però non definiscono capitalista chi è proprietario di mezzi di produzione di beni cosiddetti immateriali, forse perché trattandosi appunto di beni immateriali chi è materialista non ritiene che si tratti di capitalismo a cui opporsi, però è pur sempre una forma di capitalismo, che confligge pesantemente con gli interessi del popolo sardo.

Noi dobbiamo tornare alle regole e alle certezze, signor Presidente, quindi lei al più presto deve risolvere il suo conflitto d'interessi, in modo da fugare ogni dubbio, altrimenti continueremo ad attaccarla per cinque anni. Lei si è presentato a quest'Aula con affermazioni improntate ad altissima moralità, come ho detto prima in modo francescano, e non mi stupisce dato che lei ha studiato dai frati conventuali, ma voglio ricordarle una frase di un altro grande santo, Sant'Ambrogio, patrono di Milano, la città del capitalismo: "Captans annonam maledictus in plebe sit". Per chi non ha molta dimestichezza col latino: "Monopolizzatori dei raccolti maledetti siate tra il popolo". In altri tempi anche i santi si occupavano di queste cose, anche la Chiesa ha fatto grandi battaglie per regolare l'economia. Oggi sembra che anche la politica si dimentichi di questi temi. Non è giusto, non è bello, non è un esempio sano che noi diamo ai sardi, i quali ci richiedono grande moralità. Non possiamo ricordarci, in campagna elettorale, soltanto degli stipendi dei consiglieri regionali, dobbiamo ricordarci anche dei conflitti d'interessi degli Assessori, quando si affidano incarichi professionali a senso unico, roba da inchiesta antimafia più che da dibattito politico! Eppure è successo in diverse legislature. Apriamo un dibattito serio sulla moralità in politica, oltre a noi ne guadagneranno tutti: il Presidente della Regione, la Giunta, la classe politica sarda, i sardi tutti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, ho colto ora le ultime affermazioni dell'onorevole Liori e devo dire che la parte conclusiva del suo intervento, che è anche la parte direi propositiva e di rilancio, laddove ha parlato di riavvicinamento dell'etica alla politica e di azioni che tendano a rendere trasparente tutta l'attività che si svolge ai vari livelli istituzionali, non può che trovarci assolutamente in linea e quindi siamo in una posizione di coerenza, in una posizione certamente non confliggente.

A dire il vero, ma è cosa risaputa, oggi si scopre l'acqua calda, perché il problema del conflitto d'interessi noi l'abbiamo sollevato tempo fa. E' un problema che ci siamo posti noi per la parte di nostra competenza e che si è posto direttamente e responsabilmente il dottor Soru, non ancora divenuto Presidente della Regione. E se poi le due parti, perché di due parti si trattava (in realtà le parti erano tante, ma riconducibili a coloro che stavano dentro i partiti, a chi aveva vissuto esperienze ottimali, ma su altri livelli), sono addivenute a un accordo, evidentemente hanno ritenuto che nella sostanza quel problema fosse superato e tutte le dichiarazioni del presidente Soru rese relativamente a questo argomento, anche quelle che ha anticipato nella scorsa seduta del Consiglio regionale, viaggiano in questa direzione. Ciò che non comprendo, onorevole Liori, è come si possa paragonare la condizione del Presidente della Regione sarda a quella del Capo del Governo, Silvio Berlusconi, per il quale un conflitto d'interessi palese e per certi versi quasi inamovibile c'era, continua ad esserci e sono certo che permarrà assolutamente anche in futuro, se non altro perché lui controlla tutti i sistemi di comunicazione o quasi tutti, pochi se ne possono sottrarre, sia quelli privati che quelli di natura pubblica. La Giunta regionale ha assunto una prima delibera e poi un'altra, mi pare, di raccordo. E' giusto porsi il problema etico in ogni circostanza e in ogni momento, anche quando, a Giunta regionale scaduta - perché mi pare che si trattasse del giorno prima delle elezioni - si provvede a rinnovare organismi di enti importanti. Io non entro nel merito, però dico che sotto il profilo etico non è un comportamento corretto, è un comportamento che richiederebbe da parte vostra una presa d'atto, un mea culpa e un'azione, non sanzionatoria, nessuno vuole farne, ma evidentemente di assunzione di responsabilità.

Ho colto una delle affermazioni fatte stamattina dall'onorevole Matteo Sanna di Alleanza Nazionale (gli chiedo scusa se per la seconda volta in due interventi devo richiamarmi a lui) relativamente al peso dell'Assessorato degli affari generali, quasi che il peso di un Assessorato possa essere davvero misurato col bilancino e sulla base delle risorse del proprio bilancio. Dimentica, l'onorevole Sanna, assieme ad altri, che quell'Assessorato un peso preponderante lo esercita e continuerà a esercitarlo, non solo per un fatto di dirette competenze e di collegialità nella partecipazione alle decisioni della Giunta, ma perché è l'Assessorato delle riforme, perbacco, ben altra cosa rispetto agli Affari generali e al volume della spesa legato a questo problema!

Io invece al presidente Soru, ma anche all'assessore Dadea e agli altri Assessori che, così come lo stesso assessore Dadea ha detto stamattina in Aula, hanno competenze tutte spezzettate e separate, vorrei dire che anche noi abbiamo bisogno di chiarezza e vorremmo sapere quante risorse, relativamente agli aspetti oggetto di contestazione, sino a questo momento sono state spese. Ma vorremmo anche sapere che cosa quella spesa materialmente e concretamente ha prodotto e quanto di fatto si sia speso per servizi reali, ottenendo un risultato, e quanto invece, dall'altra parte, sino a questo momento si sia speso per studi e consulenze. Ecco, questo sarebbe di aiuto a tutti per provare a fare un'analisi più ponderata delle decisioni e delle scelte che, sì, competono alla Giunta regionale e al suo Presidente, ma, se mi consentite, in quanto organo legislativo e di controllo, competono anche al Consiglio regionale.

Io ho apprezzato molto, debbo dire, la dichiarazione resa in Aula l'altro giorno dall'onorevole Oppi e mi è parso di cogliere un invito da parte sua, in maniera palese o attraverso il suo comportamento, agli altri consiglieri regionali a uniformarsi. Se non ho capito male il Presidente della Regione ha anche parlato della possibilità e della opportunità di tradurre tutto ciò in norma. Ecco, credo che sarebbe utile per tutti seguire l'esempio del collega Oppi e non soltanto per un fatto di chiarezza tra noi, perché onestamente conflitti d'interessi in quest'Aula ce ne sono oggi e ce ne sono stati ieri, e non sono quelli che riguardano il presidente Soru, sono altri, li conosciamo tutti e tutti li accettiamo in silenzio. Però, badate, non è il silenzio degli innocenti, è il silenzio dei colpevoli. Allora proviamo a seguire quell'esempio, forse servirà a ricostruire quel tenue filo che ancora lega le istituzioni alla società civile, che ogni giorno di più purtroppo va assottigliandosi e ha assoluto bisogno di essere rinforzato. E rinforzarlo non spetta alla società che sta all'esterno del palazzo, spetta proprio a chi sta dentro il palazzo.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, la premessa della mozione presentata dal centrodestra recita: "La Regione Sardegna ha avviato da tempo un importante percorso di promozione della 'Società dell'informazione', volto a dotare il sistema produttivo, pubblico e privato, di un complesso di servizi di comunicazione basato sull'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione; tale sistema, nella prospettiva della gestione di una rete integrata di dati e di soggetti protagonisti del loro utilizzo, costituisce uno dei presupposti fondamentali dello sviluppo economico e, propedeuticamente, di un moderno modello formativo e di una efficiente azione amministrativa; gli obiettivi strategici, così individuati, costituiscono il contenuto fondamentale di numerosi atti di programmazione e in particolare di alcune misure del POR Sardegna, indirizzate proprio al potenziamento ed alla massima fruibilità dei servizi della società dell'informazione". E' una premessa che poneva e pone alla nuova Giunta, che ha a cuore l'interesse generale, principalmente di verificare se le ingenti risorse impegnate stiano conseguendo i risultati attesi. Infatti il problema del conflitto d'interessi, sollevato nella mozione, è a mio avviso un falso problema. Chi può pensare che il centrodestra possa parlare di conflitto d'interessi, non solo per la situazione nella quale si trova il Presidente del Consiglio dei ministri, ma anche per quanto è avvenuto in questi anni di governo di centrodestra in Sardegna, un esempio per tutti, nel settore sanitario.

CAPPAI (U.D.C.) Siamo in Sardegna, dai!

BIANCU (La Margherita-D.L.). Certamente, collega Cappai, siamo in Sardegna e quindi le voglio far rimarcare che sarebbe opportuno soffermarci, soltanto per un attimo, come diceva il collega Balia, sul conflitto d'interessi che ha toccato quest'Aula nella passata legislatura e che verosimilmente la tocca anche in questa legislatura nel settore della sanità.

Il collega Licandro, questa mattina, si poneva una domanda e la poneva, credo, anche all'Aula: che cosa succederebbe se la RAI passasse sotto il diretto controllo del Governo? Ebbene, è dei giorni scorsi l'approvazione del decreto Gasparri che prevede il ritorno della RAI sotto il controllo dell'IRI - e quindi del Governo - che nominerà gran parte dei componenti il Consiglio d'amministrazione. Quindi ci troviamo esattamente in quella situazione, cioè anche la RAI passa sotto il controllo del Governo Berlusconi.

La nostra posizione sul conflitto d'interessi, lo ricordava bene il collega Giagu questa mattina, l'abbiamo precisata a suo tempo per evitare la strumentalizzazione che eravamo certi sarebbe venuta, come in questi giorni sta succedendo. Ma la rinuncia a ruoli operativi nella società Tiscali da parte del presidente Soru, l'annunciato abbandono della presidenza di questa società, la dichiarata volontà di non partecipare alle gare che saranno indette dalla Regione e di non assumere atti sull'informatizzazione, di cui ci ha dato comunicazione nella replica al dibattito sulle dichiarazioni programmatiche, noi le giudichiamo adeguate a scongiurare altre iniziative tese a strumentalizzare gli atti del Governo regionale. Quindi il conflitto d'interessi è un falso problema.

Il problema vero, a mio avviso, è la preoccupazione del centrodestra per la decisione del Presidente della Regione di verificare se le ingenti risorse impegnate per l'innovazione tecnologica e lo sviluppo dell'e-government nella Regione stanno producendo i risultati sperati e se le procedure in corso risultano corrette. A nostro avviso l'istituzione di un nuovo servizio per l'innovazione tecnologica e per le tecnologie dell'informazione e della comunicazione presso la Direzione generale della Presidenza della Regione, per lo svolgimento delle funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento della materia, ferme restando le funzioni gestionali della spesa presso i singoli Assessorati, consente di avere il quadro generale, visione necessaria per raggiungere gli obiettivi attesi. Allo stesso tempo pare corretto e rispondente ai principi della buona amministrazione fornire gli indirizzi per la verifica delle procedure in corso.

L'onorevole La Spisa, questa mattina, poneva il problema della opportunità o meno di modificare le regole del gioco mentre la partita è in corso. Dopo tutto quello che è successo nei cinque anni di governo del centrodestra, gli atti discutibili messi in essere fino all'ultimo minuto, anzi a partita abbondantemente conclusa (non sto qui ad elencare gli atti assunti dalla Giunta Masala, non solo durante la campagna elettorale, ma anche a campagna elettorale conclusa, fino all'ultimo minuto), certamente preoccupano e quindi io ritengo che sia corretto effettuare questa verifica.

Onorevole La Spisa, non crede che risponda all'interesse generale verificare che le regole siano corrette e imparziali e quindi nell'interesse dell'amministrazione e dei sardi tutti? Lei ha fatto un richiamo al presidente Soru circa il dovere di rispondere alla propria coscienza, ma non le sembra che il modo migliore per rispondere alla propria coscienza, quando si è di fronte a procedure non corrette, non rispettose dell'interesse generale, sia quello di interrompere tali procedure?

In diversi interventi è stato sollevato il problema relativo all'estensione di fornitura da parte dell'Assessorato del lavoro; non capisco questo stupore, essendo nota a tutti noi, che conosciamo le pratiche amministrative, una pratica comune a tutte le pubbliche amministrazioni, ferma restando la verifica dell'interesse dell'ente, ossia la convenienza complessiva, quella di utilizzare anche lo strumento dell'eventuale estensione di fornitura. Quindi i rilievi sarebbero corretti se si fosse in presenza della mancanza dei presupposti di legge e della convenienza per la collettività. Verifiche che ci risultano essere state alla base di detta estensione di fornitura.

Presidente Soru, per rispondere alle aspettative di buon governo dei sardi saranno necessari molti atti di governo coraggiosi, che lei, per altro, a grandi linee ha anticipato nelle sue dichiarazioni. Condividiamo anche quanto da lei affermato sullo spoil system selettivo, però, presidente Soru, non ci sembra opportuno che la verifica dei risultati, come nel caso dei direttori generali delle AA.SS.LL., così come da lei annunciato, avvenga alla fine dell'incarico. Faccio l'esempio della A.S.L. di Oristano, basterebbe citare gli atti degli ultimi giorni, quali, per esempio, quello con cui è stato espresso parere negativo sul bilancio da parte dei revisori dei conti, per l'ennesima volta, perché supera ancora una volta il disavanzo del 5 per cento, previsto come disavanzo grave, o quello che prevede la chiusura delle quattro sale operatorie. Presidente, si tratta di un ospedale che ha quattro sale operatorie, divise in due corpi perfettamente sezionabili, quindi il buon senso, la logica, l'intelligenza, la capacità di un amministratore avrebbero consigliato di chiuderne due e lasciare aperte le altre, così come per altro aveva suggerito il tecnico che ha realizzato quelle sale operatorie, suggerimento abbondantemente disatteso. Quindi si è decisa la chiusura delle sale operatorie dal 1° al 9 agosto. Noi immaginiamo il danno che questa decisione arrecherà alla comunità e anche al bilancio della stessa azienda sanitaria. Ultima chicca la delibera della nomina del primario di ostetricia, tra l'altro adottata il 17 giugno, mentre il 16 giugno la Giunta regionale aveva deliberato l'autorizzazione all'apertura di alcuni servizi; si tratta di due delibere, stando a quanto si dice, strettamente collegate tra loro. In data 30 luglio quella delibera è stata ritirata (tra l'altro non capisco se, nelle procedure amministrative, esista il ritiro o esista verosimilmente la revoca), tentativo, a mio avviso, stando sempre a quel che si dice, ma è evidente, di riciclaggio o riposizionamento dello stesso direttore generale.

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Onorevole Oppi, non interrompa. Onorevole Biancu, continui.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, in questi casi io credo che occorra procedere agli atti necessari per non arrecare ulteriori danni alla collettività.

Presidente Soru, noi le diciamo che occorre continuare ad operare con decisione e sappia che può contare appieno sul nostro apporto e sul nostro sostegno.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Ho detto che riciclaggio vuol dire che vuole passare al centrosinistra, basta che voi non lo prendiate!

Signor Presidente, signor Presidente della Regione, colleghe e colleghi, intorno alla mozione di cui oggi discutiamo molto è stato già detto. Mi preme, a questo punto, fare una sintesi e sottolineare alcuni punti a cui la mozione rimanda. Intendo fare innanzi tutto una distinzione tra problemi formali e sostanza del discorso. Quanto alla forma, in primo luogo affrontiamo la questione della chiarezza: noi non condividiamo che sulle questioni che riguardano gli atti di governo assunti dalla Giunta regionale si sia proceduto come è successo, con le deliberazioni oggetto delle riflessioni odierne. E' stata assunta una prima delibera, di cui nessuno ha fornito il testo al Consiglio regionale, ma ho sentito poc'anzi dal Presidente che sono pervenute le delibere del 20 luglio e - ne prendo atto - anche con molta solerzia, perché debbo riconoscere che le Giunte precedenti facevano pervenire le delibere con notevolissimo ritardo, però è necessario averle. Si sono prese delle decisioni, che però non decidevano alcunché, posto che anche la Giunta regionale non può assumere decisioni in materie nelle quali è priva di potere; non può decidere di abrogare o modificare una norma di legge con un suo atto amministrativo. Per fare le leggi, come ho detto anche nell'ultimo intervento, c'è il Consiglio regionale. Invece, anziché informare il Consiglio di questa delibera si è preferito fare una conferenza stampa, che è registrata anche dall'Ufficio stampa di questo Consiglio regionale, in cui ella, Presidente, ha detto: "Sono state avocate le competenze alla Presidenza". Non era vero, perché vero non poteva essere, un nuovo caso di politica dell'annuncio: "comunichiamo che faremo", ma questa è una formula che si addice alle opposizioni; il Governo non comunica che farà, ma fa. Se è intenzione della Giunta regionale riorganizzare le competenze della legge numero 1, allora la Giunta, titolare del potere di iniziativa legislativa, adotta un disegno di legge, come peraltro ha detto, e lo trasmette al Consiglio, che, rispettate le procedure, quindi il passaggio in Commissione, legifera.

A questa delibera, che non deliberava e che ha causato malumori politici importanti con i membri della Giunta e con il più grande partito della maggioranza, è seguita una nuova delibera, i cui contenuti sono stati anticipati stamani all'Aula dall'assessore Dadea, il quale ha detto quello che noi, peraltro, sapevamo già, perché non poteva che essere così: le competenze rimangono a colui a cui sono per legge conferite; le poste di bilancio rimangono all'Assessorato a cui sono per legge conferite. Tutto rimane com'era prima, si promette un disegno legge entro settembre - io auspico che questo sia possibile - per la sola materia dell'informatizzazione, ed è importantissimo, dirò dopo il perché.

E così veniamo al punto importante: in quest'Aula il presidente Soru ha detto che l'espressione "conflitto d'interessi" è molto semplice da utilizzare. E' vero, è semplicissimo utilizzarla e citarla; molto più difficile, anziché parlare del conflitto d'interessi di Berlusconi, parlare del proprio! Parlo rivolgendomi a tutti, a lei, Presidente, alla sua Giunta, ai consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione. Sto ripetendo quello che poc'anzi ha detto il collega Balia. A proposito del conflitto d'interessi il Presidente della Regione ha detto, nell'ultimo incontro, che Tiscali non parteciperà a gare bandite dalla Regione. Presidente, se lei è capace di assumere un impegno di questo genere, come ha fatto a chiare lettere, allora non può che voler dire che lei ha un potere di influenza su Tiscali. Delle due l'una: o lei non ha ruoli di gestione in Tiscali e quindi non è in grado di assicurare che Tiscali non avrà proventi dalla Regione, o lei è in grado di controllare Tiscali e allora è probabilmente in un conflitto d'interessi. Anche se io, personalmente, non dubito che lei lo risolverà con la sua onestà intellettuale.

Ma il suo personale conflitto non è l'unico della Giunta regionale, della sua compagine, l'ho detto e lo ribadisco. Alla mia dichiarazione giurata resa in Aula è seguito un assordante silenzio, ma silenzio totale è seguito anche alla mia denuncia di un membro della Giunta che è contemporaneamente controllore e controllato. Non va bene. Presidente, noi le chiediamo come intende risolvere il suo conflitto d'interessi, ma pensiamo che sia bene che anche importanti esponenti politici della maggioranza svelino i loro interessi personali. E siccome parliamo troppo di sanità, in questa cartella ho dei documenti che testimoniamo come un autorevole esponente del suo partito, uno che ha parlato, durante una recente trasmissione televisiva, di califfati, di incrostazioni, di trasversalismi in sanità, sia la persona meno indicata a parlare di queste cose, avendo non pochi parenti con interessi diretti in questo settore. Mi riferisco alla fisiochinesiterapia.

Nel merito della vicenda della informatizzazione, sia detto per inciso che noi dell'U.D.C. siamo favorevolissimi a fare chiarezza su come sono state condotte, dagli uffici in particolare, le gare. Io non sono mai riuscito a fare una gara relativa all'informatizzazione (pur avendo a disposizione i fondi CIPE, eccetera) perché vi erano difficoltà obiettive. Noi siamo da sempre assertori della centralizzazione, l'abbiamo realizzata per il settore farmaceutico, con grandi risultati; abbiamo tentato di farla - l'ho detto l'altra volta - per quanto riguarda le gare, al fine di risparmiare risorse, ma né i funzionari né i primari ospedalieri lo hanno consentito. Siamo d'accordo sul fatto che l'informatizzazione sia centralizzata, perché solo così possiamo risparmiare e accelerare. Anche perché io personalmente sono amico di chi non è mai riuscito a entrare nei gangli di queste gare, ed è uno che porta trecentocinquanta buste paga in Sardegna, al contrario di altri.

Un ultimo rilievo in merito alla professionalità in politica: va bene il nuovismo, ma serve almeno conoscere l'abbiccì delle istituzioni. Vedete, al contrario di chi ci ha preceduto all'opposizione, avevate picchettato l'ufficio preposto ad accogliere le adesioni ai Gruppi. Amici cari, vi ricordate che le avete picchettate? Ebbene sono tutte sbagliate. Possibile che si arrivi fuori tempo massimo e che non si metta il Presidente in condizioni di risolvere questo problema? Innanzitutto mi meraviglio che si arrivi fuori tempo massimo, siccome l'amico Marrocu l'ultima volta ha fatto riferimento ai ciclisti, devo dire che di solito chi arriva fuori tempo massimo, cioè il gregario, viene squalificato. Allora, il collega Marrocu sa benissimo, che per avere venticinque posizioni nelle Commissioni si comincia designando quattro consiglieri, quindi correggete l'atto che il presidente Spissu ci ha mandato, da cui risulta che alla terza Commissione sono assegnati quattro vostri consiglieri. Non avete titolo per essere in quattro, perché potete essere al massimo in tre; siete diciannove e quindi sapete benissimo che potete designare tre consiglieri in tre Commissioni e due nelle altre. Fate un corso accelerato, il collega Uras, tra l'altro, è un funzionario dell'Assessorato del lavoro e potrebbe, in questo periodo di ferie, farvi appunto un corso accelerato su questo argomento.

CAPPAI (U.D.C.). Le avrebbe dovute respingere, Presidente.

OPPI (U.D.C.). E dico anche, consentimi, che lasciando libertà al Gruppo misto, si può verificare che tutti gli otto consiglieri di questo Gruppo chiedano di far parte della stessa Commissione. Innanzitutto, colleghi, vi invito a studiare un pochino, perché laddove siete impegnati in tutte le Commissioni non potete essere anche osservatori; potete essere osservatori soltanto nel caso in cui in una determinata Commissione non sia presente il vostro Gruppo e, a ben guardare, ho visto che per la prima Commissione, per esempio, sono indicati Floris, Balia e Scarpa e non è possibile che ci siano due di voi nella settima Commissione.

Presidente Spissu, convochi i Capigruppo stasera, io sono disposto anche a fare un po' di lezione, di modo che domani si possano costituire le Commissioni. Avevo già pregato il Presidente del Consiglio di invitare il Presidente della Regione a far pervenire - è un atto dovuto - la famosa pratica che si arenò in Commissione e l'assessore Dirindin (così fa qualche cosa di utile!) a portare questa delibera anche fuorisacco, per consentire alla Commissione sanità di potersi riunire domani e dare certezza del diritto a quei centotrentadue giovani che attendono da molti mesi di fare il corso di specializzazione in medicina e di acquisire finalmente quelle professionalità che in campi come l'oculistica, la radiologia e soprattutto l'anestesia sono fondamentali. Non c'è da toccare niente, si tratta sostanzialmente di fare un passaggio rapido per evitare che le borse di studio del 2004 siano finanziate nel 2005.

Presidente Soru, io le ho prospettato alcune questioni e ho anche invitato il Presidente del Consiglio a convocare i Capigruppo stasera, in modo da sanare questa situazione ed evitare che egli utilizzi la facoltà di provvedere direttamente alla formazione delle Commissioni, visto che ci sono degli assenti. Domani, indipendentemente dalla tempistica, potremo così pervenire a delle conclusioni serie. In ogni caso, noi abbiamo posto delle domande e desideriamo avere delle risposte certe, chiare e inequivocabili.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Oppi, per la sua collaborazione esplicita, che non mancherò di utilizzare. Io ho inviato ai Gruppi, onorevole Oppi, le comunicazioni tal quali sono pervenute dai Gruppi medesimi. Non ho composto le Commissioni, come lei sa, le comporrò sulla base delle regole consolidate, ovviamente, e la sua collaborazione sarà preziosa.

L'assessore Dirindin è stata da me informata dell'urgenza, della necessità e anche della disponibilità eventuale della Commissione sanità a esaminare un provvedimento che deve avere il parere favorevole della Giunta.

Proseguiamo quindi nel dibattito. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, cari colleghi, io vorrei fare poche, pochissime considerazioni sull'argomento, in quanto sarebbe sufficiente ribadire quanto da me già affermato su questo tema in occasione del dibattito sulle dichiarazioni programmatiche, prima quindi che pervenisse il nuovo testo della delibera, che conferma l'impostazione che noi avevamo dato circa gli obiettivi che con la prima delibera si volevano raggiungere.

Il fatto che dica poche cose non è dovuto ad imbarazzo, così come non provano imbarazzo i colleghi di Forza Italia e del centrodestra nel parlare di conflitto d'interessi, e io dico che invece un po' di imbarazzo e in qualche caso anche di pudore dovrebbero averlo per il modo in cui affrontano questo argomento. Non c'è imbarazzo da parte nostra perché il problema del conflitto d'interessi noi l'abbiamo posto e lo continuiamo a porre in quanto perdura in ambito nazionale, e non l'abbiamo posto per agitare in modo strumentale e propagandistico un problema che non esiste, ma perché riteniamo giusto, sotto il profilo della legalità e della moralizzazione della politica, che questo problema sia risolto a livello nazionale. Non ci sottraiamo quindi alla discussione neppure a livello regionale, tant'è che questo argomento è stato oggetto di discussione tra la coalizione di maggioranza e il Presidente. Noi, ripeto, riteniamo che sia corretto e positivo affrontare anche in sede regionale l'aspetto del conflitto d'interessi e riteniamo corretta e giusta la decisione del Presidente di lasciare la Presidenza e gli altri incarichi che ricopre nella società Tiscali e di sottrarre la società stessa ai rapporti con l'amministrazione regionale, rapporti che, lo ricordo ancora una volta, sono limitatissimi e di entità inferiore rispetto ai rapporti che hanno altri consiglieri regionali, il fatturato delle cui aziende dipende esclusivamente da quanto paga la Regione. E sono inferiori anche ai rapporti con l'amministrazione regionale che, in questi anni, hanno interessato tanti altri autorevolissimi colleghi del Gruppo di Forza Italia e degli altri Gruppi del centrodestra. Nonostante questo, riteniamo positiva la decisione assunta dal Presidente della Regione di dimettersi dal consiglio di amministrazione di Tiscali e di sottrarre la società, della quale rimane comunque azionista di riferimento (non credo che gli si debba chiedere di rinunciare anche a questo!), ai rapporti con l'amministrazione regionale. Quindi affrontiamo questo tema senza alcun imbarazzo così come abbiamo fatto prima ancora che Renato Soru fosse indicato dal centrosinistra come il proprio candidato alla Presidenza della Regione nelle elezioni regionali.

A mio avviso, però, c'è un limite alla decenza, lo dico a chi pretende di dare lezioni: quando si arriva a coinvolgere persino i parenti di un collaboratore secondo me si è proprio ai limiti della decenza!

Allora, c'è una delibera, che genera - non mi sottraggo a questo aspetto - incomprensioni e contrasti (anche al nostro interno, perché coinvolge un Assessore appartenente all'area dei Democratici di Sinistra) in quanto si presta a una lettura diversa rispetto agli obiettivi che si vorrebbero raggiungere. Essendoci un'incomprensione occorre dunque fare un chiarimento, ma non c'è mai stato contrasto circa gli obiettivi, mai dubbi sulle finalità reali di quella delibera, nessun esponente dei Democratici di Sinistra ha levato gli scudi, si è solo valutata la necessità di una discussione al fine di evitare che la delibera diventi oggetto di strumentalizzazioni da parte del centrodestra per conseguire obiettivi diversi.

A noi pare che il nuovo testo spazzi via ogni dubbio e risponda agli interrogativi posti nella mozione del centrodestra circa il rispetto del percorso previsto dalla legge e la richiesta di revoca della delibera in via cautelativa. La delibera istituisce un nuovo servizio, con funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento, così come precisato anche nel dibattito sulle dichiarazioni programmatiche. Il testo della seconda delibera chiarisce meglio, rispetto alla delibera del 20 luglio, qual è l'obiettivo che ci si pone. Credo che non si possa contestare che il Presidente della Regione possa svolgere le funzioni di indirizzo, di impulso, di coordinamento e verificare - operazione questa estremamente importante e necessaria - qual è stata la spesa, in che modo sono state utilizzate le risorse e se gli obiettivi che erano alla base di quella spesa sono stati raggiunti oppure no. Questa verifica, tra l'altro, secondo me, come giustamente dice la prima delibera, era necessaria anche a seguito di quello che sta succedendo, perché la struttura organizzativa della Regione è vecchia e mal risponde agli obiettivi e alle esigenze poste dalla legge costituzionale numero 3 del 2001 che ha modificato il rapporto tra l'organo esecutivo e quello legislativo attribuendo funzioni nuove all'Esecutivo. Quindi è un problema che, comunque, andrà affrontato quando si discuterà della riforma della legge 1/77, ma l'esigenza che il Presidente della Regione svolga le funzioni di indirizzo, impulso e coordinamento si pone sin da adesso. Permane all'Assessorato degli affari generali il Servizio per il sistema informativo dell'amministrazione regionale, quindi non c'è alcun elemento di sfiducia verso l'Assessore né di sottrazione di funzioni all'Assessorato, e soprattutto c'è l'impegno a predisporre un disegno di legge che rinvii ovviamente alla legge la riorganizzazione della materia, come del resto sia il Presidente sia alcuni colleghi del nostro Gruppo avevano già sottolineato. E' stato anche chiarito che la sospensione non riguarda le gare già esperite, ma quelle che possono essere sospese perché magari è stata fatta soltanto la preselezione.

In attesa dell'intervento del collega Pili, che ha preannunciato dichiarazioni clamorose, io auspico che la presentazione della mozione da parte del centrodestra non avesse fini strumentali, che l'obiettivo non fosse quello di agitare un falso problema, come per dire: "Adesso vi ripaghiamo con la stessa moneta, poniamo noi il problema del conflitto d'interessi e utilizziamo le incomprensioni e i contrasti che si sono manifestati all'interno della Giunta per sollevare un problema che vi crea imbarazzo". Imbarazzo non ce ne crea come abbiamo dimostrato, anzi, do atto al Presidente e alla Giunta della capacità di discutere, di rivedere le questioni, chiarirle e portarle a sintesi. Anche questa delibera rappresenta un segno del nuovo modo di governare e del nuovo rapporto che intercorre tra la Giunta e il suo Presidente e tra la Giunta e il Consiglio. E' un segnale di aria nuova che viene dato dalla Giunta.

Allora, se non avevano intenti strumentali e propagandistici, i colleghi del centrodestra, a mio avviso, avrebbero dovuto, ancora prima del dibattito - che può essere in ogni caso utile -, dopo le dichiarazioni dell'assessore Dadea e la diffusione della nuova delibera, che chiarisce i reali gli obiettivi della prima, ritirare la mozione. Possono ancora farlo, prima che sia sottoposta al voto.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tempo a disposizione è davvero limitato e quindi, purtroppo, le considerazioni dovranno essere rapide. Su un tema come questo non si può lasciare spazio a preamboli di nessun genere ed è anche vero che noi avremmo voluto evitare la presentazione di questa mozione e il dibattito conseguente. Avremmo forse gradito, nel primo dibattito di questo Consiglio regionale, iniziare dagli ultimi; ci sarebbe piaciuto aprire, come primo atto di questo Consiglio regionale, un dibattito sul futuro di quel mondo silenzioso che sta al di sotto della soglia minima di sopravvivenza.

Io credo che oggi, invece, sia assolutamente necessario tornare, purtroppo, su un tema cocente che riguarda un atto amministrativo. Non voglio ripercorrere strade già tracciate da altri filosofando sul conflitto d'interessi, con questa delibera davvero poco c'entra il conflitto di interessi. Iniziamo da una delibera che ci ha drammaticamente portato a dimostrare che non solo non si parte dagli ultimi, ma si vuole puntare esclusivamente ai primi; ai primi e agli interessi per i quali, purtroppo, già oggi vi è stato un primo passo falso nelle determinazioni della Giunta regionale. Cito molto velocemente la prima delibera, nella quale si pongono tre fondamentali obiettivi: primo, coordinare tutte le azioni che la Regione ha messo in campo in questi anni sulla partita dell'informatizzazione regionale, della "Regione digitale" e, aggiungo, dell'"Isola digitale", partita quest'ultima ben più rilevante della prima; secondo, allocare questo coordinamento, già in capo all'Assessorato degli affari generali, presso la Presidenza della Giunta; terzo, bloccare tutte le gare in essere. Mi correggeranno i tanti professori di lettere che sono in questo consesso se interpreto male, ma nell'ultimo capoverso del dispositivo della delibera è scritto: "sospendere tutti i procedimenti di gara", senza nessuna ulteriore precisazione, per cui non si quali siano. Credo, colleghi, che questo denoti il modo in cui si intende, purtroppo, avviare il rapporto con quest'Aula.

Nell'argomentazione di partenza di questa delibera si dice che si fa il coordinamento per tentare di conseguire dei buoni risultati; risultati che non sono stati raggiunti con i progetti messi in campo. Se ne avrò il tempo, vedrò di dire quali sono questi progetti, chi li ha realizzati o li sta realizzando, per dimostrarvi che non c'è un solo progetto di quest'ultimo quinquennio che sia giunto a conclusione e al quale non si possa ancora dare una risposta compiuta. Sono tutti atti e progetti, dal progetto Marte in poi, in fase di completamento e quindi non si può addurre un giudizio negativo per giustificare l'avocazione di questo procedimento. Vedete, se aveste guardato le delibere precedenti, vi sareste resi conto che, per esempio, il 29 aprile 2002 la Giunta regionale aveva approvato...

(Interruzione del consigliere Alberto Sanna)

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lasciamo proseguire l'onorevole Pili?

(Interruzioni)

PILI (F.I.). Vorrei farle notare che l'onorevole Sanna ha usato la parola "imbroglione" riferendosi alla mia persona.

PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Pili. Invito l'onorevole Sanna intanto a tacere mentre un collega parla e poi a usare termini appropriati in quest'Aula, prego.

PILI (F.I.). La delibera del 29 aprile 2002 recita: "Occorre agire sia con un adeguato coordinamento dei progetti e delle iniziative e in piena sinergia tra tutti i singoli Assessorati e sotto l'indirizzo totale del programma di governo del Presidente della Regione". E conclude: "Tutte le delibere da quel momento in poi, tutti gli atti dell'Assessore degli affari generali sono con il concerto del Presidente della Regione". Il concerto è un atto che consente al Presidente della Regione di avallare, oppure no, qualsiasi atto amministrativo della Giunta. Che bisogno c'era, da parte della Giunta regionale in carica, di forzare la mano su un atto così delicato?

Non cito tutte le altre delibere perché sarebbe assolutamente pleonastico, ma vorrei arrivare alla nuova delibera, quella del 3 agosto 2004. La nuova delibera dice che si vuole tentare di attribuire agli Assessorati le sole funzioni gestorie della spesa. E tutte le altre funzioni, colleghi? Le funzioni di indirizzo, di proposta, di produzione di atti amministrativi, che fine fanno? Passano tutte nella nuova struttura? E infatti nell'ambito del progetto di Regione snella e funzionale, che è alla base di questo nuovo flusso, di questo nuovo modo di governare, si raddoppia il servizio! Si dice cioè che si tiene quello che c'è presso gli Affari generali e si crea un altro servizio, per consentire maggiore chiarezza nelle procedure. Dunque anziché passare per un solo ufficio una stessa pratica comincia a passare per due uffici diversi!

Colleghi, perdonatemi, è l'inizio di una strada dalla quale non si esce; è la strada dove si decide tutto e, nello stesso tempo, il contrario di tutto. Anziché accorpare si raddoppia e in questo senso si propone un disegno di legge solo per questa materia. Ma non sarebbe più utile, colleghi del Consiglio, proporre una rilettura riorganizzativa dell'assetto, rispetto alla legge numero 1 del '77, di tutta la struttura di competenza della Giunta regionale? E perché partire da questo? Non si potevano forse accorpare le competenze relative alle politiche sociali con quelle del volontariato che sono in capo alla Presidenza della Regione o con le politiche del lavoro per i disagiati e creare un unico coordinamento? Si è preferito partire dall'innovazione tecnologica, ne prendiamo atto.

Ma è anche vero, colleghi, che c'è un dato ultimo che davvero mi preoccupa. La professoressa Cerina, che è assolutamente un luminare in materia di interpretazione dei testi, potrebbe darmi delle ripetizioni per cercare di capire cosa è scritto nel terz'ultimo paragrafo del dispositivo della delibera che ci è stata consegnata: "…la sospensione riguardava solo i procedimenti di gara per i quali non fossero stati già posti in essere atti irreversibili dei procedimenti stessi ed, inoltre, non recava un termine necessario per garantire una disamina dei programmi in attesa di attuazione e, nel contempo, una celere fase di valutazione e di decisione in merito". Vuol dire tutto e vuol dire assolutamente niente. Vuol dire, però, che in base alla prima delibera tutte le gare erano sospese e in base alla seconda delibera sono sospese soltanto quelle per le quali non sono già stati compiuti atti irreversibili. Dal punto di vista giuridico - mi riferisco ai tanti sindaci, ai tanti operatori della pubblica amministrazione - cosa significa "atti irreversibili"? Non c'è da nessuna parte la definizione di "atti irreversibili", c'è però un dato di fatto: una gara è stata bloccata la notte stessa dell'insediamento del presidente Soru.

Il 5 luglio 2004 l'assessore Fois ha ricevuto da parte del Direttore dei servizi questa lettera, di cui sono entrato in possesso: "Si fa riferimento a quanto in oggetto per significare che a seguito della comunicazione telefonica a tutti i capofila del Raggruppamento temporaneo di imprese partecipanti alla gara della 'Regione digitale', di voler riconvocare la Commissione amministrativa…", che era stata già sospesa…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Pili.

PILI (F.I.). "…direttamente dalla Presidenza della Giunta regionale, è stata ribadita la disposizione già comunicata personalmente dal Presidente della Regione al Direttore generale, in data 29 giugno, di sospendere tutti i previsti adempimenti successivi". E le date dei fax comunicati sono del 21, 25 e 29 giugno 2004. Cioè non solo non c'era un obiettivo generale, ma non si puntava solo al coordinamento, si puntava a bloccare quella gara. Se c'è qualcosa che non funziona, colleghi, in quella gara, se ci sono traffici, se ci sono imbrogli, abbiamo il coraggio di denunciarli pubblicamente, ma non agiamo nascondendo dietro l'apparente interesse generale interessi che sono invece particolari e che niente hanno a che fare con l'interesse della comunità.

(Interruzioni))

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pili. Onorevole Pirisi!

PILI (F.I.). Mi dispiace che non sia presente un altro Assessore della Giunta, perché mi domando: pur non sapendo come funziona il portale del turismo, che è stato voluto da questo Consiglio regionale con l'approvazione prima del POR, poi del Complemento di programmazione...

PRESIDENTE. Onorevole Pili, la prego di concludere.

PILI (F.I.). Mi consenta di recuperare.

PRESIDENTE. Ha già recuperato più di due minuti, quindi le concedo ancora qualche secondo purché concluda.

PILI (F.I.). Dicevo che in questo caso è stato bloccato l'utilizzo di quella struttura che contava già milleduecento operatori del turismo associati. E' stato bloccato, non verrà rinnovato il contratto. E' un errore? E' stato fatto male quel bando? Io so soltanto che l'Assessore del turismo in carica è stata una delle prime operatrici turistiche ad aderire, valutandolo positivamente, a quel portale della Regione sarda. Vorrei concludere, Presidente, soltanto un minuto.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, io sono indulgente, ma lei ha consumato tre minuti in più di quelli concessi, quindi la prego di concludere.

PILI (F.I.). Per quanto riguarda altri aspetti e le accuse che sono state rivolte al centrodestra in occasione della discussione delle dichiarazioni programmatiche probabilmente tornerò in sede di dichiarazione di voto, ma sarebbe utile fare ancora qualche considerazione sull'incidenza dell'1 per cento del fatturato di Tiscali sul fatturato dell'intera regione, che voi tutti richiamate. Mi domando: e se improvvisamente il Presidente del Consiglio dei ministri diventasse il Murdock mondiale e il fatturato dell'Italia fosse l'1 per cento di quello mondiale esisterebbe ancora il conflitto d'interessi? Ho qui l'elenco di tutti i procedimenti amministrativi che vedono coinvolta una società che fa capo a un esponente della Giunta regionale. Sto parlando del 30 per cento del fatturato degli appalti messi in campo dalla Regione sarda in questi anni (potrei citare tutte le associazioni temporanee di imprese), per un ammontare complessivo di oltre 36 miliardi di euro, e siamo soltanto all'inizio.

PRESIDENTE. Onorevole Pili, sono costretto a toglierle la parola.

PILI (F.I.). Credo che avremo modo, nel prosieguo di questa legislatura, di chiarire che cos'è il conflitto d'interessi e che cosa significa buona amministrazione.

PRESIDENTE. Io invito i colleghi che intervengono a non abusare del tempo, chiamando il Presidente a un dovere di imparzialità che viene abbondantemente adempiuto. Penso che non sia lecito, che non sia giusto superare di cinque minuti il tempo che si ha a disposizione. Le prossime volte toglierò la parola a chi abusa in questo modo del tempo, della pazienza e anche della disponibilità del Presidente.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Non avevo capito che mi toccasse intervenire così presto. Quanto tempo ho?

PRESIDENTE. Ha venti minuti. Se ritiene posso disporre una breve sospensione dei lavori.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. No, va benissimo, ormai abbiamo iniziato. Ero un pochino distratto, magari mi sarei documentato.

E' stato un dibattito ricco di spunti interessanti e sono diversi i quesiti a cui dovrei rispondere. Si è partiti dal piccolo bando di gara, dal piccolo episodio fino ad arrivare al tema più complesso del conflitto d'interessi che, come ricordava il consigliere Liori, è vecchio quanto sono vecchie la politica e la pubblica amministrazione. Pur avendo sempre tentato, in qualche maniera, di stabilire delle regole, il tema del conflitto d'interessi è sempre stato oggetto di dibattito mai portato a termine, lungo quanto è lunga la storia della politica e quindi, probabilmente, neanche noi oggi riusciremo ad arrivare a delle conclusioni, però cerchiamo di dare il nostro contributo.

A questo argomento sono stati aggiunti anche altri temi, come la necessità, ricordata stamattina dal consigliere Licandro, di rasserenare i rapporti col mondo dell'informazione e anche il richiamo affinché in quest'aula, così come nella sala riunioni della Giunta regionale, non si facciano rappresaglie (è stato usato questo termine). E quindi da dove posso iniziare? Da qualche domanda puntuale che mi è stata fatta per esempio da lei, consigliere Oppi, riguardo al futuro e al fatto che Tiscali partecipi o no ai bandi di gara regionali. O meglio, provo a rispondere diversamente. Conflitto d'interessi: l'ultima volta che ci siamo visti in quest'aula ho parlato, così come normalmente se ne è parlato in questi anni in Italia, del conflitto d'interessi del Presidente del Consiglio, l'onorevole Berlusconi, e ho spiegato perché il paragone con quel tipo di conflitto d'interessi non sia assolutamente proponibile qui in Sardegna. Non è proponibile perché il conflitto d'interessi di cui la politica si è occupata in questi anni non ha mai riguardato il fatto che il Presidente del Consiglio dei ministri spende per fare pubblicità alla RAI, nei quotidiani e magari anche in Mediaset. Non si è mai parlato come di un possibile conflitto d'interessi del fatto che non solo la Presidenza del Consiglio, ma tutto il Governo della Repubblica investe in pubblicità istituzionale, o magari spende per contratti di assicurazione qualche volta, giustamente, stipulati anche con società di assicurazioni in cui il Presidente del Consiglio ha una partecipazione rilevante. C'è un momento in cui il Governo compra beni e servizi presumibilmente anche dalla maggiore società che si occupa di comunicazioni in Italia e magari da altre società ad essa collegate. Non se ne è mai parlato perché non è rilevante, perché non si è ritenuto che fosse importante quel tipo di conflitto nel momento in cui il Presidente del Consiglio indirizza o contribuisce a indirizzare la spesa del Governo della Repubblica, e magari può succedere che spenda anche presso aziende partecipate. Non è rilevante, non è molto importante.

Si è parlato invece di conflitto d'interessi per il fatto che nel Parlamento italiano si è inizialmente - è stato rilevato anche oggi - discusso di rogatorie internazionali, di falsi in bilancio, di abolizione dell'imposta su successioni e donazioni, si è discusso cioè di cose importanti, più importanti degli appalti di importo pari a dieci o venti milioni di euro, per quanto siano importanti anche quelli. Stiamo parlando di fatti importanti per la vita della società in Italia e non di come si spendono venti o trenta milioni di euro ottenuti con l'aggiudicazione di appalti. Non abbiamo mai parlato degli appalti presso le televisioni del Gruppo Finivest o di spese presso società di assicurazioni o quant'altro.

(Interruzione del consigliere Cappai)

PRESIDENTE. Posso chiedere, colleghi, di lasciare intervenire il Presidente della Regione?

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Così come erroneamente si è parlato delle licenze per la televisione. Le licenze in Italia si concedono a chiunque le chieda; il problema del conflitto d'interessi nel caso delle televisioni è che non di licenze si tratta, ma di concessioni, il che significa utilizzo di risorse scarse. In questo caso le risorse scarse sono quelle dello spettro attraverso il quale viaggia il segnale televisivo: non c'è spazio per tutti quelli che ne fanno richiesta, addirittura nemmeno per chi ha già ottenuto la concessione e non può utilizzarla, appunto perché lo spettro è già tutto occupato. Per cui: eventuale conflitto di interessi nell'attività legislativa del Parlamento, conflitto d'interessi nel rilascio delle concessioni, perché è lo Stato che rilascia le concessioni e ne stabilisce le regole, conflitto d'interessi per il fatto che di comunicazione si tratta e non di vendita all'ingrosso di altre cose, quella stessa comunicazione che ha un ruolo così rilevante nella canalizzazione del consenso della politica. E' un argomento che però non ci riguarda, abbiamo provato a parlarne, ma non ne parliamo più. Questo è il parlamento dei sardi e su quello che attiene alla Sardegna ci vogliamo concentrare.

Esiste un conflitto di interessi tra il Presidente della Regione e il suo interesse personale privato? Sì, così come c'è un conflitto d'interessi in qualsiasi attività pubblica - è stato richiamato - per ognuno di noi. C'è un momento in cui siamo chiamati a prendere delle decisioni che in qualche maniera confliggono con il nostro personale interesse, per cui siamo tutti, chi più chi meno, in conflitto d'interessi. Si è iniziata questa legislatura parlando in maniera a volte appropriata, a volte del tutto non appropriata, del conflitto d'interessi del Presidente della Regione per il fatto che questa Regione appalta, per qualche decina o molte decine di milioni di euro, opere in un settore che è oggetto del lavoro della società da cui io provengo. Molti di voi della maggioranza, ma anche dell'opposizione, mi hanno manifestato stima, quindi non c'è un pregiudizio secondo il quale gli atti da me sinora compiuti erano dettati da interessi personali. Molti di voi hanno sottolineato che comunque il dubbio può rimanere, altri hanno addirittura cercato di dimostrare che sin dalla prima notte ho cercato di perseguire il mio interesse privato. Io spero che da questo momento la campagna elettorale, che tutti abbiamo detto essere finita, sia finita davvero e che cercheremo di lavorare serenamente tutti insieme, perché tutti possiamo apportare il nostro contributo, dall'opposizione come dalla maggioranza, per migliorare la società, la situazione e anche il governo della Sardegna. Il Consiglio può contribuire, e contribuirà, ne sono certo, a migliorare il governo della Sardegna.

Allora, perché a una prima delibera è seguita una seconda delibera? Intanto devo dire che non si trattava della prima delibera di questa Giunta, perché nella stessa giornata ne sono state fatte tante altre, alcune delle quali, a mio giudizio, più importanti di questa, così come altre delibere più importanti di questa sono state fatte nella giornata successiva e anche ieri. Tra le tante cose da fare si inizia a lavorare da quelle che capitano più vicine, e tra le cose che sono capitate più vicine in questi giorni, mi dispiace, alla Giunta regionale e quindi al Presidente, c'erano anche i bandi sulla informatizzazione, da Visit Sardinia, come richiamato poco fa dal consigliere Pili, a quello della "Regione digitale" e così via.

Il fatto che il Presidente della Regione si sia dovuto interessare del progetto Visit Sardinia non è dipeso da me, ma è dipeso dal TAR, che ha abolito la relativa gara, è dipeso da una delibera sbagliata, a mio avviso, della Giunta precedente, che ha pensato in ogni caso, anche contrariamente a quanto indicato nella sentenza del TAR, di portare avanti quel progetto, ed è dipeso anche dal fatto che ci è stato chiesto di intervenire su questo problema. Ci è stato chiesto cioè di intervenire su un sito che è già costato 1 milione e 200 mila euro a questa Regione, cifra che potrebbe raddoppiare. Qualsiasi persona di buon senso può verificare che cosa è oggi quel sito e magari domandarsi se è congrua una spesa di 2 milioni e 500 mila euro per quello che vediamo, soprattutto dopo aver appreso che il 90-95 per cento del lavoro è stato già portato a compimento, per cui quello che dovrebbe costare 2 milioni e 500 mila euro è più o meno quello che vediamo in Internet. Non è colpa mia se me ne sono dovuto occupare, è colpa del Tribunale amministrativo e dei rilievi altrui.

Per quanto riguarda la gara sulla "Regione digitale", occorre dire innanzi tutto che dietro questo nome pomposo non c'è la Regione digitale, c'è un programma per la contabilità economica, finanziaria e patrimoniale della Regione, per cambiare la procedura di calcolo delle buste paghe dei dipendenti regionali, c'è un po' di connettività per qualche ufficio dove questa connettività ancora non esiste, c'è poi il portale della Presidenza della Giunta. Per quel che ne capisco io, non c'è nient'altro in questa famosa "Regione digitale".

Io sono stato eletto non per fare gli interessi miei, ma per fare gli interessi della regione, di tutta la regione, di tutti i sardi, in ogni istante, ed eventualmente per non considerare mai troppo tardi il momento in cui occuparmene. Consigliere La Spisa, penso di avere anche la responsabilità, eventualmente, di intervenire a partita già iniziata e cambiare le regole del gioco se magari mi capita di pensare che siano sbagliate, anzi che siano totalmente sbagliate e forse, anche in buona fede, siano di molto contrarie all'interesse di questa Regione. Ho questa responsabilità, me la sento così, quella di assicurarmi che ogni euro che si spende in questa Regione sia speso nell'interesse generale, non in favore di qualcuno in particolare e non c'è, vi prego di crederlo, nei comportamenti di questo Presidente nessun intendimento contro qualcuno in particolare. Abbiamo tutti di meglio da fare nella vita, e la vita è talmente breve che è più utile impiegarla non contro qualcuno, ma a favore degli altri. Io mi sono occupato immediatamente di alcune cose perché gli avvocati mi hanno richiamato a occuparmene.

Per quanto riguarda l'appalto da 46 milioni di euro per la "Regione digitale", di cui mi sono occupato, devo dire che io non sto di notte negli uffici di viale Trento, in questa ricostruzione non la seguo, onorevole Pili, e forse vorrei utilizzare i minuti in maniera diversa, però, sì, ho contattato l'ex assessore Fois insieme al Direttore generale per capire cosa stesse succedendo e come mai si stessero aprendo le buste appena qualche giorno dopo l'insediamento del nuovo Presidente e in un Assessorato dove ormai l'Assessore era in uscita. Non ho chiesto di sospendere la gara, perché qualche cognizione di diritto amministrativo ce l'ho anch'io, perché magari a scuola ci siamo andati tutti e perché poi, leggendo, pian piano capiamo anche. So che cos'è la legge numero 31, so che cosa significa separazione tra politica e amministrazione, so che cosa possono fare un Assessore e un Presidente e quali sono invece i compiti e le responsabilità dell'amministrazione e del Direttore generale. Ho chiesto semplicemente di sapere quando era stato fatto il bando di gara, quando erano state consegnate le buste coi progetti, quanti giorni erano passati dalla consegna delle buste, quanti progetti erano stati presentati, quante pagine per ogni progetto. E' venuto fuori che le pagine presentate sono complessivamente più di diecimila - mi posso sbagliare - e sono state tutte lette e analizzate in un tempo straordinariamente breve, breve anche per quella commissione giudicatrice.

C'era la percezione che si fosse agito con un pochino di fretta, così come molta fretta era stata posta nella correzione del bando, non da parte mia o di Tiscali, ma da parte di ben altre persone e di altre società. In questa Regione erano stati fatti rilievi di illegittimità e anche di inopportunità (poi arriviamo al dunque). Il bando era stato rifatto troppo in fretta forse e la documentazione - oltre diecimila pagine - era stata letta con molta celerità. Ho chiesto - credo sia mia responsabilità - di sapere chi fossero i commissari che avrebbero dovuto giudicare su quel bando di gara. Mi sono stati fatti i nomi. Siccome stiamo spendendo 46 milioni di euro di questa Regione, che non è ricchissima, siccome le risorse finanziarie tendono a finire, siccome qualche risultato a casa lo vogliamo portare e tutti siamo qui perché vogliamo spendere bene le risorse regionali, mi sono informato su quelle persone, ho cercato di capire quali competenze avessero per poterci garantire circa l'utilizzo di quelle risorse. Io non voglio dare giudizi personali, che sono antipatici, però credo che possiamo mettere in campo competenze migliori per spendere 46 milioni di euro su un tema così delicato. Ho anche chiesto chi fosse un certo signore che faceva parte della lista dei cinque, perché aveva un cognome strano, e come fosse stato contattato. Mi è stato risposto: "Sa, il bando di gara era pubblico, lo abbiamo messo anche su Internet, questo signore l'ha letto e ci ha inviato un curriculum per candidarsi alla commissione giudicatrice. Ci sembrava un buon curriculum, per cui lo abbiamo inserito tra i componenti della commissione". Mi è sembrata tutto sommato una storia strana, credo che le commissioni non si compongano in questa maniera.

Dunque non ho dato nessun ordine perché so che nessun ordine posso dare, però ho detto: "State attenti, controllate se avete effettivamente analizzato bene i progetti, controllate bene la Commissione, controllate bene il tutto e valutate se non sia il caso di sospendere la gara, valutate se non sia il caso di sospendere l'apertura delle buste. Magari ci prendiamo una pausa di riflessione prima di perfezionare definitivamente una gara da 46 milioni di euro". Solo questo ho fatto, credo di non aver compiuto nessuna ingerenza che non sia quella che mi viene richiesta dalle persone che mi hanno eletto. Penso di non aver fatto confusione tra amministrazione e attività politica, di non aver fatto nulla di contrario alle previsioni della legge 31 o di illegittimo.

Questa è la situazione in cui ci muoviamo. Quella gara è stata fatta con 10 milioni di euro che però mancano, perché sono previsti dal CIPE ma non ci sono, com'è stato richiamato, anzi 12 milioni di euro, I.V.A. compresa. Quella gara è stata fatta anche contrariamente ai rilievi dell'Assessorato della programmazione, che si occupa anche di bilancio e che casualmente sta facendo un bando analogo e spendendo altri soldi della Regione per installare un altro programma di contabilità e bilancio. Si chiama SICR (Sistema informativo contabile della Regione), per cui questa Regione, in questo momento, sta comprando la stessa cosa due volte, o magari una cosa un po' diversa, ma che dovrebbe servire per lo stesso scopo: la sta comprando dall'Assessorato degli affari generali e dall'Assessorato della programmazione. Siccome mi hanno eletto per prendermi delle responsabilità, in qualche maniera me le prendo.

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è terminato. La prego di concludere.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Io ho fatto una prima delibera in totale buona fede, delibera che per altro non ho scritto io stando davanti al mio portatile, con la stampante vicina. La delibera è stata infatti predisposta dagli uffici e reca la firma del Direttore generale, per cui devo supporre che fosse legittima o quanto meno lo fosse secondo il parere del Direttore generale della Presidenza, che ho trovato lì, che non ho scelto io e credo sia ampiamente stimato in questa Regione. La Giunta ha votato una delibera che indicava un certo percorso e necessariamente un passaggio in Consiglio regionale, perché il Consiglio aveva approvato, all'interno della legge finanziaria, un emendamento che prevedeva non la modifica della legge numero 1, con l'attribuzione di nuove competenze all'Assessorato degli affari generali, ma semplicemente un'assegnazione di fondi. Era un semplice emendamento a un articolo della finanziaria e non è mai accaduto nella storia di questa Regione che la legge numero 1 sia stata modificata attraverso un emendamento alla finanziaria. Quando si vuole modificare la legge numero 1 si modifica la legge 1; un mero emendamento alla finanziaria non può essere considerato come una modifica di legge. Si trattava semplicemente di un'assegnazione di fondi di bilancio a quell'Assessorato per un compito specifico, non di un'attribuzione di competenze dello stesso tipo di quelle previste dalla legge 1.

Quindi quella prima delibera prevedeva un percorso che non svuotava l'Assessorato delle riforme delle sue competenze, perché come è stato già detto gli Assessorati non si pesano secondo gli euro che spendono, ma secondo il valore, e noi in questa legislatura diamo un'enorme importanza alle riforme che magari richiedono un grande sforzo di immaginazione, di studio, di analisi, di intelligenza e coinvolgono pochi soldi, ma questo non significa che siano meno importanti. Le riforme, per questa Regione, saranno più importanti di appalti per 30 milioni di euro, ne sono sicuro.

Quindi non si trattava né di sfiduciare né di svuotare un Assessorato, ma semplicemente di dare maggiore organicità ed efficienza al Governo per la spesa della Regione nel settore dell'informatica, facendo in modo che una stessa cosa non la si comprasse due volte.

Abbiamo fatto un dibattito in Aula, che ho apprezzato, soprattutto nella giornata conclusiva e credo che di uno scambio si tratti e non semplicemente di un muro contro muro. Per cui, con molto piacere, ho tenuto conto dei vostri rilievi, delle questioni che sono state sollevate durante la discussione, non tutta solo strumentale ma anche in buona fede. Per questo abbiamo cercato di migliorare la prima delibera mantenendo in capo alla Presidenza il ruolo di indirizzo strategico e di coordinamento, che la Presidenza ha già per tutti i temi che attengono al Governo regionale, ma in questo caso specifico c'era bisogno di destinare una o due persone a questa attività di coordinamento, che non deve essere un mero coordinamento politico, ma un vero coordinamento amministrativo, che è mancato in altre occasioni. Questo è il senso della seconda delibera.

PRESIDENTE. Presidente Soru, le chiedo di concludere per la stessa regola richiamata per l'onorevole Pili.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Ho parlato della prima e della seconda delibera, avrei perciò terminato. Faccio un giuramento che non ho fatto la prima volta: giuro in quest'Aula, coscientemente, per quello che sto facendo, che tutte le volte che ci sarà un conflitto tra l'interesse mio personale e l'interesse dei sardi io sceglierò l'interesse dei sardi. E ho giurato.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.

PILI (F.I.). Mi pare di dover dire subito che non solo non ci possiamo ritenere soddisfatti, ma le affermazioni rese dal Presidente qualche volta richiamano un buonismo che serve alla Sardegna quando non sono in discussione atti amministrativi concreti.

Il Presidente della Regione ha detto poc'anzi che su tutti gli interventi posti in essere è stato esortato dagli avvocati. Cito per tutti Visit Sardinia, che come sapete è un atto che ha compiuto un percorso amministrativo, sino alla conclusione di una spesa autorizzata, essa sì, dalla Corte dei conti. In questi anni pochi atti della pubblica amministrazione sono stati inviati, preventivamente, alla Corte dei conti; quello è uno degli atti registrati dalla Corte dei conti, organismo che spero nessuno voglia qui disconoscere perché nella precedente legislatura tutti ne esaltavano la funzione e il ruolo. La Corte dei conti registrò il decreto del relativo bando di gara. La nuova delibera, mi perdoneranno, mi pare di poterla sintetizzare così: qualcuno diceva che questo Governo e questo Presidente hanno una marcia in più e aveva ragione, hanno una marcia in più, la retromarcia! Una retromarcia che anche questa volta hanno messo puntualmente in campo, dimostrando che tutto viene scaricato sulla celerità. Il motivo non è il coordinamento, non è riassumere in un unico gestore o meglio controllore o meglio progettista il senso della "Regione digitale", ma è quello di dimostrare che forse i commissari della Regione hanno corso troppo, sono stati troppo bravi e hanno chiuso le procedure di una gara in tempi troppo rapidi. Io mi domando: per quanto riguarda tutto questo elenco di gare che mi accingo a leggere c'erano funzionari della Regione Sicilia o della Regione Lombardia oppure erano gli stessi funzionari che hanno posto in essere identiche procedure per questa gara d'appalto? Caro, presidente Soru, sono le stesse macchine amministrative di allora, quando le gare si vincevano, e di oggi, che le gare si perdono e qualche volta ad esse non si partecipa nemmeno.

Per quanto riguarda la partecipazione della società Tiscali alle gare d'appalto bandite dalla Regione voglio richiamare un aspetto che forse ai più sfugge, cioè che questa società non solo deve partecipare alle gare, ma deve essere messa nelle condizioni di non aggravare l'economia della Sardegna, il che accadrebbe se venisse tagliata fuori dalle gare d'appalto regionali. E vi spiegherò perché leggendo un elenco relativo alla società Tiscali: partecipazione del 15 per cento, per un ammontare complessivo di 15 milioni di euro e di 5 milioni di euro a capo della stessa società, al Consorzio Janna, per la realizzazione del cavo telematico tra la Sardegna e il continente, tra il Lazio e la Sicilia; partecipazione del 15 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese con Accenture e Compaq per il sistema informativo SIL, ammontare 3 miliardi e 600 milioni in capo alla sola Tiscali (nel mese di marzo 2004 il Raggruppamento temporaneo di imprese ha sottoscritto un atto aggiuntivo con il quale sono stati assegnati ulteriori 3 miliardi; il 1° luglio 2004, il Raggruppamento temporaneo di imprese ha sottoscritto un'ulteriore estensione che porta l'intera partecipazione del Gruppo Tiscali a oltre 4 miliardi e 800 milioni); partecipazione del 29 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Accenture e Unione Editoriale, che forse ritroveremo anche in altre associazioni temporanee d'imprese, la quota di Tiscali è di 4 miliardi e 200 milioni; partecipazione ancora (anche in questo caso è responsabile l'Assessorato degli affari generali, cioè gli stessi funzionari che oggi vengono "incolpati" di solerzia e, con sotterfugi verbali, forse di incapacità nel seguire le procedure, andavano bene quando si vinceva ma adesso non vanno più bene!) del 30 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese costituito da Hewlett-Packard, Xanto, Consorzio Tecnoflor Ifras e Istituto Geografico De Agostini, per la realizzazione del progetto Marte (funzionari dell'Assessorato della pubblica istruzione e dell'Assessorato degli affari generali), ammontare 18 miliardi; partecipazione del 16 per cento al Raggruppamento temporaneo di imprese con Accenture, Unione Editoriale, K-Solution (mi riferisco ai gruppi de L'Unione Sarda e de La Nuova), Lutech, altra gara vinta da questo raggruppamento di imprese (Assessorato degli enti locali).

PIRISI (D.S.). Che periodo?

PILI (F.I.). Il periodo è quello che stiamo esaminando, cioè 2002-2004. Però credo che sia illuminante giudicare i fatti prescindendo, ognuno di noi, dal proprio ruolo, perché è evidente che il conflitto d'interessi esiste soltanto per Berlusconi, chi può pensare diversamente? Nessuno può pensare che in questo Consesso, un gruppo politico, una maggioranza non avrebbe cercato di dire: "In Sardegna il conflitto d'interessi non esiste, esiste soltanto a Roma, perché c'è Berlusconi, qui non abbiamo nessun elemento che ci consenta di dire che questo conflitto esiste". Voglio fare riferimento alle lobby che sono state chiamate in causa nelle dichiarazioni programmatiche, che avrebbero guidato la Sardegna. Si è usata infatti l'espressione "le lobby alla guida della Sardegna", quindi della Regione sarda, ed è un riferimento esplicito, se volete, anche al sottoscritto. Io, in quel quadro di gestione delle lobby, ricevetti una lettera, datata 24 marzo 2003, protocollata presso l'Assessorato della pubblica istruzione, relativa al progetto Marte, che ho già citato (partecipazione di Tiscali per 18 miliardi di euro, non sono bruscolini! Anche in quel caso non bisognava andarci leggeri, non occorreva fare giuramenti per scegliere tra gli interessi generali e il proprio interesse; bisognava scegliere l'interesse della Sardegna). In questa lettera, firmata da un esimio dottore (lo dico all'onorevole Dadea perché questo signore avrebbe potuto ricoprire la sua carica)[s1] , il direttore generale di Tiscali, dottor Mario Rosso, si dice: "Tiscali ha vinto la gara per il progetto Marte e si candida ad avere l'affidamento, a trattativa privata, della connettività del progetto Marte." Posso consegnare la lettera, ovviamente in copia, a tutti i colleghi. Tutto legittimo, ma è più legittimo e ancor più sostenibile, e io lo sostengo, quello che dice il dottor Mario Rosso in conclusione di questa lettera: "Può non essere infine trascurato il fatto che la spesa, con riduzione dei costi per la Sardegna rispetto alla gara nazionale CONSIP, anche in tal modo ridotta ricade a beneficio di un'azienda ubicata nella stessa Sardegna, inducendo benefici economici nell'ambito del territorio regionale, riverberandosi finanche sulle stesse amministrazioni pubbliche operanti nel territorio stesso". Ciò vuol dire che se si esclude Tiscali si fa un danno alla Sardegna, e Tiscali guadagnava per far guadagnare la Sardegna. Non lo dico io, ma lo dice il direttore generale della società stessa. Credo che questo dimostri, se ce ne fosse bisogno, quanti conflitti d'interessi bisogna conoscere.

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Immagino che non essendo stata avanzata una proposta di ritiro, i presentatori intendano mantenere la mozione e votarla. E' stato presentato l'emendamento numero 1. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI

Dopo il terzo alinea del dispositivo, è aggiunto il seguente:

"A garantire il pieno rispetto dei principi e dei criteri stabiliti nella legge regionale n. 31/98." (1)

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 1.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, io credo che l'emendamento sia utile per una maggiore specificazione. E' chiaro che non è consuetudine richiamare la Giunta e il Presidente a un pieno rispetto delle leggi, e in questo caso il pieno rispetto dei principi e dei criteri stabiliti nella legge numero 31 del '98. Ma perché questa specificazione? Proprio per quello che ha spiegato nella replica il Presidente, cioè le interferenze di tipo amministrativo che, a mio avviso, sottolineo due volte in buona fede, invece il Presidente non ha rispettato nello stesso richiamo, che è stato letto da parte dell'onorevole Pili, fatto all'ingegnere Antonio Quartu, in merito alla sospensione della gara di cui abbiamo parlato ripetutamente in questa sala.

Vorrei rifarmi anche a quanto detto nella replica dal Presidente e a quanto richiamato da un illustre giornalista di una nota TV privata nei suoi servizi delle ore 14, quando diceva: "C'è qualche consigliere che deve saper distinguere informazione da informatizzazione". Adesso io non so a chi si riferisse, probabilmente aveva anticipato le dichiarazioni del Presidente, che, come ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento di stamattina, ha giustamente riportato il conflitto d'interessi del Presidente del Consiglio dei ministri, l'ha ripetuto nella replica, ma ben altra cosa è rispetto a quello di cui si discuteva in quest'Aula nella giornata odierna, cioè parlavamo di informatizzazione e non di informazione, e anche del rispetto delle procedure.

Io ho apprezzato la replica del Presidente e tengo a sottolineare che mi dissocio da qualunque valutazione sul progetto Visit Sardinia, che non era in discussione, condividendo la necessità di approfondire gli argomenti. Così come mai mi sarei permesso di sottolineare o specificare che non è legittimo, da parte di questa Giunta, rivedere e analizzare le delibere dell'ultimo periodo o del penultimo periodo della legislatura precedente, tenendo conto anche dei tempi della Giunta Masala e delle azioni che quella Giunta ha potuto mettere in essere, poiché condivido il concetto che bisogna spendere con attenzione i fondi della pubblica amministrazione. Tant'è che, per esempio, posso riferire che, senza clamore, nell'ultimo periodo sono state aggiornate le quantità di investimento per l'informatizzazione omogenea delle AA.SS.LL. (cosa che chi mi aveva preceduto, cioè l'onorevole Oppi, non aveva potuto fare per questioni di tempo), prevedendo un'ipotesi di investimento di circa 30 miliardi, per arrivare fino alla carta sanitaria, riportandola nei giusti canali di investimento, cioè circa 8 miliardi e 500 milioni di vecchie lire.

Perciò è corretto, giustissimo che stiamo attenti a come spendiamo i denari della pubblica amministrazione, così come è corretto riesaminare le procedure, se non si concorda su di esse. E io distinguo nettamente, anche il mio Gruppo, presumo, ma parlo a titolo personale, le funzioni dell'imprenditore di ieri da quelle del Presidente di oggi. Credo che questo sia un concetto alquanto difficile da rappresentare ai colleghi del centrosinistra, ma io non vedo nessun conflitto d'interessi con l'attività imprenditoriale precedente del Presidente della Regione. Io parto dal momento in cui egli è diventato Presidente della Regione, perciò non discuto il fatto che abbia lecitamente partecipato a delle gare regionali, che lecitamente si sia aggiudicato degli appalti, che lecitamente abbia fatto crescere la sua società. Chi non lo farebbe? Così come richiamato stamattina e ripreso dal Presidente e da altri colleghi, tutti noi, se banalizziamo il concetto di conflitto d'interessi, abbiamo degli interessi. Continuo a ripetere che il limite sta nel capire come vanno regolate le gare, come si perseguono gli interessi della Regione, affinché tutti liberamente, con senso di giustizia ed equità, possano partecipare alle gare. Non mi scandalizzerei, per esempio, se Tiscali partecipasse a una gara d'appalto. Non sono un falso moralista, non voglio utilizzare politicamente questo fatto, non mi scandalizzerei, l'importante è che questo Consiglio e questa Giunta siano in grado di stabilire regole certe di equità, giustizia e trasparenza. Io non nominerei mai il proprietario di un'azienda alberghiera Assessore del turismo, non affiderei mai a un medico l'Assessorato della sanità, perché la politica è indirizzo, perché l'Assessore deve saper coordinare, organizzare, raggiungere i risultati, esprimersi nel merito collegialmente con la sua maggioranza e possibilmente col Consiglio. La collegialità è mancata, questo è chiaro, il Presidente ha agito da solo e questo è noto. Ha agito da solo, mi scusi, Presidente, così risulta. Cambiamo le dichiarazioni, facciamo retromarcia anche sulle dichiarazioni.

Così risulta anche per quanto riguarda la prossima regolamentazione urbanistica, almeno i fatti smentiscono le posizioni del Presidente, visto che è stata presentata una proposta di legge che va in una direzione diversa da quella da lui annunciata. Perciò, probabilmente, la mancanza di collegialità, quello che non accettiamo e che abbiamo combattuto anche in passato, è l'uomo solo al comando; l'uomo solo al comando per quanto riguarda il confronto politico, l'uomo solo al comando nel pieno rispetto delle regole e quindi in questo caso della legge numero 31. Qualcuno ha accennato allo spoil system - tra l'altro devo dire che condivido le osservazioni circa la A.S.L. numero 5 fatte dal collega Biancu -, il Presidente ha accennato alle liste di proscrizione: si dice che non devono essere fatte, però nei fatti si stanno facendo.

MARROCU (D.S.). Voi le avete fatte!

CAPELLI (U.D.C.). Tanto le abbiamo fatte che abbiamo tenuto alla dirigenza persone del tuo partito, affidando loro incarichi sui quali oggi gli stessi dirigenti, per esempio, della Direzione generale della sanità fanno delazioni, anzi stanno proprio delirando, perché non raccontano di aver nascosto atti o comunicazioni importanti all'Assessore. Eppure li abbiamo tenuti, sbagliando. Tornando indietro non succederebbe.

Le liste di proscrizione sono gli interrogatori ai direttori generali: io non credo che si debba chiedere loro il voto di laurea, per esempio, non credo che sia questo l'atteggiamento giusto. Non era tutto male quello che è venuto prima, bisogna saper discernere, bisogna saper non omologare, bisogna saper prendere quello che di buono c'è stato e cancellare quello che non si è condiviso, quello che, a suo avviso, Presidente, potrebbe non essere stato trasparente e cristallino, ma non per questo si devono cambiare le regole durante la partita. Noi abbiamo agito seguendo le regole democratiche imposte da una normativa che non condividiamo, però dobbiamo giocare con le carte che sono nel mazzo, oppure cambiamo le regole, cambiamo le leggi e allora potremo agire diversamente, ma non possiamo ignorare i vincoli imposti da leggi democraticamente esitate da quest'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Siamo in fase di votazione della mozione. Sono ammesse, come i colleghi sanno, dichiarazioni di voto che ogni consigliere può rendere per non più di cinque minuti. Sarò inflessibile nel far rispettare i tempi.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). La ringrazio, Presidente. Io chiaramente voterò contro la mozione, però sento il bisogno di chiedere al collega La Spisa, che l'ha illustrata, se i tre impegni richiesti alla Giunta abbiano trovato risposta negli interventi dell'assessore Dadea, che ha reso una comunicazione sulle delibere, e del presidente Soru. Stando ai punti del dispositivo la mozione dovrebbe essere ritirata, questa è la mia opinione. Se invece gli impegni da voi richiesti avevano obiettivi diversi da quelli che sono stati scritti, allora la mozione non corrisponde all'illustrazione del collega La Spisa.

Il collega Pili ci ha riferito dei dati che conoscevamo; io sapevo da prima che Tiscali aveva partecipato a gare d'appalto regionali, è un fatto naturale per un'azienda che opera anche in Sardegna. Dove sta lo scandalo? Lo sapevamo, lo sappiamo e, giustamente, il collega Capelli dice: "Collega Pili, di che cosa stai parlando?" Stiamo parlando di cose che conoscevamo!

Io penso, invece, che sia da apprezzare la risposta che è stata data ai tre punti della parte dispositiva della mozione, in riferimento all'applicazione e al rispetto della legge numero 31. Collega La Spisa, noi vogliamo che questa legge venga applicata e siamo convinti che i funzionari che in applicazione della stessa legge hanno ottenuto dei vantaggi sul piano economico debbano fare fino in fondo il loro dovere - ritengo che questo lo pensi anche lei - sapendo che hanno delle competenze che il Presidente non può né limitare né togliere loro. Facciano quello che devono fare liberamente, in modo trasparente e conseguente. Lo facciano! Poi giudicheremo, giudicheremo tutti, però non ritirare questa mozione pur avendo ottenuto delle risposte precise per quanto riguarda gli impegni alla Giunta a me pare una forzatura. Poi siete liberi di tenerla, chiaramente.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie!

CUGINI (D.S.). Mi rivolgo ad alcuni colleghi della minoranza, ex maggioranza, che hanno fatto delle considerazioni che io ho apprezzato: vi invito a non votare questa mozione, perché capisco la ratio della sua presentazione. Se, dopo essere intervenuti e aver dato un contributo positivo al dibattito, voterete la mozione, quel contributo positivo io lo considererò strumentale e sarà la conferma che volete il muro contro muro, contrariamente alle affermazioni che avete fatto nei giorni passati e anche oggi.

Avevate presentato la mozione in seguito a una delibera approvata dalla Giunta il 20 luglio, che è stata poi integrata da un'altra delibera, il cui contenuto è apprezzato, stando a quel che ho sentito dire. Perché, dunque, pensando all'impegno che avete chiesto alla Giunta, volete votare contro qualcosa che non esiste più dal punto di vista tecnico? Collega Oppi, lei è una persona responsabile, ho apprezzato larga parte del suo intervento e apprezzerei moltissimo il fatto che non votasse questa mozione, magari astenendosi, per dimostrare come è cambiata la discussione in Aula.

Per quanto riguarda il giuramento, presidente Spissu, al collega Capelli dico questo: io ho un cognome che si presta, Cugini, quindi tutti parenti, ma sono pronto a giurare che non ho nessun rapporto, se non quello dovuto al mandato che ho ricevuto, con l'amministrazione regionale. Invito tutti a prestare lo stesso giuramento, perché questo ci dà la possibilità di chiarire meglio la nostra posizione in quest'Aula consiliare. Chi non lo può fare rimuova il conflitto.

Volevo ripetere una battuta del collega Liori, ma mi stanno consigliando di non farlo. Lo farò privatamente, perché interessa il collega Randazzo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Da quando sono entrato per la prima volta in quest'aula consiliare ho sempre ascoltato con attenzione gli interventi di tutti i colleghi e già in una delle prime riunioni mi ero reso conto della grande capacità dell'onorevole Cugini. E' bravo, invita quasi al volemose bene. Ci siamo detti altre volte, onorevole Cugini: non giochiamo a farci del male. Io rimango di questo parere e per non farci del male noi dobbiamo confermare questa mozione, perché può anche essere che siano state date delle risposte, per altro intempestive, agli impegni chiesti, certo è che l'ammissione di colpevolezza, definiamola così, che è stata fatta molto candidamente, dall'alto del suo grande senso etico, dal nostro Presidente, conferma che quanto meno la delibera approvata il 20 luglio è illegittima. E se è illegittima, l'ultimo dei tre punti della parte dispositiva della mozione credo non possa assolutamente indurci a rimuovere questa mozione. Non possiamo, non vogliamo. Crediamo di aver sollevato un problema, è vero è stato un bel dibattito, ci sono state considerazioni condivise da una parte e dall'altra, credo che ce ne saranno nei prossimi mesi delle altre, però in questo particolare momento questa mozione era indispensabile, fondamentale, e probabilmente è la prima e più grande esperienza che il presidente Soru ha fatto in quest'Aula. Non a caso ha dovuto fare un altro giuramento, lui che dice che si giura una volta sola, però questo glielo concediamo.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Era un giuramento diverso.

DIANA (A.N.). Certo, ho capito benissimo, Presidente, che era un giuramento diverso, su quello ci torneremo un'altra volta. Certo è che la necessità di giurare che non sarebbe più incorso in errori di questo genere ci fa pensare che quella delibera è illegittima, pertanto la mozione deve essere sottoposta al voto. E io non posso far altro che annunciare il voto favorevole del Gruppo di Alleanza Nazionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Prog. Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dire che voto contro la mozione e anche per argomentare il voto contrario.

Ho apprezzato molto i toni con lui l'onorevole La Spisa ha illustrato la mozione, perché, pur dai banchi della opposizione, ha posto in essere un ragionamento di tipo tecnico-giuridico e non è mai scivolato in atteggiamenti estranei alle tradizioni parlamentari.

L'onorevole Diana parla di colpevolezza e di ammissione di colpevolezza, laddove noi abbiamo un'esperienza di ragionevolezza, cioè laddove in un pubblico dibattito si ha finalmente la sensazione che quando si parla si è ascoltati. Se si ha l'idea che chi viene qui debba ascoltarci e non si ammette la possibilità di doversi correggere, perché discutiamo? Io penso che sia un esempio di ragionevolezza e di attenzione verso l'Aula.

Ciò che, invece, trovo assolutamente estraneo alla tradizione parlamentare è il metodo, è il senso che ha dato alla mozione dell'opposizione l'onorevole Pili. Contesto proprio il fondarsi, nella tradizione parlamentare europea, della modalità della sua argomentazione, onorevole Pili. Mi spiace dirglielo perché lo faccio anche con una certa emozione. Quando l'ho ascoltata mi sono ricordato dei dossier che io, perché faccio il filologo, ho studiato nell'Affaire Dreyfus, salvato da un filologo. Mi sono ricordato dei dossier costruiti per impalare degli innocenti. Sa come si fanno i dossier, onorevole Pili? Si mettono insieme pezzi di verità e pezzi di non verità, per esempio una delle tecniche è quella di non badare alla sequenza cronologica degli eventi. Questo è paradigmatico quando si fanno i dossier e si vogliono creare degli imputati. Un'altra tecnica in questo senso è insinuare il sospetto e mai assumersi la responsabilità dell'accusa. Se lei ha un'accusa da fare, la formuli come si formula un'accusa e dia diritto a chi può di difendersi. Dal sospetto non si può difendere nessuno. Nessuno!

Questo è estraneo alle tradizioni parlamentari, appartiene a tradizioni estranee alla cultura democratica europea ed è stato praticato da apparati deviati dello Stato. La sua lezione retorica - glielo dico con dispiacere -, il modo di organizzare il contenuto non appartiene alle tradizioni parlamentari. Glielo dimostro: una delle tecniche che lei ha usato è fare un elenco delle somme delle gare d'appalto a cui ha partecipato Tiscali. Siccome io non mi intendo di queste cose, stavo in questi giorni lavorando sulla stessa materia. Il problema è il 100: fatto 100 ciò che la Regione sarda ha stanziato nell'information technology in "x" anni, è esistita realmente concorrenza oppure no tra i soggetti che hanno partecipato alle gare? Se è esistita concorrenza ci sono alcune soglie di vittoria naturale; se non è esistita concorrenza, nel senso che si sono creati dei cartelli che hanno vinto più degli altri, allora noi dobbiamo ragionare sulle modalità con cui le gare si sono svolte.

Pertanto la invito - io sono pronto - a un dibattito in Aula. Stabiliamo il 100, cioè tutte le gare che ognuno di noi conteggia, e vediamo chi le ha vinte. I conti non tornano, io li ho fatti e non corrispondono ai suoi. E li ho fatti con una fatica immensa, non essendoci neanche una banca dati a cui affidarsi. E' difficilissimo ricostruire queste cose, ma è chiaro che l'autorevolezza di un ex Presidente della Regione, che ha molte più informazioni di un neo consigliere, incide sulla modalità della comunicazione, incide moltissimo. Glielo dico con dispiacere, onorevole Pili, io non vorrei mai più sentire un discorso quale quello che lei ha pronunciato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io dichiaro il mio voto favorevole alla mozione e naturalmente insisto, come era sottinteso nell'intervento del collega Pili, sulla sua validità, proprio in virtù di ciò che è accaduto dal momento della presentazione della mozione al momento della sua discussione e nel corso della stessa, cioè la presentazione da parte della Giunta regionale di un'altra delibera che ha modificato e integrato la precedente. Quando si formula un atto amministrativo o legislativo che modifica e integra evidentemente si ritiene ancora valido l'atto precedente, perché altrimenti lo si revocherebbe e se ne farebbe uno nuovo. Evidentemente la Giunta, il Presidente, lo stesso Assessore hanno accettato, con senso tattico, con senso politico, che non sfugge a nessuno, di trovare un compromesso rispetto alla formulazione della prima delibera, che ha posto dei problemi sostanziali e dei problemi politici all'interno della Giunta e della maggioranza, che tutti conosciamo e che sono emersi qua e là, ma il senso dell'atto amministrativo che noi abbiamo chiesto di revocare rimane tal quale.

Noi insistiamo sul fatto che se alcuni elementi di novità appaiono nella seconda delibera, elementi che almeno apparentemente chiariscono il conflitto di legittimità, perciò si annuncia la presentazione, entro il mese di settembre, di un disegno di legge da parte della Giunta regionale, si lascia ferma, però, l'istituzione del nuovo servizio presso la Direzione generale della Presidenza della Regione, contemporaneamente al mantenimento in capo al servizio esistente degli affari generali della competenza in materia gestionale.

Questo è un piccolo passo avanti, ma non chiarisce adeguatamente. Soprattutto ciò che ancora non è chiara è la posizione della Presidenza e della Giunta riguardo ai procedimenti di gara già avviati e tuttora in corso. La delibera è evasiva, non si può dire, perché è un'offesa alla nostra intelligenza, che semplicemente si precisa il contenuto della precedente delibera, dicendo anche che, com'era ovvio, la sospensione riguardava solo i procedimenti di gara per i quali non fossero stati già posti in essere atti irreversibili. Non era assolutamente ovvio, cari colleghi, non era ovvio, Assessore, signor Presidente. E soprattutto non è ancora chiaro quali siano questi atti irreversibili. Non è chiaro che significato avesse, anche sul piano giuridico, la formulazione della precedente deliberazione: "Impartire a tutte le strutture dell'Amministrazione regionale di sospendere tutti i procedimenti di gara per l'attribuzione di realizzazioni informatiche…". Impartire che cosa? Un ordine scritto? Le delibere di Giunta, come tutti gli atti amministrativi, quando formulano un preciso atto di indirizzo politico che ha il significato dell'ordine scritto, che quindi vincola il dirigente a seguire le indicazioni ivi contenute, devono usare una terminologia precisa, altrimenti si tratta, scusate, della prosecuzione formale di un atteggiamento sostanzialmente intimidatorio nei confronti della struttura amministrativa.

Noi insistiamo sul fatto che questo atteggiamento - mi spiace dirlo - appare ancora intimidatorio ed è per questo che confermiamo la richiesta, nell'interesse generale della Regione, nell'interesse di questo Consiglio regionale, che si faccia chiarezza, spazzando via queste due deliberazioni dal repertorio della Regione, affinché si possa partire daccapo, con chiarezza e trasparenza, perché tutti i procedimenti in corso possano andare avanti non lasciando spazio ad allusioni o ad affermazioni inquietanti e siano limpidi gli obiettivi che si vogliono raggiungere. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cachia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CACHIA (Insieme per la Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, noi di Sardegna Insieme chiaramente voteremo contro questa mozione perché ci riteniamo soddisfatti delle dichiarazioni rese dal Presidente della Regione. Non solo per questo, voteremo contro ma anche perché noi ancora crediamo nella dignità, nell'onore, nella parola data e nei giuramenti. Il Presidente della Regione in quest'aula ha giurato che nessuna sua azienda parteciperà in futuro ad appalti regionali e quindi questo convince noi, che ci riteniamo uomini d'onore, che non ci sarà in futuro, come non c'era stato sinora, nessun tipo di conflitto d'interessi.

Io non sono un filologo, come chiaramente lo è l'amico Maninchedda, ma se lo fossi filologo direi che sono stati qua dentro manifestati degli artifizi retorici tali che hanno, in un certo qual senso, capovolto quella che è la realtà delle cose. Non si può parlare di conflitto d'interessi se ci si riferisce a gare che sono state esplicate nel 2002-2003. Il conflitto d'interessi esisterebbe in ogni caso, ma non è un conflitto vero e proprio, se le gare a cui avessero partecipato ditte che fanno riferimento al Presidente fossero state esplicate in questi giorni.

Quindi, per tutti questi motivi, signor Presidente, noi respingiamo la mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Noi voteremo a favore della mozione e cercherò di argomentare il perché. Oggi il Presidente ha dato dimostrazione che può mettere, come molti di noi, la propria professionalità al servizio della Sardegna e di quest'Aula. L'ha data con l'analisi dei perché, dei per come, affermando la necessità di controllare la spesa, di non fare duplicati di spesa, ma tutto questo poteva farlo senza queste delibere. Poteva mettere al servizio dell'assessore Dadea la sua professionalità, la sua conoscenza di tutto l'iter di questa gara, come di altre, avendo partecipato, non ultimo ad Alghero, al convegno per la promozione dell'e-government e della "Regione Digitale", obiettivi che si prefiggeva l'Assessore degli affari generali di allora. Giustissimo. Le stesse garanzie di trasparenza, di controllo della spesa, dell'analisi costi-benefici dell'iniziativa, a me e credo all'intero Consiglio le avrebbe date anche l'assessore Dadea. Che necessità c'era di questa delibera? A mio avviso, nessuna. Ecco perché voto a favore della mozione.

Vorrei aggiungere che mi stupisce l'intervento dell'onorevole Maninchedda, che non vedo in aula, ma sicuramente avrà modo di sentire o di sapere. Onorevole Maninchedda, lei dice che alcuni metodi non appartengono alla prassi parlamentare, alle regole parlamentari, come quello di infondere il sospetto, ed esorta chi sa a parlare perché questa è la sede opportuna. Io mi attendevo delle scuse sulla pagina 55 del vostro programma, perché lì si insinua il sospetto, non si dice "chi sa parli", non si deve omologare tutto al nero, al brutto, al cattivo. Quella è la politica del sospetto e, ripeto, chi vuole rispetto deve prima dare rispetto. Quello sarebbe stato un buon esempio e forse alcune parole in quest'Aula non si sarebbero sentite.

Così come non si può parametrare alla quantità, eventuali valutazioni non si fanno sulla quantità ma sulla sostanza. Un euro in questi casi vale 100 milioni di euro. Il Presidente aveva l'autorevolezza per segnalare ciò che ha segnalato anche prima, poteva intervenire e la sua voce non sarebbe rimasta inascoltata, così come non è rimasta inascoltata in altre condizioni.

Per quanto riguarda il giuramento, onorevole Cugini, io sono disponibile e disposto, anzi faccio giuramento di non avere interessi nella pubblica amministrazione in genere. Li ho lasciati quando sono arrivato qua. Io parlo di ben altre proporzioni, di ben altre situazioni, anche se non condivido il fatto che si debba giurare per questo. Noi dobbiamo costruire le regole valide per tutti ed eventualmente stabilire anche le incompatibilità, definirle prima e dire chi è compatibile con l'attività di consigliere regionale o con le responsabilità in politica e chi non è compatibile. Non possiamo cambiare le regole durante la partita.

Per questi motivi voto a favore di questa mozione. Invito ancora una volta a dare prima rispetto per poterlo ricevere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la coerenza è certamente una virtù di pochi, però io ho avuto modo di sottolineare nel mio intervento di stasera come il caso più noto in Italia di conflitto d'interessi sia sorto prima che l'onorevole Berlusconi si dedicasse alla politica e come l'aver incrementato le sue proprietà televisive e quant'altro non abbia aggravato questo conflitto d'interessi. E' chiaro, però questo non toglie che un conflitto d'interessi ci sia. Quindi, forse dovrei chiedere scusa per aver pensato male, c'è un motto in Inghilterra che accompagna la massima onorificenza inglese, l'Ordine della Giarrettiera, lo dico in italiano anche perché con l'inglese non ho la stessa dimestichezza che col sardo e me ne faccio colpa: "Sia svergognato chi ha pensato male". Io sono tra quelli che hanno pensato male, non perché nutra scarsa fiducia negli altri o abbia preconcetti verso il nostro Presidente, ma perché mi metto dalla parte del cittadino sardo che debbo tutelare, del cittadino qualunque che ha diritto di non avere nessun dubbio. Non si può - l'ho già detto - dubitare della moglie di Cesare, in questo caso della posizione super partes del nostro Presidente. Io non riesco a capire perché a me, che sono specialista ambulatoriale, ogni anno mi si chiede di dichiarare - credo anche ad altri che siedono in questi banchi, sicuramente all'onorevole Vargiu - di non avere interessenze in case farmaceutiche e in cliniche private. Credo che tanti di noi abbiano impedito ai propri familiari di partecipare a determinati concorsi pubblici; qualcuno si è scandalizzato perché per gioco un consigliere, nella passata legislatura, ha presentato la domanda per partecipare ad un concorso del Consiglio regionale. Quindi voglio capire perché a un povero sindaco, a un povero consigliere comunale che ha mille metri di terreno si impedisce di votare il PUC. Tante amministrazioni pubbliche hanno difficoltà ad approvare atti importanti di gestione e programmazione relativi al proprio comune, addirittura delle amministrazioni sono cadute per irregolarità di questo tipo, e al Presidente della Regione si consente di dare direttive importanti su atti nei quali lui, piaccia o non piaccia, ha degli interessi.

Ecco perché voterò a favore di questa mozione, oltre che per il fatto che le stesse delibere sono palesemente illegittime, tant'è che il Presidente è stato costretto a fare marcia indietro. Inoltre mi meraviglia che nelle delibere sia stato riportato il parere favorevole del Direttore generale, che dovrebbe avere una competenza maggiore e ben sapere che esse erano in contrasto con le leggi numero 1 e 31. Mi meraviglia anche, e vorrei sapere come hanno votato in quella riunione di Giunta, l'assessore Dadea, che è sicuramente un politico esperto, ma soprattutto l'assessore Sanna, che era presente e ritengo sapesse bene che quella delibera era illegittima. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, onorevoli colleghi, io dichiaro di votare contro la mozione in discussione perché interviene a contrastare una delibera della Giunta regionale, successivamente meglio precisata e articolata nelle finalità e nelle procedure, che condivido nella forma e nel merito.

Condivido nella forma e nel merito la delibera della Giunta perché la ritengo assolutamente legittima, in modo particolare con riferimento alle leggi già richiamate dall'opposizione, cioè la legge numero 1 del 1977 e la legge numero 31 del 1998, con cui né la prima delibera né la successiva contrastano. La condivido nella forma e nel merito perché - del resto qua è stato detto da più parti - appare finalmente necessario intervenire sulla parcellizzazione delle competenze in questa materia, per contrastare gli sprechi, le duplicazioni di spesa, l'elaborazione di procedure e di strumenti inadeguati e già obsoleti nel momento in cui arrivano ad attuazione, perché l'informatica, la telematica, le comunicazioni, la costruzione di database socioeconomici, la trattazione industriale delle informazioni ai fini della programmazione degli interventi regionali per lo sviluppo sono una priorità e non ci si può più giocare sopra.

E che non ci si possa più giocare sopra se n'è accorta del resto anche l'opposizione quando era maggioranza, anche gli onorevoli Pili, La Spisa, Oppi e altri, che hanno avuto responsabilità dirette di governo nella precedente legislatura e si sono dovuti confrontare con una macchina amministrativa regionale e un sistema delle autonomie locali e della pubblica amministrazione nelle sue diverse articolazioni assolutamente inadeguata da questo punto di vista.

Qual è la paura? Quella di controllare i conti? Di vedere se quelle gare d'appalto sono state fatte con cognizione di causa, se cioè i capitolati sono stati predisposti per finalità veramente di interesse generale? Oppure si ha paura di scoprire che magari, per inadeguatezza della macchina regionale (perché non tutti nascono "imparati", e lì purtroppo pochi sono nati così, in questa materia pochissimi) gli stessi capitolati sono stati suggeriti dai medesimi soggetti destinatari di quelle gare d'appalto, cioè i soggetti titolari di quelle forniture di servizi? Succede, purtroppo, succede anche per l'acquisto dei mobili che ci si rivolga a una delle tante imprese che forniscono mobili e le si dica: "Fammi amichevolmente uno studio per capire quante scrivanie mi servono, quante sedie, di che tipo, che resistenza devono avere, se sono ergonomiche, se non lo sono". Succede perché la macchina amministrativa regionale è inadeguata, è carente di professionalità specifiche, spesso le ha ma le utilizza nel posto sbagliato, e questa è una responsabilità generale derivante da anni di disattenzione su questi temi. Per queste ragioni io voto contro la mozione numero 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il dibattito in quest'Aula è stato approfondito, a tratti anche appassionato, e ha chiarito alcuni aspetti, però non ha chiarito tutto, nel senso che noi, nella mozione, abbiamo voluto presentare una richiesta di revoca dell'atto amministrativo perché sostenevamo, così come lo sosteniamo oggi, che è illegittimo, che si è adottato un provvedimento sapendo che non c'era una norma giuridica che ne giustificasse l'esistenza.

Dopo il dibattito che si è svolto in Consiglio regionale, qualcosa è stato fatto, nel senso che la delibera è stata modificata, però io credo che questo non basti, anche perché chi conosce la matematica sa che quando i conti sono malfatti non basta aggiungere altri numeri, bisogna cancellare tutto e ripartire da zero. Qui si stanno aggiungendo altre cose, altri numeri che, secondo me, complicano la situazione e bene avrebbe fatto la Giunta ad annullare quell'atto palesemente illegittimo.

Io però ho colto alcuni spunti importanti in questo dibattito. Il collega Maninchedda, che stimo, ha parlato di cultura del sospetto, però devo dire che non è questa la politica che noi portiamo avanti e che vogliamo portare avanti, culturalmente e politicamente. Non l'abbiamo mai fatto e non lo faremo neanche adesso. Semmai altri stanno introducendo, diciamo, una cultura nuova, proprio la cultura del sospetto, che è quella che noi vogliamo fugare. Noi vogliamo percorrere strade lineari perché credo che su questa materia dobbiamo chiarirci veramente, una volta per tutte, le idee.

Infatti, per quanto riguarda l'appassionato dibattito che si svolge a livello nazionale sul conflitto d'interessi, devo dire che noi non abbiamo mai difeso a spada tratta il Presidente del Consiglio dei ministri, perché rendiamo conto che la materia è effettivamente delicata, che forse va fatto qualche approfondimento, vanno presi degli accorgimenti che la politica non è riuscita sinora ad adottare e comunque credo che tutto questo vada chiarito meglio nelle sedi opportune e con provvedimenti adeguati. Non si tratta di artifizi retorici, come qualcuno ha detto, ma di fatti concreti. Direi invece di stare attenti alla retorica e alla demagogia, perché appena è iniziata l'attività della Giunta si è detto che si sarebbero eliminati gli sprechi, che sarebbe stato abolito l'uso delle auto blu, che si sarebbero fatte chissà quali cose per sanare le finanze della Regione Sardegna, mentre oggi ho visto sfrecciare le auto blu della Regione da tutte le parti e più di prima. Questa è o non è retorica?

Io mi stavo già domando: di queste auto blu la Regione che cosa ne farà, le metterà in vendita? Invece nei garage non ci sono e non sono state poste in vendita, le stanno utilizzando tranquillamente, come è giusto che sia, tutti gli uffici, ma almeno non si dica che si vuole fare una cosa se poi puntualmente se ne fa un'altra.

Ecco, bisognerebbe essere coerenti con le affermazioni che si fanno. Noi siamo contro un'opposizione di maniera, un'opposizione manichea, però, signor Presidente, fughi tutti i dubbi, ci dia la possibilità di giudicarla per i risultati della sua azione politica e amministrativa, come è giusto che sia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salis. Ne ha facoltà.

SALIS (Insieme per la Sardegna). Presidente, deve esserci stato un errore nelle segnalazioni perché il Capogruppo di Insieme per la Sardegna ha già parlato. Grazie.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, siccome ogni consigliere può chiedere di fare una dichiarazione di voto avevo colto una sua segnalazione in tal senso.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Francesco Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, colleghi, voterò contro la mozione presentata dal centrodestra per il tenore del suo contenuto, ma soprattutto per le motivazioni improvvisamente rese fragili dal contegno che il Presidente della Regione e la Giunta regionale hanno voluto assumere rispetto all'annuncio della mozione e alla sua illustrazione all'opinione pubblica prima che a questo Consiglio regionale.

La richiesta di una precisazione sulla portata della delibera del 20 luglio, la precisazione cioè che non erano state toccate le competenze stabilite ai sensi della legge numero 1 (anche se a questa legge dobbiamo porre mano in tempi molto brevi, perché l'evocazione, che qui abbiamo avuto, della intoccabilità di questa legge stride profondamente con le esigenze di funzionamento del sistema Sardegna), l'estrema disponibilità dimostrata con una delibera integrativa, esplicativa e modificativa per la portata, diciamo così, ermeneutica che un atto amministrativo può esplicitare, tutto questo avrebbe dovuto far dire a un'opposizione seria: "Noi abbiamo conseguito l'obiettivo politico che ci eravamo prefissi". E invece qui abbiamo assistito a una riproposizione abbastanza vieta di alcuni argomenti interessanti e intelligenti e poi a tutta una serie di strumentalizzazioni e luoghi comuni, consentitemi.

Ci si è spinti anche oltre, mi dispiace, lo dico con immutata stima all'onorevole La Spisa: parlare di un contegno intimidatorio da parte del Presidente e della Giunta nei confronti di pubblici funzionari significa fare un'affermazione che detta da altre parti, e non in quest'Aula, dove siamo esentati da responsabilità per le opinioni espresse e i voti dati, avrebbe tutt'altro significato.

Abbiamo sentito delle cose che non ci stanno nella ricostruzione degli eventi, perché se tutti siamo d'accordo, soprattutto chi ha maturato una precedente esperienza amministrativa, che per far funzionare meglio la Regione c'è bisogno di un maggiore coordinamento e che questo cooordinamento è deputata ad esercitarlo la Presidenza della Giunta, come accade in tutte le Regioni italiane e come forse è accaduto poco, per una concezione feudale degli Assessorati, che in passato questa autonomia regionale sarda ha espresso, di fronte ad un atto che dice: "Non tocco nulla in attesa della legge numero 1", io sostengo semplicemente che è bene che la mano sinistra sappia che cosa fa la mano destra, perché non si tratta di carità evangelica quando parliamo di elargizione di soldi pubblici, ma si tratta di altre cose. E in questo caso la mano sinistra deve sapere che cosa fa la mano destra, ed è anche importante che se troppe mani, con movimenti tentacolari, si muovono in maniera disordinata qualcuno fermi i tentacoli e dia qualche bacchettata.

E poi, insomma, il lupo e l'agnello un giorno si incontrarono allo stesso rivo, onorevole Ladu, e il lupo disse: "Mi stai sporcando l'acqua." "Ma come faccio a sporcarti l'acqua se sono più indietro di te?" "E allora deve essere stato tuo padre!" Con H3G Tiscali, basta leggere i giornali degli ultimi tre anni, non c'entra niente e forse il dottor Soru ha incontrato mister Hutchison in altri tempi, ma ha avuto il fiuto, al contrario di lui, di non buttarsi nella vicenda dell'UMTS. Quindi, non addebitiamogli anche le antenne che stanno deturpando tutto. Si è detto con una sensibilità...

(Interruzione del consigliere Ladu)

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Con gli stipendi che ci danno qualche giornale ce lo possiamo comprare!

PRESIDENTE. Prego, onorevole Sanna, proceda.

SANNA FRANCESCO (La Margherita-D.L.). Poi ho visto una grandissima sollecitudine rispetto al tema della collegialità. Collegialità, parlando di Governo, vuol dire che atti importanti e anche meno importanti, come ci raccontano gli ordini del giorno della Giunta, sono adottati non dai singoli Assessori, ma dall'organo collegiale. La Giunta si esprime attraverso delibere e quando ciò accade c'è collegialità.

E per finire, va bene tutto, soprattutto quando il dissenso è espresso nella votazione, ma parlare, a testimonianza del clima intimidatorio, della lettera (intercettata nottetempo il 5 luglio) di un funzionario, che probabilmente non sapeva che in quel momento c'era già un altro Assessore, indirizzata ancora, con una sorta di strana ultrattività, che non esiste nel nostro ordinamento, all'assessore Fois, è francamente ridicolo. Per queste e altre motivazioni voterò contro la mozione del centrodestra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Signor Presidente, noi Riformatori voteremo a favore della mozione che abbiamo sottoscritto, in quanto non ci hanno convinto le motivazioni che sono state espresse in quest'Aula, che andavano nella direzione di escludere un conflitto d'interessi. E non ci hanno convinto perché noi non abbiamo mai pensato di aderire a questa mozione ipotizzando che esistesse un conflitto d'interessi, lo abbiamo più volte ripetuto. Sul conflitto d'interessi noi abbiamo delle posizioni chiarissime, sia a livello nazionale, sia a livello locale. Crediamo che il conflitto d'interessi, laddove è stato dimostrato, sia un tarlo di qualsiasi democrazia; il conflitto d'interessi è qualche cosa che introduce nelle aule parlamentari quello che il collega Maninchedda definirebbe non consono alle democrazie europee, cioè introduce il discorso sui fatti personali, su argomenti che hanno poca attinenza con le riforme, l'innovazione, il cambiamento, con le cose che noi vorremmo si discutessero in quest'Aula parlamentare. Per cui noi temiamo ogni tipo di conflitto d'interessi. Nel momento in cui abbiamo aderito a questa mozione, francamente, non l'abbiamo fatto perché abbiamo ravvisato un conflitto d'interessi, che in verità non viene citato in nessun passaggio della mozione, ma perché abbiamo intravisto nei comportamenti della Giunta una violazione delle norme, abbiamo visto che qualcosa veniva fatto contra legem. Esiste la legge numero 1 ed esistono delle modifiche a questa stessa legge approvate con legge, e a queste norme, a queste regole chiunque all'interno di quest'Aula si deve attenere, che sia in maggioranza, che sia all'opposizione, che sia Presidente della Regione, che sia Assessore regionale.

Qualcuno ha detto che il Presidente ha una marcia in più e poi ironicamente ha parlato di retromarcia. Noi Riformatori apprezziamo molto che il Presidente abbia la retromarcia, perché altrimenti, come egli stesso ha detto, questa non sarebbe un'Aula in cui si svolge una dialettica parlamentare, ma sarebbe un posto dove si fa muro contro muro, dove i sordi si ascoltano per un certo periodo, poi si rendono conto che non è possibile ascoltarsi tra sordi e di conseguenza l'aula si spopola. come è avvenuto ampiamente nel corso della scorsa legislatura.

Noi vorremmo che quest'Aula restasse invece centrale nell'ambito della dialettica parlamentare. Quindi crediamo alla dialettica, crediamo al dialogo, e apprezziamo molto che ci siano delle retromarce parziali che fanno comprendere che si sono ascoltate le argomentazioni, che senza pregiudizi la minoranza, che ha un suo ruolo, ha esposto.

Ci rimane una perplessità ed è una perplessità grossa. Il Presidente ha dichiarato che ha la responsabilità delle regole del gioco e col suo fare quasi disarmante, che però cattura simpatia, ha detto: "Ho anche la responsabilità di cambiarle in corso d'opera, se le ritengo sbagliate". Ecco, noi Riformatori vorremmo approfondire questo ragionamento col Presidente, nel senso che ci sono delle regole che si possono cambiare e forse anche regole che si possono cambiare in corso d'opera, ma la maggior parte delle regole, secondo noi, non si cambia in corso d'opera. I giocatori apprendono all'inizio le regole e decidono se vogliono giocare; in tal caso le regole diventano una garanzia, garanzia per chi oggi è maggioranza, perché domani potrà essere minoranza. Le regole, in uno Stato di diritto, in una democrazia garantista, devono essere rispettate da tutti. Questo è stato lo spirito col quale i Riformatori hanno condiviso la mozione della minoranza e questo è il rispetto a cui noi la richiamiamo oggi e per tutto il corso dell'attività dei prossimi cinque anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Prog. Sardegna). Il Gruppo di Progetto Sardegna dichiara di votare contro la mozione che è stata presentata dalla minoranza perché non ne condivide né lo spirito né la lettera e perché ritiene che tanto la prima delibera, del 20 luglio, quanto la seconda, del 3 agosto, abbiano una loro coerenza, una loro validità e un senso. E da questo punto di vista, come ho detto anche durante il mio precedente intervento, la seconda delibera non fa altro che integrare e in parte forse modificare il testo della prima delibera, raccogliendo anche i suggerimenti che sono emersi in quest'Aula durante la discussione che ha fatto seguito alle dichiarazioni programmatiche. Si è perfezionato un riferimento importante, che è sotteso nella delibera incriminata, che riguarda il modello di funzionamento della Regione, il riconoscimento dei ruoli e delle funzioni nel rispetto di quella che è comunque la tradizione che discende direttamente dalla legge numero 1, che all'articolo 2 recita: il Presidente della Regione "mantiene ed assicura l'unità di indirizzo politico e amministrativo; vigila sulla attuazione delle deliberazioni della Giunta; coordina l'attività degli Assessori e degli enti strumentali". Bene, non crediamo che sia accaduto un fatto assolutamente nuovo, un fatto stravolgente. Siamo in presenza semplicemente, come ho già detto, di un'assunzione di responsabilità, la responsabilità di verificare lo stato di attuazione di quanto è in relazione diretta con i progetti della società della conoscenza e dell'informazione e di valutare se l'iter dei procedimenti amministrativi sia corretto. Chiunque di noi lavori nella pubblica amministrazione conosce il ruolo e le funzioni del supporto amministrativo, ma sa che l'amministrazione è essa stessa un'espressione della democrazia e ha dei diritti e dei doveri, e in particolare ha un dovere fondamentale nei confronti della cittadinanza.

Allora, sotto questo punto di vista i rilievi che sono stati fatti tanto nel corpo della mozione che ci è stata presentata quanto nel corso del dibattito non ci sono sembrati affatto sostanziali. Colpisce e meraviglia il fatto che in senso tecnico siamo in presenza di un errore logico, di un paralogismo: abbiamo discusso tutto il giorno di questa mozione, ma il vero obiettivo è stato il tema del conflitto d'interessi. Penso che sia un procedimento in parte schizofrenico, in parte scorretto. Noi eravamo chiamati a discutere di una proposta di riforma del modello organizzativo, del riconoscimento della centralità del ruolo della Presidenza della Giunta, del riconoscimento della funzione indispensabile degli Assessorati; eravamo chiamati anche a riflettere sulla necessità di fare il punto sullo stato di attuazione dei progetti. Il resto è stato un semplice intervento di carattere strumentale, che nulla ha aggiunto e per nulla ha consentito, in questa fase, di migliorare la natura delle due deliberazioni, che nella loro complessità aiutano a camminare in maniera forse più spedita e più coerente in questa fase che è molto breve, quella che ci separa infatti dall'uscita dall'Obiettivo 1, quindi dall'utilizzo di molte risorse che vengono dal POR.

Per questo noi, nel rinnovare la fiducia al Presidente e alla Giunta, soddisfatti del fatto che dopo la discussione si sia trovata una definizione che forse è migliore nell'interesse di tutta la comunità dei sardi, riaffermiamo il nostro voto contrario a questa mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif. Sardi). Signor Presidente, solo poche parole per ribadire innanzitutto un concetto che è già stato espresso molto bene dal collega Pierpaolo Vargiu, secondo il quale davvero non è il caso di rilevare se nel testo della mozione ci possa essere un qualche riferimento al problema del conflitto d'interessi. E' detto in maniera molto chiara, invece, che l'unico concetto al quale ci si richiama è quello della trasparenza, un concetto quindi generale. D'altro canto lo stesso giuramento che lei ha fatto oggi in quest'Aula, Presidente, è sicuramente apprezzabile, ma ovviamente era compreso nel giuramento che lei aveva già prestato. Non solo, se ciò non fosse, saremmo nel campo del Codice penale, perché è evidente che né lei né nessuno di noi può anteporre gli interessi propri a quelli della pubblica amministrazione.

Nell'aprile del 2002 lei, Presidente, partecipò, in maniera anche molto visibile perché la stampa richiamò il suo intervento, al convegno di presentazione del progetto e-government ad Alghero. In quella occasione lei pronunciò parole quasi entusiastiche su questo progetto, disse, testualmente, che c'era stato un periodo in cui noi eravamo i primi nel settore dell'informatica e a quella data non lo eravamo più, ma il tempo perduto poteva essere recuperato, potevamo ridiventare i primi e la strada giusta era proprio quella del progetto e-government. Lei disse esattamente: "Mi piace questa politica "internettiana" di Mauro Pili e della sua squadra, anzi chiedo che si faccia uno sforzo ulteriore". Uno sforzo che, lei precisò, doveva essere fatto nella direzione della formazione e giustamente riaffermò, in quella occasione, l'esigenza di avere maggiori esperti nel settore dell'informatica, un numero maggiore di laureati preparati dalla nostra Università. Ma alla fine del suo intervento molto apprezzato e applaudito disse una cosa importante: quattro anni fa - ricordo che eravamo nell'aprile del 2002 - si parlava di piano telematico, un termine che evocava più un cambio dei centralini telefonici della Regione che non un vero piano e-government di informazione; oggi si parla finalmente di società dell'informazione e dello sviluppo della conoscenza, questa è la strada giusta.

Ora, tutto questo chiaramente lo dico soltanto per ribadire e apprezzare la sua totale buona fede ed estraneità dei propri interessi rispetto a quello che è l'intendimento delle delibere adottate il 20 luglio e il 3 agosto. Da una prima lettura sembrava che fosse stata rimossa la condizione di illegittimità presente nella prima delibera, ma pare che il tutto non solo non sia stato chiarito, ma sia stato chiarito in senso inverso, perché gli atti irreversibili, Presidente, si prestano a un'interpretazione troppo lata, cioè troppo ampia. Come è possibile pensare davvero che per atto reversibile possa essere intesa una gara già aperta, una gara in corso, una gara nella quale siano stati già attribuiti dei punteggi? Perché da una prima lettura sembrava che lei intendesse, o meglio la Giunta intendesse che quell'atto potesse essere dichiarato irreversibile e che pertanto, comunque, non ci sarebbe potuto essere lo stop a quella gara d'appalto. Dalle cose che si sono dette in quest'Aula invece parrebbe esattamente l'inverso: lo stop, anche se per motivi di grande prudenza, c'è, si valuteranno gli elementi di dubbio che sono insiti nella gara stessa, e quindi nel capitolato d'appalto, nonché la competenza degli stessi componenti la Commissione, quindi la gara è da ritenersi sicuramente inficiabile.

Per questi motivi che continuano a suscitare grossi dubbi, noi Riformatori voteremo a favore della mozione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Il problema del conflitto di interessi è oggi al centro del dibattito intorno agli assetti delle democrazie più avanzate. Stamattina alcuni colleghi hanno preso come mirabile esempio l'America e purtroppo, con raccapriccio, abbiamo appreso, dalle inchieste effettuate da apposite commissioni, che proprio il conflitto d'interessi potrebbe aver spinto il presidente Bush contro lo Stato iracheno, interessi attinenti allo sfruttamento del petrolio.

Al di là di questi aspetti catastrofici, la necessità di una legge sul conflitto d'interessi è emersa da ambo le parti. Noi Sardisti dichiariamo una benevola astensione perché non abbiamo partecipato alla scrittura di questa mozione e perché crediamo, tra l'altro, che i motivi che l'hanno ispirata siano figli naturali di un campione di conflitti d'interessi, per cui nutriamo forti dubbi. Non siamo neanche d'accordo con gli isterismi pregiudiziali avanzati da alcuni o le sterili difese d'ufficio di altri. Vogliamo una legge che faccia chiarezza sul conflitto d'interessi, che metta al centro le istituzioni per garantirne la trasparenza, per infondere nei cittadini la fiducia che su di esse meritano di avere e perché non vi deve essere una legge ad personam, legata alla benevolenza di un Presidente implume, ma determinato.

La legge sul conflitto di interessi non riguarda solo il politico imprenditore, ma riguarda anche l'amministratore politico legislatore e soprattutto quando racchiude nel suo seno la duplice figura del controllore e controllato. C'è la buona volontà di fare chiarezza, noi diamo fiducia perché, anche se tardivamente, emerge la volontà di portare avanti una legge in questa materia. Ci dispiace che nonostante la sensibilità del Presidente della Regione questa legge non sia stata ancora approvata, non sappiamo chi abbia ostacolato questa esigenza sentitissima, però abbiamo fiducia che si farà finalmente chiarezza e ci sarà una legge bipartisan che soddisferà le posizioni del centrodestra, del centro, della sinistra, che appartenga alla sovranità di tutto questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Atzeri, non ha detto come voterà.

ATZERI (Gruppo Misto). Astensione benevola.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Ragionevolezza, è stato detto dal collega Maninchedda, non vuol dire ammissione di colpa, significa appunto ragionevolezza. Noi votiamo contro questa mozione perché è superata dai fatti, perché non c'è più motivo per votarla, perché agli impegni che sono stati chiesti si è già data risposta: si è chiesto di riferire all'Aula e si è riferito all'Aula, si è chiesto di indicare il percorso legislativo e si è indicato il percorso legislativo, si è chiesto che fosse revocata la delibera del 20 luglio ed è stata nella sostanza revocata, perché è stata integrata e modificata con la delibera del 3 agosto. Non c'è dunque motivo per mantenere in piedi la mozione, ma siccome non viene ritirata noi voteremo contro.

Sul conflitto d'interessi, parlo a titolo personale, ma credo di interpretare il pensiero del mio Gruppo, non si deve banalizzare. Non riteniamo che si debba minimizzare, ma in fin dei conti ognuno di noi può avere un motivo per trovarsi in conflitto d'interessi. Per quanto riguarda questo argomento noi vogliamo che la nostra Regione sia all'avanguardia e di esempio a livello nazionale. Riteniamo che sia un problema reale delle democrazie e infatti l'abbiamo sottoposto alla discussione a livello nazionale non per fare propaganda a nostro favore, ma perché riteniamo che vada affrontato e risolto. Per questo condividiamo la decisione annunciata dal Presidente di dimettersi dal consiglio di amministrazione di Tiscali e anche la scelta della Giunta di affidarsi a dei consulenti per definire un testo sul conflitto d'interessi, che sarà poi sottoposto all'esame del Consiglio, perché non si può banalizzare questo aspetto e perché vogliamo essere, da questo punto di vista, lo ripeto, all'avanguardia e di esempio a livello nazionale.

Un'ultima considerazione la faccio sull'intervento del collega Pili. Pensavo veramente che avrebbe fatto clamorose rivelazioni, dopo aver anticipato: "dirò", "porterò nella prossima riunione". In fin dei conti mi sembra che sia trattato di una tempesta in un bicchier d'acqua! Devo dire, Mauro, che ci avevi stupito di più nella precedente legislatura, col tuo straordinario tentativo di trasferire le Alpi in Sardegna e di moltiplicare le province, e non hai mai avuto l'umiltà di chiedere scusa a quest'Assemblea, né in passato né oggi, per quelle gravi sciocchezze dette in aula. Non mi pare che questa volta tu ci abbia stupito, hai detto delle cose che tutti sanno e non mi pare che si poteva chiedere alla società Tiscali, quando tra l'altro il presidente Soru non si era ancora affacciato allo scenario politico, di non partecipare alle gare d'appalto bandite dalla Regione. Tra l'altro i dati riguardanti i raggruppamenti di imprese non sono nemmeno del tutto veritieri.

Quindi noi voteremo contro la mozione numero 1, ma sarebbe auspicabile che la stessa fosse ritirata perché al dispositivo si è già risposto ampiamente con i fatti e nel corso del dibattito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Prog. Sardegna), Presidente della Regione. Signor Presidente, signori consiglieri, voterò contro questa mozione perché penso che l'intera Giunta ed io abbiamo dato prova di aver ascoltato quest'Aula e di aver compreso le ragioni e i dubbi che sono stati esposti. Abbiamo anche onorato, in qualche maniera, questo Consesso con comportamenti conseguenti, che di fatto annullano i motivi per cui la mozione stessa è stata presentata.

Alcune ragioni per cui voto contro: intanto questa mozione è totalmente infondata nel merito circa il passato. Consigliere Pisano, se lei rileggerà l'intervento da me svolto ad Alghero probabilmente potrà comprendere i motivi per cui sono qui oggi e assumo questo impegno. In ogni caso è sempre utile leggere gli interventi per intero piuttosto che estrapolare una singola frase. In quella occasione ho spiegato quale sarebbe stato il senso del nostro lavoro e quali possibilità avevamo nel campo dell'informatizzazione della Regione e sono stato anche applaudito; mi capitava, infatti, di ricevere qualche applauso e qualche riconoscimento per il lavoro che stavo facendo. Il convegno di Alghero non riguardava un progetto, ma la presentazione delle risorse comunitarie che potevano servire per l'informatizzazione della Regione sarda. Avevamo dato la nostra disponibilità, come azienda, a lavorare in quel settore e io feci un intervento che, in effetti, può valere la pena di rileggere, per quanto mi ricordi.

Sul passato: abbiamo partecipato a delle gare, alcune le abbiamo vinte, non abbiamo mai vinto una gara, in Sardegna, come capofila, ma sempre come partecipanti al 10 o 15 per cento, credo che la partecipazione maggiore sia stata del 19 per cento. Tiscali come capofila, ripeto, non ha mai vinto nessuna gara. L'importo maggiore degli appalti che si è aggiudicata, lo ripeto, mi posso sbagliare di poche centinaia di migliaia di euro, è dell'ordine di 3 milioni di euro all'anno. Ho qui l'elenco delle gare a cui Tiscali ha partecipato e di quelle che ha vinto, ma per il rispetto che ho verso quest'Aula non lo leggerò, così come non leggerò l'elenco di tutti gli appalti assegnati dalla pubblica amministrazione in Sardegna, intendendo Regione, Province, città capoluogo di provincia. Però, ripeto, per il rispetto che ho per quest'Aula invierò questo elenco al Presidente del Consiglio perché ne faccia l'utilizzo che crede e in futuro, anche per chiarezza verso tutti i sardi, presenterò via Internet l'elenco di tutte le gare: quelle a cui abbiamo partecipato, quelle che abbiamo vinto, con l'indicazione della percentuale di partecipazione, e quelle che hanno vinto altri, di modo che chiunque potrà formarsi un suo parere. Questo per quanto riguarda il passato.

Per quanto riguarda il presente abbiamo chiarito, modificato e migliorato la prima delibera, il che non significa che fosse illegittima, in quanto aveva avuto il parere di legittimità del Direttore generale della Presidenza della Regione. La seconda delibera, anch'essa legittima, ovviamente, prevede che il Presidente possa esercitare un ruolo di indirizzo strategico, di coordinamento, senza intervenire sulle risorse economiche che sono legate agli investimenti in questo settore. Per cui il Presidente non gestisce appalti, non abdica, ha la possibilità, invece, di dare il suo contributo in virtù di qualche competenza che può avere anche in questo settore.

Per quanto riguarda il futuro, sul conflitto d'interessi, la Giunta, ieri, ha deliberato di dare incarico a degli esperti (un costituzionalista, un amministrativista e un esperto di diritto commerciale, come Guido Rossi, che è stato il [s2] primo presidente della CONSOB e che oggi si trova in vacanza a La Maddalena e mi ha autorizzato a fare il suo nome) di effettuare un'analisi di questo problema. Oggi abbiamo provveduto a contattare queste persone, le quali - ne sono felice - hanno tutte accettato l'incarico. Per cui la Sardegna avrà una legge sul conflitto d'interessi, con il contributo importante di professionalità stimate anche a livello nazionale.

Una cosa, però, fuori dall'argomento della mozione oggi in discussione, mi preme ricordare prima di lasciare quest'aula: è chiaro che qualche volta emergono delle differenze di opinioni e mi sarebbe piaciuto poter parlare per altri tre giorni su questo argomento. Mi sarebbe piaciuto, perché non sono riuscito a dire tutto ciò che avrei voluto nel breve tempo che avevo a disposizione, però mi preme ricordare quanto sia facile essere fraintesi. Se non fosse un po' amaro direi che è divertente. Ho letto in un giornale, qualche giorno fa, che per aver fatto silenzio, cioè per non aver commentato un fatto che attiene unicamente all'Esercito Italiano, il quale dispone del suo personale, lo trasferisce se e quando ritiene, avrei risposto con un "assordante e rancoroso silenzio"! Se il silenzio viene interpretato come rancore, è facile che le parole siano ritenute allusive, inquietanti, contrarie.

Vi voglio tranquillizzare: questo ruolo onorevolissimo, che mi è stato dato dagli elettori in questa regione, non lo intendo assolutamente contro qualcuno e non è contro qualcuno che si trova qui; è un ruolo positivo in favore di tutti, in favore soprattutto degli interessi generali, e perseguirò sempre e solo gli interessi generali, che qualche volta, malauguratamente, sono contro gli interessi particolari. Grazie a tutti. Voterò contro.

PRESIDENTE. Colleghi, siamo in fase di votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sulla modalità di votazione. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Capelli?

(I consiglieri LOMBARDO, PILI, RASSU, MURGIONI, RANDAZZO, OPPI, AMADU appoggiano la richiesta.)

Poiché molti colleghi votano per la prima volta con la scheda elettronica, procediamo ad una votazione di prova. Bisogna intanto inserire la tessera personale nel lettore, nel verso indicato. Se la tessera viene tolta durante l'operazione di voto, il voto risulta nullo. Bisogna verificare in un lettore che avete davanti al banco che i led luminosi siano accesi. Il tasto bianco attiva la presenza e abilita alla votazione.

Dopo aver premuto il tasto bianco, verificate che lampeggino tutte le spie, verde, rossa e gialla, ed esprimete un voto. Se si sbaglia si può correggere il voto qualora la votazione sia ancora aperta, il sistema elettronico accetta il cambio.

Dopo aver fatto questa premessa, procediamo alla votazione di prova.

Bene, colleghi, adesso facciamo la votazione vera.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 1.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Licheri, il suo voto non risulta, lo può dichiarare.

LICHERI (R.C.). Contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Pisu?

PISU (R.C.). Contrario.

PRESIDENTE. Onorevole Cucca?

CUCCA (La Margherita-D.L.). Contrario.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - DIANA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - ONIDA - OPPI - PETRINI - PILI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: ADDIS - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - CARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 82

Votanti 79

Astenuti 3

Maggioranza 40

Favorevoli 29

Contrari 50

(Il Consiglio non approva).

La seduta si conclude qui, il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 21.


[s1]Successore?

[s2]Vedere la delibera