Associazione tra gli ex Consiglieri Regionali della Sardegna
Rivista Presente e Futuro n. 18 - Dicembre 2005

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Una giornata nel Parlamento sardo

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I saluti delle autorità

Giacomo Spissu
Presidente del Consiglio regionale della Sardegna

Buongiorno a tutti e benvenuti nel Consiglio regionale della Sardegna. Un saluto alla Presidente dell'Associazione tra gli ex consiglieri regionali, la professoressa Mariarosa Cardia, che segue e ha seguito in questi anni tale iniziativa, preparando con voi questa seduta conclusiva dei lavori. Un saluto al Direttore scolastico regionale, dottor Pietrella; un saluto a tutti voi e agli insegnanti che vi hanno accompagnato in questo lavoro di simulazione di una giornata parlamentare, di una giornata dell'attività dei consiglieri regionali nell'esercizio della funzione più elevata, che è quella della produzione legislativa sulle più varie materie che riguardano l'attività economica, l'attività sociale, l'attività culturale, la vita in generale della comunità della Sardegna. Facciamo questo - come sapete - in forza dello Statuto della Sardegna, che è legge costituzionale. Facciamo questo, in forza di un mandato popolare che ci viene assegnato dagli elettori di cinque anni in cinque anni.

Il lavoro del Consiglio regionale è un lavoro faticoso. Non sempre il lavoro che viene fatto in Consiglio regionale si vede; non sempre si capisce. Spesso del lavoro in Consiglio regionale emerge - nella comunicazione esterna - la parte della polemica, la parte relativa ai confronti e agli scontri tra i gruppi politici se non tra i singoli consiglieri, la dialettica tra maggioranza e opposizione.

Il realtà, come voi vedrete oggi, il lavoro parlamentare è un lavoro faticoso che ha una preparazione che spesso non raggiunge la cronaca. È un lavoro di Commissione, è un lavoro che ogni singolo consigliere fa anche per conto suo che è quello di documentazione e di predisposizione dei testi legislativi, di ricerca legislativa, di ricerca sulle vicende che costituiscono oggetto delle leggi; di soluzioni che siano compatibili e che diano risposte ai problemi che si intendono affrontare e che d'altra parte tengano conto delle risorse finanziarie necessarie per risolvere i problemi oggetto di legge insieme al modo con il quale vengono gestite queste leggi: attraverso i Comuni, le Province, attraverso il sistema della Regione e degli Enti regionali che poi sovrintendono all'applicazione di queste leggi.

Voi avete certo dei temi di sicuro interesse per questa giornata odierna: I giovani e l'integrazione multietnica in Europa, Il diritto allo studio, La scuola e il lavoro. Tutti temi di grandissima attualità. Tutti temi sui quali il Consiglio regionale ha una sua produzione legislativa, sue leggi di intervento in questi settori; leggi che probabilmente vanno aggiornate e migliorate perché le leggi, una volta fatte, invecchiano anche molto rapidamente, tanto più quanto più cresce e aumenta il processo di integrazione tra la nostra Regione e lo Stato, che cambia nel suo rapporto con le Regioni e l'Europa, nostro punto di riferimento. È un grande paese al quale gli Stati nazionali rilasciano e cedono sovranità su moltissime materie, impegnandosi, conseguentemente, a stare nel proprio sistema legislativo all'interno di questa griglia di compatibilità generale.

Quindi, quello del legislatore è un lavoro faticoso e vi auguro di condurlo proficuamente. Mi auguro troviate interessante questo lavoro e alla fine di questa giornata saprete molto di più come funziona il Consiglio regionale. Trovo che il vostro impegno - per capire come funzione l'istituzione - sia fondamentale visto che siete in un'età nella quale cominciate a votare, nella quale cominciate ad esercitare il diritto/dovere di partecipazione alla vita democratica della nostra Regione. Trovo che sia estremamente istruttivo ed educativo farlo dal di dentro, cercando di capire come questo funziona.
Auguri di buon lavoro. Auguri a tutti gli insegnanti che vi hanno accompagnato.


Maria Rosa Cardia

Voglio innanzitutto ringraziare la Presidenza del Consiglio perché per il secondo anno ha dimostrato grande interesse e sensibilità all'iniziativa che vogliamo riproporre.

Saluto il Direttore scolastico regionale, dottor Pietrella, e voglio con particolare calore accogliere i signori professori, i ragazzi e le ragazze che oggi affronteranno una giornata molto faticosa e certamente stressante ma che - io credo - rimarrà sicuramente come un ricordo importante nella loro esistenza.

Noi siamo molto lieti oggi di poter promuovere la seconda edizione della simulazione parlamentare. L'abbiamo fatto l'anno scorso e abbiamo trovato che fosse una formula molto interessante. Quest'anno l'abbiamo voluta riproporre perché ci pare che soltanto provando in prima persona la complessità della democrazia rappresentativa, i giovani cittadini possano capire quale intelligenza, tenacia e sapienza ci voglia per arrivare a legiferare.

Quindi, questa per voi sarà una mattinata importante. Voi arrivate qui preparati; avete già discusso al vostro interno; vi siete confrontati per le elezioni delle cariche; avete cominciato a discutere di tematiche molto impegnative e di ordine generale quale quella dell'integrazione multietnica, quella del rapporto scuola-lavoro, quella del diritto allo studio. Tematiche a voi vicine ma anche fondamentali per la società democratica e per il suo sviluppo.

Oggi vedrete che esiste una dialettica parlamentare molto complessa e voi ne sperimenterete i diversi passaggi. E - io credo - sicuramente potrete fare un passo avanti nella vostra formazione civica.

Noi insistiamo molto, come Associazione tra gli ex consiglieri regionali, per avere questo rapporto con le nuove generazioni perché siamo convinti che in un'isola come la nostra, in una Regione speciale come la nostra, è necessario far vivere una cultura dell'autonomia e per fare questo bisogna sperimentare e cimentarsi con i meccanismi della democrazia rappresentativa; che sono meccanismi di confronto, di dialettica politica, attraverso i quali la democrazia cresce e si sostanzia.

Io non posso quindi che augurare a tutti voi che questa sia una giornata utile nella vostra esistenza e che costituisca una piccolissima tessera che noi modestamente aggiungiamo alla formazione della cultura dell'autonomia di cui tutti noi, cittadine e cittadini della Sardegna, abbiamo un bisogno fondamentale.

Faccio gli auguri a tutti i consiglieri regionali, faccio gli auguri alla Presidenza del Consiglio regionale, alla Presidente e agli altri colleghi che la affiancheranno. E che questa sia per voi una giornata estremamente proficua.


Armando Pietrella

Mi associo ai saluti e ai ringraziamenti del Presidente Spissu, e dell'on. Cardia che ringrazio in modo particolare, insieme al dirigente scolastico, Luciano Carta, per sobbarcarsi ogni anno questo compito di alta valenza educativa.

E' da quando sono in Sardegna che una volta all'anno partecipo all'iniziativa Parlamento sardo con molta soddisfazione e molta convinzione perché spesso si parla tanto delle cose di scuola ma le cose importanti si praticano poco.

Si parla - tra le varie discipline che sono nei programmi - dell'educazione civica però spesso è considerata una delle materie cenerentola. Invece passare una giornata nella Casa dei sardi, dopo aver fatto un lungo lavoro di preparazione e di collegamento tra le scuole, è un'emblema, un modo tangibile di verificare come dovrebbe essere la scuola nel suo agire quotidiano, conducendo i ragazzi anche in una applicazione pratica ed operativa oltre che teorica sulle cose belle e importanti che ci possono aiutare a diventare dei bravi cittadini ed al contempo ad avere la consapevolezza di essere nati e di abitare in questa parte importante del nostro Paese che ha tante tradizioni e tanta storia e che fa dei sardi un popolo particolare.

Io voglio ricordare al Presidente Spissu le scuole che hanno lavorato a questo progetto. Sono otto: l'Istituto Tecnico Commerciale "Chironi" di Nuoro, il Liceo Linguistico "Manno" di Alghero, il Liceo Scientifico "Spano" di Sassari, l'Istituto Magistrale "De Santis" di Cagliari, il Liceo Statale "Lussu" di Sant'Antioco, il Liceo Scientifico "Michelangelo" di Cagliari, l'Istituto Magistrale "Croce" di Oristano, l'Istituto comprensivo globale di Perdasdefogu.

Questi Istituti sono guidati da dirigenti che ringrazio in modo particolare e sono i presidi: Nicola Salvio, Francesco Accardo, Antonio Piroddi, Gesumino Longu, Maria Luigia Muroni in Mastino, Luciano Maccioni, Luciano Carta e Rosa Pisu. Ringrazio insieme a tutti gli insegnanti che con sacrificio e convinzione hanno aiutato i ragazzi a realizzare questa bella iniziativa.

La signora Cardia ha ricordato le tre tematiche sulle quali i ragazzi si sono esercitati: Diritto allo studio, Integrazione multietnica e Rapporto scuola-lavoro. Io credo che le tematiche non siano casuali ma siano quelle sulle quali maggiormente insiste il processo di riforma della scuola che non è una realizzazione degli ultimi giorni, ma che è partito tanti anni fa e al quale hanno contribuito anche i Parlamenti e i Governi precedenti.

Il diritto alla studio ha subito concettualmente un grandissimo cambiamento in tempi recenti perché le leggi di riforma hanno messo a punto l'obiettivo non tanto della possibilità che deve essere offerta a tutti i ragazzi di frequentare una scuola quanto l'obiettivo di diffondere il diritto allo studio, che si incentra più precisamente sul diritto al successo scolastico.

Non basta aprire scuole in tutti i Comuni, mantenerle e consentire ai ragazzi di frequentarle. Questo non è sufficiente. Bisogna operare all'interno delle scuole e lo strumento dell'autonomia scolastica è un potente fattore di innovazione di questo processo. Operare per creare le condizioni di benessere che consentano ai ragazzi di star bene a scuola, di studiare e di raggiungere i gradi più alti di istruzione: questo è il nuovo concetto di diritto allo studio ed io mi auguro che in questa sessione di lavori possiate approfondirlo.

Anche l'integrazione multietnica è un argomento che viene spesso affrontato in maniera superficiale dai giornali (in questi giorni si discute il problema del presepe). Una volta si riteneva che l'integrazione si dovesse basare sull'acquisizione velocissima e immediata di tutti i valori e le tradizioni del Paese ospitante.

Oggi l'approccio alla multietnicità è sostanzialmente cambiato e il processo di riforma lo sottolinea come obiettivo di uno scambio vicendevole di storia, di esperienza e di tradizioni. Mi è capitato di visitare scuole anche a Cagliari, trovare ragazzine e ragazzini provenienti dal Marocco e dalla Tunisia, e ho invitato i compagni di classe a farsi raccontare le fiabe e a farsi insegnare qualche parola della lingua, nella convinzione che nell'area del Mediterraneo ci siano moltissime tradizioni uguali e costituiamo tutti insieme un grande popolo con storia spesso comune. Questo è il concetto attuale di integrazione. Chi arriva, certamente impara dal Paese nel quale decide di vivere, ma porta anche la propria cultura.

Che dire poi di scuola e lavoro? È una delle tematiche più importanti che spesso viene affrontata con enormi problemi qui in Sardegna. Ha grandi costi che non sono sopportabili dalla Regione, che ha risorse economiche limitate. Siamo impegnati - accanto alle istituzioni regionali - per cercare di razionalizzare tutto il percorso della formazione professionale che è finalizzata al lavoro.

Fino a poco tempo fa si riteneva che il tempo della scuola dovesse essere un tempo assolutamente separato da quello dell'ingresso nella società e nel mondo del lavoro. Poi si è compreso in modo più efficace che l'educazione al lavoro dovesse anch'essa costituire un potente fattore educativo dell'individuo. Perciò lo scambio di esperienze e l'alternanza scuola-lavoro, oggi, è uno degli obiettivi sui quali far esercitare anche e soprattutto le scuole come i Licei classici e scientifici che fanno del loro percorso formativo una questione solo di apprendimento teorico, rimandando le problematiche del lavoro ad un secondo momento.

In Sardegna abbiamo circa 30 Istituti che sperimentano l'alternanza e abbiamo sottoscritto importanti documenti d'intesa con la Confindustria sarda, con l'Api Sarda, con il mondo del lavoro dell'imprenditoria per istituire un'anagrafe delle imprese disponibili e consentire ai ragazzi di fare degli stage. Abbiamo fatto alleanze con scuole di altre Regioni con un progetto europeo e l'anno scorso abbiamo portato 230 ragazzi sardi a svolgere esperienze di alternanza in altri Paesi d'Europa.

Mi ritrovo molto in alcune parole dette dal Presidente Spissu, cioè che il lavoro che fa la scuola spesso è un lavoro duro. Quello che cambia la realtà è poco conosciuto perché i mezzi di comunicazione preferiscono riportare gli episodi di contrapposizioni sindacali, di chiusura dei posti nelle scuole che non corrispondono a verità.

E se c'è uno stato di sofferenza in Sardegna, questo dipende unicamente dal fatto che in 4 anni abbiamo perduto circa 32.000 alunni e questo fa alcune migliaia di posti di lavoro in meno, pur mantenendo tante eccezioni: scuole aperte nei territori interni con pochi alunni, classi scarse di alunni, anche se oggettivamente 30.000 alunni in meno non consentono di mantenere gli stessi posti di lavoro e lo stesso numero di classi. Questo è il lavoro duro che facciamo per consentire comunque alle scuole sarde di essere presenti sul territorio e di funzionare anche derogando dall'applicazione delle regole nazionali, che in Sardegna non sono proprio calibrate al 100%.

Comunque, ancora un ringraziamento. Buona giornata, con grande soddisfazione e consapevolezza dell'eccellenza della scuola sarda.

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