Associazione tra gli ex Consiglieri Regionali della Sardegna
Rivista Presente e Futuro n. 16 - Dicembre 2003


Silvia Benussi

Donne candidate al Consiglio regionale della Sardegna 1

L'esiguità della presenza femminile nell'ambito delle istituzioni italiane di carattere rappresentativo ha la sua radice nella complessa questione della partecipazione politica femminile. Al fine di comprendere le ragioni del limitato numero di donne negli organi elettivi è fondamentale esaminare la fase in cui si apre la possibilità di entrare a far parte di tali organi, quindi il momento in cui i partiti scelgono i candidati per formare le liste elettorali e li sostengono durante la campagna elettorale. L'assunzione di una carica politica, che si tratti dell'amministrazione degli enti locali di competenza più ristretta come i Comuni o delle cariche parlamentari, è in genere l'esito di un determinato percorso politico compiuto dall'eletto e dal partito o movimento politico al quale egli appartiene, percorso complesso e prolungato nel quale la candidatura è un momento cardine che racchiude diversi aspetti della partecipazione politica: il ruolo svolto da uomini e donne nella dirigenza dei partiti, la designazione del candidato e del collegio, l'impegno che il partito profonde nell'appoggiare la candidatura sono elementi che vincolano la scelta compiuta dall'elettore.

Studiare le candidature è quindi essenziale, poiché l'assenza delle donne nelle istituzioni prende forma soprattutto al momento della formazione delle liste e della campagna elettorale. Ovviamente l'analisi dell'inadeguato numero di donne candidate non esaurisce le problematiche relative alla partecipazione politica femminile, dal momento che la presenza delle donne non riesce a comportare una variazione del modo di fare politica neanche quando si realizza; risulta impossibile per le donne proporre nuovi modi di fare politica che siano accettati da tutti, possono solo, e limitatamente, accedere alla politica maschile 2. Tuttavia tale questione diventa prematura se si osserva che l'attuale presenza politica delle donne è estremamente bassa e quindi l'idea di proporre un modo alternativo di fare politica si scontrerebbe comunque con una debolezza che è innanzi tutto numerica.

L'esiguità della presenza femminile nella vita politica della Sardegna trova la sua più significativa dimostrazione nel limitato numero di donne che hanno avuto l'opportunità di presentarsi di fronte agli elettori per chiedere di diventarne i rappresentanti nella più importante istituzione politica della Regione, il Consiglio regionale. È stato ampiamente sottolineato dagli studiosi come il tipo di istituzione non sia irrilevante ai fini della partecipazione politica femminile. È in tal senso interessante osservare come di solito, anche se non sempre, la presenza femminile aumenti quanto più diminuisce l'importanza politica dell'istituzione di cui si parla: ad esempio l'analisi di M. Sineau sulla Francia dei primi anni Novanta ha evidenziato come la presenza delle donne diminuisse passando dagli organismi più ristretti territorialmente a quelli più ampi. Dai Consigli comunali al Parlamento era attestata una diminuzione progressiva del numero delle donne, così come le donne erano sempre meno presenti nei Consigli comunali quanto più aumentava la dimensione dei Comuni presi in considerazione, e così come il numero delle donne sindaco era in proporzione inferiore al numero delle donne consigliere comunale 3.

La presenza delle donne nelle liste elettorali è un problema considerevole ovunque, ma la valenza del Consiglio regionale è particolare: si distingue dagli organismi locali quali quelli provinciali e comunali non solo per l'estensione del territorio di cui si occupa, o per il fatto di essere eletto dall'intera popolazione sarda, ma anche e soprattutto perché svolge l'attività legislativa, e quindi di suprema importanza per gli interessi dell'Isola. Al contempo, il Consiglio regionale è percepito dalla popolazione, ovviamente, come un ente più vicino rispetto al Parlamento, e in particolare i consiglieri che ne fanno parte sono sentiti più prossimi rispetto ai parlamentari. Dunque nel suo essere così importante e così legato alla realtà della quale è espressione riveste un ruolo fondamentale nella vita della Sardegna. E tanto più dovrebbe essere rilevante la presenza delle donne al suo interno, se si tenesse in debito conto il peso sociale delle donne sarde. Ma in realtà i dati sono sconfortanti e, quel che è peggio, non sembrano migliorare col passare del tempo. I dati che ho raccolto sulle candidature mostrano esplicitamente la portata del divario fra rappresentanza maschile e femminile.

Nella tabella 1 sono elencate le percentuali delle donne che sono state candidate nelle dodici elezioni che dal 1949 al 1999 hanno determinato la composizione del Consiglio regionale della Sardegna, suddivise per circoscrizione elettorale. Le circoscrizioni elettorali corrispondono alle province (Cagliari, Nuoro e Sassari fino alle elezioni del 1974; dal 1979 vi è anche la provincia di Oristano) con l'aggiunta di una circoscrizione unica regionale dalle elezioni del 1994. È opportuno ricordare che la prima elezione, nel 1949, era regolata dal d.p.r. 12 dicembre 1948, n. 1462, sulla base dell'art. 55 della L. c. 26 febbraio 1948, n. 3 (Statuto della Regione autonoma della Sardegna), secondo il quale "la prima elezione del Consiglio regionale avrà luogo in conformità all'articolo 16 dello Statuto ed alla legge per l'elezione della Camera dei deputati, secondo le norme che saranno stabilite con decreto legislativo, sentiti l'Alto Commissario e la Consulta regionale". Era previsto un sistema proporzionale a preferenza multipla, più precisamente vi era la possibilità di esprimere cinque preferenze nella circoscrizione di Cagliari, quattro in quella di Sassari e tre in quella di Nuoro; il computo del quoziente elettorale e dell'assegnazione dei resti tendevano a sfavorire i partiti minori. Lo Statuto prevedeva all'art. 16 l'elezione di un consigliere ogni ventimila abitanti, dunque non era previsto un numero fisso di seggi consiliari 4.

La L. r. n. 12 del 10 agosto 1951 e la L. r. n. 4 del 23 marzo 1961 confermarono l'impianto del sistema elettorale preesistente; vi fu in seguito una modifica per opera della L. r. n. 7 del 6 marzo 1979 che fissò in numero di due le preferenze attribuibili nelle liste elettorali di Oristano, istituì il collegio unico regionale per la ripartizione dei resti e corresse il computo del quoziente elettorale in maniera più vantaggiosa per i partiti minori. Con la L.r. 10 marzo 1989, n. 10 il numero dei consiglieri regionali fu fissato ad 80 e svincolato quindi dal numero degli abitanti 5. La L. r. n. 1 dell'11 marzo 1992 ha stabilito la possibilità di esprimere un'unica preferenza nell'ambito della lista prescelta, sulla traccia dei cambiamenti avvenuti nel sistema politico italiano negli anni Novanta, e la L. r. n. 16 del 27 agosto 1992 ha istituito la circoscrizione unica regionale per l'assegnazione di sedici degli ottanta seggi ed un secondo turno di votazione; tale meccanismo favorisce la prevalenza di partiti presenti in tutta la Regione rispetto alle liste radicate in aree circoscritte e la tendenza dei partiti ad aggregarsi in coalizioni, in vista di un lento avvicinamento al bipolarismo 6.

I dati presentati nella tabella 1 sono meramente relativi alla quantità di donne alle quali è stata offerta la possibilità di presentarsi all'elettorato, al di là della scelta di quest'ultimo, naturalmente in proporzione al numero complessivo dei candidati che sono stati presentati per ciascuna circoscrizione. Il fine è di verificare tale consistenza numerica e raffrontare i collegi riportando i dati relativi ad ogni elezione e quindi le variazioni nel tempo; infatti, compiendo un'analisi relativa all'intera storia delle elezioni regionali è necessario esaminare i dati in prospettiva diacronica per verificare non la staticità del singolo dato ma la linea di tendenza dell'intero periodo.

Tabella 1: donne candidate per elezione e circoscrizione elettorale (valore percentuale) 7

 

CAGLIARI

NUORO

SASSARI

ORISTANO

REGIONALE

1949 8

3,5

4,8 

3,8

-

-

1953 9

3,4

3,4

2,3

-

-

1957 10 4,9 3,2 2,9 - -
1961 11 2,4 0,8 1,7 - -
1965 12   2,8 2,4 0,6 - -
1969 13 4,2  3,7 1,8 - -
1974 14 5,1  4,8 6,1 - -
1979 15 10,9 14,9 13,0 9,4 -
1984 16 11,6 9,5  8,2 10,0 -
1989 17 16,4  16,5 14,3  8,3 -
1994 18 13,8  7,8 12,8 13,6 13,5
1999 19 15,2 10,2  14,2 10,6 15,0

  Figura  1: donne candidate per elezione e circoscrizione elettorale (valore percentuale)