Associazione tra gli ex Consiglieri Regionali della Sardegna


MARIAROSA CARDIA

Discorso di apertura della manifestazione di premiazione

(Cagliari, Aula Consiglio regionale, 13 novembre 1999)


Per prima cosa sento di dover rivolgere, anche a nome di tutti i colleghi dell'Associazione tra gli ex consiglieri regionali della Sardegna, un affettuoso benvenuto alle alunne e agli alunni delle scuole che hanno risposto al nostro invito e hanno partecipato al concorso sui 50 anni di autonomia della Sardegna. E insieme a loro saluto i docenti e le autorità scolastiche che li hanno affiancati e guidati in questo impegno, saluto le autorità presenti, i parlamentari, i consiglieri regionali.

Vogliamo che questa mattina sia per tutti noi un momento di festa, perché rappresenta la tappa conclusiva di un itinerario iniziato un anno fa, quando nel gennaio del 1998, in occasione dei 50 anni dall'approvazione dello Statuto sardo, abbiamo presentato in una conferenza stampa questa iniziativa.

Come è nata? Cosa ci aspettavamo? Come l'abbiamo impostata?

I cinquanta anni dall'approvazione dello Statuto sardo e dall'elezione della prima Assemblea rappresentativa democratica dei sardi sono anniversari importanti perché con quelle date - gennaio 1948 e maggio 1949 - si è chiusa una fase di plurisecolare di aspirazione all'autonomia e se ne è aperta una nuova, nella quale i sardi per la prima volta nella storia hanno concorso a formare l'ordinamento politico italiano e sono divenuti soggetto politico autonomo. Ma mezzo secolo di vita induce anche ad un bilancio rigoroso dell'operato delle istituzioni autonomistiche, del loro rapporto con i cittadini, della efficacia della loro azione per promuovere e sostenere lo sviluppo dell'isola. A questo bilancio e alla discussione sulle prospettive future sono state rivolte numerose iniziative.

Anche la nostra Associazione - che ha tra i propri fini statutari quello di "esaltare i valori dell'autonomia e la funzione del Consiglio regionale" e di contribuire "alla conoscenza dello Statuto sardo ed alla difesa e all'attuazione dei suoi principi" - ha voluto recare il proprio contributo a questo sforzo di riflessione e di elaborazione. Ma ha inteso farlo in un modo inusuale, privilegiando il rapporto con le giovani generazioni e con le istituzioni formative dell'isola. Questa scelta è nata dalla convinzione che sia indispensabile consolidare il rapporto tra la collettività regionale e gli istituti autonomistici, riservare una sempre maggiore attenzione alla questione dell'autonomia nella formazione dei giovani sardi, e curare di più e meglio il rapporto con le giovani generazioni per prepararle a diventare classe dirigente consapevole e all'altezza dei problemi da affrontare. Dalla convinzione che l'autonomia, per nascere, per vivere, per crescere abbia bisogno di essere sorretta da una comunità partecipe, convinta e vigile.

E' stato promosso così, insieme con l'Istituto Regionale Ricerca Sperimentale Aggiornamento Educativi, - che si è rivelato un partner prezioso e che ringrazio per l'impegno profuso (Alberto Granese, Giampiero Liori, Rosella Capriata) - e in collaborazione con la Sovraintendenza scolastica regionale e i Provveditorati agli Studi, il progetto che ha coinvolto quest'anno tutte le scuole sarde di ogni ordine e grado. Le Presidenze del Consiglio e della Giunta regionale della Sardegna hanno condiviso e patrocinato l'iniziativa, insieme alla Fondazione Banco di Sardegna e alla Sfirs. Siamo particolarmente grati al Consiglio regionale che con la sua consueta ospitalità ci consente di sviluppare al meglio la nostra attività.

Apertura della manifestazione di premiazione del Concorso scolastico sui 50 anni di autonomia. Da destra a sinistra: il presidente dell'IRRSAE prof. Alberto Granese, la presidente dell'Associazione prof. Mariarosa Cardia, il vice presidente del Consiglio regionale on. Pierluigi Carloni, il segretario generale del Consiglio dott. Lorenzo Pirina.

Il concorso è iniziato in occasione della celebrazione dell'anniversario della Regione, che dovrebbe diventare un appuntamento annuale, sulla base della L.R. 24 luglio 1950, n. 37 che prevede che nell'ultima domenica di gennaio la Regione celebri ogni anno la sua costituzione in Ente autonomo. E' proseguito con la realizzazione sul territorio regionale (a Oristano, Lanusei, Iglesias, Sassari, Nuoro, Quartu S. Elena, Cagliari, Olbia) tra febbraio e marzo di otto conferenze di presentazione e discussione, alle quali hanno partecipato circa trecento insegnanti e dirigenti scolastici. Le conferenze, presiedute dai soci Alessandro Ghinami, Salvatore Muravera, Antonio Guaita, Pietro Soddu, Carlo Sanna, Mariarosa Cardia e Mario Birardi, sono state introdotte dalle relazioni del prof. Giovanni Lilliu, del prof. Manlio Brigaglia e del prof. Carlo Felice Casula, ai quali rinnovo il nostro ringraziamento.

I bambini delle scuole materne ed elementari si sono cimentati sul tema "Le immagini, i colori, i suoni nel cammino del popolo sardo verso l'autonomia"; i ragazzi della scuola media hanno affrontato il tema "Il cammino della libertà e della maturazione civile dei sardi nei cinquanta anni di autonomia", e gli studenti delle scuole superiori quello relativo alla "Sardegna e Europa: il progresso e lo sviluppo del popolo sardo nella costruzione dell'identità autonomistica". Ai concorrenti è stata lasciata totale libertà nella scelta espressiva: verbale, dattiloscritta - in lingua italiana, sarda o in altra lingua dell'Unione europea - grafico-pittorica, plastica, musicale, teatrale, coreografica, a più linguaggi, multimediale.

Gli elaborati prodotti dalle scuole sono stati selezionati a maggio a livello provinciale da Comitati tecnici e infine il Comitato scientifico regionale ha individuato i lavori vincitori. La difficoltà di scegliere, in taluni casi, si è superata introducendo dei premi ex aequo, che portano a diciassette i lavori premiati e costituiscono un riconoscimento al particolare impegno che la scuola materna e quella elementare hanno manifestato. I lavori presentati, sebbene non numerosissimi, (probabilmente sia per la novità del tema sia per il contemporaneo processo di riforma che ha investito la scuola), hanno dimostrato però una vivacità e una freschezza propositiva che ci ha indotto a predisporne la mostra. Anche questa ulteriore tappa dell'iniziativa è stata segnata dal rapporto privilegiato con i giovani studenti. A curare l'esposizione dei lavori e a proporre il logo della manifestazione sono state, infatti, le classi V A sperimentale e IV A architettura del Liceo artistico di Cagliari, mediante un laboratorio didattico guidato dai professori Luigi Medda, Alessandro Asara, Daniela Zedda e Adria Petani, che ringraziamo per la disponibilità e la perizia dimostrata nel loro impegno.

L'aula consiliare durante la manifestazione di premiazione del Concorso scolastico

Ci sembra che questo primo risultato ci incoraggi a proseguire su questa strada, individuando forme sempre più mirate ed efficaci per far crescere nella gioventù sarda una coscienza autonomistica, ispirata ai principi di libertà e di giustizia che la Dichiarazione universale dei Diritti dell'Uomo ha solennemente proclamato, e per gettare un ponte ideale tra passato e futuro. Abbiamo voluto scommettere sui giovani. Abbiamo vinto e vogliamo rilanciare la scommessa: a noi, alle scuole, ma soprattutto alle istituzioni dell'autonomia. Noi abbiamo solo aperto una strada, un percorso che deve essere incessantemente frequentato nei due sensi: le istituzioni autonomistiche e i loro rappresentanti devono avere un occhio di riguardo verso i giovani cittadini e le loro esigenze, e la nostra gioventù, a sua volta, deve formarsi con la consapevolezza di dover essere la futura classe dirigente, sulla quale graverà il compito di difendere e rafforzare la democraticità e la funzionalità delle istituzioni autonomistiche.

Signor Presidente, ragazze e ragazzi, signore e signori, ho parlato di una giornata di festa, ma questo non significa ignorare che in questa stessa sede si stanno vivendo giornate di tensione e di preoccupazione. Ne siamo pienamente consapevoli. Eppure, proprio in questo momento nel quale la crisi istituzionale ha raggiunto in Sardegna livelli di inusitata gravità, non solo dobbiamo infittire il dialogo con i nostri giovani, per trasmettere loro rigore di analisi, senso di responsabilità, prospettive per il futuro, ma, aggiungo, dobbiamo nel contempo saperli ascoltare, saper cogliere i messaggi che anche questi lavori ci mandano. I loro colori solari, i loro racconti, le loro immagini, le loro forme - li vedrete tra breve alla mostra - non nascondono i problemi del nostro popolo, ma sono capaci di offrire una raffigurazione della Sardegna pulsante di vita, di interessi, di potenzialità, di fiduciose attese.

Questa Sardegna esiste. Questa Sardegna vuole crescere e portare avanti le faticose conquiste del passato. Questa Sardegna vuole avere un ruolo di pace e di sviluppo in Europa e nel pianeta. Solo le istituzioni democratiche e autonomistiche possono renderlo possibile. Il mio, il nostro augurio è che esse e i loro rappresentanti sappiano superare senza indugi questa fase critica e dimostrare la forza e la saggezza necessarie per evolversi al servizio dello sviluppo e del benessere della nostra comunità regionale.