Associazione tra gli ex Consiglieri Regionali della Sardegna

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Risoluzione sulla posizione delle Autonomie speciali nel processo di riforma costituzionale dello Stato. (aprile 1997)

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L'assemblea dell'Associazione tra gli ex consiglieri della Sardegna ha discusso il 5 e il 21 aprile 1997 sui temi della riforma dello Stato, prendendo in esame rilevanti documenti sulla revisione costituzionale, quali la mozione recentemente approvata dal Consiglio regionale, il documento approvato dai presidenti delle Regioni e delle Province autonome e la risoluzione approvata dal Coordinamento dei presidenti delle Giunte e delle Assemblee delle Regioni a statuto speciale.

L'Assemblea, dopo ampio e approfondito dibattito, è concorde nel sostenere il valore del federalismo solidale, l'esaltazione dell'istituto autonomistico, la salvaguardia della specialità.

Auspica, quindi, una modifica costituzionale informata al principio di sussidiarietà, che riservi allo Stato federale soltanto le attribuzioni strettamente connesse all'interesse generale e alle esigenze di carattere unitario, riconosca alle Regioni federate un ruolo esclusivo, a livello legislativo e amministrativo, nei processi decisionali di loro diretto interesse, e regoli i rapporti tra Regioni, Province e Comuni. In tale contesto le Regioni saranno titolari delle funzioni amministrative di carattere unitario regionale, di indirizzo e di coordinamento, e devolveranno tutte le altre funzioni a Province e Comuni, garantendo altresì che gli obiettivi generali della programmazione economica, sociale e territoriale siano definiti dalla Regione con la partecipazione delle Province e Comuni, attraverso idonee procedure.

Nell'ambito della revisione degli organi costituzionali dello Stato in senso federalista si ritiene di particolare rilievo l'istituzione del Senato delle Regioni costituito sulla base di una rappresentanza politica a livello paritario tra le Regioni federare, e la attribuzione al Senato delle Regioni della nomina di 4 componenti della Corte costituzionale.

Parimenti, la riforma federalista dello Stato deve aprirsi agli sviluppi dell'Unione Europa federale e tendere a consentire la partecipazione delle autonomie regionali e locali, in un rapporto di cooperazione con lo Stato, ai processi decisionali nazionali concernenti la vita e le politiche dell'Unione. Deve altresì riconoscere alle Regioni la competenza nelle materie loro attribuite sui rapporti con le istituzioni comunitarie e sui rapporti di cooperazione interregionale, nonché consentire di realizzare tutte quelle forme di cooperazione internazionale e partecipazione a reti di paternariato con i poteri territoriali anche non comunitari, nell'ambito del Trattato e degli accordi stipulati dall'Italia e dall'Unione Europea.

Occorre, inoltre, in relazione ad una attenta revisione costituzionale dell'articolo 119, 3° comma, individuare meccanismi perequativi, insieme ad una coerente impostazione legislativa e programmatica, improntati alla soluzione della questione meridionale e al superamento del divario strutturale Nord - Sud, garantendo la realizzazione delle "pari opportunità" regionali.

L'Assemblea ritiene che nel quadro di un nuovo assetto costituzionale, vadano riaffermate le peculiarità di carattere storico, etnico, linguistico, culturale, socio - economico, geografico, insulare, alle quali debbono corrispondere adeguati poteri e strumenti atti a salvaguardarle e a valorizzarle.

A tal fine va ribadita la valenza costituzionale degli Statuti speciali e, in considerazione della loro natura pattizia e pre-costituzionale, il riconoscimento  dell'esclusivo diritto di avviare delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ad avviare la procedura di revisione statutaria, con la garanzia che soltanto attraverso il raggiungimento del consenso su un identico testo tra tali organi e il Parlamento sarà possibile modificare gli statuti. Vanno comunque estese alle Autonomie speciali le più ampie forme di autonomia che la nuova Costituzione dovesse riconoscere alle Regioni di diritto comune, previa intesa Stato - Regione sulle risorse umane e finanziarie, i beni e gli strumenti organizzativi necessari ad esercitare le nuove competenze.

L'Assemblea, convinta dell'importanza di un ampio e diffuso coinvolgimento del popolo sardo e delle sue istituzioni autonomistiche in una fase così rilevante della storia della Repubblica, auspica che il dibattito in corso sulla riforma dello Stato veda partecipe l'intera comunità regionale per riaffermare unitariamente i valori dell'autonomia e del federalismo, e si impegna a contribuire in tal senso attraverso adeguate iniziative.

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