Associazione tra gli ex Consiglieri Regionali della Sardegna

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2° Conferenza delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome

LE REGIONI A STATUTO SPECIALE E LE PROVINCE
AUTONOME NELL'EUROPA DEL 2000

LE RAGIONI DELLA SPECIALITA' NELL'ORDINAMENTO FEDERALE

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I Presidenti delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome ed i Presidenti delle relative Assemblee legislative riaffermano l'attualità delle ragioni storiche, politiche, culturali, linguistiche e geografiche che hanno portato al riconoscimento e legittimano pienamente la specialità della loro autonomia.

L'autonomia speciale, che ha risolto e risolve situazioni di grave conflitto, intesa come strumento indispensabile ad assicurare un'adeguata risposta alle peculiarità e alle necessità di realtà regionali da sempre vocate all'autogoverno, non perde il suo valore né può venir meno a fronte dell'auspicato processo di evoluzione in senso federale dello Stato.

Il federalismo non può essere inteso come omogeneizzazione di realtà la cui specialità costituisce un patrimonio, non solo per il Paese, ma per l'intera Europa, che solo oggi sembra scoprirne il valore ed in alcune situazioni troppo tardi. Per questo motivo i Presidenti delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonomie ed i Presidenti delle relative Assemblee legislative avvertono la necessità di rafforzare la loro collaborazione e la reciproca solidarietà assumendo, ogni qualvolta ciò sia possibile, posizioni unitarie per rafforzare il ruolo di interlocutori necessari dello Stato nel processo di riforma in atto.

Tutto ciò premesso, individuano come essenziale il perseguimento dei seguenti obiettivi:

1. Il mantenimento della valenza costituzionale degli Statuti speciali. La garanzia che soltanto attraverso il raggiungimento del consenso su un identico testo tra le Autonomie speciali ed il Parlamento sarà possibile modificare o integrare gli attuali Statuti, non tralasciando in necessario raccordo con le istituzioni dell'Unione Europea;

2. Il pieno riconoscimento dell'integrale autonomia organizzativa e - più ampiamente - dell'autonomia statutaria delle Regioni e Province autonome;

3. L'estensione alle Autonomie speciali delle ulteriori forme di autonomia che il nuovo assetto istituzionale dovesse riconoscere alle Regioni ordinarie, previa intesa tra lo Stato e le Autonomie speciali sulle risorse umane, finanziarie e i beni necessari ad esercitare le nuove competenze;

4. La necessità di concorrere al processo di riforma istituzionale attraverso un'adeguata presenza delle Autonomie speciali presso le sedi istituzionali competenti;

5. Che la riforma in senso federale dello Stato avvenga attraverso un effettivo riordino istituzionale e senza ulteriori rinvii, e che in tale ambito il riconoscimento della specialità, così come previsto dagli emendamenti presentati dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome, dall'ANCI e dall'UNPI, ed in generale della legittimità di scelte che più si attagliano alla specialità di ogni Regione costituisca un elemento di stimolo, incisività e ricchezza per l'intero Paese.

Allo scopo di rafforzare la propria posizione unitaria nei confronti degli organi dello Stato centrale per il raggiungimento dei suddetti obiettivi, decidono inoltre di istituire un Comitato permanente delle Regioni a Statuto speciale e delle Province autonome, con la presenza delle Giunte e delle Assemblee legislative regionali.

Villasimius, 16 settembre 2000

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